La Chiesa del Sacro Cuore

La Chiesa cattolica ha dedicato il mese di maggio al Cuore di Gesù e il giorno 19 dello stesso mese celebra la solennità del Sacro Cuore di Gesù. Gioia ha dedicato una chiesa a questa ricorrenza. E' probabile che essa sia stata costruita su una vecchia cappella di proprietà della famiglia Cassano. La Chiesa attuale […]

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S. CuoreLa Chiesa cattolica ha dedicato il mese di maggio al Cuore di Gesù e il giorno 19 dello stesso mese celebra la solennità del Sacro Cuore di Gesù.

Gioia ha dedicato una chiesa a questa ricorrenza. E' probabile che essa sia stata costruita su una vecchia cappella di proprietà della famiglia Cassano.

La Chiesa attuale è stata costruita tra il 1900 e il 1912 dai Padri Barnabiti, come oratorio pubblico della Casa religiosa. Nel 1919 a fianco alla Chiesa, ad opera del Padre barnabita Giovanni Semeria, fondatore dell'O.N.M.I., viene posta la prima pietra dell'Orfanotrofio per gli orfani di guerra.

La Chiesa  viene elevata a Parrocchia il 26 marzo 1932 dall'Arcivescovo di Bari Mons. Curi, che nomina come primo parroco, in data 7 gennaio 1938, don Vitangelo Dattoli. La Chiesa viene ristrutturata tra il 1965 e il 1977 ed   affidata nel 1983 ai Padri della congregazione religiosa “La Famiglia dei Discepoli”, fondata da Padre Giovanni Minozzi, che iniziano il loro ministero nel 1984.  I lavori  di ristrutturazione hanno interessato sostanzialmente la parte  relativa alla nuova impostazione prevista dalla liturgia post-conciliare: l'altare.   

La facciata a cuspide, realizzata in tufo pugliese, è scandita nel senso verticale  da una sola superficie, caratterizzata da un portone centrale che presenta stipiti con due semicolonne tonde, che reggono l'architrave e l'arco soprastante, fiancheggiate da due lesene, le quali sorreggono due baldacchini simili a nicchie rette da due colonnine che a loro volta sorreggono una copertura piramidale. La lunetta dell'arco centrale contiene un mosaico che rappresenta il Sacro Cuore di Gesù in un campo di gigli su un fondo dorato, opera dell'artista Umberto Colonna. L'arco è sormontato da  un altro arco  che si prolunga verso l'alto dando origine ad una figura triangolare che termina con  un giglio. Al di sopra dell'arco vi è una trifora con le due aperture laterali più basse di quella centrale. Segue la copertura a spiovente, con fregi tondi e 13  piccole nicchie lungo i lati spioventi ( allegoria del Cenacolo  con i dodici apostoli e Gesù). La facciata si completa con una Croce in ferro.  Nel senso orizzontale la facciata è scandita in tre livelli: la prima termina con il fregio continuo all'altezza dell'architrave della porta d'ingresso, la seconda  termina al livello della trifora, dando luogo al terzo livello nella parte superiore.

L’interno si compone di una sola navata, ai cui lati si aprono tre arcate; la prima è più piccola delle altre. Entrando, a destra, dopo il primo arco che presenta una porta per accedere  alla sagrestia, segue l'arco più grande che contiene una tela che rappresenta il Buon Pastore che ritrova la pecorella smarrita, opera  del 1944 del pittore Umberto Colonna. Nel terzo arco si trova un dipinto raffigurante San Giuseppe con Gesù Bambino, anch'esso opera del Colonna, del 1944. Una statua del Sacro Cuore di Gesù è posta nella parte terminale della navata, sotto l'arco che delimita il presbiterio.

Dal lato opposto vicino al leggio è situata un piccola statua raffigurante l'Immacolata Concezione. Nel primo piccolo arco di destra vi è una nicchia concava nella quale è inserito un fonte battesimale chiuso da una cancellata in ferro battuto. La parete è affrescata e raffigura il Battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista, che regge una Croce con un vessillo, su cui è presente la scritta Ecce Agnus Dei. Nel secondo arco a sinistra  una tela raffigura l'episodio del Figliol prodigo nell'atto di chiedere perdono al padre. Nel terzo arco a sinistra un dipinto raffigura la Madonna coronata di stelle con il Bambino Gesù; nella parte superiore della tela vi è l'iscrizione Mater Divinae Providentiae, mentre nella parte inferiore la scritta A ricordo della sua cara Maria, Umberto Colonna, Pasqua 1944. Sul lato sinistro dell’arcata centrale che immette nell’abside vi è l’ambone in marmo, su cui sono raffigurati a mosaico i simboli degli evangelisti. Attraverso due gradini si accede all’abside, nel cui catino campeggia l’immagine a mosaico del Sacro Cuore, circondato in alto lateralmente da due angeli e superiormente dal simbolo del Padre ( un Triangolo con occhio ) e dello Spirito Santo ( una Colomba ). In basso sul  lato sinistro è rappresentata una famiglia ( padre, madre e figlio ) e sul lato destro sono presenti tre donne intente al lavoro nei campi; una nell'atto di raccogliere delle pannocchie di granturco, un'altra nel portare sulle spalle un sacco pieno di cereali e l'altra nel mietere delle spighe di grano. Al centro dell’abside si eleva un altare di marmo bicromatico  dietro il quale c'è   un trono in marmo e, addossato alla parete di fondo, è posizionato un tabernacolo circolare in ottone, con la scritta IHS, circondato da lamine che conferiscono alla struttura l'aspetto di raggi di sole. Sul lato sinistro dell'abside è presente un affresco che raffigura la Madonna e Sant'Antonio in un campo di gigli, mentre sul lato destro un affresco presenta la Madonna ed il Cuore di Gesù sempre in un campo di gigli.  Sulla parete destra dell'abside una targa marmorea riporta la seguente epigrafe: Sua Eccellenza Magrassi, Arcivescovo di Bari-Bitonto ha consacrato la Chiesa e l'altare nella Parrocchia del Sacro Cuore di Gioia del Colle oggi 14 marzo 1994.

