L’incendio alla Distilleria Cassano

14 Agosto 2016 Autore:  
Categorie: Prodotti Locali, Storia

ditilleriaSorta più di 100 anni or sono sulla spinta dei cambiamenti economici che interessarono allora la Terra di Bari, per la distilleria Cassano di contrada “Cozzarole” (sulla via per Santeramo, praticamente di fronte al casello autostradale), il 2009 sembra essere l’anno della rinascita dopo decenni di abbandono. Lo scorso 10 gennaio, difatti, ha ospitato oltre 200 persone in occasione della festa del dipendente comunale: a dispetto di un numero così alto di invitati, lo spazio certo non è mancato, poiché i circa 3 mila metri quadrati che ne costituiscono la superficie coperta, hanno consentito a tutti di muoversi in grande libertà. Nel mese di marzo, invece, si è tenuto colà un convegno sul vino “Primativo” al quale hanno partecipato produttori o semplici appassionati di Gioia e di altri comuni della Puglia. Ancora, durante la settimana della cultura, ad aprile, è stato uno dei luoghi che i cittadini hanno potuto visitare gratuitamente per riscoprire la storia del territorio. Infine, in questa estate che ne segna per così dire la definitiva elezione a sito di interesse culturale, l’ex distilleria farà da contenitore a manifestazioni di vario tipo: si è cominciato lo scorso 5 luglio con il raduno delle Ferrari d’epoca (appuntamento rovinato dalla pioggia però); quindi si continuerà con la maratona della musica-Disk jokey Festival 2009, il 3 agosto, col concerto di Ambrogio Sparagna e la sua Band l’11 dello stesso mese e con una serie di altre visite guidate in data ancora da definire, alle quali lo scrivente prenderà parte in qualità di guida didattica.

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Le Distillerie Paolo Cassano

CassanoCome recita l’insegna turistica posta agli ingressi della città di Gioia, il nostro paese è la patria del vino primitivo. Il primo ceppo di questo vitigno sembra sia stato impiantato ad opera dei Benedettini nel secolo XII. Al canonico gioiese Francesco Filippo  Indellicati ( 1767- 1831 ), invece, spetterebbe  il merito di aver impiantato Gioia  il primo vitigno di primitivo alla fine del ‘700, anche se si suppone che già nei secoli VIII-III a. C. nel territorio nei dintorni di Gioia si producesse vino, come farebbe pensare il ritrovamento di numerosi contenitori in argilla, ritrovati nell’antico sito peuceta di Monte Sannace  a 5 Km. da Gioia, destinati a contenere vino.

Da quei tempi, dunque, la coltivazione di vigneti e il vino hanno costituito elementi importanti nell’economia della comunità gioiese e sono stati commercializzati anche all’estero.

IndELLICATII vigneti, però, e conseguentemente la produzione di vino, sono andati sempre soggetti alle variazioni climatiche, ai danni causati dall’attacco di insetti o parassiti, i quali molte volte hanno portato alla distruzione delle piantagioni.

Basti ricordare che quando nel 1889 giunse in Europa il pericoloso parassita della fillossera, che portò alla distruzione della viticoltura europea anche  in Puglia la fillossera fece la sua comparsa e causò la completa distruzione di vigneti in numerosi Comuni a noi viciniori. Uno dei paesi più colpiti fu Santeramo in Colle, come testimonia il passaggio dalla stazione ferroviaria di Gioia dell’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, l’on. Antonio Salandra, che si recava a Santeramo per constatare di persona quella prima invasione fillosserica.

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La Cantina Sociale

Cantina SocialeTra le eccellenze del territorio di Gioia c’è da annoverare il vino primitivo, la cui coltivazione si è diffusa nel nostro territorio sin dalla fine del XVIII secolo.

I proprietari di terreni coltivati a vigneto di primitivo in passato erano soliti vinificare artigianalmente le proprie uve in apposite cantine e vendere  la parte eccedente l’uso personale al dettaglio o all’ingrosso ad acquirenti locali o forestieri.

