C’era una volta… il Consiglio Comunale dei Ragazzi

Dopo aver ricordato, qualche giorno fa, che a Gioia c'era una volta… Il Maggio all'Infanzia, l'emigrante, come l'ha definito il sito dell'Università degli Studi di Bari, possiamo dire anche che a Gioia c'era una volta… Il Consiglio Comunale dei Ragazzi. Il numero progressivo tredici non sembra porti fortuna a Gioia; infatti dopo 12 anni di […]

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ConsiglioDopo aver ricordato, qualche giorno fa, che a Gioia c'era una volta… Il Maggio all'Infanzia, l'emigrante, come l'ha definito il sito dell'Università degli Studi di Bari, possiamo dire anche che a Gioia c'era una volta… Il Consiglio Comunale dei Ragazzi.

Il numero progressivo tredici non sembra porti fortuna a Gioia; infatti dopo 12 anni di vita, così come è accaduto per Il Maggio, anche questa ultradecennale Istituzione sembra aver definitivamente cessato di esistere nella nostra Città, per volere dell'attuale Amministrazione comunale.

Eppure Gioia era stata tra i primi Comuni della Provincia di Bari ad istituire il Consiglio Comunale dei Ragazzi, iniziativa presa a modello dai Comuni viciniori, i cui rappresentanti politici  e scolastici   erano venuti da noi a " prendere lezione ".

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi  viene istituito dal Consiglio Comunale di Gioia del Colle nella seduta dell'11 dicembre 1996.

Tale istituzione prende le mosse dalla applicazione di  due norme  fatte proprie dal Consiglio:

1- l'articolo 17 dello Statuto Comunale, riguardante le  Attribuzioni del Consiglio in materia di partecipazione popolare: La materia riguarda l'istituzione degli organismi di partecipazione popolare, la determinazione dei relativi compiti e l'adozione delle norme di funzionamento in attuazione della legge e dello Statuto;

2-  la Convenzione Internazionale dei Diritti dell'Infanzia, approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall'Italia con Legge del 27 maggio 1991, n.176, depositata presso le Nazioni Unite il 5 settembre 1991, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'11 giugno 1991, che ha sancito il diritto dei ragazzi di esprimere la propria opinione ed ha quindi affidato agli adulti il delicato compito di inventare le occasioni che consentano ai bambini ed ai ragazzi di imparare ad esercitare il diritto di cittadinanza. Di seguito si  riportano alcuni articoli significativi.

Art. 4: Gli Stati parti si impegnano ad adottare tutti i provvedimenti legislativi amministrativi ed altri, necessari per attuare i diritti riconosciuti dalla presente Convenzione.

Art. 12 Gli Stati parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del grado di maturazione.

Art. 13: Il fanciullo ha diritto alla libertà di espressione.

Art. 14: Gli Stati parti rispettano il diritto del fanciullo alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione.

Art. 15: Gli Stati riconoscono i diritti del fanciullo alla libertà di associazione e alla libertà di riunirsi pacificamente.

Il 1° Consiglio Comunale dei Ragazzi di Gioia è stato eletto il 21 febbraio 1997 ( appunto 12 anni fa).

Oltre che a rispondere agli scopi previsti dallo Statuto Comunale e dalla suddetta Convenzione, il Consiglio Comunale dei Ragazzi aveva anche il compito di far familiarizzare i ragazzi alla vita pubblica e preparare il cittadino-ragazzo a impegni più adulti e ad una corretta impostazione degli atteggiamenti verso le istituzioni. Attraverso le proposte dei giovanissimi consiglieri si voleva offrire agli amministratori e ai consiglieri adulti  spunti per rendere la nostra città più vivibile, più a misura di ragazzo e più a misura d'uomo.

E' vero che l'attuale Amministrazione ha assunto come slogan " Ora si cambia ", ma negare la partecipazione dei giovani studenti alla vita sociale e politica è anche un volere realizzare un passo indietro sulla strada della democrazia, del pluralismo, della responsabilizzazione  e sul piano dell'esperienza, del coinvolgimento e della formazione civica delle nuove generazioni, è sicuramente il ritorno ad un passato buio, definitivamente cancellato e messo al bando dalla nostra Costituzione repubblicana.

Dopo l'emigrazione del Maggio all'Infanzia nel Comune di Bari, per esprimere la loro partecipazione alla vita politica ed esercitare il diritto alla cittadinanza i nostri ragazzi saranno costretti anch'essi ad emigrare da Gioia verso altri Comuni?


