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	<title>gioiadelcolle.info</title>
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	<description>Il portale della comunità  gioiese</description>
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		<title>8° Giornata Pugliese dell’Escursionismo 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 13:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acculturi@moci]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Voglio che il nostro Parco diventi il migliore d&#8217;Italia&#8221;. Cos&#236; ha esordito il presidente Veronico alla ottava edizione della Giornata Pugliese dell&#8217;Escursionismo a Cassano delle Murge.
&#160;&#160;&#160; 
L&#8217;entusiasmo del neo presidente del Parco dell&#8217;Alta Murgia Cesare Veronico ha positivamente colpito gli escursionisti e tutti coloro i quali hanno partecipato al dibattito sabato 12 maggio nel tardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2012/05/IMG_1426.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-18559" height="221" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2012/05/IMG_1426-295x221.jpg" title="IMG_1426" width="295" /></a>&ldquo;Voglio che il nostro Parco diventi il migliore d&rsquo;Italia&rdquo;. Cos&igrave; ha esordito il presidente Veronico alla ottava edizione della Giornata Pugliese dell&rsquo;Escursionismo a Cassano delle Murge.</div>
<div style="text-align: justify"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></div>
<div style="text-align: justify">L&rsquo;entusiasmo del neo presidente del Parco dell&rsquo;Alta Murgia Cesare Veronico ha positivamente colpito gli escursionisti e tutti coloro i quali hanno partecipato al dibattito sabato 12 maggio nel tardo pomeriggio. Dopo l&rsquo;escursione programmata per la mattinata, la Giornata Pugliese dell&rsquo;Escursionismo, giunta all&rsquo;ottava edizione, &egrave; entrata nel vivo con il confronto con la sindaco di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio e il presidente dell&rsquo;ente Parco Cesare Veronico e a seguire musica e danze popolari con &ldquo;Terra dei Suoni&rdquo;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">L&rsquo;approccio del presidente del Parco ha lasciato, come detto, una buona impressione, per l&rsquo;entusiasmo dimostrato e per la disponibilit&agrave; a rompere gli schemi precostituiti. Numerosi gli argomenti toccati: tra i tanti le lungaggini burocratiche lamentate dagli imprenditori agrituristici, la mancanza di segnaletica, l&rsquo;assenza sui mercati turistici e i rigidi vincoli per la realizzazione di manifestazione di carattere sportivo all&rsquo;interno del perimetro del Parco. Il presidente ha voluto precisare le priorit&agrave; del suo mandato: come primo punto ha posto &ldquo;la pacificazione dei protagonisti istituzionali&rdquo; che operano per la crescita del Parco, in secondo luogo &ldquo;la realizzazione della segnaletica&rdquo;, al fine di sviluppare il potenziale turistico, e in stretto collegamento a questo il terzo punto &egrave; stato &ldquo;la realizzazione del marchio del Parco&rdquo;, che certamente potr&agrave; servire a creare quella rete, fondamentale per lo sviluppo sostenibile dell&rsquo;area. Ha inoltre puntualizzato che a giorni verr&agrave; approntata una delibera con cui si dar&agrave; incarico ad un consulente di redigere le proposte turistiche per promuovere all&rsquo;esterno le ricchezze del Parco Nazionale dell&rsquo;Alta Murgia.<span id="more-18558"></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Importante notizia che Veronico ha voluto ribadire in questo contesto &egrave; stata la battaglia condotta e vinta sul terreno dei finanziamenti regionali cosiddetti &ldquo;Indennit&agrave; Natura 2000&rdquo;, di cui anche le imprese agricole site nel Parco potranno beneficiare. Si tratta di 19,2 milioni di euro che costituiscono un punto importante per far ripartire in questo lungo periodo di stallo economico le attivit&agrave; dei &ldquo;veri protagonisti del Parco&rdquo;. Rivolgendosi poi agli escursionisti, il presidente ha lodato l&rsquo;attivit&agrave; dei tanti amanti della natura, ritenendoli degli &ldquo;sperimentatori&rdquo;, vere sentinelle del territorio, spronandoli a continuare l&rsquo;attivit&agrave; di sensibilizzazione da tempo iniziata.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">A questo approccio positivo del presidente Cesare Veronico si affianca quello dei sindaci, che ieri nella persona della sindaco di Cassano del Murge Maria Pia Di Medio &egrave; emerso anch&rsquo;esso con caratteri di disponibilit&agrave;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">La due giorni della Giornata Pugliese dell&rsquo;Escursionismo &egrave; proseguita con la lunga passeggiata a piedi attraverso il Bosco della Resega, alla quale hanno preso parte stamane circa 230 escursionisti, molti dei quali soci di Fare Verde, Cai Bari, Terre del Mediterraneo, Arneotrek, Speleotrekking Salento.</div>
