Spazzamento e fognatura a Gioia

Un tempo, quando i paesi non erano molto estesi e densamente abitati, i rifiuti domestici erano abbandonati nelle pubbliche strade o nelle immediate vicinanze del paese, utilizzati quindi come naturale concime. Non vi era un servizio di spazzamento del paese, in quanto le strade erano polverose o in terra battuta, ragion per cui non era possibile provvedere […]

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carro-botteUn tempo, quando i paesi non erano molto estesi e densamente abitati, i rifiuti domestici erano abbandonati nelle pubbliche strade o nelle immediate vicinanze del paese, utilizzati quindi come naturale concime. Non vi era un servizio di spazzamento del paese, in quanto le strade erano polverose o in terra battuta, ragion per cui non era possibile provvedere ad una idonea pulizia delle stesse.

Le acque sporche erano versate nei campi e negli orti presenti nelle vicinanze del paese e utilizzate quindi  anch'esse come concime per le culture ortofrutticole.

Nell'attuale Piazza Plebiscito un tempo vi era il cosiddetto " monterrone " un rialzo creato dal deposito di rifiuti e da terrreno; quest'ultimo  serviva per ricoprirli e compattarli.

Motivi igienici portano il Decurionato di Gioia il 21 novembre 1859 a stabilire i punti dove buttare la spazzatura e a deliberare sulla gestione della fogna. La popolazione gioiese a quel tempo contava circa 17.000 abitanti.

Il 1 luglio 1862 i Decurioni  discutono sulla richiesta di costruzioni di navette per immondizia, in quanto il paese si è ingrandito.

Il 22 novembre 1865 si delibera sull’esito da pagare per il 1866 a chi dovrà prestarsi per la spazzatura dell’intero paese; è approvata una norma che vieta ai cittadini di spazzare per le strade, poiché tale lavoro dovrà essere effettuato dal vincitore dell’appalto.

Il 15 giugno 1867 il Consiglio comunale approva le basi per lo spazzamento della Città, norme che vengono riapprovate il 26 novembre successivo.

Il 29 aprile 1874 il consigliere Vincenzo Castellaneta lamenta  nel Consiglio comunale  le gravi deficienze della nettezza pubblica. Propone di chiudere i canali e i pozzi neri dell'abitato e delle campagne suburbane, causa principale delle epidemie,  dandosi corsa alle acque con la costruzione di selciati e vietando  agli ortolani l'ingrasso dei terreni con materie fecali.

Il 19 maggio 1882 viene deliberato l’impianto di nettezza urbana per il paese di Gioia.

Il 16 febbraio 1883 il Consiglio concede il fondo di San Pietro all’appaltatore dello spazzamento, per uso di deposito del materiale da smaltire e con funzione di concimaia. Il 12 novembre 1884 viene approvato il capitolato per il pubblico spazzamento.

Il 17 aprile 1890 il Consiglio approva il capitolato d’appalto per lo spazzamento del paese  e per la raccolta di acque luride; queste ultime vengono immesse in botti metalliche poste su  carri in legno trainati da cavalli .

Le strade in quel periodo non erano lastricate e d’inverno diventavano pozzanghere o piccoli laghi, mentre d’estate facevano sollevare nugoli di polvere; per questo motivo il 9 aprile 1906 il Consiglio aveva affrontato la proposta di lastricare e pavimentare le principali vie interne dell’abitato.

A causa delle difficoltà finanziarie del Comune  l'Aministrazione comunale  il 27 marzo 1905 propone di sopprimere la spesa per la spazzatura, affidando la nettezza urbana agli ortolani.

Nella  riunione del  30 aprile 1906  il Consiglio delibera sul basolamento e sul lastricato delle strade, un intervento del costo di £. 60.000 e delibera altresì l’acquisto di botti per la raccolta di acque luride e per l’innaffiamento delle strade, per sostituire quelle esistenti ( 12 per la raccolta ed una per l’innaffiamento ).

