Francesco Paolo Losapio

Francesco Paolo Losapio nasce a Gioia del Colle il 20 ottobre 1762  e vi muore all'età di 80 anni il 5 febbraio 1842. Fu sepolto nella Chiesa dei Riformati, oggi nota come chiesa di Sant'Antonio o del SS. Crocifisso. Suo nonno, nativo di Sammichele di Bari, ma residente a Putignano, si stabilisce a Gioia a […]

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Busto di Francesco Paolo LosapioFrancesco Paolo Losapio nasce a Gioia del Colle il 20 ottobre 1762  e vi muore all'età di 80 anni il 5 febbraio 1842. Fu sepolto nella Chiesa dei Riformati, oggi nota come chiesa di Sant'Antonio o del SS. Crocifisso.

Suo nonno, nativo di Sammichele di Bari, ma residente a Putignano, si stabilisce a Gioia a seguito del suo matrimonio, celebrato in Gioia il 21 maggio 1724, con Lucia Spada.

Nel 1740  lo stesso aveva ottenuto al carica di Sindaco di Gioia e si era distinto nella lotta antifeudale.

Il giovane Losapio, invece, non aveva seguito le orme del nonno, anzi aveva optato per gli studi religiosi.

Come uomo di cultura si distingue a tal punto negli studi letterari, matematici e filosofici che, appena ordinato sacerdote, è chiamato ad insegnare nel seminario di Chiaromonte, in provincia di Potenza. Il clima del luogo, poco favorevole al suo fisico, lo costringe ad abbandonare l'insegnamento per andare a curarsi a Napoli. Lì viene a contatto con illustri maestri del suo tempo e, sotto la loro guida, continua proficuamente gli studi, tanto da avere l'onore di insegnare nelle locali scuole superiori.

Eredita dal nonno paterno un animo gentile, l'amore per la libertà e l'insofferenza per il dispotismo borbonico. Durante il suo soggiorno a Napoli, frequentando un circolo di patrioti che si opponevano alla nobiltà feudale, si rinsaldano in lui gli ideali di giustizia e di libertà, tanto che si trova coinvolto nelle vicende del 1973/74, che portano all'arresto dei fratelli Del Re e di Emanuele De Deo.

Lui stesso viene arrestato e, forse per la sua condizione di religioso, ha un trattamento speciale: è confinato nel convento di Nocera ( Sa ) presso i Padri Giuranesi.

In seguito agli avvenimenti del 1799, che portano alla morte di alcuni patrioti gioiesi contrari al governo borbonico, il Losapio è costretto a rifugiarsi in Francia, insieme al fratello Giuseppe Tommaso, per sfuggire ad una sicura morte.

Prima stofa della storia del LosapioRientrato a Gioia dopo qualche anno, si dedica all'insegnamento  ai giovani e ai suoi studi, che si concretizzano nella stesura di alcune opere di argomento vario.

Il suo lavoro che è maggiormente ricordato è il Quadro Istorico-politico sulle vicende di Gioia in Bari, detta anche Livia.

Tra le altre sue opere ricordiamo:

  • Sulla educazione dei propri figli
  • Sermoni religiosi  
  • Sulla medicina curativa del Sig. Le Roy
  • Quadro storico-fisico-medico-politico-morale-religioso del colera – Dialoghi
  • Dio e l'uomo – Degli Uffizi verso Dio e verso l'uomo.

Tutti questi libri sono dati alle stampe a Napoli tra il 1834 e il 1838.

Quadro del LosapioPrima di morire, nonostante avesse dei nipoti, l'abate Losapio dona al Comune di Gioia del Colle la sua biblioteca, perché costituisca il primo nucleo di una erigenda biblioteca civica.

La sua magnanimità non si ferma qui, perché il Losapio nel 1841  con un pubblico testamento volle che la maggior parte dei suoi beni fosse utilizzata per la istituzione di tre scuole primarie, equivalenti alle odierne scuole ginnasiali e liceali, e di opere di pubblica beneficenza.

In segno di riconoscenza per le opere meritorie del Losapio nei confronti dei suoi concittadini, a lui l'Amministrazione comunale ha intitolato sia una strada cittadina del centro storico di Gioia che la Scuola Media Statale sita in Piazza Umberto I.

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3 Comments (Open | Close)

3 Comments To "Francesco Paolo Losapio"

#1 Pingback By Francesco Paolo Losapio nasce a Gioia del Colle il 20 ottobre 1762 « Losapio’s On martedì, 5 maggio 2009 @ 19:05

[…] 2 aprile 2007 Autore: Francesco Giannini http://www.gioiadelcolle.info/2007/04/02/francesco-paolo-losapio/ […]

#2 Comment By Francesco Giannini On martedì, 20 ottobre 2009 @ 11:46

Con mia somma meraviglia ho notato che la grossa matita, di cui nella seconda foto allegata al post si nota la parte terminale, è sparita. La stessa era stata posizionata, a cura di una precedente Amministrazione, nella scalinata di accesso al primo piano del Palazzo Municipale ed era puntata su alcuni versi della prima ottava del Canto Primo dell’opera ” Quadro Istorico-poetico sulle vicende di Gioia in Bari detta anche Livia ” dell’abate Francesco Paolo Losapio, riportati sull’opposta parete, a simboleggiare le origini di Gioia e a ricordare l’impegno profuso nello scrivere ” Le Vicende di Gioia ” da parte del nostro concittadino.
Non credo si tratti di motivi di sicurezza, perché sicuramente tale prerogativa è stata messa in atto al momento della posa in opera della grossa matita.
E’ dato a noi mortali venire a conoscenza delle motivazioni di tale intervento?
E dov’è il risparmio per le casse del Comune, e cioé per i cittadini, più volte sbandierato dalla attuale Amministrazione, dal momento che la posa in opera iniziale e la rimozione hanno comportato sicuramente delle spese, così come il costo del materiale acquistato in passato ed ora asportato?
Speriamo che qualcuno non si rivolti nella tomba.
Evviva il cambiamento!
Un caro saluto a tutti
F. Giannini

#3 Comment By rocco On martedì, 20 ottobre 2009 @ 13:01

Ho letto su facebook qualcosa del genere, si parlava anche della messa in opera di un paio di targhe per tappare il buco prodotto dallo smontaggio della matitona.
Le targhe pare siano scritte in latino, si fanno risalire al ‘600 e si parlava di un grossolano errore grammaticale.
Insomma semrerebbero un falso (come tutto il resto).
Beh! che volete … Si continua a …. cambiare (in peggio).

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2 aprile 2007

  • Scuola di Politica

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