Le Chiese rurali Parte II

Altre chiese rurali, di minore importanza e dimensione, meno ricche di arredi, sono presenti nell'agro gioiese, a riprova della vocazione agricola del nostro territorio e del fatto che una notevole parte della popolazione era dedita alle attività del settore primario e quindi legata alla coltivazione della terra e alla residenza rurale. Alcune di queste chiese […]

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Altre chiese rurali, di minore importanza e dimensione, meno ricche di arredi, sono presenti nell'agro gioiese, a riprova della vocazione agricola del nostro territorio e del fatto che una notevole parte della popolazione era dedita alle attività del settore primario e quindi legata alla coltivazione della terra e alla residenza rurale.

Alcune di queste chiese sono indicate con il nome del Santo che vi si venera, altre prendono la denominazione dalla famiglia che ne era originariamente proprietaria.

Chiesetta Sacra Famiglia

cappellanardulliLa chiesetta denominata Sacra Famiglia sorge poco distante dalla via che porta a Laterza. Si trova a circa 3 chilometri dal centro abitato di Gioia. Fa parte di una grande masseria, quella della famiglia Soria in contrada Marzagaglia, ma è situata all'esterno del complesso edilizio. La sua fondazione risale all'anno 1761. In quel tempo i padroni erano Laurentame Maria e Nardelli Francesco. Le ultime messe si sono celebrate in questa Chiesetta sino alla fine del  1800. Prima dello sviluppo urbanistico di Gioia, i contadini del quartiere, all'alba, si recavano alla Chiesetta per partecipare alla messa, prima di avviarsi al  duro lavoro dei campi. Attualmente la chiesetta non è in buone condizioni.

sacrafamigliaaltareDue lapidi presenti su una facciata della chiesetta riportano le seguenti  due iscrizioni.

Insieme al retaggio degli avi illustri che intesero ogni fortuna non mai disgiunta dal favore divino Cesare di Leonardo Soria volle conservare con assidua e ansiosa cura questo oratorio campestre all'esercizio della pietà, al conforto della preghiera

Ed oltre al retaggio antico con tenace abnegazione serbato intatto egli lasciò il patrimonio prezioso delle virtù sue di cittadino, di magistrato, dipadre esemplare. I figli riconoscenti questo ricordo alla venerata memoria dell'amatissimo padre posero nel XIV anniversario della morte di lui XIV marzo MCMXIV.

Degno discendente dell'illustre Casata Leonardo Soria fu Cesare deceduto il VI ottobre MCML conservò con gelosa cura il patrimonio dei suoi predecessori facendo di questo rifugio di pace il luogo amato e desiato per il riposo dello spirito e del corpo alle diuturne fatiche del Foro cui Egli dedicò con spirito di dovere e di abnegazione tutta la sua vita. La moglie Rosa Susca di Pietrantonio a ricordo del suo amato consorte volle con questa lapide esternargli il suo imperituro affetto VI ottobre MCMLIII.

Chiesetta Maria SS. Addolorata

La chiesetta fu fondata nel 1876 in onore della Madonna  Addolorata da parte dei coniugi Giovanni D'Eramo ed Eleonora Martinelli. E'  affiancata da alcune abitazioni, tra le quali vi è la  villa appartenente alla famiglia Perniola.  Il suo stato attuale è buono. Entrando, a sinistra, si trova il confessionale; a destra, è presente un'acquasantiera. L'altare, di stile romanico pugliese, è privo della pietra santa, o perché distrutta, oppure perché sottratta  da quaslche militare durante la  guerra. I muri perimetrali sono in discrete condizioni, mentre il soffitto presenta sgretolamenti, causati dall'umidità. Alle pareti sono appesi alcuni quadri, che presentano alcune  lettere latine. Nella chiesetta non si celebra la messa da  qualche decennio. Attualmente è adibita a deposito di attrezzi agricoli.

Chiesetta D'Aprile

cappelladaprileE' una delle tante chiesette rurali, che sono state abbandonate a seguito dello sviluppo urbanistico di Gioia. Sorge a circa 5 chilometri dal centro abitato al centro di una vasta distesa, presso la via di Turi, seminascosta dalla grande masseria a cui appartiene, insieme ad  un'altra costruzione che l'affianca, una cantina o distilleria, che probabilmente fu aggiunta in seguito.

