Tagliato di 1000 euro il premio degli studenti

31 ottobre 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

Una brutta tegola è caduta addosso ai partecipanti al “Concorso A.A.A. inviato cercasi, il teatro e la lingua, ricompreso nel Piano di Gestione 2009/2010 del Teatro Comunale Rossini”.
Forse non tutti lo sanno ma il premio di 1.500 euro previsto dalla Delibera n. 201 del 27/10/2009 per “premiare il miglior testo di commento ad uno spettacolo della Stagione”, è stato drasticamente ridotto.
Infatti, l’Amministrazione comunale, con la Delibera di Giunta n. 124 del 22/06/2010, ha ritenuto che “sulla base del numero di alunni interessati alla partecipazione al concorso, rilevato dalla Consulta, è conveniente assegnare per la Stagione 2009-2010 la somma di € 500,00, che risulta congruente con le finalità programmatiche relative alla formazione generale degli studenti”.
E che, pertanto, “per la Stagione 2009-2010 la predetta somma non va ripartita tra i vari Istituti, bensì destinata quale unico montepremi nella misura di € 250,00, € 150,00 ed € 100,00 rispettivamente al primo, secondo e terzo classificato tra tutti i concorrenti dei vari Istituti”.
Anche per la Cultura locale, la parola d’ordine è “tagliare”. Strano però, che questi tagli riguardino sempre l’impegno degli artisti e delle associazioni locali, ora anche l’impegno degli studenti che partecipano ad un concorso fortemente voluto dall’assessore alla cultura, il sindaco Piero Longo, e mai lo stipendio o le spese dei dirigenti, dei direttori, degli amministratori, o i lauti compensi di pseudo professionisti e ditte che gravitano a qualsiasi titolo, attorno alla cultura e allo spettacolo.
Per l’Amministrazione sembrerebbe sia diventato imperativo risparmiare sui “piccoli”, salvo poi scialacquare con i “grandi” interessi. Berlucchi, Iavarone, piazza all’ombra, statua San Filippo Neri, pulizie panchine e muri (?), di piazza Pinto, strisce pedonali, vicenda parcheggi a pagamento, andate a Roma, e le migliaia di manifesti, docent!
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” – Agosto 2010

Gli Enti “litigano”, l’utente paga

24 ottobre 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

Che una persona morsa da un cane faccia notizia è scontato, che la stessa persona si ritrovi a dover aprire un procedimento legale per ottenere un risarcimento dei danni fisici subiti è alquanto possibile, ma che tra ASL e Comune (entrambi enti pubblici corresponsabili in simili circostanze, come acclarato da numerose sentenze in merito) si instauri una disputa sulle responsabilità, ha dell’inverosimile.
Questo è quanto apprendiamo leggendo una Delibera di Giunta, la n. 100 del 08.06.2010, avente per oggetto: “Atto di chiamata in causa da parte della ASL. Costituzione in Giudizio”.
Una vicenda apertasi, si legge, “in data 29.4.10 quando è stato notificato, a questo Ente, atto per chiamata di terzo in causa da parte della ASL BA, citata in giudizio innanzi il GdP di Gioia del Colle, dal sig. Antonio Addati, per il risarcimento dei danni fisici da quest’ultimo subiti a causa di una morsicatura di cane”.
Una chiamata in causa voluta dalla ASL in quanto convinta che “la responsabilità dell’accaduto sia ascrivibile all’Ente comunale, sul quale ricadrebbero compiti di direzione e controllo del territorio”.
Ma se i ricorrenti, ASL e Comune, sono coperti da assicurazione, e le rispettive compagnie “assicurano la responsabilità civile contro terzi”, che motivo c’è di “costituirsi nei detti giudizi”?
Per “difendere gli interessi dell’Ente, dell’ASL”, o solo per prolungare i tempi di attesa dello sfortunato cittadino, costretto a pagare le spese legali nonostante abbia ragione da vendere?
E il fatto che “il presente provvedimento non richiede alcun impegno di spesa”, può giustificare un simile comportamento non rispettoso dei diritti del malcapitato, quindi di tutti i cittadini a rischio randagi?
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” – Agosto 2010