<div style="text-align: justify">L&rsquo;ottava edizione della Giornata Pugliese dell&rsquo;Escursionismo 2012 si &egrave; conclusa con un brindisi nei pressi del Pulo di Altamura e del sito dove sono conservati i resti dell&rsquo;Uomo di Altamura.</div>
<div style="text-align: justify">I numeri di questa edizione fanno ben sperare in una diffusione della pratica escursionistica e le azioni che l&rsquo;ente Parco proporr&agrave; potrebbero davvero dare concretezza a quelle speranze.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b><span style="font-size: 11pt">Per ulteriori informazioni:</span></b></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt">Agriturismo &ldquo;L&rsquo;Amicizia&rdquo; -&nbsp;080 763393&nbsp;www.amicizia.it</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt">Club Amici del Trekking &#8211; 338 3097258 info@catbari.it</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt">CARS&nbsp;- 339 4239633&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; cars.altamura@libero.it</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt">WWF&nbsp;- 320 45731</span><span style="font-size: 11pt">11&nbsp;bari@wwf.it</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt">Amicinbici&nbsp;- 320 0355550&nbsp;&nbsp; amicinbici2010@libero.it</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt">Argonauti &#8211; 328 2496553&nbsp;argonauti2003@yahoo.it</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b><span style="font-size: 11pt">Ufficio stampa GPE 2012</span></b></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt">Vito Stano</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt">cell. 329/1658950</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 11pt"><a href="mailto:stanovito@gmail.com">stanovito@gmail.com</a></span></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Comunicato dei Comitati Dossetti di Raniero Della Valle.</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2012/05/14/18551/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 13:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sebastiano Tangorre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify">I COMITATI DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE, L&rsquo;ASSOCIAZIONE PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE, ALTRAPAGINA, L&rsquo;ASSOCIAZIONE PER IL RINNOVAMENTO DELLA SINISTRA, IL CENACOLO BONHOEFFER &nbsp;DI MODICA, IL CENTRO PER LA PACE DI BOLZANO, MISSIONE OGGI, IL CENTRO BALDUCCI DI ZUGLIANO DEL FRIULI, L&rsquo;ASSOCIAZIONE SAN SALVI PELLICANO&rsquo; DI FIRENZE, PACE &nbsp;E DIRITTI, KOINONIA, IL CIPAX, LA CASA DEI DIRITTI SOCIALI</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><i>INVITANO I CITTADINI AD ASSOCIARSI PER UN MOVIMENTO DI</i></div>
<div style="text-align: justify"><i>&nbsp;</i></div>
<div style="text-align: justify">&ldquo;<b>ECONOMIA DEMOCRATICA</b>&rdquo;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Dopo un confuso periodo di turbolenza dominato dalla figura di Berlusconi, si &egrave; reso manifesto in Italia il vero problema che mette a repentaglio il futuro del Paese e la sicurezza dei cittadini: il sopravvento dell&rsquo;economia sulla politica che rende tutti indifesi e prosciuga gli spazi della democrazia.</div>
<div style="text-align: justify">Questo processo che in forza della globalizzazione investe tutto il mondo, in Italia &egrave; gi&agrave; molto avanzato. Lo si vede dalla condizione cui &egrave; stato ridotto il lavoro, espropriato alle persone, negato ai giovani e non pi&ugrave; messo a fondamento della Repubblica; lo si vede dal trasferimento della sovranit&agrave; dal popolo ai Mercati; nella sottrazione allo Stato di ogni facolt&agrave; e strumento di intervento nella vita economica; nello svuotamento del principio di rappresentanza e delle vie per la partecipazione dei cittadini alla determinazione della politica nazionale; nell&rsquo;abbandono della concertazione con le parti sociali e nella rinunzia a promuovere la coesione sociale; nella crisi dello Stato di diritto per il venir meno di uno spazio pubblico capace di dettare le regole al sistema delle imprese e all&rsquo;economia privata; nella pretesa oggettivit&agrave; e neutralit&agrave; delle decisioni tecnocratiche; nello smarrimento e anzi nel rovesciamento degli ideali di solidariet&agrave; e giustizia che diedero luogo alla costruzione dell&rsquo;Europa.</div>
