La plastica differenziata finisce nel termovalorizzatore?

Sito del ComuneMercoledì 2 dicembre 2009 sul sito internet del Comune di Gioia del Colle è stato pubblicato, a cura dell'Assessorato all'Ambiente, un resoconto informativo sui risultati e sulle finalità del progetto "La carta che fa la differenza".

Iniziativa condivisibile e degna di nota se non fosse che la stessa informativa risulta essere caotica e fuorviante, a tratti anche incomprensibile.

Il resoconto, infatti, pur informando che "sono stati raccolti 7.538,59 kg di carta e 852,02 kg di plastica", con annessa classifica, non indica alcun elemento per risalire alla data in cui la stessa sia stata effettuata. Riguardava l'appuntamento del 4 ottobre, dell'8 novembre o era un riepilogo complessivo?

Inoltre, pur sostenendo che, "con questo progetto si intende avviare un cambiamento e stimolare, soprattutto nelle coscienze dei ragazzi, una maggiore responsabilità ambientale"; che "obiettivo dell'Assessorato all'Ambiente è quello di sensibilizzare le famiglie e gli istituti scolastici al tema del risparmio energetico, così da poter condividere la presa di coscienza del problema energia a partire dai consumi di luce, gas e acqua in ambito domestico e scolastico"; e che "l'Amministrazione Comunale di Gioia del Colle premierà gli istituti scolastici più virtuosi, ridistribuendo, parte dei risparmi conseguiti, con l'acquisto di materiale didattico", nel resoconto finale e nella stessa classifica, sono inseriti nominativi vari, persino un'associazione, "non partecipanti alla classifica", che nulla hanno a che vedere con gli studenti o gli istituti scolastici.

E nel momento in cui, in una nota esplicativa del progetto, si evidenzia che "attraverso i termovalorizzatori, si può trasformare in energia la plastica recuperata", la richiesta di incentivare la raccolta differenziata della plastica, più che al suo recupero, a cosa è finalizzata? Alla sua totale distruzione? In quale termovalorizzatore?

E l'accordo stipulato con la Granarolo che prevedeva lo scambio di 1 litro di latte per ogni 3 kg di plastica, che fine ha fatto? Assessore, considerando che il vetro, si dice, non viene più ritirato dalla locale vetreria, può riferire dove lo stesso va a finire? E gli sforzi profusi dai cittadini nel differenziare i rifiuti, a cosa servirebbero?

Donato Stoppini

Tratto da "la Piazza" febbraio 2010

La convenzione sui parcheggi a pagamento si poteva annullare

Parcheggio a pagamentoL'aver convinto il concessionario dei parcheggi a pagamento (la Vigeura Srl di Parabita – Lecce) a ridurre gli stalli a pagamento da 592 a 376, ad adottare forme incentivanti, si fa per dire, nei confronti dei residenti, ma non dei commercianti, o l'averlo dissuaso dall'intraprendere un'azione legale contro l'Ente per presunte inadempienze contrattuali, di fronte alla possibilità di una risoluzione ipso-iure del contratto per inadempienze contrattuali certe, non da parte dell'Ente, come era stato a più riprese e più volte precisato dal sindaco Piero Longo e dall'assessore Tommaso Donvito, bensì, dello stesso concessionario, può essere considerata una vittoria di cui fregiarsi o una sonora sconfitta?

Come mai i nostri amministratori, sindaco e assessore al traffico in testa, non si sono chiesti il perché la società Vigeura abbia rinunciato così facilmente ad intascare 1.200.000 euro per una presunta ma mai divulgata richiesta di risarcimento danni? Se la società era così convinta di aver ragione, perché ha accettato, senza battere ciglio e senza un valido motivo, di ridurre il numero dei parcheggi a pagamento di quasi il 40 per cento?

Solo per fare un favore al nostro sindaco, per autolesionismo, perché era in vena di fare regali o perché sapeva benissimo di essere dalla parte del torto?

Questi stessi dubbi furono esposti, dal sottoscritto, anche nell'incontro tenutosi nella Sala De Deo il 26 novembre scorso, ma la stizzita risposta, data con la solita aria di supponenza, fu che il sottoscritto non poteva saperne più di fior, fior di avvocati (mai nominati esplicitamente) da loro consultati per studiare il caso. Si dà il caso però, che i contratti sono regolati da articoli che devono essere rispettati in toto, e non parzialmente. Anche quelli che prevedono la possibilità di risoluzione unilaterale del contratto stesso o della convenzione in essere.