Il consigliere Falcone rin…nega tutto

19 ottobre 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

In data 18 luglio 2010 sul sito web “Gioialive” è stato pubblicato un articolo dal titolo “Trasparenza… trasparente: parla il consigliere Vito Falcone”, a firma di L.R. in cui si riporta “la risposta del delegato alla trasparenza su alcune questioni sollevate dall'associazione LiberaGioia”, in merito alla scarsa trasparenza di alcuni atti, in materia di assegnazione di appalti pubblici e incarichi professionali a suo tempo “sollevate dal consigliere comunale delegato alla trasparenza Vito Falcone e poi sottaciute”.
Una iniziativa portata in consiglio comunale dal “consigliere PD Vito Ludovico” e da altri consiglieri. Osservazioni a cui Falcone ha replicato sostenendo che, dalle verifiche personali effettuate presso gli uffici competenti, si era reso conto che “una trasparenza ed una rotazione nell’affidamento dei lavori” c’era stata, e che per questo non aveva “ritenuto di dover andare avanti con le mozioni”. Ci si chiede: perché quelle verifiche non le ha effettuate prima di scrivere e rendere pubbliche le mozioni?
E tutte le altre mozioni, più o meno dello stesso tenore, presentate prima di ricevere dal sindaco Piero Longo la delega alla trasparenza, che fine hanno fatto? Che fiducia si può avere in un consigliere che prima sparge “dubbi” e perplessità sull’operato della sua stessa maggioranza, ponendosi in netta contrapposizione sulle decisioni prese, salvo poi, alla prima occasione, rinnegare tutto quanto più volte scritto e detto ufficialmente? E questa sua decisione di rimettere (a caldo) la delega, per poi ritirarla, dietro richiesta del sindaco, in attesa di ulteriori chiarimenti, come la si può interpretare? Come uno che vuol vederci veramente… chiaro, o come chi non vuol deludere colui che ha riposto in lui tanta “fiducia” e aspettative?
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” – Agosto 2010

I falsi scoop e le notizie riservate

20 settembre 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

E’ alquanto singolare constatare, leggendo i contenuti di articoli riportati da differenti periodici locali (Gioia Oggi n.14 e Fax n. 27 e 29), ma inerenti lo stesso argomento (la vicenda parcheggi a pagamento), come gli stessi possano essere così diversi.
 
Non tanto nelle risposte asettiche e sibilline rilasciate dall’Assessore al Traffico, Tommaso Donvito, a Gioia Oggi, con un “stiamo chiedendo il rispetto di adempimenti contrattuali”, o un “non mi risulta”, a proposito di presunte pressioni politiche fatte alla società sulle assunzioni degli ausiliari e sulla volontà della Vigeura di denunciarle alla Magistratura, quanto nei contenuti.
 
Quasi inesistenti su Gioia Oggi, arricchiti con dovizia di particolari, forse fin troppo abbondanti, negli articoli di Fax, a firma di Lucia Rizzi, che confermerebbero la sua “vicinanza” al Palazzo.
 
Tante le notizie inedite riportate, visibilmente trascritte da documenti interni riservati non pubblicabili e non visionabili (almeno fino a ieri) senza una precisa e specifica autorizzazione o una gentile concessione, che confermerebbero, e non sarebbe la prima volta, l’esistenza di un “filo diretto”, per non dire preferenziale, tra il Palazzo e la stessa articolista, nella duplice veste di corrispondente per Fax e Gioialive.
 
Due testate diverse, stesso risultato.
 
Notizie anche riservate, date in anteprima assoluta, ancor prima del pur nutritissimo e operoso ufficio stampa del sindaco, come nel caso dell’anticipazione degli eventi inseriti nel cartellone culturale estivo, di cui nessuno era a conoscenza, nemmeno lo stesso ufficio, che ha provveduto a pubblicarlo ufficialmente soltanto il 23 luglio.
 
Un risultato che parrebbe frutto non di uno scoop giornalistico, ma di amicizie interne alla coalizione di maggioranza, il che smentirebbe in modo categorico le continue affermazioni del sindaco, di avere tutta la stampa locale contro.
 
