Concentrati sul nostro ombelico.

25 marzo 2012 Autore: Sebastiano Tangorre  
Categorie: Politica & Società, Primo Piano

 

Sappiamo bene che le parole sono sempre importanti, disegnano stili di vita e mentre alcune s’impongono, altre scompaiono. Una parola che avverto sempre più essere in disuso è “attesa”.
Stiamo perdendo il tempo dell’attesa che è anche il tempo del desiderio.
Senza il desiderio è azzerata la tensione verso la conquista che poi è ciò che dà valore al quel che si desidera.
Noi adulti, questo non lo diciamo ai giovani che già spinti dal consumismo sono i più impazienti. Ed ecco che viene a galla un’altra parola desueta: pazienza.
Attesa, pazienza, calma…. tutte parole sempre meno presenti nel nostro quotidiano vocabolario.
Si agisce per impulso, non si semina nulla, non si coltiva nulla e si raccoglie l’effimero.
Affidarsi all’elemento aleatorio, alla buona sorte è lo scacco alla cultura con la quale invece, gli esseri umani dovrebbero superare le difficoltà.
C’è la crisi economica e si gioca, si scollega la testa e ci si lascia andare alle ansiolitiche suggestioni che colpiscono la “pancia”.
Rincorriamo cabale e lotterie e questa condotta orami incarnata nella nostra società attesta la perdita del controllo della nostra esistenza.
La nostra è un’identità in bilico e ci affidiamo con le nostre umane debolezze ai pifferai magici dei gratta e vinci ed ai quiz milionari della televisione, ci rifugiamo sempre più nell’irrazionale per non perdersi, nell’attesa di trovare anche noi la lampada di Aladino.
Ed il nostro mondo assomiglia sempre più al paese dei balocchi, dove da mattina a sera  passando dal lotto al bingo, dal gratta e vinci agli skill games, tutti vogliono accarezzare il sogno della vincita milionaria e la logica del “tutto e subito” ha sostituito quella dell’impegno.
Negli ultimi tempi, mi indignano i sempre più insistenti spot televisivi che attraverso simpatici testimonial ci invitano a tentare la sorte al gioco: il marketing per questo, impiega il volto comico decisamente più accattivante e pericoloso che chiude lo spot con la deficiente ed incomprensibile frase “gioca con moderazione”,  per molti il sogno di vincere si trasformerà in incubo. 

                                                                                                                                                             Sebastiano Tangorre

La Fidas e i Vigili del Fuoco nelle Scuole per il “Progetto Sicurezza”

Mercoledì 20 e giovedì 22 marzo, il I Circolo Didattico “Mazzini” e l’Associazione Fidas Vigili del Fuoco Donatori Sangue, Sez. Bari, hanno organizzato un incontro presso le scuole materne per il “Progetto Sicurezza”. Durante questi incontri, è intervenuta anche Annamaria Lippolis, consigliere Fidas della sezione di Gioia del Colle, per introdurre l’atto alla donazione del sangue fra i più piccoli.
 
I bambini hanno accolto con grande entusiasmo l’iniziativa, soprattutto per la presenza dei vigili del fuoco in divisa, pronti a spiegar loro ogni norma di sicurezza e come affrontare i casi di pericolo, sia a scuola che a casa.
 
Molto attenti alle spiegazioni, i piccoli hanno prontamente chiesto qualunque dubbio che potesse aiutarli a capire meglio cosa bisogna fare o non fare in caso di pericolo.
La stessa attenzione è stata rivolta alla consigliera Fidas che ha parlato dell’importanza del sangue nella nostra vita e delle sue funzioni. Anche se l’argomento è risultato un po’ sconosciuto, specie per i più piccoli, durante questo intervento i bambini hanno posto delle domande e, soprattutto, hanno raccontato degli aneddoti che li aveva riguardati in prima persona.
 
Al termine degli interventi, tutti i bambini hanno ricevuto dei gadgets, fatto la foto con gli “ospiti”, ma soprattutto, hanno potuto indossare il casco dei vigili del fuoco, e sentirsi, per qualche momento, protagonisti della mattinata.

ProdigioDonna. “Sccc.! La parola alle donne”.

