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	<title>gioiadelcolle.info &#187; Scuola di formazione Politica</title>
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	<description>Il portale della comunità  gioiese</description>
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		<title>Autonomia locale e promozione della sviluppo territoriale.</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2010/03/29/autonomia-locale-e-promozione-della-sviluppo-territoriale/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 01:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Antonio Resta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola di Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola di formazione Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify">La 10^ lezione svoltasi il 20 febbraio 2010 nell&rsquo;ambito del programma del II&deg; anno 2009/2010 della scuola sociopolitica di Gioia del Colle organizzata del Centro Studi Erasmo Onlus, ha trattato un tema focale per le autonomie locali: <strong>&ldquo;Autonomia locale e promozione dello sviluppo territoriale&quot;. </strong>La lezione &egrave; piuttosto articolata e composita, piena e pregnante di territorialit&agrave;, illuminante ai fini del ruolo e del compito delle autonomie locali.</div>
<div style="text-align: justify">Per affrontare questo tema vitale la nostra scuola ha chiamato il docente <strong>ing. Cafagno Angelantonio</strong>, conterraneo di Modugno (Ba), impegnato socialmente e politicamente, gi&agrave; assessore al comune di Modugno. Il docente &egrave; un informatico, libero professionista, legato da sempre all&rsquo;impegno sociale.</div>
<div style="text-align: justify">Salutandoci dice: &ldquo;<i>Sono onorato di fare il relatore in questo tipo di scuola, conosco don Rocco d&#39;Ambrosio da quando non era neanche sacerdote. Sono particolarmente soddisfatto di mettere a frutto una sintesi delle mie esperienze di amministratore</i>&rdquo;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Per rendere maggiormente fruibile la lettura ho pensato di dividere la lezione in quattro parti.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Auguro&nbsp;a coloro che leggeranno i testi&nbsp; una buona lettura.</div>
<div style="text-align: justify"><em>&nbsp;</em></div>
<div style="text-align: justify"><em>Carlo Antonio Resta</em></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<h3 style="text-align: center"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/Parte I.pdf">PARTE&nbsp; I</a></h3>
<h3 style="text-align: center"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/Parte II(1).pdf">PARTE II&nbsp;</a></h3>
<h3 style="text-align: center"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/Parte III.pdf">PARTE III&nbsp;</a></h3>
<h3 style="text-align: center"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/Parte IV.pdf">PARTE IV</a></h3>
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		<title>La provincia: proviamo a capire come funziona (Parte 2 di 2)</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2010/03/08/la-provincia-proviamo-a-capire-come-funziona-parte-2-di-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 01:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Antonio Resta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola di Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola di formazione Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><b>La provincia, ente intermedio tra comune e regione ha il compito di curare e di promuovere lo sviluppo della comunit&agrave; provinciale.</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b>Gli organi fondamentali della provincia sono tre:</b> il Consiglio, la Giunta e il Presidente. <b>Il presidente</b> viene eletto direttamente dal popolo; <b>la giunta</b> di fatto viene nominata dal presidente della provincia inoltre viene presentata e approvata dal consiglio provinciale. E poi <b>il consiglio</b> provinciale che viene eletto dal popolo.</div>
<div style="text-align: justify">Questo il compito dei vari organi: il consiglio provinciale viene eletto normalmente ogni cinque anni, c&#39;&egrave; stato un periodo in cui veniva eletto ogni quattro anni poi portato a cinque.