Gioia…in lastricato “Bianco” e “Verde”….speranza.

Riceviamo da Andrea Santoiemma. In qualità di cittadino, sottopongo all'attenzione i cambiamenti in atto da alcuni anni degli spazi verdi. Resta vivo nella mia mente quel "ricordo storico" della forza creativa e della bellezza che un tempo li caratterizzava. Chi ricorda, non senza nostalgia, quel gioco delle siepi, l'armonia delle linee di costruzioni che ne […]

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In qualità di cittadino, sottopongo all'attenzione i cambiamenti in atto da alcuni anni degli spazi verdi. Resta vivo nella mia mente quel "ricordo storico" della forza creativa e della bellezza che un tempo li caratterizzava.

Chi ricorda, non senza nostalgia, quel gioco delle siepi, l'armonia delle linee di costruzioni che ne ritagliava gli spazi, quella pavimentazione in tinta rossa che in contrasto col verde esaltava il colore e la luce. Quella era Piazza Pinto.

Chi ricorda di quel grigio che dava un tono cromatico al selciato, concordava con le linee che ripartivano gli spazi ed esaltava i toni cromatici della fontana recintata.

Conferivano nell'insieme un equilibrio cromatico che non disturbava, come avviene oggi, lo sguardo del passante. Questa era Piazza XX Settembre.

Una "gelida" distesa di "bianco" ora sembra inghiottire la fontana rimasta orfana della cancellata.

Serpeggia nel paese un bianco dominante che sostituisce quelle "note" di colore che lo esaltavano nelle opere originarie. E' in atto una "strategia" forse inconsapevole, che ridisegna dei progetti su opere pubbliche e che lentamente e inesorabilmente stanno cambiando il volto del paese.

Dalle ceneri del "patrimonio storico" che va spegnendosi, prende vita un nuovo "periodo storico" unito ad un progetto che intende dare una ventata di novità e originalità. Ma manca il colore e l'armonia, l'equilibrio e l'originalità che conferiva alle opere originarie quel sapore di sapienza e bellezza.

Ci consola l'idea che un'opera storica vivrà in qualche foto di una sgualcita cartolina o appesa al chiodo sulle pareti domestiche di qualche amatore o in uno studio o locale pubblico purchè resti vivo il ricordo della memoria.

Andrea Santoiemma

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11 maggio 2007

  • Scuola di Politica

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