Angelo Signorelli, il medico “ribelle” appassionato d’arte

8 giugno 2018 Autore:  
Categorie: Storia

Angelo Signorelli

Angelo Signorelli

Angelo Signorelli, il medico “ribelle” appassionato d’arte (Gioia del Colle, 1876 – Roma, 1952)

Un’originalità che viene da lontano

“Sento perfettamente fuse in me le due nature dei miei genitori, la semplicità, la bontà, la resistenza al lavoro di mio padre e la vivacità, l’impetuosità di mia madre: e l’uno era del nord, e l’altra del sud” (lettera di Angelo Signorelli, 1906)

Con parole autografe introduciamo, per poi accompagnare nel suo svolgersi, il racconto biografico di un nostro concittadino vissuto a cavallo dei secoli XIX e XX, tra Gioia del Colle, Roma … ed il resto d’Europa, partendo ab origine, dal matrimonio contrastato dei genitori.

Suo padre, Giuseppe, di origini contadine, era nato nel 1838 a Villongo (BG), nel regno Lombardo Veneto, sotto la dominazione austriaca. Nel 1859, al compimento della maggiore età (21 anni), aveva svolto il servizio di leva, passando nel luglio 1861 alla 7° legione del corpo dei Carabinieri Reali a cavallo. Dopo aver partecipato alla guerra per l’indipendenza e l’unità italiana (1860-1861), combattendo ad Ancona e nell’Italia meridionale, in congedo a Bari nel 1867 si era trasferito a Gioia del Colle, dove conobbe Maria, la sua futura sposa.

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Presentazione secondo tomo del volume ” La Banda musicale di Gioia del Colle “

17 maggio 2018 Autore:  
Categorie: Comunicati, Gioia Nota, Storia

Giovedì 24 maggio 2018 alle ore 18,45 nel Chiostro del Comune di Gioia del Colle il prof. Francesco Giannini presenterà il secondo tomo del libro La Banda musicale di Gioia del Colle 1818-2017. Storia, documenti, immagini, testimonianze.

Il volume, oltre che a delineare la storia della Banda musicale negli anni che vanno dal 1930 al 2017, riporta cronologicamente avvenimenti salienti  verificatisi a Gioia del Colle, riferiti a quegli stessi anni.
Trascrivo quanto riportato nella Prefazione al volume.

Carissimo Franco,

dopo avere avuto il piacere di leggere attentamente il primo volume della tua storia della Banda di Gioia, ho avvertito la necessità di prendere carta e penna, per complimentarmi con te, ma, soprattutto, per ringraziarti per il tuo poderoso, titanico impegno.

Oggi viviamo in una società dominata da mode, che nascono e muoiono e che spesso non durano più di una stagione. Siamo alla ricerca di un futuro vago ed indefinito, dimenticando il passato e banalizzando il presente.

Rischiamo così di perdere la nostra identità e con essa i valori più veri che i nostri antenati ci hanno trasmesso e che noi abbiamo il dovere di custodire e di reinventare.

Ben venga, quindi, un lavoro di ricerca come il tuo, che, abbracciando due secoli di storia, ci radica profondamente nel nostro tessuto etico, artistico, civile e sociale.

Ogni gioiese che si ritiene tale, non solo se appassionato di musica, dovrebbe procurarsi la tua opera, leggerla, gustarla e interiorizzarla.

Sei riuscito, con un lavoro certosino, non solo a ricostruire la storia della nostra banda, con una ricerca attenta e particolareggiata, ma ad offrirci uno spaccato di storia, che supera i confini ristretti della nostra realtà locale, per inserirsi nella più grande storia nazionale.

In più occasioni abbiamo lavorato insieme. Ricordo con piacere gli incontri presso la Biblioteca comunale e il Circolo Unione, dedicati alla banda di Gioia e al maestro Paolo Falcicchio,nonché il nostro tour nelle scuole elementari per parlare di San Filippo Neri e del suo legame con Gioia.

Aspetto con impazienza il tuo secondo volume che tratta di un periodo più recente, che sotto certi aspetti ci ha visti partecipi in prima persona.

Ancora grazie per il tuo appassionato impegno.

Tonino Vasco

Alla presentazione interverranno, tra gli altri, il prof . Lorenzo Fico, Direttore dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “ G. Paisiello “ di Taranto e il prof. Rocco Eletto, Maestro, Direttore e Concertatore del Gran Concerto Musicale “ P. Falcicchio “ di Gioia del Colle.

