La Masseria Ciavea

Sulla strada provinciale per Putignano, a circa quattro chilometri da Gioia del Colle, non molto distante dal lato destro della carreggiata si scorge un'antica masseria dal  nome un po' strano: Ciavea. Da una pubblicazione edita nel 1939 da Leonardo Fanelli, dal titolo ' Varietà pugliesi di mandorle', edito per conto della Commissione per lo studio del […]

Print Friendly, PDF & Email

Sulla strada provinciale per Putignano, a circa quattro chilometri da Gioia del Colle, non molto distante dal lato destro della carreggiata si scorge un'antica masseria dal  nome un po' strano: Ciavea.

Da una pubblicazione edita nel 1939 da Leonardo Fanelli, dal titolo ' Varietà pugliesi di mandorle', edito per conto della Commissione per lo studio del miglioramento della coltura del mandorlo, Stazione agraria sperim entale di Bari, da Leonardo Fanelli, veniamo a conoscenza che  Ciavea è una varietà di mandorla  nota da oltre 50 anni nei comuni di Castellaneta, Mottola, Palagiano e Palagianello.  Non si conosce esattamente la sua provenienza, ma pare che sia stata importata dai dintorni di Bari dal signor Vito Surico, alias Ciavea, residente in Mottola. 

Proprietario originario   della masseria Ciavea era il signor Surico. Era consuetudine fino a metà del XX secolo denominare alcune famiglie locali con un soprannome legato ad un aspetto fisico o lavorativo che individuasse tale gruppo familiare. La famiglia Surico aveva come soprannome Ciavè, dal nome di una varietà di mandorle, la ciavea, che essi avevano importato e impiantato nei loro fondi e che producevano in grande quantità.

La famiglia Surico oltre a possedere terreni e una masseria nel territorio comunale gioiese  disponeva di una abitazione  a Gioia nella  strada che da essa prese il nome che attualmente continua ad avere: Ciavè.  La Masseria è il risultato di diverse fasi costruttive; il piano terra risalente al XVII secolo è caratterizzato da locali con volte a botte  in pietra e carparo gioiese, utilizzati come  stalle, depositi ed abitazione. 

La masseria,che inizialmente si  estendeva su un  solo piano, è caratterizzata da una bicromaticità ben evidente nelle murature interne. Esse infatti  presentano la base in pietra locale bianca  cui fa da continuazione una sopraelevazione con volte a botte, realizzata in carparo locale: elegante tecnica architettonica  che si può osservare anche nella costruzione delle torri del castello di Gioia.

La masseria fu oggetto di sopraelevazione per dotarla di ambienti dedicati ad abitazione dei proprietari della struttura. Il primo piano, costruito in parte agli inizi del XIX secolo, fu terminato nel 1883,  come è possibile intuire da iscrizioni presenti sui gattoni del balcone principale.

La masseria  alla fine del decennio del 1930 passò in proprietà di Francesco Pastore al ritorno dalla permanenza negli Stati Uniti d'America, che investì parte dei guadagni realizzati oltreoceano. Lo stesso  sul prospetto di alcuni locali adibiti a deposito fece costruire una edicola votiva, sormontata da una Croce, in onore del proprio santo protettore (San Francesco)  per ringraziarlo della protezione e dell'aiuto durante l'esperienza americana.  Successivamente la masseria fu acquistata dagli attuali proprietari, i signori Fiore, che l’hanno accuratamente ristrutturata, nel rispetto dell’originaria architettura,  con l'aggiunta dell'appendice di una costruzione a trullo, per trasformarla successivamente in azienda agrituristica.

