Montursi: un agro tutto da scoprire (seconda parte)

La popolazione rurale dell'agro di Montursi sfiora le 700 unità, disseminata negli insediamenti agricoli prospicienti i territori limitrofi di Santeramo, Castellaneta e Laterza. Negli ultimi anni il tasso di natalità è sensibilmente cresciuto, fra la popolazione rurale, determinando un trend positivo nel rapporto natalità/mortalità, rispetto a periodi di crolli vertiginosi della popolazione residente in pianta […]

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MontursiLa popolazione rurale dell'agro di Montursi sfiora le 700 unità, disseminata negli insediamenti agricoli prospicienti i territori limitrofi di Santeramo, Castellaneta e Laterza. Negli ultimi anni il tasso di natalità è sensibilmente cresciuto, fra la popolazione rurale, determinando un trend positivo nel rapporto natalità/mortalità, rispetto a periodi di crolli vertiginosi della popolazione residente in pianta stabile in campagna, come il periodo compreso fra gli anni ‘70 e gli anni '80, quando a seguito del processo mondiale d'industrializzazione, si verificò un'impetuosa migrazione verso l'abitato urbano. La speranza di vita s'attesta sulle età standard, con picchi d'individui alle soglie dell'età centenaria, rintracciabile specie fra le persone di sesso femminile.

Molto significativa l'analisi sociologico-onomastica della popolazione locale. E' coerente col territorio amministrativo, che gran parte dei ceppi familiari maschili sia attinente a gruppi familiari di chiara provenienza gioiese, tranne limitati casi d'origine santermana, nocese, putignanese. Al contrario buona parte dei ceppi familiari femminili sono invece di origine nocese (il 50%), ma anche di Martina Franca, Putignano, Mottola, Laterza e Locorotondo, con un'esigua minoranza di origine gioiese. Da un'analisi prettamente sociologico-statistica, si spiega come fino agli anni cinquanta, si era soliti sposarsi fra compaesani, salvo poi invertire la tendenza a partire dagli anni '60 e a seguire. Con le profonde mutazioni socio-economiche, apportate dal boom economico, sono sopraggiunte nuove istanze sociali; il sentimento prevalente nella cittadinanza gioiese, da parte femminile, non riteneva dignitoso lavorare e abitare in agro rurale, mettendo così in crisi anche i rapporti consolidati fra compaesani e determinando de facto questo curioso fenomeno migratorio, che ha visto materializzare la prevalenza di matrimoni con coniugi femminili forestieri, con particolare riferimento alla capitale murgiana della civiltà rurale: Noci. I contatti e i vincoli familiari con il paese dell'ordine e delle campagne curate in ogni piccolo particolare, ha comportato anche un'esportazione del modus operandi agricolo nocese anche nell'agro gioiese; emergono a prima vista le palesi differenze tra una masseria co-condotta da un massaro gioiese e da una massaia nocese, rispetto al panorama agricolo, reperibile in masserie co-condotte da massari e massaie gioiesi o santermane.

Approfondimenti, ricerche, testi
Antonio Rizzi
Attivismo Civico Frazione Montursi

ABITANTI DI MONTURSI: circa 700

CONFINI DEL TERRITORIO
Confinante con gli agri di Santeramo in Colle ad ovest (distante 12 km), Laterza a Sud (distante 13 km) e Castellaneta ad Est (distante 19 km); vede definirsi il proprio distretto rurale a nord dal bivio in cui la SP 104 GIOIA-CASTELLANETA (Via del Porto) si dirama dalla SP 15 GIOIA-LATERZA e lungo quest'ultima direttrice stradale, fino al limite provinciale (contrada Purgatorio in cui comincia l'agro di Laterza); ad ovest confina con la contrada santermana di Fullone e con il Parco della Corte (territorio d'Acquaviva delle Fonti) e ad est con la predetta via del Porto (Via vecchia per Castellaneta) e Murgia San Francesco (nota per il sito archeologico, al suo interno, consistente nei dolmen).
Alla luce degli ultimi eventi, questo territorio è divenuto un vero e proprio CUSCINETTO fra due istituendi parchi naturali: il Parco dell'Alta Murgia ed il Parco delle Gravine.

FRA TOPONOMASTICA ESATTA E CONTRADE NON NOTE
Storicamente Montursi identifica la fascia collinare, in parte ricoperta dalla pineta, in parte interessata dai rilievi definiti Toppe di Montursi (422m.s.m.), che unisce Via Vecchia Vallata alla Via del Porto. Montursi tra gli anni 50 e gli anni 70 ha assunto lo status di frazione amministrativa di Gioia, quale borgo rurale a cui erano assicurati servizi decentrati della burocrazia locale. Nella pineta sorgono, tutt'oggi, l'ex ufficio comunale, l'ex scuola rurale (costruita in epoca fascista), il monumento ai caduti della prima Guerra Mondiale e la chiesetta di San Giuseppe Lavoratore.
Giungendo da Gioia l'ordine esatto delle varie contrade che, nell'insieme definiscono il territorio di Montursi, è: contrada BOSCO, vicinale MONTURSI, contrada LAMIE NUOVE (area bar), contrada GROTTACAPRARA, contrada VALLATA, contrada MURGIA FRA GENNARO (meglio conosciuta a Gioia come Murgia e che da sola, a livello di nomea, trascina nel novero tutto il resto dell'agro lungo Laterza).

