Padre Giovanni Semeria

In quest'anno, precisamente il 19 ottobre, le Poste Italiane ricorderanno Padre G. Semeria e Padre G. Minozzi con l'emissione di un francobollo commemorativo. Giovanni Semeria nasce  nel Comune di Colla, che diventerà una frazione di Sanremo con il nome di Coldiroli, il 26 settembre 1867. La sua famiglia era conosciuta con  il soprannome di  "Semeria buon Gesù". Il padre di […]

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padre-semeria_148600In quest'anno, precisamente il 19 ottobre, le Poste Italiane ricorderanno Padre G. Semeria e Padre G. Minozzi con l'emissione di un francobollo commemorativo.

Giovanni Semeria nasce  nel Comune di Colla, che diventerà una frazione di Sanremo con il nome di Coldiroli, il 26 settembre 1867. La sua famiglia era conosciuta con  il soprannome di  "Semeria buon Gesù".

Il padre di Giovanni, anche lui di nome Giovanni, muore qualche mese prima della sua nascita. Prima di morire prega la moglie, Carolina, di far nascere il figlio nel paese natale, richiesta che la moglie esaudisce. 

A 15 anni entra, come novizio, tra i Padri  Barnabiti del Carrobiolo a Monza.  Viene  ordinato sacerdote il 5 aprile 1890, a meno di ventitré anni.  I primi impegni del suo apostolato riguardano: la questione dei rapportiti tra Stato-Chiesa, il confronto-scontro tra Scienza e Fede, il rinnovamento del Pensiero Cristiano, l'attenzione alla popolazione povera del  Mezzogiorno d'Italia, territorio reso ancor più povero e sottosviluppato   a causa dei disastri  causati dalla prima guerra mondiale.

Esponente di primo piano del nuovo pensiero cristiano, diviene uno degli oratori sacri più popolari e più seguiti a Roma.  Nei suoi discorsi ritroviamo un richiamo costante alla speranza coniugato con  l'esigenza di un rinnovamento della società e dei cristiani, posizioni che paradossalmente  incontrano ostacoli proprio all'interno della Chiesa del suo tempo, ma che  in seguito diventeranno un punto di riferimento per molti giovani ed intellettuali.

Precorrendo i tempi Padre Semeria nel 1897 realizza a Genova la Scuola Superiore di Religione, che oltre a fornire un'ampia e profonda conoscenza delle Sacre Scritture  e dei testi della Chiesa, permettesse ai cristiani di spaziare anche verso gli studi storici, filosofici e letterari contemporanei. La Scuola nasce quindi coin l'obiettivo di dimostrare che Cristo è sempre su tutte le grandi vie del progresso umano, come amico di ogni verità scientifica, di ogni bellezza estetica, di ogni libertà e di ogni equa rivendicazione sociale.

Padre Semeria si dimostra sempre  un uomo di grande onestà spirituale, di  coerenza in tutte le sue scelte, convinto professante com'è del cristianesimo evangelico. Per il suo  modernismo mal compreso, per il suo precorrere i tempi, pur rimanendo fedele   al messaggio cristiano e alla carità evangelica,  egli è messo al bando. I suoi Superiori per smorzare ogni polemica e per ridurlo all'obbedienza nel 1912 lo trasferiscono in Belgio. Padre Semeria  accetta  con evangelica obbiedienza tale decisione, poiché ripone una grande fiducia in Dio ed è certo che la verità e la giustizia alla fine trionferanno. Anche in Belgio prosegue  la sua missione apostolica, di oratore e di uomo di fede, dedito alla carità e al servizio per i poveri.

Sia l'esilio a Bruxelles    che la vita che trascorre in trincea,  durante la prima guerra mondiale, provano  il fisico e il morale  di Padre Semeria; una crisi depressiva  mette a dura prova le sue condizioni di salute. Non se ne dà cura, ma prosegue in modo instancabile nel suo impegno, dapprima  nel Canton Ticino, a supporto degli operai italiani e successivamente svolge la sua attività caritatevole   nell'esercito, come cappellano militare, preoccupandosi non solo della salute spirituale, ma anche  di quella fisico-psichica dei soldati  operanti al fronte.