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” – Agosto 2010
 

“Riqualificare partecipando”, quando, come?

15 settembre 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ..., Territorio & Ambiente

Nei primi giorni del mese di luglio 2010 sono comparsi sui muri della città dei manifesti che invitavano la cittadinanza a partecipare alla stesura del “documento programmatico per la rigenerazione urbana della città di Gioia del Colle”. 

Un incontro dal titolo ammiccante “riqualificare partecipando – il recupero delle parti di città tra la ferrovia e la ex s.s. 100 passando per via Papa G. XXIII”, cui avrebbero dovuto partecipare “i giovani, il comune, le associazioni, tutti i cittadini”, andato miseramente deserto.  

In molti si sono chiesti il perché di questo incontro se le decisioni che “contano” erano state già prese in sede di Consiglio Comunale e in un incontro riservato avvenuto tra comune e tecnici del settore.
Per dare una parvenza di legalità e rispetto delle norme in materia o di democrazia partecipata nei confronti della cittadinanza?
Perché affermare che “il progetto di recupero delle aree degradate della città vuole coinvolgere i cittadini gioiesi per definire, in maniera partecipata e condivisa, i possibili usi di tali spazi”, se tutto era stato già deciso a tavolino, prima ancora di interpellarli?

La sensazione, parafrasando un ulteriore passaggio inserito nel manifesto, è che quell’incontro non avrebbe dovuto “aver luogo”, altro che “contribuire all’individuazione degli interventi migliori e dare quindi la possibilità a questi ‘Non luoghi o Non ancora luoghi’ ad avere una loro identità condivisa”.

Da chi, ma soprattutto, per conto di chi?
 
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” – Agosto 2010

Haiti, un aiuto comunale tardivo, perché?

14 agosto 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

In data 4 marzo 2010, sul sito Internet del comune di Gioia del Colle, siamo stati incuriositi dalla pubblicazione di una Delibera di Giunta, la n. 39 del 4/03/2010, avente per oggetto “Emergenza terremoto Haiti, determinazioni”.
 
Una delibera, sottoscritta dopo quasi due mesi da quel catastrofico terremoto che il 12 gennaio scorso colpì l’intero arcipelago haitiano, che contrasta con le affermazioni in essa contenuta, come quella di “esprimere con i fatti la propria solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma”. Oppure quando, a proposito della Croce Rossa Italiana, si evidenzia che “è intervenuta con la professionalità e la celerità che la tragica situazione richiedeva”.
 
Una celerità vanificata dalla lentezza messa in mostra dai nostri amministratori prima che decidessero di intervenire con un “aiuto economico pari a 1.000 euro”. E se per trovare i fondi da inviare fossero stati costretti ad organizzare un concerto, così come hanno fatto i ragazzi del circolo Arci Lebowski, quanto tempo ci avrebbero impiegato?
 
Ma nonostante ciò, anziché inviare direttamente il contributo alla sede nazionale della Croce Rossa, per tramite di un bonifico bancario, un conto corrente postale, oppure on-line, così come pubblicizzavano i numerosi spot pubblicitari nazionali andati in onda in quel periodo, una prassi seguita anche dal locale circolo Arci che in data 5 febbraio ha inviato 1.069 euro alla sua sede nazionale, si è pensato bene di farlo “tramite il Comitato Locale della Croce Rossa Italiana”, come mai?
 
Perché perdere ulteriore tempo che questo inutile passaggio di mani sicuramente avrebbe determinato? E la Croce Rossa gioiese, seguendo l’esempio del circolo Arci, perché non ha divulgato quanto raccolto da destinare alla popolazione haitiana?
 
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” giugno 2010

L’opinione di …. Franco Gisotti.