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b>Il consiglio provinciale &egrave; un organo di indirizzo e di controllo politico amministrativo</b>, anche qui dice il prof. Nicola Occhiofino: &ldquo;<i>permettetemi di sottolineare che non &egrave; pi&ugrave; tanto organo di controllo politico amministrativo, io ho assistito ad annate in cui il consiglio provinciale poteva parlare di tutto, per&ograve; si limitava solo ad un solo compito di controllo politico amministrativo, quello del bilancio. Per il resto era come se non ci fosse, come se non avesse responsabilit&agrave; diretta. E qualche volta anche sullo stesso bilancio che &egrave; rimasto l&#39;unico atto sul quale il consiglio provinciale decide, attraverso tanti meccanismi interni spostato dalla sua approvazione. Se il bilancio non viene approvato bisogna andare a casa. Ma ripeto &egrave; l&#39;unico atto di controllo politico amministrativo vero che un organo come il consiglio oggi ha. Si possiamo richiamare tante altre cose che il consiglio pu&ograve; fare, per&ograve; di fatto dal punto di vista del controllo politico vero rimane l&rsquo;unico atto e basta</i>&rdquo;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b>Il consiglio ha competenza su atti fondamentali che sono quelli indicati dall&#39;articolo 42 del testo unico.</b> Il consiglio pu&ograve; essere sciolto nei seguenti casi: se compie atti contrari alla costituzione, per gravi violazioni di legge, per gravi motivi di ordine pubblico, quando non viene assicurato il normale funzionamento dello stesso organo ed infine per la mancata approvazione del bilancio.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">La giunta: collabora con il presidente della provincia nell&#39;amministrazione dell&#39;ente, &egrave; competenza dei componenti della giunta tutto ci&ograve; che non &egrave; di competenza del consiglio. La giunta &egrave; un organo collegiale, molte volte &egrave; un ente che non vive di luce propria ma vive di luce riflessa rispetto alle scelte che il presidente compie nell&#39;attuale fase.</div>
<div style="text-align: justify"><b>I compiti del presidente della provincia sono quelli di&nbsp;rappresentare l&#39;ente, sovrintendere al funzionamento dei servizi e degli uffici e alle emanazioni degli atti.</b> Nomina e revoca gli assessori, adesso potremmo dire gli assessori non rispondono pi&ugrave; al consiglio ma al presidente. Il presidente &egrave; libero di sostituire un assessore, poi comunicher&agrave; al consiglio l&#39;avvenuta sostituzione.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Anche qui viene fuori la pericolosit&agrave; di questo meccanismo rispetto al quadro oggettivo di riferimento e di controllo che una democrazia richiede. Le dimissioni implicano la decadenza della giunta, lo scioglimento del consiglio e il ricorso obbligatorio a nuove elezioni. Vediamo ora quali sono i compiti e le funzioni della provincia, i quali ci permetteranno di comprendere meglio circa l&rsquo;utilit&agrave; o meno di questo ente.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b>Ai sensi dell&#39;articolo 19 del testo unico degli enti locali</b> (che riprende la 142/90 integralmente perch&eacute; appunto &egrave; il testo unico), <b>alle province spettano</b> le funzioni amministrative che riguardano la sezione intercomunale o l&#39;intero territorio provinciale nei seguenti settori: <b>difesa del suolo</b> (mi fermerei qui perch&eacute; questo nostro paese sulla difesa del suolo &egrave; proprio messo male. &Egrave; una delle pi&ugrave; grandi omissioni che sono state compiute in questo paese, e i compiti della provincia incominciano proprio con la difesa del suolo), <b>tutela e valorizzazione dell&#39;ambiente, prevenzione delle calamit&agrave;, tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche, valorizzazione dei beni culturali, viabilit&agrave; e trasporti, protezione della flora della fauna, parchi e riserve naturali, caccia e pesca nelle acque interne, organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore, servizi sanitari di igiene e profilassi pubblica attribuiti dalla legislazione statale o da quella regionale, compiti connessi alla istruzione secondaria di secondo grado ed artistica, la formazione professionale compreso l&#39;edilizia scolastica attribuita dalla legislazione statale e regionale.</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Poi raccolte le elaborazioni dati, con l&rsquo;assistenza tecnico amministrativa e gli enti locali, <b>la provincia in collaborazione con i comuni</b> sulla base di programmi, <b>promuove e coordina attivit&agrave;</b> nonch&eacute; realizza opere di rilevante interesse provinciale <b>sia nel settore ecologico, produttivo, commerciale e turistico sia in quello sociale, culturale e sportivo.</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Dalla semplice lettura di tali funzioni, <b>credo che si possa dedurre che non sia un ente che non ha da fare,</b> dipende da come certe cose vengono affrontate e risolte, dipende dalla statura della classe dirigente. Molte volte nella provincia basta fare quattro o cinque cose di grande portata per caratterizzare la vita di un ente locale, questo vale anche per le amministrazioni comunali, per le citt&agrave; metropolitane e per le aree metropolitane.</div>
