Il Barbiere di Siviglia

febbraio 20, 2010 by Andrea Di Cosmo  
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Il Barbiere di Siviglia in scena al Teatro RossiniVenerdì 19 febbraio al Teatro Rossini è in scena Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini con la regia di Gerardo Spinelli, che per lo stesso teatro ha diretto "La Cambiale di Matrimonio" sempre di Rossini. L'opera ha come Maestro Concertatore Direttore il maestro Michele Marvulli. La vicenda racconta il conte Almaviva, interpretato da Giuseppe Cacciapaglia, innamorato di Rosina, Tina D'Alessandro.

La ragazza è ambita però dal geloso e burbero Don Bartolo, interpretato da Spinelli. Con la complicità del barbiere Figaro, Gianfranco Cappelluti, il conte riesce ad avvicinarsi a Rosina con la falsa identità di Lindoro.

Don Bartolo si insospettisce riguardo alla vera identità di Lindoro e ingelosito cerca di affrettare le nozze con Rosina e ancora il conte Almaviva torna travestito da Don Alfonso, un presunto sostituto del maestro di canto di Rosina.

Quando Don Bartolo dimostra a Rosina che Lindoro è un impostore Rosina acconsente a sposarlo ma allora il Conte Almaviva si rivela e, poiché il notaio era stato chiamato per le nozze, egli arriva quando sono in casa di Don Basilio soltanto Almaviva e Rosina che vengono sposati.

Questo spettacolo cerca di uscire dal confine del palcoscenico con giochi di luci che vanno fuori scena a rappresentare per esempio il giorno che nasce, illuminando tutto il teatro, e con Gerardo Spinelli che esce ogni tanto dalla quarta parete ammiccando col pubblico per renderlo partecipe. Nel dinamismo dell'opera ed espressività degli interpreti vocale e mimica da segnalare Gianfranco Cappelluti, l'arguto e spiritoso barbiere Figaro. 

Teatro: business e contraddizioni… tecniche

gennaio 26, 2010 by Donato Stoppini  
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Teatro RossiniNel numero uno del mese di dicembre 2009, a pag. 7 del periodico "Gioia Lab", nel leggere l'intervista dal titolo "Teatro: equilibrare i costi con i ricavi", a firma di M.L'A, effettuata a Giancarlo Castellano, in qualità di direttore tecnico del teatro, non possiamo non notare nelle risposte date dall'imprenditore gioiese delle contraddizioni in merito alla gestione e alle finalità del Teatro Rossini.

Soprattutto quando, con riferimento alla "regola del business e del riempimento quantitativo della sala per far quadrare i conti", sostiene che tra pubblico e privato "vale la stessa considerazione perché c'è di mezzo denaro pubblico".

E che, "come imprenditore che maneggia pubblico denaro, occorre rendere equilibrato il lato dei costi con quello dei ricavi". Ma la sua funzione non era esclusivamente legata alla conduzione tecnica della stagione teatrale?

Cosa c'entrano i costi e i ricavi, o il maneggio del denaro pubblico?

Trattandosi di una gestione diretta del Teatro, quindi comunale, questa incombenza non doveva essere a totale carico dell'ufficio ragioneria o dell'economo, oltre che dell'assessore al bilancio, per non dire dell'intero Consiglio Comunale? Read more

La cambiale di Matrimonio

gennaio 24, 2010 by Andrea Di Cosmo  
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La Cambiale di MatrimonioAl Teatro Rossini venerdì 22 gennaio era in scena "La cambiale di matrimonio" opera buffa che scrisse Gioacchino Rossini da giovanissimo, diretta qui da Gerardo Spinelli. L'iniziativa si inserisce in un più ampio progetto didattico per l'introduzione dell'opera comprendendo anche seminari, lezioni e guide all'ascolto rivolte espressamente alle scuole, oltre che al grande pubblico. In quest'ambito giovedì 21 gennaio, alle ore 18.30, nel foyer del Teatro la Professoressa Teresa Balacco ha introdotto con una conversazione la farsa giocosa di Rossini andata il giorno dopo in scena.

L'atto unico dell'opera narra la storia di una figlia promessa in sposa per mezzo di una cambiale, la qual cosa è poco gradita alla vittima poiché ella è segretamente già innamorata. Quando il mercante canadese che ha stipulato la cambiale con il padre della ragazza giunge per "ritirare il prodotto" scopre il tutto e viene dissuaso, anzi gira la cambiale a favore dell'innamorato della figlia. La vicenda scorre velocemente e semplicemente con il rapporto tra il padre, il duetto degli innamorati, il mercante e due servi che cercano di aiutare i giovani. I poli d'azione si esprimono anche attraverso le voci e i numeri composti da arie, duetti, terzetti e alcuni vivaci momenti corali. Read more

“A me gn’occhi, please!”

gennaio 16, 2010 by Andrea Di Cosmo  
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Il cabarettista Antonello CostaQuesto spettacolo, di venerdì 15 gennaio, di Antonello Costa si inserisce nel filone del cabaret ospitato al Teatro Rossini.

La scelta di integrare un tipo di spettacolo per così dire più leggero allarga l'offerta e contiene il proposito di avvicinare il pubblico che solitamente non frequenta il teatro. Si attinge perciò a generi di spettacolo più vicini al più grande pubblico televisivo.

Anche lo show di Antonello Costa è ricco di gag e interazione con il pubblico che accompagna le battute facendone il coro. Il repertorio è vario e dimostra la poliedricità dell'artista in grado di impersonare diversi personaggi, cantare e ballare.

Si potrebbe pensare che la bravura di Antonello Costa sia superiore a quello che ha mostrato che era comunque ricco di comicità molto immediata e poco ricercata. Se le scene si trascinavano, come spesso diventa consuetudine attesa dai più, su giochi di parole e tormentoni l'attore dimostra duttilità nella voce, nella mimica e nel corpo, regalando delle parti cantate carine e un momento inevitabilmente emozionante quando rende omaggio ai miti Charlie Chaplin e Michael Jackson che fa incontrare idealmente in un numero.

Un corredo di tre ragazze contorna i numeri musicali facendo anche da spalla al protagonista oltre che essere presenti da sole nei sipari tra un'esibizione e l'altra di Costa con alcuni balletti.

La varietà delle situazioni e la versatilità dell'artista consente in qualche modo anche al non appassionato di reggere lo spettacolo grazie alla partecipazione e presenza scenica di Costa, benché ci si chieda come sarebbe il tutto andando oltre una comicità meno stereotipata da standard di cabaret televisivo degli ultimi tempi.

