L’era della comunicazione e globalizzazione

Non a torto la nostra epoca è detta l’età della comunicazione. E’ in quest’area infatti, che si stanno realizzando le più grandi innovazioni.
 
La nostra società è estremamente complessa; è fatta di moltissime componenti, distribuite su spazi enormi eppure continuamente interagenti; una comunicazione immediata ed efficace è la condizione essenziale perché il nostro sistema sopravviva. E mentre ingegneri e tecnici stanno mettendo a punto sempre nuovi strumenti perché lo scambio di informazioni sia più ampio, più economico, più sicuro, più controllato, molti altri, come mai nel passato, studiano l’uomo in quanto soggetto che comunica: sociologi, psicologi, linguisti, filosofi, semiologi, convinti che la capacità di comunicare è una delle caratteristiche più originali e più decisive della persona.
 
L’essere umano nasce, si sviluppa, giunge a maturità solo perché, immerso nella comunicazione, è chiamato a dialogare con gli altri; l’uomo non può non comunicare: ogni sua azione, ogni suo gesto esprime una intenzione o almeno indica la presenza di qualcuno e dunque rinvia ad un significato, porta con sé un messaggio. E’ per questo che il mondo intorno a noi è come un libro aperto, e quanta più attenzione, capacità di leggere uno ha, tanto più comprende.
 
Un gesto, un’espressione, un vestito, il taglio dei capelli, l’arredamento di un ambiente, un ritmo musicale o una melodia, lo stile di una costruzione, sono come testi espliciti per chi si sofferma a rilevarli. Che cosa fa un fotografo se non scegliere quanto gli interessa tra i messaggi espressi dall’ambiente, dagli oggetti, dal vestito e dai gesti delle persone inquadrate? Poi organizza il tutto e lo trascrive in forma di fotografie, così che altri possano leggervi quanto lui vuole comunicare.
 
Che cosa fa un architetto se non scrivere – con la pietra, con il cemento armato, con l’acciaio e il vetro – un suo messaggio? Disegnando una scala si può dire che è un re che la discende, oppure che è un operaio, oppure che è un pompiere o un ladro. Progettando una città non si può evitare di dire con la forza del cemento e della pietra quale tipo di comunità umana si intende costruire, dal modo in cui sono organizzati gli spazi (piazze, strade, zone pedonali, mercati, case…), si dirà se si ama stare insieme e incontrarsi oppure se tutti hanno bisogno di scappare per rifugiarsi nella propria tana. Si confrontino i quartieri vecchi di un paese o di una città con i quartieri nuovi o le periferie, non li abita un’anima diversa? I messaggi del passato li troviamo negli scavi archeologici; un coccio, la pianta di una casa, gli oggetti in uso, la forma delle tombe… ci raccontano la vita di chi ci ha preceduto.
 
Così faranno anche i nostri successori (se mai lasceremo loro le condizioni affinché sopravvivano!) dalla pianta dei nostri alloggi, dal modo di organizzare la città proiettandosi sempre più nel futuro. Perché non utilizzare questo modo di guardare alle cose, questo modo di leggere la realtà che ci circonda, per capire che cosa l’uomo ha pensato e pensa del suo rapporto con il passato, con il futuro, del suo rapporto con lo spazio, la luce, le tenebre; per comprendere il modo in cui egli vive la vita e sperimenta la morte; per intuire come l’uomo ha pensato se stesso, gli altri, la natura, l’universo, Dio? Forse la proposta sembrerà pretenziosa. Non potrà che essere un viaggio avventuroso dove non basta avere per guida la teologia; abbiamo bisogno della storia, della geografia, della letteratura, dell’arte, della filosofia… .
 
E quando avremo letto queste pagine del passato e del presente, pagine pesanti come pietre, grandi spesso come nessun'altra costruzione ad esse contemporanea, che cosa avremo guadagnato? Una risposta oggettiva non esiste… Tutti però avvertiremo che si fa cultura vera solo quando si riesce a far dialogare le varie scienze, nel rispetto dell’originalità e dei limiti di ciascuna. Ed ancora; a tutti apparirà accettabile l’affermazione che lo studio della religione è un modo serio di studiare l’uomo e il suo destino.
 