“…In questa nostra epoca la civiltà si è data un gran da fare per attenuare certe differenze, tra l’uomo e la donna, che erano causa di profonda ingiustizia. C’è stato un graduale avvicinamento nel modo di comportarsi, di sentire, di pensare, di vivere, fino alla tanta sospirata parità. Però, secondo me, all’inizio di tutto c’è sempre una donna…”. Con un monologo di Giorgio Gaber sulla donna è cominciato l’incontro tra donne svoltosi il 21 marzo e organizzato da Pro.di.gio., il movimento civico indipendente in lizza per le prossime consultazioni elettorali, e che ha visto la partecipazione di una trentina di donne di diverse età e occupazioni. Non un incontro politico ma un’occasione di discussione sulla politica, intesa come normale ed usuale gestione della vita di ogni giorno che le donne abitualmente fanno . Quale la realtà, le esigenze, i problemi che le donne “normali” si trovano ad affrontare nella loro quotidianità: in casa, al lavoro, nella famiglia. Potrebbero sembrare banalità, se ne straparla dall’alto, ma chi ha mai chiesto alle dirette interessate quello che pensano? Ecco perché “Sccc.! La parola alle donne”. Ecco perché l’invito a prendere coscienza del proprio valore “altro” e complementare a quello degli uomini e ad entrare da protagoniste, anche solo con la discussione, l’interessamento e le proposte, alla vita politica della nostra comunità. “Secondo me l’uomo ha sempre cercato il potere sulle cose; la donna sulle persone!”, dice sempre Gaber in modo ironico: realmente però se l’uomo è più interessato alle “cose” la donna effettivamente è quella che si interessa e si occupa delle persone. Chi meglio di lei quindi può pensare a come poter migliorare la vita della nostra comunità, fatta di persone prima che di “case”? Certo gli impedimenti all’impegno attivo nella vita politica sono reali: mancanza di tempo da “sprecare” in incontri e discussioni infinite con niente di fatto finale come si usa fare nei partiti; senso di inadeguatezza per un argomento che è sempre stato prerogativa maschile; senso di sfiducia totale e mancanza di punti di riferimento carismatici e sani in ambito politico. Però se non ci si impegna, ognuno con il proprio piccolo contributo, di tempo, di idee e di voglia di rinnovare la nostra mentalità rinunciando al facile e “vigliacco”: “è così che funziona, mi adeguo e se posso ci marcio anch’io”, la realtà della nostra vita non cambierà mai! E ai nostri figli stiamo solo preparando un biglietto di sola andata verso luoghi lontani da Gioia, di cui ci piace il buon funzionamento e la civiltà! E’ compito delle donne lavorare affianco, e non solo dietro, degli uomini, perché solo mettendo insieme i nostri diversi valori il Prodigio di una società migliore si può avverare. “…L’Universo sa che senza l’incontro tra due corpi differenti, due pensieri differenti, non c’è futuro.”

Giornata della memoria e dell’impegno.

“LA GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO” sarà celebrata a Gioia del Colle il 29 marzo alle ore 18:00 nel chiostro comunale durante la premiazione del “1° premio letterario LO STATO SIAMO NOI” bandito dall’Istituto di Istruzione Superiore “Canudo” in collaborazione con l’Associazione LIBERA presidio di Gioia del Colle. In tale occasione sarà presente il testimone di giustizia PINO MASCIARI e la famiglia del nostro concittadino, vittima di mafia, ing. DONATO BOSCIA.

 