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21 Comments To "C’era una volta… il Consiglio Comunale dei Ragazzi"

#1 Comment By Franco Ferrara On domenica, 21 giugno 2009 @ 12:07

Non solo il Consiglio Comunale è chiuso ma fra qualche giorno chiude ALPAHARD VERSO LA CITTA’ SOSTENIBILE. Un esperienza di lunga durata, un decennio, che si è integrata con il sistema educativo (famiglia, scuole, parrocchie, associazioni). Sono le esperienze previste dalla concertazione tra Amministrazione Comunale, Organizzazioni sociali, sistema scolastico, mondo cultural. Il cambiamento politico ha comprtato l’abbandono della concertazione. Un emtodo ineludibile per programmare interventi necessari a prevenire in primis il disagio giovanile, fino a far diventare protagonisti i ragazzi della vita pubblica. Cosa voleva essere “verso la città sostenbile”? superare la città delle lottizzazione e progettare la città a misura del bambino, alla sua altezza, invece no. Tutto appartiene al recente passato. Il futuro viene ripreso dall’adulto il quale decide il destino dei più piccoli. Non si capisce a distanza di un anno come mai viene abbandonata la strada della concertazione la quale è addirittura prevista e tutelata dalla legge. La destra non può proseguire il suo percorso amministrativo senza concertazione. L’alternativa è il “già deciso”, il “primato dell’apparire” del “simbolico”, della corsa dietro le emergenze. I ragazzi frequentanti il progetto stanno raccogliendo le firme per una petizione ma saranno ascoltati? Se “Maggio all’Infanzia” è trasmigrato su Bari, ben più grave è la chiusura di Alphard, spazio permanente con l’obiettivo di favorire l’integrazione dei sistemi educativi. Se il progetto “Filo d’Arianna” è diventato Servizio del Piano Sociale di Zona, per Alphard non è stato possibile trasformarlo in servizio nè è stato inserito nel Bilancio di Previsione Comunale. Alla data odierna non abbiamo notizia che i Consiglieri Comunali si sono stracciate le vesti per la fine di Alphard, nè abbiamo notizie dal Servizio Sociale sul futuro. Il silenzio è il nome della politica che viviamo.

#2 Comment By Francesco Giannini On lunedì, 21 settembre 2009 @ 12:35

Cari Amministratori,
potreste suggerirmi qualche risposta da dare agli alunni che quotidianamente mi pongono la domanda sulle motivazioni che vi spingono a non rinnovare il vecchio Consiglio Comunale dei Ragazzi?
La ritenete un’esperienza negativa? Sorpassata? Di sinistra? Scarsamente didattica? Inutile? Scarsamente prioritaria?
Nel momento in cui si parla di istituire Scuole di Politica, per formare cittadini responsabili e preparati a gestire la ” res publica ” ( ed una non ” di parte ” è già presente sul nostro territorio ), come mai non si intende più fornire alle giovani generazioni l’opportunità di acculturarsi e acquisire sul campo quelle esperienze utili, che serviranno loro nel momento in cui saranno investiti dal voto popolare a reggere le sorti della nostra Città?
Forse che il Consiglio Comunale dei Ragazzi non rientra tra l’obiettivo previsto da alcuni Ministri della Pubblica Istruzione, cioè quello di Educare alla cittadinanza attiva?
In attesa di qualche barlume di luce,
buon lavoro!
Cordialmente
F. Giannini

