Il Campo d’aviazione di Gioia del Colle – L’impresa di Cattaro

Il nome di Gioia del Colle, oltre che alla Banda Musicale, al vino primitivo e alla mozzarella fior di latte, è legato al Campo d'aviazione. Anche se il primo volo  con un aeroplano viene effettuato dai fratelli Wright  nella Carolina del Nord nel 1903 e l'atto di nascita dell'Aeronautica Militare italiana risale al 28 marzo 1923,  le […]

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G. D'AnnunzioIl nome di Gioia del Colle, oltre che alla Banda Musicale, al vino primitivo e alla mozzarella fior di latte, è legato al Campo d'aviazione.

Anche se il primo volo  con un aeroplano viene effettuato dai fratelli Wright  nella Carolina del Nord nel 1903 e l'atto di nascita dell'Aeronautica Militare italiana risale al 28 marzo 1923,  le prime notizie del Campo di aviazione di Gioia risalgono al periodo della prima guerra mondiale.

Il primo Campo di aviazione viene realizzato nel 1915 su terreni il cui esproprio era stato effettuato nel 1914.

All'inizio sono costruiti solo alcuni hangars, sotto i quali si riparavano gli aerei. A quel tempo il campo era di modeste proporzioni. E' inaugurato una prima volta nel 1915 e successivamente nel 1928.

L'11 settembre 1916 il Regio Commissario Prefettizio di Gioia, dott. Giovanni Garzaroli,  delibera il pagamento del compenso per una copia della pianta topografica  del Piano Gaudella, zona destinata ad uso del campo d'aviazione.

Il Regio Commissario di Gioia, cav. Francesco Palermo,  poiché per la destinazione in Gioia del campo scuola aviatori aveva provveduto a far riattare un tratto della via dei Riformati, l'attuale via Ricciotto Canudo, dalla quale parte dei militari accedevano agli hangars, il 14-3-1917 delibera il pagamento dei lavori effettuati.

Nel 1917 il campo di Gioia del Colle  è sede di un " Battaglione  Aviatori ", una piccola schiera di pionieri del volo, dipendente dal Comando di Torino e durante la prima guerra mondiale viene adibito a Scuola aviatori, alle dipendenze del suddetto Battaglione

D'Annunzio a GioiaTra gli altri avvenimenti, al nome del nostro Paese, e in particolare dell'aeroporto, è legata quella leggendaria impresa di G. D'Annunzio: l'incursione aerea notturna  e il bombardamento  della base navale di Cattaro durante la prima guerra mondiale, da lui considerata la sua impresa bellica più audace, che è stata considerata la più straordinaria che sia mai stata tentata con velivoli destinati a voli su terra. Egli cominciò a prepararla con due mesi di anticipo e stentò per ottenere il permesso dai Superiori, perché che nessun velivolo avrebbe potuto far rientro a terra, a causa della difficoltà della rotta e della lontananza dell'obiettivo da raggiungere.

La base navale di Cattaro, sede di sommergibili e di idrovolanti che avevano bombardato la città di Brindisi era, dopo quella di Pola, il porto militare più importante dell'Impero austro-ungarico. I quindici biplani, a tre motori 450 HP costruiti dall'industria Caproni di Milano, destinati all'impresa partono dall'aeroporto di Taliedo ( Milano ) il 24 luglio 1917 e, dopo una sosta a Centocelle ( Roma ), giungono a Gioia del Colle il 25 luglio. Gli equipaggi erano arrivati all'aeroporto di Gioia il 25 settembre per preparare nei minimi dettagli la missione. I militari vivono " con i forti e laboriosi abitanti " gioiesi  la vigilia  di quell'impresa.

I biplani, che avrebbero dovuto attraversare l'Adriatico per circa 400 chilometri, un'impresa che " fu tentata ed attuata con apparecchi attrezzati solo per il volo su  terra ", avevano una autonomia di carburante di poco superiore alla quattro ore. Punti di riferimento della missione erano la spiaggia di Conversano, il Campo d'aviazione di Gioia e alcune torpediniere della Marina Italiana presenti nel mar Adriatico.

