Franco Belgiorno Nettis

Nasce il 20 giugno 1915 a Cassano delle Murge, da Belgiorno-Nettis Giovanni, ferroviere, nativo di Gioia del Colle e da Teresa Massaro, originaria di Cassano, e muore nel 2006 per postumi da caduta, che mettono fuori uso il suo pace-maker, mentre nella sua villa di Portovenere si accingeva a completare l'allestimento di un museo di […]

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francobelgiornonettisNasce il 20 giugno 1915 a Cassano delle Murge, da Belgiorno-Nettis Giovanni, ferroviere, nativo di Gioia del Colle e da Teresa Massaro, originaria di Cassano, e muore nel 2006 per postumi da caduta, che mettono fuori uso il suo pace-maker, mentre nella sua villa di Portovenere si accingeva a completare l'allestimento di un museo di arte. Ha vissuto i primi anni della sua vita a Gioia del Colle, dove ha frequentato fino alla terza elementare; successivamente la sua famiglia si trasferisce dal nostro paese.

Dopo aver frequentato la Scuola di Avviamento Professionale  e un anno presso il laboratorio Scuola Thaon de Revel di Taranto, si iscrive al Liceo Scientifico di Taranto dove consegue il diploma di maturità.

Nel 1933, dopo aver superato un concorso nelle Ferrovie dello Stato, è nominato sottocapostazione a Trebisacce ( CS ).

Supera altresì il concorso di ammissione all'Accademia Militare di Torino, dalla quale esce con il grado di tenente, specializzazione Genio. Durante il secondo conflitto mondiale per atti di eroismo sul fronte africano ottiene una medaglia d'argento al valore  militare. Dopo la caduta di Tobruch nel 1942 è fatto prigioniero dagli inglesi e confinato in India fino al termine del conflitto mondiale.

Quei cinque anni di prigionia gli permettono di perfezionare la conoscenza e la pratica della lingua inglese, di coltivare gli studi di ingegneria e la sua passione per l'arte.

Tornato libero  prende dimora a Torino, dove presso il locale Politecnico consegue due  lauree: una  in ingegneria civile e l'altra in  ingegneria elettrotecnica. Quando consegue altresì la specializzazione in elettronica al Galileo Ferraris,  nel 1948 abbandona la carriera militare per dedicarsi esclusivamente all'impegno civile.

Dal 1948 lavora per l'ufficio progetti della SAE ( Società  Anonima di Elettrificazione ), multinazionale costruttrice di impianti elettrici e linee ad alta tensione.

Per conto di tale Società nel 1951 viene inviato in Australia, nel cui continente realizza il primo elettrodotto Belgiorno Nettissorretto da pali d'acciaio.

L'amore per quella nazione lo porta a dimettersi dalla SAE e a spostare la sua residenza in Australia. A Sidney  nel 1956 fonda la Transfield Construction Company,  per la quale chiama a collaborare un collega, l'ingegner Carlo Salteri, che aveva conosciuto casualmente all'aeroporto di Ciampino nel 1951, mentre partivano insieme per l'Australia. Dopo aver partecipato a una gara per l'appalto per la produzione di 20.000 tonnellate di acciaio ed  essersela aggiudicata, la Transfield diversifica la sua attività, che spazia dal settore cantieristico, comprendente infrastrutture, edilizia industriale e costruzioni navali, a costruzione di linee elettriche, ponti, porti, dighe, piattaforme petrolifere, tunnel, navi militari, piccoli aerei, torri televisive, oleodotti, autostrade, acciaierie, ferrovie, aeroporti. Amplia il suo spazio di intervento e produzione, operando non solo in Australia, ma allargando i suoi mercati anche in Asia.                    

Ponte a SidneyA lui si deve la costruzione del secondo porto di Sidney, il progetto del tunnel automobilistico sotto la baia di Sidney,  la diga di Warragamba, che fornisce luce e acqua a tutta Sidney, la rete viaria CityLink a Melbourne e la partecipazione alla costruzione della diga sul Mekong, in Cina.

Nel 1986, in occasione del viaggio di Giovanni Paolo II in Oceania ha l'onore della visita del Papa agli stabilimenti della Transfield, che già in quegli anni rappresentavano un piccolo universo internazionale, per la presenza di lavoratori provenienti da ben sessanta nazioni.

Il connubio Belgiorno-Nettis e Salteri, che aveva portato i due imprenditori italiani ad essere riconosciuti come i più ricchi industriali dell'emisfero australe, si interrompe nel 1996 a seguito del passaggio dell'amministrazione delle loro aziende  dai fondatori  ai rispettivi figli. Alla famiglia Belgiorno-Nettis rimane il marchio Transfield con il settore delle infrastrutture e delle costruzioni civili ed industriali, mentre alla famiglia Salteri, che fonda la Tenix, società all'avanguardia nel settore impianti e forniture militari, vanno impianti e servizi per gas, elettricità, acque e autovelox.

