Carmina Martellotti: donna coraggio

Giugno 6, 2020 by  
Filed under Gioia Nota, Storia

12 febbraio 1799. Il sacerdote Francesco Soria dal pulpito della Chiesa Madre istiga la folla alla controrivoluzione. Disegno di Mimmo Alfarone.

La Storia è piena di personaggi maschili; raramente appaiono nei libri nomi femminili, quasi a ricordare che gli eventi storici siano di appannaggio esclusivo degli uomini, mentre le donne sono relegate alla gestione dei figli e della casa.

Fanno eccezione alcuni casi eclatanti, che proprio perché tali non sono passati sotto silenzio, ma accanto a questi i nomi di una miriade di donne, pur  impegnate nella società del loro tempo, sono caduti nel dimenticatoio.

Nella Storia minore, ma non per questo meno importante, cioè quella che interessa le vicende di una singola città o comunità, vi sono esempi luminosi di “eroine”, di donne che, sprezzando il pericolo e la propria incolumità, hanno manifestato un coraggio non comune e con il loro comportamento hanno contribuito a ripristinare l’ordine, la giustizia e far prevalere il rispetto della legalità e a coltivare i valori fondamentali del vivere civile. Leggi tutto

Daniele e Filippo Petrera

Aprile 14, 2011 by  
Filed under Storia

danielepetreraDaniele Petrera fu un personaggio di spicco nel panorama scientifico e politico di Gioia del Colle, di cui ben poco si è detto e scritto proprio dov’egli nacque il 31 marzo del 1839.

Suo padre era un umile sarto, Filippo Petrera junior, nipote del Filippo Petrera che insieme ad altri patrioti gioiesi fu ucciso e bruciato nel rogo di Piazza Castello il 14 febbraio del 1799, reo di aver piantato, insieme a Biagio e Giuseppe Del Re e Donatantonio Losito, l’albero della libertà per propugnare i principi della rivoluzione francese. Daniele Petrera era un fanciullo brillante, grazie agli enormi sacrifici di suo padre, che in lui aveva riposto ogni speranza di riscatto sociale dalla povertà, si diplomò e conseguì la laurea in Medicina presso l’Università di Napoli. In questa città si formò professionalmente e culturalmente, nutrito dai venti patriottici che vi aleggiavano, permanendovi fino al compimento degli studi, aiutato dalla sua famiglia. 

Il versatile ingegno manifestato negli studi, gli consentì di conquistare una borsa di studio che lo portò a perfezionare gli studi di medicina a Parigi. Nel 1866, all’età di 26 anni conquistò la medaglia d’Oro Luigi Settembrini e conseguì l’ambito premio. Tornato a Gioia, sua città natale, intraprese l’esercizio della professione, ma ben altro il destino aveva in serbo per lui.

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