Le masserie di Gioia Parte II

Masseria Rosati a Parco Busciglio   La masseria, che si estende in senso latitudinale,  è caratterizzata da  un arcone che permette l’ingresso alla corte interna. Un tempo era fortificata, come testimoniava la presenza di un piombatoio sovrastante la grande porta d'accesso. Intorno al cortile si accentra tutta la costruzione con porte e finestre e la cappella. […]

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Masseria Rosati a Parco Busciglio
 
La masseria, che si estende in senso latitudinale,  è caratterizzata da  un arcone che permette l’ingresso alla corte massrosatiinterna. Un tempo era fortificata, come testimoniava la presenza di un piombatoio sovrastante la grande porta d'accesso. Intorno al cortile si accentra tutta la costruzione con porte e finestre e la cappella.

Le strutture di tutto il complesso denunciano una datazione più antica rispetto alla chiesetta; questa, è interna alla corte, unico esempio fra tutte le masserie gioiesi, caso abbastanza raro anche per le tipologie delle masserie della Puglia. Sulla sua facciata si legge la data del 1788, probabile l'anno della sua costruzione. 
Questo complesso architettonico rurale rappresenta il modello della massseria tradizionale, realizzata prima dell’utilizzo delle nuove tecniche edilizie delle odierne case coloniche che hanno portato alla sostituzione  della civiltà dell'arco e della volta, della pietra e della calce  con la tecnica dei solai.

All’esterno si trova una cisterna, rialzata rispetto al livello di calpestio, per la raccolta dell'acqua piovana. L'ingresso  presenta sul lato sinistro una serie di costruzioni basse, che erano utilizzate come depositi o stalle, mentre balza subito all'occhio la costruzione su due piani, con un grande portone laterale d'ingresso  e una elegante bifora al primo piano. Altri ambienti sono presenti sul lato destro del prospetto.  

Masseria Eramo a Marzagaglia 

Questa masseria ci ricorda il tipo di masserie fortificate, costruite soprattutto nella seconda metà dell'Ottocento, epoca in cui nelle nostre contrade imperversava il brigantaggio.
 Infatti appare nel suo complesso come una costruzione massiccia che colpisce per una base o zoccolatura di bugnato calcareo, interrotta dalla presenza di un unico ingresso.
All'esterno vi è una piscina, che raccoglie l'acqua piovana, con copertura a spiovente in pietra e rialzata rispetto al suolo.

La masseria si snoda su due livelli; quello inferiore presenta robuste lastre calcaree a bugnato sul prospetto e un'apertura centrale ad arco e quattro piccole finestre, mentre il piano superiore  presenta una finestra-balcone sul portone  ed altre sei finestre. Alcuni elementi architettonici decorativi presenti al livello della copertura agli angoli e nella parte centrale della costruzione conferiscono alla masseria un tono di eleganza e di possanza.

Masseria Soria

E' sicuramente una delle masserie più signorili. Si trova sulla via per Marzagaglia.masssoria
La facciata principale  è nei pressi del recinto della chiesa, chiusa da un muretto a merlature. La masseria  edificata  nella seconda metà dell'Ottocento mostra tracce sia del gusto medievaleggiante del tempo che dello stile neogotico.

Appare come un piccolo castello che presenta al suo interno un cortile che funge da corte.  Si accede  alla corte e all'abitazione del massaro attraverso un arco a sesto acuto.

La facciata principale  si innalza su due livelli  con aperture sui due piani. Il tetto è caratterizzato dalla presenza di merlature.

L'elemento architettonico che però balza subito alla vista è l'arco centrale a tutto sesto che immette nei locali a piano terra, sul quale si  innalza una doppia scalinata esterna con loggetta con parapetto in pietra traforata. Sulla sommità della scalinata si apre una finta bifora di stile neogotico che la circonda, attraverso la quale si accede agli ambienti del primo piano e cioè all'ingresso dell'abitazione padronale.

Masseria D’Aprile in contrada Lama delle Vigne    
            
massdaprileLa masseria, unico esempio tra quelle presenti nel territorio gioiese di costruzione con un  originario impianto settecentesco, si sviluppa  intorno alla corte centrale. Sul portone d'ingresso, sormontato dal campanile a vela, è incisa la data  1838 che si riferisce, forse,  al completamento dell'edificio originario. Nella volta a botte del vano d'ingresso è presente un'apertura, che è in comunicazione con il terrazzo sovrastante,  che era utilizzata dal massaro per la cernitura  del grano. 
Una lapide, che  un tempo era presente sulla facciata della chiesa, riporta la data 1788.

Il primo proprietario fu un certo Milano. Nell'Ottocento fu acquistata da  Giacomo D'Aprile; dal suo nome ancora oggi viene spesso indicata come masseria don Giacomo. 

Presenta un recinto all'aperto per il bestiame, formato da uno spesso muro a secco nel quale sono state ricavate arcate sovrapposte adibite a mangiatoia.

Masseria La Torre in contrada San Donato 

L'impianto della masseria segue la tipologia edilizia in uso nel settecento. Attraverso un arco si entra nella corte. masstorreFino all'Ottocento, costituiva uno dei beni del Reale Albergo dei Poveri di Napoli.
La masseria  è dotata di una chiesa, che si sviluppa all'interno della corte, anche se il suo ingresso è collocato all'esterno della stessa.