A causa di un ritardo nella consegna delle bombe e delle cattive condizioni meteorologiche si verifica un rinvio della missione. In quei giorni di attesa D'Annunzio impartisce lezioni di astronomia agli equipaggi che avrebbero dovuto percorrere 400 Km. in mare aperto con l'ausilio soltanto della bussola e delle stelle. La sera precedente la partenza, da Gioia, intona l'inno della spedizione, un misto di elementi francescani e guerreschi: " Per frate vento che non ci avverserà, per frate foco che non ci arderà, per sora acqua che non ci affogherà ".

Monumento CattaroLa leggendaria incursione, infatti, avviene nella notte tra il 4 e il 5 ottobre ( la notte di San Francesco di Assisi ) del 1917 e porta alla distruzione della flotta navale nemica nelle Bocche di Cattaro. La sera della partenza una folla di cittadini gioiesi, raccolti dalle ore 13 in poi lungo i bordi della statale che fiancheggia l'aeroporto, assiste al decollo  dei 15 biplani. Uno di questi, per problemi ai motori fa subito rientro alla base. Tutti gi altri aerei raggiungono l'obiettivo, colpiscono sommergibili e siluranti ancorati  nelle Bocche di Cattaro, riuscendo a sfuggire  all'intensa contraerea nemica.

Tredici aeromobili rientrano a Gioia all'alba del 5 ottobre, mentre uno solo, che aveva a bordo un pilota gioiese, il tenente   Vito Pugliese, è costretto ad atterrare a Foggia per rifornirsi di carburante, per rientrare a Gioia nel pomeriggio dello stesso giorno.  L'impresa vittoriosa permette a D'Annunzio di ottenere la promozione, per meriti di guerra, al grado di Maggiore. Nel festeggiare la brillante conclusione dell'audacissima impresa, durante un brindisi D'Annunzio propone di cambiare il nome di Gioia del Colle in Gioia della Vittoria.

Per ricordare quell'eroico volo l'Amministrazione Comunale di Gioia del Colle ha intitolato una strada cittadina al valoroso soldato-poeta ed un'altra arteria cittadina al 4 ottobre 1917, data in cui il poeta e i suoi compagni di squadriglia hanno dato il via a quell'impresa, partendo dal nostro Campo d'aviazione.

A novembre del 1925 il Regio Commissario del Comune di Gioia  invia oltre all'o.d.g. del P.N.F. anche il voto vivissimo dell'intera cittadinanza, affinché il Campo d'aviazione, che durante la guerra aveva reso importanti  ed utili servizi e che era stato scuola di valenti e arditi volatori fino ad essere celebrato poco prima della Vittoria  da G. D'Annunzio, ritorni nella sua piena efficienza, potendo esso diventare un campo importantissimo di esercitazioni ed una base anche di linee di comunicazioni con le opposte sponde.

Nello stesso mese il Ministero dell'Aeronautica invia al Comune la comunicazione che l'o.d.g. del locale P.N.F. per ottenere che il Campo esistente sia conservato e mantenuto  in piena efficienza sarebbe stato tenuto ben presente allorquando le condizioni del bilancio aeronautico avessero permesso di pensare ad un ulteriore ampliamento delle linee aeree di campi d'aviazione.

Facendo riferimento al suddetto o.d.g. del locale Fascio, il Commissario Prefettizio di Gioia  a maggio del 1926 inviava un altro o.d.g. del Direttorio del P.N.F con il quale si chiedeva al Ministro  la riattivazione o la messa in efficienza  del Campo d'aviazione, reso celebre  dall'ardimentoso volo di D'Annunzio su Cattaro. Gli comunica che a seguito delle precedenti promesse fatta dal suo Ministero, ha dato avvio alle pratiche per la riattivazione del Campo e che fervevano i lavori per la immediata realizzazione. Unico ostacolo che i funzionari del Ministero avevano trovato erano stati quelli opposti dai proprietari dei terreni di quel Campo d'aviazione, che avevano richiesto prezzi di affitto elevati, non accettati dai funzionari del ministero. La proposta del Comizio Agrario, di spostare il Campo in altra zona, non era stata presa in alcuna considerazione, potendo essere causa di abbandono o quanto meno di lungo ritardo nella riapertura del Campo e perché l'intera cittadinanza  si dimostrava assai lieta  della sollecita riattazione del campo ed era assai impressionata dalla agitazione di pochi individui ( proprietari di terreni ) che ne potevano procrastinare la realizzazione.