 

Il teatro e l’obesità infantile

gennaio 8, 2010 by Paola Sorrentino  
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Il Teatro Comunale Rossini di Gioia del ColleSabato 21 novembre si è inaugurata la stagione 2009/2010 del Teatro Comunale "Rossini". Nessun clamore, ma solo riconferme per un appuntamento annuale fatto passare sotto silenzio, com'era prevedibile, anche a causa dello scarso interesse generale mostrato dalla comunità, dalle associazioni di settore e preposte. Dopo il "molto rumore per nulla" dell'anno passato, rare le voci di dissenso e quelle pochissime, neutralizzate e soffocate con una vergognosa e affatto democratica indifferenza e indisponibilità all'ascolto degli organi preposti in Consiglio Comunale.

Un Consiglio ormai depauperato di ogni funzionalità pubblica, al punto di chiedersi quale sia la sua utilità e funzione. Il dato ineludibile è che vige la legge del più forte e ci si domanda se sia ancora il caso di spendere energie che, puntualmente, carambolano nel vuoto…

Riconferma, intanto, dello staff dirigenziale: Vito Marvulli, coordinatore artistico e Giancarlo Castellano, coordinatore tecnico, com'era previsto da contratto e com'è giusto che sia; riconfermato per il cartellone 2009/2010 il dualismo prosa-cabaret, con sei appuntamenti di prosa e sei di varietà, cabaret & c., tre appuntamenti con operetta e lirica (cast non ancora resi noti) come recita la brochure di lancio. Mi chiedo, ma per la lirica e l'operetta, sono stati considerati gli spazi e l'inadeguatezza del palcoscenico e del boccascena al tipo di rappresentazione, se si considera, inoltre, l'eliminazione del proscenio attuata l'anno scorso? Dove posizionare l'orchestra? Siamo all'orchestra wagneriana o ai cori battenti di San Marco? O forse, dobbiamo aspettarci un recital lirico con uno o due cantanti e il pianista e null'altro? Read more

La vedova allegra

dicembre 11, 2009 by Andrea Di Cosmo  
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La vedova AllegraGiovedì 10 dicembre al Teatro Rossini, all'interno del programma della stagione è toccato stavolta riscoprire l'operetta "La vedova allegra" di F. Lehar, una storia ambientata nelle corti e nei salotti di inizio Novecento, con musiche ricche di "quella vena sentimentale tipica dell'operetta viennese e danubiana" come scrive il critico musicale Angiola Maria Bonisconti.

La vicenda si dipana tra i ricevimenti di ambasciata ruotando intorno a varie tresche, soprattutto extraconiugali, di mariti in cerca della moglie temendo di trovarla sempre con un amante diverso, e altri mariti, come l'ambasciatore, ignari del corteggiamento altrui verso la propria moglie.

Il perno di tutto è però è l'attenzione verso la ricca vedova, Anna Glavari, che porta con sé una dote appetibile per molti.

L'ambasciatore inoltre fa in modo che il nuovo marito sia della stessa nazionalità della signora così che il patrimonio resti nel suo Paese e lo salvi dalla bancarotta. Read more

Teatro Rossini : “Il Berretto a sonagli”

dicembre 3, 2009 by La Redazione  
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Al Teatro Comunale Rossini giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 21.00 in scena "IL BERRETTO A SONAGLI" con Sebastiano Lo Monaco.

Inoltre, la Direzione del Teatro invita martedì 2 dicembre alle ore 18.30 a partecipare alle "lezione aperte" del ciclo PER CAPIRE MEGLIO  PER GUSTARE DI PIU' con la professoressa Irene Martino

Il Berretto a Sonagli

Sebastiano Lo Monaco3 Dicembre 2009

Sicilia Teatro

SEBASTIANO LO MONACO

IL BERRETTO A SONAGLI

Di Luigi Pirandello

Con Maria Rosaria Carli e Clelia Piscitello, Rosario Petix, Franca Maresa, Benedetta Borciani e con Claudio Mazzenga; con la partecipazione di Viviana Larice

Scene Helena Calvarese – Costumi Cristina da Rold

Regia MAURO BOLOGNINI ripresa da S. Lo Monaco

Quando viene riportato alla signora Beatrice Fiorica che il marito la tradisce con la giovane moglie dello scrivano Ciampa, lei s'infuria di gelosia e decide di sorprendere in flagrante i due amanti. Nonostante i suoi espedienti, l'adulterio non viene constatato, ma lo scandalo in paese scoppia lo stesso e Ciampa, che agli occhi della gente fino ad allora era un marito perbene, diventa lo zimbello di tutti. Eppure Ciampa  sapeva della cosa da tempo e, pur di non perdere la moglie, l'aveva accettata come una scelta inevitabile da parte di una donna giovane e bella con un marito vecchio e brutto. Ora, a questo punto, l'anziano scrivano, secondo le leggi del codice d'onore, specialmente siciliano, dovrebbe uccidere moglie e amante. Invece no, lo  scampo è un altro, l'unico: convincere Beatrice, la moglie tradita che ha provocato lo scandalo, a farsi credere pazza e chiudersi in manicomio. Così i due adulteri saranno scagionati dall'opinione pubblica, Ciampa potrà tenersi chiusa nel cuore la dolorosa verità, la vita potrà continuare, in un nuovo più amaro equilibrio.

L'opera appartiene al periodo cosiddetto "grottesco" di Pirandello, che fa esplodere dall'interno il dramma borghese di ispirazione naturalistica, ed in cui "l'impalcatura del dramma restava addirittura regionalistica e dialettale, le storie messe in scena potevano essere, fino ad un certo punto, di un qualsiasi scrittore postnaturalista, ma le soluzioni erano tutte nuove, sfida alle opinioni correnti e al sano senso comune, e un personaggio almeno era portavoce della concezione pirandelliana del mondo, e il suo intervento arruffava l'azione, sconvolgeva le coscienze, portava a soluzioni che al pubblico, educato all'attesa di tutt'altro teatro, parevano paradossali , inverosimili, cerebrali". (G. Petronio )

La messa in scena dello spettacolo, che si presenta compiuta ed organica di "classica" struttura, riprende una storica regia di Mauro Bolognini, che così la descrive nelle sue note:"Su questo pensiero ho costruito la mia regia: viva e non scritta: Tutti gli attori in questo spettacolo hanno cercato di essere personaggi vivi e veri, più di noi che respiriamo, alternando pianto e riso durante tutto lo svolgimento del dramma".

Il berretto a sonagli , rappresentato per la prima volta nel 1917 in dialetto siciliano dalla compagnia del famoso Angelo Musco e poi riscritto in italiano, fu pubblicato nel 1918.

