La cantina Fatalone

Uno dei primi produttori ed imbottigliatori del rinomato vino Primitivo di Gioia del Colle è stato ' Fatalone '. Alla fine del XIX secolo  Petrera Nicola decise di costruire la sua dimora al centro dell’azienda e scelse la collina Spinomarino, in quanto la più alta, ariosa e soleggiata di tutta la Gaudella (contrada sud orientale di Gioia del Colle) per coltivarvi il Primitivo. A tale epoca risale la tradizione di vignaioli artigiani dei Petrera.
Vennero eseguiti lavori di disboscamento e scavi per la realizzazione di pozzi che garantissero adeguata riserva d’acqua. Con la pietra estratta fu realizzata l’antica masseria. Il triangolo inciso sulla pietra più alta della masseria, divenuto  emblema dell’azienda e logo dell'etichetta, la identifica come storico riferimento cartografico e fra le più antiche masserie della zona.
L’amore di Petrera Nicola per il Primitivo è stato tramandato di generazione in generazione con queste parole:
"Chi ama e rispetta la natura, ama Dio e se stesso."

La passione, l’esperienza e la tradizione dei Petrera hanno incontrato quelle della famiglia Orfino, attraverso il matrimonio di Rosa Orfino e Filippo Petrera (la quarta generazione) e nel 1988 compare, nella piccola cantina scavata nella roccia, la prima bottiglia annata 1987, marchiata Fatalone.

Il marchio aziendale trae origine da Filippo Petrera (la seconda generazione), figlio di Nicola, e che fu a suo tempo soprannominato Il Fatalone.

Continua la Lettura

Il Museo della Civiltà Contadina sul mensile Bridge Puglia-Usa

bridge-puglia-usaSul numero di novembre 2016 del mensile Bridge Puglia-USA è stato pubblicato il seguente articolo, segno tangibile dell'interesse che gli americani nutrono per le tradizioni della nostra Terra e  per la salvaguardia del patrimonio che il nostro Museo della Civiltà Contadina conserva intatto, a dispetto dell'opera distruttrice del tempo e della scarsa attenzione di coloro che dovrebbero valorizzare tale patrimonio.

Tra i mestieri di un tempo 
A Gioia del Colle, nel Museo della Civiltà Contadina

Un’imponente, straordinaria collezione di oggetti e attrezzi antichi legati ai mestieri più diversi. 
Vito Santoiemma, fondatore del museo, li ha raccolti, partendo dagli arnesi delle attività di famiglia, nell’arco di diversi decenni. E vorrebbe far diventare il museo patrimonio della collettività

Continua la Lettura

La Cantina Plantamura

vino-primitivoUna delle eccellenze gioiesi in campo agro-alimentare è costituito dal ‘ Vino Primitivo ‘.

Sulle origini del primitivo e sul pricerio Filippo Francesco Indellicati si rimanda  all’articolo: La Cantina Polvanera,  postato il 16-6-2016  su questo sito: www.gioiadelcolle.info.

Tra gli esponenti di spicco, che portano alto il nome del vino primitivo e della sua terra d’origine, Gioia del Colle, oltre alla succitata azienda  merita una particolare menzione anche  la Cantina Plantamura, sorta anche per volere di Erasmo Plantamura, intraprendente lavoratore di origini santermane, ma gioiese di residenza e d’adozione, noto per l’attaccamento alle produzioni agricole della nostra terra e per essere stato per alcuni anni Presidente della Commissione Festa Patronale di San Filippo.

Il vino Plantamura, a differenza di altre aziende locali  è, infatti, il frutto di una passione per la

Continua la Lettura

‘ Anapeson ‘ di Francesco Dongiovanni

francesco-dongiovanni_directorDopo: Densamente spopolata è la felicità  (Italia, 2011 – 48'), dopo Elegie dall’inizio del mondo – Uomini e alberi  (Italia, 2013 – 38') e dopo Giano  (Italia, 2014 – 50') il 9 settembre 2016 nel chiostro del Comune di Gioia è stato presentato  il quarto  film di Francesco Dongiovanni: Anapeson ( sottotitolo: senza sonno ).  