<div style="text-align: justify">Alla provincia spettano entrate tributarie, tasse dovute a trasferimenti. Anche qui ci troviamo dal punto di vista formale di fronte a delle contraddizioni: un governo centrale che nel programma col quale si &egrave; presentato al popolo diceva che bisognava sopprimere le province, di fatto con questo stesso governo sono nate altre province. <b>Ecco le contraddizioni enormi </b>e negli ultimi tempi, giustamente, vengono date dalla regione alla provincia alcune funzioni che non erano state attribuite, come la formazione professionale, questo nella nostra regione.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Questo &egrave; il quadro degli enti locali che il prof. Nicola Occhiofino ci descrive, al quale secondo lui&nbsp;vanno aggiunte alcune riflessioni. Il riferimento &egrave; alla politica rispetto alle Istituzioni: <b>il nostro docente ritiene che sia giunto il tempo per costruire una nuova stagione degli enti locali</b>, rappresentata e costituita dalla sapienza istituzionale e dal cuore generoso.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b>Cio&egrave; le Istituzioni e quindi gli enti locali devono avere un cuore come le persone, altrimenti non sarebbero in grado di comprendere la vita delle persone.</b> Dovrebbero avere un cuore dice il prof. Occhiofino: &ldquo;<b><i>E dovrebbe essere un cuore di carne, non un cuore di pietra</i>&rdquo;.</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">E&rsquo; necessario compierlo oggi questo sforzo se vogliamo che <b>le istituzioni</b> poi non siano gusci vuoti, ma <b>siano le case </b>nelle quali le cittadine e i cittadini possono stare, sentirsele proprie <b>con le cittadinanze attive sempre presenti. Situazione difficile da costruire, ma non dobbiamo dimenticare</b> <b>quello che &egrave; avvenuto prima di noi,</b> non dobbiamo dimenticare le stagioni diverse dalle nostre.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il prof. Occhiofino ci ricorda che <b>durante il periodo fascista quando qualcuno parlava di democrazia e di libert&agrave; si rispondeva che erano utopie, per di pi&ugrave; pericolose,</b> si rispondeva che non potevano mai accadere. La storia ci dice che <b>grazie alla lotta popolare, alla resistenza, abbiamo conquistato la democrazia e la libert&agrave;.</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b>Cos&igrave; per queste stagioni&nbsp;abbiamo il dovere di costruire, non &egrave; chiuso il capitolo del far fiorire la democrazia nel nostro paese.</b> Dobbiamo impegnarci tutti per la costruzione di questa stagione, incominciando dagli enti locali per poi arrivare anche ad altri livelli.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">In alcuni incontri pubblici che la scuola sociopolitica di Gioia Del Colle ha organizzato, da alcuni magistrati seriamente impegnati nella lotta contro la mafia, &egrave; venuta fuori questa indicazione: &ldquo;<i>Non aspettatevi nessun cambiamento dalle Istituzioni, noi magistrati siamo disponibili a partecipare a questi incontri, dove coltivare un germoglio,una speranza di cambiamento che pu&ograve; venire solo dal basso</i>&rdquo;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b>Certo sono sfide difficili, ma sono sfide che possono essere affrontate solo da amministratrici e amministratori dotati di grande statura, formati, aperti a sapienza, competenti e che abbiano scelto questa strada (senza fare nessuna retorica dice il prof. Occhiofino) come una missione.&nbsp;Queste amministratrici e questi amministratori hanno bisogno di un calibrato itinerario formativo, che prepara la fatica delle conoscenze, dei saperi e delle scelte.</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Questo paese ha un&#39;estrema necessit&agrave; di una nuova classe dirigente, non andremo da nessuna parte senza una nuova classe dirigente, anche qui ci insegna il passato dice il prof. Occhiofino: &ldquo;<b><i>Questo percorso formativo che state compiendo voi che frequentate queste scuole indica la speranza in questa direzione.</i></b><i> Parlando con degli amici dicevo, noi dobbiamo fare ci&ograve; che fecero negli ultimi anni della resistenza, costruirono questa classe dirigente che ci ha dato la Costituzione, che ci ha dato la Repubblica</i>&rdquo;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il docente ci tiene a non differenziare fra prima e seconda Repubblica, perch&eacute; dice: &ldquo;<i>Nel nostro paese la Repubblica &egrave; una ed &egrave; nata dalla resistenza. Quella Repubblica e <b>quella classe dirigente che faceva dire ad un grande uomo come Giorgio La Pira, </b>sindaco di Firenze nel 1955 in consiglio comunale a Firenze: Fino a quando voi mi lasciate questo posto &#8211; </i>rivolgendosi ai consiglieri<i> &#8211; <b>mi opporr&ograve; con energia massima a tutti i soprusi</b> dei ricchi e dei potenti, <b>non lascer&ograve; senza difesa la parte debole della citt&agrave;,</b> chiusure di fabbriche, licenziamenti e sfratti troveranno in me una diga non facilmente abbattibile, tuttavia la vera politica sta qui, difendere il paese, difendere il pane per la parte pi&ugrave; grande del popolo italiano, il pane e <b>quindi il lavoro &egrave; sacro, la casa &egrave; sacra non si tocca impunemente ne&#39; l&#39;uno ne&#39; l&#39;altro, che ad essere senza casa e senza lavoro &egrave; la peggiore delle calamit&agrave;</b></i><b>&rdquo;.