Il monumento ai caduti delle due grandi guerre

L'idea di ricordare i soldati gioiesi caduti nella Grande Guerra viene ad un nostro concittadino nel 1920. E' appunto lo scultore Giuseppe Masi ( per il quale l'Amministrazione Comunale nel 1968 aveva deliberato di assegnare un sussidio di L. 60 mensili, perché completasse i suoi studi presso il Regio Istituto di Belle Arti di Firenze, […]

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Monumento CadutiL'idea di ricordare i soldati gioiesi caduti nella Grande Guerra viene ad un nostro concittadino nel 1920.

E' appunto lo scultore Giuseppe Masi ( per il quale l'Amministrazione Comunale nel 1968 aveva deliberato di assegnare un sussidio di L. 60 mensili, perché completasse i suoi studi presso il Regio Istituto di Belle Arti di Firenze, studi che aveva interrotto a causa di ristrettezze familiari )  che nell'ottobre del 1920 presenta una richiesta al Commissario Prefettizio Michele Losappio per spostare la colonna esistente nella Piazza C. Battisti, dove sarebbe sorto il monumento dei cittadini gioiesi caduti per la Patria.

Tale richiesta viene discussa nella seduta consiliare del  15 ottobre, senza approdare ad alcun risultato.

L'argomento viene ripreso dal nuovo Sindaco, l'avv. Bruno Berardino, che nella seduta consiliare successiva al suo insediamento, precisamente il 7 dicembre 1920, commemora alcuni cittadini gioiesi, tra cui il dott. Fortunato Girardi, che aveva donato L. 25 mila per l'erezione di un monumento ai caduti in guerra.

La trattazione di quell'affare viene posta all'o.d.g. del Consiglio Comunale dell'11 dicembre 1920.

In quella seduta i consiglieri socialisti sostengono e chiedono che si poteva dare onore ai caduti soccorrendo gli orfani e le vedove dei caduti stessi, invece di erigere loro un monumento.

Il Consiglio nomina una commissione artistica per valutare il bozzetto presentato dal Masi, composta dal sig. Zanella, di Roma, e dal pittore Enrico Castellaneta, di Gioia.

La disoccupazione e la situazione di crisi economica in cui versava il nostro Comune fanno slittare i tempi di attuazione del progetto.

La Giunta Municipale nella seduta del 31 dicembre 1922, approvando la relazione sul Bilancio 1923, avanza la proposta  di una sottoscrizione  per il monumento ai caduti, che si prevedeva di inaugurare appunto nel corso del 1923.

Il 9 gennaio 1923 il Sindaco, avv. Francesco Paolo Sciscio, esprimendo l'amore per la mia povera Gioia, vergognosa fra le Città sorelle della Provincia, che ha bisogno di pace e d'oblio, preannuncia il taglio, nel bilancio comunale, di tutte le spese di lusso e facoltative, a causa delle tristissime condizioni finanziarie del Comune.
Si riprende a parlare del monumento il 27 settembre 1923. Il Consiglio Comunale, convocato per tale data, viene messo al corrente della ricezione di un vaglia di L. 17mila, al quale era allegata una lettera che chiariva trattrasi di un'offerta degli Emigranti, per il monumento ai caduti, soldi, cioè, raccolti ad iniziativa della Società di Mutuo Soccorso Gioia del Colle di New York, dai nostri concittadini residenti negli Stati Uniti.

Il 26 gennaio 1925 il Consiglio Comunale approva la sistemazione di una rotonda  attorno al monumento ai caduti, il cui progetto era stato redatto dall'Ufficio Tecnico Comunale.

Il 16 febbraio 1925 la Giunta Comunale, nella relazione sul Bilancio 1925, prevede entro l'anno l'inaugurazione del monumento ai Caduti.

Il Consiglio Comunale nella seduta del 30 maggio 1925, preso atto che in data 22 maggio si era provveduto alla consegna al Comune del Monumento ai Caduti, approva il saldo del prezzo relativo allo stesso.

Il 4 agosto 1925  la Giunta Comunale  approva la misura finale dei lavori alla rotonda del monumento e   i relativi lavori di recinzione in ferro.

Il discorso ufficiale  dell'inaugurazione, noto come Discorso al Milite Ignoto, viene tenuto da don Vincenzo Angelillo, il quale era stato ufficiale nel Regio Esercito durante la 2° guerra mondiale.

Il Monumento che oggi possiamo ammirare è incompleto rispetto a quello inaugurato nel 1925.

Alla sua base, infatti, vi erano due cannoncini, che, fatti costruire nel 1861 per la Guardia Nazionale gioiese, furono successivamente utilizzati contro i Briganti del Sergente Romano.

Al centro, in posizione avanzata rispetto ai cannoncini, c'era una stele che sorreggeva il busto bronzeo di un Fante (il Milite Ignoto), che, erroneamente scambiato per l'effigie di Mussolini a causa della sua somiglianza, fu abbattuto all'indomani della caduta del fascismo. Questo busto oggi lo si può ammirare  in Contrada Montursi, lì posto agli inizi degli anni 50, per ricordare i Caduti di quella contrada nella grande guerra.

L'ultimo documento della presenza dei due cannoncini risale all'1 giugno 1938, data in cui il Consiglio Comunale approva il pagamento al pittore Petrosino, per la pitturazione degli stessi.

Il Monumento è composto da una base in pietra, sulla quale insistono due gradini digradanti che sorreggono un colonna poligonale in pietra, di circa 3 metri di altezza, che originariamente sui sei lati presentava tre lapidi con l'iscrizione dei soldati morti durante la prima guerra mondiale, alternate con altrettante lastre bronzee incise a bassorilievo.

Il 25 aprile 1982 sui tre lati dai quali erano state asportate le lastre bronzee sono state scoperte altrettante lastre marmoree dedicate a 235 caduti e dispersi gioiesi  della seconda guerra mondiale.

Complessivamente il numero dei caduti  e dispersi durante le due guerre mondiali, riportati sulle sei lapidi, è di 477 unità.

Al di sopra di queste lapidi, lungo tutto il perimetro corre un fregio bronzeo raffigurante rami di quercia, sul quale si innalza una seconda colonna poligonale di pietra, rientrante rispetto a quella sottostante, alta circa 2 metri, intorno alla quale corre un fregio bronzeo che raffigura rami di alloro.

Il Monumento termina con un'ultima colonna poligonale in bronzo, dell'altezza di circa un metro e mezzo, sui cui lati sono poggiate di spalla tre vigili aquile con le ali spiegate.

Quest'ultima colonna  è sormontata da tre lunghe lingue di fuoco, sempre in materiale bronzeo, che partono in corrispondenza delle teste delle aquile.

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4 novembre 2007

  • Scuola di Politica

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