La Direzione

 

Consiglio Comunale del 9 Novembre 2009. Intervento di Tommaso Bradascio

CONSIGLIO COMUNALE DEL 9 NOVEMBRE 2009

APPROVAZIONE STAGIONE TEATRALE 2009/2010

INTERVENTO DEL CONSIGLIERE TOMMASO BRADASCIO

Prima di entrare nel merito dell'argomento iscritto all'o.d.g. è doveroso fare alcune considerazioni preliminari ,che confermano ancora una volta, il metodo che questa Amministrazione da tempo ha deciso di portare avanti.

Il Consiglio Comunale, con delibera n° 39 del 16 Settembre 2008, ha espresso un atto di indirizzo per l'assunzione diretta della gestione del Teatro " Rossini " e data l'urgenza di tutti i provvedimenti necessari per l'avvio della Stagione 2008/2009  dava mandato alla Giunta esclusivamente ed eccezionalmente per l'anno in corso di prendere atto della programmazione e del Bilancio di Previsione.

La 3° Commissione Consiliare, nel mese di Luglio, ha sollecitato invano al Sindaco la relazione sulle attività svolte, comprensiva del  consuntivo della Stagione 2008/2009, cosi come previsto e stabilito dal Consiglio Comunale che aveva posto come scadenza il 30 Giugno 2009. Inoltre entro il 15 Settembre la Direzione artistica doveva elaborare e presentare questa volta al Consiglio Comunale il Programma della Stagione 2009/2010 unitamente al Bilancio di Previsione ed il Piano analitico di spesa  per la relativa approvazione.

Solo dopo circa 3 mesi, il 27 Ottobre 2009 la G.M. con delibera n°201 adotta un provvedimento con l'oggetto: Piano di gestione del Teatro Comunale " Rossini" per la stagione artistica 2009/2010. Conferimento servizi tecnici, rendendo il deliberato immediatamente eseguibile con il corpo della delibera totalmente diverso dall'oggetto. Dopo varie interpretazioni, se il Consiglio Comunale doveva solo prendere atto di quanto deliberato dalla Giunta o se l'intero programma andava approvato in Consiglio si è giunti finalmente alla convocazione con la determinazione che il Consiglio deve approvare la proposta.

Il silenzio di questi mesi ed i ritardi sulla presentazione della nuova Stagione Teatrale hanno di fatto impedito alla 3° Commissione Consiliare di esercitare la sua funzione di valutazione preliminare degli atti di programmazione e pianificazione operativa e finanziaria; funzione espressamente prevista dall'art. 2 del Regolamento sul funzionamento delle Commissioni Consiliari. L'Amministrazione Comunale, invece, insieme alla Direzione artistica – organizzativa, eludendo ogni norma ed indirizzo ed in piena arbitrarietà, hanno preventivamente informato gli  abbonati  e promesso i posti di rilievo, diffondendo il programma, con le date degli spettacoli e delle  tariffe e gli spot pubblicitari e radiofonici sulla nuova Stagione 2009/2010, in abbondante anticipo e a prescindere dalle dovute decisioni consiliari.

Fatte queste preliminari e doverose considerazioni, sintomatiche del livello di considerazione che l'Amministrazione Longo ha di questo Consiglio comunale, possiamo entrare nel merito di questa nuova Stagione Teatrale a gestione diretta (così dicono) da parte del Comune.

L' approvazione da parte della Giunta del PIANO DI GESTIONE DEL TEATRO  COMUNALE " ROSSINI " 2009/2010 con i relativi criteri, modalità e obiettivi, presenta una serie di discordanze e di aspetti confusi che ritengo doveroso analizzare in questo Consiglio.

  • 1) Nella nuova programmazione della Stagione Teatrale, non si intravvedono politiche finalizzate a fare sistema con le altre istituzioni ed a porsi nell'ambito territoriale come polo di attrazione per il rilancio del Turismo, né si comprendono i motivi della cancellazione dalla programmazione del Maggio all'infanzia;
  • 2) Si pone come obiettivo almeno il raggiungimento del 50% delle entrate attraverso il botteghino, e si fa riserva di eventuali maggiori oneri nel corso della Stagione, cosa che puntualmente si è verificata nella Stagione precedente;
  • 3) Constatato che nella Stagione precedente il contributo di 30.500 euro da parte degli sponsor non è stato raggiunto ( incassati circa 20.00 euro ), l'Amministrazione Comunale ha inteso perseguire varie forme di sponsorizzazioni da parte di ditte e di istituti privati, legando il sostegno economico, ad una controfferta basata su adeguate opportunità produttive da parte del Comune a favore degli sponsor. Alla luce di nuovi appalti, attendiamo con fiducia i nuovi sponsor. Vi sembra signori Consiglieri normale e legittimo tutto questo? Io direi che ci troviamo di fronte ad una decisione di particolare gravità basata sulla compravendita e sullo scambio di servizi pubblici con interessi lucrativi privati.
  • 4) Viene esclusa la produzione Teatrale del Rossini, che in passato ha portato il nome di Gioia del Colle a livelli internazionali (Europa, Giappone, Australia, ecc.) a favore di una produzione artistica di soggetti privati, associati e non, in piena autonomia decisionale della Direzione artistica – organizzativa e quindi con trattamenti discrezionali e senza margini di controllo da parte del Comune.
  • 5) La riconferma del cabaret e l'offerta di un varietà di stampo televisivo indubbiamente porta più gente al Teatro, ma che deve necessariamente autofinanziarsi con gli spettacoli e senza gravare sul Bilancio del Teatro.
  • 6) Si vuole ridurre o addirittura eliminare la sezione danza, in quanto manca una risposta da parte del pubblico, senza invece ricercare i collegamenti opportuni, per mettere a sistema le scuole di danza presenti sul territorio che, proprio per il loro numero non trascurabile, rappresentano la più clamorosa smentita a quanto affermato circa la mancanza di interesse del pubblico. Non si possono esprimere giudizi affrettati nei confronti delle Associazioni o di chi per vari motivi non frequenta il Teatro. Non è corretto, non è onesto.
  • 7) Nel Piano di gestione sono state evidenziate numerose priorità di interventi all'interno del Teatro, per un importo stimato di 30.000 euro non previsti nel Bilancio del Teatro e che si aggiungono ai costi della precedente Stagione (faccio osservare che 30.000 euro comincia ad essere stranamente una cifra ricorrente, quasi un numero magico, di questa Amministrazione per interventi sul teatro e non solo).
  • 8) Si decide di istituire un fondo di 1000 euro per il funzionamento della Consulta Teatro, alla quale viene riconosciuta piena autonomia anche se strettamente funzionale alla Direzione artistica- organizzativa. Alla stessa si attribuiscono credenziali per un accredito diretto presso le dirigenze scolastiche dei vari Istituti, anche extra comunali, e presso gli Uffici Scolastici Provinciali. A che titolo una Consulta siffatta può avere rappresentanza extracomunale? Ma che fa l'Assessore alla Cultura, istituzionalmente preposto a tali compiti?
  • 9) Le Associazioni sono state interessate preventivamente al fine di metterle in condizione di concorrere o anche solo sostenere la Direzione Artistica – organizzativa del Teatro per la Programmazione 2009/2010? E se si, le richieste sono state visionate da parte dell'Assessore alla Cultura? O dobbiamo pensare che esiste già il libro dei buoni e dei cattivi?
  • 10) Possiamo conoscere i criteri con cui verranno erogati 3000 euro ad una associazione o altro soggetto similare per il servizio di accoglienza, sala, assistenza alla sicurezza? E chi deciderà l'erogazione? Meriteranno pure una risposta queste domande, e non solo queste, sulla cui legittimità credo nessuno possa obbiettare.
  • 11) L'istituzione di un ufficio Teatro c/o il Comune, con almeno n°2 unità di personale, strettamente legato all'Assessore alla Cultura e di concerto con il Dirigente di settore e la Direzione artistica-organizzativa non trova una analoga voce di spesa nel Bilancio di Previsione del Teatro. Ma ci sarà pur data la possibilità di sapere almeno se questo ufficio sarà costituito da personale interno o esterno al Comune; oppure anche questo è un segreto?
  • 12) Per quali incomprensibili motivi, poi, si dovrà riconoscere una spesa di 5000 euro per ciascun coordinatore a titolo di indennità forfettaria e di rimborso spese, voce anche questa non prevista e non riportata nel Bilancio di Previsione 2009/2010?
  • 13) Chi decide il riconoscimento di ulteriori 3000 euro per incentivo e premio di produttività ai coordinatori?
  • 14) La "lista della spesa" non è finita. Infatti vengono riconosciute, nel Piano di gestione del Teatro, 4000 euro per mansioni aggiuntive ai coordinatori del Teatro come indennità integrativa per il coordinamento delle manifestazioni estive. Quale la logica e quali le giustificazioni per questo ulteriore esborso?
  • 15) E' legittima la soluzione di affidare, mediante la stipula di apposita convenzione, al coordinatore tecnico-organizzativo del Teatro la ricerca di personale con compiti di servizi tecnici con personale proprio, destinando a ciò una somma integrativa di compenso pari a 25.000 euro?
  • 16) E per finire, su tutti gli atti e i progetti riguardanti il Teatro viene richiesto il parere preventivo della Direzione. Ma la gestione del Teatro è pubblica o privata? Chi deve avere il compito di controllo: il Comune o la Direzione artistica-organizzativa? Se è vera quest'ultima ipotesi, come sembrerebbe, la favola della "gestione diretta" è bella e dimostrata.