Masseria Bosco in contrada Bosco              
Una  lapide apposta sulla facciata della chiesa riporta la data del 1804, presumibile anno della sua edificazione. 
E' una modesta masseria con il piano terra adibito a depositi e locali vari, mentre al primo piano vi erano le abitazioni. Presentava una corte interna, in parte distrutta, a cui si accedeva attraverso un grande arco. Sul fianco laterale della corte vi è un grande capannone, il cosiddetto lamione, di recente riadattato.

Masseria Il Fattore a contrada Parco La Mandra           

La masseria fu costruita nel 1819, come risulta dalla data incisa sull'arco del portone d'ingresso. E' appartenuta fino ai primi anni del Novecento alla famiglia Eramo.

Presenta l'impostazione classica della masseria pugliese: una corte-cortile interna su cui si affacciano le stalle, i locali di deposito e l'abitazione del massaro a piano terra e l'abitazione del padrone al primo piano.massfattore

Manca la chiesa, anche se si presume che la piccola costruzione a lamia datata 1872, quasi adiacente le colonne del cancello d'ingresso della strada, svolgesse la funzione di cappella votiva.

Nella lunetta sovrastante il portone d'ingresso su una lamiera di ferro è dipinta la Madonna del Carmine a ricordo del passaggio del Sergente Romano e della sua truppa dalla masseria, avvenuto il 16 luglio 1861. La lunetta originale, perduta o distrutta, sembra sia stata dipinta dal pittore gioiese Francesco Romano. Sul fianco laterale della costruzione, lungo un vialetto colonnato si sviluppa un atrietto, dove è possibile ammirare un sedile in pietra. Un fregio scolpito nella pietra dell'architrave dell'ingresso ricorda che don Diego Eramo provvide ad  abbellirla nel 1863. 
Davanti all'ingresso vi è un'aia. La facciata bicolore presenta due piani: quello inferiore  è rivestito in pietra a bugnato color marrone, quella superiore è di colore bianco.

Al piano terra c'è un portone centrale ad arco con lunetta sull'architrave e quattro piccole apertura, segno che quegli ambienti erano utilizzati come deposito, mentre la parte superiore presenta una finestra centrale ampia e  sei finestre più piccole.

Sul tetto ai quattro lati e nelle parti centrali dei decori architettonici triangolari si possono osservare pinnacoli che conferiscono alla costruzione un ruolo di difesa.

Masseria San Pietro in contrada San Pietro          

La masseria appartenne alla famiglia Soria fino ai primi decenni del Novecento. Sull'arco di uno dei masssanpietroportoni d'ingresso alle rimesse è riportata l'iscrizione: A.S. N. MDCCCXXXIV T.S.E. Quella data, il 1834 starebbe ad indicare l'anno della costruzione  voluta da Teodorico Soria.

La masseria era fortificata per mezzo di vari elementi difensivi. Sull'angolo destro della facciata principale e sul retro della costruzione sono visibili le sajettere, corpi aggettanti che presentano feritoie ad uso di difesa.

Sulla scalinata interna un pianerottolo in legno a forma di ponte levatoio serviva a difendere l'abitazione del padrone da eventuali assalti di nemici.

Tutta la tipologia costruttiva conferma lo scopo difensivo della costruzione:  un edificio su due livelli con una porta più grande al piano terra e una serie di porte più piccole, che permettono l'accesso ai depositi o alle stanze dei coloni. Finestre più ampie al primo piano denotano la funzione di quegli ambienti come abitazione del padrone. 
La masseria è dotata di una piccola chiesa.

Masseria Vallata in contrada Vallata              

massvallataLa costruzione probabilmente risale alla seconda metà dell’Ottocento.  

Presenta un unico corpo di fabbrica, al centro del quale  spicca un torrino merlato, con funzione di difesa. Sulla facciata principale si può ammirare un balcone con una balaustra.

La masseria nel corso degli anni è stata oggetto di rimaneggiamenti e ristrutturazioni che ne hanno alterato il primitivo impianto.

La masseria è dotata di una  chiesa, che  si sviluppa esternamente  alla costruzione.

Masseria Gonnella a Canale Frassineto            

E' una costruzione recente, risalente al principio del Novecento, sita ai piedi della collina di Monte Sannace. Presenta la consueta distribuzione razionale degli ambienti di una masseria: depositi e  locali per gli animali al pianterreno e locali adibiti ad abitazione distribuiti al primo piano.

Tutta la costruzione si segnala subito  per l'eleganza geometrica dei suoi volumi quadrangolari e per la distribuzione della luce, accentuata dalle superfici lisce ricoperte dalla  bianca calce.
E' una costruzione irregolare che si estende su vari  livelli di diversa altezza.

Masseria Cocevole in contrada Cocevoli            
 
E’ ubicata in Contrada Cocevoli,  sul lato sud della provinciale per Santeramo.

Altre costruzioni, in prossimità del paese, sono di più recente costruzione, rispetto alle masserie. Esse si possono considerare Ville signorili. Tra queste si possono citare: –
– Villa Carano
– Villa Cassano
– Villa Indellicati
– Villa Pagano
– Villa Colombo
– Villa Soria

©  E’ consentito l’utilizzo del contenuto di questo articolo per soli fini non commerciali, citando la fonte e il nome dell’autore.

 
Le fotografie sono tratte da : Agrodolce – masserie a Gioia del Colle di Franco Marvulli – Foglio d'Identità Territorale – Comune di Gioia del Colle – Assessorato alla Cultura – 1998.

Foto di : Nunzio Ponte

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21 dicembre 2010

  • Scuola di Politica

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