Lune&lunazioni di Fortunato Buttiglione

Divina luna,  "… specchio fatato" che "anticipa il corso delle cose… disvela la vita non vissuta", in grado di rigenerarsi e mutare giocando con ombre e luci, di sopravvivere alla magia del buio di una eclissi, di rivestirsi di perlacea opalescenza, venarsi di cuprei rossori per poi perdersi nel nulla… Senza possedere luce, ne cattura […]

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Lune&lunazioni di Fortunato ButtiglioneDivina luna,  "… specchio fatato" che "anticipa il corso delle cose… disvela la vita non vissuta", in grado di rigenerarsi e mutare giocando con ombre e luci, di sopravvivere alla magia del buio di una eclissi, di rivestirsi di perlacea opalescenza, venarsi di cuprei rossori per poi perdersi nel nulla… Senza possedere luce, ne cattura l'essenza e la rifrange in pulviscolare dissolvenza… la stessa che il poeta imprigiona nei suoi versi, cesellati con artistica perspicacia "nella quiete rigeneratrice… nuda essenza dei silenzi ritrovati". Ossimori e sinestesie puntellano audaci architetture poetiche, lastricate da una raffinata sintassi. Accanto ad eleganti "ogive" elegiache, danzano versi liberi impreziositi da un melodico e ricercato intercalare. Nell'apparentemente semplicità concettuale pulsano appassionate e suggestive emozioni, incrinano la logica ma non turbano gli equilibri semantici, fortificati da vivide ed armoniche cromie stilistiche.

Fortunato Buttiglione fotografa e frammenta gli scenari dello spirito in angolazioni e geometrie inusuali, per poi ricomporli nella luce lunare della condivisione, al riverbero di più intime riflessioni "…smarrirà l'ardore dei sogni nei reiterati assedi falliti ad ogni calar di luna…". Umori,  profumi, sapori, turbati aneliti di una feconda di umanità, si elevano verso il muliebre specchio lunare, cercano riverberi divini nella sua selenica luminescenza, ne invocano l'attenzione tentando di sottrarsi allo scintillante sguardo di Ishtar, "…perchè si compia il prodigio di questo eterno oggi…". Può la luna raccordare cielo e terra? Può divenire guado verso l'infinito? Il poeta la cerca, ne oggettiva il ruolo, assoggettandola alle umane passioni. Le sue lunazioni, granelli di sabbia nella clessidra della storia, scandiscono l'introspettiva ritmicità dei versi, un brivido di eternità ne increspa le dissolventi dissonanze, pronto ad arrendersi, a spegnersi sulla battigia dell'incanto.

"Lune&lunazioni", "viaggio iniziatico" sulle note degli archi di Pacheldel, in un insolito eppur indovinato contesto, Uèffilo. Tanti amici all'ascolto dei versi "narrati" con rara, appassionata maestria dalle voci inebrianti di Tommaso Procino e Laura Colaninno. Ad intervallare le declamazioni, dopo un "preludio" alle percussioni con Tommaso Lillo,  le surreali, prodigiose note di Roberto Re David, maestro di suggestioni. Trattenendo le corde del piano e scacciando le note dai tasti in cinestetiche, ipnotiche movenze, scandisce il ritmo su cui danzano le abili mani di Mario Pugliese, pronto a riproporre le illustrazioni ispirate dalle liriche lunari, in uno "stralunato, esasperato archetipo visionario".

Lino Angiuli, poeta-editore di "Gelsorosso", ispirato dal connubio "poesia – figurazioni" ha ideato una nuova collana: "Bisegni", sintesi  e "cifra" di un affascinante ibridismo, di una commistione di arti cui affiancare un supporto multimediale. Per l'editore, contagiato dall'atmosfera di Uèffilo,  "sia il vino che la poesia inebriano, escono dagli schemi… la poesia è una porta girevole tra realtà e fantasia, se non si riesce ad uscirne, si rischia la follia. Occorre marcare il territorio dando voce ai nostri poeti". Un'esortazione accolta e condivisa da Donato Paradiso, secondo cui "le poesie di Fortunato creano emozioni da leggere su un doppio livello."

"La clessidra infranta"e "L'eredità del sale", da riscoprire alla luce di "Lune&lunazioni", sono una splendida trilogia di alta poetica, un sortilegio in cui "l'elisione del tempo vanifica le profezie, aggira gli agguati del tedio… rimuove l'eclissi dei ricordi…"

Dalila Bellacicco

(da: La Piazza  – Gioia del Colle – Dicembre 2007)

 

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4 gennaio 2008

  • Scuola di Politica

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