Il 7 novembre 1911 è approvato il capitolato di appalto per i servizi di spazzamento, di raccolta di acque luride, di materie fecali ed altro ( tra cui l'acquisto di 20 carri botte ). L’orario di raccolta è ristretto a seconda delle stagioni: dalle 5,30 in estate alle ore 7,30 in inverno. La raccolta avveniva con carri botte, le cosiddette " carrizze ", trainati da cavalli. Gli addetti alla raccolta, i " carrizzari ", alle prime ore del mattino passavano per le strade cittadine e svuotavano nei carri botte i contenitori, di forma cilindrica, detti " pitali ", " cantari " o " prisi ", di ceramica smaltata e ricoperti da un coperchio circolare in legno, di sostanze fecali ed urine, che i cittadini collocavano davanti alle loro abitazioni; queste botti, una volta colme, venivano svuotate nei campi alla periferia del paese e le acque sporche erano utilizzate come concime per gli ortaggi. L’appalto viene approvato nel 1912.

Il 15 maggio 1912 il Consiglio aderisce al voto del Consiglio comunale di Trani per provocare il progetto di legge per la fognatura nei Comuni della Puglia, in seguito alla costruzione dell’Acquedotto Pugliese, soprattutto per motivi igienici.

Il 6 aprile 1914 il Consiglio affida l’incarico di compilare il progetto della fognatura urbana agli ingegneri Giovanni Milano e Giuseppe Leone. Il 14 maggio si prendono provvedimenti per la riforma dei servizi di pubblica nettezza; il costo previsto è di £. 24.000. Si sostiene che se si utilizzassero i prodotti dello spazzamento e particolarmente dei prodotti fecali per alimentare un’industria fiorente come quella degli ortaggi, da poter esportare anche all’estero, ciò avrebbe fatto guadagnare al Comune da 2 a 5 lire ad abitante; si sarebbero utilizzate  botti di legno per le materie fecali e botti in lamiera per la raccolta delle acque, tirate da muli o cavalli. Ci sarebbe stata una parziale municipalizzazione del servizio di spazzamento; per la parte centrale e le strade più importanti della città sarebbero bastate 8 spazzini e carrette a mano fornite dal Comune. All’appaltatore, Antonicelli Francesco sarebbero andate  £. 18.000 più £. 5.000 per lo spazzamento municipalizzato con una spesa totale di £. 23.000 a partire dal 15 agosto, con non meno di 20 muli o cavalli e per un periodo di 5 anni.

Il 6 febbraio 1922 si delibera su un mutuo di £. 2.600.000 per la costruzione della fognatura.

Il 21 novembre 1924 il Consiglio esamina la proposta dell’ingegnere Capodiferro, che abitava a Roma, circa il finanziamento e la costruzione della fognatura.

Il 28 aprile 1926 è deliberata  l'assunzione di un mutuo di 3. 1.312.540 con la Cassa DD. PP. per la fognatura. Il progetto della fognatura viene revisionato dall’ingegner Labellarte Vincenzo, la cui parcella viene liquidata a settembre del 1926.

Il 28 dicembre 1926 vengono liquidate le spese per la costruzione della condotta dell’Acquedotto Pugliese e il consumo di acqua. Il 31 dicembre e il successivo mese di maggio il Comune fa impiantare due idranti, uno in fondo a via Principe di Napoli, oggi via R. Canudo, e l’altro in prossimità del passaggio a livello di via Dante, per distribuire acqua ai proprietari di masserie per i bisogni del bestiame, essendo le cisterne rimaste in campagna completamente all’asciutto per la persistente siccità.

Due nuove carrette a mano per la spazzatura vengono deliberate il 26 gennaio 1928, mentre il 9 febbraio l’acquisto di 10 carri botte per raccolta di acque di rifiuto.

Nel 1927 il servizio della nettezza pubblica viene gestito dal Comune; il Consiglio il 13 giugno 1927 nomina l’ispettore provvisorio per la pubblica nettezza. Il 30 agosto si provvede all’acquisto di tre carri botte per la raccolta di acque di rifiuto.

Il 25 luglio 1927 viene deciso l’acquisto di un’auto innaffiatrice, da utilizzare sia per evitare di sollevare polvere dalle strade, sia per gli incendi. Il 13 agosto 1927 vengono acquistate alcune carrette per il pubblico spazzamento.

spazzinoIl 12 e 27 settembre 1928 viene deliberato un mutuo di £. 1.260.900 per la costruzione della fognatura. Il mutuo con il Banco di Napoli, lo schema di contratto e il piano d’ammortamento sono approvati dal Consiglio il 17 aprile 1929. Il 20 maggio 1920 viene sottoscritto il contratto con l’impresa Onofrio Lattarulo, che si è aggiudicata la gara con un ribasso del 20,62%.