<div style="text-align: justify">La causa di tutto ci&ograve; sta nella rottura del rapporto vitale tra economia e democrazia, sul quale si &egrave; costruita gran parte della storia moderna dell&rsquo;Occidente. Questa storia &egrave; risultata infatti dall&rsquo;incontro di due movimenti: un impetuoso sviluppo dell&rsquo;economia, nelle sue diverse forme di economia capitalistica, socialista o keynesiana, e un impetuoso sviluppo della democrazia, sia nella sua dimensione procedurale che nei suoi contenuti sostanziali. Il momento di massima convergenza e unit&agrave; tra lo sviluppo dell&rsquo;economia e quello della democrazia si &egrave; avuto, dopo la vittoria sul nazifascismo e la tragedia della guerra, nel costituzionalismo interno e internazionale e, in Italia, nella Costituzione del 1948, che prescriveva di fare della comunit&agrave; politica il regno dell&rsquo;eguaglianza, della persona il tempio della libert&agrave; e dignit&agrave; umana, e della Repubblica il potere legittimo avente il compito di rendere effettivi i diritti e di rimuovere gli ostacoli anche di ordine economico e sociale che ne impediscono di fatto l&rsquo;esercizio.</div>
<div style="text-align: justify">Oggi questa integrazione tra economia e democrazia si &egrave; rotta, e nello stesso tempo e non per caso si &egrave; arrestato lo sviluppo sia dell&rsquo;una sia dell&rsquo;altra. L&rsquo;economia non solo si &egrave; isolata e affrancata dalla regola democratica ma, a cominciare dall&rsquo;ordinamento europeo, si &egrave; sovraimposta. alla societ&agrave; e alla politica.</div>
<div style="text-align: justify">&Egrave; giunto in tal modo a un punto culminante un processo per cui a un capitalismo che pretendeva di farsi legge a se stesso e all&rsquo;intera societ&agrave;, il legislatore, e perci&ograve; la politica, ha risposto attribuendogli ogni potere e permettendogli di stare &ldquo;nell&rsquo;ordinamento giuridico solo per servirsene, ma non per assoggettarvisi&rdquo; come gi&agrave; denunciava nel 1951 Giuseppe Dossetti in un ben noto dibattito col prof. Carnelutti. &Egrave; sulla scia di questo indirizzo che negli anni 70-80 del Novecento irruppero sulla scena le politiche reaganiane e tatcheriane, che presero poi piede anche all&rsquo;Est dopo la rimozione del muro di Berlino e contagiarono le stesse sinistre dell&rsquo;Ovest, dal Labour Party di Tony Blair ai partiti ex comunisti europei. Ne &egrave; derivata la rinunzia ad ogni controllo sui movimenti dei capitali, l&rsquo;immunit&agrave; fiscale per le grandi ricchezze, la riduzione dei diritti del lavoro e del lavoro stesso visti solo come costi e limiti alla competitivit&agrave; e ai profitti d&rsquo;impresa, il primato attribuito ai mercati sopra e contro i compiti che la Costituzione attribuisce alla &ldquo;Repubblica&rdquo;.</div>
<div style="text-align: justify">Questa supremazia di un&rsquo;economia fine a se stessa e ignara della democrazia rischia di essere la nuova condizione del mondo e anzi viene presentata come l&rsquo;unica civilt&agrave; possibile, l&rsquo;unico ordine conforme a natura a cui non sarebbe lecito resistere e la cui ideologia anzi bisognerebbe essere educati ad abbracciare e a professare come l&rsquo;unica vera.</div>
<div style="text-align: justify">Per avere un luogo da cui fare la propria parte per rispondere a questa sfida, i Comitati Dossetti per la Costituzione, l&rsquo;Associazione per la Democrazia Costituzionale, Altrapagina, l&rsquo;Associazione Pace e Diritti e altri gruppi e associazioni che si stanno consultando, promuovono un&rsquo;aggregazione di cittadini intesa a rivendicare il criterio della democrazia costituzionale come vaglio della legittimit&agrave; delle diverse espressioni della vita economica e ad animare un movimento organizzato di &ldquo;Economia democratica&rdquo;.</div>
