La lettera di Mariantonietta per il S. Natale

E' il Santo Natale e mi fa piacere inviare a tutti i migliori auguri per un grandioso Natale ricco di emozioni, quelle vere, che fanno crescere gli uomini di buona volontà. Con l'occasione voglio riportare un articolo scritto, qualche tempo fa da Mario Giordano, che mi sembra estremamente attuale e veritiero: "Carissimo Gesù Bambino, avrei […]

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Presepe NatalizioE' il Santo Natale e mi fa piacere inviare a tutti i migliori auguri per un grandioso Natale ricco di emozioni, quelle vere, che fanno crescere gli uomini di buona volontà. Con l'occasione voglio riportare un articolo scritto, qualche tempo fa da Mario Giordano, che mi sembra estremamente attuale e veritiero:

"Carissimo Gesù Bambino, avrei voluto scriverti una lettera, come facevo tanto tempo fa, ma mi hanno detto che quest'anno alla tua festa, tu non sei stato invitato. Che Strano, eh? Ci saranno tutti: Babbo Natale, le slitte, le renne, le ghirlande, i pini, gli abeti, i nuovi paesaggi scandinavi, le cartoline elettroniche, i pupazzi che s'illuminano, i carillon di ogni forma e colore. Tutto molto bello, tutto molto allegro. Così allegro che, ci spiace molto, ma per te non c'è più posto.

Lo sappiamo benissimo che sei il festeggiato e che non si è mai vista un festa senza il festeggiato,però che ci vuoi fare? Non sai arrampicarti sui balconi come fa quel vecchio barbuto di Santa Klaus (hai visto l'ultima moda? Va fortissimo….. ). Non vesti nulla di rosso, che invece pare sia un colore molto trendy. E poi vai in giro con quel bue e quell'asinello, che in salotto non farebbero per nulla una bella figura.

Scusaci, sai, ma tu che prevedi tutto, non potevi farti riscaldare da un'iguana? Che ne so? Da una salamandra o da un armadillo? Lo so: magari non ti davano lo stesso tepore. Ma t'immagini come sarebbe stato chic? Invece niente. Le solite pecorelle, i pastori, i re magi sul cammello. Che noia. Pare che il presepe sia stato ormai bandito dagli scaffali dei grandi supermercati: non vende più, Una volta i bambini aggiungevano una statuina all'anno, raccoglievano il muschio, il cielo stellato con la carta stagnola, il cotone per fare i fiocchi di neve. Adesso, a raccontarlo, sembra l'era del paleozoico antico. Anche a scuola, il presepe è scomparso: disturba i bambini delle altre religioni. Eccome, se disturba. In fondo ha sempre disturbato tutti l'idea di un Dio che si fa bambino, no? E' più facile perseguire sull'amicizia interculturale, i progetti di sviluppo trasversale, magari studiando a fondo i riti del capodanno cinese o i precetti del Ramadan. Ma sicuro: 25 dicembre festa della bontà melting pot. Diamoci la mano, festeggiamo tutti assieme ma che non si parli di quella stalla. Al massimo di qualche stella, purché non sia cometa.

Caro Gesù Bambino, scusaci, ma ci vergogniamo un po' di te. Gli altri no, gli altri vanno orgogliosi delle loro tradizioni, che a dettarle sia la fede o la cultura.

Noi invece, ti nascondiamo. E ci illudiamo che sia possibile dialogare con le altre persone cancellando quello che noi stessi siamo stati. E che, dunque siamo.

Una volta, a Natale si mangiavano gli agnolotti e le noci, ed era una gran festa. Oggi si regala la playstation, ed è festa lo stesso. Il problema non è quello: il problema è se si dimentica il perché di una festa: dopo un po' anche la festa più bella perde senso e sapore. E' come quando si tagliano le radici ad una pianta: la pianta muore. Noi siamo un po' così, caro Gesù Bambino, piccole piante piene di buoni propositi ma con radici sempre più sottili. Ed è per questo che lasciamo fuori dalla porta la capanna. Qualcuno sente ancora una lontana nostalgia per il bue e l'asinello; tutti gli altri, invece, s'accontentano. E forse hanno ragione loro: in fondo, fra di noi, di bestie ce ne sono già abbastanza".

Mario Giordano

Ancora tanti auguri.

Mariantonietta

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25 dicembre 2007

  • Scuola di Politica

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