“ LA MEMORIA DEVE DIVENTARE IMPEGNO “ don Luigi Ciotti

GENOVA 17 marzo 2012, 17° edizione della “Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia” promossa dalla Associazione Libera e da AvvisoPubblico.
Attualmente LIBERA è costituita da oltre 1600 fra Associazioni nazionali e locali,cooperative sociali,gruppi e realtà di base,circa 4500 scuole attive nei percorsi di educazione alla “legalità democratica” in Italia.
Dal 1996 la “Giornata della Memoria e dell’impegno” ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie.
Oltre 900 i nomi di Vittime,semplici cittadini,magistrati,giornalisti,appartenenti alle forze dell'ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti,esponenti politici ed amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.
“Da questo terribile elenco mancano tantissime altre vittime,impossibili da conoscere e da contare”.
Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace.
Dal 1996 a Roma, il 21 marzo è celebrato ogni anno in una diversa città significativa per la lotta alle mafie; a Bari è avvenuto nel 2008, a Potenza nel 2011, a Genova nel 2012.
E’ l’impegno della MEMORIA dire “no” alla corruzione morale, alle ingiustizie sociali, agli egoismi che le alimentano, alle illegalità.
E’l’impegno per la MEMORIA smantellare la mafia del 21° secolo, quella sofisticata che manovra i capitali, che investe proventi illeciti, che ricicla denaro sporco, che si infiltra negli appalti pubblici,che incide sulla diffusione della criminalità organizzata di corruzione e concussione, che manovra il voto di scambio, che non si fa notare perché, naturalmente, da anni non indossa più la coppola , non ammazza nessuno e non è limitata a confini strettamente geografici.
 
 
                                                                                                                 Presidio LiberaGioia

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro: da lì dobbiamo ripartire.

Forze politiche, associazioni, singole persone organizzano, partecipano, discutono, scrivono, suggeriscono, manovrano, osservano, stipulano intese, incontri, conferenze, dibattiti, studi, gloriosamente impegnati per dare a maggio prossimo un consiglio comunale il più vicino ai propri interessi.

 
“INTERESSI” un termine quasi mai usato da coloro che si propongono alla guida della gestione dell’amministrazione pubblica. Si usa parlare di “spirito di servizio” di mettere al centro “il bene della città” di mettere “la democrazia” sopra di tutto, che “l’elettore decide”insomma un linguaggio edulcorato, etico, morale, tecnico, religioso per poter entrare “democraticamente” nel cinico meccanismo della campagna elettorale, dove la concorrenza mostra tutto il suo spietato e cinico vigore, composto da azioni meno spirituali e molto materiali come cene. buoni benzina, voti di scambio, incentivi economici, affissioni illegali ecc.
 
ATLANTE, invece ha continuamente parlato di “INTERESSI”!; di mettere al centro dell’attività politica, non le speranze o i sogni dei cittadini, che sono aspirazioni individuali, privati, che si differenziano soggettivamente, ma di “INTERESSI DI CLASSE” di quell’insieme di strati sociali che vengono penalizzati dal sistema economico attuale che a livello nazionale si fonda sulla logica del massimo profitto ed è diretto da monopoli e banchieri, a livello locale si fonda sia sulla spartizione del territorio per ricavare il massimo guadagno politico o/e economico sia nella gestione delle briciole che in misura sempre più ridotte arrivano nelle casse comunali e che potenzialmente permettono gestioni clientelari nel campo dei servizi di competenza.
 
Queste logiche hanno portato allo scioglimento anticipato delle ultime 2 amministrazioni; la prima per il dovuto rigore imposto dal sindaco Mastrovito nella vita amministrativa, la seconda per il pressappochismo che ne ha caratterizzato tutto il percorso. Animati da “spirito civico”(?) e modernismo sono molti coloro che si cimentano in operazioni ardite per dare cariche innovative ai loro proclami. Si passa da chi propone il sindaco di tutti a chi vuole il sindaco manager, da chi mette prima il programma e poi il sindaco, a chi vuol fare il contrario, “democraticamente” si elargiscono forti dosi di “legittimità” alle proposte altrui per poi affossarle dopo averle firmate. E’ il teatro di chi a ogni elezione comunale accentua la propria dose di personalismo, afferma la propria originalità politica, programmatica, comunicativa, salvo notare, purtroppo, che i film sono ripetitivi, anche se i personaggi, pochissimi per la verità sono nuovi.
 