Nel caso dei parcheggi a pagamento sembrerebbe non sia stato rispettato l'articolo 5 (durata della concessione), comma 4, della convenzione, sottoscritta in data 01/03/2007, che recita: "Il Comune si riserva la facoltà di risolvere il contratto per inadempienza del Concessionario del servizio, in particolare per quanto riguarda (…) la mancata rispondenza con quanto proposto in sede d'offerta …". Una offerta in cui, tra le altre condizioni oggetto di gara, la Vigeura "manifestava l'intendimento, in caso di aggiudicazione, di impiegare un numero minimo di 2 ausiliari ogni 50 posti auto", e, per quanto attiene "la manutenzione della segnaletica stradale verticale e orizzontale e dei parcometri, l'intendimento di procedervi, in caso di aggiudicazione, con cadenza trimestrale".

Stando a quanto si è visto fino ad oggi, sembrerebbe che nessuno di questi due intendimenti sia stato messo in atto. Gli ausiliari da assumere per i 139 posti auto, assegnati inizialmente, avrebbero dovuto essere, secondo quanto previsto, 5 e non 2, come in tanti avranno avuto modo di constatare personalmente. Così come le manutenzioni da effettuare sulla segnaletica, in modo particolare su quella orizzontale. Tenendo conto della data di inizio, 26 marzo 2007, e della cadenza trimestrale concordata e sottoscritta, dovevano essere 11, ne sarebbero state messe in atto solo due, forse tre. Inoltre, sempre con riferimento all'offerta, questa volta economica, era stato inserito "un ribasso percentuale sulle tariffe massime applicabili, pari al 2%".

Un ribasso che avrebbe dovuto portare la tariffa da 60 a 59 centesimi, come precisato nell'ordinanza n. 32 del 22 marzo 2007, ma mai realmente e materialmente applicato, in quanto i parcometri installati non prevedevano, e non prevedono tutt'ora, la possibilità di dare il resto. Sta di fatto però, che in sede di gara queste tre offerte hanno prodotto un punteggio aggiuntivo, 2.50 punti in più rispetto alla ditta concorrente, che ha permesso alla Vigeura Srl di aggiudicarsi la stessa gara. Inoltre, il Comune di Gioia del Colle non poteva essere considerato contrattualmente inadempiente, e ciò per diversi motivi.

Il numero degli stalli iniziali, molto al di sotto di quelli previsti, era stato concordato da entrambe le parti, così come previsto nella convenzione all'articolo 2 (norma transitoria), in cui si evidenzia che proprio in quelle aree (contrassegnate da un asterisco e riprese dalla suindicata ordinanza sindacale), "il servizio di sosta sarà effettuato a carattere di sperimentazione e successivamente (…), comunque non prima di sei mesi, l'Amministrazione provvederà ad individuare in maniera definitiva tutti gli altri posti da destinare a parcheggi a pagamento".

Una sperimentazione prevista "per la prima annualità". Se poi la stessa amministrazione non ha avuto la possibilità di attivare quanto previsto perché sfiduciata ancora prima della scadenza dell'annualità, e il Commissario Prefettizio, Claudio Palomba, abbia deciso di soprassedere in merito, non prendendo alcuna iniziativa, dando questa incombenza all'Amministrazione subentrante, tutto si può dire meno che l'Ente possa essere considerato inadempiente. Oggi, a distanza di quasi quattro anni dalla volontà espressa dal Consiglio Comunale di procedere alla realizzazione di 592 stalli a pagamento, formalizzata con deliberazione di n. 13 del 30.03.2006, a circa tre anni dalla loro effettiva istituzione, avvenuta con Ordinanza Sindacale n. 32 del 22 marzo 2007, i parcheggi a pagamento continuano a sollevare ombre e dubbi, e non solo sulla loro reale utilità. Anche l'attuale amministrazione di centro-destra, che dei parcheggi a pagamento aveva fatto un suo cavallo di battaglia elettorale, promettendo che in caso di vittoria li avrebbe eliminati, con i suoi comportamenti e le sue decisioni, questi dubbi più che diradarli continua ad alimentarli.