Il 14 maggio viene approvata la costruzione di una seconda vasca di sedimentazione per la fognatura. Il 6 giugno è nominato il direttore per i lavori della fognatura.

Il 5 agosto 1929 viene nominato un ispettore provvisorio alla pubblica nettezza.

Il 14 luglio 1930 viene decisa la proroga di consegna dei lavori della fognatura; infatti il 15 maggio l’Impresa Onofrio Lattarulo, assuntrice dei lavori chiede che il termine per la consegna dei lavori che scade il 15 luglio sia prorogato almeno di 18 mesi per la costruzione della seconda vasca di sedimentazione non prevista in contratto, a causa delle reiterate alluvioni e per interruzione dei lavori per la presenza di acque freatiche nei cavi del primo collettore. Il 28 luglio vengono approvate le modifiche e le aggiunte al progetto della fognatura. Il 20 ottobre 1930 viene approvato il regolamento per le immissioni nei canali della fognatura cittadina.

Il 5 marzo 1931 la consegna dei lavori della fognatura è prorogata di 6 mesi. Il 30 marzo 1931 vengono approvati i lavori aggiunti per la costruzione della fognatura, consistenti nella sistemazione della grave di Terrevole, progetto dell’ing. De Bellis. Il 30 maggio 1931 viene deciso l’acquisto di 2 carrette a mano per la raccolta delle immondizie. Il 6 luglio si delibera di costruire il secondo lotto della fognatura cittadina il cui progetto è stato redatto dall’ing. comunale Filippo De Bellis. Il 15 settembre 1931 e il 16 ottobre viene deliberato di contrarre un mutuo di favore con la Cassa DD. PP. per la costruzione del secondo lotto della fognatura., per £. 1.370.617,73, da estinguere in 35 anni al 6,25%. Il 26 ottobre la richiesta di mutuo alla Cassa DD. PP. e agli Istituti di Previdenza passa a £. 1.500.000

L’11 dicembre 1931 viene deliberato l’appalto dei lavori per la costruzione del secondo lotto della fognatura. Il 30 dicembre viene deliberato l’appalto dei lavori per gli attacchi privati alla fognatura.

L’ 1 giugno 1932 viene deliberato l’acquisto di pompe per le vasche di sedimentazione per la fognatura urbana.

L’11 agosto1932 viene deliberata la spesa per l’attacco della tubazione dell’acquedotto alle vasche di sedimentazione della fognatura urbana. Il 22 dicembre 1932 è approvato la concessione di contributi per la fognatura.

Il 22 febbraio 1933 viene approvato il Regolamento comunale per gli attacchi privati alla fognatura.

L’11 marzo 1933 è deliberato il collaudo dei lavori del primo lotto della fognatura.

Il 13 maggio 1933 viene prorogato il termine di consegna del secondo lotto della fognatura.

Il 13 settembre 1933 per il progetto del 2° lotto della fognatura, dopo l’approvazione del Ministero dei Lavori pubblici, vengono deliberati n.32  pozzetti di lavaggio della fognatura urbana.

Il 16 ottobre 1933 viene deliberato l’appalto del servizio di nettezza urbana, di innaffiamento stradale e di  trasporto carni macellate.

Il 3 novembre 1933 viene approvato il regolamento per le immissioni nei canali della fogna cittadina.

Il 22 novembre 1933 viene approvato il collaudo dei lavori del 1° lotto della fognatura.

Il 3 febbraio 1934 si delibera sull’appalto dei lavori per gli attacchi privati alla fognatura urbana.

Il 17 agosto 1934 è approvato il nuovo appalto di servizio di nettezza urbana, innaffiamento stradale e trasporto carni macellate.

Il 27 aprile 1935 sono collaudati i lavori del 2° lotto della fognatura mentre il 22 agosto è approvato il collaudo dei lavori per la costruzione degli attacchi privati alla fognatura.

Il 17 giugno 1935 si delibera l’attacco alla fognatura del palazzo San Francesco, sede di alcuni pubblici uffici.