A giugno del 1926 da parte della Sezione del Genio Aeronautico di Napoli si comunicava  al Sindaco di Gioia che  il Ministro della Regia Aeronautica  era venuto nella determinazione di rendere definitivo il Campo di Aviazione di Gioia, ampliandolo, e invitava l'Amministrazione a redigere il piano particellare di tutti gli appezzamenti da espropriare per pubblica utilità, per portare a termine tale intervento.

Il 1927 quello di Gioia è un campo di fortuna, che  nel 1929 viene dotato di aerofanali ad acetilene.
Al 1930 risale l'approvazione di un progetto di massima per la costituzione di un campo di manovra..
L'11 novembre 1930 si tiene a Gioia una giornata aviatoria, che vede la partecipazione di 10 aviatori.
Il 10 ottobre 1931 vengono presi in fitto dei terreni nella zona " Bassa Gaudella " ad uso di un campo di atterraggio e di manovra.

Si pensò di utilizzare il campo di aviazione di Gioia anche per voli civili. Infatti il 17-11-1931 il Municipio di Gioia  invia una richiesta all'Amministrazione Provinciale di Bari con la quale chiede il rimborso delle spese sostenute per il ricevimento predisposto in occasione del primo atterraggio presso il campo di fortuna, avvenuto il 12-9-1928, data di istituzione  della linea aerea Venezia Brindisi, con scalo a Gioia del Colle. A tale scopo fu richiesta una planimetria del campo di fortuna, predisposto per l'atterraggio di aerei della linea transadriatica, con l'indicazione della zona del campo di volo, di quella di ampliamento e delle zone soggette a servitù aeronautica.

Al termine del conflitto, nel 1933, il campo viene declassato ad aeroporto di fortuna, all'interno del quale non vi era alcun ente aeronautico. Qualcuno  ne propone addirittura la chiusura o l'abolizione.
Nel 1935 iniziano i lavori per la costruzione del nuovo campo di atterraggio, che successivamente diventa sede del    35°  Stormo da bombardamento terrestre  ( B.T.) e di un gruppo del 32° Stormo Aerosiluranti, destinati all'addestramento dell'86° gruppo B.T.V. e del 13° Gruppo B.T.

Nel 1936 funziona una scuola di volo a vela. In un incidente, verificatosi  a novembre dello stesso anno perde la vita il giovane allievo velovelista  universitario Antonio Maggio. 

L'atto formale della costituzione del nuovo campo risale al 1938. Lo stormo viene   costituito nel 1938 a Bologna ed opera durante la seconda guerra mondiale nei cieli di Albania, Tunisia e Malta, con azioni di bombardamento e ricognizione, ma soprattutto nel cielo del Mediterraneo con azioni di bombardamento e di siluramento.
In tali occasioni oltre ad infliggere rilevanti perdite al nemico, cadono in missioni di guerra anche due comandanti dello Stormo, il col. Pilota Farina Giovanni e il col. Pilota Seidi Helmuth decorati entrambi con medaglia d'oro alla memoria.

Nel 1940 viene effettuato l'esproprio di parte del terreno su cui sorge l'attuale campo, che assume la denominazione di " Regio Aeroporto Militare ".

Per qualche tempo, dopo l'8 settembre 1943 è sede del Comando del 4° Stormo Caccia di Francesco Baracca, nel 1944 della Squadriglia autonoma del Comando Unità aerea e, dal marzo 1946, della Scuola di Volo, presso la quale  i primi allievi della risorta Accademia  Aeronautica conseguirono il brevetto di pilota militare.

Nel 1946 è sede di una Squadriglia Autonoma, importante campo della Terza Regione Aerea  Lo Stormo viene ricostituito una prima volta nel 1948. Dal 1946 al 1954 è sede del  I Gruppo della Scuola di Volo, quando viene trasferita a Galatina.