Anapeson è un Cristo bambino in stato di sospensione, né seduto né disteso, che guarda alla sua fine con occhi aperti e chiusi.

Lascio ai critici il giudizio sulla bontà delle tecniche utilizzate per il suo lavoro, per soffermarmi sul messaggio che il regista ha voluto esprimere attraverso le immagini che ha proposto.

Lo spunto per questo lavoro è venuto dalla lettura del Viaggio nel Regno di Napoli, scritto dal naturalista svizzero il conte  Carlo Ulisse De Salis Marschlins, vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento, esperto di agricoltura e botanica. Nel 1789 attraversò il Regno di Napoli, partendo dalla capitale e passando per la varie regioni del sud Italia. Ritornato in patria, colpito dalla bellezza dei luoghi visitati e dall’operosità delle popolazioni residenti, decise di scrivere un resoconto del suo viaggio.

Continua la Lettura

La masseria e la Cappella Nardulli

Mass NardulliA circa tre chilometri da Gioia, sulla strada  provinciale che porta alla frazione di Montursi è ubicata la masseria Nardulli, che prende nome dal primo proprietario (don Francesco Nardulli, 1696-1761) .

Questa costruzione è citata nel catasto onciario del 1750, catasto realizzato sin dal 1741 sotto il regno di Carlo III di Borbone per un migliore assetto del sistema fiscale. Infatti ogni individuo veniva tassato in base ai beni che possedeva e al mestiere che svolgeva.

La masseria è abbastanza grande e presenta numerosi ambienti adibiti sia per abitazione che per stalle, lamioni per attrezzi, depositi di cereali e paglia, forno e stazzi all’aperto e recintati ad uso degli ranimali.

La sua costruzione dovrebbe risalire alla metà del XVIII secolo. Infatti sull’arco che sormonta l’ingresso della masseria, su due livelli  è scolpita la seguente iscrizione: D. F. N.  in alto e  A. D. 1753 in basso  ( Don Francesco Nardulli     Anno del Signore 1753 ).

Continua la Lettura

Scj’ò Gioia del Colle vista da Sergio Resta

Sergio RestaNello scorso febbraio il signor Sergio Resta, sottufficiale in pensione dell’ Aeronautica militare italiana, ha mandato in stampa  il volume Scj’ò  Gioia del Cuore  Gioia del Colle vista da Sergio Resta. Come lui stesso dice,  questo volume è dedicato a tutti i Gioiesi che, sfogliando queste pagine, vorranno rivivere la parte più antica del nostro amato paese che continua a sgretolarsi giorno dopo giorno e che vorranno continuare a mantenere un piccolo ricordo in fondo al cuore.

Il volume è frutto della passione per la pittura del signor Resta, il quale già in età giovanile ha partecipato a numerose mostre collettive. 

L’autore ha fissato nei suoi quadri a pastello i luoghi più suggestivi del nostro paese e alcune attività legate alla nostra tradizione contadina.

Non mancano nella vasta produzione pittorica presente nel volume, riproduzione di edifici  o angoli caratteristici di Gioia andati distrutti per opera dell’uomo e rielaborate  da vecchie fotografie.

La narrazione pittorica è corredata anche da una analitica descrizione dei luoghi e delle diverse attività illustrate, in gran parte copiate da articoli pubblicati da Francesco Giannini su www.gioiadelcolle.info oppure  desunte da ‘ Storia di Gioia dal Colle ‘ di Giovanni Carano Donvito o da Wikipedia.

Continua la Lettura

Museo naturalistico della Murgia a Monte Rotondo

Museo Monte RotondoMonte Rotondo è nota per l’ubicazione della Chiesetta dell’Annunziata, fatta costruire nel 1309 dall’arcivescovo di Bari, Romualdo, in quanto la zona era proprietà della chiesa di San Nicolò di Bari, come ci conferma la concessione che  nel 1087 Ruggero d’Altavilla fece all’arcivescovo di Bari, Ursone.