Oltre ad essere un imprenditore affermato, Franco Belgiorno-Nettis manifesta un inconsueto mecenatismo; amante dell'arte, e lui stesso pittore per diletto (sua moglie Amina gli ripeteva spesso che se non avesse fatto l'ingegnere sarebbe diventato un buon artista ), nel 1961 istituisce il Transfield Art Prize, il più importante riconoscimento australiano in campo artistico, per la pittura e la scultura.

Nel 1973, in sinergia con il governo federale fonda la Biennale di Sidney, su imitazione di quella già affermata di Venezia, contribuendo a far conoscere l'arte moderna in Australia.  Nel 1980 presso la Biennale di Venezia realizza un padiglione permanente dell'arte australiana, nella quale espongono gli artisti del nuovo continente.

Segno altresì del suo amore per l'arte e la cultura mondiale  è il restauro fatto eseguire a sue spese di un tempio Belgiorno Nettisbuddista nel Laos.

Ha acquistato  una villa a Portovenere e a Fiesole la villa La Cicala, che Lorenzo il Magnifico aveva donato al Poliziano, restaurandola e prendendola come sua residenza preferita nei momenti in cui dimora in Italia.

Si è fatto promotore del  gemellaggio tra Sidney e Firenze, che si è  concretizzato nel 1993.

Per i suoi indubbi meriti ha ricevuto numerose onorificenze. L'Università di Melbourne gli ha concesso la laurea  honoris causa in ingegneria, mentre l'Università di Wollongong lo ha insignito della laurea in scienze.

Il suo impegno civile lo porta, insieme ad altre personalità australiane,  a firmare una  dichiarazione con la quale si chiedeva che l'Australia diventasse una repubblica indipendente dal 1 gennaio  2001.

E' stato insignito della più alta onorificenza civile australiana, quella di Companion dell'Ordine di Australia, titolo pari qa quello di Baronetto, con la seguente motivazione: Per servizi resi alle arti, all'imprenditoria nei settori dell'ingegneria civile e delle costruzioni, e al benessere dell'intera società.  In tale circostanza ha detto: Per me questa onorificenza è il massimo cui posso aspirare. Sono orgoglioso come italiano all'estero e come industriale, e devo dire che questo mio Paese di adozione è ancora un Paese fortunato per chi vi arriva come emigrato. Quello che ho fatto non avrei potuto farlo in nessun altro Paese.

Franco Belgiorno NettisAlfarone e BelgiornoGli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Torino.

Il 2 giugno 1993  gli è stato conferito il titolo di Cavaliere del Lavoro da parte del Presidente della Repubblica italiana Oscar Luigi Scalfaro, titolo assegnato per la prima volta ad un italiano residente in Australia e per la seconda volta ad un italiano residente all'estero.

Nel 2001 ha ottenuto  il Premio Italiani nel Mondo, istituito dalla Fondazione Marzio Tremaglia, allo scopo di valorizzare gli italiani all'estero che onorano il nostro Paese con i propri successi nel campo della cultura, dell'arte, della scienza, della ricerca, dell'imprenditoria e anche quanti ricoprono responsabilità nelle pubbliche amministrazioni, nei Parlamenti e nei Governi degli Stati che li ospitano. In quella circostanza Franco Belgiorno-Nettis ha detto: Sono orgoglioso di rappresentare questa sera il milione e mezzo di italiani che vivono in Australia. Il Comune di Gioia, nel 2004 gli ha concesso la cittadinanza onoraria con la seguente motivazione: La città di Gioia del Colle in segno di alta considerazione per l'intensa azione culturale, socioeconomica, ispirata ai principi fondamentali dell'ingegno umano e dei più alti ed irrinunciabili valori etici conferisce all'ingegnere Franco Belgiorno-Nettis la cittadinanza onoraria. In tale circostanza il nostro concittadino ha donato al Comune di Gioia un  quadro dell'artista aborigena Emily Kngwarreye, dal titolo " Yam Dreaming ", che è esposto nella sala convegni del Comune, insieme ad una foto che lo ritrae accanto a  Papa Giovanni Paolo II, durante la visita ai cantieri della Transfeld nel 1986.

E' stato nominato Governatore a vita dell'Art Gallery del New South Wales e Presidente del Consiglio di Amministrazione del Museo marittimo di Sidney. E' stato socio emerito dell'Istituto degli ingegneri d'Australia e dell'Accademia australiana delle scienze.

Oltre ad essere stato un capitano d'industria e un mecenate Franco Belgiorno-Nettis ha avuto tra i suoi hobby anche la vitivinicultura. Con il socio e collega Salteri, infatti, nell'azienda Montrose a Mudgee, ridente località  a 300 chilometri a nord-ovest di Sidney, produce vino da vitigni italiani, il Barbera.

Non ci si può lavare le mani dicendo che non è possibile fare qualcosa; occorre trovare la strada per farla, soleva dire Belgiorno-Nettis, come motto della sua vita e di quella degli uomini che si ritengono tali.

Era considerato, insieme al socio e imprenditore Salteri, l'uomo più ricco dell'emisfero australe.

Per aver acquistato e ristrutturato una ex residenza medicea, ma soprattutto per il suo mecenatismo è stato soprannominato il ( Lorenzo dei ) Medici  d'Australia.

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3 aprile 2008

  • Scuola di Politica

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