<div style="text-align: justify">Economia Democratica intende operare per far prevalere un&rsquo;altra concezione e pratica dell&rsquo;economia, in un indissolubile nesso con la democrazia; e ci&ograve; senza ignorare il conflitto, alieno tuttavia dalla violenza e ordinato alla giustizia e alla pace; senza nascondere, nella indistinzione di un generico economicismo, lo scarto tra ricchi e poveri, forti e deboli, liberi e oppressi; senza liquidare, come &ldquo;novecentesca&rdquo;, la lotta operaia, sapendo vedere le angosce e i volti degli esuberi e degli esclusi e restituendo alla politica il compito di difendere la parte debole nei rapporti economici assegnatole dall&rsquo;art.3 cpv. della nostra Costituzione.</div>
<div style="text-align: justify">In questa direzione il movimento di &ldquo;Economia democratica&rdquo; cercher&agrave; di agire sia promuovendo una comunicazione di saperi, sia attraverso attivit&agrave; di ricerca, di formazione, di studio e di proposta anche legislativa, sia attraverso confronti e dialoghi con i partiti e le formazioni sociali, sia attraverso pubblicazioni, assemblee, web e lotte politiche e sociali, tanto nel raggio nazionale che in quello europeo. Si tratta di riprendere e sviluppare il processo costituzionale italiano, dando nuovo impulso a una produzione di ricchezza che una Costituzione stabile nei suoi fondamenti e dinamica nei suoi svolgimenti pu&ograve; regolare in forme sempre pi&ugrave; avanzate<b>, </b>sulla base del primato dei diritti fondamentali dei cittadini rispetto ai poteri economici e finanziari dei mercati; occorre portare il complesso delle istituzioni, dei trattati e della legislazione europea alla coerenza con i principi e i diritti&nbsp;sanciti dalle Costituzioni nazionali dei Paesi membri e dalle Carte, dalle Convenzioni e dai grandi Patti internazionali sui diritti che si tratta oggi non soltanto di attuare ma anche di arricchire e di sviluppare.</div>
<div style="text-align: justify">La lotta per un&rsquo;economia democratica non riguarda solo gli economisti n&eacute; &egrave; ristretta alla sfera economica, ma coinvolge tutte le competenze e riguarda la figura stessa della societ&agrave;: allo stesso modo in cui, nella fase creativa della vita della Repubblica, la chiusura dei manicomi voluta da &ldquo;Psichiatria democratica&rdquo;, l&rsquo;integrazione dei bambini disabili nelle scuole ottenuta da &ldquo;Genitori democratici&rdquo; e &ldquo;Insegnanti democratici&rdquo;, l&rsquo;attuazione dei principi costituzionali nella giurisdizione perseguita da &ldquo;Magistratura democratica&rdquo; e simili, non riguardavano specialisti e interessi di settore, ma perseguivano beni e valori comuni e hanno cambiato la societ&agrave; tutta intera.</div>
<div style="text-align: justify">Le novit&agrave; intervenute in Francia dimostrano che la politica pu&ograve; riprendere il suo altissimo ruolo, e che non sono un destino la povert&agrave;, la disoccupazione, la precariet&agrave;, la diseguaglianza, la perdita dei diritti e dei valori della vita pubblica.</div>
<div style="text-align: justify">Si pu&ograve; aderire a &ldquo;Economia democratica&rdquo; iscrivendosi alla &ldquo;Associazione per un Movimento per un&rsquo;economia democratica e costituzionale&rdquo;, con sede in Roma, c/o Centro per la Riforma dello Stato, via Palestro 12, 00184; il recapito telefonico (c/o Focus-Diritti sociali) &egrave; 064464742, in funzione dalle 9 alle 19 dal luned&igrave; al venerd&igrave;. Ci si pu&ograve; iscrivere versando una quota annua associativa di euro 50 o una quota di sostegno. Gli studenti, i disoccupati e i diversamente indigenti potranno versare una quota minore, o inviare una promessa di pagamento, non esigibile dall&rsquo;Associazione. L&rsquo;iscrizione al Movimento &egrave; compatibile con qualsiasi attivit&agrave; e l&rsquo;appartenenza ad associazioni o partiti.</div>
<div style="text-align: justify">Quando il Movimento avr&agrave; raggiunto una prima soglia di 500 iscritti, sar&agrave; convocata la prima Assemblea di Economia Democratica, nella quale saranno discusse analisi e prospettive del movimento, sar&agrave; discusso e approvato lo Statuto, saranno eletti i destinati alle cariche sociali. Saranno anche costituiti un Comitato di studiosi comprendente economisti, giuristi e altri esperti, e un Comitato di collegamento per i rapporti e le iniziative comuni da promuovere con gruppi, associazioni, sindacati, partiti e simili. Potr&agrave; cos&igrave; partire, speriamo in breve tempo, la vera e propria attivit&agrave; culturale e politica del movimento.</div>
