La festa della Candelora

Il 2 febbraio, a distanza di quaranta giorni dal Natale, si celebra la festa della Presentazione del Signore al Tempio. Questa festa era conosciuta in Oriente sin dal IV secolo d.C.  A partire dai secoli VI-VII cominciò a sostituirsi ai riti pagani delle “lustrazioni” con l’aggiunta di una processione penitenziale che voleva ricordare la presentazione […]

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La Sacra Famiglia. Sulla destra la Madonna e San Giuseppe presentano Gesù al Tempio. Gioia, Chiesa della Candelora

Il 2 febbraio, a distanza di quaranta giorni dal Natale, si celebra la festa della Presentazione del Signore al Tempio.

Questa festa era conosciuta in Oriente sin dal IV secolo d.C.  A partire dai secoli VI-VII cominciò a sostituirsi ai riti pagani delle “lustrazioni” con l’aggiunta di una processione penitenziale che voleva ricordare la presentazione di Gesù al Tempio.

Nel secolo X questa festa in Galilea fu associata al rito della benedizione delle candele, da cui deriva il nome di Candelora. Sempre in quel secolo alla festa fu associata l’antifona “Luce per illuminare le genti”.

Gesù, figlio di Maria, entra nel tempio di Gerusalemme per essere riscattato, come prescriveva la legge ebraica (Luca, 2, 22) e per prendere possesso e per sostituire i vecchi sacrifici con quello del suo corpo.

La Presentazione è innanzitutto la festa di Gesù, il quale dà inizio alla serie delle sue manifestazioni, facendosi conoscere come la “salvezza di Dio e la luce delle genti”, ma è anche la festa di Maria, la Madre del Signore, che accompagna il riscatto dell’umanità dal peccato, azione che il Figlio opererà con la sua purificazione legale con il suo sacrificio, con il suo successivo sacrificio.

Infatti, attraverso questo rito il Cristo, per mezzo di Maria, compie la sua offerta pubblica al tempio di Gerusalemme, anticipazione della futura offerta sacrificale sulla Croce fuori dal tempio, ma sempre a Gerusalemme.A Gioia del Colle a nord dell’abitato è presente una Chiesa, risalente al secolo XVI, che nei decenni scorsi veniva indicata come chiesa di San Vito, nella quale operava l’omonima Confraternita.

Nei verbali della Visita Pastorale del 1623 dell’Arcivescovo Gesualdo, viene indicata con il nome di cappella di Santa Maria della Candelora e si sottolinea che si celebra messa solo nel giorno della Candelora o della Purificazione. Anche nei Decreti della Santa Visita del 1640, tra le cappelle extra muros, viene citata quella di Santa Maria della Candelora.

Sull’architrave della chiesa è riportata la scritta A. D. 1895, presumibile anno della sua ricostruzione o ampliamento.

La zona del presbiterio è occupata da un altare in marmo policromo sormontato da una nicchia che racchiude un complesso statuario che rappresenta la Presentazione di Gesù al Tempio e la Purificazione, scena che verosimilmente ha dato l’originario nome al luogo sacro (Chiesa della Candelora).

Vi sono raffigurati Simeone, che regge il Bambino Gesù in braccio, la Madonna, S. Giuseppe, la sacerdotessa Anna insieme ad un fedele e due bambini.

Di seguito riporto una ricerca storica del nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli.

La festa della Candelora a Gioia del Colle.  02 febbraio.

La parola Candelora significa candela, tempo della candela, festa delle candele e festa della luce. La festa della Candelora viene celebrata quaranta giorni dopo il Natale e ricorda la presentazione storica di Gesù Bambino al Tempio della città di Gerusalemme, avvenuta il 02 Febbraio dell’anno 01 d. C. o dell’anno 03 a. C. dell’era volgare, con l’offerta del sacrificio, come prescriveva la Legge ebraica di Mosè.

Anticamente la festa della Candelora concludeva il Tempo Liturgico natalizio. Con l’ingresso nel Tempio, il neonato veniva consacrato e presentato ufficialmente a Dio ed a tutta la Comunità ebraica, perché aveva superato il periodo della quarantena cautelativa, garanzia di buona salute e sopravvivenza.

Il sommo sacerdote incrociava due candele sulla testa del bambino, simbolo della luce, del bene e del male e della presenza divina, lo benediceva e lo presentava, sollevandolo, all’assemblea, in modo da diventare membro attivo della Comunità religiosa, sociale e politica. Poi veniva presentata l’offerta sacrificale o l’olocausto con il fuoco. Maria e Giuseppe offrirono umilmente una coppia di colombe.

Anticamente la solennità della Candelora ricordava la festa della Purificazione della Madonna a quaranta giorni dal parto. Le donne ebree, dopo aver partorito, erano impure e seguivano la quarantena materna o periodo di riposo e cautela dagli sforzi e dalle complicanze del parto. Dopo quaranta giorni, se la donna era in buona salute, veniva riammessa nella Comunità religiosa e civile, con l’abluzione sacra, in modo da riprendere la propria vita sociale, in caso contrario restava altri quaranta giorni in casa.

Quaranta era un numero simbolico che richiamava agli anni dell’esodo del Popolo di Israele.

La Chiesa della Candelora a Gioia del Colle

A Gioia del Colle la Candelora si celebrava nella Chiesa della Purificazione di San Vito Martire presso il Calvario cittadino o “giù alle Croci”. All’alba si assisteva alla Processione di Gesù Bambino benedicente, che, prelevato dal Presepe della Chiesa Madre, percorreva le vie dell’anello extramurario cittadino accompagnato dalle partorienti, dalle madri, dalle nutrici e dalle Figlie di Maria. Alla processione i fedeli partecipavano con le candele spente.

A Gioia del Colle la Candelora era definita la “Festa delle Candele” ed in questa occasione per le strade erano presenti i banchi delle cererie locali che vendevano la cera d’api, le candele ed il miele.

La processione poi giungeva presso la Chiesa della Purificazione, con l’intronizzazione nell’apparato della statua di Gesù Bambino, che veniva portata a spalle dai ragazzi. Alle ore undici, partiva dalla Chiesa Madre la processione dei bambini con i candelieri, che giungeva presso il Calvario cittadino, dove si celebrava la Santa Messa solenne, con la benedizione delle candele e dei bambini.

In occasione della festa della Candelora a Gioia del Colle, le mamme preparavano dei cannoli lunghi ripieni di crema di ricotta e fichi secchi e ricoperti dalla glassa all’uovo, simboli di fertilità.

A sera nei pressi della Cappella delle Cinque Croci, si incendiava il falò e dopo aver acceso le candele, partiva la processione, con Gesù Bambino per la Chiesa Madre, dove si assisteva al bacio della testa della statua ed alla sua reposizione in sacrestia.

Il giorno dopo, festa di San Biagio Vescovo e Martire, si dismettevano i Presepi domestici e delle Chiese gioiesi, dopo aver partecipato alla Santa Messa che prevedeva la benedizione della gola.

Con la festa della Candelora le ore di luce del giorno iniziano ad aumentare progressivamente.

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2 Febbraio 2021

  • Scuola di Politica

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