Gioia Città ad economia turistica e Città d’Arte?

    Logo per una Città d’Arte

Anche se Gioia ha una vocazione agro-alimentare, vedi la DOC Vino Primitivo di Gioia del Colle e DOP Mozzarella fior di latte Gioia del Colle, ritengo che il nostro paese possa aspirare ad ottenere il riconoscimento di Comune ad economia turistica e Città d’Arte.

Per quanto riguarda i Comuni ad economia prevalentemente turistica, la normativa vigente richiede la presenza sul territorio di un sito di interesse storico – artistico inserito dall’UNESCO nella lista del patrimonio dell’umanità o il rapporto tra determinati parametri che riguardano sia la domanda turistica (arrivi, presenze, superficie territoriale, popolazione residente) sia l’offerta turistica (capacità ricettiva, numero di strutture ricettive, unità locali relative ad attività connesse con il turismo, addetti alle unità locali relative ad attività connesse con il turismo).

E Gioia, al centro della Puglia, risponde pienamente a questa vocazione turistica, in quanto è una Città equidistante da Bari, Taranto e Matera, punto di collegamento tra il Tirreno, l’Adriatico e lo Ionio, centro strategico per raggiungere Alberobello, le Grotte di Castellana, la Valle D’Itria, le coste dell’Adriatico e dello Ionio, via di passaggio per le attività cicloturistiche per la presenza di una pista cicloturistica e di una velostazione, presenta una varietà di strutture ricettive, da numerosi B&B cittadini o sparsi nelle masserie in campagna, ha case vacanze, Hotel, e dispone di ristoranti, trattorie, pizzerie. Continua la Lettura

Presentazione e consegna alla Città di Gioia dei cartelli turistico-informativi PON I.T.T. ‘G. Galilei’

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Il 29 luglio sono stati posizionati due nuovi pannelli turistico-informativi: quello della Chiesa di Santa Maria Maddalena, presso il n. civico 6 dell'omonima strada e quello del Cippo del Primitivo, in contrada Liponti su via dele Carrare.

Martedì 17 settembre 2019, alle ore 18,00,  sarà scoperto il pannello turistico-informativo  della chiesa di Santa Maria Maddalena, sita nell'omonima strada. A seguire, alle ore 19,00, nel chiostro del Comune di Gioia del Colle, nell'ambito delle manifestazioni estive organizzate dall'Assessorato alla Cultura 'Joha aeSTAS 2019' saranno consegnati ufficialmente alla città i 12 pannelli turistico-informativi realizzati dagli studenti dell'I.T.T. 'Galileo Galilei' di Gioia del Colle, coordinati dalla prof.ssa Giuliana Notarnicola e dal prof. Francesco Giannini.

A breve saranno posizionati gli ultimi due pannelli: quello del Molino-Pastificio 'Pagano' su via Paolo Cassano, in prossimità dell'uscita del casello autostradale e quello del Caffeàus, sito in via Padre Semeria, nei pressi della piazzetta intitolata a san Padre Pio.

L'incontro della serata ha per tema: 'Alla riscoperta della Storia di Gioia del Colle. Siti, Uomini, Vicende, Cultura.

Dopo  il saluto del sindaco, avv. Giovanni Mastrangelo e del Dirigente dell'I.I.S.S. 'Marone-Canudo-Galilei', prof. Rocco Fazio, introdurrà l'Assessore alla Cultura, avv. Lucio Romano.

La relazione sul lavoro svolto sarà tenuta dalla prof.ssa Giuliana Notarnicola e dal prof. Francesco Giannini.

Al termine della relazione sono previsti gli interventi del dott. Gianvito Masi, ricercatore presso il CREA e il Direttore del Consorzio Tutela Primitivo Gioia del Colle, dott. Vincenzo Verrastro.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

Integrazioni alla richiesta del titolo di Città per Gioia del Colle

Cartello segnaletico posto alle porte di Gioia del Colle

Dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale di Gioia del Colle del giorno 8 settembre 2025 della delibera della richiesta del titolo di Città, il giorno 7 novembre 2025 il prof. Francesco Giannini Francesco e il dott.  Francesco Capodiferro hanno consegnato alla Commissione consiliare per la Cultura le integrazioni richieste da alcuni consiglieri comunali.