Buona giornata estiva,
vorrei segnalare l'ennesima violazione dei diritti "sacrosanti" dei laici, in un paese laico, ad opera di una giunta comunale "laica?" che per sua natura istituzionale è e deve essere laica.
Nei prossimi giorni sarà inaugurato un monumento in Piazza Dalla Chiesa, in memoria e per l'adorazione di San Filippo Neri, patrono di Gioia del Colle che, pare, da santo avrebbe preservato Gioia e i gioiesi da un terribile terremoto che invece distrusse i comuni vicini. Questa la motivazione dell'erezione del nuovo monumento.
Sarebbe normale se a farlo fossero i devoti del santo, o la comunità di fedeli di qualche parrocchia, o il comitato promotore della feste patronali; non è normale che invece il progetto nasca e venga approvato in giunta, con la presenza autorevole del sindaco che dice di essere il sindaco di tutti.
Non lo è. Con decisione discutibile si delibera di eliminare una fontana dalla piazza – fontana che è costata non poco sia per la costruzione che per l'impianto idrico, e lo smantellamento costerà alla comunità gioiese qualche decina di migliaia di euro, contemporaneamente si delibera di costruire al suo posto un piedistallo su cui installare una statua di San Filippo, ed anche questo costerà non poco, ed infine si delibera di affidare ad uno scultore il compito di modellare e creare la statua del Santo, con un costo di alcune altre decine di migliaia di euro.
Tutto questo senza aver interpellato il consiglio Comunale, senza un confronto con la popolazione, senza chiedersi se tale decisione fosse saggia in un periodo di forte crisi economica, se sia opportuno che una istituzione laica faccia proprie le ragioni di devozione delle credenze popolari ignorando, peraltro, che un altro santo molto amato dai credenti gioiesi, san Rocco, ha preservato Gioia e i Gioiesi da una calamità, la peste.
E che per questo motivo doveva diventare ufficialmente ma lo è nel cuore dei gioiesi, patrono (o co patrono se volete) di Gioia del Colle. Per non dire dell'eventuale risentimento di Santa Sofia poi…vera patrona di Gioia secondo credenze e credenti. Insomma, scavando scavando potremmo trovare altro, ma non è questo il punto. Il punto è che il Comune di Gioia del Colle farà quel che nessun altro comune ha fatto finora, che io sappia, e forse riuscirà finalmente ad ottenere quel primato da Guiness che gli è sempre stato negato: un sindaco che inaugura un monumento ad un uomo non per meriti patriottici o socialmente apprezzabili ma per esoterismo – l'aiuto al santo, dicono le cronache – fu chiesto dalla preghiera collettiva dei gioiesi, per credenze popolari e soprattutto per un miracolo che la Chiesa non ha mai attribuito a San Filippo tra quelli che ne fanno un Santo.
Insomma, dopo lo spostamento dal piazzale del Castello del putto dei Martiri in altro luogo, questo nuovo monumento contribuirà a cambiare il volto di Gioia, ma soprattutto farà ridere di noi chi ne verrà a conoscenza. Il che non farà tanto male al nostro sindaco, il capo del PDL viene deriso nel mondo intero e ciò non scalfisce il suo carisma. Il problema del nostro invece è che non ha carisma e questo bagno nel pantano della ricerca del consenso ad ogni costo, fidando addirittura nei santi, non gli gioverà granchè ai fini elettorali, prossimamente.
A noi laici non resta che vedere quella statua come un'imprudenza che è costata parecchio alla comunità e che forse un domani potrà essere donata dal comune a qualche congregazione e, come per i martiri del 1799, spostata in luogo più consono alle cose di santi.
Credo sia necessaria una riflessione sulla capacità di partecipazione alle scelte dell'amministrazione che quando non è negata (raramente) non ci vede protagonisti attenti.
 