#3 Comment By Francesco Giannini On domenica, 6 dicembre 2009 @ 0:16

Complimenti per la bella iniziativa dell’assessorato alla cultura e alla pubblica istruzione!
In questi giorni, con anticipo rispetto alla festa della Befana, è stato regalato agli studenti delle scuole elementari e medie di Gioia un segnalibro in policromia ( chissà quanti alberi piantati sono stati abbattuti e aquanta parte di tasse dei cittadini è costato )che pubblicizza una brillante idea del Sindaco: una lettera speciale a Babbo Natale.
E’ ” un segnalibro su cui sono illustrate le modalità di un concorso che ha come scopo quello di avvicinare gli studenti delle scuole elementari e di quelle medie inferiori al concetto di cittadinanza intesa come appartenenza ad una comunità, una opportunità di crescita civica oltre che di vivere una esperienza da protagonisti “.
Sinceramente mi riesce difficile capire come è possibile avvicinare i bambini al concetto di cittadinanza, di appartenenza ad una comunità, offrire una opportunità di crescita civica e di vivere una esperienza da protagonisti attraverso una ” lettera speciale a Babbo Natale “.
Piuttosto un modo concreto per avvicinare i giovani, iu ragazzi ( non bambini! ) al concetto di cittadinanza, all’appartenenza alla propria comunità di origine, per offrire loro una seria opportunità di crescita civica e di vivere una seria esperienza da protagonisti questi giovani studenti ce l’avevano prima che questa Amministrazione si insediasse e non c’era bisogno di inventarsene un altro.
Voglio alludere al Consiglio Comunale dei ragazzi, che meglio di ogni altra estemporanea iniziativa risponde a quelle finalità ed è fonte di continua crescita civica, di esperienza del quotidiano vivere e di costante dialettica e rispetto delle altrui opinioni. Solo così potremo avere dei futuri cittadini responsabili e preparati ad affrontare la vita e le responsabilità alle quali saranno chiamati.
Far credere che c’è Babbo Natale, che potrebbe risolvere i nostri problemi o realizzare un nostro sogno, secondo il mio modesto parere significa non educarli a crescere, ad essere attori, ma spettatori e continuare a farli sognare e a lasciare che i bambini rimangano tali per molti anni ancora.

#4 Comment By Francesco Giannini On domenica, 6 dicembre 2009 @ 0:29

Riprendo il post che accidentalmente è andato in pubblicazione.

Complimenti per la bella iniziativa dell’assessorato alla cultura e alla pubblica istruzione!
In questi giorni, con anticipo rispetto alla festa della Befana, è stato regalato agli studenti delle scuole elementari e medie di Gioia un segnalibro in policromia ( chissà quanti alberi piantati sono stati abbattuti e a quanta parte di tasse dei cittadini si è fatto ricorso per pagarlo )che pubblicizza una brillante idea del Sindaco: una lettera speciale a Babbo Natale.
E’ ” un segnalibro su cui sono illustrate le modalità di un concorso che ha come scopo quello di avvicinare gli studenti delle scuole elementari e di quelle medie inferiori al concetto di cittadinanza intesa come appartenenza ad una comunità, una opportunità di crescita civica oltre che di vivere una esperienza da protagonisti “.
Sinceramente mi riesce difficile capire come è possibile avvicinare i bambini al concetto di cittadinanza, di appartenenza ad una comunità, offrire una opportunità di crescita civica e di vivere una esperienza da protagonisti attraverso una ” lettera speciale a Babbo Natale “.
Piuttosto un modo concreto per avvicinare i giovani, i ragazzi ( non bambini! ) al concetto di cittadinanza, all’appartenenza alla propria comunità di origine, per offrire loro una seria opportunità di crescita civica e di vivere una seria esperienza da protagonisti questi giovani studenti ce l’avevano prima che questa Amministrazione si insediasse e non c’era bisogno di inventarsene un altro.
Voglio alludere al Consiglio Comunale dei Ragazzi, che meglio di ogni altra estemporanea iniziativa risponde a quelle finalità ed è fonte di continua crescita civica, di esperienza del quotidiano vivere e di costante dialettica e rispetto delle altrui opinioni. Solo così potremo avere dei futuri cittadini responsabili e preparati ad affrontare la vita e le responsabilità alle quali saranno chiamati.
Far credere che c’è Babbo Natale, che potrebbe risolvere i nostri problemi o realizzare un nostro sogno, secondo il mio modesto parere significa non educarli a crescere, ad essere attori, ma spettatori e continuare a farli sognare e a lasciare che i bambini rimangano tali per molti anni ancora.
Non ritengo che sia un’operazione che possa elevare … culturalmente i … bambini.
Un caro saluto a tutti.
F. Giannini

Ma questa è solo una mia opinione e, come tale, ancora una volta sarà buttata alle ortiche.

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#5 Comment By muratore@ymail.com On domenica, 6 dicembre 2009 @ 16:20

Prof. Giannini, se vuole le espongo la mia opinione sul consiglio dei ragazzi.
Ne abbiamo già parlato ma lei vedo che insiste perchè evidentemente era uno suo sogno recondito quello di essere in passato consigliere dei ragazzi e allora vista l’età ha dovuto optare per essere consigliere comunale!
Mi vuol far capire cosa ha prodotto la sua presenza in consiglio comunale in quegli anni??? Mi sembra, se non ricordo male, che fosse consigliere comunale.
Comunque noto se mi fa capire il suo percorso professionale vorrei sapere se lei ha mai insegnato altrove. Mi sembra molto “attaccato” alla città… forse non ha avuto esperienze altrove e questo condiziona il suo modo di pensare.
Ma questa è solo una mia opinione e, come tale, ancora una volta sarà buttata alle ortiche.
Ciao Gioiesi.