ATLANTE, anche questa volta si distinguerà per essere “cocciutamente” dalla parte antiparassitaria della popolazione: i lavoratori, i disoccupati, i pensionati, i piccoli artigiani, i piccoli commercianti, i piccoli contadini, coloro cioè che stanno pagando pesantemente la crisi prodotta dal parassitismo capitalista e finanziario.
Stare “da questa parte” significa che prima degli uomini, dei programmi, delle formule politiche, delle metodologia vengono “I VALORI”: bisogna mettere al centro di tutto il valore del “LAVORO” perché solo quel valore crea occupazione, produzione, sviluppo, benessere, maggiori entrate, pagamento dei debiti, investimenti, indipendenza economica, dignità individuale e nazionale.
In senso “comunale” questi valori significano onestà e interesse pubblico, -“lavoro buono”, sicuro, tutelato, -qualificato, approvvigionamenti e consumi solidali, – rifondare l’istituto della trasparenza come bene di tutti, – la scuola come base della formazione e del vivere civile, – servizi nel rispetto della dignità e dei diritti, -No a gente senza case, case senza gente,- opzione zero alla ulteriore cementificazione, – bonifica del territorio, – potenziamento della raccolta differenziata, ecc.
 
ATLANTE chiama le forze di sinistra, le forze associative democratiche e progressiste i cittadini non rassegnati a costruire una coalizione che su questi valori si candidi alla guida della nostra città, con un ruolo di rinnovamento sostanziale, simile a quello a avviato nel 95. Invita tutti coloro che ad ogni tornata elettorale sono stati puntualmente ricattati dal voto clientelare e dalle richieste dei parenti e degli amici in lista, ad esprimere finalmente un voto libero.
 
Vito Falcone

Il ritorno dell’onorevole Bricolle

Qualcuno dei lettori più adulti ricorderà forse una simpatica canzone di qualche anno fa, cantata da Claudio Villa e Clara Jaione, avente come protagonista un fantomatico parlamentare di Gioia del Colle, l’onorevole Bricolle, ineguagliabile modello di sfacciato arrivismo. Costui infatti, “Quando era a Gioia del Colle sembrava il modello degli agitator” poiché “intratteneva i suoi elettor gridando pane e lavor”; però una volta raggiunto l’obiettivo dell’agognata elezione, “zincato e pulito”, era segnato come esempio di conformismo:  “come è elegante che dignità, che esempio di serietà”.

E in più “da ognun riverito ed ossequiato” tanto da diventare, a dispetto delle umili origini, “davvero una celebrità”. Il tutto grazie un programma intriso di tanto populismo, banale ma efficace, che si condensava in tre parole: “pace lavoro e libertà” da dispensare alla “massa degli elettor” cui “ha riservato il lavor”. Anche se poi, raggiunto l’obiettivo, il suo improvvisato rivoluzionarismo si trasformava in disinvolto menefreghismo: “Alla camera, quando c’è udienza con grande imponenza a Roma egli va, poi nell’aula bonino bonino si fa un pisolino e tira a campà”.

Ciò nondimeno la sua carriera si presentava ancora in ascesa, dal momento che il ritornello della canzone si concludeva con questa fosca previsione: “eccellenza di qua, eccellenza di là, un bel dì senator diverrà”; e questo pur non essendo un genio, “tutt’altro, ma è furbo e scaltro e il fatto suo lo sa” (testo di Fragna e musica di Morbelli).  

La canzone ebbe un discreto successo, risultando al 21° posto tra i singoli più venduti del 1948, per la melodia orecchiabile tipica del periodo, oltre che per il testo pungente che certo fece subito breccia nel pubblico di quegli anni, incolto ma ridestato dalle atrocità della guerra.

Tuttavia il brano va ricordato anche perché costituisce una evidente testimonianza di quanto fosse cambiata la politica dopo la tetra austerità imposta dalla dittatura fascista. In un certo senso, con la parodia del nostro onorevole concittadino riprendeva piede una visione più umana della politica, già presente nell’Italia del periodo liberale.

Con una sostanziale differenza, però: adesso il protagonista non era un politico reale, come per esempio Francesco Crispi, definito dalla stampa di fine ‘800 “il becchino d’Italia” (a causa della svolta protezionistica del 1887 che colpì duramente l’economia agricola soprattutto del Mezzogiorno) o Giovanni Giolitti, “il trasformista” per antonomasia, ma un personaggio immaginario anche se non del tutto sganciato dalla realtà (infatti qualche commentatore malizioso pensò, quando uscì la canzone, all’onorevole De Bellis, il cui ricordo a vent’anni circa dalla sua morte era piuttosto vivo nella comunità locale). Va poi constata l‘attualità del personaggio, una sorta di “Cetto La Qualunque” degli anni ’40, proprio quelli in cui si affermò il movimento politico del “qualunquismo”, che ebbe a Gioia un discreto successo (cfr., di questa rubrica, l’articolo LE ELEZIONI POLITICHE DEL 1948 A GIOIA, n. 2 del 2004).