Dopo queste considerazioni sul Piano di Gestione approvato dalla Giunta Comunale, appare chiaro ed evidente che la gestione diretta del Teatro, se c'è, risulta di tipo verticistico in quanto accentra il potere e l'autonomia decisionale in capo a pochi soggetti, peraltro con molta approssimazione e senza un quadro chiaro delle spese sostenute sia nel Bilancio precedente che in questo attuale.

A nulla è servito il capillare lavoro svolto di Filippo Donvito quando da Consigliere Comunale pose importanti condizioni per dare maggiore autonomia ad un Consiglio Comunale preposto ormai a ratificare tutto ciò che in pochi decidono.

In un momento di crisi, che di conseguenza ha coinvolto gli Enti Locali, bisogna urgentemente razionalizzare la spesa, con una politica che non deve guardare solo agli aspetti puramente elettorali e alla ricerca spasmodica del consenso. Occorre da parte dell'Amministrazione Comunale avviare opportuni correttivi, finalizzati ad un controllo della spesa pubblica per giungere alla conseguente riduzione dell'imposizione tributaria e fiscale nei confronti dei cittadini.

La mancata soluzione di questi problemi evidenziati, a mio avviso inevitabilmente porterà il Comune di Gioia del Colle ad adottare provvedimenti che andranno in futuro a pesare sulla testa dei cittadini.

Prendo atto che non ha senso presentare alcuni emendamenti atti a ridurre la spesa, come ad esempio l'eliminazione delle repliche, la riduzione dei compensi  ai coordinatori ecc.

Tutto è già pronto, vi dimostro la brojour a color, dove sono contenuti gli spettacoli e le tariffe peraltro incongruenti.

Come pure devo prendere atto di un Consiglio Comunale dove i consiglieri di maggioranza si sono sottratti alla discussione di un problema che riguarda la gestione diretta del Teatro, in un silenzio profondo che a mio avviso nasconde ancora tanti problemi all'interno della maggioranza. Particolare è stato invece il comportamento del Sindaco nonché dell'  l'Assessore alla Cultura, dove dopo aver relazionato, ha preferito non dare risposte ai tanti interrogativi, tenendo già tutto per scontato.

Signor Sindaco auspico che prima che si concluda la Stagione Teatrale, si affronta il problema della gestione preventivamente, ricercando tutti insieme una soluzione che riduca drasticamente le spese che un Comune non può più supportare.

Gioia 9/11/2009

Tommaso Bradascio

consigliere comunale

Cosa penso della gestione del Teatro Rossini.

 Consiglio Comunale del 8/10/2009

Relazione della Direzione artistica  sulla gestione del Teatro Rossini Anno 2008/2009

Intervento del Consigliere Comunale Tommaso Bradascio

 

Con delibera  n°39 del 16 Settembre 2008, è stato dato l'atto di indirizzo da parte del Consiglio Comunale per la gestione diretta del Teatro Comunale " Rossini ", dando mandato alla Giunta Municipale esclusivamente ed eccezionalmente per la stagione 2008/2009 di approvare il Programma ed il Piano finanziario.

L'approvazione del disciplinare sul funzionamento della Direzione artistico-amministrativa del Teatro, allegato alla delibera, ha regolato le funzioni, gli obblighi ed i limiti.

L'art.2 ha stabilito inoltre , che a conclusione della Stagione artistica, ed entro il 30 Giugno 2009, la Direzione presenta una relazione al Consiglio Comunale, al fine di far conoscere i risultati, e definire gli indirizzi per l'elaborazione del nuovo Programma della Stagione artistica, unitamente al Bilancio di Previsione, ed al piano analitico di spesa, da presentare al Consiglio Comunale entro il 15 Settembre.

