Catturare una Stella – Cronaca di un amore vero

Una storia vera, capace di catturare la coscienza del lettore sin dalleprime pagine, in cui l'abile minuziosità con cui sono descritti episodi, emozioni, sentimenti, concretizzano l'evento a tal punto che pare diriviverlo nel magico momento della lettura stessa: con Sandro ed Anna protagonisti di un amore senza tempo, senza luogo, senza spazio, infinito".Pasquale Luongo da […]

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Una storia vera, capace di catturare la coscienza del lettore sin dalleprime pagine, in cui l'abile minuziosità con cui sono descritti episodi, emozioni, sentimenti, concretizzano l'evento a tal punto che pare diriviverlo nel magico momento della lettura stessa: con Sandro ed Anna protagonisti di un amore senza tempo, senza luogo, senza spazio, infinito".Pasquale Luongo da Praia a Mare, docente per professione e scrittore perpassione, è un giornalista-pubblicista con numerose pubblicazioni alle spalle, con le quali ha dato fondo a tutta la propria passione per la filosofia, la politica e la storia delle idee: la lunga militanza politica, l'impegno come educatore nel sociale – privilegiando sempre il rapporto coni giovani – l'attenzione posta ai temi socio culturali, sono alcuni deitratti caratteristici dell'azione civile dell'autore. "Le nuove generazioni sono state e sono per lui fonte di energia creativa: l'attuale cronaca èsolo un momento del suo indagare il passato ed anche le vicende familiaricon l'occhio disincantato di chi conosce la < furbizia della storia. Luongo ha voluto trasferire in queste pagine una piccola scintilla di veritàrelativamente ad una vicenda realmente verificatasi e che lo ha coinvoltoumanamente" Giovanni Celico,

storico del territorio, ripercorrendo alcuniaspetti della vita dell'autore, ha evidentemente colto nel segno,sottolineando come Luongo – partendo da una storia realmente accaduta, sia riuscito a centrare l'obiettivo di riportare al giorno d'oggi accadimenti esentimenti datati nel tempo, quasi a voler dare loro una nuova vita.

Sandro ed Anna non sono due nomi di fantasia, come spesso certi autori usano fare nel corso dei loro romanzi d'amore: perché questa è una storia d'amorevera ma romanzata a tratti.

Sandro: classe 1916, caporalmaggiore dei Granatieri di Sardegna, si trovava a Valona, in Albania, tra l'autunno del 1940 e l'inverno del '41, impegnatoin una fase cruenta della Seconda Guerra Mondiale; aveva abbandonato ilpaese d'origine poco più che ventenne per combattere una guerra che avrebbe strappato alla vita migliaia di suoi coetanei: " L'ultimo giorno dell'anno,la compagnia di Sandro veniva attaccata in forze: il combattimento sisvolgeva a colpi di bombe a mano. Sul terreno i cadaveri non si contavano più. La lotta dura e asprissima fino all'imbrunire vedeva però il nemicoricacciato. L'indomani, 1 gennaio, la neve continuava a bloccare irifornimenti, non arrivavano i viveri, non giungevano le munizioni: Meno di trecento uomini dovevano difendere tremila metri di fronte, con un nemicoche non dava un attimo di tregua: la battaglia si faceva ancora più cruentaed una scheggia di mortaio aveva ferito Sandro alla schiena". Più che la ferita, il giovane Sandro doveva lottare contro una forma acuta di cancrenaagli arti inferiori causata dal congelamento che già aveva causato l'amputazionedegli stessi, a migliaia di suoi giovanissimi compagni d'arme: trasportato all'ospedale di Valona, vi rimase ricoverato fino al marzo del 1941. Nellaprimavera del '41, Sandro lasciò l'Albania – direzione Bari- per giungerepoi ad Imola. " Era questa una città superba della Romagna composta da case austere che ne facevano il centro più importante della provincia di Bologna".Imola sarebbe divenuta per il giovane Sandro una seconda patria. Masoprattutto Imola era la città di Anna: "I lineamenti avevano una precisione geometrica, una monotonia immobile nelle sopracciglia nere, col nasino all'insù,nella linea dura e ferma della bocca; gli occhi addolcivano quel viso, eranoblu e luminosi, punteggiati di bianco e sembravano decisi come il resto del viso. Quegli occhi, a suo dire, avevano tanto calore e tanta dolcezza". Annaera una bella e giovane ragazza di venti anni che abitava proprio di fronteall'ingresso dell'Ospedale Militare Carducci che ospitava il giovane protagonista della storia. Anna e Sandro avevano preso a frequentarsi: primapochi baci rubati, poi un affetto sempre più forte sino a giungere ad unamore pulito che li aveva travolti a quella età: in un periodo in cui si piangeva solo di dolore per una guerra terribile, Sandro ed Anna, ora,piangevano soprattutto di gioia.