Nel corso della presentazione saranno proiettati documenti e immagini inediti, inerenti la Banda musicale di Gioia del Colle.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

Piazzetta don Franco Di Maggio

 

Sabato 24 marzo 2018, alla ore 18,00, nella Chiesa Matrice di Gioia del Colle, alla presenza dell'Arcivescovo di Bari, mons. Francesco Cacucci, sarà benedetta la nuova mensa ecuaristica. 

Al termine della Sacra Messa, sarà scoperta la targa che dà l'intitolazione a don Franco Di Maggio, arciprete a Gioia del Colle dal 1949 al 1979, della piazzetta sita sul lato sinistro della stessa Chiesa.

La richiesta di intitolazione di una strada cittadina a don Franco di Maggio  era stata sollecitata dal don Tonino Posa, parroco della Chiesa Matrice di Gioia del Colle, all'Amministrazione Comunale di Gioia, nella persona del Commissario Prefettizio dott.ssa Rossana Riflesso, in data 17 marzo 2016, pensandi di concludere l'iter burocratico nello stesso anno, 20° anniversario della morte di don Di Maggio.

La pratica ha richiesto tempi burocratici più lunghi di quelli sperati e l'approvazione definitiva da parte della Prefettura di Bari è giunta al Comune di Gioia nel mese di dicembre 2017, ad oltre un anno di distanza dal ventennale della dipartita dell'arciprete. 

Conciliando gli impegni assunti dall'Arcivescovo di Bari, mons. Francesco Cacucci, si è giunti alla data del 24 marzo, che vedrà la contemporanea benedizione della nuova mensa eucaristica della Chiesa Matrice e lo scoprimento e la benedizione della targa onomastica in onore di don Di Maggio.

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Prima di quest'ultimo momento celebrativo sarà letta una biografia di don Di Maggio, in cui sarà sottolineato  l'impegno sia in campo spirituale che culturale e civile che l'arciprete ha svolto in trenta anni di attività a servizio non solo della Chiesa Matrice, ma anche dell'intera collettività gioiese, con le motivazioni che hanno spinto a  richiedere tale intitolazione.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

Notizie su don Di Maggio si possono attingere su questo sito, nel post pubblicato il 26 giugno 2009, dal titolo: 'Ricordiamo Don Franco Di Maggio nel centenario della sua nascita '.

‘I tre amori di Dante’ di don Vincenzo Angelilli

Sabato 17 marzo 2018 nel salone del Circolo Unione di Gioia del Colle i proff. Vito Antonio Lozito e Francesco Giannini, in una serata dedicata a 'Dante e Gioia', hanno presentato il saggio critico ' I TRE  AMORI  DI  DANTE ', di  Vincenzo Angelilli, sacerdote, educatore, poeta, saggista.

Si riporta di seguito una sintesi della serata.

     In occasione del 55° anniversario della morte di don Vincenzo Angelillo (in arte Angelilli) il prof Vito Antonio Lozito ha         fatto stampare a proprie spese il saggio del sacerdote gioiese, dal titolo ‘ I tre amori di Dante’, scritto 95 anni or sono.

     Il lavoro è stato presentato sabato 17 marzo nel salone del Circolo Unione di Gioia. Il prof. Lozito, dopo il saluto del           presidente del Circolo, dott. Leonardo Marazia, e la lettura del curriculum dei relatori, ha illustrato brevemente                   l’argomento della conversazione sul saggio di Angelillo. Ha evidenziato il fervore culturale che tra la fine del l’800 e           l’inizio del ‘900 investe  Gioia e che ruota  intorno a don Vincenzo Angelillo e al Circolo culturale-musicale di Marino           Rosati. 

     Tre ragazze, tra  studentesse universitarie  e laureate, a ricordo di analoga presenza di  studenti universitari alla                  veglia  funebre per la morte di don Angelillo, hanno  introdotto  ‘I tre amori di Dante’.

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Presentazione libro ‘La Banda Musicale di Gioia del Colle ‘

28 novembre 2017 Autore:  
Categorie: Comunicati, Primo Piano, Storia

Il 15 dicembre 2017, alle ore 18,00, nel Chiostro del Comune di Gioia del Colle il prof. Francesco Giannini presenterà il primo volume del libro ' La Banda Musicale di Gioia del Colle 1818-2017. Storia, documenti, immagini, testimonianze ', edito da SUMA editrice di Sammichele di Bari.

