Il Lunedì dell’Angelo a Gioia

Il giorno successivo alla Pasqua viene indicata popolarmente con il nome di Pasquetta. La Chiesa, invece, la chiama Lunedì di Pasqua o Lunedì dell’Angelo. Il calendario liturgico della Chiesa cattolica lo indica anche come lunedì dell’Ottava di Pasqua. Infatti questa festività prolunga quella di Pasqua, viene celebrata come secondo giorno di Pasqua e prende il […]

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L’Angelo annuncia alle Donne la resurrezione di Gesù

Il giorno successivo alla Pasqua viene indicata popolarmente con il nome di Pasquetta. La Chiesa, invece, la chiama Lunedì di Pasqua o Lunedì dell’Angelo. Il calendario liturgico della Chiesa cattolica lo indica anche come lunedì dell’Ottava di Pasqua. Infatti questa festività prolunga quella di Pasqua, viene celebrata come secondo giorno di Pasqua e prende il nome dal fatto che in questo giorno si ricorda l’incontro dell’angelo con le donne giunte al sepolcro di Gesù per imbalsamare il suo Corpo con preziosi unguenti.

L’evangelista Matteo (28, 1-8) ci ricorda che passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana (per noi il lunedì di Pasqua) Maria di Magdala e l’altra Maria (madre di Giacomo e Giuseppe; l’evangelista Marco cita anche Salome) andarono  a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa… L’angelo disse alle donne: Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco io ve l’ho detto. Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli. Lo Stato italiano nel dopoguerra introdusse il lunedì di Pasqua come festività civile.

Il nome Lunedì in albis (dal latino: in bianco) sicuramente proviene dal colore della veste bianca indossata dall’angelo al momento dell’incontro con le donne presso il sepolcro di Gesù (Mc, 16, 5, vestito d’una veste bianca e Gv. 20, 12, vide due angeli in bianche vesti).

Il termine Pasquetta è stato introdotto dal popolo per ricordarci che la Pasqua non si esaurisce con la domenica, ma continua anche il giorno successivo e, direi, per tutto l’anno liturgico, per ricordare che i cristiani devono operare ogni giorno la resurrezione dal peccato e il cambiamento di stile di vita, in conformità alla predicazione evangelica.

Di seguito riporto la ricerca storica del nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli.

Il Lunedì dell’Angelo o la Pasqua dell’Angelo a Gioia del Colle.

Il Lunedì dell’Angelo o la piccola Pasqua dell’Angelo è la giornata festiva che rappresenta il prosieguo liturgico della Pasqua Cristiana e ricorda l’annuncio della Resurrezione di Gesù proclamato dall’Arcangelo Gabriele alle Donne venute il mattino della Domenica al sepolcro per ungere il corpo del Signore.

In questo giorno si svolge la scampagnata fuori porta, in ricordo del percorso effettuato, attraverso il giardino di San Giuseppe di Arimatea, da Maria di Magdala, Maria di Cleofe e Maria di Salome per raggiungere il sepolcro di Gesù, situato al di fuori delle porte della città di Gerusalemme.

Dopo la resurrezione Gesù rimane con la Madonna, le discepole e gli Apostoli altri quaranta giorni sulla Terra, per testimoniare la sua mirabile resurrezione, prepararli alla missione evangelica ed alla discesa dello Spirito Santo.

Dopo quaranta giorni dalla Pasqua, Gesù ascende definitivamente al Cielo il giorno Giovedì 19 maggio dell’anno 30 d.C.

Anticamente a Gioia del Colle il Lunedì dell’Angelo era la festa popolare dell’Arcangelo Gabriele e dell’Annunciazione a Maria Santissima, in quanto questa solennità liturgica cadeva il 25 Marzo in piena Quaresima e quindi non poteva essere celebrata in modo degno e completo.

In questo giorno all’alba dalla Chiesa Madre partiva la processione devozionale della statua lignea dell’Annunciazione, titolare in sub ordine con la Madonna del Carmine della Chiesa Matrice.

Passata al Monte – Gioia del Colle – 15 Aprile 2007

La processione, vero e proprio pellegrinaggio, sostava per la benedizione presso la Chiesa di Sant’Angelo, per poi incamminarsi verso la Chiesa dell’Arcangelo Gabriele presso Monte Rotondo per la via per Monte Sannace fuori dal centro abitato.