Un importante punto di svolta del suo apostolato e un valido contributo all'attività di Padre Semeria è rappresentato dall'incontro con Padre Giovanni Minozzi, che avviene proprio durante la Prima guerra mondiale, allorquando nel 1915 viene mandato ad Udine e dove assisterà impotente e addolorato alla sorte di tanti giovani caduti per la difesa e l'amore verso il proprio Paese.

Per quei soldati  Padre Semeria e l'altro grande evangelizzatore, Padre Minozzi, creano due  Istituzioni: le bibliotechine e le case dei soldati. Le  prime offrono ai soldati  la possibilità di tenere la mente impegnata in sane letture, dimenticando gli orrori della guerra; nelle seconde essi si ritrovano insieme per dialogare, per distrarsi, per dimenticare l'odio per il nemico e alimentare l'amore e l'amicizia con i fratelli. In guerra i due Padri lavorano sinergicamente per alleviare il dolore dei feriti, per soccorrerli spiritualmente, per pregare con i soldati superstiti, per assistere i moribondi, per seppellire i morti.  Accettano l'idea che i soldati moribondi lanciano loro, quella cioè  di  prendersi cura, alla fine  della guerra, degli orfani dei soldati morti per il bene supremo della  Patria.

Lavorando al progetto di offrire una casa  agli orfani di guerra,   un'educazione e una famiglia  a quanti ne erano rimasti privi, Padre Semeria ha l'opportunità di confrontarsi con numerose storie di miseria e povertà, d'ignoranza e d'abbandono.

Alla predilezione di Padre Semeria per gli orfani non fu estranea la sua stessa condizione di orfano di guerra.  Suo padre, infatti, era morto in seguito al contagio del colera, la cui epidemia si era diffusa a seguito della guerra del 1866, mentre era soldato al servizio dell'esercito piemontese, lasciandolo privo del sostegno della figura paterna.

Per portare a compimento il suo disegno alla fine della guerra Padre Semeria effettua un viaggio in America per trovare fondi tra i nostri connazionali;  torna in Italia dopo otto mesi con un milione di lire e costituisce l'O.N.M.I.

E'  sempre Padre Giovanni Minozzi  che collabora con lui nella fondazione dell'O.N.M.I. e istituisce la congregazione della Famiglia dei Discepoli, entrambe sorte in Abruzzo. Quest'ultima ha una sua Regola che prevede il servizio ai poveri delle regioni materialmente e spiritualmente povere e abbandonate del Meridione d'Italia. Con l'aiuto di padre Minozzi  l'impegno di Padre Semeria si intensifica, diventa quasi febbrile, convinto com'è che "la luce c'è, ma non è luce se non a patto di essere calore – e l'insegnamento … si riconosce dai frutti… i frutti di bontà.

L'O.N.M.I.  viene fondata da Padre Semeria nel 1919, l'anno successivo alla fine della seconda guerra mondiale, con lo scopo di portare aiuto agli orfani di guerra del Mezzogiorno, i quali, per la povertà dell'ambiente in cui vivevano, avevano minori possibilità di sostegno di quelli che abitavano in  altre regioni italiane del nord, più fortunate. L'Opera, infatti, oltre ad offrire assistenza agli orfani mirava alla promozione civile, morale e religiosa delle regioni meridionali.

Ci sono due Italie, ossia fra l'Italia del Nord e quella del Sud c'è troppo dislivello: sono due sorelle, ma l'una, a paragone della prima, è molto più misera.

Tra il 1919 e il 1981, cinquantenario della morte, vengono aperti più di 70 Asili infantili con annessi ricreatori, di 16 Orfanotrofi femminili e 14 maschili, con Scuole e Laboratori affollati di ragazzi, di due Scuole magistrali, di 5 colonie marine e montane e di tre Case di riposo. Un'Opera che, a tutt'oggi, conta 28 istituti di educazione, 42 scuole materne, 5 case per anziani, 2 centri giovanili, una casa di soggiorno e di spiritualità, 2 scuole magistrali, 10 scuole elementari, 3 pensionati universitari, 4 scuole di ricamo e persino una missione a Haquaquecetuba, in una delle  terre pù povere dell'immenso Brasile.

Il nome di Padre Semeria è noto a Gioia per la presenza di un Istituto, costruito per suo  volere nel 1920, che fa parte dei numerosi complessi ideati dall'O.N.M.I ( Opera Nazionale del Mezzogiorno d'Italia ).

