Il dott. Vincenzo Vitagliani

Il dott. Vincenzo Vitagliani, gioiese di adozione, è venuto a mancare il  21 luglio del 2018. Nato a Foggia, figlio di un sorvegliante delle Ferrovie dello Stato che lì operava, si è trasferito a Gioia, dove ha trascorso la giovinezza. Ha frequentato le scuole liceali e la facoltà di Medicina presso  l'Università degli Studi di […]

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Il dott. Vincenzo Vitagliani, gioiese di adozione, è venuto a mancare il  21 luglio del 2018. Nato a Foggia, figlio di un sorvegliante delle Ferrovie dello Stato che lì operava, si è trasferito a Gioia, dove ha trascorso la giovinezza. Ha frequentato le scuole liceali e la facoltà di Medicina presso  l'Università degli Studi di Bari. Si è specializzato presso l'Università di Pavia e ha svolto la sua professione presso l'ospedale di Vicenza. A buon diritto si può considerare gioiese di adozione non solo per aver vissuto molti anni a Gioia, ma anche perché ogni anno ritornava nel nostro paese per incontrare i genitori e i parenti. E, anche quando i suoi genitori e due sue sorelle sono venuti a mancare, è sempre tornato a Gioia  per ritrovare sia questi affetti perduti, presenti nel cimitero di Gioia dove sono sepolti, che quelli dei parenti ancora qui residenti.

Il Giornale di Vicenza il 23 luglio 2018  ha dedicato una mezza pagina alla figura del dott. Vitagliani; la giornalista Silvia Dal Maso  così ne ricorda la figura.

Thiene. L'ex primario di Rianimazione del Boldrini aveva 87 anni. Addio a Vitagliani Medico pioniere nella lotta al dolore.

Grande l'impegno anche in campo trasfusionale. Era stato anche consigliere comunale a metà degli anni '90. La figlia:" Viveva il suo lavoro come missione".

Era il classico medico " di una volta ", che credeva fortemente nella sanità pubblica, Vincenzo Vitagliani, nato a Foggia, ma thienese di adozione. Proprio all'ospedale Boldrini per quasi 40 anni ha svolto il ruolo di primario di Anestesia e rianimazione e sempre in città si era impegnato anche in politica, come consigliere comunale, a metà degli anni novanta. Il dott. Vitagliani si è spento a 87 anni sabato, alle 7,30, all'ospedale Alto Vicentino per un complicarsi delle condizioni di salute.

" I pazienti per lui erano tutto – spiega la figlia Ida – mio padre era così, amava prodigarsi per gli altri. Aveva avuto sempre chiaro in testa e nell'animo quella che, di fatto sarebbe diventata la sua missione: fare il medico, non essere medico. Per lui, esercitare quella professione, è stato come respirare l'aria che lo circondava. Non solo un esercizio mentale e spirituale, ma una impegnativa, costante passione che si concretizzava e confermava nella sua attività quotidiana di medico ospedaliero. E a quell' " ospedaliero " ci teneva, eccome. Era per lui sinonimo di attività e servizio per gli altri. Sempre e comunque ". Lascia nel dolore la moglie Maria Aquilino ( nativa di Gioia ), i figli Ida, Mariangela e  Raffaeele e le rispettive famiglie.

"Amava  la vita mio padre – aggiunge in lacrime la figlia – non si è mai arreso alla malattia ed è stato sempre lucido ".

L'ospedale Boldrini per lui era una seconda famiglia. Arrivato a Thiene nel 1959 ( "parlava correttamente il dialetto ", ricorda la figlia ), inizialmente ha operato come anestesista, poi è diventato dirigente del servizio di Anestesia e rianimazione e, infine, primario nel 1967. " Mio padre ha realizzato il primo nucleo di terapia intensiva: ricordo che con lui il reparto di  rianimazione era arrivato ad avere 13 posti letto e si contornava di un'équipe di una ventina di persone ".

Grande l'impegno anche nel campo trasfusionale, dove si è battuto perché nel Thienese si sviluppasse una coscienza della donazione. Promotore e direttore del centro trasfusionale, nel 1979 ha anche istituito il servizio  di terapia antalgica, occupandosi soprattutto dei problemi causati dal dolore neoplastico e cronico. " Erano gli anni '70 e lui aveva già  chiaro che la sua prestazione non consistesse solo nel curare, ma anche nel lenire ".

Vitagliani era diventato anche referente per il Triveneto per la donazione degli organi: " Negli anni Novanta – aggiunge Ida – si è fatto promotore di una campagna per la donazione di organi che ha dato i suoi frutti nel 1994 quando, anche al Boldrini, hanno iniziato ad effettuare i prelievi multipli per trapianti. E nel 1984 ha ricevuto dal Comune la targa " Città di Thiene " come riconoscimento per il suo impegno professionale, mentre nel maggio 1997, in un convegno al teatro, ha ricevuto la nomina di " Primario emerito ". A noi figli ha insegnato la passione per la letteratura e per i viaggi, per lo sci e il nuoto, ma soprattutto ci ha insegnato il senso della vita, di ciò che è essenziale ".

Il funerale domani alle 9,30 in Duomo.

Oltre ai suoi familiari di Thiene e di Nardò, il dott. Vitagliani lascia nel dolore due  sorelle a Gioia del Colle, due a Bari e una a Rapolla (PZ), insieme a numerosi nipoti.

 

 

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23 luglio 2018

  • Scuola di Politica

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