I pastifici Nettis

7 marzo 2017 Autore:  
Categorie: Prodotti Locali, Storia

La tradizione Nettis, il cui primo pastificio fu fondato da Pasquale Nettis agli inizi degli anni  ’40, continua ancora oggi.

Pasquale, figlio di un proprietario terriero, dopo aver frequentato le scuole e approfondito gli studi tecnici si arruola nell’esercito tra i ‘Carabinieri a cavallo’. Ottiene una medaglia al valore militare ed è fatto prigioniero in Grecia.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale fonda a Gioia il Mulino e Pastificio Nettis. Subito dopo apre una fabbrica di ghiaccio a Gioia ed un’altra a Martina Franca.
Ottiene l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro. Ha ricoperto numerosi incarichi tra i quali: membro del Consiglio Direttivo del Banco di Roma,  assessore nel Comune di Leverano, tesoriere del Rotary Club di Gioia, Confratello della Chiesa di S. Francesco.

Il mulino si articolava in quattro reparti:
– impianto di macinazione del grano tenero
– separatore della farina dalla crusca
– servizi igienici

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Il Museo della Civiltà Contadina sul mensile Bridge Puglia-Usa

bridge-puglia-usaSul numero di novembre 2016 del mensile Bridge Puglia-USA è stato pubblicato il seguente articolo, segno tangibile dell'interesse che gli americani nutrono per le tradizioni della nostra Terra e  per la salvaguardia del patrimonio che il nostro Museo della Civiltà Contadina conserva intatto, a dispetto dell'opera distruttrice del tempo e della scarsa attenzione di coloro che dovrebbero valorizzare tale patrimonio.

Tra i mestieri di un tempo 
A Gioia del Colle, nel Museo della Civiltà Contadina

Un’imponente, straordinaria collezione di oggetti e attrezzi antichi legati ai mestieri più diversi. 
Vito Santoiemma, fondatore del museo, li ha raccolti, partendo dagli arnesi delle attività di famiglia, nell’arco di diversi decenni. E vorrebbe far diventare il museo patrimonio della collettività

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Il vino e la Scuola Enologica a Gioia

24 novembre 2016 Autore:  
Categorie: Prodotti Locali, Storia

cartello-gioiacitta-federicianaNel momento storico che stiamo vivendo, in cui si va sempre più diffondendo, sia nel mondo orientale che in quello occidentale, il gusto di bere del buon vino, per gli effetti benefici che, come  gli studi dimostrano, apportano alla salute dell’individuo, anche se bevuto in dosi contenute,  per venire incontro a questa richiesta dei mercati e dei consumatori si sta diffondendo in Italia, ma anche in Europa e nel mondo  la coltivazione di vitigni idonei alla vinificazione di qualità.

Gioia del Colle, in particolare, per le caratteristiche climatiche,  pedemontane  e per la consistenza di terreni calcarei  e argillosi con presenza di falde acquifere che permettono il nutrimento delle piante nelle annate siccitose, terra idonea alla coltivazione della vite e alla produzione di vini corposi e di elevata gradazione alcolica, da secoli si è attrezzata per la produzione di uve scelte e idonee ad essere vinificate e a rispondere alla domanda sempre crescente di un vino certificato.

Uno dei prodotti tipici del nostro Comune, come recitano i cartelloni che annunciano l’arrivo dei turisti a Gioia del Colle, è costituito dal vino primitivo.

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La Cantina Plantamura

vino-primitivoUna delle eccellenze gioiesi in campo agro-alimentare è costituito dal ‘ Vino Primitivo ‘.

Sulle origini del primitivo e sul pricerio Filippo Francesco Indellicati si rimanda  all’articolo: La Cantina Polvanera,  postato il 16-6-2016  su questo sito: www.gioiadelcolle.info.

Tra gli esponenti di spicco, che portano alto il nome del vino primitivo e della sua terra d’origine, Gioia del Colle, oltre alla succitata azienda  merita una particolare menzione anche  la Cantina Plantamura, sorta anche per volere di Erasmo Plantamura, intraprendente lavoratore di origini santermane, ma gioiese di residenza e d’adozione, noto per l’attaccamento alle produzioni agricole della nostra terra e per essere stato per alcuni anni Presidente della Commissione Festa Patronale di San Filippo.