Soprattutto quando sostiene, a più riprese, di aver ottenuto dalla società concessionaria del "servizio" (la Vigeura S.r.l. con sede in Parabita – Lecce) delle condizioni migliorative rispetto a quanto sottoscritto nel 2007 dall'amministrazione Mastrovito. Per i residenti di queste zone, il pagamento di 1 euro e 50 centesimi al giorno, che in un anno corrispondono a circa 450 euro, può essere considerato un miglioramento o una nuova salatissima tassa? Se poi questo osannato abbonamento è valido per una sola vettura e non dà diritto ad alcun posto riservato, né tanto meno è previsto per tutti (fino ad esaurimento degli stalli previsti), che miglioramento è?

Considerando che per i commercianti delle stesse zone non è previsto alcun vantaggio concreto, perché dovrebbero convenzionarsi con la società concessionaria, rimborsando il ticket ai clienti che ne faranno richiesta? E se è vero che alla fin, fine, questo "servizio", reso ai soli cittadini-clienti per tramite dei commercianti convenzionati, che potranno richiedere il rimborso dei ticket anticipati con successiva emissione di fattura intestata alla Vigeura, allegandovi gli scontrini risarciti, sarà a costo zero, quindi con un mancato introito nelle casse della stessa società affidataria della concessione, perché si è deciso di realizzare questi nuovi stalli a pagamento? Per "intascare" dei pedaggi sicuri provenienti dagli abbonamenti dei soli residenti o perché si è già sicuri fin da ora che gran parte dei commercianti non aderirà a queste sottospecie di agevolazioni fatte passare per miglioramenti? Ma per chi? Perché il sindaco e l'assessore al traffico hanno voluto più volte "ringraziare la Vigeura per la sensibilità dimostrata attuando queste convenzioni e nell'aver recepito il suggerimento di ridurre del 50% gli stalli a pagamento", quando addirittura c'era la possibilità, se ci fosse stata la volontà politica di attuarla, di azzerarli ed eliminarli definitivamente?

Donato Stoppini

Tratto da "la Piazza" febbraio 2010

Il centro-destra inizia a “traballare”

21 novembre 2009 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ..., Politica & Società

Il Municipio di Gioia del Colle"Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine", questa potrebbe essere la chiave di lettura per quanto sta accadendo all'interno della coalizione di centro-destra. Nel numero scorso avevamo paventato e sottolineato i rischi e gli sconquassi che avrebbero potuto determinare i comportamenti assunti dal sindaco Longo nel corso della sua ultima campagna elettorale per la conquista di una poltrona alla Provincia di Bari.

Avevamo parlato di possibili fratture interne, anche nel suo stesso partito, causate dalla sua "mania (o smania?) di conquistare a tutti i costi una sempre più crescente visibilità, preludio alla conquista del potere, anche sulla pelle dei suoi stessi alleati". Non pensavamo però si arrivasse a tanto, ad una autentica rivoluzione che ha modificato il quadro politico della maggioranza.

Non tanto in termini numerici complessivi, quanto in una nuova redistribuzione dei consiglieri all'interno degli stessi partiti. Un valzer di energici scossoni rifilati all'assetto politico iniziale a cui ha dato il via lo stesso sindaco, con l'assegnazione al consigliere Federico Antonicelli, della delega all'Ambiente. Incarico che ha dato la possibilità al primo dei non eletti nel Pdl, Vito Giuseppe Longo, di prendere il suo posto e di entrare a far parte del Consiglio Comunale. Una piccola avvisaglia c'era già stata con il passaggio del presidente del consiglio comunale, Filippo Tisci, dalle fila di Alleanza per Gioia nei Popolari Liberali, determinata dalla non tanto nascosta speranza di ottenere il nullaosta per una sua candidatura alle provinciali.

Ma la goccia che ha fatto traboccare il "malcontento" generale è stata sicuramente questa nomina ad assessore, avvenuta all'indomani della decisione del sindaco di concorrere alla Provincia anche contro i suoi stessi alleati, che in tanti hanno considerato, soprattutto lo stesso Tisci, come una "ricompensa" elargita per il consistente aiuto ricevuto in campagna elettorale, fondamentale contributo alla  sua elezione a consigliere provinciale.

Una decisione che, anche grazie alle sempre più continue e dure "frizioni" interne scatenate da fondate e circostanziate accuse di aver aiutato l'elezione di Longo a consigliere provinciale anziché promuovere il proprio candidato in lizza, in meno di un mese ha costretto cinque importanti rappresentanti dei Popolari, tre consiglieri (Gallo, Dongiovanni, Mastromarino) e due assessori (Isdraele e De Benedictis) a rafforzare la lista civica Alleanza per Gioia, rompendo definitivamente quegli equilibri politici ritenuti più che solidi, almeno fino a quel momento.