La fondazione di questa Cappella chiesetta risale all'anno 1788. Sulla facciata della chiesa, infatti, era presente la seguente iscrizione, che è stata rimossa a seguito di atti sacrileghi perpetrati nei confronti dell'edificio sacro: Ferdinando IV annuente sine asyli iure Paschalis Milano fecit A. D. MDCCLXXXVIII ( con l'assenso di Ferdinando IV senza diritto di asilo Pasquale Milano costruì nell'anno del Signore 1788 ).

Da ciò veniamo a conoscenza che il primo proprietario fu P. Milano. Nel Novecento divenne proprietà di Giacomo D'Aprile, che provvide a restaurarla; per questo motivo viene indicata anche come proprietà della Masseria Don Giacomo. Sul portone d'ingresso della masseria, che è sormontato da un campanile a vela, è presente la data 1838, data presumibile  del completamento della struttura settecentesca della chiesetta.

La facciata, semplice nel suo sviluppo, e delimitata da due lesene con capitelli piatti, si innalza con una forma a campana che a sua volta termina con una voluta, simile ad un trullo con copertura ribassata. Questo elemento decorativo richiama lo stile tardo rorocò. Architettonicamente il prospetto è scandito in senso verticale da quattro elementi sovrapposti: la porta d'ingresso, una finestra ad occhio, un'edicola e un pinnacolo. Non è adibita al culto da molti anni, e ciò lo dimostra il suo stato attuale dell'edificio, che  nella parte frontale  presenta delle lesioni.

All'interno era presente un  bassorilievo in pietra, che  aveva inciso sulla cornice la data 1889. L'altare è scolpito in pietra in stile romanico. Attualmente è adibita a pagliaio. Inizialmente il tetto era costituito da pietre piatte, che ancora oggi sono presenti nelle pareti laterali, ma, in seguito a lavori di restauro, la parte centrale di esso fu ricoperto di tegole.

Da 50 anni non si celebra più il rito religioso ed attualmente è adibita a fienile.

Chiesetta Rosati a Parco Busciglio

La chiesetta Rosati sorge presso la via che conduce a Santeramo, a 5 chilometri circa dal paese. Essa è situata su un territorio pianeggiante e affiancata da due masserie. Sulla parete frontale, a sinistra, vi è una grande finestra. Sulla facciata si legge la data del 1788.

Sull'altare, di struttura alquanto semplice, sono posti candelieri e portafiori. In un apposito cassetto sono custoditi alcuni arredi sacri, come la Bibbia e uncalice. Presso la parete laterale destra vi è il confessionale e il presbiterio. Un bellissimo quadro, raffigurante la Vergine Maria Addolorata, adorna la facciata opposta all'ingresso. La messa veniva celebrata circa 5 volte l'anno. Gli abitanti dei paraggi si occupano per mantenere in condizioni accoglienti la chiesetta.  E' priva di campanile e anche di campana. La costruzione della chiesetta si deve alla famiglia Rosati, dalla quale prende la denominazione.

A differenza della altre chiese rurali questa è ubicata nella parte interna della corte della masseria padronale.

Cappella Nardulli- Milano

cappellanardulliSi trova sulla via provinciale per Laterza. E' una chiesetta semplice nella sua struttura. Si potrebbe scambiare per una casa colonica , a causa della facciata semplice costruita in tufo. Al di sopra della porta d'ingresso vi è una lunetta parzialmente murata che lascia spazio ad una piccola apertura. La parte superiore presenta un tetto spiovente con in cima una piccola croce. Sul lato destro della facciata è presente un piccolo campanile con quattro aperture ogivali nei quattro lati. Un piccolo cortile, delimitato da una recinzione in tufo intercalata da alcune colonne e chiuso da un cancello metallico, funge da sagrato della cappella.

Chiesetta Soria

A circa 8 Km dall'abitato, sulla strada per cappellasoriaCastellaneta, in contrada Marzagaglia, si trova la Cappella Soria, circondata da una fitta vegetazione e  da uno stretto recinto di pietra. L'interno è conservato con molta cura. Sull'altare il muro è decorato con immagini di angioletti in volo. Fino al febbraio 1958 la messa si celebrava ogni domenica. Le ultime messe si sono celebrate nel maggio 1961. La chiesa è inserita all'interno del recinto dell'omonima  Masseria di cui fa parte. La facciata presenta una mensola sporgente sull'architrave della porta d'ingresso, un'apertura a forma di croce e sul tetto un artistico campanile a vela con contrafforti laterali  e con una campana e una croce.

Di fronte all'ingresso è posizionato l'altare, che è affiancato, a sinistra, da due lapidi e, a destra, da una. Sulle lapidi vi sono delle significative iscrizioni.