Nei documenti viene riportato come anno di fondazione il 1921 e come nome Istituto " Padre G. Semeria " Centro Giovanile di Formazione e di Ricreazione, Doposcuola, diretto dalla Famiglia dei Discepoli. 

Gioia è tra le prime sedi in cui l'O.N.M.I. opera, come riferisce lo stesso Padre Semeria: Per la Puglia dall'ottobre 1919 abbiamo inaugurato il primo Orfanotrofio maschile a Gioia del Colle. Dopo un anno di vita iniziale in un locale provvisorio, con una ventina di fanciulli, abbiamo nel settembre 1920 posto la prima pietra di un nuovo edifizio capace di 70 alunni con un vasto terreno adiacente da servire per Scuola Agraria Modello. I confratelli avevano accanto ad una bella Chiesetta nuova, una modestissima residenza.   

Nel 1924  dice: A Gioia del Colle i nostri progetti furono pronti, come ho ricordato, e l'esecuzione loro rapida. I miei confratelli, i P.P. Barnabiti, con a capo il Superiore locale R. P. Salvato, accolsero l'idea d'un Orfanotrofio Agricolo. Per fortuna la nostra casetta sorge al confine del paese, dando sulla campagna, la fertile campagna direttamente. Per fortuna lì uno di quei fratelli  conversi che valgono, in speciali circostanze, quanto un Padre da berretta, fratello Michele Lomurno, un pugliese innamorato della sua terra e del suo Dio, iniziatosi praticamente nei dintorni di Roma ai segreti dell'agricoltura razionale moderna senza perdere l'uso della zappa e della vanga…ci aiutò… I primi Orfanelli li ricevettero i Padri, temporaneamente a casa loro, e frattanto sorgeva solido, pulito, ampio, se non maestoso, il nuovo locale… oggimai stretto ai cresciuti. Gli orfanelli sono 85 e saliranno a 100… L'azienda agricola che già sotto P. Salviato aveva dato visibili frutti è ora quasi completa, colla sua stalla dove non manca il toro, ma con il porcile modello dove si potrà fare in grande l'allevamento dei suini inglesi, con i pollai portatili, con l'apiario in costruzione, col caseificio che produce le famose mozzarelle mentre in casa i nostri ragazzi fanno di tutto, pane compreso. Un bellissimo album fotografico dirà, speriamo, alla prossima esposizione di Roma tutta questa bella attività della colonia di Gioia nel triennio della sua vita. Ma non potrà dire quale servizio ci abbiano reso e ci stiano rendendo giorno per giorno le modeste Suore del Sacro Costato preposte alla cucina, al guardaroba, al vestiario. Sono le mamme silenziosamente laboriose dei nostri cari orfanelli…. L'orfanotrofio agricolo non attira punto o certo, non attira quanto dovrebbe. " Del nostro figlio è vero che ne volete fare uno zappatore?" ci chiedevano e chiedono tra accorate e ironiche molte mamme di orfani a Gioia del Colle. Zappatore, ecco la definizione corrente del contadino… altro che agricoltore! Adagio adagio di fronte allo svilupparsi dell'azienda agricola nei vari suoi rami, specie zootecnici, il pregiudizio cede.

Nel 1921 l'O.N.M.I. diviene Ente Morale.

Nel suo giro per il Sud Italia  il 7 maggio 1929 Padre Semeria si ferma a Gioia e annota sul suo diario: Cresciuto il numero degli orfani: consolante la frequenza nell'umile Chiesetta dove il quadro di S. Antonio Zaccaria ricorda ancora i Barnabiti sempre santamente rimpianti. L'Arcivescovo fu nostro ospite graditissimo nella sua stanza rimessa anche lei a nuovo. Abbiamo avuto il locale delle Suore. Rincresce sempre il dividersi dopo aver lavorato insieme. Ma nella Chiesa il fatto non è raro… Dio ci mandi altre buone sorelle, madri amorose dei poveri orfanelli.

Un ruolo importante ha avuto in Gioia anche l'istituzione di una scuola musicale, voluta dall'Istituto Padre Semeria, che negli anni Quaranta ha formato tanti giovani, consentendo loro di svolgere l'attività di bandista anche nel famoso Premiato Concerto Musicale  del nostro paese. 

Attualmente l'Istituto Padre Semeria è utilizzato come  Casa di riposo per Anziani. E' dotato di un centro sportivo polivalente, con campo di calcetto, da tennis e palestra coperta.