<div style="text-align: justify">Per iscriversi basta fornire nome e recapiti o alla sede del Movimento, o agli indirizzi e mail <a href="mailto:Comitatidossetti@tiscali.it">Comitatidossetti@tiscali.it</a>; <a href="mailto:economiademocratica@tiscali.it">economiademocratica@tiscali.it</a>; i versamenti possono essere fatti usando il c.c. BNL n 10470 intestato all&rsquo;Associazione Pace e Diritti, IBAN IT36V0100503373000000010470, oppure recapitati alla sede del Movimento, e ne sar&agrave; responsabile, fino alla costituzione formale dell&rsquo;Associazione, il Comitato promotore dell&rsquo;iniziativa, rappresentato dai primi iscritti. Il sito web del Movimento &egrave;: <a href="http://www.economiademocratica.it/">www.economiademocratica.it</a></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><i>Elenco iscritti</i>: Raniero La Valle, prof. Luigi Ferrajoli, prof. Umberto Romagnoli, prof. Gaetano Azzariti, Rossana Rossanda, prof. Gianni Ferrara, Franco Russo, Domenico Gallo, Sandro Baldini, Riccardo Terzi, don Achille Rossi, Piero Di Siena, don Carmelo Lorefice, Agata Cancelliere, Concetta Pellican&ograve;, Luisa Marchini, Rodrigo Rivas, Walter Tocci, Francesco Comina, Afra Mannocchi, prof. Raul Mordenti, Enrico Peyretti, prof. Francesco Capizzi, Maria Teresa Cacciari, padre Alberto Simoni, don Luigi Di Piazza, Paolo Lucchesi, Giulio Russo, Fabrizio Truini&hellip;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Roma, 11 maggio 2012</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;&nbsp;</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Scegliere bene, se possibile</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 00:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dalila Bellacicco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinione di ...]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>

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		<description><![CDATA[.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2012/05/rissa11.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-18547" height="202" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2012/05/rissa11-295x202.jpg" title="Rissa in Parlamento" width="295" /></a>Leggendo o ascoltando di politica, a livello nazionale o locale c&rsquo;&egrave; solo da avvilirsi ed essere depressi e disgustati (cos&igrave; denuncia il lettore di un quotidiano nazionale che non legge pi&ugrave; e non segue i telegiornali). Non si pu&ograve; non essere d&rsquo;accordo. Troppi politici si propongono come salvatori della patria, moltissimi gi&agrave; noti scaldano i &ldquo;muscoli&rdquo; per rientrare nell&rsquo;agone politico come se nulla fosse successo in precedenza, quando gi&agrave; hanno illuso e disilluso i cittadini sia a livello centrale che periferico, portando l&rsquo;Italia allo sfascio, depauperandola quali nuovi Unni come si registra oggi a tutti i livelli della pubblica amministrazione. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Tutti parlano di cambiamento ma poi, alla fine, nulla di nuovo all&rsquo;orizzonte, solo i soliti noti sia a destra, come a sinistra, passando per il centro. Leggo su un volantino propagandistico di un partito (sede locale) che s&rsquo;impegna a costruire &ldquo;una classe dirigente nuova, sapiente, coraggiosa, slegata dalle logiche del passato, frutto delle migliori competenze che Gioia gi&agrave; esprime, costruendo un&rsquo;alleanza (con chi?) in grado di realizzare quel necessario rinnovamento morale di cui Gioia ha bisogno&rdquo;. Ma non sono forse minimo quarant&rsquo;anni che Gioia aspetta? Come si pu&ograve; pensare che i cittadini gioiesi possano fidarsi di politici che gi&agrave; avrebbero dovuto dar prova di efficienza e competenza, essendo gi&agrave; arrivati alle pi&ugrave; alte cariche dell&rsquo;Amministrazione comunale e nazionale senza essere riusciti a raggiungere obiettivi a favore della comunit&agrave;? Ripeto, sia a destra che a sinistra passando per il centro. Noi cittadini assistiamo da tanti anni allo scempio che si realizza nei consigli comunali (come al Parlamento) di cariche istituzionali, a causa di fuoco amico, macchina del fango, ma ancor pi&ugrave; disdicevole da fuoco amico. <span id="more-18466"></span></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Tutta la politica, quindi si svolge all&rsquo;insegna di una litigiosit&agrave; che non