Regionando: La Povertà  In Puglia (prima parte)

La Puglia del 2007 è una Regione del "paradosso". Nella nostra regione la convivenza con la modernità, prodotta con le risorse pubbliche, non ha sconfitto la povertà anzi l'ha acutizzata. La povertà in Puglia ha i tratti comuni della povertà mondiale: della fame mentre continuano ad aprirsi gli ipermercati, di vivere senza una casa mentre […]

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povertaLa Puglia del 2007 è una Regione del "paradosso". Nella nostra regione la convivenza con la modernità, prodotta con le risorse pubbliche, non ha sconfitto la povertà anzi l'ha acutizzata. La povertà in Puglia ha i tratti comuni della povertà mondiale: della fame mentre continuano ad aprirsi gli ipermercati, di vivere senza una casa mentre anche nei piccoli centri si continua a costruire e si inizia a registrare l'offerta immobiliare superiore alla domanda, per cercare lavoro i giovani sono costretti ad emigrare, la partecipazione alle decisioni della vita pubblica è impossibile, essere ammalati e non riuscire a essere visitati dal medico del Servizio Sanitario è diventata una regola, recarsi al Pronto Soccorso e non essere accettati è un dato quotidiano, gli spazi pubblici sempre più riserve  della clientela.

La povertà pugliese ha mantenuto una permanenza lunga nonostante il notevole trasferimento di risorse pubbliche. Siamo al terzo "Quadro Comunitario di Sostegno (2007/2013)" con un Asse specifico per l'"inclusione sociale e salute". A differenza di altre Regioni la povertà pugliese è stata poco analizzata, anzi ogni volta che è stato sollevato il problema di studiare le mutazioni delle forme diffuse di povertà ci si è scontrati con muri istituzionali e sociali di notevole spessore. Manca un rapporto periodico della povertà pugliese.

Per comprendere la povertà pugliese dei nostri giorni è necessario stabilire: 1)- quali sono le dimensioni della povertà; 2)- qual è il confine tra le povertà estreme e la ricchezza prodotta; 3)- quali sono gli interventi per sconfiggere la povertà e quali che la conservano.

Le dimensioni della povertà pugliese sono legate al territorio e alle sue trasformazioni che si sono determinate nei 5 capoluoghi. La povertà della provincia di Foggia ha un volto diverso da quella di Taranto. Mentre a Foggia la povertà è prodotta dall'impostazione che ha  l'agricoltura. Al contrario di quella di Taranto legata all'industrializzazione pubblica totalmente subita dalla popolazione. Nelle altre province troviamo le povertà "permanenti" – prostituzione, lavoro minorile, accattonaggio, dipendenze patologiche, sfruttamento dell'immigrazione, criminalità -.

Il sistema sociale, culturale e politico non riesce ad assumere le varie misurazioni della povertà che sia l'ISTAT che la CARITAS hanno tentato di avviare negli ultimi due anni. Affrontare le caratteristiche della povertà significa comprendere i fallimenti della politica, questa ha indotto una sorta di "disperazione" diffusa nei confronti dell'azione pubblica attraverso politiche di "welfare".

Ma il passaggio più difficile è stabilire il confine tra povertà e ricchezza prodotta. Verificare come si produce la ricchezza permette di stabilire se questa  riduce o azzera la povertà. Ma qual è la ricchezza che distrugge la povertà? E' quella che il sistema sociale riesce ad autorganizzare.

Fine Prima Parte

 

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22 dicembre 2007

  • Scuola di Politica

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