La prima riporta: Insieme al retaggio degli avi illustri che intesero ogni fortuna non mai disgiunta dal favore divino Cesare di Leonardo Soria volle conservare con assidua e ansiosa cura questo oratorio campestre all'esercizio della pietà, al conforto della preghiera. Ed oltre il retaggio antico con tenace abnegazione serbato intatto egli lasciò il patrimonio prezioso delle virtù sue di cittadino, di magistrato, di padre esemplare. I figli riconoscenti questo ricordo alla venerata memoria dell'amatissimo padre posero nel XIV anniversario della morte di lui XIV marzo MCMXIV.

La seconda riporta: Degno discendente dell'illustre Casata Leonardo Soria fu Cesare deceduto il VI ottobre MCML conservò con gelosa cura il patrimonio dei suoi predecessori facendo di questo rifugio di pace il luogo amato e desiato per il riposo dello spirito e del corpo alle diuturno fatiche del Foro cui egli dedicò con spirito di dovere e di abnegazione tutta la sua vita. La moglie Rosa Susca di Pietrantonio a ricordo del suo amato consorte volle con questa lapide esternargli il suo imperituro affetto. Vi ottobre MCMLIII.

La terza  fu dedicata ad Angelina Soria, nata Chiaia, dai figli nel 1914.

L'altare, scolpito in pietra, si trova in discrete condizioni. In un dipinto è raffigurata la Sacra Famiglia. Vi sono anche una piccola statua della Madonna, semidistrutta dal tempo, sei portafiori e 5 candelieri, anch'essi in cattive condizioni. In alto, sull'altare, la parete è  decorata con immagini di angioletti in volo. Sempre in alto, sull'ingresso, vi è un dipinto della Madonna del Pozzo, custodito in un'antica e bella cornice. Fino al febbraio del 1958 la S. Messa si celebrava ogni domenica.  Le ultime messe si sono celebrate nel maggio del 1961. il 23 marzo dell'anno 1968, ad opera dei Missionari, è stata nuovamente celebrata la S. Messa.

Cappella di Vallata

cappellavallataNotizie precise sulle origini di questa Cappella non ce ne sono. Sorge all'esterno del complesso della Masseria Vallata, a circa 13 km. da Gioia, ed è tenuta in buone condizioni, anche se non è più adibita al culto. Dalla cappella è stata rimossa una campana, conservata dai proprietari, sulla quale è impressa la data 1706.

Nella parte antistante la cappella è presente un piccolo

sagrato chiuso da una muratura bassa e un cappellavalletaaltarecancello metallico. Il prospetto presenta una facciata rettangolare con porta d'ingresso sormontata da un frontone spezzato sul quale insiste un'apertura circolare. Una caratteristica unica di questa cappella è la presenza di due campanili a vela sulla parte superiore orizzontale della facciata. Senza questi elementi architettonici il piccolo edificio sacro si potrebbe tranquillamente scambiare per una casa colonica.

L'interno presenta un altare lineare ed alcuni dipinti, tra cui una Madonna e il Sacro Cuore di Gesù, e alcuni arredi sacri.

Chiesetta Villa Scozia

Si trova in contrada Mandorlamara, a circa 10 chilometri da Gioia, tra la via per Noci e quella per Taranto. La chiesa è stata ricavata in un locale che si trova a piano terra della omonima villa. Sull'architrave della porta d'ingresso è presente un decoro scolpito nella pietra, composto da motivi floreali e da una conchiglia sormontata da una croce, che racchiude l'iscrizione: AVE MARIA O.D.I.R. A.D. 1849. Al suo interno è possibile osservare un originale soppalco che dà origine ad una originale loggia-tribuna in legno, chiusa da graticci disposti a gelosia. Questa zona sopraelevata è comunicante con l'abitazione padronale per mezzo di una piccola porta, particolare che spesso ritroviamo in alcuni edifici di particolare importanza, come regge, palazzi nobiliari o conventi di qualche rilevanza.

 

Chiesetta Gigante 

masseriagiganteA circa 4 Km. chilometri dal centro abitato di Gioia, presso la via che conduce ad Acquaviva, sul lato destro della strada provinciale, sorge una piccola chiesa, appartenente alla Masseria Gigante. Essa è situata su di una collinetta verdeggiante dove un tempo i contadini conducevano a pascolare le pecore. La chiesetta non è molto grande e spaziosa.