Ovviamente l’attualità è data anche dal quadro di profonda incertezza attraversata dalla politica, sia a livello amministrativo che nazionale, proprio nell’anno in cui si celebra il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ricorrenza non certo onorata dalle vicende economiche e finanziarie degli ultimi mesi, inevitabile conseguenza della partecipazione alla cosa pubblica di tanti emuli reali dell’onorevole Bricolle, dal 1861 ad oggi.

In effetti, quanto ha sottratto la mala-politica al bene comune, sia sotto forma di grassazione diretta, per cosi dire (quello che Montanelli chiamava il magna magna), sia come esito dell’impreparazione e dell’incompetenza di taluni eletti dal popolo, che già di per sé – anche se non combinate con la disonestà morale – rappresentano un costo per la collettività, sopportato proprio da quelle classi popolari sul cui voto si imperniava l’ascesa elettorale di molti mediocri personaggi?

E poi, in occasione delle crisi di governo, tanto nell’ambito comunale quanto in quello nazionale, una domanda si insinua nell’animo dei cittadini più attenti: quanto pesa l’interesse del singolo eletto, o della sua fazione di appartenenza, e quanto, come sarebbe più giusto, quello della collettività di rappresentanza, nel determinare le decisioni fondamentali della vita politica? In altre parole, coloro che oggi non vogliono appoggiare il governo Monti, oppure coloro che hanno fatto cadere la giunta Longo, in quale misura hanno deliberato pensando all’interesse di tutti, e non al mero, semplice, meschino tornaconto personale, come di sicuro avrebbe fatto il nostro ineffabile Bricolle? Ben vengano, allora, canzoni come quella prima ricordata, il cui fine ultimo è per l’appunto di risvegliare le coscienze degli elettori, in particolare i più disattenti, poco propensi a seguire i dibattiti impegnati o a leggere i testi di Platone o Machiavelli, però interessati a sentire taluni brani che, sotto le spoglie dell’ingenuo motivetto musicale, possono assurgere ad una funzione educativa, o meglio, come direbbe Gramsci, “nazional-popolare”.

Domenico Paradiso
Tratto da “la Piazza” dicembre 2011
 

Michele Angelillo in déjà vu

Michele Angelillo torna da ArtePadova senza il suo “Déjà vu”, “icona” della partecipazione nonché quadro in concorso “CAT 2011”, esposto nel padiglione n. 6 – stand 102 – dedicato all’arte accessibile “Under 5000”, insieme ad altre sette opere. Altre quattro sono state intercettate da collezionisti di Jesolo, a conferma che il suo stile non passa inosservato, seduce ed invita ad investire nella sua visione d’Arte.

“Ho portato a Padova i miei quadri, le mie sensazioni, le mie emozioni, ho portato visi, sguardi ed occhi che parlavano al cuore con il cuore” ed anche tanti amici, che lo hanno raggiunto per assistere all’inaugurazione e condividerne l’emozione, insieme agli oltre 22.000 visitatori che mediamente visitano la rassegna.

Né le sue opere sono sfuggite all’attento sguardo dei galleristi veneti, che corteggiano il giovane architetto – artista e i suoi quadri in iuta “vissuta”, rammendata, dipinta ad olio e trattata con cera, opere di originalità assoluta non solo per la tipologia del supporto (nessuna cornice, un semplice telaio su cui il colore insegue il tessuto senza limiti e confini, ma soprattutto per quella brezza mediterranea che aleggia su ogni volto e rende lucido e languido lo sguardo.

Turchese, corallo e terre dominano su chiari fondali, spesso lasciati al “naturale”, mai scontati. A simboleggiar  radici antiche un talismano sempre meno criptato, conferma di una sempre più matura consapevolezza delle proprie origini e del futuro.