Nello specifico il prof. Giannini ha sintetizzato la bozza di 10 pagine che aveva presentato e che era stata approvata in Consiglio, seguendo le direttive dell’art. 18 del DL 267/2000, che recita: Il titolo di Città può essere concesso con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno ai Comuni insigni per ricordi, monumenti storici e per l’attuale importanza.

Il dott. Capodiferro ha recuperato i nomi degli scrittori, locali e non, che hanno scritto libri o effettuato ricerche su Gioia del Colle, a conferma della veridicità delle affermazioni esposte nella richiesta di ottenimento del titolo di Città.

Auspichiamo che il Consiglio comunale di Gioia in tempi brevi provveda ad approvare le integrazioni richieste e presentate dal prof. Giannini e dal dott. Capodiferro per dar avvio all’iter per l’ottenimento del titolo di Città per Gioia del Colle.

Di seguito riporto la documentazione che è stata presentata alla Commissione Cultura del Comune di Gioia.

In passato il titolo di Città era assegnato anche ai Comuni per complessità di funzioni (residenziali, produttive, commerciali) servizi e con presenza di Centro storico, quartieri residenziali, aree periferiche.

Con la riforma del 1929 il titolo di Città era erogato ai Comuni, anche in presenza di una popolazione non minore di 10.000 abitanti, che avevano provveduto lodevolmente a tutti i pubblici servizi e in particolar modo alla pubblica assistenza.

Nel 1943 fu abolito il numero di abitanti e il titolo era conferito ai Comuni che avevano provveduto lodevolmente a tutti i servizi pubblici e in particolar modo alla pubblica assistenza.

L’art. 18 del DL 267/2000 recita: Il titolo di Città può essere concesso con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno ai Comuni insigni per ricordi, monumenti storici e per l’attuale importanza.

Gioia aspira al titolo di Città perché rientra nei requisiti previsti dalle disposizioni legislative.

Ha una complessità di funzioni (residenziali, produttive, commerciali), ha servizi, un Centro storico, quartieri residenziali, aree periferiche (tra cui la frazione di Montursi, densamente abitata). Continua la Lettura

Gioia del Colle Città del Formaggio e Città dell’Olio

Cartello segnaletico alle porte del Comune di Gioia

I cartelli stradali segnaletici posti sulle strade agli ingressi di Gioia del Colle, riportano: Gioia del Colle, città federiciana, del vino primitivo e della mozzarella.

Gioia del Colle, però, oltre che per le due eccellenze del settore agricolo locale, è conosciuta per l’aeroporto militare, sede del 36° Stormo,  per il pluripremiato Concerto bandistico  musicale, per gli scavi archeologici di Monte Sannace e per il castello di Federico II.

Ai due prodotti di eccellenza gioiesi  riportati sui cartelli segnalistico-turistici, che hanno ricevuto il massimo riconoscimento nel proprio settore: l’oro nero, ovvero la DOC del vino primitivo Gioia del Colle e l’oro bianco, ossia la mozzarella fior di latte DOP Gioia del Colle, nel 2022 si è aggiunto il titolo di Città del formaggio e nel 2025 quello di Città dell’olio. Continua la Lettura

La cittadinanza onoraria di Gioia al prof. Giuseppe Benagiano

Il professor Giuseppe Benagiano durante il suo intervento di ringraziamento nel Consiglio comunale

Il giorno 27 maggio 2025 durante la seduta di un Consiglio comunale, appositamente convocato, è stata conferita la cittadinanza onoraria al prof. Giuseppe Benagiano, ginecologo di fama internazionale, nato a Roma il 15 ottobre 1937.

Il prof. Benagiano in occasione della sua venuta a Gioia nel febbraio del 2005, per tenere una conferenza sulla condizione della donna nel mondo, disse: Ora ho compreso dove sono i miei geni, alludendo alla sua famiglia di origine e alla comunità gioiese.

I nonni paterni del prof. Benagiano erano Giuseppe Benagiano e Crescenza Passiatore, la quale era sorella del primo parroco di Santa Lucia, don Rocco Passiatore.

Un Giuseppe Benagiano nacque a Massafra nel 1787, dal quale discende il ramo gioiese del padre, il prof. Andrea Benagiano, distintosi nel campo della Odontoiatria, accademico, scienziato e autore di numerose pubblicazioni scientifiche e padre del presente prof. Giuseppe.