Franco Gisotti

“Star” per aver rigato una vettura

1 agosto 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

 Nel numero 11 di maggio 2010 a pag. 3 del periodico “Gioia Oggi”, in un articolo dal titolo: “Riga un’auto dei vigili urbani e la prende a sputi: denunciato!”, a firma di un “anonimo”, non possiamo fare a meno, dopo aver letto di questa “bravata”, messa in atto da “Vincenzo V., un uomo di 37 anni originario di Gioia del Colle”, di pensare a tutti quei “bravi ragazzi” che puntualmente e giornalmente esercitano con impegno, ma anche impunemente questa “attività” sulle autovetture di tantissimi ignari cittadini gioiesi residenti, senza che nessuno dica o faccia nulla per contrastarli. Perché anche loro non vengono assurti agli onori della cronaca dai periodici nostrani? Forse perché non sono proprietari “di una pizzeria d’asporto” o di un bar “in una centralissima piazza”, o politici mancati? Certo, fa più audience ed effetto riportare una notizia comparsa su internet in cui si raccontava di un ex cittadino gioiese che aveva “sputato diverse volte verso un furgoncino della Polizia municipale”, che aveva “usato una chiave per rigare tutta la fiancata del mezzo”, soprattutto se lo stesso si era anche “candidato per la Lega Nord alle elezioni comunali del 2009” (bene hanno fatto a non votarlo visto che ha “racimolato una sessantina di preferenze”), piuttosto che parlare e scrivere di sconosciuti “ragazzacci” della nostra città o delle nostre periferie che nessuno si “fila”. Se si scrivesse delle loro “gesta”, si potrebbe riempire tranquillamente pagine e pagine di giornali. E se ciò è potuto accadere è perché i vigili di Padova non hanno lasciato correre, come spesso accade dalle nostre parti, o non si sono fatti intimorire. E questo andava evidenziato, quanto e forse più del reato commesso dal “gioiese colto in flagrante”, e non liquidare il tutto con un semplice “è stato denunciato per danneggiamento”.
 
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” giugno 2010

La politica che non c’è!

31 luglio 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

 Dopo l’ultima tornata elettorale, prescindendo dai freddi numeri, dalle statistiche o dalle analisi post voto, possiamo affermare senza ombra di dubbio che Gioia del Colle è un paese dove “la Politica non esiste più”. Politica intesa come necessità di pensare al futuro della comunità, di rappresentarla degnamente, in qualsiasi sede o contesto politico, con propri candidati autoctoni, per meglio tutelare e potenziare le necessità dell’intera cittadinanza o del proprio territorio. Purtroppo, con sempre maggiore frequenza si assiste, sia a destra che a sinistra, a un decadimento di questa forma di tutela delle locali necessità, presenti e future, per una non meglio identificata linea dettata non da esigenze di partito ma addirittura dall’agenda politica della coalizione, almeno questo si è voluto far credere per giustificare i mortificanti risultati raggiunti. In realtà, in modo sempre più evidente, sicuramente meno sotterraneo ma più trasversale rispetto al solito o alle scorse provinciali, in queste elezioni regionali è venuto fuori il vero leitmotiv politico nostrano, fatto di diatribe non soltanto interne ai partiti ma, addirittura, rivolte nei confronti dei singoli candidati che, ironia della sorte, erano tutti gioiesi residenti, non soltanto di nascita o di adozione. Una lotta intestina che ha determinato l’esclusione dall’assise regionale di tutti i candidati nostrani, ad esclusione del dottor Giammarco Surico, che tutti si ostinano a considerare chissà perché gioiese, quando in realtà è nato a Bari e da sempre vive ed opera in altri lidi. Tanti cittadini elettori auspicavano l’elezione di almeno tre candidati che avrebbero difeso le sorti di Gioia del Colle (Sergio Povia, per il PD, Giammarco Surico, per il Pdl, e Claudio De Leonardis, per “la Puglia prima di tutto”) o, come minimo speravano in una riconferma dei consiglieri uscenti, non immaginando minimamente quello che era stato orchestrato, non solo dietro le quinte delle segreterie dei vari partiti direttamente coinvolti nella contesa elettorale, ma anche nei vari salotti che contano da singoli assessori e consiglieri comunali, sindaco e segretari di partito compresi. Una lotta fratricida in cui più che pensare alla città, “sponsorizzando” un rappresentante locale inserito nella propria lista, si è pensato bene alla difesa del proprio interesse, o alla distruzione del proprio amico-nemico in casa, “dedicando” anima e cuore, oltre che tempo e personale credibilità, alla promozione dell’immagine di rappresentanti forestieri, in alcuni casi non appartenenti nemmeno alla lista del proprio partito. Risultato? Tutti i candidati gioiesi se ne sono tornati a casa con le pive nel sacco, tante recriminazioni e rabbia in corpo, mista ad incredulità. Come quella che hanno provato migliaia di cittadini che speravano in un vero cambiamento, sempre ventilato ma mai attuato dai politici locali. Un bel quadretto davvero, che risulta essere ancor più brutto e desolante nel vedere l’esultanza di quei politicanti mignon nostrani che ci guidano, nel sapere della sconfitta di quelli che fino a ieri consideravano loro amici, con cui andavano, sempre fino a ieri, altrettanto allegramente a braccetto o con cui avevano per anni condiviso opere e azioni. Amici abbandonati al loro destino per dispetto, per invidia o perché sostituiti da altri più “freschi” e “generosi”, oltre che più “desiderosi” di conquistarsi un posto al sole? Una lezione di “vita” politica difficile da dimenticare per tutti, nella buona e nella cattiva sorte, soprattutto per la città di Gioia del Colle che, con questi presupposti e questi rappresentanti di dubbia qualità politica, rischia di perdere ulteriori colpi rispetto ad altre realtà limitrofe sempre più all’avanguardia e in costante crescita politica, economica e sociale.  
Donato Stoppini
 

