Pasquale Rosati

Ricercatore di fama mondiale nel campo della fragola, nasce a Roma, dalla nobile famiglia gioiese dei Rosati il 24 ottobre 1937, dove il padre si era trasferito per motivi professionali. Dopo aver seguito gli studi liceali si iscrive a Roma alla Facoltà di Giurisprudenza e si laurea in Legge, senza mai esercitare l'attività forense  e successivamente […]

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Pasquale  RosatiRicercatore di fama mondiale nel campo della fragola, nasce a Roma, dalla nobile famiglia gioiese dei Rosati il 24 ottobre 1937, dove il padre si era trasferito per motivi professionali. Dopo aver seguito gli studi liceali si iscrive a Roma alla Facoltà di Giurisprudenza e si laurea in Legge, senza mai esercitare l'attività forense  e successivamente si iscrive a quella di Agraria. Si laurea in Scienze biologiche all'Università di Siena.

La sua  vera vocazione di studioso della frutticoltura e di imprenditore frutticolo, in quanto erede e titolare di due aziende agricole, da lui direttamente curate, rinnovate   e portate a livello di avanguardia con l'applicazione di moderne tecnologie, la prima a Cesena e la seconda a Porto San Giorgio ( Ascoli Piceno ), lo portano a percorrere una brillante carriera universitaria come sperimentatore e ricercatore in campo agrario.    

La sua formazione, in controtendenza rispetto al mondo accademico, gli preclude la possibilità, negli anni ’60-’70, di avviare la carriera di ricercatore scientifico all’Istituto Sperimentale di Frutticoltura di Roma (I.S.F.), dove rimane poi come volontario e borsista per vari anni, sotto la guida dei professori Filippo Lalatta ed E.C. Branzanti. Già da allora concorre alla costituzione di numerose varietà di pesche, nettarine e susine, ciliegie e mele.

Poiché la sezione di Forlì dell’I.S.F. non disponeva di una propria azienda sperimentale, mette subito a disposizione della sperimentazione uno dei suoi poderi di Cesena (insieme al relativo personale), instaurando una preziosa collaborazione fino alla sua morte,  con il dr. Walther Faedi, suo valido braccio destro, nel campo del miglioramento genetico della fragola.

Fra i successi ottenuti, vanno ricordate le varietà " Addie ", " Cesena " e " Idea " per le fragole ( complessivamente quelle costituite da lui sono in numero di 17 )  e numerose altre per le pesche, le percoche, le pere, le nettarine, le ciliegie, nelle quali gran parte del merito va attribuito a lui.  

Pasquale Rosati non conosce soste nè negli studi nè nelle ricerche e nelle sperimentazioni di laboratorio nè nelle pubblicazioni e nell'organizzazione di meeteng regionali e interregionali. Il suo dinamismo lo porta negli U.S.Aa Betsville e si sarebbe recato anche in Canada e in Australia per realizzare ciò che gli impediva la burocrazia italiana, se non l'avessero trattenuto impegni di famiglia, verso la quale porta vivo il senso della tradizione, degli affetti e dei legami che sono stati una caratteristica  della sua famiglia di origine.

E' stato Ordinario di Genetica Agraria in diverse Università tra cui quella di Roma,  Ordinario di Frutticoltura dell'Università di Ancona dopo essere stato Straordinario della stessa disciplina a Potenza e, per otto anni, è stato docente di Miglioramento genetico delle piante legnose da frutto presso l'Università di Bologna.  

Nel 1966  costituisce a Gattolino ( Forlì ) il primo campo sperimentale “fragola”, aprendolo alla collaborazione con gli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario di Cesena. La rotonda presente nelle immediate vicinanze dell’Istituto  è stata intotolata al suo nome.

La svolta nella carriera di Rosati avviene nel 1976, con il trasferimento a Bologna, quale ricercatore del C.N.R., presso il Centro Studi Tecnica Frutticola a Cadriano, annesso all'Istituto di Coltivazioni Arboree  di Bologna. Rimane a Bologna fino al 1987. Inizia a cimentarsi con le tecniche " in vitro ", avviando il laboratorio di micropropagazione di Cadriano e dando avvio ad una valida collaborazione con l'Istituto di Coltivazioni Arboree. Nel 1987 vince il concorso di professore associato presso quell'Istituto. Insieme al dottor Bruno Mezzetti, suo primo collaboratore, avvia nuovi programmi di ricerca per il Dottorato di Ricerca in Colture Arboree, nel campo delle manipolazioni cellulari, nello studio delle interazioni ospite/patogeno, nello studio della resistenza ai funghi della fragola, nello sviluppo di tecniche originali per la selezione precoce ed assistita dei semenzali.