Molti elementi della vita del neo concittadino richiamano alla nostra memoria anche un altro uomo illustre della nostra città. Il prof. Benagiano, infatti, è quasi coetaneo di un altro scienziato di fama internazionale, il prof. Orazio Svelto, nato anche lui fuori Gioia da famiglia di origine gioiese nel 1936 ed insignito nel 2004 della cittadinanza onoraria di Gioia del Colle per essersi distinto nel campo della cultura, dell’arte, della scienza e particolarmente nello studio e della progettazione dei laser. Come il prof. Svelto, anche il prof. Benagiano, dopo un periodo di studio all’estero, decide di tornare in Italia per mettere a disposizione il suo sapere, le sue ricerche, i suoi studi e il suo insegnamento a favore della nostra Italia.

Inoltre un’altra coincidenza unisce i due scienziati: il numero 50. Il libro Principles of Lasers del prof. Orazio Svelto è studiato in almeno 50 Università straniere e il prof. Giuseppe Benagiano ha tenuto conferenze in 50 diverse nazioni. Continua la Lettura

Richiesta di titolo di Città per Gioia del Colle

Il bassorilievo che raffigura sul lato destro lo stemma di Gioia del Colle

In data odierna ho fatto acquisire al protocollo del Comune di Gioia la seguente bozza di relazione diretta all’Amministrazione comunale di Gioia del Colle perché voglia inoltrare richiesta di concessione del titolo di Città al nostro paese. Tale titolo non ha solo valore onorifico per Gioia, ma potrebbe servire ai governanti, anche a livello extracomunale, per far comprendere la baricentricità di Gioia del Colle, la sua importanza strategica all’interno dell’area metropolitana e regionale, anche al fine di dotarla di alcune strutture, specialmente quelle sanitarie, di cui il nostro territorio è carente.

Infatti pur avendo avuto in passato un primo Ospedale sin dal 1346, uno successivo gestito dai Cavalieri di Malta e ulteriori ampliamenti, grazie alle donazioni di numerosi benefattori, oggi Gioia del Colle, pur essendo il paese più grande e popolato di quelli limitrofi, è privo di un Ospedale. Continua la Lettura

Stranezze di San Filippo Parte II

Santino di San Filippo con il grembiule, anno 2015

Nel 2015 ricorreva il V Centenario della nascita di S. Filippo.

Se  prendiamo in esame il 2015 a Gioia notiamo che anche questo anno è stato caratterizzato da diversi avvenimenti e numerose e strane coincidenze.

A ben vedere sembrerebbe che nel XXI secolo continuino le “stranezze“ di S. Filippo e che attraverso di esse e delle curiose coincidenze il Santo voglia invitarci a fermarci un po’ in questa nostra vita tumultuosa e frenetica, per indurci ad una riflessione sul nostro esistere e sul nostro impegno nella società contemporanea.

Anche se alcuni non condivideranno questa mia affermazione, a me  risulta evidente che gli episodi accaduti e verificatisi a Gioia nell’ultimo ventennio non sono dovuti al caso, ma che in essi ci possa essere lo “zampino“ di San Filippo.

Eventi politici locali del 2015.

Che  abbia voluto ricordarci che nel 2015, ‘Anno pastorale della Carità’ dovevamo fare molto di più per i nostri fratelli (anche i migranti) e metterci a servizio dei deboli e dei poveri, come sottolineato anche dal grembiule posto sulla statua di  San Filippo, scelta voluta dal Comitato Festa Patronale di Gioia? Continua la Lettura

Stranezze di San Filippo Parte I

26 Marzo 2021 Autore:  
Categorie: Storia

San Filippo

Ancora in vita San Filippo, Patrono di Gioia del Colle, era noto per le sue stranezze.

Qui riporto alcune stranezze del Santo mentre era in vita.

– Spesso, prima di celebrare la messa, leggeva barzellette.

-Il cardinale Alfonso Gesualdo gli regalò una pelliccia di martora dicendogli di indossarla, poiché, avanti negli anni, ne aveva bisogno, soprattutto perché passava molto tempo nel confessionale. Portandola per un mese di continuo e, perché tutti vedessero che portava una pelliccia di martora, camminava in pubblico con passo grave e si vagheggiava guardandosi attorno, come se fosse un pavone, e ciò faceva per essere burlato.

