Il Centro d’ascolto cittadino di Gioia del Colle

Pubblichiamo l'intervista di Annamaria Colosso di Gioia Oggi a Rosanna D'Aprile, una delle referenti del Centro d'Ascolto Cittadino. Ringraziamo il Direttore di Gioia Oggi, Filippo Donvito, per averci concesso la pubblicazione. A due mesi dalla sua attivazione, il Centro di ascolto cittadino gioiese apre le sue porte per tracciare un  primo bilancio, più che positivo, e […]

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CaritasPubblichiamo l'intervista di Annamaria Colosso di Gioia Oggi a Rosanna D'Aprile, una delle referenti del Centro d'Ascolto Cittadino. Ringraziamo il Direttore di Gioia Oggi, Filippo Donvito, per averci concesso la pubblicazione.

A due mesi dalla sua attivazione, il Centro di ascolto cittadino gioiese apre le sue porte per tracciare un  primo bilancio, più che positivo, e per rinnovare la sua disponibilità ad incontrare, ad ascoltare e ad aiutare chiunque ne sentisse la necessità e ne avesse bisogno: "In questi due mesi– ci riferisce Rosanna D'Aprile, una delle referenti del Centro- abbiamo prima accolto e poi ascoltato più di cinquanta persone con situazioni diverse, talvolta anche molto gravi, persone nuove rispetto a quelle che abitualmente venivano in Caritas".

Ancora un tassello nel panorama della solidarietà e del volontariato gioiese, quello del Centro di ascolto, che mancava nella nostra città: "Gioia aveva bisogno di questa struttura – ci dichiara ancora Rosanna D'aprile – la gente continua a ringraziarci, e a cercare questo Centro non sono solo persone economicamente disagiate, ma anche persone che hanno bisogno semplicemente di essere ascoltate". Una piccola realtà destinata sempre più ad espandersi,

magari con una collaborazione maggiore da parte dei Servizi Sociali, dell'Amministrazione Comunale e degli stessi cittadini gioiesi, maggiore collaborazione utile allo sviluppo di quel "lavoro in rete" che è poi uno dei perni centrali del Centro di ascolto stesso, come afferma sempre Rosanna D'Aprile: "Qui a Gioia le famiglie bisognose sono aumentate e per riuscire a gestire appieno la situazione c'è bisogno di maggiore collaborazione perché purtroppo ci sono ancora molti disservizi".

Una grande catena umana con compiti ben precisi, con ruoli assegnati perché nulla sia lasciato al caso, è questa la prerogativa degli oltre quaranta volontari che silenziosamente mettono a disposizione il proprio tempo, volontari che si dividono fra il Centro di ascolto e i locali della Parrocchia Sacro Cuore, dove avviene la distribuzione dei viveri: "Prima di fornire i buoni alimentari, cerchiamo di capire la situazione economica del singolo o della famiglia, così ad esempio in un nucleo familiare dove ci sono bambini, ad essere privilegiati sono chiaramente alimenti utili ai piccoli".

Buona formazione, buona volontà ma anche tanta fermezza, sono questi gli ingredienti per poter far fronte a tutte le situazioni, che spesso si presentano difficili e che quasi provocano: "Una sensazione di inadeguatezza ed è per questo che gli incontri di formazione, ma anche quelli di verifica risultano essere molto utili per ciascun volontario". Tanti percorsi, quelli che si intraprendono nel Centro di ascolto, che da una situazione di disagio iniziale, culminano in una sorta di protagonismo della persona (nel senso buon del termine), infatti ci sono stati dei casi, in questi primi sessanta giorni di vita del Centro, in cui gli stessi bisognosi sono diventati poi operatori.

Per far crescere questo progetto serve ancora tanto, e gli stessi cittadini possono contribuire donando semplicemente degli alimenti. Anche Filomeno Bracco, Responsabile dell'Osservatorio Diocesano Povertà Caritas, ha voluto dire la sua sul Centro gioiese: "Il Centro di ascolto ha iniziato bene il suo cammino, ma bisogna creare un sistema in rete con le varie associazioni, solo con la comunicazione infatti possono venir fuori situazioni ottimali, positive per la crescita del Centro".

Vari altri progetti dovrebbero "decollare" nel Centro di ascolto gioiese, come ad esempio un servizio pomeridiano di dopo-scuola tenuto da alcune maestre, o ancora quello di creare nel Centro un vero e proprio punto di aggregazione per combattere la solitudine che sempre più sta dilagando tra gli anziani…ma anche tra tanti, tantissimi giovani.

Annamaria Colosso

 

 

 

 

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28 giugno 2007

  • Scuola di Politica

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