Una migrazione in massa avvenuta (ironia della sorte o mero errore di valutazione?), da un partito affermato ad una lista civica, dopo che gli stessi avevano accettato di rafforzarlo con l'ingresso dello stesso Tisci, ma che sicuramente non ha debellato tutti gli strascichi polemici generati in mesi di accuse reciproche. Due episodi, strettamente legati al comportamento poco chiaro pre e post elettorale assunto dal capo della coalizione di centro-destra, che hanno generato ulteriori malesseri al suo interno.

Una sorta di effetto domino che in meno di un mese dall'ultimo episodio ha portato altri cinque consiglieri di maggioranza (Tuccillo, Mastrovito, Lamanna, Falcone e Tisci) a sottoscrivere un documento-denuncia in cui, a chiari lettere e senza mezzi termini, si accusa la giunta Longo non solo di non aver rispettato il programma elettorale ma addirittura di avere attuato una gestione della cosa pubblica fin troppo personale, dubbia e poco trasparente. Una vera e propria mozione di sfiducia nell'operato dell'amministrazione che preludeva, in caso di mancata accettazione delle loro richieste di cambiamenti e chiarimenti, alla concreta possibilità di dissociarsi da una tale attività politica perchè non riconosciuta come propria. Una mozione di sfiducia che, stante le voci di corridoio che davano per imminenti le sue dimissioni, sembrava avesse fatto breccia nell'amor proprio del sindaco.

Ma così non è stato. Anche grazie alla "complicità" della minoranza che, con un comportamento alquanto inspiegabile di attesa dello sviluppo degli eventi assunto dai propri rappresentanti, non solo non ha approfittato di questo insperato assist offerto su di un piatto d'argento dalla stessa maggioranza, ma così facendo ha dato tempo e modo alla maggioranza affinché la crisi rientrasse, almeno apparentemente. A quali condizioni ancora oggi non è dato sapere. Sta di fatto, però, che nonostante l'immobilismo (consapevole?) dei consiglieri di centrosinistra, queste fibrillazioni e divergenze all'interno della maggioranza sembrerebbe non siano state del tutto appianate.

Dei cinque iniziali consiglieri "dissidenti" solo il consigliere Falcone continua, ancora oggi, a manifestare le proprie contrarietà alle decisioni prese dalla sua stessa amministrazione, soprattutto in sede di consiglio comunale, non soltanto a parole ma anche nei fatti, facendo mancare il suo voto e abbandonando l'aula in segno di protesta. In assenza di manforte da parte di coloro che dovrebbero essere i naturali oppositori, e quindi i più titolati a farlo, fino a quando potrà resistere alle lusinghe e alle continue promesse di cambiamento assicurategli dal sindaco Longo? Questo suo comportamento è da considerare autentico, sincero, frutto di un vero malessere rinveniente dalla non accettazione di determinati comportamenti di governo poco chiari e trasparenti o, come è avvenuto per gli altri quattro suoi colleghi, velocemente accontentati e soddisfatti, un semplice quanto consueto gioco al rialzo? Qualunque sia la sua motivazione, avremo tempo e modo di appurarlo, sta di fatto che da tutta questa vicenda è venuto fuori un dato incontrovertibile: l'amministrazione Longo non è diversa da quella precedente guidata dall'ex sindaco Vito Mastrovito.

Oggi, come allora, sono bastati poco più di dodici mesi perché tutti i nodi venissero al pettine in modo forte e chiaro al punto da far non solo vacillare i convincimenti dei supporters dell'Ora si cambia, ma di far traballare sia la Giunta che l'intera coalizione di centro-destra. Riuscirà a resistere fino alla fine o crollerà miseramente al prossimo sussulto provocato da nuovi colleghi e amici "insoddisfatti"?

Donato Stoppini

Tratto da "la Piazza" ottobre 2009

Il comune (tar)tassa anche lo sport

7 novembre 2009 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ..., Politica & Società

Il Palazzetto dello Sport di Gioia del ColleSul quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno" dell' 8 settembre 2009, Andrea Mongelli, in un suo articolo dal titolo "Impianti sportivi, la bufera continua", nel ritornare sul "caso Consulta dello Sport, all'indomani delle dimissioni del presidente in carica Franco Pavone", pone l'accento sulla "volontà di questa amministrazione di comprimere i costi dello sport anche attraverso forme gestionali privatistiche degli impianti".