La tecnologia e la scienza sono strumenti potenti nelle mani dell’uomo, ma non riescono a fornire dati e soluzioni valide alle nostre domande di senso: – Si può, allora, dire che l’uomo di oggi, con la formazione matematico-scientifica, ha ancora delle inquietudini e delle insicurezze? – Può la scienza indagare fino in fondo la interiorità dell’uomo e risolverne le ansie? – I sentimenti dell’uomo, l’amore, l’affetto, la solidarietà, possono essere espressi solo con ragionamenti “chiari e distinti”? Si tratta di definire con chiarezza l’ambito che compete alla scienza e alla tecnologia e rilevare l’area propriamente esistenziale, quella che concerne i problemi umani e spirituali, cui la scienza non ha accesso alcuno.
 
Annamaria Castellana
Tratto da “la Piazza” di giugno 2011

Allagamenti, rinviata la fine di un incubo

10 marzo 2011 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

Sul settimanale Fax n. 33, del 28 agosto 2010, a pag. 3, in un articolo, a firma di d.a. (Davide Antonicelli), dal titolo “Allagamenti, a ottobre partono i lavori”, il cronista affermava che si profilava “la fine di un incubo per i residenti della zona compresa tra la via per Bari e quella per Acquaviva, passando per via Fellini nei pressi del cinema Seven”.

Una certezza, la sua, derivata dalle parole pronunciate dall’assessore ai Lavori Pubblici, Sante Celiberti, in una intervista rilasciatagli il giorno prima e utilizzata parzialmente per l’omonima testata online.

Intervista in cui affermava, pur con qualche dubbio, “siamo quasi certi che risolveremo la questione; i lavori, se non ci sono intoppi, potrebbero iniziare già entro la prossima metà di ottobre”.

Un progetto definitivo che poteva addirittura essere presentato “molto tempo prima ma abbiamo avuto alcune difficoltà con le autorizzazioni dal punto di vista ambientalistico, tuttavia queste difficoltà sono state superate e ora cercheremo di procedere velocemente”.

Una velocità che nessuno dei residenti, e non solo, ha notato, se non nell’acqua piovana che nel frattempo ha continuato, continua e continuerà sicuramente a riversarsi in quella zona, allagandola puntualmente.

Da allora, infatti, sono trascorsi altri tre mesi, ma dell’inizio di questi lavori nemmeno l’ombra. Eppure nel frattempo, “i lavori, per la realizzazione dell’impianto di raccolta, trattamento e smaltimento acque meteoritiche, per un importo complessivo di 303.296,68 euro, oltre IVA”, sono stati aggiudicati, con Determinazione di Spesa n. 947 del 21/09/2010, alla ditta SFEEL srl di Laterza. Ci si chiede: come mai dopo oltre 60 giorni non sono ancora partiti? Per ulteriori e non previste cause ambientalistiche esterne o per problemi interni?
 

Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” dicembre 2010

Le notizie dai contenuti “riempitivi”

2 marzo 2011 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

Sul numero 44 del settimanale “Fax”, del 13 novembre 2010, siamo stati letteralmente attratti già dal titolo di un mini articolo, a firma ignota, inserito a pag. 18, che recitava: “Defunti, scarsa affluenza”.
 
Ma se erano defunti come potevano circolare?
 
Un articolo in cui, dopo essersi rammaricati per “le condizioni meteorologiche, che non hanno permesso perfettamente di ricordare la memoria dei cari scomparsi, recandosi presso le tombe”, ci si rallegra per l’andamento dei giorni successivi in cui “anche grazie a(l) bel tempo l’affluenza è stata abbondante (e ottima no?), tanto che domenica scorsa, presso il chiostro in cui si vendono i fiori, situato nel parcheggio del cimitero (ma non sono due o nell’altro si vendono panini e bibite?), sono stati distribuiti dei ticket (forse volevasi dire numeri) alle numerose persone in attesa”.
 
Per evitare che il defunto scappasse, si annoiasse, si arrabbiasse o certificare la vendita?
 
Eh beh, non c’è che dire, queste sì che sono notizie, cosa non si farebbe pur di riempire la pagina!
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” dicembre 2010

Quante bugie sulla raccolta differenziata

19 febbraio 2011 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Attualità, Opinione di ..., Politica & Società

Sul sito Internet del comune di Gioia del Colle siamo stati attratti da un articolo, pubblicato dal quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno” in data 30/06/2010, dal titolo: “Differenziata, avanti tutta – Nuovi cassonetti e raccolta dell’olio. La Spes: in un anno bisogna raggiungere quota 60%”, a firma di l.r. (Lucia Rizzi).
 