L’Agriturismo Masseria Ciavea è un’Azienda Agricola Biologica, immersa nel verde della campagna gioiese, in cui si coltivano mandorli, olivi, ciliegi, cereali  e si allevano bovini e quindi si producono olio extravergine di oliva, latte, mandorle e verdure. La  masseria  con la sua caratteristica  struttura ed ubicazione, non molto distante da centri turistici suggestivi, come gli scavi di Monte Sannace e di Egnazia, le città di Matera, Gravina, Altamura, Bari, Putignano, Alberobello, Castellana Grotte, Monopoli, Martina Franca, Fasano, Ostuni, Cisternino, è dotata di  sei comodi alloggi per ospitare turisti e vanta un giardino di 1 ettaro con un'area giochi per bambini e un ristorante, dove si possono gustare le specialità locali preparate con cura seguendo le indicazioni tramandate dalla tradizione popolare, utilizzando la materia prima prodotta nell'azienda al fine di garantire qualità e genuinità.

Ritornando all’attuale denominazione della masseria ritroviamo nella storia e nelle tradizioni contadine la motivazione di tale scelta. Infatti in passato, quando la struttura era costituita da un solo livello,  il  lastrico solare della costruzione era utilizzato per il deposito delle mandorle, che, spogliate del mallo, venivano stese su di esso perché si asciugassero  al sole. A testimonianza di questa usanza ed attività si può notare, a mezza altezza di una parete del grande salone interno della masseria, un’apertura, simile alla canna fumaria di un camino e che si prolungava sul lastrico solare, dalla quale venivano calate le mandorle al termine del tempo di asciugatura.  

La zona un tempo, oltre ad essere interessata alla coltivazione della vite, era ampiamente utilizzata per la cultura di alberi di mandorle. Contrada Terzi-Liponti, posta sul lato sinistro della provinciale che porta a Noci è il sito dell'impianto del primo vitigno primitivo ed attualmente è in parte coltivato a vigneto, mentre il lato sinistro della stessa strada fa parte della contrada Amandorlamara, che ci ricorda la produzione dell’omonimo frutto, segno che da tempi antichi in quella zona abbondavano soprattutto appezzamenti di terreni con impianto di mandorleti.

Gioia è sempre stata una zona produttrice di mandorle. Il prodotto finito dava vita ad una fiorente industria in quanto era molto richiesto dai produttori di dolci del nord e costituiva una fonte di ottimo guadagno per i bilanci familiari, al punto che con tali entrate spesso si riusciva a realizzare spese straordinarie, come ristrutturazioni o modifiche di vecchie abitazioni.

Fin dopo la metà del XX secolo  a Gioia era fiorente non solo la coltivazione, ma anche il commercio delle mandorle, favorito da alcuni mediatori che le commercializzavano anche fuori dei confini regionali. La Puglia e la Sicilia da sempre sono state le due regioni maggiormente produttrici di mandorle rispettivamente con il 60% e il 30% del quantitativo totale nazionale. Il commercio di questo prodotto ha subito un incremento notevole a seguito dello sviluppo delle industrie del settore dolciario (dolci e biscotti a base di mandorla), delle bevande (latte di mandorla, prodotto tipico pugliese e sciroppi vari) e farmaceutico (olio di mandorla).

Alcune famiglie che producevano mandorle, al termine della raccolta del prezioso e salutare frutto, utilizzavano manodopera in gran parte femminile anche per due o tre mesi l’anno per la pulizia delle stesse e  per la sbucciatura, che inizialmente era effettuata manualmente, con l'ausilio del martello; in tempi più moderni si è fatto ricorso anche  a  macchine schiacciatrici.

La schiacciatura e la lavorazione delle mandorle avveniva in appositi  depositi e laboratori. Questa attività  che si protraeva così a lungo è il segno tangibile del grosso quantitativo di mandorle che il nostro territorio produceva.

I cartelli turistici posti agli ingressi di Gioia riportano la seguente iscrizione: Gioia del Colle Città Federiciana del vino primitivo e della mozzarella. Accanto a questi prodotti ne possiamo annoverare anche altri, tra cui la mandorla.

La coltivazione di mandorle nel XIX secolo nel nostro territorio rispondeva ad  una scelta ben precisa dei nostri agricoltori, che spesso alternavano a filari di vigneti filari di ulivo o di mandorlo. La motivazione era data dal fatto che occorreva garantire loro degli introiti anche quando i vigneti non avrebbero più prodotto i loro frutti; e proprio le olive e le mandorle, le cui piante sono molto più longeve rispetto alla vite, anche perché meno soggette di quella ad attacchi di parassiti, potevano supplire a quelle defezioni.