Una volontà alquanto strana, non tanto perchè prevede l'introduzione di un "ticket orario per l'utilizzo degli impianti", quanto per il suo importo che, come precisato dall'assessore delegato Franco Giordano, "potrebbe essere di due euro all'ora". Un ticket che porterebbe ad un risparmio di soli 5 mila euro l'anno circa, pari cioè ad 1/5 di quanto speso per il cantante Amedeo Minghi, quindi con un beneficio minimo per le casse comunali, se rapportato alla spesa sportiva totale pari a oltre 110 mila euro, ma che influirebbe negativamente sui già "fallimentari" bilanci delle società sportive, soprattutto quelle minori, che certamente non navigano nell'oro, anzi.

Visto che anche per l'assessore questo ticket è "un piccolo balzello", ci chiediamo: perché non attivarsi da subito e concretamente nell'investire "nel fotovoltaico per  ridurre i costi dell'energia elettrica", con la non remota possibilità "di ripartire alle associazioni stesse gli eventuali utili", piuttosto che istituzionalizzare il ticket per poi aspettare "tempi migliori per azzerarlo nuovamente"?

Donato Stoppini

Tratto da "la Piazza" ottobre 2009

Piano di zonizzazione elettromagnetica: cronaca di un mancato dialogo con la città

29 settembre 2009 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ..., Primo Piano, Territorio & Ambiente

Antenna in Costruzione sul Comune di Gioia del ColleAncora una volta, più che ad un civile e democratico dialogo e – perché no? – anche animato da un sano "contradditorio", il 24 settembre, alle ore 18,30, (divenute le 19,30 in attesa del sindaco Piero Longo) presso l'aula magna della sede distaccata della LUM in via P. Cassano, ha avuto luogo la tanto pubblicizzata conferenza sul piano di zonizazione elettromagnetico, ovvero una ripetitiva esposizione a senso unico per illustrare alla cittadinanza le problematiche relative alla redazione dello stesso pianio e non poteva essere diversamente, considerando che i tecnici (e i dottori, nenache a farlo apposta Gianmarco Surico, fuori programma) chiamati a relazionare erano stati scelti ed invitati dal sindaco, con interventi solo ed esclusivamente pro-amministrazione.

E il convincimento che il tutto fosse stato preventivamente organizzato a tavolino lo si è capito da alcune domande (???) poste dall'assessore all'ambiente ai vari relatori che, guarda caso, non solo rispondevano con impressionante facilità e velocità, ma anche con un immediato utilizzo di circostanziate slide. Quasi avessero letto nel pensiero del loro interlocutore e con largo anticipo. Ancora una volta, nonostante le promesse elettorali, questa amministrazione ha cercato di minimizzare se non nascondere la gravità di un serio problema, comportandosi nella stessa identica maniera della precedente che a suo tempo aveva "furiosamente" e, a questo punto devo pensare, furbescamente, condannato. Si è detto che tutto va bene, tutto è nella norma, non ci sono pericoli. Le preoccupazioni dei cittadini sono solo frutto di ignoranza, di paure o ansie psicologiche determinate dall'impatto visivo che un traliccio o una torre faro suscita per le sue dimensioni.

Senza sapere – è stato detto – che crea più danni l'esposizione domestica ai frigoriferi, alle televisioni, ai forni a microonde, ai phon, ect, ect., che ad una antenna di telefonia mobile.

Ansie e paure ingiustificate perché ingigantite, secondo il sindaco, da pseudo giornalisti male informati il cui unico scopo è quello di attaccare l'amministrazione e denigrarla con informazioni false e tendenziose, e che se avesse voluto avrebbe potuto più volte querelarli. Fino ad affermare che la loro assenza (erano ormai le nove passate) non faceva che confermare questo suo convincimento in quanto non avrebbero avuto argomentazioni per contrastare quanto rappresentato fino a quel momento.

Io però ero presente, così come Minei, reppresentante del Comitato di Via della Pace. Altrettanto, ad onor del vero, non si può dire degli esponenti della minoranza, alla stregua di numerosi altri cittadini più o meno interessati, o di giornalisti di altre testate, che si sono allontanati man mano che il tempo trascorreva. Forse perchè si era fatto tardi e pioveva, perchè c'erano le partite o perchè si erano "stancati" di ascoltare la stessa "tiritera" sempre di parte?

