La masseria e la Cappella Nardulli

Mass NardulliA circa tre chilometri da Gioia, sulla strada  provinciale che porta alla frazione di Montursi è ubicata la masseria Nardulli, che prende nome dal primo proprietario (don Francesco Nardulli, 1696-1761) .

Questa costruzione è citata nel catasto onciario del 1750, catasto realizzato sin dal 1741 sotto il regno di Carlo III di Borbone per un migliore assetto del sistema fiscale. Infatti ogni individuo veniva tassato in base ai beni che possedeva e al mestiere che svolgeva.

La masseria è abbastanza grande e presenta numerosi ambienti adibiti sia per abitazione che per stalle, lamioni per attrezzi, depositi di cereali e paglia, forno e stazzi all’aperto e recintati ad uso degli ranimali.

La sua costruzione dovrebbe risalire alla metà del XVIII secolo. Infatti sull’arco che sormonta l’ingresso della masseria, su due livelli  è scolpita la seguente iscrizione: D. F. N.  in alto e  A. D. 1753 in basso  ( Don Francesco Nardulli     Anno del Signore 1753 ).

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Scj’ò Gioia del Colle vista da Sergio Resta

Sergio RestaNello scorso febbraio il signor Sergio Resta, sottufficiale in pensione dell’ Aeronautica militare italiana, ha mandato in stampa  il volume Scj’ò  Gioia del Cuore  Gioia del Colle vista da Sergio Resta. Come lui stesso dice,  questo volume è dedicato a tutti i Gioiesi che, sfogliando queste pagine, vorranno rivivere la parte più antica del nostro amato paese che continua a sgretolarsi giorno dopo giorno e che vorranno continuare a mantenere un piccolo ricordo in fondo al cuore.

Il volume è frutto della passione per la pittura del signor Resta, il quale già in età giovanile ha partecipato a numerose mostre collettive. 

L’autore ha fissato nei suoi quadri a pastello i luoghi più suggestivi del nostro paese e alcune attività legate alla nostra tradizione contadina.

Non mancano nella vasta produzione pittorica presente nel volume, riproduzione di edifici  o angoli caratteristici di Gioia andati distrutti per opera dell’uomo e rielaborate  da vecchie fotografie.

La narrazione pittorica è corredata anche da una analitica descrizione dei luoghi e delle diverse attività illustrate, in gran parte copiate da articoli pubblicati da Francesco Giannini su www.gioiadelcolle.info oppure  desunte da ‘ Storia di Gioia dal Colle ‘ di Giovanni Carano Donvito o da Wikipedia.

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Museo naturalistico della Murgia a Monte Rotondo

Museo Monte RotondoMonte Rotondo è nota per l’ubicazione della Chiesetta dell’Annunziata, fatta costruire nel 1309 dall’arcivescovo di Bari, Romualdo, in quanto la zona era proprietà della chiesa di San Nicolò di Bari, come ci conferma la concessione che  nel 1087 Ruggero d’Altavilla fece all’arcivescovo di Bari, Ursone.

La chiesetta in passato era frequentata dagli abitanti della contrada, che numerosi vivevano in campagna, dediti alle attività agricole e alla zootecnia.

Ancora oggi intorno alla chiesa si svolge un antico rito tra pagano e cristiano, noto con il nome di  passata al monte, tradizione  che si svolge durante la prima domenica dopo  Pasqua, il giovedì e la domenica successiva.

Oggi  nell’ex masseria adiacente alla chiesetta  si tengono campi estivi per ragazzi e ritiri spirituali per gruppi di laici e di religiosi.

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La Cantina Sociale

Cantina SocialeTra le eccellenze del territorio di Gioia c’è da annoverare il vino primitivo, la cui coltivazione si è diffusa nel nostro territorio sin dalla fine del XVIII secolo.

I proprietari di terreni coltivati a vigneto di primitivo in passato erano soliti vinificare artigianalmente le proprie uve in apposite cantine e vendere  la parte eccedente l’uso personale al dettaglio o all’ingrosso ad acquirenti locali o forestieri.