Delle mandorle, infatti,  si utilizzava non solo il frutto per svariati usi, ma  anche l’involucro ligneo esterno, che era molto richiesto sia come combustibile per i forni a le gna, sia  per ricavarne carbonella, che veniva venduta da appositi ambulanti per essere utilizzata sia per riscaldare le abitazioni prive delle moderne tecniche di riscaldamento sia per la cottura di cibi.

In Italia esistono alcune varietà tipiche, come le mandorle abruzzesi di Navelli, le mandorle arrubbia, cossa, ollu e schina de porcu della Sardegna o le mandorle di Avola siciliane.

Nello studio del 1939 il dott. Leonardo Fanelli individua in Puglia 367 varietà di mandorle ben distinte, sebbene per qualcuna non sia da escludere un'origine comune attraverso la formazione di tipi differenziatisi in ambienti lontani e diversiPoche varietà sono tenere o prèmici, dette localmente mollesi o mollesche, le altresono dure o semidure.  La cultura delle mandorle in Puglia  risale certamente a più di due millenni fa, ben prima della conquista romana.  In Puglia sono presenti  tante varietà di mandorle: quella di Toritto, le montrone, i piangent ( con buccia molto dura), l’amènele d’Acquavive ( la mandorla di Acquaviva, rotonda e più grossa delle altre qualità), i rumba sacc ( mandorle a punta, che quindi bucavano i sacchi che le contenevano), i meddèshe ( mandorle morbide e dalla buccia sottile, facili da sbucciare), i monaci, le ciavea, la amandorlamara, ecc. Nel territorio di Gioia del Colle il succitato studio  elenca le seguenti varietà: la Franciscudda, Rachele, Peppino  Lella, Montrone, Tonda, Monaco, Piangente, Caputo. 

LE  MANDORLE

Le mandorle, semi del mandorlo (Prunus dulcis), sono semi oleosi ricchi di vitamine e minerali. Aiutano a mantenere in buona salute il cuore, le arterie e le ossa, e rappresentano anche un valido rimedio naturale contro l'anemia. 

Profilo nutrizionale

Le mandorle sono un piccolo concentrato di sostanze nutritive. Una porzione da 30 gr circa contiene: 

  • Fibre: 3,5 grammi
  • Proteine: 6 grammi
  • Grassi: 14 grammi (di cui 9 monoinsaturi)
  • Carboidrati: 2,5 grammi (digeribili)
  • Vitamina E: 37% della RDI
  • Manganese: 32% della RDI
  • Magnesio: 20% della RDI

Questa piccola manciata fornisce 160 calorie circa, ma il nostro corpo riesce ad assorbirne solo il 10-15% perché parte del grasso è inaccessibile agli enzimi digestivi, come dimostrano alcune ricerche.

Costituite per il 50% da grassi monoinsaturi e polinsaturi, le mandorle sono una preziosa fonte di energia e hanno un potere calorico elevato (100 grammi di mandorle contengono 600 kcal, per questo vanno consumate con parsimonia). Le mandorle sono una preziosa riserva di vitamina E  e di sali minerali, soprattutto di magnesio, ferro e calcio. Tra i semi oleosi sono quelli che vantano il più alto contenuto di fibre (12%).

Proprietà

Le mandorle sono le regine della frutta secca: sono un vero toccasana e un prezioso contributo naturale per combattere e prevenire numerose patologie.

Grazie all'alta percentuale di grassi “buoni”, le mandorle sono tra gli alimenti anti-colesterolo più importanti  perchè abbassano il livello di colesterolo  nel sangue, contribuendo alla salute di arterie e cuore.  Sono un potente antiossidante naturale, preservano la giovinezza, la bellezza della pelle e il benessere dei capelli.
Grazie alle elevate quantità di ferro sono un buon rimedio contro l'anemia, mentre il calcio le rende preziose per la salute delle ossa.

