Il prof. Francesco Cortese

Quest’anno il prof. Francesco Cortese avrebbe compiuto 105 anni. Egli, infatti, nasce a Casoria il 23 dicembre 1916 e termina il suo percorso terreno a Gioia del Colle nel mese di aprile del 1998. Dopo aver completato gli studi superiori e quelli universitari ha svolto il servizio militare come Ufficiale di Complemento di Fanteria. Durante […]

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Il preside Francesco Cortese con gli alunni della classe III Liceo, a. s. 1972-73

Quest’anno il prof. Francesco Cortese avrebbe compiuto 105 anni.

Egli, infatti, nasce a Casoria il 23 dicembre 1916 e termina il suo percorso terreno a Gioia del Colle nel mese di aprile del 1998.

Dopo aver completato gli studi superiori e quelli universitari ha svolto il servizio militare come Ufficiale di Complemento di Fanteria.

Durante quel periodo di ferma ha avuto come soldato alle sue dipendenze Giuseppe Donatone (1918-1996), con il quale instaurerà una profonda e sincera amicizia e si ritroverà come collega docente presso il Liceo classico di Gioia del Colle.

Al termine del servizio militare partecipa e vince il concorso quale docente di Lettere classiche. Accetta l’insegnamento presso il Liceo Ginnasio di Gioia, che svolge fino alla sua nomina a preside nella stessa scuola.Oltre ad essere stato Ordinario di Italiano e latino nel Liceo Classico, ha ricoperto il ruolo di membro del consiglio di presidenza e del consiglio di amministrazione della cassa scolastica del Liceo classico.

Ha contribuito alla formazione culturale ed umana di numerosi alunni che sono stati suoi alunni.

Oltre ad aver  formato generazioni di giovani studenti, che lo ricordano simpaticamente con l’appellativo “don Ciccio”, di lui ci rimangono alcune iscrizioni presenti nella chiesa Dell’Immacolata di Lourdes.

Infatti sul sarcofago di don Sante Milano si può leggere  la seguente epigrafe: Hic qui te voluit templum sacrare Mariae illius cinerem protegat umbra tua. Qui, o Tempio, (è sepolto) colui che ti volle consacrare a Maria.  La tua ombra protegga le sue ceneri.

Anche sulla base delle due acquasantiere in pietra lavorata, presenti nella stessa Chiesa, si possono leggere le seguenti iscrizioni: ”Hac intinctus aqua temet signare memento Ut placeas Domino, vir mulierve, Cruce “.  Bagnato con questa acqua, uomo o donna, ricordati di segnarti, per essere gradito al Signore con il segno della Croce.

Te levibus solvit noxis qua aspergeris unda lustralis, saevum daemonem et ipsa  fugat “.  L’acqua lustrale con la quale ti aspergerai ti libera dai peccati veniali, la stessa acqua metta in fuga il crudele demonio.

Il suo carattere cordiale e sorridente, tipico degli uomini campani, mai estremamente severo anche nei momenti goliardici, ha reso più facile l’apprendimento delle materie letterarie agli studenti che nel corso degli anni del suo insegnamento sono stati affidati alle sue cure.

Si preoccupava di portare tutti i suoi alunni a raggiungere un buon livello di preparazione nelle discipline che insegnava.

Ricordo che durante il secondo ed il terzo anno di frequenza del Liceo classico il prof. Cortese mi chiese di aiutare due compagni di classe nello studio dell’italiano e del latino, per metterli nella condizione di recuperare alcune carenze e di affrontare serenamente l’esame di stato conclusivo del percorso scolastico.

Oltre al suo ruolo di docente si è impegnato fattivamente nella partecipazione attiva alla vita amministrativa di Gioia, ricoprendo il ruolo di consigliere e assessore alla Pubblica Istruzione. Ricordo che a volte, ma non sempre, quando il Consiglio comunale si protraeva oltre la mezzanotte per la stanchezza determinata da sedute fiume, preferiva concedersi una giornata di riposo, come da diritto a lui spettante, per non correre il rischio di cedere al sonno durante le sue ore di lezione.

Riusciva, però, a farci recuperare quelle ore di mancata lezione, nei giorni successivi.

Di seguito riporto un ricordo di Tonino Vasco, un mio compagno di scuola e alunno del prof. Cortese.

Ricordo con immenso affetto e con profonda stima il prof. Cortese, don Ciccio, come preferivo chiamarlo.

Giovanissimo ero stato un suo acceso supporter nella campagna elettorale amministrativa.

In seguito i ruoli si invertirono e fu lui un mio convinto sostenitore.

Il primo tema che ci assegnò in prima liceale rappresenta, significativamente, il suo programma di vita: una citazione di Orazio, “Natura nihil dedit hominibus sine strenuo labore”.

Paternamente tollerante, era in grado di notare, senza farlo pesare, l’uso di temari da parte dei suoi allievi.

Odiava però la stupidità, al punto che assegnò un clamoroso zero a un giovane che, essendosi avvalso di un temario del Settecento, riferendosi a Paolo Malatesta, non ebbe nemmeno l’accortezza di scrivere Paolo al posto dell’arcaico Paulo.

Gioiese d’adozione, appassionato alle tradizioni cittadine, fu promotore del conferimento della cittadinanza onoraria al Maestro Paolo Falcicchio.

Conservò sempre il legame affettivo con i suoi ex allievi e subì il dolore di seguire i funerali di alcuni suoi ragazzi, prematuramente scomparsi.

Chi lo ha conosciuto intimamente non può non riconoscere di aver ricevuto dalla sua frequentazione un evidente arricchimento culturale e spirituale.

È in corso la presentazione della richiesta di intitolazione di una strada cittadina al prof. Francesco Cortese.

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11 Agosto 2021

  • Scuola di Politica

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