Il pastificio Marella

Il pastificio Marella, come ricorda lo stesso titolare dell'azienda,  avvia la sua attività  lavorativa ricalcando le orme di famiglia.  A Gioia del Colle nacque nel 1897 Giovannino Vitto, nonno di mia moglie Grazia. Dopo una cruenta guerra sul Piave, quando molti emigravano per cercare  fortuna   nei nuovi mondi,  "Giuannine  culechiatte" (nome e soprannome), decise di avviare, […]

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Antonio MarellaIl pastificio Marella, come ricorda lo stesso titolare dell'azienda,  avvia la sua attività  lavorativa ricalcando le orme di famiglia. 

A Gioia del Colle nacque nel 1897 Giovannino Vitto, nonno di mia moglie Grazia. Dopo una cruenta guerra sul Piave, quando molti emigravano per cercare  fortuna   nei nuovi mondi,  "Giuannine  culechiatte" (nome e soprannome), decise di avviare, da pioniere, insieme alla moglie Graziella, un'attività di salumeria-gastronomia, con annessa piccola   produzione di prodotti tipici locali, fra cui la pasta tradizionale e prodotti da forno come i taralli e la peddechedde" focaccina impastata con le patate e adeguatamente imbottita, il più delle volte ed a richiesta del cliente, con salumi o formaggi. Profumi, sapori e nostalgie di altri tempi che continuano a riempirci il  cuore. ( Dal sito  Pastificio Marella ).   

L’azienda Marella, a conduzione prettamente familiare, rinasce  a Gioia nel 1987. Produce paste artigianali di semola di grano duro, prodotti da forno e dolci di mandorla della tradizione pugliese, utilizzando solo materie prime locali. Infatti tutti i grani sono coltivati sugli altopiani murgesi e Tavoliere di Puglia da piccole Aziende agricole nelle diverse varietà Cappelli, Simeto, Svevo, Arcangelo, Duro Lucano, Quadrato, Kronos, trasformati in semola nel piccolo mulino CAMEMA in Altamura ed utilizzati in blend negli impasti utilizzati. In particolare, il grano Senatore Cappelli, risorto a nuove colture, produce una SEMOLA

che viene impastata anche in purezza. Si utilizziamo solo trafile in bronzo, telai statici di raccolta ed essiccazione a bassissima temperatura, a 37/38 gradi. Il risultato è un grande prodotto, dal profumo intenso, che ha una crescita marcata in cottura e una porosità fuori dalla norma. Al consumo si presenta di grande corpo, con una capacità di assorbimento dei condimenti che stupisce. 

I clienti, il mercato e la comunità esprimono sempre più una domanda globale di qualità e sicurezza alimentare alla quale le imprese e le istituzioni sono chiamate a rispondere. Un   sistema di gestione certificato da un ente terzo dimostra l'impegno dell’ azienda verso un regime sempre più efficiente ed efficace, in grado di fornire maggiori garanzie ai consumatori     e  mantenere gli standard superiori di qualità e sicurezza promessi loro. 

Al fine di concretizzare il suo sistema qualità l’azienda si è uniformata agli standard BRC (British Retail Consortium) e IFS (Internation Food Standard). Specificamente pensati per il rapporto agroalimentare, a differenza di altre norme di carattere più generale, questi due standard sono stati ideati dalla Grande Distribuzione Europea. 

La qualità della pasta Marella è stata testata anche dal settore della stampa e del giornalismo televisivo.

Più volte il titolare è apparso sui canali RAI, l’ultima delle quali su RAI 1 il 13 marzo 2015, nella  trasmissione ‘ A conti fatti  ‘.  Qui è con la giornalista Carla   Lombardi. 

Nel corso del 2017  la pasta Marella, per la sua qualità, conquista il mercato della Cina.
La notizia viene data da Dalila Bellacicco sul sito gioianet l'8 agosto 2017, fonte che di seguito si riporta in corsivo.
La Chumbo, società con 300 dipendenti diretta da donne e fondata dall' imprenditrice cinese Wang Xin, avendo visitato il " Cibus connect " di Parma, importante Fiera del food made in Italy, viene a conoscenza di un prodotto della nostra terra: la pasta Antonio Marella.
 La Chunbo visita lo stabilimento gioiese, ne osserva affascinato i metodi di lavorazione, assapora la nostra tradizione ed è questo che insieme al prodotto trasmette in esclusiva ai suoi clienti, formandoli al gusto. viene  a Gioia in visita allo stabilimento artigianale di Antonio Marella. La pasta Marella prodotta a Gioia conquista il mercato cinese e concede l’esclusiva della vendita ad oltre un milione di potenziali clienti della Chunbo,  

dettaglio-logo-marellaE-commerce, dunque, di altissimo livello con enormi potenzialità di crescita per il pastificio gioiese, un gioiello di artigianale creatività e bontà in cui Antonio Marella da trenta anni investe ogni sua energia.