Un articolo in cui il presidente, Andrea Benagiano, rimarca lo sforzo che la Spes SpA sta compiendo affinché “Gioia possa mantenere non solo il primato come paese riciclone, ma possa aumentare le percentuali di differenziata, adesso siamo intorno al 31% ma la finanziaria ci impone di raggiungere nel 2011 una percentuale pari al 60%”.
 
Un obiettivo sicuramente ambizioso ma irraggiungibile, nonostante le parole e gli sforzi profusi. Si dà il caso, infatti, ma nessuno dei responsabili della Spes o dell’amministrazione, sindaco in testa, lo ha detto, che questa percentuale, non solo non è aumentata, ma nel giro di pochi mesi, è addirittura scesa di quasi 8 punti, passando dal 30% del 2009 al 22% dei primi nove mesi del 2010, a settembre è scesa al 18%.
 
Una pericolosa e repentina inversione di tendenza che ha interessato anche l’intera raccolta dei rifiuti solidi urbani, diminuita, nello stesso periodo, di ben 1.700 tonnellate, rispetto al 2009, un decremento pari al 13.5%.
 
Una diminuzione iniziata a partire dal mese di maggio 2010, subito dopo che i militari del Corpo Forestale del Comando Provinciale posero, a fine aprile, i sigilli di sequestro al cassonetto della raccolta degli inerti, e cresciuta nei mesi successivi.
 
Un caso? Una coincidenza? E la decisione del sindaco Piero Longo di andare controcorrente rispetto alle decisioni assunte dalla Regione Puglia in materia di emergenza rifiuti, ribadendo che a Gioia del Colle si è ancora in emergenza, e ordinando ai cittadini di differenziare tutti i rifiuti, non solo l’umido, è un'altra coincidenza o è il caso di pensare che, consapevole dell’andamento in evidente picchiata, sia stato costretto a promuoverla per non perdere la faccia oltre che lo scettro di “comune più virtuoso e riciclone della Puglia”?
 
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” dicembre 2010

Mercato coperto: due pesi e due… verità!

Sul quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 10 novembre con un articolo dal titolo: “Mercato coperto, accordo con gli ambulanti – è stato scongiurato il pericolo di chiusura”, a firma di Lucia Rizzi, si ritorna a parlare dell’argomento con l’assessore al Commercio, Giacinto Donvito il quale, “a conclusione dei primi incontri con gli ambulanti, risalenti a diverso tempo fa”, afferma che la decisione di risistemare la struttura e “renderla meglio fruibile da parte dei cittadini e più vivibile anche per gli stessi commercianti” era stata determinata dalla scelta di “alcuni tra di loro di non pagare il canone concessorio”, per la “situazione indecorosa in cui versava la struttura”.
 
Una decisione che cozza con la precedente affermazione, forse più veritiera, in cui, con riferimento al sindaco, afferma che si è “ritenuto opportuno pensare di chiudere il mercato”. Salvo poi ritenerla “una soluzione estrema che in tutti i modi cercheremo di evitare per non privare Gioia di un servizio importante”.
 
Ma a cosa alludeva l’assessore, con il termine importante, al servizio o alla struttura? Leggendo l’ultima Delibera di Giunta in cui si è parlato di mercato coperto, la n. 172 del 23/09/2010, in cui si sostiene che “il mercato coperto del Comune di Gioia del Colle versa ormai in uno stato di degrado irreversibile, è carente di pubblica illuminazione”, che “l’Amministrazione Comunale non ritiene che la struttura dell’immobile possa far cambiare le cose perché ormai il mercato coperto è decadente per cui è necessario ricercare nuovi scenari al fine di creare nuovi impulsi per l’economia locale”, riteniamo si riferisse al solo servizio.
 
Una ipotesi avallata dalla successiva affermazione, contenuta nella stessa delibera, in cui si sostiene che “a tal fine l’Amministrazione Comunale ha individuato un’area limitrofa al centro cittadino (compresa tra Via D’Annunzio, Via Della Pace e linea ferroviaria), raggiungibile a piedi da più parti e, comunque, già infrastrutturata per quanto attiene le opere di urbanizzazione, sulla quale sarebbe possibile spostare la struttura mercatale e realizzare opere complementari al fine di avviare attività diverse tese al coinvolgimento dei cittadini che tratta l’argomento coperto”.
 