Nel 1991, dopo aver trascorso un anno  all’Università di Potenza lo troviamo come   docente  all’Università di Ancona, dove forma  un gruppo di validi collaboratori e avvia un’azienda agricola sperimentale.  In questa Università costituisce il laboratorio di colture " in vitro " e di manipolazioni genetiche all'interno del Dipartimento di Biotecnologie Agrarie ed Ambientali. 

La sua carriera è stata brillantissima, ma  sofferta, per le note difficoltà e ostacoli incontrati nel campo della ricerca scientifica in ambito universitario.

E' stato un ottimo organizzatore anche nel campo dei convegni; godeva di un meritato prestigio in campo internazionale, facilitato dalle sue conoscenze linguistiche e dall’innata attitudine a coltivare relazioni e scambi. Ha collaborato a livello scientifico con i principali esperti mondiali: Risser in Francia, Kronenberg e Vassanar in Olanda, Gooding e Jennings nel Regno Unito,  Bringhurst, Voth, Galletta e Don Scott negli USA. Con quest'ultimo, responsabile del programma di miglioramento genetico della fragola dell'U.S.D.A. presso il centro di Beltsville nel Maryland, stabilisce un rapporto umano e  scientifico che sarà destinato a durare per tutta la vita. E' grazie alla loro collaborazione che prende  avvio in Italia il processo di sprovincializzazione della coltura della fragola e il programma di miglioramento genetico italiano, in collaborazione con l'I.S.F. dell'Università di Bologna, dell'E.R.S.O. della Regione Emilia-Romagna, insieme alla Regione Basilicata ( per le attività nel Metapontino ), le Università di Bari, Palermo, Potenza e l'I.S.F. di Verona. E' stato leader e coordinatore di un progetto europeo di ricerche sulla genetica e adattabilità del " Rubus ". 

Ha fatto parte, come divulgatore, del Comitato Scientifico della Rivista di Frutticoltura, soprattutto con i fascicoli speciali sulla fragola.  Nel 1988 ha organizzato a Cesena il 1° Simposio Internazionale sulla Fragola, sotto l'egida dell'International Society for Horticultural Science, manifestazione ripetuta e organizzata nel 1992 a Baltimora ( Maryland, USA ), nel 1996 a Veldhoven ( Belgio e Olanda ), nel 2000 a Tampere ( Finlandia ) e nel 2004 a Brisbane ( Australia ).  

E' stato quindi uno scienziato ad alto livello nel settore della frutticultura e, in particolare, sperimentatore in vitro e in natura del miglioramento della produzione della fragola, una cui varietà è oggi largamente diffusa al Nord Italia, in Francia e negli U.S.A. 

Muore prematuramente il 20 luglio 1996, all'età di 58 anni.

Dopo la sua morte sono state promosse numerose iniziative per ricordare il suo impegno e alto valore professionale. Fra queste vanno ricordate: -il Rosati Memorial Day, organizzato da AgriCesena il 4 dicembre 1998, con premi consegnati a giovani ricercatori distintisi proprio nel campo della fragolicoltura; – la intitolazione della sala riunioni presso l’Azienda Sperimentale Martorano 5; – una borsa di studio annuale in sua memoria, finanziata dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Cesena (destinata a laureati o laureandi in Scienze Agrarie, Scienze e Tecnologie Alimentari, Scienze Biologiche e Scienze Naturali); – numerose dediche di testi scientifici; – Atti di Convegni e monografie.                                                                             ( Liberamente tratto da un articolo del prof. Vito Antonio Lozito e dal Progetto " Chi sono? " del Comune di Cesena ).

E’ stato maestro e formatore di numerosi giovani ricercatori. In circa trenta anni di studi e di attività ha dato alle stampe oltre 200 pubblicazioni scientifiche,  la metà circa delle quali è dedicata alla fragola,  a testimonianza della sua  passione per questa varietà, manifestatasi sin dal 1965, quando il professor Lalatta gli affida   le ricerche sulla fragola, allora limitate agli studi sulla piantagione estiva. La prima pubblicazione che riguarda la fragola,  che  consiste in una prova di conservazione frigorifera di piante di fragola, risale al 1966.

Da ricordare, nel campo delle biotecnologie, le ricerche che lo hanno portato a pubblicare nel 1975 Anther Cultur of Strawberry, forse il primo lavoro in assoluto sull'argomento,  citato molto spesso nella bibliografia internazionale. 