E per fugare ogni dubbio, su una madia di legno grezzo spighe di grano, rametti e lumachine, ricordi d’estate, di meriggi assolati e silenzi interrotti dal frinir di cicale.

Nelle movenze, nella pelle ambrata, nelle mani che anelano dimensioni definite, nei petali rossi che migrano come “esuli pensieri” refoli di mulinelli mentali, nelle cromie perfettamente in antitesi eppur armoniosamente avvinte, l’originalità un artista che non conosce vanagloria, né cerca facili lusinghe.

Ma è nello sguardo sempre più profondo, coinvolgente, conturbante dei suoi “volti”, nel magnetismo di iridi scure come giaietto che avvince e seduce, ora dolce, ora incupito, distratto o perso in un segreto pensiero, in quello sguardo che penetra l’animo e parla al cuore, la preziosità di ogni singola opera.

L’artista presente sul Catalogo di Arte Moderna, n. 39, editoriale Giorgio Mondadori, ha al suo attivo numerose collettive e ben sette personali: “Orizzonti del Pensiero“ – luglio 2003 nella Galleria Artensione, “Medi-terraneo“ – ottobre 2004 nell’ipogeo di Arco San Nicola, “Muse allo Specchio” – giugno 2006 nell’atrio di Palazzo Nico, portata anche a Noci in luglio, “Il Canto delle Sirene” – giugno 2008 nell’ex chiesetta di santo Stefano a Polignano a Mare, “Fuori-terra” – luglio 2008 nella tenuta Patruno Perniola e “Tangopintura” – settembre 2010 nell’ex complesso Distilleria Fides. Le opere possono essere ammirate sul suo sito www.micheleangelilloweb.it.

Dalila Bellacicco
Tratto da “la Piazza” dicembre 2011

Alla scoperta delle Green Way: Valorizziamo la tratta ferroviaria dismessa Gioia – Palagiano

Domenica 4 marzo, ad iniziativa di Fiab GioiaInBici, Fiab Ruotalibera, WWF Gioia, MTB Gioia, P.A. Gioia Soccorso, Petali di Pietra, A.S. Gioia Running, A.So.Tu.Dis. e Ogechi, in occasione della "V Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate" si è svolta una passeggiata in bici costeggiando il tratto di ferrovia dismessa Gioia-Palagiano fino all’agriturismo Antico Leccio, alla quale hanno festosamente partecipato più di 100 cicloamatori di tutte le età.
All’agriturismo Antico Leccio, si è tenuta una piccola conferenza inerente il progetto ed una illustrazione delle caratteristiche naturalistiche che ci si possa aspettare di incontrare sul percorso.
Anche Gioia del Colle vorrebbe una Greenway, quindi, una pista ciclo-pedonale sfruttando percorsi naturalistici, pedonali e cicloturistici d'attrattiva, non solamente per chi pratica turismo eco-sostenibile ma, soprattutto, per dare una forte spinta alla voglia di ciclabilità del cittadino Gioiese che, sino ad oggi impaurito dall’esporre i propri figli al traffico urbano, avrebbe finalmente la possibilità di fare una passeggiata con i “bimbi” in tutta sicurezza, fuori dai pericoli indotti dalla circolazione delle vetture. Sarebbe motivo di orgoglio e prestigio anche per i podisti, che troverebbero un tratto di strada, nel verde e priva di pericoli, per le loro passeggiate e gli allenamenti quotidiani.
L’impegno di questo nutrito gruppo di associazioni del territorio Gioiese, costituitesi in Comitato per il monitoraggio delle politiche per la mobilità sostenibile, si può ben riassumere in una forte richiesta alle “Istituzioni locali, provinciali e regionali” di realizzare un progetto di valorizzazione della dismessa linea ferroviaria Gioia-Palagiano, regalando alla comunità un percorso dedicato al traffico non motorizzato, gestito e sviluppato in modo da ottenere benefici di tipo ecologico, ricreativo e storico-culturale.
La Regione Puglia, le Province di Bari e Taranto ed i Comuni di Gioia del Colle, Mottola, Castellaneta e Palagiano sono stati invitati a discuterne in occasione dell'evento dal Comitato per la Mobilità Dolce (Co.Mo.Do.), ed a queste istituzioni, ora, spetta dare risposte su fondi stanziati (ben 2.000.000€) per la realizzazione in parola sin dal 2008 con la Legge Finanziaria e non ancora utilizzati.
Il Comitato per la Mobilità Dolce è fermamente convinto che la realizzazione di progetti come quello della valorizzazione della tratta di ferrovia dismessa Gioia-Palagiano possa offrire un miglioramento della qualità della vita della nostra collettività, oltre che rappresentare una opportunità di sviluppo economico per il nostro territorio, e per questo si impegna oggi nel farsi portavoce di questa istanza.

