Piazza del Plebiscito o Plebiscito

Dopo aver constatato che Gioia aveva raggiunto gli 11.000 abitanti, il Decurionato nella seduta del 6 giugno 1824 ritiene che sia giusta  l'esigenza di costruire una piazza. Gioia a quell'epoca aveva dei luoghi aperti, utilizzati per diverse finalità. Vi erano degli spiazzi che erano frequentati  nelle ore pomeridiane dai braccianti in cerca di lavoro, poichè lì incontravano […]

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Piazza PlebiscitoDopo aver constatato che Gioia aveva raggiunto gli 11.000 abitanti, il Decurionato nella seduta del 6 giugno 1824 ritiene che sia giusta  l'esigenza di costruire una piazza.

Gioia a quell'epoca aveva dei luoghi aperti, utilizzati per diverse finalità. Vi erano degli spiazzi che erano frequentati  nelle ore pomeridiane dai braccianti in cerca di lavoro, poichè lì incontravano i signori in cerca di manodopera per  le loro terre; vi erano degli spazi ampi, in cui si svolgevano le fiere e i mercati. Quelli più antichi erano situati di fronte alla Chiesa di San Francesco, di fronte al Castello normanno-svevo e alla periferia del paese, in direzione est verso Noci. In questi casi non si può parlare di una vera e propria piazza, essendo, quelli, luoghi privi di cura e di regolare manutenzione; spesso erano zone di accumulo  e di depositi vari e, quindi, anche in rilevato rispetto al livello della strade adiacenti. 

Nella riunione del Decurionato di Gioia del 6 aprile 1826 l'Intendente della Provincia, essendo Gioia paese rispettabile per la sua situazione, e per il numero degli abitanti…  essendovi la Strada Consolare… ma non ha una piazza, ne fu progettata una ch'è rimasta in progetto…  consiglia di stornare i fondi per la costruzione del Camposanto, rimandandolo ad altro tempo, a favore di una piazza.

Piazza PlebiscitoI Decurioni nel 1841 deliberano di far spianare e livellare lo Spiazzo di San Francesco. I  lavori vengono eseguiti dall'appaltatore Francesco Cappelli, il quale aveva la sua abitazione in quel luogo e per il lavoro da eseguire offre un prezzo vantaggioso per le casse comunali. 

Nel 1860 Gioia contava circa 17.000 abitanti. Ad ottobre del 1860, il giorno 21,  si vota sullo Spiazzo di San Francesco il referendum sull'unione di Gioia allo Stato Sabaudo. Vengono preparati 4287 Bollettini con il SI e altrettanti per il No, in quanto gli individui aventi diritto al Plebiscito erano 4287. Il quesito su cui dare il voto era: Il popolo vuole l'Italia una ed indivisibile con Vittorio Emanuele Re  costituzionale e suoi legittimi discendenti?   I gioiesi votano sullo spiazzo, che da quell'evento storico prende il nome di Piazza del Plebiscito o, come si nomina oggi, Piazza Plebiscito.

Inizialmente, come compare nei documenti del tempo, non era una Piazza come la vediamo oggi, ma era uno spiazzo inutilizzabile perché era più alto rispetto al livello della strada, era in terra e circondato da una recinzione bassa, costituita da alcuni tufi sovrapposti, per impedire che i monelli potessero entrarvi e  farsi male ( monterrone ).

Nel 1872, il 1 maggio, in Consiglio  si parla di appianamento e livellazione  dell'altopiano a Piazza Plebiscito.

Piazza PlebiscitoIl 27-5-1873 la Giunta approva le spese per l'appianamento di Piazza del Popolo ( con questo nome veniva anche chiamata Piazza San Francesco o Plebiscito ).  Il 16-1-1874  la Giunta decide di acquistare 230 alberi di acacia da piantumare a Piazza Plebiscito e in Via Stazione.  Il 1° luglio dello stesso anno la Giunta  dopo aver preso atto che gli alberi sono stati piantati a Piazza Plebiscito, delibera di appianare la stessa con polvere tufacea, onde renderla atta  a pubblico passeggio.

