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	<title>gioiadelcolle.info &#187; Social Network</title>
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	<description>Il portale della comunità  gioiese</description>
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		<title>L’era della comunicazione e globalizzazione</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 08:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinione di ...]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazioen e Globalizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Non a torto la nostra epoca &#232; detta l&#8217;et&#224; della comunicazione. E&#8217; in quest&#8217;area infatti, che si stanno realizzando le pi&#249; grandi innovazioni.
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La nostra societ&#224; &#232; estremamente complessa; &#232; fatta di moltissime componenti, distribuite su spazi enormi eppure continuamente interagenti; una comunicazione immediata ed efficace &#232; la condizione essenziale perch&#233; il nostro sistema sopravviva. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/08/globofacebook-6x4.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-15662" height="201" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/08/globofacebook-6x4-295x201.jpg" title="globofacebook-6x4" width="295" /></a>Non a torto la nostra epoca &egrave; detta l&rsquo;et&agrave; della comunicazione. E&rsquo; in quest&rsquo;area infatti, che si stanno realizzando le pi&ugrave; grandi innovazioni.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">La nostra societ&agrave; &egrave; estremamente complessa; &egrave; fatta di moltissime componenti, distribuite su spazi enormi eppure continuamente interagenti; una comunicazione immediata ed efficace &egrave; la condizione essenziale perch&eacute; il nostro sistema sopravviva. E mentre ingegneri e tecnici stanno mettendo a punto sempre nuovi strumenti perch&eacute; lo scambio di informazioni sia pi&ugrave; ampio, pi&ugrave; economico, pi&ugrave; sicuro, pi&ugrave; controllato, molti altri, come mai nel passato, studiano l&rsquo;uomo in quanto soggetto che comunica: sociologi, psicologi, linguisti, filosofi, semiologi, convinti che la capacit&agrave; di comunicare &egrave; una delle caratteristiche pi&ugrave; originali e pi&ugrave; decisive della persona.<span id="more-15373"></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">L&rsquo;essere umano nasce, si sviluppa, giunge a maturit&agrave; solo perch&eacute;, immerso nella comunicazione, &egrave; chiamato a dialogare con gli altri; l&rsquo;uomo non pu&ograve; non comunicare: ogni sua azione, ogni suo gesto esprime una intenzione o almeno indica la presenza di qualcuno e dunque rinvia ad un significato, porta con s&eacute; un messaggio. E&rsquo; per questo che il mondo intorno a noi &egrave; come un libro aperto, e quanta pi&ugrave; attenzione, capacit&agrave; di leggere uno ha, tanto pi&ugrave; comprende.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Un gesto, un&rsquo;espressione, un vestito, il taglio dei capelli, l&rsquo;arredamento di un ambiente, un ritmo musicale o una melodia, lo stile di una costruzione, sono come testi espliciti per chi si sofferma a rilevarli. Che cosa fa un fotografo se non scegliere quanto gli interessa tra i messaggi espressi dall&rsquo;ambiente, dagli oggetti, dal vestito e dai gesti delle persone inquadrate? Poi organizza il tutto e lo trascrive in forma di fotografie, cos&igrave; che altri possano leggervi quanto lui vuole comunicare.