Il lebbrosario di Gioia del Colle

10 settembre 2017 Autore:  
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente

In agro di Gioia del Colle, precisamente lungo la direttrice che da Gioia conduce a Matera,in contrada Vallata, zona ricca di boschi, che in passato fu teatro delle imprese e della cattura del Sergenre Pasquale Romano, ex ufficiale borbonico e contrario all'unificazione dell'Italia sotto il regno dei Savoia, al quale qualche anno fa è stato dedicato un cippo commemorativo, nel 1953 fu impiantato un lebbrosario.

La zona, infatti, per la presenza di boschi e di aria salubre, distante circa 10 Km. dall'abitato di Gioia, ben si prestava per tale utilizzo.

A ben due anni prima, precisamente al 1951, durante l’amministrazione comunale di Gioia capeggiata dal sindaco Lattarulo, risale la discussione sulla istituzione di un lebbrosario in agro di Gioia, come proposto dalla deputazione provinciale. Nel dibattito, abbastanza animato, intervenne, tra gli altri, il consigliere Costantino Colacicco che si espresse in modo sfavorevole a tale ubicazione con argomentazioni che furono approvate dal Consiglio, che affidò al sindaco il mandato di esprimere a quella deputazione l’opposizione dell’ Amministrazione.

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Le Corti dell’Imperatore

SIC! Progettazioni  Culturali, con il patrocinio del Comune di Gioia del Colle, e in collaborazione con altri Enti, organizza nel Centro Storico di Gioia, dal 3 al 23 settembre 2017, una serie di eventi dal titolo Le Corti dell'Imperatore.

Nel  Centro Storico sono tuttora presenti numerosi Archi. Essi fungevano, caratteristica che mantengono ancora oggi, da porta di accesso in uno spiazzo, che in tempi recenti è stato chiamato " Largo ". Tale spiazzo, che è caratterizzato dalla presenza di una serie di scale esterne e di piccoli loggiati, nel periodo medievale era chiamato " corte ", perché racchiudeva alcuni edifici di proprietà di un unico signore, tra i quali spiccava quello, più ampio e artisticamente più raffinato, abitato dal signore stesso.

La funzione della corte era anche quello di difesa dell'abitazione del nobile ( come dimostra il portone ligneo o metallico originariamente presente e che fungeva da chiusura dell'arco ), la quale era già difesa dai primi assalti nemici dalle esistenti mura cittadine.

In tempi più vicini a noi la corte perde la connotazione di unica proprietà e di luogo di residenza del signore, per diventare un piccolo borgo o caseggiato di proprietà di più famiglie; ciò è evidenziato dalla scomparsa del portone che originariamente serviva a chiudere l'arco e dalla presenza al suo interno di costruzioni abitate da diverse famiglie.

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Nuovi Scavi Archeologici a Monte Sannace

Numerosi studiosi di archeologia e di ricercatori, tra cui il nostro concittadino prof. Antonio Donvito, sostengono che Monte Sannace in passato sia stato il centro più importante della Peucezia, non solo per l'estensione del villaggio, ma anche per la posizione strategica dello stesso, essendo ubicato al centro di una serie di arterie che conducono da Nord a Sud ( da Bari a Taranto ) e da Est ad Ovest ( da Matera a Brindisi ), ubicazione che permette di collegare  l'Adriatico con lo Ionio e il Tirreno con l'Adriatico e con lo Ionio. 

Gli studiosi sostengono altresì che molto ci sarebbe da scavare per portare alla luce altri reperti che ci permetterebbero di inquadrare meglio l'importanza del sito nello scacchiere regionale e che a loro parere,  solo una metà dell'antico centro abitato sia stato riportato alla luce.

Continua, perciò, anche quest'anno l'attività di studio e di ricerca nel Parco Archeologico di Monte Sannace.

Infatti da lunedì 4 settembre 2017 parte la 22^ Campagna di Scavo nel sito archeologico di Monte Sannace, che avrà la durata fino al 13 ottobre 2017. 

L'attività di scavo, a cura del DISUM, Dipartimento di Studi Umanistici ( sezione  Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici ) dell'Università degli Studi  ' Aldo Moro ' di Bari, si avvale della Direzione Scientifica della prof.ssa Paola  Palmentola.