Il modello della gestione diretta del Teatro, la struttura organizzativa, i modi, i mezzi e le finalità della gestione, la previsione di spesa, erano finalizzate al risparmio sulla gestione, alla qualità degli spettacoli con l'utilizzo anche del personale del Comune.

Su sollecitazione della 3° Commissione Consiliare, la Direzione Artistico-Organizzativa, ha trasmesso al Sindaco una relazione comprendente un dossier con i quadri sintetici dei risultati della stagione artistica 2008/2009 del Teatro Comunale, i dati analitici della gestione e gli assestamenti e le variazioni di spesa della gestione, a sua volta inserita in cartella e a disposizione dei consiglieri comunali.

Siamo nel mese di Ottobre ed in forte ritardo per discutere questa relazione, era più urgente per l'Amministrazione  il 19 Agosto con delibera di Giunta, decidere di rinnovare gli incarichi di Direzione Artistica e Tecnico-Organizzativa per la Stagione Teatrale 2009-2010 in piena autonomia

Prima di entrare nel merito della relazione devo sottoporre alcuni interrogativi:

E' possibile attuare un programma per molti aspetti differente da quello approvato in Consiglio Comunale ( si è passati da 200.000 a 227.000 euro di spese ) senza dover preventivamente informare il Consiglio Comunale delle variazioni in corso d'opera?

Ci dovete a breve sottoporre l'ennesima ratifica?

E' possibile presentare un Bilancio della Stagione 2008/2009 con assestamenti e variazioni, con incongruenze sulle voci e senza una reale analisi delle spese, al punto di chiedermi se il Consiglio deve prendere atto ancora una volta di  dati previsionali? o al contrario doveva essere presentato un Bilancio Consuntivo di tutte le attività svolte, trattandosi peraltro di una gestione diretta…… e che le attività sono abbondantemente terminate?

Non voglio pensare che dal punto di vista contabile ci sono ancora molti punti oscuri da definire.

Dopo questi interrogativi, che ritengo importanti e fondamentali, voglio entrare nel merito della relazione, facendo  alcune considerazioni, che sottopongo all'attenzione del Sindaco con delega alla Cultura e dell'intero Consiglio Comunale.

Le sponsorizzazioni sono una voce di entrata, ma non  è dato sapere chi ha sponsorizzato e singolarmente in quale misura, visto che esiste solo una determina del 30 Dicembre 2008 di 6.500 euro a firma del dirigente comunale,mentre per le restanti somme pari a 17.000 euro, non c'è nessuna traccia. Quale procedura contabile si sta adottando per introitare le somme dei privati sostenitori?

Le entrate rivenienti dal nolo del Teatro pari a 8700 euro sono da considerarsi fondi a favore del Comune e non da reimpiegare per le spese della Stagione Teatrale, cosi come è avvenuto in passato.

I costi SIAE sono sproporzionati e non si spiega perchè, con le responsabilità  e gli oneri che esso comporta per l'Ente comunale, la delega in nome e per conto del Comune, non sia stata affidata a personale interno, per ridurre i costi del personale.

Le spese del personale sono aumentate, transitando il tutto attraverso una cooperativa di tipo B "OGECHI", che si sta gradualmente trasformando in una multiservizi tuttofare e pronta a mettere a disposizione qualsiasi figura professionale svuotando di fatto la SPES che è a prevalente capitale pubblico e quindi del Comune.

Signor Sindaco, ho riletto la sua relazione fatta in Consiglio Comunale nella seduta del 16 Settembre 2009 sul Teatro in cui a un cero punto affermava: " Per quanto riguarda invece i modi e i mezzi, a proposito dell'organizzazione, in via prioritaria noi vogliamo utilizzare il personale del Comune in servizio, quindi personale del Comune in servizio, prevedendo gli incentivi previsti dalla legge, gli straordinari, gli incentivi previsti appunto dai contratti e prevediamo appunto di utilizzare tre unità del nostro Comune che devono essere impiegati ovviamente quando ci sarà la necessità, tre unità da destinarsi uno al servizio luci, una al palcoscenico e una al servizio audio, una persona di queste poi si deve occupare di una sorta di segreteria organizzativa".

Come mai Signor Sindaco questo modello organizzativo finalizzato alla riduzione dei costi non è stato più attuato?

Le spese sulla comunicazione, le locandine, il servizio di noleggio  e altre spese varie per un importo di circa 7000 euro sono aumentate rispetto alle previsioni iniziali.

Non risultano nella relazione le spese effettuate tramite economato da parte del coordinatore tecnico per un importo di circa 1800 euro.

Non risultano nella relazione le spese relative alle utenze varie del Teatro ( acqua, Enel, Telecom,Gas e canoni ), che a mio avviso fanno parte delle spese di gestione del Teatro.

Non risultano nella relazione le spese per il consulente musicale previsto nel piano. Ha collaborato a titoli gratuito o è stato rimborsato diversamente?

Le spese per il pagamento del tecnico pari a circa 5.000 euro si sono aggiunte alle spese già sostenute dall'Amministrazione per l'incarico del coordinatore tecnico Giancarlo Castellano preposto a tale scopo.

Le repliche di alcuni spettacoli con conseguenti costi aggiuntivi non previsti, sono stati decisi senza l'informazione al Consiglio Comunale.

Sono state prelevate dai 15.000.00 euro previste par Maggio all'infanzia e mai realizzato, 4.000.00 euro per altre iniziative.

L'onere di spesa complessiva della stagione artistica del Teatro a carico delle casse del Comune di 112,250 euro riportate sulla relazione non è  congruente con tutte le spese  riportate nelle determine a firma del dirigente che invece ammontano a circa 200.000 euro.

Il confronto con la stagione 2007/2008, ( gestione Commissariale ) di cui sono stati spesi 235.000 euro è solo di natura strumentale, in quanto va precisato che di quelle spese sostenute, 50.000 euro sono state utilizzate per l'iniziativa di Maggio al Infanzia e che solo 185.000 euro sono servite per la intera stagione rispetto agli  anni precedenti dove non si è mai superata la soglia dei 160.000 euro per le attività del Teatro, ivi compreso le utenze.

Il numero degli abbonati e degli spettatori e notevolmente cresciuto solo a livello locale, senza una espansione del bacino territoriale di utenza e senza entrare in competizione con i Teatri dei Comuni limitrofi, cancellando di fatto il nome della città di Gioia del Colle e del Teatro Rossini nella scena nazionali ed internazionali.

Non si conosce quale sia stato il supporto operativo tra le varie consulte presenti, il Comitato intersettoriale e gli amici del foyer.