La manifestazione, che gode del patrocinio gratuito del Comune di Gioia del Colle, vedrà la partecipazione del dott. Donato Lucilla, sindaco di Gioia, della dott.ssa Anna Maria Longo, assessore alle Culture del Comune di Gioia, del prof. Vito Mastrovito, già Dirigente scolasico e Sindaco di Gioia, esperto musicale e familiare dei 'bandisti' che hanno svolto la loro attività concertistico-musicale nel Classico Concerto musicale di Gioia del Colle.

In occasione del bicentenario della probabile prima istituzione della Banda Musicale di Gioia, l'autore in questo primo volume, dopo una parte introduttiva sulla genesi e sullo sviluppo delle Bande Musicali Popolari, ripercorre la storia del complesso musicale gioiese dai suoi esordi fino al 1930, attraverso documenti  attinti da diversi Archivi.

Il secondo volume, in via di stampa, sarà disponibile ad aprile del 2018 e ripercorrerà l'evoluzione e la storia della Banda dal 1930 fino ai nostri giorni, arricchita da una copiosa parte dedicata al Legato Favale, alla Cassa Armonica, alle lite tra  Bande e bandisti, alle Scuole Musicali a Gioia, ai Maestri della Banda, ai solisti, alla Banda nella stampa locale e a testimonianze inedite.

La cittadinanza è invitata.

Il volume è in vendita presso la Libreria Minerva di Gioia del Colle, via Carlo Soria, n. 25.

Gabriele D’Annunzio e il Centenario dell’impresa di Cattaro

4 ottobre 2017 Autore:  
Categorie: Comunicati, Primo Piano, Storia

Ricorre quest'oggi il primo Centenario del Volo di Gabriele D'Annunzio e dei suoi compagni di avventura che li portò dall'aeroporto di Gioia del Colle a Cattaro.

Infatti nella notte tra il 4 e il 5 ottobre del 1917 si compie  la  leggendaria impresa di G. D'Annunzio: l'incursione aerea notturna  e il bombardamento  della base navale di Cattaro durante la prima guerra mondiale, da lui considerata la sua impresa bellica più audace, che è stata considerata la più straordinaria che sia mai stata tentata con velivoli destinati a voli su terra. Egli cominciò a prepararla con due mesi di anticipo e stentò per ottenere il permesso dai Superiori, perché che nessun velivolo avrebbe potuto far rientro a terra, a causa della difficoltà della rotta e della lontananza dell'obiettivo da raggiungere.

La base navale di Cattaro, sede di sommergibili e di idrovolanti che avevano bombardato la città di Brindisi era, dopo quella di Pola, il porto militare più importante dell'Impero austro-ungarico. I quindici biplani, a tre motori 450 HP costruiti dall'industria Caproni di Milano, destinati all'impresa partono dall'aeroporto di Taliedo ( Milano ) il 24 luglio 1917 e, dopo una sosta a Centocelle ( Roma ), giungono a Gioia del Colle il 25 luglio. Gli equipaggi erano arrivati all'aeroporto di Gioia il 25 settembre per preparare nei minimi dettagli la missione. I militari vivono " con i forti e laboriosi abitanti " gioiesi  la vigilia  di quell'impresa.

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Il lebbrosario di Gioia del Colle

10 settembre 2017 Autore:  
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente

In agro di Gioia del Colle, precisamente lungo la direttrice che da Gioia conduce a Matera,in contrada Vallata, zona ricca di boschi, che in passato fu teatro delle imprese e della cattura del Sergenre Pasquale Romano, ex ufficiale borbonico e contrario all'unificazione dell'Italia sotto il regno dei Savoia, al quale qualche anno fa è stato dedicato un cippo commemorativo, nel 1953 fu impiantato un lebbrosario.

La zona, infatti, per la presenza di boschi e di aria salubre, distante circa 10 Km. dall'abitato di Gioia, ben si prestava per tale utilizzo.

A ben due anni prima, precisamente al 1951, durante l’amministrazione comunale di Gioia capeggiata dal sindaco Lattarulo, risale la discussione sulla istituzione di un lebbrosario in agro di Gioia, come proposto dalla deputazione provinciale. Nel dibattito, abbastanza animato, intervenne, tra gli altri, il consigliere Costantino Colacicco che si espresse in modo sfavorevole a tale ubicazione con argomentazioni che furono approvate dal Consiglio, che affidò al sindaco il mandato di esprimere a quella deputazione l’opposizione dell’ Amministrazione.

