Il Parco Archeologico di Monte Sannace

A 5 Km, da Gioia, in una località situata tra  la strada provinciale per Turi e quella per Putignano, su un'altura che s'innalza fino a 382 metri sul l.d.m. e che prende il nome di Monte Sannace, in epoca antica fu costruita una città, tra le più importanti della Peucezia, a metà strada lungo l' itinerario […]

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A 5 Km, da Gioia, in una località situata tra  la strada provinciale per Turi e quella per Putignano, su un'altura che s'innalza fino a 382 metri sul l.d.m. e che prende il nome di Monte Sannace, in epoca antica fu costruita una città, tra le più importanti della Peucezia, a metà strada lungo l' itinerario che da Bari conduceva a Taranto, città dal nome ancora oggi sconosciuto.

I primi ritrovamenti, avvenuti in forma casuale, risalgono alla seconda metà dell' 800, mentre la prima campagna di scavi effettuata in forma regolare risale al 1929. Voluta dall'Ente Provinciale per la tutela dei monumenti in terra di Puglia, ha portato alla luce una parte della cinta muraria difensiva della città, insieme ad alcune costruzioni e sepolture. Altre campagne di scavi in epoche successive hanno portato alla luce, oltre ad insediamenti nella parte bassa della città e a nuove cinte murarie, anche la presenza di insediamenti e tombe sull'acropoli.

Sull'acropoli vengono ritrovate oltre a grandi tombe nobiliari, con affreschi policromi, anche edifici aristocratici e di uso pubblico ed edifici popolari e di culto.

Le prime tracce di un insediamento stabile risalgono al IX secolo a.C. e la presenza  dell'uomo in tale sito è attestata fino al I sec. d.C.

La città, verosimilimente, fu distrutta intorno al terzo secolo d.C., nel momento del suo massimo sviluppo; il suo perimetro misurava più di 5 chilometri, era circoscritto da  almeno tre circuiti di mura e si estendeva su più di un milione e mezzo di metri quadrati. 

Il materiale rinvenuto attraverso le campagne di scavo regolari è  solo in parte conservato ed esposto nel Museo Archeologico Nazionale sito al piano terra del Castello Normanno Svevo di Gioia. Altri reperti sono esposti in vari Musei o,  se frutto di scavi clandestini, fanno parte di collezioni private sparse in tutto il mondo.

Tali reperti consistono essenzialmente in elementi di corredi funerari, in ceramica apula a figure rosse o a vernice nera con figure rosse, come vasi protoitalioti, coppe, crateri peucetici con decorazione geometrica, brocche,colatoi, statuine, piccoli contenitori di unguenti. Sono presenti strumenti collegati all'attività agricola, come lame di roncola,e di ascia, coltelli e piccole zappe, macine mortai, pestelli. La pratica di attività artigianali è attestata dal rinvenimento di pesi da telai e di manufatti metallici e in terracotta. Non mancano utensili in bronzo, spille e resti metallici di armature.

In prossimità dell'ingresso agli scavi, sulla strada provinciale Gioia – Turi, si trova la Masseria Montanaro, che la Soprintendenza Archeologica della Puglia ha provveduto a restaurare, grazie a finanziamenti statali, per adibirla  come centro di accoglienza dei visitatori e come punto di orientamento per la visita del sito.

Con gli stessi  finanziamenti  sono stati effettuati interventi di restauro e manutenzione delle strutture venute alla luce a seguito degli scavi e sono state realizzate sia la viabilità interna che le attrezzature del Parco Archeologico, per renderlo fruibile ai visitatori.

Ancora molto rimane da portare alla luce nel sito di Monte Sannace, per cui annualmente, anche grazie al contributo del Comune di Gioia, la Scuola di Specializzazione per archeologi dell'Università di Bari, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica della Puglia, svolge interventi di scavo sull'acropoli, come campo di attività pratica per gli studenti, volta al rinvenimento di nuovi reperti e alla ulteriore valorizzazione del sito. 

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31 marzo 2007

  • Scuola di Politica

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