A volte, quando la produzione era abbondante  i produttori di vino si affidavano alla figura del mediatore per vendere a terzi la parte eccedente il proprio fabbisogno. Molto spesso grosse quantità di vino venivano comprate da società del Nord e utilizzate per aumentare il grado alcolico delle produzioni del settentrione d’Italia o, nel peggiore dei casi, per ‘ tagliare ‘ i vini francesi  notoriamente portatori di una bassa gradazione alcolica, vini o spumanti che, una volta imbottigliati tornavano da noi per essere venduti a caro prezzo.

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La S.A.I.L. Latte Perla Granarolo

13 Luglio 2016 Autore:  
Categorie: Prodotti Locali, Storia

PerlaIl territorio gioiese  oltre ad essere una zona  di  “interesse turistico rilevante” (L.R. 23/1993), per la presenza del castello Normanno-Svevo, di numerosi monumenti dell’archeologia industriale  e di insediamenti industriali e di diverse zone archeologiche, da sempre ha espresso la sua vocazione agro-alimentare, grazie alla vastità del suo territorio, che si estende per circa 206 Kmq e che si sviluppa in zona collinare, con altitudini comprese fra i 296 e i 435 metri s.l.m.

Tra i prodotti  più significativi del nostro territorio annoveriamo il latte e i derivati della sua lavorazione.

Oltre al caseificio dei Fratelli Capurso e ad una serie di caseifici locali un incremento sostanziale all’attività casearia gioiese è venuto in passato dalla S.A.I.L ( Società Agricola Industriale Latte ). Uno dei fiori all’occhiello della comunità gioiese è senz’altro la pluriennale presenza sul territorio dello stabilimento S.A.I.L.  Latte Perla. A differenza di altre realtà, come la Termosud Ansaldo, la S.A.I.L. è l’esempio tipico di come dalle nostre parti si può

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Cantina Polvanera

PolvaneraIn contrada Marchesana, al confine  tra i Comuni di Gioia del Colle ed Acquaviva delle Fonti, agli inizi del Terzo Millennio si è insediata un’azienda che è lustro e vanto non solo del nostro Comune, ma che è conosciuta e apprezzata in Italia e nel mondo: è la cantina  Polvanera, i cui vigneti si estendono su un comprensorio che abbraccia i due citati territori comunali.

Questo  connubio, questa pacifica  comunanza, unitamente alla circostanza che i conduttori dell’azienda, i signori Cassano, sono originari di Acquaviva, sfata ampiamente la diceria che tra i due paesi non corre buon sangue.

      LA CONTRADA MARCHESANA

Il nome dell’azienda è legato alla storia della masseria, chiamata masseria Antonietta, la cui costruzione risale al 1820.

Non bastarono per l’abolizione della feudalità la legge 2-8-1806 di Giuseppe Napoleone e la successiva legge dell’1-9-1806 , con cui si ordinò la ripartizione dei demani, ma si dovette giungere alla sentenza del 3-3-1810 n. 17  per decidere definitivamente che le terre usurpate o chiuse dall’ex feudatario Principe di Acquaviva dovessero essere restituite al Comune di Gioia del Colle ed entrare a far parte dei demani comunali.

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Francesco e Sebastiano Capurso

CapursoUn medico gioiese agli inizi del 900 parte per le Alpi svizzere e  tornò dalla Valtellina (SO) con i due nipoti con vacche svizzere di razza brunalpina, bovini meno esigenti delle altre razze nel cibo e produttrici di maggior quantità di latte, e che quindi  sostituirono la locale podolica.

Questa scelta rivoluzionaria per quegli anni mise gli allevatori nella condizione di produrre molto latte e ai piccoli laboratori artigianali  caseari locali consentirono di avere a disposizione la materia prima per la trasformazione del prodotto vaccino locale. Si trattava di piccole botteghe-latterie più di veri e propri caseifici, in cui artigiani del latte lavoravano la materia prima per trasformarla i bunrro, mozzarelle e formaggi. Tra queste botteghe figurava ai primi del’900 quella di Orazio  e Clemente Milano  in via della Stazione, oggi villino Tateo.

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La Banca Agricola Industriale di Gioia del Colle

27 Maggio 2012 Autore:  
Categorie: Prodotti Locali, Storia

 

Banca Agricola Industriale 001Quest'anno ricorre il centenario della costituzione di una Banca gioiese, che ha svolto un ruolo importante nell'economia agricola ed industriale di Gioia del Colle nel corso del ventesimo secolo.