</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Chiede scusa e aggiunge il prof. Occhiofino: &ldquo;<b><i>Non credo sia peccato di irriverenza chiederci quanti sindaci oggi nel nostro paese dicono e operano in questa direzione, di fronte alla mancanza del lavoro soprattutto per le giovani e per i giovani.</i></b><i> Non solo i giovani, tormentati nel lungo elenco di diritti negati, soprattutto per questo diritto fondamentale che appunto &egrave; il lavoro, un diritto <b>primario io ritengo che la classe dirigente debba avere l&#39;ossessione di costruire giorno dopo giorno fonti di lavoro per il paese! L&#39;ossessione!!</b></i><b>&rdquo;.</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Alla costruzione di questo tipo di classe dirigente si riferisce il nostro docente, una classe dirigente che per ogni atto amministrativo anche il pi&ugrave; piccolo, in qualsiasi sede istituzionale, giunta, consiglio e in qualsiasi livello si chieda: questo atto che stiamo per approvare, questa delibera va in direzione di chi non ha?</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Perch&eacute; proprio la crisi finanziaria che stiamo attraversando, ha dimostrato chiaramente cos&#39;&egrave; accaduto quando corsari e falsari sotto mentite spoglie hanno fatto operazioni che hanno sconvolto l&#39;economia mondiale, famiglie, popoli, persone.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Quante persone si sono tolte la vita fino ad oggi in questa ultima crisi finanziaria? E non mi riferisco a persone proprietari d&rsquo;aziende, mi riferisco a persone come lavoratori dipendenti con reddito mediobasso!</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b>Voi che frequentate la scuola sociopolita dice il prof. Occhifino non dimenticate queste indicazioni: &ldquo;<i>Delineate una nuova societ&agrave; con una giustizia distributiva pi&ugrave; equa e fatela diventare linea portante.</i></b><i> Certo non &egrave; facile, c&rsquo;&egrave; tanta cattiveria, ma c&rsquo;&egrave; anche tanta gente che ha un cuore grande e buona volont&agrave;. Bisogna sentire sulle proprie spalle le sofferenze degli altri e bisogna impegnarsi per liberare la gente dalla miseria e dalla povert&agrave;, bisogna far s&igrave; che la gente possa sentirsi a suo agio ovunque svolga il proprio essere. <b>Certo le difficolt&agrave; ci sono ma le difficolt&agrave; ci sono perch&eacute; si superino e nel passato sono state superate!</b> Non vorrei riscaldare gli animi, i cuori ma io che ho vissuto nel passato tempi bui ed ho vissuto gi&agrave; una volta il cambiamento, dico che il cambiamento &egrave; possibile ancora! Anche oggi!</i>&rdquo;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il prof. Nicola Occhiofino chiude la sua lezione con una frase di don Tonino Bello, convinto che fosse rivolta a chi in una situazione di necessit&agrave; di cambiamento, affrontasse l&rsquo;impegno con spirito di sacrifici. Le scuole sociopolitiche possono rappresentare questo impegno e quindi possono essere i destinatarie di quella frase che diceva: &ldquo;<b><i>Coraggio profeti della primavera, la terra per non rabbrividire ha bisogno di vestali della speranza</i></b>&rdquo;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Io credo che la speranza sia, conclude il prof. Nicola Occhiofino, sia<b> per chi ha il dono della fede sia per chi vive una sana laicit&agrave;,</b> un elemento fondamentale per la trasformazione e per la liberazione.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Carlo Antonio Resta</div>
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		<title>La provincia: proviamo a capire come funziona (Parte 1 di 2)</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 01:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Antonio Resta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scuola di Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola di formazione Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="line-height: normal; text-autospace: ideograph-numeric; text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">La 7^ lezione svolta il 5 dicembre 2009 della scuola sociopolitica di Gioia del Colle del Centro Studi Erasmo Onlus, parla della Provincia. Il docente &egrave; il prof. Nicola Occhiofino gi&agrave; assessore provinciale. Quello della <b>Provincia</b> &egrave; un argomento molto dibattuto negli ultimi tempi con <b>due scuole di pensiero</b>, una propende per la <b>continuit&agrave; del ruolo e</b> dell&#39;esistenza dell&#39;ente provinciale l&#39;altra ritiene che i compiti, le funzioni e il ruolo della <b>provincia</b> possano essere <b>sostituiti da altri livelli istituzionali</b> come: le aree metropolitane, dalle citt&agrave; metropolitane o addirittura anche dalla stessa regione.