Il prof. Vito Jacobellis

Poco più di un secolo fa veniva a mancare un noto nostro concittadino: Vito Sante Jacobellis, il quale ancora oggi viene ricordato con il soprannome di Cavatijddd. Figlio di don Agostino, farmacista, e di Carolina Celiberti, nasce a Gioia il 6 agosto 1920. È noto a una numerosa schiera di studenti gioiesi per aver insegnato […]

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Il prof. Vito Jacobellis

Poco più di un secolo fa veniva a mancare un noto nostro concittadino: Vito Sante Jacobellis, il quale ancora oggi viene ricordato con il soprannome di Cavatijddd.

Figlio di don Agostino, farmacista, e di Carolina Celiberti, nasce a Gioia il 6 agosto 1920.

È noto a una numerosa schiera di studenti gioiesi per aver insegnato Storia e Filosofia nel locale Liceo Scientifico.

Si è interessato di numerosi temi storici, consapevole della validità e dell’attualità del detto historia magistra vitae, e dalla storia della propria famiglia trasse gli insegnamenti per affrontare il difficile cammino quotidiano. Quei valori di umanità, di impegno, di ascolto, di dedizione agli altri, che avevano nutrito la sua crescita e che gli erano stati abbondantemente forniti dai suoi genitori, furono le linee guida che ispirarono il suo cammino nei vari campi in cui spese le sue energie.

La Storia dell’umanità e quella della sua famiglia, unitamente agli insegnamenti che da essi ricavava, lo portarono a privilegiare l’approfondimento degli eventi della Storia.Tra i suoi studi va segnalato il saggio “Il Risorgimento italiano: origini e interpretazioni”, pubblicato negli Annali del Liceo classico e Scientifico “Virgilio” di Gioia del Colle (1954-1969), pubblicato nel 1970.

Oltre ad esercitare la professione di insegnante è conosciuto anche per il suo impegno politico e sociale a favore di Gioia. Infatti la sua permanenza a Gioia sarà ricordata per altri due motivi. Innanzitutto la figura di Vito Jacobellis è legata alla sua militanza attiva per circa 40 anni nella Democrazia Cristiana, anni durante i quali è stato spettatore, ma anche partecipe di numerosi cambiamenti politico-civili della società italiana.

Pur esercitando una notevole influenza nella vita politico-amministrativa di Gioia, non si presentò mai in lista come consigliere comunale, né ambiva ad alti incarichi all’interno del Partito, preferendo lavorare al suo interno e accettare le diversità di opinioni.

A detta di alcuni suoi compagni di scuola e di università era un tipo timido. Per superare tale timidezza pensò di dedicarsi alla vita politica, passo che lo avrebbe fatto uscire dal chiuso mondo in cui la timidezza lo aveva rinchiuso.

La sua visione politica, intesa come bisogno di essere utile per gli altri, bisogno che non avvertiva nella sua persona, vivendo in una famiglia ed in ambiente agiato, rafforzò in lui il senso dell’umanità e la voglia di risolvere i problemi urgenti e cocenti del vivere quotidiano dei suoi concittadini.

Non meno importante è stato il suo ruolo nella trasformazione e nell’ampliamento dell’Ospedale Paradiso.

Fino ai primi anni ’60 l’ospedale di Gioia era allocato nei locali del Ricovero di Mendicità “Minei-Taranto”, originariamente Convento dei Francescani Riformati, ambienti angusti e insufficienti per una popolazione di circa 30.000 abitanti.

Il Prof. Jacobellis, amministratore dell’Ospedale Paradiso, si spese per la costruzione di un nuovo Ospedale, che, grazie ad una fitta rete viaria che collega il nostro paese con numerose cittadine, fosse al servizio non solo di Gioia, ma anche di quei Comuni limitrofi.

A tal proposito occorre ricordare che nel 1954 l’Ospedale aveva 30 posti letto, insufficienti per i bisogni della popolazione gioiese e limitrofa, per cui   l’Amministrazione comunale richiede un mutuo di L. 100 milioni per aumentarne la dotazione di 70 posti letto. Per un Ospedale nuovo di 70 posti il preventivo dell’ing. Indellicati era di L. 179 milioni. Poco prima era stato acquistato un apparecchio radiologico, un lettino a trazione per gessate, un’attrezzatura per la marconiterapia e si stava per aprire un gabinetto di analisi.

Nel 1955 il Comune decide di contrarre un mutuo di L. 30 milioni per l’ampliamento dell’Ospedale, il cui costo, nel frattempo, era passato da 100 a 130 milioni e prevede l’accensione di un altro mutuo per acquistare il suolo per la sede della sezione territoriale INAM.

Fino al 1968 gli Ospedali erano considerati strutture operative dei Comuni, che li gestivano come II.PP.AA.BB.

Il Comune di Gioia ha gestito l’Ospedale, ampliandolo di reparti e di strutture, grazie anche al prof. Jacobellis, che a marzo del 1965, alla presenza dell’allora Presidente del Consiglio on. Aldo Moro, vede coronato il suo sogno con l’inaugurazione del nuovo Ospedale.

Vito Jacobellis e Moro durante l’inaugurazione dell’ospedale Paradiso

Sempre dietro l’interessamento del prof. Jacobellis l’Ospedale Paradiso viene riconosciuto come Ente Ospedaliero di Zona con DPR del 4 febbraio 1969, n. 434 e classificato come Ospedale Generale Provinciale con Decreto del Medico Provinciale n. 3424 del 16 marzo 1971.

La sua missione educativa, rivolta soprattutto ai giovani, lo portò a rivolgere una particolare attenzione per quella fascia di cittadini, non solo socializzando con loro le sue conoscenze politiche e culturali, ma anche impegnandosi nella creazione di nuove opportunità lavorative per gli stessi.

Forse anche per questo motivo fu coinvolto in vicende giudiziarie connesse alla sua funzione di amministratore dell’Ospedale, vicende che minarono il suo fisico. Seppure con qualche piccolo neo, possiamo dire che sostanzialmente la sua attività politica ed amministrativa ebbe sempre come obiettivo il bene di Gioia e della collettività gioiese.

In seguito alla morte della madre Carolina, avvenuta nel 1975, il prof. Jacobellis si trasferì a Bari, dove concluse il suo viaggio terreno il 21 settembre 1997.

Nella sua casa barese conservava gelosamente i quadri dello “zio Peppe”, quel Giuseppe Jacobellis, che aveva insegnato nella Scuola Popolare di Disegno e di Calligrafia di Gioia e di cui andava fiero.

A due anni di distanza dalla morte, nel 1999, la città di Gioia, per rendere omaggio a questo suo concittadino, ha voluto lasciare un segno del suo operato, soprattutto in campo sanitario, apponendo nell’ingresso dell’Ospedale Paradiso un mezzo busto del prof. Jacobellis, opera dello scultore Vito Lamanna di Castellana Grotte.

Accanto al busto è stata collocata una targa sulla quale è riportata la seguente iscrizione: Prof. Dott. Vito Jacobellis  Presidente Ente Ospedaliero Generale Provinciale “Paradiso” Gioia del Colle.

Del prof. Jacobellis il prof. Giuseppe Milano, suo amico e compagno di studi, recentemente scomparso, ha lasciato un personale ricordo nel testo “Gioia del Colle nell’800 e nel ‘900. Storia politica e sociale”, pubblicato nel 2008, consegnandoci un profilo inedito dell’amico.

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16 Ottobre 2021

  • Scuola di Politica

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