Osservazioni e conclusioni che sono l’esatto contrario di quanto riportato, il giorno dopo, nelle migliaia di copie del libricino illustrativo distribuito in occasione della festa del Pdl dal titolo: “Festeggiamo con i fatti”. Una sorta di vademecum in cui, fra le cose fatte e portate a termine, c’è anche il Mercato coperto, con la seguente motivazione: “Il mercato coperto ha un volto nuovo, sono stati ridisegnati i box, una nuova illuminazione e pitturazione garantiscono alla struttura un’immagine nuova di ordine e pulizia”.
 
Una verità a proprio uso e consumo e da adattare a ogni stagione e/o circostanza.
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” dicembre 2010

Le appropriazioni indebite di Fax

18 gennaio 2011 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

Nel numero 45 del 20 novembre 2010, del settimanale Fax, siamo stati colpiti da un articolo, riportato a pag. 15, dal titolo “Discarica, ora basta!”, a firma anonima, non tanto dal titolo quanto dai suoi contenuti. Un articolo in cui, con riferimento alla presenza di “una vera e propria discarica a cielo aperto situata alla fine di strada La Villa”, segnalata nel numero precedente del 13 novembre, si sostiene che “dopo la nostra ennesima segnalazione, infatti, il comune ha deciso di transennare l’area, in attesa della rimozione della ‘monnezza’”.
 
Una affermazione che ha dell’incredibile, se si considera che quella stessa notizia fu data in anteprima dal sito web www.gioianet.it, con un articolo dal titolo: “Un paese soffocato dalle mini discariche a cielo aperto”, corredato da diversi contributi fotografici.
 
Una notizia pubblicata esattamente il 1° novembre, quindi ben 13 giorni prima della loro. Per cui ci si chiede, considerando ciò, perché prendersi, oltre alla notizia, anche i meriti dei risultati, e non sarebbe la prima volta, che la denuncia di questo episodio ha determinato?
 
Come fanno ad essere così sicuri sia stato merito loro e non di altri? E che dire delle decine e decine di denunce sulla presenza nel nostro territorio di altrettante minidiscariche a cielo aperto, fatte dalla locale sezione di Legambiente? Avranno pure sortito degli effetti, o anche quelli sono da considerarsi merito loro?
 
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” dicembre 2010

Una girandola di spese da capogiro

12 gennaio 2011 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

Sul numero Diciannove, del mese di Agosto III, del periodico “Gioia Oggi”, nel leggere l’intervista rilasciata dall’assessore ai lavori Pubblici, Sante Celiberti, inserita in un articolo dal titolo “Celiberti: Longo assomiglia al primo Povia”, a firma di Patrizia Nettis, non possiamo fare a meno di preoccuparci per quanto affermato dall’assessore in merito ai costi sostenuti per “la pitturazione della san Filippo Neri”.
 
Operazione costata, a suo dire, “30 mila euro”. Ma non si era detto che per la sua completa pitturazione erano stati previsti 20.507,80 euro, come da determinazione di spesa n.760 del 23/07/2010?
 
Una pitturazione, ancora oggi, non completata, se si considera che la parte retrostante non è stata ancora interessata dai lavori, iniziati e velocemente conclusi prima dell’inaugurazione della statua di San Filippo.
 
Per caso si devono aspettare altri 47 anni per la sua conclusione o la ditta è in attesa dello stanziamento dei rimanenti 10 mila euro da lui inconsciamente anticipati nell’intervista?
 
Oppure c’è una girandola, intorno a lui, di cifre spese per opere di scarsa utilità pubblica, o perlomeno piuttosto spropositate ai risultati ottenuti (quasi 60 mila per le panche di via Garibaldi, 25 mila per la fontana di Piazza dalla Chiesa, 28 mila per la statua, 37 mila per i gazebo in piazza, quasi 100 mila per i lavori alla scuola Mazzini, oltre 11 mila per il giardino piazza Umberto I, 100 mila per il pulmino per il trasporto dei disabili, 80 mila per la sagra della mozzarella, 25 mila per l’estate dei bambini, 90 mila per la manutenzione del teatro, 140 mila per la videosorveglianza, oltre ad un ulteriore congruo numero di migliaia di euro per la buona riuscita di Gioia/Fiera, su cui aleggia, ad oggi, un grande punto interrogativo), tali da fargli perdere il conto?
 
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” ottobre 2010

La gru della discordia, agevolato il costruttore?