Il 23 settembre 1935 viene pagata alla ditta Orelli di Milano la fornitura di n. 10 sacchi impermeabili per la nettezza urbana; questi venivano utilizzati a spalla dai netturbini che svuotavano i contenitori privati di spazzatura che erano prelevati a domicilio. Il 23 ottobre sono acquistate delle carriole in ferro per la nettezza urbana dalla ditta Sarcab di Torino. Il 23 novembre sono acquistati due impermeabili agli spazzini e viene approvato il progetto per l’appalto dei lavori per gli attacchi privati della fognatura. Il 26 gennaio 1936 sono saldate le spese per i furgoncini a triciclo per la spazzatura.  Con deliberazione podestarile del 14 marzo 1936 vengono acquistate 200 scope per il pubblico spazzamento. Il 14 novembre 1936 viene conferito l’incarico per la compilazione dei ruoli della fognatura.

Il 20 febbraio 1937 il Podestà delibera di assumere in economia il servizio di nettezza pubblica e il ritiro e trasporto delle immondizie domestiche.

Il 7 luglio 1937 viene acquistato un furgoncino per il servizio di disinfezione.

Nel 1938 è acquistato un furgoncino Doniselli per la nettezza urbana. Il 1 aprile 1938 si delibera la ricerca di un’altra bocca della grave di Terrevole per incanalare le acque di rifiuto e sulla raccolta di immondizie a domicilio. L’8 aprile vengono acquistate delle tute per gli operatori dello spazzamento e  della raccolta a domicilio.

Il 5 novembre 1938 viene deliberato il collaudo dei lavori per la costruzione di 500 attacchi privati alla fognatura cittadina.

Il 6 maggio 1939 si deliberano le spese di attacco alla fognatura del Palazzo San Francesco.

Poiché il trasporto delle immondizie del pubblico spazzamento veniva effettuato con carri, il 20 aprile 1939 viene deliberata la spesa per il nolo di animali adibiti a tale trasporto. Il letame del pubblico spazzamento viene alienato, come si può constatare dalla vendita che il Podestà delibera il 23 agosto 1940.

Il 18 luglio 1939 viene deliberata la consegna della fognatura all’Acquedotto Pugliese. Il 14 agosto 1939 viene modificato il Regolamento per la gestione in economia del servizio di nettezza urbana.

Il 27 ottobre 1939 si delibera sull’assicurazione infortuni e malattie professionali agli addetti all’esercizio della fognatura. Il 20 novembre, definendo la gestione in economia del servizio di nettezza urbana, il Podestà decide l’assunzione di 36 unità per espletare tale servizio.

Il 22 aprile 1940 si decide di ridurre a £. 1.166.669,96, da £. 1.370.000, la spesa per la costruzione del secondo lotto della fognatura.

Il 22 agosto 1940 è deliberato l’attacco di acqua e fogna al Castello, in cui è alloggiata la 75^ batteria da 20mm.

Il 26 luglio 1941 viene deliberata la spesa per allacciamento di fognatura allo stabile dei fratelli Linzalata per il casermaggio dei Vigili del Fuoco.

Il 14 agosto 1941 è nominato il collaudatore del 3° lotto dei lavori di attacchi privati alla fognatura urbana. Il 16 settembre viene decisa la vendita del letame ricavato dal pubblico spazzamento.

L' 1 maggio 1943 il Podestà approva gli atti di contabilità e il collaudo dei lavori di attacchi di fognatura eseguiti dall’Impresa Cooperativa L’ Edilizia di Gioia.

Il 6-2-1960 la Giunta delibera l’acquisto di un suolo per lo smaltimento di acque in contrada Provinciale Santeramo, per la costruzione di una voragine per la raccolta di acque della zona.

L’11-1-1962 la Giunta approva l’assunzione di un mutuo di £. 25 milioni con la Cassa DD. PP. per l’ampliamento della fognatura, secondo lotto.

Il 18-11-1960 la Giunta delibera lì acquisto di un suolo per l’inconveniente igienico dovuto allo smaltimento di acque a contrada Lamafrascella verso la ferrovia Bari-Taranto e via Acquaviva.

L'1-2-1961 e il 3 10-1960 la Giunta approva il certificato di regolare esecuzione dei lavori di allargamento della voragine assorbente presso il casello ferroviario n. 51.

Il 20-6-1962 il Consiglio approva la richiesta di mutuo di £. 36 milioni per lavori di completamento della fognatura, 3° lotto, e un mutuo di £. 56 milioni per l’approvazione del progetto esecutivo della rete idrica e fognante.