“Mandiamoli tutti a casa”, non solo chi fa “porcherie”!

Il municipio di Gioia del ColleNel numero sei, mese di maggio 2010, a pag. 3 del periodico “Gioia Lab”, con riferimento all’articolo dal titolo “Ventaglini: Mandiamoli a casa, stanno facendo porcherie”, e all’intervista rilasciata da Vito Ludovico, intitolata: “Chi è stato inaffidabile, fuori dal nuovo progetto”, entrambi inserti nella rubrica “Politica”, a cura di Massimo L’Abbate, restiamo senza parole nel leggere le argomentazioni di Franco Ventaglini sul comportamento delle forze politiche di centrosinistra, soprattutto quando sostiene che “il centrosinistra sta a dormire mentre questo governo sta facendo delle autentiche porcherie”. Dimenticando quanto è accaduto negli anni scorsi, sia durante l’amministrazione condotta da Vito Mastrovito, che nelle ultime elezioni comunali, soprattutto nel periodo pre-elettorale. Periodi in cui furono messe in atto azioni, anche dalla sua fazione politica, che contribuirono alla caduta della giunta Mastrovito, prima, e alla vittoria della coalizione di centro destra, guidata da Piero Longo, poi. E a nulla serve auspicare che “Povia o De Leonardis, o magari entrambi, prendano l‘iniziativa per mandare a casa al più presto questa amministrazione”, quando, avendo avuto l’occasione di farlo, grazie all’aiuto insperato di 5 consiglieri di maggioranza che l’estate scorsa dimostrarono con un documento di sfiducia ufficiale il loro dissenso sull’operato del sindaco Longo, lui per primo non ha avuto il coraggio di dare a questa amministrazione la spallata decisiva. Così come l’affermazione, nella sua intervista, dell’ex candidato sindaco, Vito Ludovico, che “chi ha dimostrato inaffidabilità in passato non può far parte di progetti futuri”, lascia perplessi. Proprio perché, anche lui è stato un protagonista attivo di “quello che è accaduto nel recente passato, e che è sotto gli occhi di tutti”. E il sostenere che dal prossimo congresso del partito esca “un PD forte, con una guida altrettanto forte ed autorevole, che sia in grado di mantenere armonia interna”, restano e rimangono solo belle parole o inutili speranze, che si infrangono contro una realtà interna del suo partito e della sua coalizione lontana anni luce dai suoi propositi. E l’aver silurato alle scorse elezioni regionali, nel bene o nel male, inconsapevolmente o scientemente, un rappresentante autorevole come Sergio Povia, ne è una riprova. Se poi si inizia a perorare, viste le prossime elezioni a segretario del partito, la causa di candidati che hanno remato contro lo stesso partito, allora crediamo che l’autocritica, oltre che d’obbligo, debba valere per tutti i componenti, storici o meno, del PD, non solo per gli alleati.

 
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” giugno 2010

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