</span></span></div>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">La mia esperienza dice il prof. Nicola Occhiofino: &ldquo;<i>Mi porta a dire che dipende da come vengono date risposte ai problemi, alle attese, ai bisogni del territorio. Dipende dall&rsquo;ente se legittima la propria esistenza oppure non la legittima. Un assessorato in una provincia o in un comune che fa della programmazione la linea portante, si ritrova dei risultati, e quella parte del territorio sarebbe una parte di territorio ben governata. L&agrave; dove invece, si ha un assessorato che non fa programmazione, un presidente di provincia che non ha tempo, allora ci troveremo di fronte ad un ente che non risponde ad esigenze, ai compiti precipui della provincia, in questo caso pu&ograve; essere considerato un ente inutile</i>. <i>Personalmente ritengo che l&#39;ente in quanto tale possa assolvere a funzioni e possa continuare ad esistere</i>&rdquo;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Il prof. Occhiofino evidenzia come un&#39;area vasta, composta da pi&ugrave; comuni, molte volte non pu&ograve; essere sostituita facilmente della citt&agrave; metropolitane, (in numero ben limitato nel nostro paese, 10 individuate dal Parlamento: Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Torino, Reggio Calabria, Roma, Venezia; 5 individuate dalle Regioni a statuto speciale: Cagliari, Catania, Messina, Palermo, Trieste) o da aree metropolitane.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Il nostro docente asserisce che, <b>se a monte c&rsquo;&egrave; la politica come esercizio delle migliori virt&ugrave; della persona, se c&#39;&egrave; la politica che &egrave; la forma pi&ugrave; esigente della carit&agrave;, come ricordava Papa Paolo VI, la risposta umana programmata ai bisogni della gente viene esercitata in modo concreto.</b></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Questa &egrave; la linea centrale di ogni discorso, questo &egrave; il contenuto rispetto al contenitore, se manca questa politica, i contenitori falliscono, abbiamo la crisi della politica la crisi delle istituzioni come questo particolare momento della vita del nostro paese.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px"><b>La tutela e il riconoscimento delle autonomie locali sono elementi fondamentali della Costituzione</b> e dell&#39;aspetto istituzionale del nostro paese, i pi&ugrave; importanti sono due: la Provincia e il Comune.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">La Regione non &egrave; un ente locale, &egrave; una configurazione ed appartiene ad un&#39;altra dimensione. <b>La provincia e il comune sono dotati di autonomia normativa, autonomia statutaria e autonomia amministrativa</b>. Le leggi che regolamentano gli enti locali sono tre: la 142/90 legge fondamentale che ha dato il via poi alla configurazione attuale, il decreto legislativo 267 del 2000 e la legge costituzionale n. 3 del 2001.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px"><b>Sul versante della democrazia gli enti locali hanno un ruolo molto importante, intervengono sul piano della partecipazione e sul piano istituzionale come governo del popolo che si articola in primo luogo dal basso. Un paese che non ha una articolata democrazia di base ,un paese nella sua dimensione collettiva privata di questa partecipazione dal basso, non &egrave; un paese democratico.</b></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Spesso ci fermiamo all&rsquo;analisi delle grandi Istituzioni, dimenticando che le Istituzioni locali con la loro autonomia possono svolgere un ruolo determinante rispetto alle scelte da compiere, alle risposte da dare, agli obiettivi da raggiungere, ai nuovi orizzonti da delineare.Un esempio concreto &egrave; il ruolo che&nbsp;hanno svolto sul versante della costruzione della pace, tematica che normalmente si demanda a livelli internazionali, alla diplomazia a carattere universale planetario.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Proprio in questa citt&agrave; dice il prof. Nicola Occhiofino: &ldquo;<i>Potremmo dire di aver avuto una cosa molto bella della quale anche io diedi il mio modestissimo contributo, quando stavano per arrivare gli F16. Ci fu una grande partecipazione popolare, e a testo di questa partecipazione popolare ci fu un grande vescovo che abbiamo avuto, Monsignor Tonino Bello che lasci&ograve; un documento contro gli F16, una cosa bellissima, documento che forse non ne siete a conoscenza, venne addirittura discusso in sede Onu. A Gioia Del Colle gli F16 non vennero pi&ugrave;, a dimostrazione di come in effetti non &egrave; formale il riferimento all&#39;autonomia locale, compito che su determinate materie le autonomie locali possono svolgere insieme a movimenti, insieme alla societ&agrave; civile</i>&rdquo;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px"><b>Proprio sul lato della democrazia preoccupa l&#39;attuale grave situazione politica, sul versante della partecipazione alla democrazia</b>. Il parlamento del nostro paese come sede pi&ugrave; alta dal punto di vista delle Istituzioni, non pu&ograve; vivere sempre di preoccupazioni per leggi da approvare sul versante della giustizia.