Il 13-11-1962 la Giunta approva il preventivo di spesa EAAP per il prolungamento del tronco di fognatura e di acquedotto sino alla nuova costruzione dell’Ospedale Civile, che è stato costruito in via dei Riformati, dove non c’è né tronco di fogna né rete idrica, per cui occorre effettuare un prolungamento.

Il Comune per venire incontro alle necessità dei cittadini ha provveduto, in vari periodi, alla costruzione di impianti igienici pubblici.     Il 10-7-1897 viene deliberato dalla Giunta l'impianto di 12 orinatoi ; a quell'epoca ce n'erano due: in via G. Del Re e in corso Garibaldi. Il 28-11-1905 viene deliberato l'impianto di un orinatoio a tre posti in vico Apollo. Il 1907 viene deliberato il completamento di via Orsini e nel 1908 l'acquisto di suoli in via Orsini e l'acquisto di sei orinatoi: Piazza Plebiscito, Piazza Monte, Piazza Castello, Spiazzo Palazzo Comunale. Tali spese vengono pagate nel 1909. Il 10-10-1908 viene deliberata la riparazione di alcuni orinatoi: uno alle Torri, due in via Flora e piazza Luca D'Andrano. Il 30-4-1924 viene deliberata la spesa per l'impianto di una latrina. Il 31-10-1921 viene acquistata una latrina in pietra a Piazza Luca D'Andrano e il 24-10-1921 l'acquisto di un chiosco orinatorio a Piazza XX Settembre. Il 9-12-1924 viene deliberata la costruzione di un orinatoio in via Flora. Il 30-7-1925 viene deliberato l'impianto di acqua al chiosco latrina di piazza Luca D'Andrano.

Dopo aver effettuato la raccolta porta a porta dei rifiuti domestici, effettuata dalla società SASPI di Firenze, a partire dagli anni settanta, con la creazione della Municipalizzata AMIU, si è abbandonato il primitivo sistema di raccolta e si è proceduto al conferimento dei rifiuti domestici in appositi  cassonetti posizionati nei diversi punti e quartieri del paese.

La raccolta dei rifiuti solidi urbani oggi è effettuata dalla SPES, una società mista, il cui capitale è detenuto per la maggior parte dal nostro Comune.

Nel 1998 il Comune provvede a far adeguare l’impianto di trattamento dei reflui provenienti dall’abitato, ampliando il depuratore sulla via per Turi, per un importo di 6 miliardi, 350 milioni 392.392. Un ulteriore finanziamento pubblico ha permesso di realizzare una rete idrica ad uso della zona artigianale, che è alimentata dalla acque ottenute dalla depurazione di quelle cittadine.

Negli anni scorsi, a partire dal 2006, l'Amministrazione comunale ha provveduto  al rifacimento di alcuni tronchi della fognatura cittadina, ormai fatiscenti  e all'ampliamento della rete fognante sia per  le acque sporche che per quelle  pluviali nella zona est e sud-est dell'abitato nonché delle nuove zoe di espansione sulle vie per Bari, Acquaviva e Putignano.

Per smaltire i rifiuti solidi urbani, il Comune ha utilizzato fino al 1995 una discarica in contrada Terzi, a  4 chilometri a est di Gioia.   Successivamente i rifiuti solidi urbani sono stati conferiti nella discarica Martucci di Conversano ed è stata utilizzata un’altra discarica in Via Lamie Fatalone, allestita frettolosamente in un periodo di emergenza rifiuti.

Entrambe le due discariche gioiesi sono state oggetto di bonifica. Quella di Contrada Terzi è stata riqualificata e sarebbe stata utilizzata come campo da tennis e struttura sportiva e ricreativa, se non fosse stata abbandonata a sè e oggetto di atti vandalici.

Ancora oggi i rifiuti domestici gioiesi, con esclusione di carta, plastica, vetro, alluminio e olii esausti, vengono stoccati nella discarica di Conversano.

In diversi periodi, in passato e allo stato presente, una  cava di pietre di Gioia, quella di Monte Rotondo ( più comunemente nota come cava di Monte Sanace ) è stata oggetto di interesse da parte di privati per l'utilizzo come discarica di rifiuti domestici o speciali, mentre per  un'altra, a sud-ovest del paese, in passato è stata presentata richiesta di colmatura con rifiuti solidi urbani.  

Le foto inserite nell'articolo sono tratte da Google immagini.

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5 agosto 2010

  • Scuola di Politica

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