"Sandro era in stazione dalle tre del pomeriggio. Il treno doveva arrivarealle sedici e quarantacinque. Aveva chiesto a Eduardo, ch'era l'unico giovane in paese ad avere l'automobile, di venire in stazione peraccompagnare Anna e la madre a casa sua". Ecco l'attesa del giovane all'arrivodella sua amata a Praia, in una Calabria che appariva lontanissima – duegiorni di viaggio da Imola: eccolo attendere trepidante che la conquistaamorosa della sua vita scendesse dal treno e iniziasse a conoscere quel mondo così lontano e così diverso.

Una storia coinvolgente, un amore nato sullo sfondo di un conflitto bellicoche stava insanguinando ormai tutta l'Europa e che, per quel che ne è dato di sapere sarà la causa della stessa fine di questo grande amore: un amoreuguale e al tempo stesso diverso da quelli che continuano a sbocciare ancheai nostri tempi. Sandro aveva catturato una stella.

LA PROVINCIA COSENTINA del 4 maggio 2007

Pasquale Luongo, docente, editorialista, alle spalle una decina di pubblicazioni, con Catturare una stella " ha voluto trasferire [.] unascintilla di verità relativamente ad una vicenda realmente verificatasi eche, comunque, lo ha coinvolto umanamente", in quanto figlio del protagonista in primis – da una nota a fine libro, di G. Celico.

Romanzo se non autobiografico almeno parte di una domestica biografia, per sviluppare il quale l'autore ha attinto da una serie di epistole scritte daidue interpreti di una love story che ne caratterizza la trama, esordendo dalplafond bellico del secondo conflitto mondiale. In base all'interpretazione critica del succitato Celico, in ibidem, " l'attuale cronaca" è solo unmomento del suo indagare il passato e anche le vicende familiari con l'occhiodisincantato di conosce la " furbizia della storia.

Sta di fatto che è stato innescato uno di quegli non inusuali meccanismi che rimettono in moto la Storia, la fanno rivivere, dando ulteriore contributoad un'oramai consacrata memoria.

Nella fattispecie si tratta di un consolidato memento, che una volta tanto con snatura la dinamica degli eventi, bensì ne stratifica una già suggellataimmagine, per niente distorta, semmai assolutamente conforme a come i testididattici e le narrazioni dei nostri avi ce l'hanno presentata. Con l'edulcorante aggiunta, peraltro, d'un tratto individuale, che apporta una peculiaritàdiversiva alla statica "fotografia" dello scenario della seconda guerramondiale. Vale a dire: la vicenda di un amore di coppia, che, come molti altri dacché mondo e mondo, colora le monotonie dell'esistenza, ma che,nella sua singola e singolare sequela aneddotica, ne fa, alla fin fine, unsupporto letterario univoco.

Una storia d'amore allegata alla Storia universale. Storia d'amore che,purtroppo o grazie ad essa, chissà ( non si sa, non si può andare al di làdella volontà del destino senza creare incongruenze storiche), non è andata a buon fine.

Sandro, di Praia a Mare, ed Anna, di Imola, nella loro protratta parentesi amorosa, rappresentano lo iato dissolutore dei preconcetti che, purtroppoancora al giorno d'oggi, in una certa qual misura, a priori dissolvono la facile convivenza nei rapporti tra la società settentrionale e quellameridionale.

Tale iato, filo salvifico dell'umana decenza, capace di ridare consistenza ad una coerenza d'intenti etici, oltreché religiosi, trova unridimensionamento specificamente nell'insuccesso del rapporto d'amore tra i due personaggi di sesso opposto. Più ampiamente, sono coinvolte le lorofamiglie e, dunque, potenzialmente se ne può estendere l'ulteriore spigolatura, ai due diversi contesti sociali, Nord e Sud, come s'era inprecedenza detto. Nella definitiva quadratura, pertanto, duole ammettere che
prevale il movente d'una reciproca discriminazione.