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px"><b>Moro diceva: &quot;<i>Non basta parlare per avere la coscienza a posto. Noi abbiamo un limite, noi siamo dei politici e la cosa pi&ugrave; appropriata e garantita che noi possiamo fare &egrave; di lasciare libero corso alla giustizia</i></b>&quot;. Nel nostro paese esiste un problema che ossessiona madri e padri quotidianamente, che &egrave; quello del lavoro.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Riflettiamo un attimo rispetto a ci&ograve; che abbiamo di fronte oggi dice il prof. Occhiofino: &ldquo;<i>E&rsquo; tutto l&#39;opposto, la cosa che voglio sottolineare non solo la contrapposizione fra legge ad personam e giustizia da rispettare, che &egrave; una contrapposizione letale, ma quella concezione molto bella &quot;noi siamo dei politici e noi abbiamo un limite&quot; molte volte alcuni politici non hanno limiti, sembrano degli onnipotenti, sembra che tutto sia permesso, sembra che tutto possano fare, sembra che siano i migliori, sembra che sappiano tutto.Questo riferimento di Moro credo che sia un riferimento molto saggio del quale forse, noi dovremmo fare buon uso in questo periodo dove tutto &egrave; attraversata da questa questione della giustizia</i>&rdquo;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px"><b>Le autonomie locali oltre ad essere agenti di democrazia dal basso, hanno anche una funzione dialettica di pi&ugrave; di altri livelli come pu&ograve; essere il parlamento, perch&eacute; gli enti locali sono espressione diretta delle istanze, delle esigenze, dei problemi, dei bisogni delle cittadine e di cittadini.</b></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Il sindaco in particolar modo &egrave; la figura istituzionale degli enti locali pi&ugrave; coinvolto nell&rsquo;immediatezza della risposta umana sui problemi. Per quanto riguarda la legislazione che attiene agli enti locali, fino al 1990 vigeva una legge che veniva dal 1934, ed era il testo unico della legge comunale e provinciale, era un testo del periodo fascista.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Questa legge assegnava un ruolo non soltanto inadeguato agli enti locali ma anche antiquato rispetto ai problemi storici, ed era in sintonia con i venti del tempo. Questa legge del 1934 di fatto ha governato dal punto di vista normativo gli enti locali fino all&#39;entrata in vigore della legge 142/90 (possiamo definirla regina delle amministrazioni locali), che &egrave; la riforma degli enti locali.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Con la 142/90 si incomincia a valorizzare il contributo, il ruolo, la presenza delle cittadine e di cittadini, e anche delle associazioni che possono dare un apporto in quanto le citt&agrave; siano sempre pi&ugrave; immagine del sentire delle persone. Dalla legge 142/90 in poi, c&#39;&egrave; stato un susseguirsi di leggi in pieno campo di autonomie:&nbsp;la 81 del &#39;93 che riguarda l&#39;elezione diretta del sindaco e l&#39;elezione diretta del presidente della provincia.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Su questa legge ci sono due interpretazioni: <b>c&rsquo;&egrave; chi dice che &egrave; meglio oggi, e che dice che sarebbe meglio oggi qualora non ci fossero stati dei condizionamenti molto forti.</b> Questo discorso vale sia per la figura del sindaco come per il presidente della provincia, in quanto spesso si sentono sganciati dalle varie esigenze, si rapportano al popolo, si rapportano a chi li ha eletti e dicono: &quot;<b><i>io sono stato eletto dal popolo e quindi decido io</i></b>&quot;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Per&ograve; bisogna ricordare che <b>questa legge venne fatta in un tempo in cui si invocava con forza il decisionismo</b>, si diceva che c&rsquo;era molto assemblealismo e non si decideva mai, e bisognava invece decidere. Proviamo a ricordare come <b>gli enti locali perdevano molto tempo a discutere,</b> il nostro paese con il monocolore Dc era impantanato <b>con le giunte che duravano pochi mesi, e poi il commissariamento.