10 dicembre 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

Leggendo il numero Venti, del mese di Settembre I, del periodico “Gioia Oggi”, siamo attratti, a pag. 3, dall’articolo dal titolo “L’anno scolastico in via Eva inizia con la… gru”, a firma di Patrizia Nettis. Un articolo in cui l’assessore ai Lavori Pubblici, Sante Celiberti, interpellato per fare luce sulla vicenda, sostiene che si tratta di “una polemica sterile”, che “non può impedire a un privato di costruire un palazzo”, che “la gru occupa lo spazio di un posto auto” e che “quindi non darà nessun fastidio per tutto il tempo che sarà lì”. Peccato che non tutti i genitori dei bambini la pensino allo stesso modo. Soprattutto nel sapere che nello staff dei professionisti interpellati dalla società costruttrice ci sono anche alcuni consiglieri comunali (Giuseppa Lenin Masi e Antonio Mancino). E “la viabilità non potrà trarne vantaggio”, solo perché si è provveduto a prendere “in comodato il terreno incolto che si trova in via Volpe”, per adibirlo “a parcheggio per gli insegnanti”, se non ci si rende conto che lo stesso spiazzo non può essere adibito a parcheggio in quanto mancante dell’uscita di sicurezza. Oltre al fatto che parte dello stesso viene utilizzato per il carico e scarico del materiale da utilizzare per la costruzione, quindi potenzialmente pericoloso per chi lo frequenta. La verità è che si è voluto agevolare la ditta costruttrice che avrebbe dovuto installare la gru proprio all’interno di quello spiazzo. Con questa scelta, infatti, non è stata costretta a noleggiare una gru con un “braccio” dal raggio più ampio, quindi necessariamente più alta e potente oltre che più costosa, rispetto a quella attualmente utilizzata. E se è vero che “non si può impedire di costruire a chi ha tutte le autorizzazioni”, è altrettanto vero che allo stesso non sono dovute tutte queste particolari agevolazioni, soprattutto se concesse a danno della collettività.


Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” ottobre 2010

Che fine ha fatto la delegazione A.N.T. di Gioia?

L’Amopuglia (Associazione Malati Oncologici Pugliesi) nata dalle ceneri dell’ANT del distretto di Monopoli, ha colonizzato ben undici paesi (Monopoli, Alberobello, Castellana Grotte, Polignano a Mare, Conversano, Putignano, Sammichele di Bari, Turi, Gioia del Colle, Locorotondo, Noci) in provincia di Bari.
L’associazione, costituitasi il 10 settembre 2009 con sede centrale a Bari, in via Carafa (presidente Titti Divella), ha praticamente fagocitato le delegazioni provinciali dell’ANT assorbendone sedi, dipendenti (56 medici, 29 infermieri e 6 psicologi) ed organizzazione.
Un’operazione svoltasi con discrezione, senza clamori o informazioni ai mass media e alla stessa utenza i cui atti, ancor oggi – a detta di alcuni pazienti – sono conservati in cartelline intestate all’ANT.
Una sorta di “ammutinamento” che, da voci di corridoio, parrebbe legato ad incarichi politici dei vertici ed al bisogno di una maggiore autonomia economica e gestionale da parte degli stessi.
Dal presidente della delegazione gioiese, dottor Michele Favale, dai soci operosi incontrati nelle piazze, intenti a raccogliere fondi con vendite di beneficenza ed iniziative varie, nessuna notizia in merito. Da un giorno all’altro la stessa sede in via Cavour ha cambiato targa ed ospitato l’Amopuglia.
Attraverso un comunicato stampa di Raffaella Pannuti si è appreso che la ASL Bari il 29 settembre 2009 ha comunicato alla Fondazione ANT la cessazione della convenzione in essere, nonostante l’ANT dal 2004 al 2008 avesse investito nel distretto di Monopoli, di cui fa parte Gioia, oltre 300mila euro per sanare costi non coperti dai contributi ASL, da quelli regionali e dalle raccolte effettuate dai volontari. La motivazione addotta? L’ASL avrebbe preso in carico il servizio, assistendo direttamente i malati.
Il fondatore del distretto ANT di Monopoli, il dottor Antonio Conversano, aveva diretto il presidio dal 1° settembre 1994 al 31 agosto 2003 e rivestito diverse cariche nel corso degli ultimi tredici anni: responsabile del Distretto di Bari dal 1° settembre 2003 al 30 aprile 2004 e delegato per la Regione Puglia dal 1° maggio 2004 al 30 settembre 2007.
Lo ritroviamo dal 18 gennaio 2010 responsabile dell’Unità Operativa di Cure Palliative di Monopoli e referente della ASL Bari non più per l’A.N.T. ma per l’Amopuglia.
Le finalità dell’A.M.O., nata nel ‘96 e quindi “clonate” dall’A.N.T., istituita nel ’78, vertono sull’assistenza domiciliare oncologica gratuita, vera e propria ospedalizzazione a domicilio con sostegno psicologico e sociale al paziente e ai suoi familiari, cure palliative e prestazioni medico-assistenziali idonee.
Amopuglia si avvale di un'équipe di medici, infermieri, psicologi (si vocifera la stessa “formata” dalla Fondazione ANT negli anni passati), cui si aggiunge il medico di fiducia del paziente. Il servizio fornisce sostegno psicologico e spirituale per il paziente e per i suoi familiari, specificatamente richiesto e autorizzato dal malato o dai suoi congiunti. Per ottenere l’accesso all’assistenza domiciliare oncologica – leggiamo nel sito dell’Amopuglia – è necessaria la richiesta del medico curante, cui fa seguito una visita valutativa domiciliare da parte del medico palliativista che, analizzata la cartella clinica, la situazione socio-ambientale e l’opportunità che il paziente possa essere curato a domicilio, concorda con il paziente e i suoi familiari il piano assistenziale.
Per dovere di cronaca sottolineiamo che una delle delegazioni ANT in piena operatività nel circondario è quella di Acquaviva, presieduta dal dottor Pino Nettis
Un’altra curiosità: alle cerimonie di insediamento dell’associazione, la più recente tenutasi a Sammichele, erano presenti il consigliere regionale Giammarco Surico (era anche a Gioia a febbraio, in una serata organizzata dall’Amopuglia all’aeroporto, prima delle elezioni) e il dottor Antonio Conversano, il quale tra l’altro dirige un hospice dotato di miniappartamenti per ospitare i congiunti, uno dei sogni dell’A.N.T. gioiese, quando si ipotizzava il sorgere di una struttura in convenzione per tale scopo. Chissà se tra le numerose concessioni edilizie presentate all’ufficio tecnico gioiese, vi è una richiesta per costruire in zone F una struttura analoga!
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” – Agosto 2010