Un dato però è emerso forte e chiaro. Al sindaco non piace essere contraddetto, né sentirsi criticato. Eppure con questo argomento in campagna elettorale, grazie anche alle sue rassicuranti parole che una volta eletto avrebbe provveduto ad eliminare le antenne dal centro del paese, si era assicurato un bel "gruzzoletto" di voti, per cui fa male sentir dire che l'antenna telecom resterà lì dov'è. Che per spostarla, a suo dire, si spenderebbe oltre un milione di euro (????).

Spostandola in altra zona (sul demanio comunale) e magari "lottizzando" quello spazio, non ci si guadagnerebbe ed anche un bel po', se è vero come è vero che nei paraggi sorgerà l'area mercatale con tanto di parcheggi, servizi, INPS e civili abitazioni? Nessuno dei tanti ingegneri e tecnici che orbitano nel suo entourage potrebbe (ben) consigliarlo in merito?

Antenna sul torrino dell'orologio del ComunePer ora l'antenna è – a suo dire – un pesante fardello consegnatogli dalle precedenti amministrazioni difficile da "sistemare", dimenticando che di questo e di altri fardelli ne era a conoscenza fin dall'inizio, tanto da farne i suoi cavalli di battaglia elettorali, per non parlare delle opere avviate sempre dai vecchi amministratori di cui ci si fa "belli" con inaugurazioni studiate ad "hoc".

Ma quello che fa più male è l'aver constatato un radicale cambiamento di rotta del sindaco in materia, tanto da giustificare, nonostante l'evidenza dei fatti, le sue precedenti decisioni di installare nuove antenne in pieno centro, vicino a scuole, asili e palazzi. Così come è stato patetico ascoltare da un suo dirigente (UTC) che i comitati (alla faccia della democrazia) andrebbero eliminati per il semplice fatto che con le loro richieste di approfondimenti ostacolano il progresso. Ribadendo, come sostenevano anni fa Sergio Povia e Vito Mastrovito, che se si vogliono usare i telefonini, necessariamente bisogna accettare anche la presenza delle antenne. Questo è lo scotto che la tecnologia, il progresso, ci chiede di pagare.

Ma chi ha mai asserito il contrario? Quello che i comitati chiedono, compreso il sottoscritto che un tempo ne faceva parte, è di spostare, per il principio della cautela sancito dalla regione Puglia in una sua norma di qualche anno fa non di oggi, le antenne in altre zone meno sensibili, non di eliminarle. Se poi si considera che le leggi prevedono dei limiti entro cui contenere queste radiazioni, pur affermando che questo tipo di antenne non provocherebbero insorgenze di tumori e che allo stesso tempo è stato anche accertato non facciano bene, allora credo che il fine di una amministrazione, sindaco e assessore al ramo, sia quello di tutelare con ogni mezzo e ad ogni costo, il diritto alla salute dei propri cittadini, non gli interessi delle società di telefonia che "speculano" proprio sull'ignoranza in materia di tanti cittadini.

E' loro dovere difendere la salute prima di tutto dei bambini, i più sensibili, questo è accertato, a queste esposizioni, dei lavoratori e degli ammalati.

Caro sindaco, le nuove installazioni, più che difenderle a spada tratta dopo averle fatte costruire, andrebbero discusse prima di avallarle, anche in presenza di un Piano, che oggi ancora non c'è.

E la ricerca di nuovi siti più idonei a questo tipo di installazioni, ricordo a tutti che in un recente passato ne erano stati individuati alcuni, dovrebbe essere propedeutica allo spostamento di quelle esistenti, non per allocarvi di nuove, perché così facendo non si risolverebbe il problema ma lo si aggraverebbe.

E se è vero, così come è stato osservato dagli stessi tecnici chiamati a "sviscerare" il problema, che secondo gli istituti di ricerca mondiali, gli effetti negativi si potrebbero manifestare dopo decenni, così come per l'amianto, perché non prevenirli già da oggi anziché chiudere gli occhi e la mente e regalare questo pesante fardello ai familiari di chi ne rimarrà colpito?

Considerando che già dal 1997, secondo le statistiche obsolete sciorinate dagli stessi relatori, erano state accertate tre morti per tumori causati da queste irradiazioni, si dovrebbe dedurre che non è vero che non facciano male, così come è stato affermato.