Il 3 giugno 1875 la Giunta delibera di acquistare altri alberi per sostituire quelli che l'anno precedente non avevano attecchito a Piazza Plebiscito. Altri alberi vengono piantati nel 1876. Il 4-3-1887  il Consiglio approva il progetto e il capitolato d'appalto per la livellazione  e sistemazione di Piazza Plebiscito, che  era sollevata di circa cm. 50 sul livello delle strade circostanti, tanto da avere l'aspetto di un monticello e per questo motivo era  chiamata dal popolo con il nome di monterrone. Il pagamento per la sistemazione del Piazzale Plebiscito viene deliberato l' 8 agosto 1887. Alcuni affermano che lo spianamento della piazza venne realizzata per evitare ad una nobile signora che abitava nella sede dell'ex Convento di s. Francesco di sporcare gli abiti lunghi che indossava allorquando passeggiava.

Avendo il Comune acquistato 36 pezzi di pietra lavorata per Piazza Plebiscito per la vendita di generi e per impiantare alcune tende, la Giunta il 26 giugno 1897  ne delibera il pagamento.

Alcuni affermano che l'architetto Cristoforo Pinto fece costruire un chiosco alla cinese nella piazza.

Nel 1913  l'Amministrazione comunale decide di far costruire sulla Piazza una  Cassa armonica scoperta, che successivamente viene completata con una copertura; tutto ciò nonostante la piazza non fosse pavimentata.

PiazzaPlebiscitoPoiché lo Spiazzo di San Francesco aveva bisogno di continui interventi di appianamento e di riparazione con tufino, l' 1 ottobre 1919 il R. Commissario cav. De Bonis delibera di appaltare i lavori di pavimentazione a pietrini di  Piazza Plebiscito alla Cooperativa Arte Muraria,  per £. 33.000 secondo il progetto dell'ingegnere Raffaele De Bernardis.  I lavori, che  erano stati deliberati precedentemente dallo stesso Regio Commissario Straordinario, cav. De Bonis,  sono appaltati definitavamente con contratto del 29-12-1919 alla Coperativa L'Arte Muraria. In seguito ad una variante apportata dallo stesso ingegnere la spesa si eleva a £. 38.291,21.  Il Comune per tale realizzazione  ottiene un mutuo senza interessi dalla Cassa DD. PP. sui fondi per la disoccupazione. Il 6 luglio 1920 viene effettuata la misura finale dei lavori di pavimentazione e il 10-2-1921 si provvede a saldare i lavori di pavimentazione della piazza.

Il 30 settembre 1922 il Consiglio  delibera la concessione al sig. De Vecchis per impiantare un'edicola a Piazza Plebiscito.

Il 17 gennaio 1931 viene decisa la riparazione di una fontanina a Piazza Plebiscito.

Il 26 febbraio 1932 viene deciso  l'impianto di nuovi alberi in Piazza Plebiscito.

Il 12 settembre 1936 viene pagato un palco smontabile in abete per le manifestazioni in Piazza.

Durante la seconda guerra mondiale la cassa armonica, che in varie tappe e con grandi sacrifici era stata costruita nella Piazza, viene smantellata per far posto ad un rifugio antiaerei.

Infatti il 14 marzo 1938 il Podestà delibera la costruzione di ricoveri antiaerei e   nella successiva seduta del  13 luglio 1943 approva il capitolato di appalto e il progetto per la costruzione di 12   nuovi rifugi antiaerei tubolari, redatto dall'ingegner Brescia Angelo di Monopoli, uno dei quali troverà allocazione proprio sotto la Piazza  Plebiscito.

Tali ricoveri pubblici antiaerei  vengono chiusi con deliberazione  del 2 giugno 1945 a seguito del licenziamento dei custodi, in concomitanza della fine della seconda guerra mondiale.

Negli anni '80 viene rifatta la pavimentazione della Piazza con mattoni bicolori in cemento, che danno forma a figure geometriche e allo stemma del Comune. In tale circostanza l'area della piazza subisce un ridimensionamento lungo il lato ovest, per l'allargamento della sede stradale adiacente, utilizzata come zona di parcheggio per gli autobus di linea.

L'impianto originario della Piazza, una delle più ampie della nostra Provincia, è stato sfigurato con l'abbattimento di un'abitazione ottocentesca che si trovava sul lato ovest, per dar luogo alla costruzione di un moderno edificio a sei piani e il successivo abbattimento del Mercato coperto, sul lato nord, per edificare una moderna costruzione destinata a sede del Municipio di Gioia, utilizzata attualmente come sede degli uffici INPS.

Gli ultimi superstiti dell'inizio del secolo scorso nel ricordare la Piazza rievocano il ricordo delle " vign minz a la chiazz " (  le vigne nella piazza ).

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21 ottobre 2009

  • Scuola di Politica

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