E' chiaro che un amore può terminare a prescindere dalle barriere geografiche, purtuttavia la letteratura si rende più che icastica nelle suemanifeste trame e non si può prescindere da una soggettiva allegorizzazione dei suoi significanti. Che poi, come nello specifico, a posteriori, vi siail sigillo della dichiarazione di realtà che si è data in pasto al lettore, il fatto non assume grosse attenuanti.

Senz'altro il lungo preludio bellico, foriero del ricovero ospedaliero dal quale consegue la lunga parentesi di Sandro in terra imolese, dando input alromantico approccio, è pregevole. Anzi, direi, quasi bastevole per se stesso, ai fini d'una valenza di qualità, utile al libro nella suainterezza.

Recensione a cura di Emilio Diedo (Pubblicata su: Literary nr. 3/20079)

Una storia d'amore; un amore tra ragazzi che ardono dal desiderio di provarepassioni intense, uniche. Sullo sfondo un'Italia lacerata dal Secondo Conflitto Mondiale. I protagonisti, non hanno titoli, né potrebbero esseredistinti fra quella folla di gente comune, che quegli anni viveva, facendofinta di non preoccuparsi della sopravvivenza di sé e dei propri cari.

Le tenebre della morte aleggiano fin dalle prime pagine del racconto; appaiono fra le righe macchiate del sangue dei feriti al fronte e dolentinegli ospedali. La convalescenza dell'eroe di cui si parla, durerà a lungo;egli sarà in pericolo, fra la vita e la morte per molto tempo, ma proprio la sventura della malattia gli permetterà di godere di momenti di felicità egioia amorosa.

Fra i tremori e le incertezze iniziali della fanciulla si incastonano frammenti di lucida volontà di decidere del proprio presente e divenire digiovane donna, consapevole dell'importanza di scegliere quale futuro saràopportuno vivere. Il matrimonio e l'amore sono rappresentati come mete d'esistere
e realizzarsi in quanto individui attori in un mondo in fermento ed in procinto di mutare per sempre.

Alle soglie dell'era contemporanea, il nord ed il sud della Penisola si incontrano per condividere un destino comune nel travaglio, nelladisperazione delle perdite e la consapevolezza che nulla sarà mai più comeprima. I paesaggi, i cari lasciati a casa, per i giovani al fronte saranno ricordi di gioventù, o di un'infanzia di vita che non tornerà e che i figli,che nasceranno dal frutto di quegli incontri della speranza e delrinnovamento, non potranno vedere.

La dolcezza dei sentimenti espressi è spesso, quindi raggelata da un'angoscia esasperata, nutrita dal timore della perdita di un sogno eterno, vicino a sécome le parole sussurrate in luoghi ed ambientazioni familiari, ma anchetanto lontane come il chiarore delle stelle che illuminano il destino di ognuno.

I dialoghi vivaci e le descrizioni accurate dipingono frammenti di vita, episodi in cui la gustosa armonia dello svolgersi della storia si rivela allettore suscitando lo stesso genuino stupore nutrito dai personaggi. Ilfinale chiude il giro di vite intrecciato negli anni che fino a noi giungono nei ricordi.

Ida Parise

Note sull'Autore:

Pasquale LUONGO nato a Praia a Mare(CS) nel 1950, docente, scrittore, iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Calabria – Elenco Speciale – conferenziere, convinto meridionalista, già Ufficiale dei Paracadutisti della Folgore, ha dato alle tampe più di 10 libri. I suoi campi privilegiati sono la filosofia della politica e la storia delle idee.

  • Nel 1981 ha vinto il Mercurio Alato Bronzeo all'ottava Edizione del Concorso Internazionale letterario SNA.
  • Nel 1990 ha fondato e diretto il periodico Vivi la Città.
  • Membro del Comitato dei Garanti dell'Osservatorio politico.
  • E' iscritto all'Associazione " Gruppo Scrittori Ferraresi".

Impegnato, come educatore, nel sociale ha sempre privilegiato il rapporto con i giovani. Le generazioni nuove sono state e sono per lui fonte di rinnovata energia creativa. L'attuale "cronaca" è solo un momento del suo indagare il passato e anche le vicende familiari con l'occhio disincantato di chi conosce la "furbiziadella storia". Il Luongo ha voluto trasferire nelle pagine di questo libro una scintilla di verità relativamente ad una vicenda realmente verificatasi e che, comunque,lo ha coinvolto umanamente.

Giovanni Celico – Storico

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26 ottobre 2007

  • Scuola di Politica

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