</b></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Quella legge e quella politica non rispondeva e non faceva rispondere alla concretezza fondamentale di un&#39;azione politica, le crisi erano galoppanti. <b>Tutte queste motivazioni vennero portate per avere l&rsquo;attuale legge dell&#39;elezione diretta del presidente della provincia e del sindaco.</b></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Ma vi garantisco dice il prof. Occhiofino : &ldquo;<i>Per mia esperienza diretta, ho visto l&#39;una e l&#39;altra, vi posso dire che <b>oggi &egrave; molto difficile condizionare la vita di un presidente di provincia o di un sindaco. Dando molto peso a queste figure si sono svuotati gli altri organi, e quando gli organi si svuotano come potere di controllo &egrave; pericoloso sul versante della democrazia</b>. Oggi parlando con degli amici si &egrave; detto abbiamo di nuovo i prefetti, prefetti che la costituzione di fatto nata dalla resistenza aveva tolto nella sostanza. Ma oggi che cos&#39;&egrave; un presidente di giunta regionale? <b>A rifletterci sopra</b>, rispetto alla prefettura, se vogliamo guardare bene. <b>E&rsquo; stata data questa capacit&agrave; libera, di poter interpretare determinate questioni con il sigillo &quot;mi ha eletto il popolo&quot;</b>. Anche qualche altro dice lo stesso, mi ha eletto il popolo. Pochi ricordano che <b>anche Hitler venne eletto dal popolo</b>, direttamente, non &egrave; che non venne eletto, venne eletto dal popolo, poi fece ci&ograve; che tutti conosciamo disgraziatamente.</i> <i>Il controllo &egrave; sempre un fatto positivo, il controllo di un organo su un altro, il controllo che sarebbe la cosa pi&ugrave; bella del popolo rispetto a gli organi, che non pu&ograve; essere solo quello di andarlo a votare ogni cinque anni per intenderci ma anche altro. Quindi <b>io non appartengo a coloro che dicono &egrave; meglio cos&igrave;</b>, io so che nel passato prendevano determinate decisioni, c&#39;erano anche crisi di governo certamente a livello locale per&ograve; avevamo assemblee avevamo comuni che erano veramente centri di democrazia, dibattiti su questioni rilevanti, il sindaco prima di muoversi avrebbe dovuto ascoltare sia le forze politiche sia diverse altre fonti, oggi tutto questo &egrave; messo da parte con grande preoccupazione. Anche se con un poco di attenzione, vediamo dal basso dei movimenti, certe cose a livello nazionale si capiscono facilmente</i>&rdquo;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Poi abbiamo avuto altre leggi nel &#39;97 la Bassanini bis e le successive modifiche, poi la 267 che &egrave; stato il testo unico grandissimo passo in avanti dal punto di vista della legislatura degli enti locali. Poi abbiamo avuto una legge costituzionale la n.3 del 2001 sulle modifiche apportate alla costituzione, e poi la legge finanziaria del 2007 la composizione degli organi, i compensi dei consiglieri e le componenti di aziende partecipate degli enti locali.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Questo per quanto riguarda il quadro legislativo di oggi rispetto all&#39;organo provinciale come dimensione istituzionale, finanziaria e nei ruoli dei vari organi.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">&nbsp;</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">Domani continua con la II^ ed ultima parte</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">&nbsp;</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif"><span style="font-size: 12px">&nbsp;Carlo Antonio Resta</span></span></p>
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		<title>Dalla scuola di formazione socio politica di Gioia del Colle.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 01:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Antonio Resta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola di Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio & Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola di formazione Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">La 6^ lezione svolta il 28 novembre 2009 della scuola sociopolitica di Gioia del Colle del Centro Studi Erasmo Onlus, parla dell&#39;alta Murgia. Poich&eacute; trattasi del nostro territorio, <strong>di come&nbsp; sia intriso di storia, di cultura, di sacrifici, di fatti, di denunce&nbsp; e di tante altre cose civili e meno civili,</strong> la lezione &egrave; piuttosto corposa. Ho cercato di sintetizzarla al massimo, ma questo comportava tagli piuttosto decisi e l&#39;eliminazione di dettagli e particolari importanti, alla fine ho preferito non fare molti tagli e suddividere la lezione in cinque parti, vi posso assicurare che non c&#39;&egrave; da annoiarsi. Giustamente il prof. Franco Ferrara definisce <strong>questa lezione &quot;un caso concreto</strong>&quot;, aggiungo che <strong>per conoscere i casi concreti bisogna andare dai</strong> testimoni sul territorio e il prof. Piero Castoro, il nostro docente che ci&nbsp;ha deliziato con&nbsp;la lezione sulla &quot;Tutela e lo sviluppo dell&#39;alta Murgia&quot; &egrave; un <strong>testimone</strong> <strong>del </strong>nostro<strong> territorio</strong>.</p>