La Chiesa dell’Angelo, intitolata a Maria Santissima Annunziata fu fatta edificare dall’Arcivescovo Romualdo II nell’anno 1303 e poi fu restaurata nell’anno 1505.

Giunti in Chiesa si celebrava la Santa Messa solenne al termine della quale la statua dell’Annunciazione effettuava tre giri intorno alla Chiesa in onore alla Santissima Trinità.

La processione aveva carattere propiziatorio ed era chiamata il ‘Passa Passa’, in quanto si sanciva l’atto di passaggio pasquale o di affidamento del comparaggio tra i padrini ed i cresimandi.

La processione ricordava l’antico ‘Sodalizio della Macchia’ con il matrimonio peuceta del Maggio Gioiese e la Terra, rappresentata dalla dea Maia.

La processione chiamata popolarmente la ‘Passata al Monte’ aveva la funzione di preservare i bambini dall’ernia, in quanto la Madonna Annunziata proteggeva i fanciulli da questa patologia che affliggeva i giovani costretti per necessità ad aiutare i genitori nei gravosi lavori agresti.

Dopo il rito i fedeli si riversavano nei campi circostanti per consumare il pranzo portato dalle proprie case. Solitamente si mangiava l’eventuale pranzo pasquale avanzato.

Le famiglie più ricche gustavano l’agnello o il capretto arrosto. Una vera prelibatezza ricercata era la braciola alla Yak-Yak di asina, ripiena di formaggio punto, capocollo gioiese, spezie ed erbe campestri. Si condivideva la torta salata del ‘Passaturo’ a base di verdure di campo, scamorza affumicata e uova sode.

Il pranzo si concludeva con la degustazione della pizza dolce di ricotta, con scorze di limone candite e cannella.

Gruppo a pranzo durante la ‘Passata al Monte’. (foto proprietà S. Lagosante)

Il pranzo all’aperto era sempre accompagnato dal vino rosso primitivo locale ed acqua di fonte.

Nel pomeriggio si recitavano le formule propiziatorie per scongiurare la cattiva sorte e le malattie.

Si recitava la supplica alla Madonna e l’invocazione all’Arcangelo Gabriele affinché portasse nelle famiglie sempre buone notizie.

All’imbrunire veniva acceso il falò, si benediva il fuoco ed a sera con le fiaccole ripartiva la processione di ritorno della statua dell’Annunciazione verso la Chiesa Madre, che rientrava anche a mezzanotte. Il percorso processionale era di circa sei chilometri.

In seguito all’aumento dei fedeli che partecipavano al sacro rito di origini pagane, il Capitolo della Chiesa Madre a cui apparteneva la Chiesa dell’Annunziata, decise di spostare la festa della ‘Passata al Monte’ alla Domenica successiva alla Pasqua o Domenica In Albis, al Giovedì seguente ed alla Domenica successiva alla Domenica In Albis in onore alla Trinità ed al Giovedì Santo, memoria dell’istituzione dell’Eucarestia e per onorare il giorno infra settimanale che ricordava l’Ascensione di Gesù al Cielo.

Il Lunedì di Pasquetta divenne il giorno in cui venivano effettuati i battesimi degli adulti o dei convertiti.

Quindi all’alba della Domenica dell’Ottava di Pasqua, dalla Chiesa Madre partiva la processione dell’Annunziata verso la Chiesa di Monte Rotondo, senza la sosta nella Chiesa di Sant’Angelo.

La statua della Madonna e  dell’Arcangelo Gabriele rimaneva per tutta la settimana, si svolgevano i riti propiziatori tradizionali nella Domenica In Albis, nel Giovedì seguente e nella terza Domenica dopo Pasqua..

Nella serata della Domenica successiva alla Domenica In Albis la statua dell’Annunziata ritornava in città nella Chiesa Madre.

In seguito alla regolamentazione dei sacri riti e per evitare danni e deterioramenti all’immagina mariana sacra la processione di andata e ritorno dell’Annunziata dalla Chiesa Madre fu soppressa e l’immagine della Madonna venne collocata definitivamente nella Chiesa di Monte Rotondo, permanendo  i tre giorni festivi esterni.

Con l’ulteriore regolamentazione dei riti religiosi venne soppressa la festa esterna del Giovedì e della terza Domenica dopo Pasqua, permanendo la sola festa liturgica della Domenica In Albis, Ottava di Pasqua.

 

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5 Aprile 2021

  • Scuola di Politica

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