pu&ograve; che denunciare che il &ldquo;bene comune&rdquo; &egrave; ben lontano dalle menti di chi ci amministra, perch&eacute; si diventa litigiosi soltanto quando si combatte per interessi individuali, di gruppo e materiali. Quando, invece, si opera per ideali e per il bene comune non si dovrebbe entrare in contrasto neanche con gli avversari politici. Pu&ograve; far litigare l&rsquo;aspirazione a realizzarsi secondo i veri valori della vita? Pu&ograve; far litigare un&rsquo;idea di equit&agrave; sociale? Un&rsquo;idea di giustizia vera? L&rsquo;assistenza sanitaria per tutti? (A Gioia nessuno ha fatto niente per salvare l&rsquo;ospedale). Operare per una scuola migliore per tutti? Extracomunitari compresi? Pu&ograve; far litigare la diffusione della cultura, quella vera che nutre le menti? (Non quella dei tarallucci e vino). E il procurare, con idee geniali e non di clientelismo, lavoro per tanti che lo meritino, dal momento che esso &egrave; un diritto per tutti? Pu&ograve; far litigare la difesa dell&rsquo;ambiente? E potrei andare avanti ancora all&rsquo;infinito. A Gioia, la politica &egrave; stata sempre tormentata. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Tornando, indietro di trent&rsquo;anni e pi&ugrave;, la DC ha per tanto tempo ottenuto dalle votazioni la maggioranza assoluta, ma le amministrazioni cadevano forse pi&ugrave; spesso di quanto non succeda oggi, fino a giungere alla chiusura per mafia. Fu all&rsquo;occasione propagandato, sostenuto da tanti politici, il teorema che quella decisione aveva offeso i Gioiesi. Io non mi sono affatto offesa come cittadina perch&eacute;, come afferm&ograve; un mio saggio amico: &ldquo;<i>Le azioni rimangono a chi le fa!&rdquo;.</i> Ma piuttosto &egrave; dai politici che noi elettori dobbiamo pretendere trasparenza e onest&agrave;. Da noi, che andiamo a votare, invece, si deve pretendere attenzione scrupolosa su chi votare. Tentare di non fare scelte sbagliate, di lasciar perdere l&rsquo;interesse e l&rsquo;utile personale e stabilire nella scelta del candidato criteri giusti per il vantaggio della comunit&agrave;.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">L&rsquo;egoismo non paga, se sta male una parte della societ&agrave;, stiamo male tutti! Allora chi potrebbe essere &ldquo;l&rsquo;uomo della provvidenza?&rdquo;. Certamente una persona che abbia una sua professione in cui si &egrave; distinto, che non pensi che la sua professione sia la politica, colto, carismatico, che si presti alla societ&agrave; gioiese con altruismo e soprattutto una persona nuova e non riciclata, che ci faccia sperare in una rinascita vera. Se poi comunque dovesse deluderci perch&eacute; pare che la politica contamini in negativo, pazienza! E&rsquo; da mettere in conto anche ci&ograve; che solo una sfera di cristallo potrebbe scongiurare. Sfera che non possediamo, purtroppo. E, se l&rsquo;auspicio formulato dovesse naufragare, se il politico per antonomasia non dovesse emergere, a votare comunque bisogner&agrave; andare. Con senso di responsabilit&agrave;, di qualunque tendenza si sia, magari turandoci il naso come da anni gli italiani fanno. Come sugger&igrave; il grande Montanelli, una scelta dovremo farla. E che Dio ce la mandi buona!&nbsp;&nbsp; </span></div>
<div align="right" style="text-align: right"><strong><span style="letter-spacing: 1pt">Anna Romano Fasano</span></strong></div>
<div align="right" style="text-align: right"><span style="letter-spacing: 1pt">Tratto da &ldquo;la Piazza&rdquo; di marzo 2012</span></div>
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		<title>L&#8217;occhio della Poesia</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 15:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Leronni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acculturi@moci]]></category>