Alcuni studi hanno inoltre dimostrato che le mandorle hanno effetti positivi su chi è affetto da diabete di tipo 2, migliorando la sensibilità verso l'insulina.

La presenza di vitamina E  combatte gli effetti dei radicali liberi, protegge dall’invecchiamento e contribuisce alla prevenzione di malattie tumorali.

Contengono anche vitamine del gruppo B, in particolare la B2 (la cui carenza comporta rischi di lesioni di bocca e occhi), fondamentali per tutte le funzioni vitali. Sono presenti anche sali minerali, come magnesio, potassio, rame, fosforo, manganese e soprattutto ferro.  Anche il contenuto in acidi grassi è rilevante, infatti le mandorle sono molto apprezzabili come alimento anticolesterolopoiché permettono all’organismo di rifornirsi di Omega 3. I fitosteroli ostacolano l’assorbimento del colesterolo.  Contengono inoltre una discreta quantità di rame, vitamina B2 (riboflavina) e fosforo e acido fitico, una sostanza che lega alcuni minerali e impedisce loro di essere assorbiti.

La ricchezza in fibre ne fa un buon lassativo naturale.

Dalle mandorle viene estratto anche un olio molto usato nella cosmesi naturale per le sue proprietà lenitive ed emollienti.  L’olio di mandorle è maggiormente utilizzato in cosmetica, ma può essere anche ad uso alimentare, con proprietà lassative. Si tratta, infatti, di un fluido ricco di vitamina E  e di antiossidanti, particolarmente adatto al trattamento preventivo e curativo delle smagliature,  poiché molto idratante ed emolliente, tanto da essere consigliato in gravidanza per nutrire la pelle ‘tirata’ dal pancione. In commercio si possono trovare creme per il corpo e per il viso a base di olio di mandorle dolci, che,  anche sui capelli e sulle unghie svolge il suo effetto benefico, agevolando la ricostituzione della fibra e donando brillantezza e luminosità. I massaggi eseguiti utilizzando questo olio rilassano corpo e mente, idratano ed elasticizzano la pelle.

Le mandorle in cucina

Le mandorle, oltre ad essere una medicina naturale, sono ottime da mangiare. Il loro uso in cucina è molto vario: vengono utilizzate per preparare torte, dolci  e biscotti fatti in casa, ma anche per preparare ricette salate. Sono molto apprezzate come snack, al naturale o tostate al forno, da spuntino in una pausa lavorativa.

Dalla macinazione delle mandorle secche decorticate, si ottiene la farina di mandorle, sostanza ricca di proteine, zuccheri e vitamina E.  Con questa si può realizzare una pasta frolla senza glutine, adatta quindi anche ai celiaci e  la stessa si presta bene per  moltissime ricette. Per la loro versatilità, le mandorle si prestano a molte golose preparazioni e usi, come torte, biscotti, Con la varietà leggermente amaragnola si preparano  i gustosi e famosi amaretti.

Alcune ricette hanno come  base importante il burro di mandorle, prodotto che si ottiene da  questa frutta secca, la quale sostanza  può sostituire il burro classico di origine animale nella preparazione di dolci e biscotti, oppure per mantecare i risotti.

Nelle regioni dell'Italia Meridionale, le mandorle sono le protagoniste di molte preparazioni gastronomiche, pensiamo ad esempio ai dolci alla pasta di mandorle o al marzapane,  chiamato anche pasta reale (quasi a voler significare che è degna della tavola di un re), tipici della Puglia e della Calabria.

Una bevanda piuttosto diffusa e preparata con questi gustosi semi è il latte di mandorla: delizioso e nutriente bevanda fresca estiva, che è perfetta come sostitutivo del latte per i neonati che soffrono di intolleranza al latte vaccino o per chi segue una dieta vegana.  Il latte di mandorla è spesso confuso con l'orzata, che invece è una bevanda dolce a base di  benzoino.