Ed è con entusiasmo, nonostante le tante difficoltà a cui oggi un imprenditore deve far fronte per mantenere sana la sua azienda e garantire il lavoro ai dipendenti, che Antonio Marella affronta questa nuova sfida, mantenendo intatta l’etica di una produzione artigianale attentissima alla qualità del prodotto.

Nulla viene, infatti, sacrificato al profitto e la lavorazione manuale, dalla “composizione” alla confezione, impegna tutti e 48 i dipendenti.

Un prodotto così speciale non poteva passare inosservato… Ed infatti galeotto fu il “Cibus connect” di Parma! In questa prestigiosa fiera del “food made in Italy” la pasta Marella viene scoperta ed apprezzata… La Chunbo visita lo stabilimento gioiese, ne osserva affascinato i metodi di lavorazione, assapora la nostra tradizione ed è questo che insieme al prodotto trasmette in esclusiva ai suoi clienti, formandoli al gusto.

PASTA… D’AUTORE

A far la differenza, le geniali strategie di marketing di Valerio De Palma e Donato Demarinis e la creatività di Antonio Marella, il quale progetta personalmente i vari formati – ad esempio i maccheroni quadrati, il paguro ed altre forme spesso “copiate” dalla concorrenza -, e disegna le eleganti confezioni, suo il sigillo rosso in ceralacca. Inoltre l'imprenditore seleziona personalmente e con cura le materie prime  utilizzate: grano e semola rigorosamente locali, controllati e selezionati tra i migliori, lavorati attraverso un complesso procedimento di essiccazioneche fa la differenza: da 20 a 70 ore a 36° su telai in legno per conservare intatte proprietà organolettiche, proteine ed aminoacidi. Un processo di fermentazione che rende la pasta porosa… la sua resa in cottura a 6, 12 o 18 minuti è praticamente 

doppia, rispetto a paste normali, per cui è consigliata nelle diete ipocaloriche.

Le trafile in bronzo, anch’esse progettate per i vari formati, ricamano sulla superficie della pasta un reticolato che cattura il condimento e rende il sapore assolutamente unico.

 “Il processo di essiccazione a 36° oltre ai benefici nutrizionali – dichiara Antonio Marella – rende la pasta digeribilissima. Le semole che utilizziamo provengono da grani antichi non coltivati con metodi intensivi e privi di glifosato, un diserbante con cui si irrora il grano soprattutto del nord America per “asciugarlo” ed evitare muffe. Insieme alle micotossine è causa di tanti danni alla salute e ve n’è traccia ovunque. Scegliere con attenzione il cibo è il primo passo per aver cura della propria salute, ed occorre diffidare di quel che viene proposto a prezzi bassissimi o sotto costo. Meglio mangiar meno ma sano! Ad esempio, per la colorazione della pasta non utilizziamo additivi ma solo ingredienti naturali: spinaci, barbabietole, curcuma… il processo dRicetta realizzata per i clienti (4)el disegno delle paste colorate è complesso: vengono sovrapposti a mano strati di diversi colori, poi pressati e passati nelle trafile. Anche la confezione, dall’imbustamento con rafia annodata al cartone, è manuale

organic-pasta-kitchen-productsAbbiamo una linea di produzione con dei sapori… la pasta al limone, ad esempio, al nero di seppia o alla liquirizia che si legano benissimo a condimenti a base di pesce. In modo non invadente nel gusto ritroviamo aromi che ben si sposano con particolari sapori!

Una ricerca che consente di proporre prodotti innovativi. In una nuova linea sarà infatti utilizzata farina di carrube, un prodotto poco presente in Italia e molto 

costoso. Dalla produzione alla promozione, tutto è curato nei dettagli… Vedere modelle in “Taste of RunWay” indossare abiti con gli stessi colori e disegni della pastalascia intuire quanto amore e passione vi sia in questa realtà imprenditoriale davvero unica.

LA GIOIESE "PASTA MARELLA ALLA CONQUISTA DELLA CINA"- foto  

CON VALERIO DE PALMA ALLA CONQUISTA DELLA CINA

Una unicità che ha conquistato il mercato cinese il quale – pur costruendo le proprie fortune sull’omologazione dei prodotti esportati anche a basso costo -, oggi investe e tanto nell’esclusività e nella salubrità. Un trend che già avevamo colto nella moda, oggi confermato nel settore alimentare.Valerio De Palma, esperto di marketing internazionale, non ha solo proposto alla Chunbo il prodotto in vendita esclusiva, ma anche la cultura e la tradizione di cui è parte integrante e quel quid in più legato all’originalità della confezione dello stesso, preziosa e unica. Un esempio? “Miseria e nobiltà”, cofanetto in forma di libro dedicato a Totò e chiuso con sigillo di ceralacca rossa per celebrare il “maccherone” pugliese rigato quadrato.