-Una volta, andando per Roma, incontrò un acquaiolo e lo fece fermare in mezzo alla strada e lo pregò di lasciarlo bere ad uno dei suoi barilozzi. Filippo vi attaccò la bocca e bevve, meravigliandosi molto l’acquaiolo che un uomo di quella sorte si fosse messo a bere in presenza di tanta gente.

-Molte volte saltava in presenza di persone, anche di Cardinali e Prelati, in luoghi dove c’erano molte persone: nei palazzi, nelle piazze, nelle strade. A volte saltava tre o quattro gradini tra molta gente e poi diceva a qualcuno: Che te ne pare? Un primo agosto si mise a ballare in Piazza S. Pietro in Vincoli, dove per la festa di sant’Alfonso c’era tantissima gente e uno disse: Guarda quel vecchio matto.

-Un giorno per strada incontrò il Beato Fra Felice, cappuccino di Cantalice, che gli chiese se avesse sete. Filippo disse di sì e riprese: Voglio vedere se anche tu sei mortificato. Si tolse il cappello, glielo pose in testa e disse: Vai avanti così, ma attento che se il cappello ti fosse tolto ne avresti avuto danno. Fra Felice camminò un poco e poi Filippo si riprese il cappello.

-Un giorno fu invitato a pranzo dal cardinale Alessandrino e portò con lui un suo penitente con una pignata di lenticchie cotte e le fece portare a tavola. Il Cardinale ne mangiò e disse che non aveva mangiato miglior minestra nei tempi passati. Con queste sue burle procurava di essere considerato un matto.

-Quando si tenne la traslazione dei corpi dei Santi Martiri Papia e Mauro la chiesa era piena e Filippo, mentre aspettava le reliquie vicino alla porta, vedendo una guardia svizzera del Papa con una bella barba, gliela prese, la tirò due o tre volte e poi gli faceva carezze.

-Una volta si fece tagliare la barba da una parte sola e con mezza barba uscì in pubblico, saltando come se avesse avuto una grossa vincita.

-Una volta chiamò un fratello di Congregazione che sapeva fare il barbiere e lo portò dove c’era molta adunanza di popolo e lì si fece acconciare la testa e la barba. E molti stavano lì a guardarlo e lui diceva: Adesso mi acconci bene.

– A volte usciva di casa con i suoi portando in mano un mazzo di fiori di ginestra assai grande e di tanto in tanto l’odorava e a volte si toglieva gli occhiali e li metteva agli occhi di diverse persone.

-Spesso girava per Roma in sottana e con un paio di scarponi bianchi da frate. A volte si metteva a leggere in pubblico e faceva molti errori nel leggere, specie se lo ascoltavano persone dotte. Alla fine chiedeva ai suoi: Che ha detto quel tale?

-Spesso in camera se ne stava con un paio di scarpe bianche ed una camiciola rossa sopra il giubbone, che gli arrivava al ginocchio. Con quell’abito riceveva chi fosse andato da lui, anche uomini nobili e personaggi importanti.

-In alcuni giorni festivi scendeva in Chiesa con una casacca posta a rovescio sopra la sottana, con la berretta alla brava e portava con sé un confratello con una scopetta, che lo seguiva e lo scopettava pubblicamente.

-A volte prendeva un cuscino foderato di tela turchina e se lo metteva in testa, portandolo in pubblico.

-A volte portava di sotto un giubbone di raso bianco, che era stato del Beato Pio V.

-Un otto settembre, festa della Chiesa Vallicella, intervennero molti cardinali; nel più bello del Vespro comparve nel Coro con un abito stravagante.

– In camera aveva libri di favole e facezie e, se andavano in camera persone qualificate, si beava a farsi leggere quei libri.

-Una volta papa Clemente VIII gli inviò alcuni Polacchi, signori principali di Polonia, perché si accorgessero delle sue virtù e santità. Prima che salissero le scale Filippo, avvisato dell’arrivo, disse a uno dei suoi di prendere quei libri di facezie e favole e di leggerglieli, fino a quando lui non avesse detto: Basta. Quando quelli arrivarono Filippo disse loro: Aspettate di grazia che si finisca di leggere questa favola. Vedete se io tengo libri buoni, da tenere in considerazione. Non si parlò più affatto di cose dello spirito. Quelli se ne andarono meravigliati.