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La cantina Fatalone

Uno dei primi produttori ed imbottigliatori del rinomato vino Primitivo di Gioia del Colle è stato ' Fatalone '. Alla fine del XIX secolo  Petrera Nicola decise di costruire la sua dimora al centro dell’azienda e scelse la collina Spinomarino, in quanto la più alta, ariosa e soleggiata di tutta la Gaudella (contrada sud orientale di Gioia del Colle) per coltivarvi il Primitivo. A tale epoca risale la tradizione di vignaioli artigiani dei Petrera.
Vennero eseguiti lavori di disboscamento e scavi per la realizzazione di pozzi che garantissero adeguata riserva d’acqua. Con la pietra estratta fu realizzata l’antica masseria. Il triangolo inciso sulla pietra più alta della masseria, divenuto  emblema dell’azienda e logo dell'etichetta, la identifica come storico riferimento cartografico e fra le più antiche masserie della zona.
L’amore di Petrera Nicola per il Primitivo è stato tramandato di generazione in generazione con queste parole:
"Chi ama e rispetta la natura, ama Dio e se stesso."

La passione, l’esperienza e la tradizione dei Petrera hanno incontrato quelle della famiglia Orfino, attraverso il matrimonio di Rosa Orfino e Filippo Petrera (la quarta generazione) e nel 1988 compare, nella piccola cantina scavata nella roccia, la prima bottiglia annata 1987, marchiata Fatalone.

Il marchio aziendale trae origine da Filippo Petrera (la seconda generazione), figlio di Nicola, e che fu a suo tempo soprannominato Il Fatalone.

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Il vocabolario del dialetto di Gioia del Colle

3 luglio 2017 Autore:  
Categorie: Gioiesi nel Mondo, Storia

Sta per essere pubblicata la seconda edizione del ' Vocabolario del dialetto di Gioia del Colle ', da parte del signor Lorenzo Santoiemma, ' il giovane cantore pugliese della sua Gioia del Colle ', come lo definisce Ettore De Nobili, poeta vernacolare barese, nella prefazione al testo.

Questo ultimo lavoro riassume quanto l'autore aveva precedentemente raccolto nei quattro volumetti ' Il piacere di ricordare Gioia ' e si inserisce nel filone tracciato dal prof. Giuseppe Donatone, che ha scritto una grammaticale dialettale gioiese ( Saggio etimologico sul dialetto gioiese ), dal prof. Vito Celiberti che ha raccolto canti popolari e proverbi dialettali gioiesi ( Canti popolari di Gioia del Colle ), da quest'ultimo studioso insieme alla  maestra Seldina Matarrese  ( Il cuore antico di Goia del Colle in proverbi e detti vari ) e per ultimo, ma non di minore importanza dall'amico prof. Pinuccio Romano ( I paròle de tatàranne ).

Lo stesso De Nobili così riassume l'amore di Santoiemma per la sua terra e il suo dialetto: Emigrato da molti anni per motivi di lavoro nella grande metropoli lombarda, Milano, è sempre stata struggente per Lorenzo la nostalgia per il suo paese natìo, dove aveva trascorso gli indimenticabili anni della sua giovinezza. Nonostante il benessere raggiunto e i figli di stampo milanese, a lui mancavano il sole e il mare di Puglia, le voci, i suoni, gli odori, i sapori… e il dialetto del suo paese.

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Le Porte dell’Imperatore e Ricamo a corte

Entra nel vivo la IV edizione  de ' Le Porte dell'Imperatore ' edizione a cura delle Associazioni  ' Lavori in corso ' e Forme di Gusto ', con la ideazione e collaborazione dell'Associazione culturale ' Artensione '.

Nella fase preparatoria i responsabili delle Associazioni  ' Artensione ' e  ' Lavori in corso ' hanno  prioritariamente acquisito la disponibilità di otto proprietari di altrettante  porte d'ingresso di abitazioni,cantine o depositi del Centro storico su cui far operare i pittori e successivamente hanno effettuato  una selezione tra gli artisti che si erano resi disponibili, individuando otto giovani artisti gioiesi.

Costoro si cimenteranno nella decorazione pittorica delle porte, la quale verterà, come per le precedenti edizioni, sul tema di Federico II e sulle vicende legate al suo tempo, alla sua figura e alla sua corte.

Le porte  individuate si trovano  in Via Santa Maria Maddalena, Arco Nardulli, Arco di Costantinopoli, Arco Cimone e Vico Jovia.

