Daniele e Filippo Petrera

aprile 14, 2011 by  
Filed under Storia

danielepetreraDaniele Petrera fu un personaggio di spicco nel panorama scientifico e politico di Gioia del Colle, di cui ben poco si è detto e scritto proprio dov’egli nacque il 31 marzo del 1839.

Suo padre era un umile sarto, Filippo Petrera junior, nipote del Filippo Petrera che insieme ad altri patrioti gioiesi fu ucciso e bruciato nel rogo di Piazza Castello il 14 febbraio del 1799, reo di aver piantato, insieme a Biagio e Giuseppe Del Re e Donatantonio Losito, l’albero della libertà per propugnare i principi della rivoluzione francese. Daniele Petrera era un fanciullo brillante, grazie agli enormi sacrifici di suo padre, che in lui aveva riposto ogni speranza di riscatto sociale dalla povertà, si diplomò e conseguì la laurea in Medicina presso l’Università di Napoli. In questa città si formò professionalmente e culturalmente, nutrito dai venti patriottici che vi aleggiavano, permanendovi fino al compimento degli studi, aiutato dalla sua famiglia. 

Il versatile ingegno manifestato negli studi, gli consentì di conquistare una borsa di studio che lo portò a perfezionare gli studi di medicina a Parigi. Nel 1866, all’età di 26 anni conquistò la medaglia d’Oro Luigi Settembrini e conseguì l’ambito premio. Tornato a Gioia, sua città natale, intraprese l’esercizio della professione, ma ben altro il destino aveva in serbo per lui.

Read more

L’Acquedotto Pugliese e Gioia

novembre 3, 2010 by  
Filed under Storia, Territorio & Ambiente

Acquedotto PuglieseLa  costruzione

Sono trascorsi pochi anni dalla celebrazione del centenario della nascita dell’Acquedotto Pugliese.

Gran parte dell’acqua piovana delle precipitazioni invernali, a causa della conformazione del suolo pugliese, scorre verso il mare mentre quel poco che resta penetra rapidamente nelle fratture del sottosuolo.

Il sottosuolo pugliese è ricco di acqua; questa, a causa della profondità della falda, fino a qualche tempo fa non era facilmente estraibile, per cui da sempre è stata utilizzata l'acqua piovana, che veniva raccolta in cisterne. Queste ultime queste, però, non garantivano quantità sufficienti specialmente nel periodo estivo né la necessaria prevenzione da malattie o epidemie. La stagione delle piogge, limitata al periodo ottobre-aprile, con precipitazioni assai modeste tra 1400 e 600 mm., la mancanza di veri corsi d'acqua, la conformazione carsica del suolo, le elevate temperature estive causano eccessiva evaporazione, rendono il territorio arso e carente di acqua per gli usi domestici.

Il poeta latino Orazio già in passato descriveva la Puglia siticulosa, terra assetata: siderum insedit vapor siticulosae Apuliae ( arriva alle stelle l'afa della Puglia sitibonda ).

Read more

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.