Ha inoltre coniugato questo nostro prodotto ed il suo gusto con condimenti tipicamente cinesi, creando un connubio vincente, e lo ha fatto cucinando in un video la crudaiola.

Tanti gli aneddoti legati a questa “impresa”…

In Cina usano paste di grano tenero, i noodles, ben diversi anche per consistenza dalla nostra pasta. Pensavano che la pasta andasse cotta mettendola in acqua fredda – confessa sorridendo Valerpasta parella in cinaio – e si sono stupiti del fatto che ci fossero per la stessa pasta diversi tempi di cottura, a seconda del proprio gusto… dagli 8 minuti al dente ai 20 ben cotta. Ho scelto di preparare una crudaiola con formaggio fresco e pomodori cinesi con vari formati di pasta insieme, perché è un piatto semplice e gustoso, veloce nella preparazione ed adatto ad ogni palato, ed inoltre ci riporta alla tradizione di cuocere insieme vari formati senza sprecare nulla.”

“La Chunbo è a Beijin nella capitale – una delle zone denominate la Silicon Valley della Cina, in quanto tutte le più importanti start-up tecnologiche a livello nazionale cinese ed internazionale, hanno deciso di aprire lì le loro sedi -, e Pechino ha 20 milioni di abitanti.  Qui tutto si ordina e si paga direttamente dal cellulare, non circola denaro reale e l’e-commerce è molto sviluppato.”

“Loro importano prodotti enogastronomici da tutto il mondo ed hanno un portafoglio clienti di circa 1 milione di clienti sempre in espansione. La loro mission è quella di educare i propri consumatori a tutto ciò che è diverso dalla loro cultura e abitudini culinarie. Ci hanno contattato al Cibus e hanno compreso subito che il nostro è un prodotto unico ed inimitabile molto speciale per i loro clienti e se ne sono  innamorati perdutamente a prima vista.”  pasta parella in cina

CRUDAIOLA… IN WORKSHOP

 “A tal proposito hanno voluto fortemente la presenza in loco di un rappresentate dell'azienda Marella per poter insieme effettuare workshop di cucina, spiegare e mostrare tutta la nostra cultura e tradizione attraverso quello che è il nostro veicolo principale e cioè la pasta. Questa esperienza oltre ad essere molto formativa dal punto professionale, mi ha dato la conferma di quanto tutto ciò che a noi potrebbe sembrare familiare, scontato e parte integrante della nostra vita può essere qualcosa di assolutamente 

sconvolgente,entusiasmante e di assoluta novità per chi della nostra cultura non sa nulla o quasi… come un piatto di Pasta Marella alle verdure (coloratissima) cucinato all'italiana.”

“Per lavoro – continua De Palma – mi occupo di relazioni internazionali da diversi anni ormai e ogni volta che incontro gente – sia che siano operatori del settore che comunissime persone – non mi stanco mai di vedere nei loro occhi l'entusiasmo che si accendfoto con la titolare dell' azienda2e ogni qual volta iniziano ad apprendere tutto 

ciò che ci appartiene… che sia il cibo, i luoghi, le tradizioni o semplicemente il suono (musicale a loro dire) della nostra lingua…. Ciò che mi ha spinto a fare questo lavoro è proprio l'impagabile soddisfazione che ogni volta ricevo nel vedere i nostri prodotti – ambasciatori della nostra storia e cultura – dall'altra parte del mondo!” 

Il pastificio Marella vende l’85% del suo prodotto all’estero, la sua pasta a Gioia è cucinata da due famosi chef: Pepè della Trattoria Pugliese e Ottavio Surico dell’Osteria del Borgo Antico.   In realtà la sfida più importante per Antonio Marella non è la conquista del mondo – impresa in cui è già a buon punto –, ma far sì che nella propria terra, in Puglia ed in Italia, il proprio prodotto, lavorato artigianalmente e con ingredienti sani e di prima qualità, inserito in importanti ricerche universitarie, sia su tutte le tavole e venga apprezzato per il suo contributo in gusto e salute, qualità ed etica, il tutto… “made” in Gioia del Colle! 

(Dalila  Bellacicco)

Ancora oggi il pastificio  Marella, per la lavorazione artigianale, per  varietà, raffinatezza  e particolarità delle diverse trafile colorate e per la genuinità e bontà delle materie prime utilizzate, che confericono  al prodotto finito eccellenti qualità, continua ad ottenere riconoscimenti a livello internazionale e a espandersi  continuamente in un gran numero di nazioni. Infatti gran parte della produzione trova collocazione sui mercati esteri, che richiedono un prodotto di alto profilo produttivo e di qualità eccellente.

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13 Ottobre 2018

  • Scuola di Politica

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