Il Museo della Civiltà Contadina

C’è un luogo a Gioia del Colle in cui i mestieri di un tempo non sono affatto scomparsi, ma  sono ancora vivi e presenti. Infatti, anche se cristallizzati  nella loro statica configurazione, oggetti, arnesi e strumenti legati ad attività artigianali del passato parlano, ci riportano alla nostra tradizione contadina e agricola e  attraverso di loro  […]

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La noriaC’è un luogo a Gioia del Colle in cui i mestieri di un tempo non sono affatto scomparsi, ma  sono ancora vivi e presenti. Infatti, anche se cristallizzati  nella loro statica configurazione, oggetti, arnesi e strumenti legati ad attività artigianali del passato parlano, ci riportano alla nostra tradizione contadina e agricola e  attraverso di loro  ci fanno rivivere momenti e ricordi di un tempo scomparso. E’ un’oasi in cui si respira non un’atmosfera di polvere o di rimpianto, segni che il tempo inesorabilmente lascia su oggetti e persone, ma dove si viene in contatto con un passato pieno di vita e di operosità, elementi che hanno reso importante e famosa la nostra città e i nostri laboriosi compaesani.

Questo luogo è il Museo della Civiltà Contadina.

Vale la pena visitare questo  Museo ricchissimo e unico, messo su nel corso di diversi anni, con grande amore, pazienza,  fatica e sacrifici economici, dal proprietario, il dott. Vito Santoiemma.

A lui il ringraziamento di tutta la città per quest’opera grandiosa e meritoria che sta portando innanzi tra mille difficoltà, perché il nostro patrimonio culturale e tecnologico legato alle attività agro-industriali e zootecniche non vada perduto  per sempre, impoverendo la nostra storia, le nostre conoscenze, le nostre tradizioni e disconoscendo il sapiente lavoro dei nostri avi perché Gioia si affermasse per la sua laboriosità e  capacità imprenditoriale nel settore agricolo e commerciale.

La sua fatica nel recupero di strumenti del passato non si limita solo all’ambito agricolo, ma si sta arricchendo di materiali e attrezzature legati ad altri campi dell’attività artigianale.

Il Museo,  infatti, contiene  non solo reperti di antichi mestieri ormai scomparsi  e collegati alla civiltà contadina, ma anche pregevoli pezzi antichi che riguardano la cinematografia, la fotografia, la tipografia, la motoristica, il traporto funebre con carri trainati da cavalli.

lattaioQuesto enorme patrimonio meriterebbe maggiore attenzione da parte dell’Amministrazione comunale, che potrebbe vantare un Museo unico al mondo per ricchezza di reperti e diversificazione di mestieri scomparsi o in via di estinzione; una attenzione che andrebbe manifestata anche con la concessione di spazi idonei a mettere in mostra quanto ora, per ristrettezza di ambienti, non è adeguatamente valorizzato, perché ‘ assiepato ‘ e costretto nei limiti dei locali a disposizione del proprietario del Museo.

A tal proposito la ex  distilleria Paolo Cassano poi distilleria Taranto, ristrutturata nel 2007 da parte dell’Amministrazione comunale di Gioia, potrebbe essere la sede idonea per accogliere tutti gli attrezzi  e i materiali legati alla civiltà contadina, recuperati dal dott. Santoiemma, disposti per aree tematiche nelle diverse sale di cui essa si compone.

Questa bella realtà potrebbe divenire un fiore all’occhiello per Gioia e per l’intera Puglia, richiamando visitatori da ogni parte del mondo e contribuendo in tal modo a movimentare il flusso dei visitatori e le attività turistico-ricettive e gastronomiche del nostro territorio, con positivo impatto anche per l’occupazione locale.

Di seguito riportiamo solo alcuni dei settori in  cui il Museo è articolato.

Attrezzi collegati alle attività agricole: aratri in legno e in ferro, seminatrici, falciatrici, forche e forconi, imballatrice, pale,  scale, pile in pietra, trappole, incubatrici per uova, attrezzi per la zootecnia

Attrezzi legati ai seguenti  mestieri: calcarulo, sellaio, maniscalco, scalpellino, spaccapietre, maestro d’ascia, carradore, falegname, fabbro, tornitore, arrotino, vasaio, conciapiatti, calderaro, calzolaio, cappellaio, spazzacamino, bottaio, ceraiolo, macellaio, tipografo, legatore e restauratore, orologiaio, banditore, lattaio, imbianchino, sarto, cardatore, materassaio,  tessitore, noleggiatore di bici, lavoranti a tombolo.

Attrezzi di uso casalingo: Chiancarazze, schiacciafave, asciugapanni da braciere, secchi e lope, bacili con supporto, bilance, tostatori, scaldini e scaldaletto.

Inoltre un vasto campionario di attrezzi per la vinificazione e distillazione del vino, per l’attività olearia,  per l’attività molitoria e per la panificazione ( macine a mano,  pestelli,  mulini, setacciatrici, laminatrici, cernitrici di cereali ).

gelataioDi particolare interesse la ricostruzione di una noria, antica attrezzatura idraulica per emungere acqua dai pozzi, corredata da un mulo in cartapesta, che sta a ricordare il lavoro svolto dall’animale per mettere in funzione il  congegno. 

Alcuni antichi mulini, acquistati e restaurati grazie all’intervento di tecnici specializzati nella manutenzione e riparazione delle diverse parti di cui si compone il macchinario, anch'essi operai in via di estinzione, saranno utilizzati a scopo didattico per gli studenti e per i visitatori del Museo.

Fanno parte della raccolta alcuni calessi, traini e due carri per il traporto funebre, recentemente restaurati: uno per bambini e l’altro per adulti; apparecchiature di un tempo per illuminazione ad energia eolica, ghiacciaie e macchine per produzione di gelati, un carretto ambulante di un gelataio,attrezzature per la cinematografia e la fotografia e perfino una cassetta sopravvivenza e scrittoio della Grande Guerra.

Sono presenti alcuni abiti legati alla vita contadina e alcuni complementi di arredo utilizzati in passato.

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12 luglio 2016

  • Scuola di Politica

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