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Che cosa fa un architetto se non scrivere &ndash; con la pietra, con il cemento armato, con l&rsquo;acciaio e il vetro &ndash; un suo messaggio? Disegnando una scala si pu&ograve; dire che &egrave; un re che la discende, oppure che &egrave; un operaio, oppure che &egrave; un pompiere o un ladro. Progettando una citt&agrave; non si pu&ograve; evitare di dire con la forza del cemento e della pietra quale tipo di comunit&agrave; umana si intende costruire, dal modo in cui sono organizzati gli spazi (piazze, strade, zone pedonali, mercati, case&#8230;), si dir&agrave; se si ama stare insieme e incontrarsi oppure se tutti hanno bisogno di scappare per rifugiarsi nella propria tana. Si confrontino i quartieri vecchi di un paese o di una citt&agrave; con i quartieri nuovi o le periferie, non li abita un&rsquo;anima diversa? I messaggi del passato li troviamo negli scavi archeologici; un coccio, la pianta di una casa, gli oggetti in uso, la forma delle tombe&#8230; ci raccontano la vita di chi ci ha preceduto.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Cos&igrave; faranno anche i nostri successori (se mai lasceremo loro le condizioni affinch&eacute; sopravvivano!) dalla pianta dei nostri alloggi, dal modo di organizzare la citt&agrave; proiettandosi sempre pi&ugrave; nel futuro. Perch&eacute; non utilizzare questo modo di guardare alle cose, questo modo di leggere la realt&agrave; che ci circonda, per capire che cosa l&rsquo;uomo ha pensato e pensa del suo rapporto con il passato, con il futuro, del suo rapporto con lo spazio, la luce, le tenebre; per comprendere il modo in cui egli vive la vita e sperimenta la morte; per intuire come l&rsquo;uomo ha pensato se stesso, gli altri, la natura, l&rsquo;universo, Dio? Forse la proposta sembrer&agrave; pretenziosa. Non potr&agrave; che essere un viaggio avventuroso dove non basta avere per guida la teologia; abbiamo bisogno della storia, della geografia, della letteratura, dell&rsquo;arte, della filosofia&#8230; .</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">E quando avremo letto queste pagine del passato e del presente, pagine pesanti come pietre, grandi spesso come nessun&#39;altra costruzione ad esse contemporanea, che cosa avremo guadagnato? Una risposta oggettiva non esiste&hellip; Tutti per&ograve; avvertiremo che si fa cultura vera solo quando si riesce a far dialogare le varie scienze, nel rispetto dell&rsquo;originalit&agrave; e dei limiti di ciascuna. Ed ancora; a tutti apparir&agrave; accettabile l&rsquo;affermazione che lo studio della religione &egrave; un modo serio di studiare l&rsquo;uomo e il suo destino.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">La tecnologia e la scienza sono strumenti potenti nelle mani dell&rsquo;uomo, ma non riescono a fornire dati e soluzioni valide alle nostre domande di senso: &#8211; Si pu&ograve;, allora, dire che l&rsquo;uomo di oggi, con la formazione matematico-scientifica, ha ancora delle inquietudini e delle insicurezze? &ndash; Pu&ograve; la scienza indagare fino in fondo la interiorit&agrave; dell&rsquo;uomo e risolverne le ansie? &ndash; I sentimenti dell&rsquo;uomo, l&rsquo;amore, l&rsquo;affetto, la solidariet&agrave;, possono essere espressi solo con ragionamenti &ldquo;chiari e distinti&rdquo;? Si tratta di definire con chiarezza l&rsquo;ambito che compete alla scienza e alla tecnologia e rilevare l&rsquo;area propriamente esistenziale, quella che concerne i problemi umani e spirituali, cui la scienza non ha accesso alcuno.</div>
<div style="text-align: justify"><strong>&nbsp;</strong></div>
<div style="text-align: justify"><strong>Annamaria Castellana</strong></div>
<div style="text-align: justify"><strong>Tratto da &ldquo;la Piazza&rdquo; di giugno 2011</strong></div>
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		<title>Per un amico in più.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 00:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sebastiano Tangorre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/Sebastiano300.jpg"><img align="right" alt="" border="3" class="alignright size-full wp-image-11193" height="170" hspace="3" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/Sebastiano300.jpg" title="Sebastiano300" width="168" /></a>Sarebbe scontato dire che Facebook ha invaso le nostre vite.</div>