Smarrita cagnolina: Aiutateci a ritrovarla

SPINA è un cucciolo femmina di volpino di circa 8 mesi, di taglia medio piccola, col mantello semi-lungo di colore bianco con macchie nocciola, come si vede in foto.
Si è smarrita mercoledì 7 marzo alle 13.00 circa nei pressi della Chiesa Madre a Gioia del Colle.
Indossa un collarino rosa acceso ed è molto timorosa
Chiunque dovesse vederla è pregato di contattare rapidamente il 339 77 29 678
Grazie a quanti vorranno darci una mano
Con viva preghiera di diffusione
 
 

Il nostro futuro: L’articolo 4 – di Gianmarco Panessa.

Il lavoro è una chiave che apre il nostro futuro!   

Questo diritto-dovere è importante per tutti gli uomini, perché permette loro di mantenersi, vivere dignitosamente e soprattutto formare una famiglia.
 
La Repubblica permette a chiunque di svolgere un’attività che concorra al progresso della società. Per poter realizzare questo impegno, tutti noi bambini dobbiamo studiare e impegnarci tanto in tutto quello che facciamo perchè  solo così potremo diventare dei bravi lavoratori. Tutto questo e’ possibile solo se intorno a noi ci sono persone che si impegnano molto nel crescerci, educandoci e istruendoci, basta pensare al lavoro dei nostri genitori, dei nostri insegnanti…. Perciò penso che siano fondamentali  la famiglia e la scuola: la prima ci da consigli utili per la nostra vita, la seconda ci prepara a viverla!
 
La dignità di ogni cittadino è fondata sul lavoro; solo così si è liberi di partecipare al progresso del mondo. Se per esempio un giorno, qualcuno dovesse privarci dei nostri diritti di lavoratori, non saremmo più liberi, ma schiavi. Tutto questo non permetteremo mai che accada, perché, la Costituzione è fondata sul lavoro dei cittadini liberi e sulla libertà dei cittadini lavoratori.
 
Perciò, ritengo che l’articolo 4 debba essere un principio impresso nel cuore di tutti, perché la scuola ed il lavoro, sono elementi su cui cresce la nostra vita. Tutto questo però dobbiamo realizzarlo, con impegno, amore, collaborazione,  perché  quello che  stiamo costruendo deve servire agli altri.
 
Rinunciando alla corruzione la nostra dignità e la nostra vita sarà piena di lealtà e di rispetto reciproco. Quindi, tutti noi dobbiamo mettercela tutta per rendere perfetta la NOSTRA REPUBBLICA, soprattutto noi bambini, nel nostro piccolo, dobbiamo farlo, perché siamo il futuro e dobbiamo costruirci un posto nella vita sociale che ci porti al nostro traguardo! 
 
GIANMARCO PANESSA (10 anni)  