Delle due l'una. Se poi si osserva, come ho avuto modo di dire nel mio troppo contrastato e contestato intervento da parte di tutti i tecnici-relatori presenti, soprattutto da sindaco, assessore e dirigente UTC, che nessun medico, dopo aver constatato un decesso per tumore, risulterebbe abbia mai verificato o verifichi quali siano state le reali cause che ne abbiano determinato l'insorgenza, allora si potrebbe facilmente dedurre che questi tre casi accertati nel lontano 1997 potrebbero essere molti di più, così come testimoniano alcune morti sospette verificatesi nei pressi del traliccio Telecom (anche di bambini), o il continuo aumento dei malesseri riscontrati in gran parte della popolazione residente nelle sue immediate vicinanze, ragazzi compresi.

Allora, dopo quanto su esposto, di chi si dovrebbe aver paura? Di chi cerca con ogni modo plausibile e democratico di difendere un suo ed altrui diritto alla salute, senza alcun interesse recondito, o di chi pur avendone i poteri, utilizza gli stessi per peggiorare la situazione contrastando ed additando chi cerca di migliorare la situazione di pericolo che qualcuno, senza rendersene conto, ha provveduto a creare o a peggiorare a dispetto delle promesse di cambiamento elargite a piene mani e a squarciagola?

Donato Stoppini

L’impianto di compostaggio a Gioia del Colle non si tocca

28 aprile 2009 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

L'impianto di compostaggio a Gioia del Colle non si tocca. Questo è quanto emerso nell'ultimo consiglio comunale convocato per il 22 pomeriggio e conclusosi in tarda nottata (l'una circa).

Quasi dieci ore di discussione per decidere il nulla.

Una scelta strategica, lo si è capito immediatamente, dettata dalla volontà di non ostacolare la corsa dei vari candidati di entrambi gli schieramenti all'accaparramento di una poltrona nel palazzo della provincia di Bari. Una decisione sofferta, soprattutto per il sindaco, che, proprio perchè più che mai deciso a scendere nell'agone elettorale e a tentare di conquistarsi un nuovo posto al sole, ha dovuto non solo ingoiare diversi bocconi amari, offertigli da parte della sua stessa maggioranza, ma anche fare violenza su se stesso per non dire quello che magari stava in quel momento pensando, fino al punto di mordersi le labbra a sangue.

Ma per questi nobili obiettivi si può fare questo ed altro. Magari astenendosi, a malincuore, su tutte le votazioni effettuate sull'argomento compostaggio si, compostaggio no, per non deludere le aspettative  e le attese dei tanti cittadini presenti che speravano in una revoca della delibera che aveva individuato Gioia del Colle come sito ideale ad ospitare l'impianto di compostaggio.

Un comportamento, quello del sindaco, ambiguo che pur non chiarendo da che parte stesse, sicuramente non con i suoi stessi alleati che hanno votato a favore dell'impianto in contrada Marchesana, con il suo chiarimento sul perchè di detta scelta, ha di fatto precisato e confermato senza ombra di dubbio, così come nella precedente delibera, di essere ancora favorevole al compostaggio, pur sostenendo che avrebbe fatto di tutto, nei prossimi giorni, per convincere i sindaci degli altri comuni dell'ATO BA5 a rivedere la scelta di considerare il nostro comune come destinatario di questo impianto.

Parole che però contrastavano con la sua preoccupazione di "non perdere la faccia" proprio con gli stessi sindaci dopo aver assicurato loro che avrebbe rispettato l'impegno preso. Soprattutto nei confronti del sindaco di Conversano, "suo intimo amico e collega", il cui paese, a suo dire, "ha già dato tanto in tema di rifiuti". Una preoccupazione acuita dalla concreta possibilità di subire una ritorsione in merito ad una eventuale "azione legale intrapresa dai responsabili dell'Ato contro il comune di Gioia del Colle".

Un modo come un altro per buttare le mani avanti fin da ora nel caso in cui, cosa che considero più che certa stante le premesse, non riuscisse a ricavare un ragno dal buco da questa sua opera di convincimento.

Una "spiegazione", la sua, con cui forse ha creduto di convincere i presenti, magari pensando anche di aver fatto una gran bella figura, ma non ne sono poi tanto sicuro.

Anche questa volta i nostri consiglieri, con l'amministrazione in testa, non hanno certamente dato un esempio di buon governo e di difesa degli interessi collettivi, anzi. A tutti i presenti è parso evidente e lampante la difesa di pochi quanto contrapposti interessi, in cui predominava una evidente contrapposizione tra PdL e Popolari Liberali, evidentemente legata alla decisione del sindaco di candidarsi anche alle prossime elezioni provinciali, che in tanti non hanno ancora metabolizzato, per non dire digerito.