Il rapporto con le associazioni, il protocollo aggiuntivo in corso d'opera che ha imposto  alle associazioni di contribuire al pagamento delle spese del personale, i contributi a fondo perduto e senza un giusto ed equo criterio di spartizione, le promesse non mantenute sulle integrazioni di somme alle associazioni da prelevare dagli incassi del botteghino. Le disparità di trattamento fra le varie associazioni, favorendo e premiando i più  meritevoli a discapito di altri. Questi metodi hanno di certo creato malumore e dissenso da parte di alcuni operatori.

In un altro passaggio della sua relazione letta in Consiglio Comunale a Settembre 2008 il Sindaco ci aveva prospettato "un tipo di gestione diretta finalizzata ad un risparmio del 30% rispetto ad un importo di 280.000 " della gestione Commissariale che mai si è verificata.

Aveva definito il Teatro un azienda che produce Cultura, affermando che non si possono affidare a terzi i locali senza un guadagno sull'affitto, facendo come al solito sempre riferimento alle cose fatte dalle precedenti amministrazioni.

Lei Signor Sindaco con la sua Giunta ha dimostrato ancora una volta di non essere coerente con le cose dette, anzi ha affidato a titolo gratuito gli immobili comunali e ha permesso di realizzare un Caffe Letterario  all'intero del Teatro da parte di un privato per una mera attività commerciale, trasformando i locali del foyer e non preoccupandosi ad oggi di prevedere ad una copertura assicurativa e fidejussoria a carico del gestore privato, per la garanzia dell'immobile, ne tantomeno a disciplinato attraverso una convenzione l'uso dei locali, malgrado un sollecito per iscritto fatto personalmente a nome e per conto della 3° Commissione. Signor Sindaco, Sigg. Assessori, Sigg. Consiglieri Comunali, nel mio intervento ho fatto rilevare le tante incongruenze, imprecisioni e dubbi di questa relazione e di questo prospetto di bilancio che ritengo sia di tipo condominiale e senza alcuna chiarezza e trasparenza.

Sono fermamente convinto che a nulla servono gli indirizzi del Consiglio Comunale e che Lei sig. Sindaco continua ininterrottamente a decidere solo con la sua testa, portando ancora una volta a ratifica tutti gli atti, non rispettando il Consiglio Comunale quale organo preposto alla programmazione, all'approvazione dei Bilanci e sopratutto al controllo della spesa pubblica.

Pertanto il mio giudizio politico sui metodi adottati, sulla non chiarezza della gestione e sui costi sostenuti, è negativo, alla luce di quanto ho potuto evidenziare. A conclusione del mio intervento sento  il dovere di formulare come sempre alcune proposte costruttive sulla base di quanto ho precedentemente affermato:

1) Definire la figura del tecnico che è costato circa 4000 euro oltre ai 10000 euro del coordinatore tecnico;

2) Utilizzare e valorizzare prioritariamente il personale interno al Comune, attraverso un fondo incentivante, per tutti i servizi necessari a ridurre le spese del Teatro;

3) Ridurre le spese di ospitalità, trattorie e rappresentanze varie;

4) Limitare i prelievi tramite lo sportello dell' economato comunale;

5) Contenere le spese di pubblicità e service;

6) Rimodulare le tariffe degli spettacoli, al fine di differenziare i costi in base alle finalità culturali;

7) Inserire i costi delle singole utenze del Teatro;

8) Prevedere con l'ausilio dei contributi erogati dai servizi sociali e del servizio civico, l'utilizzo di cittadini per tutti gli interventi necessari a far fronte alle esigenze secondarie.

Con questa politica di razionalizzazione della spesa e una attenta valutazione dei costi tra la promozione culturale e formativa del Teatro e gli altri  spettacoli,  a mio avviso si potrà avviare una nuova stagione artistica e con una drastica riduzione dei costi.

Cerchiamo di non fare sempre riferimenti al passato, dove pur sbagliando, con i fatti abbiamo lasciato valide testimonianze di seria programmazione.

Il cambiamento che tanto ha convinto gli elettori, per adesso è rimasto un sogno, sforzatevi di dare risposte concrete per il bene di tutta la comunità gioiese.

                                              

Tommaso Bradascio
Consigliere comunale

Gioia del Colle 8/10/2009

Cosa farà il caffé letterario nel foyer del teatro comunale “Rossini”?

settembre 14, 2009 by Carlo Antonio Resta  
Filed under Politica & Società, Primo Piano

Rue Ancienne Comédie (quartiere Latino di Parigi), e le café Le Procope il più antico café di Parigi datato 1686Oggi parleremo della realizzazione del "caffè letterario", volontà espressa dal sindaco Longo realizzata nel teatro comunale "Rossini" nello spazio fino a ieri riservato al foyer. Prima di addentrarci nell'argomento, giusto per capire poi in quale direzione muoverci, ho fatto una ricerca per vedere cosa sono i caffè letterari e come sono nati. I locali definiti "caffè" sono nati in Europa  all'inizio del 1600, nel pieno di quella corrente di pensiero definita "Razionalismo", basata sull'indiscussa onnipotenza della ragione umana. In questo contesto i caffè nacquero come taverne, erano luoghi di aggregazione e convivialità disimpegnata. Va sottolineato come in questo periodo si moltiplichino i giornali quotidiani, questi veicoli dell'informazione non fanno altro che conferire all'Illuminismo e ai suoi pensatori un carattere tipicamente divulgativo.

Nella prima fase del 1700 Parigi era già il più grande centro di produzione di idee. E proprio a Parigi e in generale in Francia, si avvia un rapido sviluppo di una produzione letteraria, dotata di una forte carica di critica intellettuale nei confronti delle istituzioni politiche e, soprattutto religiose. I saggisti, gli scrittori si diedero un'identità collettiva,una vera coscienza di partito di opposizione, seppur privo di influenza politica. Essi si chiamarono e si fecero chiamare "filosofi" e si attribuirono il compito di sgretolare con i "lumi della ragione" tutto ciò che la pesante e ormai morta eredità dei secoli passati, aveva trasmesso a un' epoca che doveva essere una fase di transizione verso un futuro di progresso e rinnovamento. In questo contesto i locali adibiti a caffè, nati come luoghi di aggregazione disimpegnata, diventano sempre più sedi di dibattiti.

E' quel fermento sociale venuto fuori da quel crogiolo dei movimenti culturali e letterari, che tramutò i caffè da luoghi disimpegnati a sedi di "scuole di saggezza". I frequentatori disimpegnati dei caffè venivano sempre più sostituiti da uomini colti e da letterati, che vi si davano appuntamento per conversare e bere caffè fino a tarda notte, tenuti svegli dalle proprietà eccitanti della caffeina.