Mi piace citare quanto S.S. riporta a pag, 17 della rivista settimanale L’Informatore Agrario, n. 32 del 22 agosto 1996, pubblicazione sollecita nel ricordare la figura e l’opera del nostro illustre concittadino, scomparso il mese precedente.

UNA CARRIERA IMPAREGGIABILE

Pasquale Rosati: una grande perdita per la frutticoltura italiana

Pasquale Rosati non è più tra noi. Ci ha improvvisamente lasciati a 58 anni, all’apice di una brillante carriera universitaria, impegnato com’era, oltre ogni limite di autocontrollo, in innumerevoli programmi e iniziative di grande rilievo in Italia e all’estero.

Rosati era da cinque anni professore di frutticoltura all’Università di Ancona e in precedenza, per un anno, era stato all’Università di Potenza ricoprendo lo stesso ruolo.

Nella carriera universitaria era entrato nel 1987 come professore associato di miglioramento genetico delle piante legnose da frutto all’Università di Bologna ( dove restò titolare supplente della stessa disciplina fino al 1994 ).

Sempre a Bologna era avvenuta la svolta decisiva della sua carriera scientifica, quando nel 1976 era entrato come ricercatore del Cestef-Cnr dopo che per un decennio si era " precariamente " formato all’Istituto sperimentale per la frutticoltura del Maf a Roma.

Oltre che per la sua rapida carriera di docente, Rosati si era singolarmente imposto nel mondo della ricerca, in quello dei breeder ( piante da riproduzione ), da parte sua, anche come imprenditore frutticolo ( aveva, infatti, ereditato due grandi aziende della cui conduzione si occupava personalmente nei ritagli di tempo ). Era il leader indiscusso del miglioramento genetico della fragola, di cui da 25 anni era uno dei più impegnati e fortunati costitutori avendo ottenuto, insieme a Walter Faedi, numerose varietà che si sono affermate in Italia, fino a coprire il 70% della fragolicoltura settentrionale. Una delle sue creature, Idea, si sta affermando in Usa, altre si sono diffuse in Francia.

Nel 1976 il dr. Don Scott  padre del breding  americano (riproduzione) dei generi Fragaria Rubus , lo aveva scelto quale suo sostituto, per un semestre, alla guida del suo programma di miglioramento genetico della fragola a Beltsville ( Washington ).

Rosati, in questo campo, si era guadagnato numerosi encomi anche come coordinatore per 4 anni del Gruppo di lavoro internazionale della fragola in seno all’ Ishs ( Società Internazionale delle scienze ortoflorofrutticole ) per il quale aveva organizzato un memorabile simposio internazionale a Cesena, nel 1988.

In Italia era molto impegnato in alcuni campi di ricerca avanzata, sia nei progetti di miglioramento genetico e di biotecnologia dei Maf sia del germoplasma per il Cnr.

Dotato di una spiccata personalità, generoso e altruista, sostenuto da un forte rigore morale e un’intransigenza di principi che lo portavano sempre a dare il massimo e a pretendere il massimo, eclettico negli interessi, estroverso nel carattere, con mente duttile e versatile, abile nelle relazioni specialmente internazionali, era portato a perseguire grandi disegni, talora più impegnativi del previsto e comunque non tutti realizzabili. Certo seminava più di quanto non riuscisse a mietere ma, quando voleva, nessun traguardo gli era precluso.

A Bologna il meglio di sé l’ha dato avviando e organizzando il laboratorio di colture in vitro di Cadriano, le tecniche di micropropagazione, poi diffusesi nei laboratori del vivaismo privato. Attraverso i programmi di dottorato di ricerca ( per il quale si era pure molto impegnato ), aveva sviluppato insieme ai suoi collaboratori ( B. Mezzetti, G. Berardi e R. Infante ) ricerche avanzate sulla selezione precoce assistita, sulla variabilità somaclonale, sulle manipolazioni cellulari, tentando fra l’altro la fusione dei protoplasti in Rubus come nuova via per la creazione di variabilità genetica.

Ha scritto centinaia di articoli e note, era uno straordinario organizzatore e curava la stampa degli atti con amore e impegno come se ne fosse stato l’editore.

Con Rosati scompare una delle più significative figure italiane apprezzate nello scenario scientifico internazionale.

Nessuno potrà sostituirlo in una così multiforme attività.

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12 agosto 2009

  • Scuola di Politica

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