A volte, quando la produzione era abbondante  i produttori di vino si affidavano alla figura del mediatore per vendere a terzi la parte eccedente il proprio fabbisogno. Molto spesso grosse quantità di vino venivano comprate da società del Nord e utilizzate per aumentare il grado alcolico delle produzioni del settentrione d’Italia o, nel peggiore dei casi, per ‘ tagliare ‘ i vini francesi  notoriamente portatori di una bassa gradazione alcolica, vini o spumanti che, una volta imbottigliati tornavano da noi per essere venduti a caro prezzo.

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Il Museo della Civiltà Contadina

La noriaC’è un luogo a Gioia del Colle in cui i mestieri di un tempo non sono affatto scomparsi, ma  sono ancora vivi e presenti. Infatti, anche se cristallizzati  nella loro statica configurazione, oggetti, arnesi e strumenti legati ad attività artigianali del passato parlano, ci riportano alla nostra tradizione contadina e agricola e  attraverso di loro  ci fanno rivivere momenti e ricordi di un tempo scomparso. E’ un’oasi in cui si respira non un’atmosfera di polvere o di rimpianto, segni che il tempo inesorabilmente lascia su oggetti e persone, ma dove si viene in contatto con un passato pieno di vita e di operosità, elementi che hanno reso importante e famosa la nostra città e i nostri laboriosi compaesani.

Questo luogo è il Museo della Civiltà Contadina.

Vale la pena visitare questo  Museo ricchissimo e unico, messo su nel corso di diversi anni, con grande amore, pazienza,  fatica e sacrifici economici, dal proprietario, il dott. Vito Santoiemma.

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Il villino Tateo

Via RomaUna veduta panoramica di via Roma di Gioia del Colle, un tempo via  della Stazione, risalente alla fine dell’Ottocento ci mostra  sul lato sinistro, incamminandosi in direzione di Piazza Plebiscito, una vasta area ancora non urbanizzata, in parte utilizzata a giardino pubblico. Nel secolo scorso  il tessuto urbano di Gioia, ed in particolare quello che è compreso tra la Piazza e la stazione ferroviaria, è stato stravolto da costruzioni moderne che ne hanno sfigurato l’originario assetto ottocentesco. In controtendenza con quanto si è verificato lungo quest’asse stradale, di fronte all’ingresso della Villa Cassano, in via Roma, oggi, ma non sappiamo per quanto tempo ancora,  è possibile ammirare, tra la folta vegetazione arborea e di glicini che hanno ricoperto l’artistica recinzione in ferro battuto,  una  villa più modesta, in stile liberty, nota come villino Tateo, così chiamata dal nome degli ultimi  proprietari. Continua la Lettura

La cava di Monte Rotondo

Monte RotondoAbbastanza tormentato è il percorso della cava di Monte Rotondo.

Il terreno su cui insiste la cava  si trova al Km. 6 della strada provinciale Gioia-Putignano;  ricade in zona agricola E/2 ed è censito nel foglio mappale n.18 dell’agro di Gioia del Colle. E’ sottoposto tutto a vincolo idrogeologico ex R.D.L. n. 326/23  nonché in parte a vincolo paesaggistico ai sensi della legge n. 431/85  e a vincolo archeologico ex lege 1089/1939.

La cava si trova in un territorio che ricade nella particolare area geostrutturale denominata ‘ Piattaforma  Carbonatica Apula ‘ che si identifica geograficamente con l’altopiano delle Murge che, fagliato, piegato e interessato da fenomeni carsici, si estende, toccando quote s.l.m. non eccessivamente elevate ( 600 mt. circa ), dalla piana della Capitanata alla piana di Brindisi e dal mare Adriatico alla fossa Bradanica.

La Piattaforma è costituita da rocce sedimentarie di età Mesozoica che formano il ‘ Gruppo dei Calcari delle Murge ‘. Si tratta di una potente sequenza di strati e/o banchi di calcari essenzialmente detritici, a grana variabile ma essenzialmente fine, talora oolitici, tra i quali si rinvengono banchi di calcari biostromali; con irregolare sequenza di strati calcarei dolomitizzati.