STORIA DEL TERRITORIO RURALE
Fino all'Alto Medioevo dominava la foresta decidua d'alberi a foglia coriacea (Tratto da "Storie d'erbe "di Walter Ivone) con le varietà di querce autoctone; cresciuta la pressione antropica aumentarono dissodamenti e disboscamenti per esigenze agricole; crebbe così la densità rurale con l'edificazione tra ‘700 e'800 dei complessi architettonici più monumentali:le masserie (MASSERIE DELL'AGRO DI MONTURSI PIU' NOTE:masseria BOSCO, masseria PRISCIANTELLI, masseria MARIA, masseria VALLATA, masseria PASSIATORE, masseria IAZZO NUOVO) ed i casini (residenze di campagna, vedi ad esempio quello degli Eramo meglio noto come Il Fattore). Ma fu solo nel periodo postunitario con la quotizzazione dei demani comunali che la campagna meridionale gioiese fu oggetto d'immigrazione stabile; a causa della lontananza del centro abitato (oltre 10km) l'inurbamento rurale divenne prerogativa per lo sviluppo della dicotomia delle colture gioiesi: vigneti e colture arboree da una parte e pascoli con seminativi dall'altra.
Permangono isole boscose specie nella fascia semicircolare dell'agro sud-orientale. Da notare che in quest'aree imperversò il sergente Romano coi suoi masnadieri, lasciando vivide testimonianze che riportano ai nostri tempi il fenomeno del brigantaggio. Di recente, in località Tratturo Vallone, il comitato neoborbonico gioiese, ha inaugurato una stele in onore del brigante Pasquale Domenico Romano e dei suoi temerari banditi, "a memoria della loro nobile avventura, stroncata da invasori preponderanti per numero ma non per valore" si legge sulla lapide, ivi deposta.

L'ARCHITETTURA IN PIETRA
Rientrano in questa categoria i ricoveri rustici (lamie, trulli o casedde), i muretti a secco (o pareti) e i monumentali jazzi, recinti per il bestiame (un maestoso esempio è presente su un costone della gravina di Grottacaprara). Proseguono, negli ultimi anni, incessanti opere di spietramento e dissodamento dei terreni più pietrosi.

SPUNTI DI GEOLOGIA TERRITORIALE
L'altopiano carsico qui vede dominare il terriccio rosso trasportato dalle acque meteoriche dalle alture murgiane all'epoca del Neozoico; si notano decine di LAME ossia solchi poco profondi anticamente attraversati da acqua che poi vi ristagnava; bisogna segnalare inoltre i FUNNI, depressioni del terreno non paragonabili allo spettacolo che offrono le GRAVINE, presenti in zona (la maestosa gravina del Porto ha il suo prologo in località Grottacaprara e dopo s'inarca verso il canale Iummo, in agro di Castellaneta, ora facente parte del Parco delle Gravine), dovute ad erosioni torrentizie risalenti al Pliocene. Presso Lago Savino si può far riferimento alla tipologia dei Votani, solo due a Gioia di cui uno a Vallata.

ECONOMIA AGRARIA
Nell'area considerata è l'allevamento dei bovini che la fa da padrone, alimentando in modo preponderante il settore lattiero-caseario e causando alla vista del paesaggio agricolo un'incidenza notevole del fattore antropico; equini, suini ed ovini hanno una presenza decisamente inferiore, rimarcabile talvolta in alcune nicchie produttive. Per ciò che riguarda le colture intensive, i seminativi cerealicoli e foraggieri si alternano a seconda delle esigenze mentre tra le colture arboree spiccano ulivi e a seguire ciliegi e mandorle. In quest'area la viticoltura non si è fortemente radicata.

FLORA E FAUNA
A livello arboreo dominano le querce, in particolare fragno e roverella rispetto a leccio e cerro; rovi, terebinto e biancospino accompagnano di solito la vegetazione dei muretti a secco. Pochi animali selvatici molto noti abitano quest'ecosistema, vale a dire volpi, ricci, serpenti comuni e una miriade d'uccelli tipici dei nostri cieli.

SERVIZI DI PUBBLICA UTENZA
Dal comune di Gioia del Colle: bus scolastico per gli alunni della scuola dell'obbligo; a pagamento, tramite Ditta Sabato per gli studenti delle scuole superiori.

STRUTTURE RICETTIVE
2 bed & breakfast (Masseria del Gelso Rosso e Masseria La Pineta).

 

 

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29 aprile 2007

  • Scuola di Politica

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