<div style="text-align: justify">Storie del tipo: partecipa ad una serata di balera alla Masseria della Chiattona, brindisi post cena con i vecchi colleghi di lavoro, magari ognuno con la sua vita, ognuno con i suoi problemi ma con un unico argomento: Facebook.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Sembra che ormai&nbsp; sia davvero impossibile mangiare una pizza con amici senza che non sia nominato almeno una volta il nome di Facebook. Pi&ugrave; che una rete di contatti, il network pi&ugrave; famoso del mondo sta diventando un&rsquo;agenda setting delle nostre vite.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Ma qual &egrave; la sua vera funzione? Ogni utente che si iscrive al network subisce inizialmente il fascino di questo strumento, tutti vengono improvvisamente assaliti da una morbosa curiosit&agrave; e da un forte desiderio di voyeurismo: cos&igrave; si iniziano a cercare i vecchi amici, si spiano le foto, i loro profili e dopo qualche giorno si passa ai conoscenti, a quelli che hai visto una volta e non sai neppure bene il cognome. Poi, inseriamo anche sul cellulare l&rsquo;ormai inseparabile icona di facebook per essere sempre &ldquo;reperibili&rdquo; finch&eacute; anche quest&rsquo;impellente necessit&agrave; di conoscere i fatti privati del mondo intero si spegne, e non restano che giochini pi&ugrave; o meno intelligenti e una casella di posta in pi&ugrave; da controllare.</div>
<div style="text-align: justify">
	La Facebookmania ha contagiato in particolare la fascia tra i 30 e i 50 anni, e non a caso: questo mondo virtuale &egrave; infatti vissuto come un antidoto al senso di vuoto e alla solitudine.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">I Facebook-maniaci sono spesso i nostalgici,&nbsp;i troppo soli, gli insoddisfatti, quelli con l&#39;alter ego, quelli che lo fanno per farsi pubblicit&agrave;, i cuori infranti e i latin lover virtuali. Non amo categorizzare, ma sono convinto che &nbsp;Facebook non porti alcun valore aggiunto ad una persona pienamente realizzata. Ci&ograve; non toglie che in un mondo di vite frenetiche e tempi interrotti il network resti lo strumento che riempie la nostra solitudine dandoci l&rsquo;impressione di avere davvero centinaia di amici anche se, alla fine, riusciamo a vederne un paio una volta a settimana.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Su Facebook la parola &ldquo;contatti&rdquo; &egrave; diventata &ldquo;amici&rdquo;. &nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Su Facebook e nella vita di molti questo valore numerico &egrave; diventato il &ldquo;misuratore&rdquo; della propria autostima.</div>
<div style="text-align: justify">Che fine ha fatto l&rsquo;amico che lo svegli alle tre di notte mette il pigiama e per te prende anche le botte?</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Ci&ograve; che &egrave; vero e che manca sempre di pi&ugrave; &nbsp;l&rsquo;uso consapevole e corretto di uno strumento che non pu&ograve; surrogare i rapporti umani e che pu&ograve; indurre, soprattutto, in noi tutti ad avere una concezione irreale dei legami, quindi a confondere per amicizia, quello che &egrave; semplicemente un contatto, il pi&ugrave; delle volte con un perfetto sconosciuto, e a credere che anche nella vita, come nelle chat o nei social network, si possa apparire e scomparire&nbsp;a proprio piacimento o nascondersi&nbsp; dietro false identit&agrave; per essere quello che si &egrave; o che si vorrebbe essere. (stellina)</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Facebook resta quindi una dolce illusione ma anche un buon business, perch&eacute;, nonostante sia vietato fare attivit&agrave; di marketing, in Facebook &egrave; praticamente impossibile, arrestare una catena che si genera al suo interno. Insomma, una fortuna per gli uffici stampa o per chi vuole far circolare informazioni su un evento attraverso il passa parola. E&rsquo; una fortuna anche per i nostri politici che, &ldquo;astutamente&rdquo; cercano la nostra amicizia &ldquo;non certo disinteressata&rdquo; e creano gruppi e cause per veicolare contenuti &ldquo;partigiani&rdquo; , tutti, emulando il Presidente degli States.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><em>Sebastiano Tangorre</em></div>
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