Benefici delle mandorle per il corpo 

Sono diverse le ricerche che confermano i tanti benefici delle mandorle che, se mangiate con regolarità, possono davvero rappresentare un alleato prezioso per la nostra salute. In particolare, una manciatina di mandorle al giorno dona questi risultati:

  1. Protegge le cellule dal danno ossidativo, perché ricche di antiossidanti. In particolare è lo strato marrone della pelle a contenere la quantità maggiore di antiossidanti in grado di combattere lo stress ossidativo delle cellule. Per questo motivo, le mandorle sbollentate o sbucciate non sono la scelta migliore dal punto di vista della salute. Uno studio ha scoperto che mangiare mandorle durante i pasti principali ha ridotto notevolmente alcuni marker di danno ossidativo.
  2. Tiene a bada la glicemia.  Le mandorle sono lo snack perfetto per i malati di diabete e per prevenire questa malattia, grazie all'alta percentuale di magnesio che contengono e al basso contenuto di carboidrati.
  3. Abbassa la pressione sanguigna. Le mandorle, grazie all'elevato contenuto di magnesio, sono ottime anche per le persone con ipertensione.
  4. Riduce il colesterolo cattivo Si è visto che chi le consuma regolarmente ha livelli di colesterolo più bassi e una circolazione migliore. Alcuni studi hanno dimostrato che le mandorle abbassano effettivamente l’LDL: un’analisi di 16 settimane su 65 persone con prediabete ha rilevato che una dieta che fornisce il 20% di calorie da mandorle ha abbassato i livelli di colesterolo LDL in media di 12,4 mg / dl (28).
  5. Migliora la salute della pelle e del cuore grazie all'elevato contenuto di vitamina E (le mandorle sono tra le migliori fonti al mondo) che aiuta a mantenere l'elasticità della pelle, ma, come dimostrano diversi studi, riduce anche i rischi di malattie cardiache. Inoltre, le mandorle sono ricche di Omega 3, acidi grassi essenziali preziosi per la salute del cuore e non solo.
  6. Riduce il senso di fame. Le mandorle sono a basso contenuto di carboidrati e ad alto contenuto di proteine e fibre, note entrambe per aumentare il senso di sazietà. Uno studio recente, inoltre ha dimostrato come una porzione giornaliera di mandorle riduceva significativamente la fame e il desiderio di mangiare
  7. Aiuta a perdere peso. Le mandorle contengono molti nutrienti che il nostro corpo fatica a scomporre e digerire, riuscendo ad assorbire solo il 10-15% delle loro calorie. Inoltre alcune ricerche  suggeriscono che mangiare noci, tra cui le mandorle può aumentare il metabolismo e, a causa delle loro proprietà sazianti, se aggiunte ad una dieta dimagrante efficace aiutano seriamente a perdere peso.

Uno studio di qualche anno fa ha tra l’altro notato come mangiare regolarmente frutta secca, tra cui anche le mandorle, contribuisce ad allungare la vita tenendo lontane malattie come diabete, tumore e problemi cardiovascolari.

CONTROINDICAZIONI

Anche se da quanto detto si potrebbe evincere che mangiare frutta secca, come nel nostro caso le mandorle,  può presentare solo vantaggi, non bisogna dimenticare che anche in questo caso esistono delle controindicazioni e dei casi in cui è sconsigliato cibarsene. Ad esempio nel caso in cui qualcuno  soffre di calcoli, sia renali che biliari, è necessario consumare con moderazione mandorle, frutta secca e altri alimenti ricchi di ossalati che possono peggiorare la situazione. Anche per chi soffre di herpes, le mandorle sono sconsigliate a causa  della presenza dell'aminoacido arginina che potrebbe favorire la replicazione del virus.

© E' consentito l'utilizzo del contenuto del presente articolo per soli  fini non commerciali, citando la fonte e il nome dell'autore.

 

Print Friendly, PDF & Email

1 dicembre 2018

  • Scuola di Politica

Inserisci qui il tuo Commento

Fai conoscere alla comunità la tua opinione per il post appena letto...

Per inserire un nuovo commento devi effettuare il Connettiti

- Attenzione : Per inserire commenti devi necessariamente essere registrato, se non lo sei la procedura di LOGIN ti consente di poter effettuare la registrazione istantanea.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.