Nel 1960 la Base viene riaperta e potenziata e fino al 1963 diviene sede di un prestigioso Reparto: la 36° Aerobrigata Missili I.S. ( Interdizione Strategica ), dotata di missili  Jupiter a testata nucleare. Dal 1963 al 1966 l'aeroporto è stato sede del Comando di base aerea. Il 24 settembre 1963 giungono a Gioia i velivoli del 12° Gruppo Caccia intercettori Ogni Tempo ( C. O. T. ) provenienti dalla 4° Aerobrigata " Baracca ", che insieme al 156° Gruppo Caccia Bombardieri ( CBOC )           " Linci " della 6° Aerobrigata danno vita il giorno 1 giugno 1966 al 36° Stormo Caccia, il cui medagliere si fregia di ben otto medaglie d'oro e la cui Bandiera di guerra è la più decorata dell'Aeronautica Militare Italiana.

Il 14 ottobre 1966 il Ministro della Difesa, on. Tremelloni, consegna alla Stormo la bandiera di guerra, che è la più decorata tra quelle dell'Aeronautica Militare Italiana, per avere tra le altre: una medaglia d'oro al valore militare al 36° Stormo A/S il 27 settembre 1941, una medaglia d'argento al valore militare alla bandiera del 36° Stormo B/T,dall'11 giugno al 30 settembre 1941, una medaglia d'argento al valore militare alla bandiera del 36° Stormo Notturno, a febbraio 1944.

Oggi l'aeroporto è sede del 36° Stormo, intitolato al colonnello pilota Riccardo Helmuth Seidi, Comandante dello Stormo caduto in guerra nel Mediterraneo centrale il 27 ottobre 1941, decorato con medaglia d'oro alla memoria. Sia il 12° Gruppo Caccia che il 156° gruppo caccia bombardieri, che proviene dal 6° Stormo hanno in dotazione i Tornado e gli Eurofighter.

Oltre ai due gruppi Caccia che vi operano l'aeroporto ha altresì il 436° Gruppo Servizi Tecnici Operativi e il 536° Gruppo Servizi Logistici Operativi.

L'aeroporto è intitolato al Capitano pilota Antonio Ramirez, caduto il 28aprile 1930 nel cielo di Capua.

Il 36° Stormo, che ha la funzione di difesa aerea dall'Est  e dal Sud, è uno dei più decorati dell'Aeronautica Italiana . La sua bandiera si fregia infatti di una medaglia d'oro e di due d'argento al valore militare  ed il medagliere di ben sette medaglie d'oro alla memoria.
Agli inizi del terzo millennio presso l'aeroporto di Gioia sono stati trasferiti alcuni altri gruppi, come quello di Cameri.

Dopo aver utilizzato gli aerei F84F e F86K la base di Gioia dal 1970 ha avuto in dotazione gli F-104S Starfighter. Questi ultimi sono stati rimpiazzati nel 1984  dai Tornado IDS e nel 1995 dai Tornado  ADV.  I   primi   hanno    partecipato   al  conflitto  nel  Golfo  Persico  nell'ambito  della " Operazione Locusta " nel 1990-91, contribuendo alla liberazione del Kuwait. A partire dal 2007 ai Tornado si stanno sostituendo gradualmente  i moderni e sofisticatissimi Eurofighter 2000 o F 2000, Typhoon, ultimo gioiello dell'aeroingegneria europea.

L'aeroporto di Gioia, per la sua posizione strategica che la rende la più importante base NATO del Mediterraneo meridionale sta per accorpare altri gruppi di volo dislocati in varie parti d' Italia.

L'aeroporto sorge su un altopiano a circa 360 metri sul l.m., dista meno di un chilometro dal Gioia e ha un perimetro di circa 18 chilometri e due piste di atterraggio.

Più volte ed anche in tempi recenti si è chiesto al Ministero della Difesa di verificare la possibilità di utilizzare l'aeroporto di Gioia anche per scopi civili, essendo a cavallo di tre Provincie: Bari (  Km.38 ), Taranto ( Km. 47 ), Matera ( Km. 35 ) e potendo essere utilizzato da un consistente bacino di utenti.

Le foto 1 è tratta  dal Sito dell'Aeronautica Militare

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23 aprile 2008

  • Scuola di Politica

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