Nonostante siano trascorsi tanti anni dalla sua fondazione ( 1700-1750 ), sia l'altare che il pulpito, l'abside e il presbiterio si trovano   in discrete condizioni.  In alto, sull'altare, vi è una croce scolpita nella pietra con apprezabile tecnica. La chiesetta è caratterizzata da archi e da volte in  stile romanico pugliese. La chiesetta è abbellita da alcuni quadri che raffigurano la passione e la morte di Gesù.

Attualmente non si celebra la messa, mentre prima dello sviluppo urbanistico di Gioia, essa era adibita al culto. E' separata dal resto delle abitazioni che costituiscono l'omonima masseria, divenuta nell'800 proprietà della famiglia Cassano. E' semplice esternamente, con la facciata che presenta una porta d'ingresso con chiusura ad arco sormontato da un oculo circolare. Il tetto spiovente e sormontato da un campanile a vela che sostiene una croce.

Il Garruba nel 1844 tra le 13 Cappelle rurali di Gioia cita anche questa di proprietà  della famiglia Gigante.

Chiesetta San Donato o Chiesetta La Torre

La chiesetta San Donato sorge a circa sei chilometri dal centro abitato di Gioia, in contrada San Donato, sulla provinciale per Matera, è situata in una verdeggiante pianura. Fa parte del complesso della Masseria La Torre, chiamata anche di San Donato, ma si trova all'esterno della corte, anche se a ridosso delle sue mura e della grande apertura che ne permette l'accesso. La costruzione ha una forma rettangolare. La facciata della chiesa è lineare; presenta una porta d'ingresso con architrave sormontata da una mensola sporgente sulla quale si apre una piccola apertura finestra chiusa da una formella traforata sulla quale sono scolpite due braccia incrociate, simbolo dell'ordine francescano, e una copertura a spiovente con una piccola croce in pietra all'incrocio degli spigoli sulla sommità del tetto. Sul lato sinistro è presente un piccolo campanile a vela. La campana è stata collocata subito dopo la costruzione della chiesetta stessa.

L'edificio sacro  è dedicato a San Donato. All'interno, infatti, in una nicchia che si trova sull'altare, in pietra grezza,  è presente una statua del Santo, contornata da due dipinti murali a tempera, raffiguranti San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova. Molto probabilmente, per la presenza di diversi elementi legati al Poverello di Assisi, fu edificata dai Francescani nell'anno 1711.

 I padroni sono i fratelli Giannico, Giovanni e Salvatore. La chiesetta non è adibita al culto. Non vi si celebra più la messa dalla fine della seconda guerra mondiale.

Cappella Villa Cassano

E' sita sulla ex  via Milano. E' una piccola cappella situata sul lato sinistro della Villa. Ha un piccolo recinto che immette all'entrata della Chiesa. Ha un portale di stile neogotico e una facciata semplice e lineare.

Cappella di Villa Celiberti

Fa parte della masseria che un tempo è appartenuta alla famiglia Eramo. Si trova sulla via di Noci, a poca distanza dal paese E' collegata alla masseria, che fu costruita nel 1866.

La facciata presenta una porta in pietra con architrave sporgente sulla quale si legge un'iscrizione che riporta appunto l'anno 1886. Presenta due piccole aperture situate su due piani sovrastanti. Sul fastigio è issata una croce metallica. Sul lato destr o è presente un elegante campanile a vela.

Cappella Torre del Capitolo

Si trova sulla Strada extraurbana Le Reni.

Cappella di Monte

E' localizzata nel tratto iniziale di via Vicinale del Monte.

Cappella San Domenico

Si trova lungo l'estramurale Impiso.

Cappella di Vero Zelo

Si trova sul lato sinistro del Cimitero; è ridotta a un rudere.

Da  alcuni documenti risalenti ai secoli XI e XII apprendiamo che nel territorio di Gioia erano presenti anche alcune  chiese rurali, molto più antiche di quelle attualmente presenti, i cui resti erano visibili fino all'Ottocento. Di seguito se ne danno alcuni cenni.

Chiese di San Marco

Erano due: una era ubicata in contrada Gaudella, non molto distante dalla vecchia via per Taranto e l'altra nella contrada Lama delle Vigne, nei pressi di Monte Sannace.

Chiesa di San Pietro de Sclavezzulis

Era ubicata nella omonima contrada in via Noci.

Chiesa di San Nicola de Palearis

Si trovava nella contrada Canale, la quale confina con quella di Monte Sannace.

Chiesa di Sant'Angelo

Si trovava a Monte Sannace.

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23 marzo 2010

  • Scuola di Politica

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