Oltre ad essere stato  un infaticabile " operaio " nella vigna del Signore, Padre Semeria è stato un grande studioso, pensatore, scrittore, che ha lasciato il frutto del suo pensiero in numerose opere ancora oggi attualissime. Queste spaziano dalla teologia ai problemi più quotidiani, come la carità, il ruolo delle donne nella società.

In quest'ultimo caso può essere definito un precursore del femminismo. Contrario  alla nota del Vaticano del 1904, nella quale si invitano i Vescovi a far tacere le donne nelle adunanze cristiane e a non investirle di cariche che potessero comportare reali responsabilità, Padre Semeria  si rivolge alle donne  con le parole: Uscite, uscite…. dalle mura domestiche, come il prete di sagrestia, anticipa la posizione della Chiesa in merito. Per lui il femminismo è una fatto serio: più che un problema di riscatto, si tratta di un problema di dignità; e se la donna ha tutto il diritto di farsi sentire, egli la stimola all'impegno, civile e sociale, allo studio,  all'esercizio della carità.

E' stato uno dei fondatori della Democrazia Cristiana e ha collaborato con Padre Gemelli alla fondazione dell'Università del Sacro Cuore. 

Padre Semeria muore il 15 marzo 1931 nell'Istituto di Sparanise ( Caserta ) che lui stesso aveva fatto aprire per accogliere le orfane di guerra e dove si era recato per assisterli; assistono al suo trapasso terreno il suo amico e collaboratore Padre Minozzi, i suoi orfanelli, le suore, i suoi ammiratori e gli amici più cari, ai quali  rivolge l'esortazione a continuare la sua missione con queste parole: Vi raccomando la carità a tutti. Vivete la carità… A fare il bene non si sbaglia mai. 

E' sepolto a Monterosso al Mare, nella sua terra ligure, in una zona a lui molto cara.

Ha lasciato una traccia profonda nella vita culturale, spirituale e sociale dell'Italia, sia per la sua dottrina, che aperse vie nuove all'apologetica e alla cultura cattolica sia per il suo talento di  eloquenza, che lo fece oratore seguito da vasti consensi e da pochi tuttora superato, sia per il suo esempio di amor patrio, a cui fu dovuto in gran parte il contegno eroico e fedele del Clero italiano nell'apostolato fra le truppe al fronte, nella guerra del 1915-18, sia per le coraggiose e precorritrici istanze sociali, alle quali si dedicò interamente, dopo la parentesi bellica, con la sua  provvida Opera, tuttora viva e operante in numerose case e istituzioni a favore della gioventù, e  soprattutto degli Orfani del Mezzogiorno d'Italia ( Cardinale Cicognani, 1967 ).

Una vita tutta spesa per il risveglio e per l'affermazione del pensiero cristiano, tutta impegnata nel servizio della Chiesa e della causa cattolica nella moderna società, e finalmente tutta concentrata all'assistenza e all'elevazione degli uomini  ( Papa Paolo VI, 1968 ).

Nel giugno 1984, Padre Semeria, noto anche come "Fra' Galdino", viene nominato Servo di Dio, primo passo per la successiva beatificazione. 

La strada che collega Coldirodi alla Via Aurelia, a Sanremo, è dedicata a Padre Semeria.

Anche il Comune di Gioia, in segno di riconoscenza  per l'opera svolta dal barnabita a favore del nostro paese e per ricordare ai posteri la sua benemerita azione a favore degli orfani e dei più deboli, ha intitolato una strada cittadina a Padre Giovanni Semeria. 

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1 Comment To "Padre Giovanni Semeria"

#1 Comment By Francesco Giannini On martedì, 20 ottobre 2009 @ 18:04

Come avevo annunciato qualche tempo fa nel post sopra riportato, ieri 19 ottobre, nel 90° anniversario della fondazione dell’O.N.M.I. ( Opera Nazionale del Mezzogiorno d’Italia ) Poste Italiane ha voluto commemorare con un francobollo celebrativo i due fondatori: Padre Giovanni Semeria e Padre Giovanni Minozzi.
Un giusto riconoscimento a due sacerdoti, che hanno speso la loro vita per il prossimo, uno dei quali è legato in modo indissolubile alla nostra Città.
Grazie.
Un caro saluto a tutti
F. Giannini

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28 maggio 2009

  • Scuola di Politica

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