Halloween. Dolcetto o scherzetto? Risponde un anziano

* (traduz. Oh giovanotto, che bussi alla mia porta a tarda ora per questa festa della zucca, rischi davvero di avere un bello schiaffone, altro che i dolcetti!) Torna puntuale, come ogni anno filoanglosassone che si rispetti, la festa di Halloween. E nell'ultima notte d'ottobre, suole aggirarsi uno spettro che, da tempi immani, aleggia in […]

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halloween* (traduz. Oh giovanotto, che bussi alla mia porta a tarda ora per questa festa della zucca, rischi davvero di avere un bello schiaffone, altro che i dolcetti!)

Torna puntuale, come ogni anno filoanglosassone che si rispetti, la festa di Halloween. E nell'ultima notte d'ottobre, suole aggirarsi uno spettro che, da tempi immani, aleggia in tutta Europa, al grido di "Nottambuli di tutto il mondo unitevi!". No, non è una corrente di sinistra, riconducibile al protomarxismo, come molti di voi avranno immaginato; si tratta bensì, del rituale pagano, legato ai suddetti festeggiamenti. Tal evento notturno, tanto glorificato nell'emisfero statunitense, sta attecchendo sempre più negli ultimi anni anche nel nostro paese, con gran soddisfazione delle strutture legate al comparto del consumismo mondano fine a se stesso, che, grazie a queste tradizioni esportate dal mondo anglosassone (sappiamo tutti che gli USA esportano un po' di tutto, tra cui feste insignificanti, pace e democrazia), danno modo d'organizzare feste in maschera autunnali, con cui dare il benvenuto ad uno dei mesi più solari ed allegri dell'anno: Novembre appunto! Bande d'esagitati adolescenti e di chiassosi grandicelli, s'aggirano per le vie cittadine, alla ricerca di locali in cui inscenare le mascherate fuori stagione o abitazioni private in cui porre in essere tali festini a tema. La tradizione esige le ben note zucche vuote (che a dire il vero, abbondano tutto l'anno anche ad alti livelli pseudo-istituzionali), icone della rievocazione di spettri fantasmatici e mostri più o meno orripilanti. Una notte in cui tutto è più o meno lecito, al fine di vivacizzare con toni spavaldamente istrionici, un contesto tradizionale non perfettamente abituato a queste mode straniere. E quindi, se per i giovani questa notte è entrata di diritto nel calendario delle occasioni di divertentismo più o meno condivisibili, i nonni e gli anziani dei paesi si osservano fra loro frastornati e scettici, nei confronti di queste usanze dell'irrequieta gioventù coeva. Interrogati su cosa ne pensano della festa degli spettri, delle zucche incandescenti e degli scherzi al telefono, la risposta è unanime: un coro di malcontento si leva contro questi riti del nuovo millennio. Difatti i nostri venerandi anziani erano abituati a compiere l'antica devozione novembrina che, ci raccontano, prevedeva la benedizione notturna, da parte dei familiari defunti, dei cibi consumati nel giorno d'Ognissanti. Una tradizione molto legata al culto religioso delle anime, lontana dagli eccessi profani moderni esterofili che, tuttavia, è andata sempre più perdendosi negli ultimi tempi, anche a causa d'inconvenienti logistici da non trascurare. Numerosi, i casi di giovani che, rincasando tardi dopo aver fatto le ore piccole, hanno benedetto a proprio modo i piatti offerti alle anime dei defunti, divorandoli, poichè convinti che fossero per loro, con buona pace di riti e tradizioni dei propri cari.

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31 ottobre 2007

  • Scuola di Politica

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