Il vino Plantamura, a differenza di altre aziende locali  è, infatti, il frutto di una passione per la

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La Trattoria Pugliese

10 settembre 2016 Autore:  
Categorie: Prodotti Locali, Storia, Turismo

piatto-puglieseDa un’intervista rilasciata nel 1969 dal signor Amleto, il vecchio gestore, ad alcuni studenti della Scuola Media Carano apprendiamo che centocinquantatre  anni fa, ai numeri civici 9-11 di via Concezione, strada sita di fronte all’ingresso principale del castello Normanno-Svevo di Gioia, veniva aperta una osteria, che, dal cognome degli originari gestori, prese la denominazione di trattoria Pugliese. Uno dei due locali fungeva da cucina e l’altro da sala da pranzo.

Nel 1888 è  la signora Crescenza, vedova Pugliese, a  continuare  la tradizione di famiglia.

Prima dello scoppio della prima guerra mondiale la trattoria viene ereditata da Vito Pugliese. Alla morte di Vito la gestione passa  alla moglie Favale Maria.  

Al termine della seconda guerra mondiale, nel 1946, questo esercizio commerciale viene gestito da una nipote della famiglia Pugliese, la signora Dorotea Pugliese, insieme al marito Amleto, il quale era, di origini,  leccese.

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Il Museo di Angelo Pavoncelli

PavoncelliIn una rientranza del Centro storico di Gioia, in via Michele Petrera  n. 44 si trova  una Porta dell’Imperatore denominata “ Il volo di Federico “, dipinta  nel 2012, con un’atmosfera surreale, dal pittore gioiese  Mario Lozito.

Aprendo questa porta, però, si entra in un mondo reale, che per le giovani generazioni potrebbe avere qualcosa di surreale, ma che per chi è più avanti negli anni è quanto mai  reale e ci rimanda al passato: è un Museo particolarissimo, è la rievocazione di alcune nostre tradizioni che un nostro concittadino e proprietario della struttura edilizia, Angelo Pavoncelli, innamorato della sua e della nostra Gioia del Colle, con passione certosina e con tenacia e sacrificio ha voluto recuperare nel corso si qualche decennio; si tratta di  oggetti e materiali appartenenti alla nostra civiltà contadina, insieme ad altri oggetti tipici della nostra civiltà pre-industriale ed industriale.

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La treccia di fior di latte più lunga del mondo

TrecciaIl 14 luglio 2007  Gioia ha  vissuto una giornata indimenticabile.

I produttori della rinomata mozzarella Fior di latte gioiese qualche mese prima di quella data avevano pensato di tentare di azzerare il record detenuto dal Comune di Sala Consilina, città in provincia di Salerno, che qualche anno prima aveva prodotto una treccia di  latte di bufala della lunghezza di mt. 45.

La sfida che Gioia del Colle aveva deciso di lanciare, grazie ad una cordata di imprenditori locali del settore caseario capitanata da Pinuccio Capurso, titolare dell'omonimo caseificio Capurso, era quella di battere quel record detenuto dal Comune di Sala Consilina e produrre una treccia di fior di latte della lunghezza di mt. 100 in modo da realizzare il nuovo Guinness world record " La treccia più lunga del mondo ".

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Il Palio delle Botti

PalioAnche se ai diversi ingressi nella città di Gioia circa 20 anni fa furono posti sei segnali turistici con la scritta: Gioia del Colle,città federiciana del vino primitivo e della mozzarella,  non tutti, neppure molti gioiesi,  sanno che Gioia del Colle è la  patria del vino primitivo. Quando si parla di primitivo pugliese la mente corre subito a Manduria, paese a circa 95 Km da Gioia in provincia di Taranto, assurto agli onori delle cronache per essere produttore affermato del prezioso nettare.

Ad onor  del vero spetta al canonico gioiese Francesco Filippo  Indellicati ( 1767- 1831 ) il merito di aver impiantato  a Gioia  il primo vitigno di primitivo alla fine del ‘700, anche se si suppone che già nei secoli VIII-III a. C. nel territorio nei dintorni di Gioia si producesse vino, come farebbe pensare il ritrovamento di numerosi contenitori in argilla, ritrovati nell’antico sito peuceta di Monte Sannace  a 5 Km. da Gioia, destinati a contenere vino.

