Vito Svelto

Fratello maggiore del prof. Orazio Svelto, di cui è più anziano di due anni, nasce a Gioia del Colle il 19 agosto 1934. Dopo aver completato gli studi classici nel nostro paese si iscrive alla Facoltà di Ingegneria Elettrotecnica del Politecnico di Milano. Si laurea con il massimo dei voti nel 1958, discutendo una tesi in […]

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Vito SveltoFratello maggiore del prof. Orazio Svelto, di cui è più anziano di due anni, nasce a Gioia del Colle il 19 agosto 1934. Dopo aver completato gli studi classici nel nostro paese si iscrive alla Facoltà di Ingegneria Elettrotecnica del Politecnico di Milano. Si laurea con il massimo dei voti nel 1958, discutendo una tesi in Elettronica.

Appena laureato nel 1958 inizia la sua attività scientifica sotto la guida del prof. Emilio Gatti presso il C.I.S.E. di Milano, un laboratorio di ricerca sorto qualche anno prima, con lo scopo di sviluppare studi nel campo delle applicazioni pacifiche dell'energia nucleare.

Negli anni 1959 e 1960,  essendo risultato vincitore di una borsa di ricerca della Pirelli, si trasferisce negli Stati Uniti.

Lavora a New York presso il Brookhaven National Laboratory, in collaborazione con i più famosi scienziati del tempo.

Conclusa l'esperienza americana torna a Milano, dove lavora presso il C.I.S.E. come ricercatore  nel settore della strumentazione elettronica e dei rilevatori di radiazione. Si segnala soprattutto per gli studi che attengono alle misure di intervalli di tempo molto brevi, i cui risultati lo portano a socializzare le sue scoperte in convegni internazionali di alto livello, a Parigi, a Vienna, a Strasburgo, a Belgrado…

Avendo conseguito la libera docenza in Elettronica nel 1963 ed in Elettronica applicata nel 1964 alterna l'attività di ricerca con quella di docente universitario. Nel 1964 è professore di Elettronica nella Facoltà di Scienze Fisiche dell'Università di Milano.

Quando nel 1966, per la prima volta in Italia, dalla Facoltà di Scienze, per l'Elettronica,  viene indetto un concorso a cattedra, lo Svelto partecipa e risulta vincitore. E' nominato in ruolo come docente presso l'Università dell'Aquila, incarico che mantiene fino al 1969.  Contemporaneamente svolge l'attività di ricerca presso il C.I.S.E., nel campo dei semiconduttori e degli strumenti di misura elettronici, giungendo a nuovi brevetti d'invenzione, come il Convertitore Analogico Numerico.

Vincitore di un nuovo concorso a novembre del 1969 si trasferisce a Pavia, dove occupa la cattedra di Elettronica applicata presso la Facoltà di Ingegneria.  A Pavia istituisce il corso di laurea in Ingegneria Elettronica e dirige l'Istituto di Elettronica. Tale Istituto, da lui fortemente potenziato tanto da trasformarsi in Dipartimento di Elettronica, viene considerato uno dei migliori in Italia e nel mondo.     

Negli anni '70 è stato consulente del CISE, dove ha ricoperto l'incarico di vicedirettore della Divisione Elettronica, ed è stato impegnato nella ricerca, voluta dal C.N.R., per lo sviluppo della tecnologia e della strumentazione elettronica.

Ha svolto per conto dell'Istituto Mobiliare Italiano la valutazione di progetti di ricerca applicata.

Presso l'Università di Pavia  ricopre ruoli importanti nel Consiglio di Amministrazione tra cui la Presidenza della Commissione di Ateneo e  la Presidenza del Centro di Cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.

Su incarico della Repubblica Democratica Somala e del Ministero degli Esteri Italiano nel 1974 assume la presidenza del Comitato Tecnico della Facoltà di Ingegneria di Mogadiscio, con il compito di istituire in Somalia una Facoltà di Ingegneria e di avviare in quel Paese anche l'attività di ricerca.

Nel 1980 viene designato dal C.N.R. come suo rappresentante presso il Comitato Consultivo  e la Sezione Speciale, che affianca il Ministero degli Esteri nella politica di Cooperazione con i Paesi in via di sviluppo. Con tale incarico partecipa a diverse missioni del governo italiano in diversi Paesi dell'America latina, dell'Asia e dell'Africa.

Negli anni '80 fa parte della direzione del Progetto Finalizzato per i materiali e i dispositivi elettronici, come esperto e responsabile del settore Microonde e Optoelettronica.