-A volte con persone importanti recitava versi di libri di battaglie e ne componeva all’improvviso.

-Un giorno stava in casa della marchesa Rangone, dove c’era anche l’Ambasciatrice di Spagna; questa gli chiese da quando aveva lasciato il mondo. Filippo rispose: Non so di averlo lasciato mai e cominciò a recitare molti di quei libri di facezie che aveva in camera.

-Un nobile romano fu mandato a Filippo da Angelo di Bagnorea. Il nobile si meravigliò di vederlo allegro e che parlava così libero. Riferì ad Angelo che era rimasto poco edificato da quel modo di procedere.

-A volte invitava i suoi a correre con lui; a volte li sfidava a saltare.

-A volte si ritirava in camera e si metteva una berretta rossa in testa, donatagli da papa Gregorio XIV e aspettava che i suoi entrassero da lui. Questi, vedendolo così, non osavano entrare. Invitati ad entrare, dicevano: Non entriamo perché non sappiamo se chiamarvi Padre, Illustrissimo, Reverendo, vedendovi con la berretta da cardinale. Lui sorrideva e diceva: Oh, sono un bel balordo, non è vero?

-Una volta portava in braccio un cane per la città di Roma.

Da questi esempi si potrebbe avere l’idea che Filippo fosse un personaggio di mondo, bizzarro, strano, scherzoso e burlone più che essere un santo, perché il suo comportamento non si addiceva ai canoni di santità cui siamo abituati a pensare.

Le stranezze che hanno caratterizzato la vita di san Filippo le ritroviamo in alcune vicende che hanno interessato Gioia del Colle in occasione del IV Centenario della morte del Santo nel 1995  ed in particolar modo nel V Centenario della sua nascita nel 2015.

Mi preme sottolineare e soffermarmi più approfonditamente solo una data dell’ultimo scorcio del secolo passato e una di questo secolo.

Elezione a sindaco di Sergio Povia

Nel 1995 nel IV Centenario della morte di S. Filippo il Comune di Gioia usciva da una gestione commissariale durata due anni, susseguente al decreto del 1993 di scioglimento del Consiglio Comunale, si disse per infiltrazione della criminalità organizzata, scioglimento firmato dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Si chiudeva una tra le pagine più buie della storia di Gioia. I fatti, però, smentiranno tale accusa. In quell’anno Gioia conosce una bella “stagione”  con l’insediamento di una nuova Amministrazione comunale.

Le urne portarono all’elezione del sindaco Sergio Povia.

Il periodico mensile di politica, informazione e cultura La Porta Rossa nel n. 4 di maggio 1995 riportava in prima pagina due foto: a sx la foto del nostro Patrono, con la scritta S. Filippo: anno 485° e, affiancata, sulla dx, una foto del nuovo sindaco, con la scritta: S. Povia: anno 0.

La didascalia riportava: Per Gioia, speriamo che bastino…

Un po’ dissacrante come titolo e impaginazione, l’accostamento di S. Filippo (San Filippo) a S. Povia, (Sergio Povia) peraltro ideato da un aderente al PDS (Partito Democratico di Sinistra).

Il 1995 ricorda il 485° anno della nascita di San Filippo, ma ricorda anche il IV Centenario della morte del Santo.

La morte terrena, per i cristiani, corrisponde alla nascita alla vita nuova, quindi la morte di S. Filippo corrisponde all’anno 0 della sua nascita in Cielo; allo stesso modo il 1995 costituisce l’anno 0 della rinascita di Gioia dal doloroso scioglimento del Consiglio Comunale e quindi l’anno 0 del sindacato Povia, da cui parte la rinascita di Gioia.

Monumento S. Filippo Neri - Gioia del Colle (BA) - anno 1995 - 100×150 cm

Monumento S. Filippo Neri – Gioia del Colle (BA) – anno 1995 – 100×150 cm.

In occasione del IV centenario della morte del Santo Patrono S. Filippo Neri ( 1995 ) lo scultore gioiese padre Serafino Melchiorre ha  realizzato un bassorilievo bronzeo raffigurante il Santo, che è stato posizionato nel 1997 nel settore est del giardino di Via Paolo VI.