		<category><![CDATA[L'occhio della Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[A mio parere l&#8217;arte (e, naturalmente, assieme alle altre forme d&#8217;arte, la poesia) &#232; anche una risposta o una viva reazione all&#8217;omologazione sociale e culturale, purtroppo oggi imperante. &#200; sempre stato cos&#236;, a ben vedere, nel corso dei secoli. Ma oggi questa funzione dell&#8217;arte risalta ancora di pi&#249;, anche grazie allo sfondo francamente deprimente da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; line-height: normal; margin-bottom: 0pt"><span><img align="right" alt="" height="393" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2009/12/giacomoleronni-295x393.jpg" width="295" />A mio parere l&rsquo;arte (e, naturalmente, assieme alle altre forme d&rsquo;arte, la poesia) &egrave; anche una risposta o una viva reazione all&rsquo;omologazione sociale e culturale, purtroppo oggi imperante. &Egrave; sempre stato cos&igrave;, a ben vedere, nel corso dei secoli. Ma oggi questa funzione dell&rsquo;arte risalta ancora di pi&ugrave;, anche grazie allo sfondo francamente deprimente da cui cerca, non sempre con successo, di staccarsi. Pi&ugrave; o meno consciamente, a seconda della maturit&agrave; e delle capacit&agrave; di chi la propaga, l&rsquo;arte ribadisce dunque il diritto imprescindibile di ogni creatura di fare <i>storia a s&eacute;</i>, di rivendicare la propria unicit&agrave; e irripetibilit&agrave; che si manifesta in modo lampante proprio attraverso l&rsquo;atto creativo: ogni creatura &egrave; diversa in quanto capace di dar vita ad altre creature sempre differenti, mai riproducibili in fotocopia o con gli stampi (e infatti chi ricorre a tecniche di assoluta riproducibilit&agrave; non pu&ograve; dirsi artista fino in fondo). Aggiungo che, contrariamente a ci&ograve; che comunemente siamo portati a credere, proprio riaffermando costantemente l&rsquo;evidente e straordinaria singolarit&agrave; di ciascuno, riusciamo poi a riconoscerci come portatori di un destino comune a tutti gli altri esseri umani e, dunque, compresi nel tortuoso, sofferente ma anche affascinante percorso dell&rsquo;umanit&agrave;. In definitiva: siamo tutti <i>uguali</i> proprio perch&eacute; tutti <i>diversi</i>.</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal; margin-bottom: 0pt">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal; margin-bottom: 0pt"><span>Quali le conseguenze, nel campo della poesia, di questa importante premessa? Le conseguenze sono numerose e, almeno in un paio di casi, decisamente da non sottovalutare. In primo luogo, possiamo affermare che la poesia aiuta a ripetere all&rsquo;infinito che ognuno di noi non pu&ograve; essere mai incapsulato in definizioni o interpretazioni di comodo, formulate in un preciso momento e valide una volta per tutte. Che ci piaccia o no, nessuno di noi &egrave; uguale a qualcun altro n&eacute; lo sar&agrave; mai. La poesia, pertanto, non serve a <i>globalizzare</i> n&eacute;, tantomeno, ad appiattire o a semplificare. Chi scrive non &egrave; tenuto ad attuare alcuna &ldquo;semplificazione normativa&rdquo;, come si usa dire oggi a proposito di qualcosa di cui, in altri ambiti, tanto si parla (e poco si realizza). Chi scrive piuttosto sottolinea, con i mezzi a sua disposizione e dalla specola che gli consente di raggiungere il cammino fin l&igrave; percorso, l&rsquo;estrema irriducibilit&agrave; (anche &ndash; e non &egrave; constatazione da poco &ndash;<i> linguistica</i>) di ogni vicenda umana, mai sovrapponibile con esattezza (soprattutto per quanto riguarda, appunto, la <i>lingua </i>scelta e utilizzata da ciascuno) alle altre. La poesia, quindi, si orienta in direzione opposta all&rsquo;univoca mercificazione che sembra possedere il mondo e ci insegna a diffidare, in particolar modo di coloro che, predicando da scanni o pulpiti di prestigio, servono in maniera pi&ugrave; o meno conscia proprio l&rsquo;omologazione e l&rsquo;omogeneizzazione dominante, ad esempio cercando di insegnare a tutti come si dovrebbe scrivere e perch&eacute;. Abbiamo appena ricordato che non esistono due persone perfettamente uguali. Potrebbero mai essere perfettamente uguali due poeti? Certamente no. E pi&ugrave; facile sarebbe, sicuramente, trovarne due che per tempra, esperienza, visione del mondo e uso del linguaggio siano diametralmente opposti.<span id="more-18470"></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal; margin-bottom: 0pt">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal; margin-bottom: 0pt"><span>In secondo luogo, la premessa del nostro discorso ci porta a concludere che la poesia non serve tanto a repertoriare le cose del mondo, ad archiviare in sterili elenchi gli oggetti che qualcuno arriva a rendere sulla pagina molto pi&ugrave; vivi di s&eacute;, ma a gridare l&rsquo;inamovibile e non semplificabile essenza di ognuno <i>di fronte </i>alle cose del mondo. Checch&eacute; se ne dica e pensi la poesia ci d&agrave; dunque contezza del fatto che siamo <i>unici </i>e <i>soli</i>, con tutto il peso che questo comporta (bench&eacute; non manchi il sostegno dei nostri compagni di viaggio, in cui giustamente ci specchiamo). E credo adeguato riaffermare infine il concetto chiamando in aiuto un poeta che amo e che ho gi&agrave; citato altre volte, Danilo Dolci: &ldquo;Sono eguali due rondini / se non sei rondine: / due occhi eguali non esistono. // Due alberi eguali non esistono, / fiori eguali, due petali &#8211; / due canti eguali, / due toni. // Due albe eguali non esistono, / tramonti eguali, due stelle, / ore eguali, / attimi&rdquo; (in <i>Poema umano</i>, Einaudi 1974, pag. 49).</span></div>