<p align="justify">Buona lettura</p>
<p align="justify">Carlo Antonio Resta</p>
<h3 align="center"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/02/Capitolo%2001.pdf" title="Capitolo 01 ">Capitolo 01</a></h3>
<h3 align="center"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/02/Capitolo%2002.pdf">Capitolo 02</a></h3>
<h3 align="center"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/02/Capitolo%2003.pdf">Capitolo 03</a></h3>
<h3 align="center"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/02/Capitolo%2004.pdf">Capitolo 04</a></h3>
<h3 align="center"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/02/Capitolo%2005.pdf">Capitolo 05</a></h3>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Presentazione-dibattito del libro &#8220;Vaticano S.p.A.&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 18:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acculturi@moci]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Un'altra Societ@]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola di formazione Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Relatore: l'autore del libro Gianluca Nuzzi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2009/10/04Vaticano%20SPA%2028gennaio.jpg" alt=" " width="170" height="250" align="right" />Iniziativa del laboratorio di legalit&agrave; e libera informazione <strong><font color="#ff0000">&quot;un&#39;altra societ@&quot;</font></strong> avviato dal <strong>Centro Studi Erasmo, Scuola di Formazione Socio Politica di Gioia del Colle</strong> in collaborazione con <strong>l&#39;Associazione</strong> <strong><font color="#ff0000">C</font></strong><strong>ercasi un Fine</strong> &#8211; periodico di cultura e politica</p>
<h3>28 GENNAIO gioved&igrave; 2010 ORE 18,30</h3>
<h3>Aula Magna Liceo Classico &quot;P. Virgilio Marone&quot;</h3>
<h3>Via Roma &#8211; Gioia del Colle</h3>
<h3>Presentazione-dibattito</h3>
<h3>del libro &quot;VATICANO SPA&quot;</h3>
<p><font color="#ff0000"><font color="#000000">ChiareLettere editore</font></p>
<p> </font></p>
<p align="justify">&quot;Si ha la sensazione netta che ci si trovi di fronte, tutti , a un potenziale esplosivo inaudito, che deve essere doverosamente portato a conoscenza delle pi&ugrave; alte autorit&agrave; .&quot;</p>
<p align="justify">Lettera riservata di Angelo Caloia, presidente del Consiglio di sovrintendenza dello Ior, al segretario di Stato, cardinale Angelo Sodano.</p>
<p align="justify">Spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carit&agrave; e fondazioni di beneficenza. La storia raccontata in questo libro &egrave; totalmente inedita. Parte da un archivio immenso, custodito in Svizzera e da oggi accessibile a tutti. Circa quattromila documenti. Lettere , relazioni riservate , bilanci , verbali , bonifici . La finanza del Vaticano come non &egrave; stata mai raccontata.</p>
<p align="justify">Tutto grazie all&#39;archivio di monsignor Renato Dardozzi (1922-2003) , tra le figure pi&ugrave; importanti nella gestione dello Ior fino alla fine degli anni Novanta.</p>
<p align="justify">Sembrava una storia conclusa con gli scandali degli anni Ottanta. Con Marcinkus, Sindona e Calvi. Invece tutto ritorna. Dopo la fuoriuscita di Marcinkus dalla Banca del Papa, parte un nuovo e sofisticatissimo sistema di conti cifrati nei quali transitano centinaia di miliardi di lire. L&#39;artefice &egrave; monsignor Donato de Bonis. Conti intestati a banchieri, imprenditori , immobiliaristi, politici tuttora di primo piano, compreso Omissis, nome in codice che sta per Giulio Andreotti.</p>
<p align="justify">l soldi di Tangentopoli (la maxitangente Enimont) sono passati dalla Banca vaticana: titoli di Stato scambiati per riciclare denaro sporco. Depositi che raccolgono i soldi lasciati dai fedeli per le Sante messe trasferiti in conti personali , con le pi&ugrave; abili alchimie finanziarie .</p>
<p align="justify">Lo Ior ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria &quot; lavanderia&quot; nel centro di Roma, utilizzata anche dalla mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione diversa da quella dello Stato del Vaticano. Tutto in nome di Dio .</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Autore</p>
<h3 align="justify">GIANLUIGI NUZZI</h3>
<p align="justify">Gianluigi Nuzzi &egrave; inviato di &quot;Panorama&quot; . Gi&agrave; collaboratore del &quot;Corriere della Sera&quot; e giornalista de &quot;II Giornale&quot;, dal 1994 segue le principali inchieste giudiziarie con implicazioni politiche e finanziarie del nostro Paese. Nella primavera del 2008 ha avuto per la prima volta accesso all&#39;archivio segreto di monsignor Dardozzi.</p>
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