A 20 anni di distanza da quella data, nel 2015, ancora una volta il nostro Santo Patrono e Sergio Povia, per la terza volta sindaco di Gioia, mi sembrano nuovamente uniti dal un file rouge.

Se poi prendiamo in esame il 2015, ricorrenza del V Centenario della  nascita di San Filippo,  a Gioia notiamo che questo anno è stato caratterizzato anche da diversi avvenimenti e da numerose strane coincidenze.

Oltre al V Centenario della nascita di San Filippo, si verifica la caduta del sindaco Povia e la fine della sua Amministrazione.

Il Comitato Feste Patronali in occasione di questo Centenario aveva invitato l’Amministrazione comunale ad approvare una deliberazione, nella quale si esprimesse la volontà della città di Gioia di riconfermare il Patronato di San Filippo e la devozione dei gioiesi  per il Santo.

Lo schema di delibera, che più giù si riporta, già  articolato  ad ottobre, dopo aver subito vari aggiustamenti è stato consegnato dal Presidente del Comitato Festa Patronale al Presidente del Consiglio comunale di Gioia a fine gennaio, pronto per andare all’approvazione del Consiglio comunale nella prima seduta utile  successiva alla sua consegna.

Il caso ha voluto che da quel momento non si è celebrato nessun altro Consiglio, a causa delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcune figure istituzionali del Comune.

Anche qui verrebbe da dire: caso o volontà di san Filippo, che non ha voluto che l’allora Amministrazione in carica, in procinto di  cadere, procedesse all’approvazione di un così solenne atto di fede e di amore verso il suo Patrono? È il segno della necessità di una nuova rinascita di Gioia, protetta da S. Filippo o un caso fortuito?

Ma di questo e di altri avvenimenti verificatisi nel corso del 2015 parleremo in un prossimo articolo.

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La Costituente Democratica Progetto per la Città a Gioia del Colle

27 Dicembre 2020 Autore:  
Categorie: Associazioni, Storia

Logo della Costituente Democratica Progetto per la Città

Non potremmo comprendere le motivazioni della nascita di un movimento civico, come la Costituente Democratica Progetto per la Città, senza calarla nel clima storico che l’ha generato.

Il 1993 per Gioia del Colle è stato un annus horribilis, un anno da dimenticare, non solo dal punto di vista amministrativo, ma anche per gli strascichi che convolsero il paese per varie vicende poco liete.

Un primo segnale negativo si ebbe subito verso la metà di febbraio, allorquando, a causa di disfunzioni e disservizi dell’Ufficio Tecnico comunale, un gruppo di ingegneri e di geometri organizzarono una forte protesta nei confronti dell’Amministrazione comunale.

Il 28 maggio l’autoparco dei Carabinieri, alloggiato nei box sottostanti il palazzo che ospita il Centro operativo INPS di Gioia in Piazza Plebiscito, fu interessato da un incendio, presumibilmente di origine dolosa.

Dulcis in fundo il 15 luglio il Consiglio comunale venne sospeso. Il Prefetto Corrado Catenacci nominò tre Commissari a reggere la Straordinaria Amministrazione del Comune. Continua la Lettura

La Scuola adotta un Monumento. Parte I

Logo del Progetto La Scuola adotta un Monumento

Il Progetto “La Scuola adotta un monumento” è nato a Napoli nel 1992, su iniziativa della Fondazione Napoli Novantanove e d’intesa con il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il C.E.D.E., i Ministri per la Pubblica Istruzione e i Beni Culturali e Ambientali, la Soprintendenza dei Beni Artistici Ambientali e Archeologici di Napoli e Provincia e il Provveditorato agli Studi di Napoli.

In seguito si è sviluppato su rete nazionale.

Le finalità del progetto riguardano essenzialmente l’ambito della formazione della personalità del giovane, che deve, con l’aiuto della scuola, costruirsi una struttura culturale solida e problematica, acquisire una nuova consapevolezza delle proprie radici culturali ed assumere atteggiamenti propositivi nei confronti del futuro, anche attraverso la conoscenza del bene culturale.

Gli obiettivi didattici generali del Progetto sono:

-sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto e alla tutela del patrimonio storico-artistico e, più in generale, dell’ambiente; Continua la Lettura

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