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Le Corti dell’Imperatore

SIC! Progettazioni  Culturali, con il patrocinio del Comune di Gioia del Colle, e in collaborazione con altri Enti, organizza nel Centro Storico di Gioia, dal 3 al 23 settembre 2017, una serie di eventi dal titolo Le Corti dell'Imperatore.

Nel  Centro Storico sono tuttora presenti numerosi Archi. Essi fungevano, caratteristica che mantengono ancora oggi, da porta di accesso in uno spiazzo, che in tempi recenti è stato chiamato " Largo ". Tale spiazzo, che è caratterizzato dalla presenza di una serie di scale esterne e di piccoli loggiati, nel periodo medievale era chiamato " corte ", perché racchiudeva alcuni edifici di proprietà di un unico signore, tra i quali spiccava quello, più ampio e artisticamente più raffinato, abitato dal signore stesso.

La funzione della corte era anche quello di difesa dell'abitazione del nobile ( come dimostra il portone ligneo o metallico originariamente presente e che fungeva da chiusura dell'arco ), la quale era già difesa dai primi assalti nemici dalle esistenti mura cittadine.

In tempi più vicini a noi la corte perde la connotazione di unica proprietà e di luogo di residenza del signore, per diventare un piccolo borgo o caseggiato di proprietà di più famiglie; ciò è evidenziato dalla scomparsa del portone che originariamente serviva a chiudere l'arco e dalla presenza al suo interno di costruzioni abitate da diverse famiglie.

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Nuovi Scavi Archeologici a Monte Sannace

Numerosi studiosi di archeologia e di ricercatori, tra cui il nostro concittadino prof. Antonio Donvito, sostengono che Monte Sannace in passato sia stato il centro più importante della Peucezia, non solo per l'estensione del villaggio, ma anche per la posizione strategica dello stesso, essendo ubicato al centro di una serie di arterie che conducono da Nord a Sud ( da Bari a Taranto ) e da Est ad Ovest ( da Matera a Brindisi ), ubicazione che permette di collegare  l'Adriatico con lo Ionio e il Tirreno con l'Adriatico e con lo Ionio. 

Gli studiosi sostengono altresì che molto ci sarebbe da scavare per portare alla luce altri reperti che ci permetterebbero di inquadrare meglio l'importanza del sito nello scacchiere regionale e che a loro parere,  solo una metà dell'antico centro abitato sia stato riportato alla luce.

Continua, perciò, anche quest'anno l'attività di studio e di ricerca nel Parco Archeologico di Monte Sannace.

Infatti da lunedì 4 settembre 2017 parte la 22^ Campagna di Scavo nel sito archeologico di Monte Sannace, che avrà la durata fino al 13 ottobre 2017. 

L'attività di scavo, a cura del DISUM, Dipartimento di Studi Umanistici ( sezione  Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici ) dell'Università degli Studi  ' Aldo Moro ' di Bari, si avvale della Direzione Scientifica della prof.ssa Paola  Palmentola.

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La cantina Fatalone

Uno dei primi produttori ed imbottigliatori del rinomato vino Primitivo di Gioia del Colle è stato ' Fatalone '. Alla fine del XIX secolo  Petrera Nicola decise di costruire la sua dimora al centro dell’azienda e scelse la collina Spinomarino, in quanto la più alta, ariosa e soleggiata di tutta la Gaudella (contrada sud orientale di Gioia del Colle) per coltivarvi il Primitivo. A tale epoca risale la tradizione di vignaioli artigiani dei Petrera.
Vennero eseguiti lavori di disboscamento e scavi per la realizzazione di pozzi che garantissero adeguata riserva d’acqua. Con la pietra estratta fu realizzata l’antica masseria. Il triangolo inciso sulla pietra più alta della masseria, divenuto  emblema dell’azienda e logo dell'etichetta, la identifica come storico riferimento cartografico e fra le più antiche masserie della zona.
L’amore di Petrera Nicola per il Primitivo è stato tramandato di generazione in generazione con queste parole:
"Chi ama e rispetta la natura, ama Dio e se stesso."

La passione, l’esperienza e la tradizione dei Petrera hanno incontrato quelle della famiglia Orfino, attraverso il matrimonio di Rosa Orfino e Filippo Petrera (la quarta generazione) e nel 1988 compare, nella piccola cantina scavata nella roccia, la prima bottiglia annata 1987, marchiata Fatalone.

Il marchio aziendale trae origine da Filippo Petrera (la seconda generazione), figlio di Nicola, e che fu a suo tempo soprannominato Il Fatalone.

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