Col tempo, i caffè divennero anche luoghi di contestazione politica, tanto che nel 1676 il procuratore generale di Londra, temendo che si trasformassero in covi di potenziali insurrezionalisti, decise di far chiudere tutte le "coffee house". Il provvedimento ebbe vita breve, e sempre più spesso chi voleva contestare i valori e le politiche dei governi si dava appuntamento proprio ai caffè. In Francia, il modello divenne un locale aperto nel 1686 da un siciliano, Francesco Procopio, proprio di fronte al teatro della Comédie française e che prese il nome dal suo fondatore: "Le Café Le Procope", meta di filosofi, artisti, uomini politici e scrittori, divenne così famoso in Europa da diventare sinonimo di "circolo letterario".

Un secolo dopo i caffè letterari furono omaggiati da un gruppo di pensatori liberali italiani (e frequentatori di caffè) capeggiati dal filosofo Pietro Verri, che chiamò "Il Caffè" la rivista da lui fondata, che diede un contributo fondamentale alla diffusione dell'Illuminismo in Italia.

Senza andare oltre, queste sono le condizioni socioculturali che hanno creato i caffè letterari, la loro evoluzione da locali di convivialità a sedi di dibattiti culturali e politici. Read more

La regista teatrale gioiese Teresa Ludovico a Londra

La Regista Gioiese Teresa LudovicoTeresa Ludovico, scrittrice e  regista teatrale presso il Teatro Kismet-Opera di Bari, gioiese di nascita e barese di adozione, è figura abbastanza nota al pubblico gioiese.

A lei si devono gli allestimenti di numerose opere teatrali, ma soprattutto la produzione e messa in scena di spettacoli che usciti dalla sua vena poetica e dalla sua penna hanno fatto il giro del mondo, riportando ovunque unanimi consensi di pubblico e di critica. Alcuni di questi spettacoli, che hanno girato dall’Inghilterra al Giappone, dall’Australia al resto dell’Europa, portano sul cartellone la firma della Ludovico e  il nome del Teatro Rossini di Gioia, essendo stati insieme coprodotti.

Ricordiamo tra tutti la sua  “ Bella e Bestia “, opera anch'essa coprodotta dal Teatro Kismet OperA e dal Teatro Rossini,  vincitrice della XVI edizione del Premio Stregagatto 2002, manifestazione voluta dall'ETI ( Ente Teatrale Italiano), come miglior prodotto italiano per teatro ragazzi.

Mentre nel nostro Paese non sono ancora sopite le critiche sulla gestione del Teatro Comunale Rossini da parte del Teatro Kismet, i più importanti quotidiani inglesi danno ampio risalto ad uno spettacolo, sebbene non il migliore tra quelli del repertorio della Compagnia barese,  presentato  nella capitale britannica.

Il 6 aprile 2009 il quotidiano inglese THE TIMES, a proposito della rappresentazione  de “ La Regina della Nevi “, a firma del  giornalista  Donald Hutera così titola e si esprime: Teatro      La Regina delle Nevi      Tournèe

Il Teatro Kismet, italiano, ha la reputazione di  creare rappresentazioni di alta qualità con un fascino immaginativo che attira tutte le generazioni. Fondata nel 1981, la Compagnia ha “visitato” la Gran Bretagna solo sporadicamente negli ultimi 15 anni. Diretto dal Warwick Arts Centre, il suo attuale successo è il felice ritorno di uno spettacolo visto per la prima volta in questo teatro nel 2007. Read more

Interrogazione consiliare sui lavori del Teatro Rossini

Il Teatro Rossini di Gioia del ColleAl Sig. Sindaco
Comune di Gioia del Colle

Oggetto
Teatro "Rossini"  interrogazione consiliare ai sensi dell'art.33 del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale

Signor Sindaco dopo la nota vicenda delle pedane installate presso il Teatro Rossini e successivamente acquistate e regolarizzate da parte del Comune per un importo di circa 30.000 euro, in questi giorni ho notato la ripresa dei lavori all'interno del Teatro Rossini, sempre da parte della stessa Ditta, per realizzare  il Caffè letterario " Rosamora".

Incuriosito, l'altro giorno mi sono soffermato all'ingresso del Teatro, ed ho potuto constatare sostanziali e opinabili modifiche all'interno del foyer.

Ho ritenuto opportuno visionare il progetto presentato, per meglio conoscere la natura degli interventi da realizzare, e ho potuto riscontrare quanto segue:

Per allestire il piano bar e la sala convegni saranno sacrificati il foyer del piano terra e del primo piano del Teatro;

E' prevista la rimozione delle tre porte di ingresso che saranno stoccate presso il magazzino del Teatro chissà per quanti anni;

Saranno realizzati tamponamenti e rivestimenti vari con controsoffittature e pareti in cartongesso;

Il bancone del bar esistente al primo piano sarà anch'esso stoccato in magazzino;

Saranno realizzati tubazioni in PVC per i servizi da collegare alla rete fognaria.

Non dubito che il progetto sia corredato di regolari pareri (Soprintendenza,Vigili del Fuoco, ecc.), ma vorrei porre all'attenzione della S.V., che peraltro detiene anche la delega alla Cultura, alcune personali considerazioni:

Era proprio necessario stravolgere il foyer e accantonare in deposito parti delle strutture esistenti per tutto il periodo della gestione del bar (strutture ancora ben funzionanti)?

Era proprio necessario allestire il Caffè Letterario nel Teatro Rossini, solo per consentire, per 15 minuti di intervallo dello spettacolo, l'intrattenimento del pubblico che, secondo alcuni, presenterebbe una considerevole richiesta di ristoro?

Il tutto a scapito di un vitale spazio sempre utilizzato finora per l'allestimento di mostre ed esposizioni varie, quali elementi complementari e integrativi dell'offerta culturale del Rossini.

Sono consapevole Sig. Sindaco, che ancora una volta tutto è stato deciso; ma è mio preciso dovere segnalare eventuali disfunzioni, con la speranza che ognuno, responsabilmente e per quanto di propria competenza, effettui i dovuti controlli e la vigilanza sui lavori da eseguire, al fine di salvaguardare un'immobile storico come il Teatro "Rossini".

Inoltre vorrei segnalare che all'ingresso del Teatro non sono più esposte le opere dell'artista scultore arch. Iurilli Igino che in occasione dell'inaugurazione del Teatro " Rossini " nel 1997 furono acquistate dall' Amministrazione Comunale per un importo di 12 milioni di Lire.