P.S. per il caro Enzo Cuscito:
Enzo voglio i diritti d’autore per quel voltantino delle buone intenzioni di Piero Longo e sui miei commenti che avete pubblicato su gioiademocratica!
Passo dalla sezione? si chiama ancora sezione?
Dovrei avere la tessera nel pd honoris causa!
Con affetto 🙂

#6 Comment By rocco On domenica, 6 dicembre 2009 @ 17:10

Se tutti i nostri politici locali fossero “attaccati” alla LORO città e non alle loro “poltrone” ed ai loro “affari” riusciremmo a realizzare i nostri sogni di cittadini onesti. Ed i sogni si cominciano a fare da bambini e l’uomo onesto si forma sin da bambino. La famiglia e la scuola sono la culla dell’educazione civica. Rinnegare questi valori, significa incoraggiare il qualunquismo ed il fatalismo dell’uomo comune, quello che dice “va bene lo stesso (finché non mi tocca personalmente)”. Non serve essere contro tutti, anche contro l’infanzia, occorre fare delle scelte e la prima scelta da fare è la formazione civile dei giovanissimi. Professore, continui tranquillamente e con la solita passione il suo lavoro di “educatore”, perché è stimato da tutti noi. A volte serve pure qualcuno che educhi anche noi adulti … Con stima Rocco

#7 Comment By Francesco Giannini On domenica, 6 dicembre 2009 @ 18:10

La ringrazio per la solidartietà e per le gentili parole di stima, sig. Rocco.
Qualche altro ” costruttore ” dovrebbe sapere che i ” mattoni ” si mettono a partire dalle ” fondamenta ” e non dall’ ” attico “…
Il mio compito, non solo di insegnante, ma anche di cittadino è quello di contribuire a mettere su, giorno dopo giorno, i… ” mattoni ” che sono i valori e la la spina dorsale della società del domani.
Questo mi sforzo di attuare anche attraverso la promozione, su questo sito, di gioiesi noti e di posti noti o meno noti del nostro Paese.

Buona domenica a tutti
F.Giannini.

#8 Comment By Frandalex On domenica, 6 dicembre 2009 @ 19:07

Fermo restando che non apprezzo commenti sull’interlocutore piuttosto che sulle sue idee, per me il consiglio comunale dei ragazzi non serve a niente.
Per stimolare il senso civico dei nostri ragazzi credo occorra basarsi di più sul più vecchio degli strumenti: il buon esempio.
Cominciamo ad imparare a confrontarci, per esempio.
Esemplarmente
Frandalex

#9 Comment By muratore@ymail.com On domenica, 6 dicembre 2009 @ 21:04

Prof. Giannini non credo che nessuno metta in dubbio le sue qualità letterarie che ci regala su questo blog con le sue ricerche storiche che conduce… tal patrimonio resta però chiuso nei cassetti della biblioteca e degli archivi comunali ed è dato a lei e forse solo a lei la possibilità di accedervi.
Ricordo in passato quando era direttore della stessa il D’Erasmo che per prendere in prestito un libro si faceva prima ad acquistarlo in libreria… non so ora ma perché realizzo come lei sa il grezzo non posso accedere a rifiniture in biblioteca.
Ma per chiuderla qua… vorrei ribadirle che i ragazzi cercano altro… per emergere. Non voglio fare nomi ma ricordo che i componenti del consiglio dei ragazzi erano comunque i classici figli di papà…
E allora, per i ragazzi ai margini cosa resta… la rassegnazione, glielo dico io.
Ad eseppio, ha mai portato con se gli alunni meno fortunati di altri mentre conduce le sue ricerche in biblioteca? Sa non tutti hanno i mezzi. Forse è compito degli educatori questo… non certo di noi operai edili.
Ciao gioiesi.