Con le stelle e con il cuore

Marisa D’Elia presenta “Con le stelle e con il cuore”, sua ultima fiabesca “creatura letteraria” che si ricollega al dialogo mai interrotto tra Sogno e Realtà, iniziato in “Storia di Natale” ed oggi condiviso con chi sa smarrirsi nell’incanto del ricordo di un sorriso, quello di un uomo, testimone del suo tempo: Giovanni Paolo II.
A lui dedica ”Con le stelle e con il cuore”, ne tesse trama e ordito con dialogici fili di seta.
Intarsi di storia di vita, impreziositi da macramè di frasi tratte dagli scritti del Santo Padre, invitano ad esplorare le dimensioni del suo spirito, a ripercorrerne insieme il cammino, a riscoprirne il messaggio di Amore…
“Cristo ti libera dall'egoismo per chiamarti alla condivisione ed all'impegno alacre e gioioso per gli altri!”
E Marisa risponde al suo invito, intinge i pensieri in riflessioni poetiche, in non luoghi fiabeschi, intrisi di magia e dolcezza, in un passato che rievoca struggenti paesaggi, personaggi, profumi… e dipinge il “Ricordo”.
In “Riverberi lontani”, suo primo scritto in prosa, nelle tante poesie dedicate a personaggi famosi o ispirate da vibranti vissuti, nella sua fiaba “Storia di Natale” in cui le due stelle, Sogno e Realtà – palpitanti metafore di vita -, illuminano il buio di una solitudine non cercata, nel suo donare e donarsi attraverso scritti, versi, acquerelli ed opere d’arte, l’urgenza di lasciar traccia di sé costruendo tasselli di condivisa memoria. Continua la Lettura

Vito Osvaldo Angelillo in finale nel Festival Internazionale di Regia Teatrale – ‘FANTASIO 11′

28 febbraio 2012 Autore: Dalila Bellacicco  
Categorie: Acculturi@moci, Primo Piano

Dopo essersi aggiudicato lo scorso anno il premio per la miglior regia alle eliminatorie regionali ed il terzo posto alle finali nazionali di Genova in occasione del Festival Internazionale di Regia Teatrale – Premio “G. Corradini” e Premio “F. Piccoli” di Trento, il regista ed attore gioiese Vito Osvaldo Angelillo approda alla finale nazionale della 14a edizione della rassegna per la seconda volta consecutiva, pur avendo dedicato a questo complesso progetto teatrale davvero pochi giorni, essendo infatti al contempo impegnato “anima e cuore” nella direzione di un film.
Più di 300 i registi partecipanti da Italia, Spagna, Francia e Germania per portare in scena “Gugliemo Tell” di Friederich Schiller  in 18 minuti. Ad una giuria di esperti il compito di valutare le abilità tecnico/teatrali, la capacità di emozionare, armonizzare, gestire gli attori ed altro ancora. Nel gruppo dei finalisti italiani composto da Vito Osvaldo, Giuseppe Gatti, Alfonso Piccirillo, Oscar Strizzi, Marco Zavarise, Giulia Matuzzi e Rino Condecuri passa il turno la 27enne Clelia Notarbartolo, rappresentante lombarda, cui spetterà il compito di rappresentare l’Italia nel contesto internazionale. Continua la Lettura

Legature 2012 – Concerto di Leonardo Colafelice

Il 1° Marzo concerto del Pianista Leonardo Colafelice, nell'ambito del programma di Legature 2012.
 
Leonardo Colafelice, pianista, nato nel 1995 è allievo del M° Pasquale Iannone presso il Conservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari. Ha iniziato lo studio del pianoforte ad 8 anni nella classe del M° Sergio Di Gennaro, segue inoltre regolarmente gli insegnamenti della Prof.ssa Marisa Somma.
 
Recentemente è risultato vincitore (I premio) del Torneo Internazionale di Musica (TIM) edizione 2010, vincitore (I premio) dell’8. Concorso Internazionale per Solisti e Orchestra “Premio Città di Padova” e vincitore (I premio) del “Young Pianist of the North” svoltosi lo scorso novembre a Newcastle (Inghilterra). E’ stato premiato inoltre nei seguenti concorsi: “Bang & Olufsen” Piano Competition, Aarhus, Danimarca (II premio), Premio “Silvio Bengalli”, Val Tidone (IV premio), “Luciano Luciani” International Competition (II premio), “Rachmaninov” International Piano Competition, Morcone (II premio).
 
E’ risultato inoltre semifinalista (top 11) nel prestigioso concorso “Thomas & Evon Cooper International Competition”, Oberlin (OH, USA) e semifinalista (top 9) nel concorso internazionale “e-Piano Junior Competition”, Minneapolis/St. Paul (MN, USA). Continua la Lettura

Cibo, Ambiente e Terapia Oncologica Integrata

25 febbraio 2012 Autore: La Redazione  
Categorie: Acculturi@moci, Primo Piano, Salute

Presentazione del 15° Concorso Internazionale di Musica “Pietro Argento”

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