Sulle pareti laterali, in corrispondenza dei quattro grandi archi, si aprono in alto quattro bifore con vetri bianchi, divise da una colonnina al di sopra della quale in un tondo è dipinta la testa di un angioletto. Il soffitto è piatto e presenta al centro un grande rosone con motivi decorativi, teste di angioletti tutt'intorno ed un fiore nella parte centrale. Ai quattro angoli sono affrescati i quattro evangelisti. Negli angoli dell'arco che divide il luogo riservato ai fedeli dal presbiterio  sono affrescate le immagini di due santi: a destra San Paolo con la spada e l'iscrizione in greco ( Paolo Servo di Gesù Cristo Apostolo )  e a sinistra San Pietro con le chiavi in mano.

Sulla parete frontale, dopo aver varcato l'ingresso  c'è la cantoria con l'organo, alle cui spalle si può ammirare una artistica e istoriata vetrata,  divisa in tre parti,  che raffigura la scena dell’incontro di Cristo con due apostoli ad Emmaus.  Ai lati della vetrata due affreschi: sulla sinistra un personaggio biblico svegliato da un angelo ( la fuga di Elia nel deserto ) e sulla destra la scena della moltiplicazione dei pani e dei pesci da parte di Gesù. 

Nella Chiesa si possono ammirare le scene della  Via Crucis  composte da sculture in ferro battuto e profilati in ferro.

La struttura parrocchiale comprende, oltre alla chiesa intitolata al Sacro Cuore di Gesù, il Cine-Teatro “Sacro Cuore”, la cui attività prevalente è attualmente quella teatrale, la Casa Canonica e la casa di riposo “Padre Semeria”. 

La Chiesa del Sacro Cuore è fiancheggiata sul lato destro dagli uffici parrocchiali e dalla Cappella  delle Croci, detta anche Calvario, dal nome del luogo in cui morì Gesù in croce, opera della prima metà del XIX secolo, la quale è addossata  all'antica chiesetta rurale della Purificazione, nota anche come Chiesa della Candelora o di San Vito. Il fianco sinistro della facciata della Chiesa confina con la casa di riposo per anziani " Padre Semeria ".

Sul lato destro della chiesa, in prossimità dell'abside  si erge un campanile costruito in tufo. La parte che sporge dal tetto della chiesa presenta due livelli sovrapposti:quello più basso è caratterizzato dalla presenza di una bifora per lato, sovrastata da un oculo e da un arco a tutto sesto, mentre quello superiore si distingue per la presenza di una trifora, simile a quella presente sulla facciata, con la parte centrale più alta delle due aperture laterali. Le trifore dai quattro lati sono delimitate esternamente da un frontone triangolare, all'interno del quale è presente un tronco di piramide che sostiene la statua del Cuore di Gesù, che con la mano destra indica il cielo e con la sinistra indica il suo Cuore. Al livello delle trifore sono sistemate le campane.

Fino a qualche decennio fa in occasione della festa del Sacro Cuore  veniva portato in corteo un maestoso Carro sul quale era esposta una statua del Cuore di Gesù. Il carro era  abbellito da drappeggi e decorazioni floreali; su di esso prendeva posto  un gruppo di fanciulli vestiti da paggetti con le spade sguainate e un altro gruppo di bambine vestite da angioletti e disposte secondo tre categorie, dalle più piccole alle più grandi, con diverse mansioni.

Ancora oggi la popolazione gioiese chiama il quartiere in cui insiste la Chiesa con il nome rione Sacro Cuore.          

Il Comune di Gioia ha donato alla Curia di Bari un suolo, non molto distante dall'attuale Chiesa, per poter costruire una nuova Chiesa, per venire incontro alle necessità dell'accresciuto numero dei parrocchiani, dovuto all'espansione edilizia del quartiere circostante il Sacro Cuore. 

La foto della Chiesa del Sacro Cuore proviene da Gioialive.it.

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19 giugno 2009

  • Scuola di Politica

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