Una situazione che pur evidenziando questo scontro frontale non ha però prodotto alcun effetto positivo per la città.

Come dire che il loro futuro viene prima di quello dei cittadini a cui antepongono più che mai le loro ambizioni esclusivamente personali ancor prima di quelle di partito.

E la farsa del presunto cambiamento…. continua!

Donato Stoppini

 

Piero non ha amici

24 aprile 2009 Autore: lady oscar  
Categorie: Opinione di ...

Piero Longo è su facebook, ma non ha amiciIl nostro Sindaco, inutile negarlo, è sempre stato un politico molto 2.0. Appena insediatosi, mi ricordo, fece oscurare il sito istituzionale per renderlo più "bello e trasparente".

Oggi, 21 aprile 2009, come tanti ha un suo profilo sul social network più popolare del momento: facebook.

Sono tantissimi i politici che hanno scelto questo nuovo strumento, ritenuto più efficace per comunicare con la base. Botta e risposta veloci, lessico quotidiano, gruppi che fioriscono ogni giorno per i motivi più disparati. In breve, a quanto pare, meno blog più FB.

Dicevamo, anche il nostro Sindaco ha da qualche tempo un suo profilo, ci mette la faccia con una bella foto in giacca chiara, ma purtroppo non ha amici. Neanche uno piccolo piccolo, neanche il suo più fidato sostenitore.

E' solo.

Vi dirò, un po' mi dispiace ma non mi sorprende.Mi sembra quasi un capitano solitario che naviga , a vista, in mare aperto, con una scialuppa messa male e un equipaggio non preparato alle fatiche. Probabilmente qualcuno obbietterà che l'impressione è un pò esagerata,  ma Piero non ha amici.

Sto ascoltando De Andrè, mi piace quando dice "…fermati Piero, fermati adesso lascia che il vento ti passi un po' addosso".

Provinciali: Si danza

23 marzo 2009 Autore: lady oscar  
Categorie: Opinione di ...

Mi pare che si respiri il clima dei lunghi coltelli, tra l’indifferenza della gente. A destra, non si trova l’accordo e si consumano vendette. Chi si è apparentemente allontanato dalla prima fila, consentirà la vittoria degli altri o cercherà di limitarne le ambizioni assessorili? Qualcun altro dovrà lavorare in difesa sui tentativi di “campagna acquisti” dei forzisti. I pidiellini sono galvanizzati dalle vittorie regionali in Sardegna e Abruzzo, il vantaggio psicologico è fuor di discussione, sebbene il timore per l’astensionismo non è lontano. E il Partito Democratico? Il suo vero problema è che crede poco alla vittoria, probabilmente perché è molto difficile chiedere voti dopo una voluta fine anticipata del proprio mandato. Il centro sinistra deve fare una campagna all’attacco e non chiudersi in difesa, è questo il messaggio che si deve comprendere. La gente ha bisogno di sapere per poter sperare. E’ estremamente utile che, una volta per tutte, il centro-sinistra dia una coraggiosa e condivisa “versione dei fatti” su cosa è successo nell’ottobre 2007, prima che ancora una volta gli avversari, con tutta la faziosità e l’approsimazione di cui sono capaci diano la loro interpretazione. Chi ha dato lo sfratto all’inquilino di Palazzo San Domenico, deve spiegare il perché, e non dire “abbiamo sbagliato, abbiamo capito la lezione, ora siamo tutti uniti”. Perché dovremmo crederci? Lo si era detto anche alle comunali di un anno fa e tutti sappiamo come è andata a finire: una persona perbene, che ha tutte le carte in regola per guidare un gruppo, un partito, un paese è stata supportata a tratti. Ora bisogna fare uno sforzo altrimenti avremo un’altra vittima che come la precedente non merita questo trattamento.

Meno sai e più sei

11 marzo 2009 Autore: Giuseppe Zileni  
Categorie: Opinione di ...

Chi sa fà,

Chi non sa insegna,

chi non sa insegnare insegna agli insegnanti,

chi non sa insegnare agli insegnanti fà politica

(L'eleganza del riccio di Barbery Muriel)

E' una frase di un libro di Barbery Muriel che mi ha colpito molto, cioè meno sai è più sei in alto nella graduatoria sociale della vita, soprattutto nella società italiana.

Siete daccordo ?