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Il Cimitero Islamico di Gioia del Colle

portale islamicoCon deliberazione n. 23  del 4-3-2002 il Consiglio comunale di Gioia, prendendo atto della diversificazione della società gioiese a seguito di flussi migratori provenienti da altri continenti, fenomeno in continua espansione e intuendo che la nostra società sarebbe stata destinata a diventare sempre più multietnica, individua una zona  del Cimitero da destinare al  seppellimento di salme appartenenti a culto diverso  quello cattolico.

La zona interessata si trova  nel campo 21 dell’area cimiteriale,  zona scoperta  e aperta, come è previsto dalla religione islamica, posta  sul lato NO del Cimitero Monumentale e con ingresso in fondo al cancello e al viale di accesso al Cimitero nuovo, luogo originariamente destinato al seppellimento di persone inferiori a 10 anni.  Occupa circa 440 mq. per un totale di 32 tombe, che, seguendo la tradizione musulmana, si dispongono in modo da essere  rivolte tutte  in direzione La Mecca e sono sistemate a livello del terreno.

Con successiva determinazione,  specialmente per la presenza  a Gioia di una consistente comunità islamica, che sin dal 1989 aveva  attivato  una moschea, la più antica tra le 12 aperte  in Puglia, si è pensato di trasformare la zona cimiteriale, precedentemente individuata per i non cristiani, essenzialmente per i defunti di religione islamica.

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Un ” Gate guardian ” a Gioia

aereoA chi si trova a passare per la vecchia statale 100, poche centinaia di metri dall’ingresso della base del 36° Stormo, nel punto in cui il vecchio tracciato si dirama per consentire l’accesso nel Comune di Gioia, nel triangolo che si forma con il proseguimento verso Bari, non sfuggirà di trovarsi di fronte un   gate guardian o gate guard  ( custode o guardiano del cancello). Si tratta di un monumento militare, costituito da  un velivolo, montato su un basamento, utilizzato, in mostra statica, come una simbolica guardia intenta a "sorvegliare" l'ingresso del paese.

E’ un aereo  radiato, precisamente un Aermacchi MB 326, appartenuto al gruppo di stanza nella base aerea di Gioia. L’aereo, infatti, riporta sulla fiancata della fusoliera i numeri 36-40 che corrispondono a quelli che potrebbero considerarsi la targa e il suo numero identificativo: il primo n.36 sta ad indicare la sua appartenenza al 36° Stormo di Gioia, mentre il 40 indica il numero progressivo e identificativo o di matricola dell’aeromobile  della base aerea di Gioia.

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Giardino didattico

Di fronte all’Ospedale Paradiso insiste un suolo, che, come si può notare dall'iscrizione posta sulle 2016-07-01 09.26.30colonne che ne delimitano l'ingresso, apparteneva al prof. Filippo Linzalata. Tale suolo sicuramente fu donato in beneficenza all'I.P.A.B di Gioia,ma  con la soppressione dell'Ente di Pubblica Assistenza e Beneficienza inizialmente non si capiva  chi  dovesse incamerare tale bene.  La sua gestione e la proprietà, data l'esiguità  e lo scarso valore economico del suolo,  piuttosto che essere contese tra i vari possibili possessori, erano rimpallate tra Comune di Gioia e ASL/BA e quindi quella zona era lasciata nel più completo abbandono. Su tale suolo è stato effettuato un primo intervento di recupero, con la creazione di una vasca  con fontana, piante acquatiche e pesci e panchine ad anfiteatro per rendere fruibile  la zona. Per qualche anno l’Amministrazione Comunale, mettendo in atto l’obbligo di piantare un albero per ogni neonato, obbligo introdotto in Italia con  la legge Cossiga-Andreotti n.113 del 29 gennaio 1992, ha adempiuto a tale scopo utilizzando questa  zona.

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