Il valore artistico di tali opere scultoree, che va ben oltre quello venale pagato, è universalmente riconosciuto; basta pensare che opere simili dello stesso artista sono state richieste ed esposte presso la Pinacoteca Provinciale di Bari).

Tutto ciò considerato

CHIEDO

a Lei Sig, Sindaco di conoscere i motivi di tale rimozione e il luogo dove attualmente sono state ubicate. Tanto perché trattasi di patrimonio dell'intera comunità gioiese da Lei amministrata.

Chiedo ancora, a tal proposito, che fine ha fatto la storica macchina da proiezione che fino ad un anno fa faceva bella mostra di sé nell'ormai ex-foyer.

Non vorrei pensare che anche queste opere e apparecchiature, di proprietà pubblica, siano state considerate in contrasto con il progetto del Caffè Letterario e pertanto qualcuno ha deciso di ammucchiarle in magazzino o, peggio, in altre sedi non meglio identificate.

Sicuro di un Suo diretto interessamento, resto in attesa di un tempestivo e puntuale riscontro alla presente.

Gioia 25/06/2009

Tommaso Bradascio
Consigliere Comunale

C’era una volta a Gioia … il ” Maggio all’Infanzia “

Maggio Infanzia a Gioia del Colle nel 2008In questi giorni di maggio negli anni trascorsi, mentre le strade, le piazze di Gioia si riempivano del festante vocio dei ragazzi in appassionanti e poliedriche attività  ludiche, il Teatro Rossini ospitava una serie di compagnie che presentavano nuove rappresentazioni per  l'infanzia. 

Per la prima volta, dal 1998, dopo più di un collaudato decennio di esperienze artistico-teatrali rivolte ai ragazzi della fascia scolastica che va dalle materne alla scuola media, e che in tempi più recenti ha interessato anche studenti delle scuole superiori, Gioia è orfana del " Maggio all'Infanzia ". Si tratta di un vero e proprio festival di teatro per ragazzi, con  laboratori, mostre, concerti, animazioni, nuovi spettacoli, il tutto organizzato dal  Comune di Gioia in collaborazione con il Teatro Kismet OperA di   Bari.  Ci mancano  i colori, i lavori dei ragazzi di scuola che adornavano le strade del paese, la festa,  i sorrisi, la laboriosità e l'allegria che sprizzava dai loro visi e che contagiava  i passanti, preannunciando un sereno scorrere della primavera e della vita. Read more

Incontrando gli attori

aprile 23, 2009 by Dalila Bellacicco  
Filed under Acculturi@moci

L'attrice Debora CaprioglioPoche righe dedicate ad una delle più riuscite iniziative culturali di questa stagione teatrale, sotto l'egida stilistica di Vito Marvulli e Giancarlo Castellano, iniziativa a detta di alcuni già proposta dal Kismet negli anni passati ma forse poco pubblicizzata tra i non addetti ai lavori. 

Di fatto "L'incontro con l'attore" è un valore aggiunto di estrema piacevolezza e fruibilità che consente davvero a tutti di scoprire, al di là della valenza artistica, la capacità di relazionarsi, la socialità e, se svelati, la profondità umana e lo spessore culturale dei protagonisti. Nel caso di Mario Scaccia, un nonuagenario universo di simpatia, umanità ed esperienza profuse senza alcun risparmio in oltre un'ora di ininterrotto e serrato dialogo nel foyer. Sul palco il professionista, battute incise a fuoco ed equilibrio da vetusto funambolo su una "vela" con scarsi margini di manovra e solo una vaga eco, un baluginante riflesso dell'uomo che ha riversato le sue ansie, la sua gioia ed i suoi dolori in scena, in osmotica sintesi con la vita. Tra i suoi aneddoti l'aver esordito sul palco a tre anni in vesti da "bimba", il rammarico di non aver conseguito la laurea in Lettere a due esami dalla tesi, di ritorno dalla guerra (nefasta "l'ostia avvelenata" presa ogni mattina dal professor Pescari, che valutava gli esaminandi in letteratura latina attraverso lapidarie e sibilline traduzioni), l'amore per la parola poetica "… chi non ama la poesia, è vocato alla fiction". Splendido ed appassionato il suo "Pianto antico", da brivido i versi di Montale ed ancora un ironico sorriso sulle riscritture sceniche di alcuni registi, incapaci di "comprendere" la poesia di un silenzio o la posizione di un arredo scenografico finalizzato alla recitazione stessa "… dovevo cader su una poltrona… che non c'era!"

Ed ancora Petrolini riproposto nel suo dramma di comico eppur uomo disperato, avvilito "… pensavo ai miei fallimenti mentre lo interpretavo e sua moglie piangendo mi disse che le avevo restituito il suo uomo…" o il "Re Lear" per vicissitudini varie mai interpretato da giovane "cadde la giunta regionale quand'ero pronto a debuttare proprio qui in Puglia, con la Compagnia dei Guitti" e improponibile a questa età "…ora come la sollevo Cordelia?"

Mario Scaccia, "amplificato" da un irresistibile Edoardo Sala (vera spalla nel foyer) e contemplato con riverente impazienza da Debora Caprioglio, satireggia  "… oggi chi va in TV compra case, io le vendevo per andare in scena…".

Sulla stessa falsa riga, Read more

Il concerto di Masha Diatchenko al Rossini

marzo 24, 2009 by Dalila Bellacicco  
Filed under Eventi & Tempo Libero

Masha Diatchenko Masha Diatchenko al Rossini

Le luci si spengono, l'abito da sera teneramente adagiato su curve acerbe e le scarpine da bambola sono già in valigia. Masha Diatchenko entra nella sala prove del Rossini, le gote ancora accese dall'emozione dell'ultimo concerto, un sorriso adolescente "imbrigliato" d'argento e il pensiero rivolto all'interrogazione del giorno dopo, tra le braccia il violino che tante emozioni ha donato con il suo struggente canto. E' lo stesso che nel 1740 Pietro Guarneri costruì per Vivaldi. Il punto in cui l'incavo del collo accarezza il legno è velato da una patina opaca di genialità e sacrificio, le venature sbiadite testimoniano le tante ore di studio (non meno di quattro al giorno) che la quattordicenne Masha trascorre in appassionata sinestesia con lo strumento che dà voce al suo più intimo sentire. Quasi 500 concerti negli ultimi nove anni, il primo a soli cinque al pianoforte con il maestro Ennio Morricone a Roma. Lorenzo Fico ha scelto, non a caso Masha Diatchenko per inaugurare la sua stagione concertistica: grande temperamento, passione, sensibilità, impegno rigoroso e puntuale, stile esecutivo all'insegna di raffinata freschezza. Read more

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