#10 Comment By Zorro On martedì, 8 dicembre 2009 @ 18:22

La sintassi dell’intervento non è propriamente “grezza”.
Z

#11 Comment By grillino On mercoledì, 9 dicembre 2009 @ 11:48

Condivido quanto detto prima di me da “rocco”, bisogna incoraggiare i ragazzi all’educazione civica, ed il consiglio comunale dei ragazzi era una delle iniziative valide allo scopo.
Come anche ritengo valida l’opinione di Frandalex, quando sostiene che il buon esempio è anch’esso utile alla loro formazione.
Altrettanto però mi si deve consentire di dire che, le intenzioni del sindaco di affidarsi alla lettera a Babbo Natale, è altromodo lontano dal comprendere cosa ora “sono” i “nostri ragazzi”.
Un saluto

#12 Comment By Frandalex On sabato, 12 dicembre 2009 @ 8:55

Il problema è: siamo sicuri che l’attuale modo di fare politica degli adulti (sia a livello comunale che a livello nazionale) sia un buon esempio per i nostri figli.
Cogitamente
Frandalex

#13 Comment By Francesco Giannini On sabato, 12 dicembre 2009 @ 15:23

Caro Francesco D’Al.,
il problema è che i politici sia a livello locale, regionale e nazionale non sempre danno il buon esempio.
Basta guardare il premier che, in un consesso internazionale e in presenza di europarlamentari donne, invece di parlare del ” tema ” del giorno sciorina i suoi panni come per dar libero sfogo ai suoi crucci, utilizzando un lessico da ” trivio “, senza neppure peritarsi che un ” cavaliere ” veramente tale, sempre, ma soprattutto in presenza di donne, dovrebbe assumere un comportamento e un linguaggio consono al suo ” status ” e rispettoso degli ascoltatori e degli interlocutori.
Per non parlare degli scandali che quotidianamente vedono coinvolti i politici…. altro che esempio!
Nel mio ambito lavorativo, un tale comportamento invoglia gli studenti ad andare anch’essi ” fuori tema ” nel momento della verifica orale o scritta e a utilizzare un linguaggio, che, a parer mio, non è nè aulico nè civile.
Un caro saluto a tutti.
F. Giannini

#14 Comment By Frandalex On domenica, 13 dicembre 2009 @ 0:04

Condivido, ma non limiterei l’analisi al solo cavaliere.
E’ la politica in generale che ha raggiunto livelli infimi ultimamente.
Infimamente
Frandalex

#15 Comment By Francesco Giannini On domenica, 13 dicembre 2009 @ 16:05

Caro Frandalex,
condivido quanto dici, ma ho citato il ” cavaliere ” non per dare ” addosso all’untore “, ma solo a titolo esemplificativo, anche per la contemporaneità dell’evento riportato con l’argomento trattato.
Non intendevo esludere dal discorso nè militanti nella sinistra, nè nel centrosinistra, nè nel centro, nè nel centrodestra, nè nella destra, pur naturalmente con i necessari distinguo e le numerose eccezioni.
Il marcio della politica, purtroppo, non ha confini.
Approfitto per rivolgere gli auguri a tutte le ” Lucia “.
Un cordiale saluto.
F. Giannini

#16 Comment By muratore@ymail.com On domenica, 13 dicembre 2009 @ 16:19

ancora…
Io, invece, approfitto per rivolgere un appello a chi di compentenza che ci faccia capire perchè si è parlato a Report della ex “Villa Lucia” e nessun politico gioiese specie con ramificazioni provinciali o regionali ha voluto approfondire la questione di questo “scippo alla città”.
Visto che oggi è Santa Lucia parliamo di “Villa Lucia”.
Ciao Gioiesi.

#17 Comment By giuseppe colangelo On lunedì, 14 dicembre 2009 @ 1:34

Può essere utile l’esperienza del consiglio comunale dei ragazzi?

Chiamati a farne parte come animatori a cavallo tra il primo e il secondo mandato ci siamo trovati prima di tutto nella condizione di dover approfondire le conoscenze per poter pianificare l’intervento di animazione. Abbiamo fatto una ricerca dettagliata quando ancora internet non era così provvido di informazioni e di esperienze altrui.
In sede di programmazione l’attenzione fu data ad alcuni aspetti che avrebbero fatto da elemento cardine durante l’esperienza di animazione:
•sollecitare la comprensione delle problematiche che intervengono nella gestione del bene comune;
•facilitare le relazioni attraverso dinamiche di gruppo e di condivisione;
•formulare proposte commisurate alle reali esigenze dei coetanei;
•garantire libertà di espressione ai ragazzi evitando di influenzare il loro punto di vista con l’opinione di noi adulti.