Vito SveltoNel 1985 a Vito Svelto (così come al fratello Orazio) viene assegnato il Premio Gioia, organizzato dal Circolo Unione di Gioia, sotto il patrocinio del Comune di Gioia del Colle. Il Premio consiste in una medaglia d'oro offerta dal Comune di Gioia,  realizzata dallo scultore e orafo Antonio Rando e prodotto dalla Arando Gioielli e sculture, raffigurante lo stemma di Gioia, contornato nella parte superiore dalla scritta Premio Gioia, e in una pergamena offerta dal Circolo Unione di Gioia con la seguente motivazione: A Vito Svelto valoroso docente di Elettronica applicata nella celebre Università di Pavia, noto in Italia e all'estero per i contributi fondamentali recati in quell'importante campo di indagine, autore di numerose pubblicazioni apprezzate per la loro originalità e il valore scientifico dei loro risultati da studiosi italiani e stranieri. La Città di Gioia del Colle, fiera di poterlo annoverare fra i suoi figli più illustri, di pregia di conferire il Premio Gioia 1985 a testimonianza di ammirazione, stima e devota riconoscenza.

In quell'occasione il Commissario Straordinario del Comune di Gioia, Elio Forgione, così si esprime: La Città di Gioia del Colle può oggi onorare il prof. Vito Svelto insigne docente di Elettronica applicata nell'Università di Pavia, che con le sue indagini e gli studi in un campo della scienza particolarmente complesso, ha dato lustro e vanto alla sua terra natale in Italia e all'estero. La sua figura di studioso, pur ancor giovane, si iscrive nel novero dei concittadini illustri e si inserisce nella tradizione di una Città in diversi settori operosa. La fama del  prof. Svelto tiene alto il prestigio e il nome di questa terra di Gioia che, da gran  tempo, offre un alto contributo allo sviluppo del sapere italiano.

Anche il prof. E. Gatti in tale circostanza non fa mancare il suo pensiero: E' un grande piacere d un onore per me, nell'occasione in cui la Città di Gioia del Colle premia  due suoi insigni cittadini che con il loro pensiero  e le loro opere hanno dato lustro non solo alla Città, ma all'Italia e all'Europa, ricordarli miei studenti al Politecnico di Milano, ragazzi intelligenti e determinati sicuri di arrivare a mettere a frutto, con la modestia che è caratteristica dei migliori scienziati, i doni ereditati dalla loro famiglia e dalla loro terra nell'interesse dell'intera collettività scientifica. Internazionale. Li ho seguiti come ricercatori dopo la laurea, ho indirizzato i loro primi passi e rapidamente li ho visti librarsi con le loro ali verso mete per me ormai irraggiungibili. E' questa la maggior gioia di un professore, che diventa ancora più grande quando questo volo, iniziato da tanti anni, è riconosciuto non solo nel ristretto mondo accademico, ma dalla comunità giustamente riconoscente. I temi infatti scelti da Vito e Orazio e a cui essi hanno dato apporti da tutti riconosciuti non sono di poco momento, ma si chiamano Microelettronica ed Elettronica Quantistica, scienze e tecniche in esplosione che riguardano il nostro essere di uomini: dalla accresciuta capacità di conoscere e comunicare alla possibilità di potenziare i mezzi per la difesa della nostra salute. A questi vostri concittadini grazie, grazie alla loro famiglia e alla vostra terra che ce li ha donati.

La sua attività di ricerca, mirata allo studio e alla produzioni di componenti per l'elettronica si concretizza nell'uso di materiali semiconduttori, tra cui merita menzione l'attività di ricerca in Italia sull' Arseniuro di Gallio.

Ha svolto attività di consulenza scientifica per importanti aziende elettroniche italiane e ha tenuto numerose relazioni in campo internazionale.

Ha fatto parte del Comitato di redazione delle riviste: Energia Nucleare e Alta Frequenza.

Ha ottenuto vari riconoscimenti, tra i quali segnaliamo: il Diploma di Benemerito della Cultura e Medaglia d'oro del Ministero della P.I., nel 1983; la Medaglia d'oro per la ricerca dell'A.E.I. ( Associazione Elettrotecnica ed Elettronica Italiana ).

Una settantina sono le pubblicazioni scientifiche, che costituiscono ancora un punto di riferimento nella letteratura internazionale  e oltre 200 le citazioni in altrettanti lavori scientifici di ricercatori stranieri.

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1 Comment (Open | Close)

1 Comment To "Vito Svelto"

#1 Comment By paolo On martedì, 6 novembre 2007 @ 23:40

Un inchino ed un ringraziamento a queste persone esemplari!!

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29 ottobre 2007

  • Scuola di Politica

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