Tagliato di 1000 euro il premio degli studenti

31 ottobre 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

Una brutta tegola è caduta addosso ai partecipanti al “Concorso A.A.A. inviato cercasi, il teatro e la lingua, ricompreso nel Piano di Gestione 2009/2010 del Teatro Comunale Rossini”.
Forse non tutti lo sanno ma il premio di 1.500 euro previsto dalla Delibera n. 201 del 27/10/2009 per “premiare il miglior testo di commento ad uno spettacolo della Stagione”, è stato drasticamente ridotto.
Infatti, l’Amministrazione comunale, con la Delibera di Giunta n. 124 del 22/06/2010, ha ritenuto che “sulla base del numero di alunni interessati alla partecipazione al concorso, rilevato dalla Consulta, è conveniente assegnare per la Stagione 2009-2010 la somma di € 500,00, che risulta congruente con le finalità programmatiche relative alla formazione generale degli studenti”.
E che, pertanto, “per la Stagione 2009-2010 la predetta somma non va ripartita tra i vari Istituti, bensì destinata quale unico montepremi nella misura di € 250,00, € 150,00 ed € 100,00 rispettivamente al primo, secondo e terzo classificato tra tutti i concorrenti dei vari Istituti”.
Anche per la Cultura locale, la parola d’ordine è “tagliare”. Strano però, che questi tagli riguardino sempre l’impegno degli artisti e delle associazioni locali, ora anche l’impegno degli studenti che partecipano ad un concorso fortemente voluto dall’assessore alla cultura, il sindaco Piero Longo, e mai lo stipendio o le spese dei dirigenti, dei direttori, degli amministratori, o i lauti compensi di pseudo professionisti e ditte che gravitano a qualsiasi titolo, attorno alla cultura e allo spettacolo.
Per l’Amministrazione sembrerebbe sia diventato imperativo risparmiare sui “piccoli”, salvo poi scialacquare con i “grandi” interessi. Berlucchi, Iavarone, piazza all’ombra, statua San Filippo Neri, pulizie panchine e muri (?), di piazza Pinto, strisce pedonali, vicenda parcheggi a pagamento, andate a Roma, e le migliaia di manifesti, docent!
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” – Agosto 2010

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