Per alcuni il compito di animatore è stato breve, per altri si è prolungato nel tempo. Ad ogni modo abbiamo la certezza di aver avuto l’occasione di gustare una reale e concreta partecipazione dei ragazzi.
Una partecipazione che, tuttavia, non ha ricevuto sufficiente considerazione nelle attività del Consiglio Comunale degli adulti e negli interventi dei referenti scolastici.

Parve allora che il CCR fosse l’occasione per mettersi in mostra perpetrata a danno dei ragazzi (non molto difforme dalle tendenze successive). Il sindaco del CCR era un effetto scenico da impiegare in occasione di processioni e manifestazioni pubbliche. Nel tempo nessuna delle proposte, idee o voci del CCR è stata ascoltata seriamente.
Anzi. A conclusione di uno degli incontri con il Consiglio degli adulti gli amministratori dell’epoca chiesero ai ragazzi di progettare un’area verde a loro misura. In realtà si rispedivano al mittente le idee proposte in quella sede (non poche) e si affidava ai ragazzi un compito impossibile in ragione delle necessarie competenze (normalmente il giardino lo progettano i professionisti!).Lo dicemmo allora, lo ribadiamo ancora oggi.

In maniera analoga la letterina a babbo natale sembra banalizzare il dialogo con i ragazzi. Soprattutto è unilaterale e non da spazio al confronto. Nonostante le migliori intenzioni dell’amministrazione le esigenze di bilancio o l’entità delle richieste porterebbe comunque a disattendere le aspettative di qualcuno. Viene da chiederci se non sarebbe più utile ascoltare dal vivo e dar conto delle scelte effettuate di conseguenza. Ma forse per fare questo bisogna avere coraggio e una discreta capacità di sintesi.

Ma allora è utile questo CCR?
Il fallimento delle esperienze precedenti non ci deve distogliere dal significato e dalla valenza del CCR.
A nostro avviso il CCR può ritenersi l’elemento principale e fondante della relazione con il cittadino.
Uno dei tanti tentativi, ma forse il più prezioso per costruire il dialogo e la condivisione delle scelte dell’amministrazione. Nella logica dell’interesse comune e della necessaria trasparenza.
La gestione della città diventa sostenibile se sa ascoltare le esigenze dei cittadini e da priorità alla partecipazione della fascia dei ragazzi che più di ogni altra categoria manifesta freschezza creativa e mancanza di pregiudizi. Tutto a vantaggio del bene comune.

A chi è utile il CCR?
Ai ragazzi, al palazzo, alla città.
Dimenticarsene significa fare un autogol nei tempi supplementari.
Ci auguriamo che i “giocatori” di oggi o di domani sappiano dare la giusta considerazione.

Ideologia? Utopia?

Cordiali saluti
Giuseppe Colangelo
Marilù Colaci De Vitis

#18 Comment By giro_di_notte On martedì, 15 dicembre 2009 @ 17:17

Totalmente inutile il CCR risparmiamo la luce della Sala del Consiglio ed eventuali danni.

#19 Comment By muratore@ymail.com On martedì, 15 dicembre 2009 @ 20:02

Beh giro, è inutile sì ma non credo che ragazzi di scuola media siano cosi esagitati…
Abbassiamo i toni prima che sia troppo tardi… Belusconi insegna!
Ciao Gioiesi.

#20 Comment By Frandalex On martedì, 15 dicembre 2009 @ 21:34

Quanto detto nel mio post di domenica, 13 dicembre 2009 alle 0:04 viene angoscisamente confermato da alcune dichiarazioni post “lancio del duomo” da parte di leaders di non poco conto nel panorama parlamentare italiano.
Nonvittimafacentemente
Frandalex

#21 Comment By Francesco Giannini On giovedì, 4 novembre 2010 @ 22:54

Sarà questo nuovo anno scolastico quello buono per il rinnovo del Consiglio Comunale dei Ragazzi?
Perché rassegnarsi a rinunciare a questa istituzione educativa per le giovani generazioni?
Non sarà perché non si crede neppure nella funzione del Consiglio comunale degli adulti?
Non staremo costruendo un modello che contempla una scarsa partecipazione alla vita sociale da parte dei cittadini, da consegnare alle nuove generazioni?
E… altrimenti quali le motivazioni perché il nostro Paese, da essere uno dei primi ad istituire il Consiglio Comunale dei Ragazzi, oggi è uno dei pochi a non averlo?

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18 giugno 2009

  • Scuola di Politica

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