E' appunto la Banca Agricola ed Industriale, società anonima, poi  divenuta Società per azioni, fondata il 27 maggio 1912. Tale Istituto di Credito è stato impiantato grazie alla volontà di alcuni cittadini gioiesi benestanti: il signor Carlo Capussella, il prof. Giovanni Carano, l'avvocato Ernesto Losavio, l'ingegnere Giovanni Milano e il cavaliere Nicola Serino Romano.

L'atto costitutivo è stato stipulato dal notaio Teodoro Sagges. Il capitale iniziale della Banca ammontava a 50.000 lire, suddiviso in 500 azioni da 100 lire ciascuna. Tale capitale  è stato  aumentato a 100.000 lire dopo una serie di operazioni di sconto, " veramente superiore alle previsioni" e " tutte a firma di assoluta solvibilità", avvenute nei primi mesi di vita dell'Istituto.  

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Antiche unità di misure e antiche monete

22 Agosto 2011 Autore:  
Categorie: Prodotti Locali, Storia

misureemonete-6x4A seguito  dello sviluppo del commercio di svariati beni di consumo o della compravendita di beni immobili gli uomini hanno utilizzato  diverse unità di misura, in base al tipo di bene e allo stato fisico d'ogni sostanza o dell'oggetto della contrattazione.

Spesso le unità di misura, che servivano per quantificare lunghezze, aree, volumi e pesi, erano utilizzate solo  in un ristretto ambito territoriale.

Conseguentemente, tutti gli strumenti utilizzati da ogni comunità  erano imprecisi e non corrispondenti con quelli di altre comunità con le quali si intrattenevano scambi commerciali.

Solo dopo il 1885 le comunità nazionali ed internazionali, per razionalizzare gli scambi commerciali tra  di loro,  disposero di unificate le diverse unità di misura; esse oggi  sono d'uso comune.

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Il Molino ” Excelsior ” di Gioia del Colle

11 Gennaio 2011 Autore:  
Categorie: Prodotti Locali, Storia, Turismo

Ciminiere industriali di Gioia

Nella prima metà del secolo scorso Gioia del Colle era rinomata non solo per lo sviluppo del settore caseario, la mozzarella, o meglio il fiordilatte, e gli altri prodotti della lavorazione del latte, ma anche, per restare al campo alimentare, per la produzione di vino primitivo e di olio d’oliva.

Prospetto Mulino ExcelsiorIl panorama economico del paese era costellato anche da numerose industrie di trasformazione di prodotti vitivinicoli ( distillerie ), da industrie tessili, da ebanisterie e soprattutto da complessi industriali per la produzione di pasta e per la molitura e la sfarinatura dei cereali.

Una foto del 1903, la prima riportata nell'articolo,  presenta la veduta di Gioia dalla via per Santeramo e mostra il panorama industriale di Gioia, con una presenza di ciminiere che svettano sull’abitato, a conferma del confortante sviluppo economico-industriale del nostro Paese all’inizio del Novecento.

La scelta della zona posta ad ovest del paese, in prossimità della periferia dell’abitato, come insediamento di industrie, era dettata da due favorevoli coincidenze:

–  la presenza di due ben distinte linee ferroviarie, la Bari-Gioia-Taranto, che collega l’Adriatico e lo Ionio e la Gioia-Rocchetta Sant’Antonio, che collega il nostro territorio alle  coste del mar Tirreno,  importanti e utili vie di comunicazioni e di traffici commerciali,

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Giuseppe Rosini

rosini1Fratello del più noto Mario Rosini, cantante che al Festival di Sanremo del 2004 si classificò secondo, Giuseppe, detto Pino, è nato a Santeramo in Colle  il 19 marzo 1956, ma da sempre vive a Gioia con la sua famiglia.

Ha dato vita ad un'azienda, l'Apipuglia Novagel, che dal 1974 si occupa di allevamento di api e della trasformazione diretta di tutti i prodotti ottenuti dalle stesse.

Questa iniziativa è sorta per una forte  passione per la natura e per la convinzione che si potesse lavorare in modo alternativo rispetto alle moderne tendenze della grande industria, senza cioè stravolgere o violentare la natura e ciò che ad essa appartiene, ma rispettandola. L'azienda nasce sulla continuità del lavoro di suo nonno, a sua volta apicoltore a suo modo.

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