Per chi volesse maggiori informazioni sul primitivo di Gioia è possibile consultare su questo sito il post: www.gioiadelcolle.info/cantina-polvanera/.

Per  riscoprire e valorizzare le tradizioni e i prodotti di eccellenza del nostro paese, grazie ad un’idea di Claudio Santorelli, in collaborazione con il laboratorio di idee ‘ Il Faro ‘ e di Gioia del Colle Joha il 27 agosto 2016 si è tenuta la prima edizione del ‘ Palio delle Botti ‘ Trofeo  ‘ Città del primitivo ‘.

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L’incendio alla Distilleria Cassano

14 agosto 2016 Autore:  
Categorie: Prodotti Locali, Storia

ditilleriaSorta più di 100 anni or sono sulla spinta dei cambiamenti economici che interessarono allora la Terra di Bari, per la distilleria Cassano di contrada “Cozzarole” (sulla via per Santeramo, praticamente di fronte al casello autostradale), il 2009 sembra essere l’anno della rinascita dopo decenni di abbandono. Lo scorso 10 gennaio, difatti, ha ospitato oltre 200 persone in occasione della festa del dipendente comunale: a dispetto di un numero così alto di invitati, lo spazio certo non è mancato, poiché i circa 3 mila metri quadrati che ne costituiscono la superficie coperta, hanno consentito a tutti di muoversi in grande libertà. Nel mese di marzo, invece, si è tenuto colà un convegno sul vino “Primativo” al quale hanno partecipato produttori o semplici appassionati di Gioia e di altri comuni della Puglia. Ancora, durante la settimana della cultura, ad aprile, è stato uno dei luoghi che i cittadini hanno potuto visitare gratuitamente per riscoprire la storia del territorio. Infine, in questa estate che ne segna per così dire la definitiva elezione a sito di interesse culturale, l’ex distilleria farà da contenitore a manifestazioni di vario tipo: si è cominciato lo scorso 5 luglio con il raduno delle Ferrari d’epoca (appuntamento rovinato dalla pioggia però); quindi si continuerà con la maratona della musica-Disk jokey Festival 2009, il 3 agosto, col concerto di Ambrogio Sparagna e la sua Band l’11 dello stesso mese e con una serie di altre visite guidate in data ancora da definire, alle quali lo scrivente prenderà parte in qualità di guida didattica.

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Le Distillerie Paolo Cassano

CassanoCome recita l’insegna turistica posta agli ingressi della città di Gioia, il nostro paese è la patria del vino primitivo. Il primo ceppo di questo vitigno sembra sia stato impiantato ad opera dei Benedettini nel secolo XII. Al canonico gioiese Francesco Filippo  Indellicati ( 1767- 1831 ), invece, spetterebbe  il merito di aver impiantato Gioia  il primo vitigno di primitivo alla fine del ‘700, anche se si suppone che già nei secoli VIII-III a. C. nel territorio nei dintorni di Gioia si producesse vino, come farebbe pensare il ritrovamento di numerosi contenitori in argilla, ritrovati nell’antico sito peuceta di Monte Sannace  a 5 Km. da Gioia, destinati a contenere vino.

Da quei tempi, dunque, la coltivazione di vigneti e il vino hanno costituito elementi importanti nell’economia della comunità gioiese e sono stati commercializzati anche all’estero.

IndELLICATII vigneti, però, e conseguentemente la produzione di vino, sono andati sempre soggetti alle variazioni climatiche, ai danni causati dall’attacco di insetti o parassiti, i quali molte volte hanno portato alla distruzione delle piantagioni.

Basti ricordare che quando nel 1889 giunse in Europa il pericoloso parassita della fillossera, che portò alla distruzione della viticoltura europea anche  in Puglia la fillossera fece la sua comparsa e causò la completa distruzione di vigneti in numerosi Comuni a noi viciniori. Uno dei paesi più colpiti fu Santeramo in Colle, come testimonia il passaggio dalla stazione ferroviaria di Gioia dell’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, l’on. Antonio Salandra, che si recava a Santeramo per constatare di persona quella prima invasione fillosserica.

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