Gli otto artisti che si cimenteranno in questa attività sono: Annamaria Cacciapaglia, Filippo Cazzolla, Vito Difilippo, Amatore Ditullio, Sheila Linzalata, Patrizia Mastrapasqua, Samantha Natuzzi, Francesca Pastore.

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Parte la IV Edizione de ” Le Porte dell’Imperatore “

I ' Frammenti dell'Imperatore ', che erano stati riportati su vessilli di stoffa  e avevano arricchito il Centro Storico di Gioia nell'estate scorsa, stanno per trovare collocazione nella loro versione originale  tra le vie del borgo degli Schiavoni o borgo degli Albanesi. 

In questo modo andranno ad arricchire il Centro Storico e a renderlo più vivo con l'arrivo di nuovi turisti.

Frutto dell'inventiva di giovani artisti, che avevano risposto entusiaticamente al concorso voluto dall'Associazione artistico- culturale Artensione ( vedi ' Frammenti dell'Imperatore ' pubblicato  su questo sito ) ha prodotto numerose tavolette pittoriche legate alla figura e al mondo  di Federico II di Svevia.

Le tavolette, raggruppate in numero da sei a nove, fissate su un supporto ligneo, saranno poste sulla parete di alcune abitazioni site nelle vicinanze della chiesa di Sant' Angelo.

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I pastifici Nettis

7 marzo 2017 Autore:  
Categorie: Prodotti Locali, Storia

La tradizione Nettis, il cui primo pastificio fu fondato da Pasquale Nettis agli inizi degli anni  ’40, continua ancora oggi.

Pasquale, figlio di un proprietario terriero, dopo aver frequentato le scuole e approfondito gli studi tecnici si arruola nell’esercito tra i ‘Carabinieri a cavallo’. Ottiene una medaglia al valore militare ed è fatto prigioniero in Grecia.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale fonda a Gioia il Mulino e Pastificio Nettis. Subito dopo apre una fabbrica di ghiaccio a Gioia ed un’altra a Martina Franca.
Ottiene l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro. Ha ricoperto numerosi incarichi tra i quali: membro del Consiglio Direttivo del Banco di Roma,  assessore nel Comune di Leverano, tesoriere del Rotary Club di Gioia, Confratello della Chiesa di S. Francesco.

Il mulino si articolava in quattro reparti:
– impianto di macinazione del grano tenero
– separatore della farina dalla crusca
– servizi igienici

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Il Cinema Vittoria

3 febbraio 2017 Autore:  
Categorie: Storia

Cinema Vittoria

Resta ancora vivo nel ricordo di alcuni cittadini gioiesi più avanti negli anni  un luogo di ritrovo pomeridiano legato al tempo libero e conosciuto  con il  diminutivo il pidocchietto: un cinema popolare sito in via Giovanni Bovio, attualmente denominata via Giovanni Carano Donvito.

Infatti  fra il 1910 e il 1920 a Gioia oltre al Teatro comunale Rossini operava il teatro delle marionette, nel teatro Vittoria, il  cui proprietario era il signor Consiglio Favale.

In quei tempi non vi erano tanti svaghi e divertimenti come nell’odierna società; i ragazzi trascorrevano il loro tempo libero giocando per strada con gli amici o ascoltavano dai nonni  storielle frutto della fantasia popolare o si appassionavano all'ascolto di esperienze  e fatti della loro vita.

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Giornata della Memoria 2017

In occasione della Giornata della Memoria, l’ U.T.E ., Università della Terza Età e del Tempo Libero di Gioia del Colle, con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale di Gioia del Colle e di concerto con il Teatro Comunale Rossini,   venerdì 27 gennaio 2017 alle ore 21.00 presenta

               MILLE PAPAVERI ROSSI… 
musica e parole per ricordare
ideazione e regia Maurizio Vacca.

Un viaggio tra musica e parole per ricordare non solo l'eccidio degli ebrei ma tutte quelle situazioni perpetrate nel tempo e che ancora oggi sono una macchia per l'umanità.

La corale U.T.E. diretta dal maestro Francesco Lorusso ci guiderà in un viaggio nella memoria. In scena, oltre il coro, al pianoforte il maestro Daniela Mastrandrea e al flauto il maestro Titti dell'Orco. E’ prevista  la partecipazione straordinaria di Ugo Maurino e Maurizio Vacca.

L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria da effettuarsi presso il botteghino del Teatro.

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