La chiesetta in passato era frequentata dagli abitanti della contrada, che numerosi vivevano in campagna, dediti alle attività agricole e alla zootecnia.

Ancora oggi intorno alla chiesa si svolge un antico rito tra pagano e cristiano, noto con il nome di  passata al monte, tradizione  che si svolge durante la prima domenica dopo  Pasqua, il giovedì e la domenica successiva.

Oggi  nell’ex masseria adiacente alla chiesetta  si tengono campi estivi per ragazzi e ritiri spiritualiper gruppi di laici e di religiosi.

Continua la Lettura

La Cantina Sociale

Cantina SocialeTra le eccellenze del territorio di Gioia c’è da annoverare il vino primitivo, la cui coltivazione si è diffusa nel nostro territorio sin dalla fine del XVIII secolo.

I proprietari di terreni coltivati a vigneto di primitivo in passato erano soliti vinificare artigianalmente le proprie uve in apposite cantine e vendere  la parte eccedente l’uso personale al dettaglio o all’ingrosso ad acquirenti locali o forestieri.

A volte, quando la produzione era abbondante  i produttori di vino si affidavano alla figura del mediatore per vendere a terzi la parte eccedente il proprio fabbisogno. Molto spesso grosse quantità di vino venivano comprate da società del Nord e utilizzate per aumentare il grado alcolico delle produzioni del settentrione d’Italia o, nel peggiore dei casi, per ‘ tagliare ‘ i vini francesi  notoriamente portatori di una bassa gradazione alcolica, vini o spumanti che, una volta imbottigliati tornavano da noi per essere venduti a caro prezzo.

Continua la Lettura

Il Museo della Civiltà Contadina

La noriaC’è un luogo a Gioia del Colle in cui i mestieri di un tempo non sono affatto scomparsi, ma  sono ancora vivi e presenti. Infatti, anche se cristallizzati  nella loro statica configurazione, oggetti, arnesi e strumenti legati ad attività artigianali del passato parlano, ci riportano alla nostra tradizione contadina e agricola e  attraverso di loro  ci fanno rivivere momenti e ricordi di un tempo scomparso. E’ un’oasi in cui si respira non un’atmosfera di polvere o di rimpianto, segni che il tempo inesorabilmente lascia su oggetti e persone, ma dove si viene in contatto con un passato pieno di vita e di operosità, elementi che hanno reso importante e famosa la nostra città e i nostri laboriosi compaesani.

Questo luogo è il Museo della Civiltà Contadina.

Vale la pena visitare questo  Museo ricchissimo e unico, messo su nel corso di diversi anni, con grande amore, pazienza,  fatica e sacrifici economici, dal proprietario, il dott. Vito Santoiemma.

Continua la Lettura

Il villino Tateo

Via RomaUna veduta panoramica di via Roma di Gioia del Colle, un tempo via  della Stazione, risalente alla fine dell’Ottocento ci mostra  sul lato sinistro, incamminandosi in direzione di Piazza Plebiscito, una vasta area ancora non urbanizzata, in parte utilizzata a giardino pubblico. Nel secolo scorso  il tessuto urbano di Gioia, ed in particolare quello che è compreso tra la Piazza e la stazione ferroviaria, è stato stravolto da costruzioni moderne che ne hanno sfigurato l’originario assetto ottocentesco. In controtendenza con quanto si è verificato lungo quest’asse stradale, di fronte all’ingresso della Villa Cassano, in via Roma, oggi, ma non sappiamo per quanto tempo ancora,  è possibile ammirare, tra la folta vegetazione arborea e di glicini che hanno ricoperto l’artistica recinzione in ferro battuto,  una  villa più modesta, in stile liberty, nota come villino Tateo, così chiamata dal nome degli ultimi  proprietari.

Continua la Lettura

Pagina successiva »

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.