<div align="right" style="text-align: right; line-height: normal; margin-bottom: 0pt"><span>Giacomo Leronni</span></div>
<div align="right" style="text-align: right; line-height: normal; margin-bottom: 0pt"><span>Tratto da &ldquo;la Piazza&rdquo;- &nbsp;marzo 2012</span></div>
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		<title>Lettera aperta ai  candidati Sindaco del comune di Gioia del Colle &#8211; di Giovanni Addabbo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 17:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere alla Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio & Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Coop]]></category>

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		<description><![CDATA[Sigg.&#160;ENZO CUSCITO, CLAUDIO DE LEONARDIS, PIETRO LONGO, DONATO LUCILLA, SERGIO POVIA
&#160;
Signori,
la vicenda delle licenze Coop Estense ha generato in me una reazione che mi porta a esprimere delle considerazioni, che, se condivise, potrebbero diventare oggetto di un democratico e partecipato dibattito.
&#160;
Innanzitutto, cerchiamo di capire se dietro questa vicenda ci sia solo la questione delle licenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><b>Sigg.&nbsp;ENZO CUSCITO, CLAUDIO DE LEONARDIS, PIETRO LONGO, DONATO LUCILLA, SERGIO POVIA</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Signori,</div>
<div style="text-align: justify">la vicenda delle licenze Coop Estense ha generato in me una reazione che mi porta a esprimere delle considerazioni, che, se condivise, potrebbero diventare oggetto di un democratico e partecipato dibattito.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Innanzitutto, cerchiamo di capire se dietro questa vicenda ci sia solo la questione delle licenze o anche dell&rsquo;altro.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Le concessioni anomale in zona &ldquo;F&rdquo; a Gioia riguardano solo la struttura Coop?&nbsp;Qualora ci fossero altri casi, &nbsp;quali precedenti amministrazioni le hanno autorizzate?&nbsp;In caso di risposta affermativa, il quesito pi&ugrave; plausibile sarebbe il seguente: perch&eacute; la contestazione si concentra solo verso la struttura Coop?</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Un ulteriore quesito senza risposta &egrave; perch&eacute; diverse attivit&agrave; commerciali e non, legati a grandi gruppi internazionali, si insediano in comuni circostanti e non a Gioia del Colle, producendovi benessere territoriale&nbsp;e occupazionale in quelle aree?</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Perch&eacute;, gentili Amministratori, si lasciano cadere nel vuoto le voci di decine di persone, di famiglie che vivono e creano economia nel nostro paese, prospettandoli un futuro incerto? Perch&eacute; si costringono i nostri concittadini a recarsi altrove a effettuare i lori acquisti impoverendo inevitabilmente il nostro Comune?</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Da anni questi interrogativi restano senza la dovuta risposta. L&rsquo;insofferenza e il timore verso questa condizione stanno crescendo. Ascoltatela.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">La soluzione di questa vicenda probabilmente &egrave; tutta politica; la politica sana dell&rsquo;interesse comune, la politica aperta al confronto senza barriere e veti incrociati. La politica a cui un candidato sindaco deve apertamente proporre delle soluzioni.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Cordialmente.</div>
<div style="text-align: justify">Gioia del Colle, 08-05-2012</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Giovanni Addabbo</div>
<div style="text-align: justify">giovanni.addabbo@tin.it</div>
<div style="text-align: justify">349 640 7958</div>
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