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	<title>gioiadelcolle.info &#187; Pianeta Donne</title>
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	<description>Il portale della comunità  gioiese</description>
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		<title>Donne e ICT hanno molto in comune. Cosa?</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 00:53:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pianeta Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
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		<category><![CDATA[donne tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/08/Donne-TecnologiaPP.jpg"><img align="right" alt="" border="3" class="alignnone size-full wp-image-15528" height="150" hspace="3" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/08/Donne-TecnologiaPP.jpg" title="Donne TecnologiaPP" width="250" /></a>Donne e ICT hanno molto in comune. Cosa?</div>
<div style="text-align: justify">Tanto per cominciare entrambi sono sottovalutate. La storia non &egrave; nuova, con l&rsquo;emergere dei primi computer, negli anni &rsquo;50, le donne sono state considerate, e pagate, come delle dattilografe, non come persone capaci di apportare elementi di valore alla progettazione e allo sviluppo di questa tecnologia: e le aziende, ora come allora, non erano pronte a investire in lavoratori che percepivano come inaffidabili e destinati prima o poi al matrimonio e alla gravidanza.</div>
<div style="text-align: justify">Il presente? Secondo le pi&ugrave; recenti statistiche le donne rappresentano oltre il 50% degli studenti nell&rsquo;istruzione superiore e possiedono anche pi&ugrave; del 50% di tutti i dottorati nei 27 membri dell&rsquo;UE. Ma solo il 20% degli studenti in ingegneria ed informatica sono donne. La generazione pi&ugrave; giovane ha grande dimestichezza nell&rsquo;utilizzo del computer per accedere a Internet, chat-room e reti sociali. Quindi, cosa interviene dopo, perch&eacute; le ragazze rifuggono dalle carriere tecniche? Le donne hanno paura di scegliere la scienza o vengono dissuase dallo studiare queste materie? O forse non sono consapevoli della ricchezza e dell&rsquo;ampiezza del settore ICT ? Portare le donne nelle ICT richiede qualcosa di pi&ugrave;, del coinvolgimento della tecnologia o del sistema scolastico. Si tratta di far progredire la loro carriera, rendere le retribuzioni uguali a quelle degli uomini, creare strutture che permettano di conciliare la vita familiare e quella professionale e cos&igrave; via. Alcune aziende sono state molto attive nel dare l&rsquo;esempio giusto, per esempio, Intel ha sviluppato &ldquo;reti&rdquo; per sostenere il personale femminile, quali Women&rsquo;s Initiative Portale globale, trampolino di lancio per idee e progetti,&nbsp;e Women&rsquo;s Leadership Exchange, che guida le donne con pi&ugrave; esperienza a farsi strada per raggiungere i vertici aziendali; un altro esempio interessante si trova in IBM, che ha creato i campi &ldquo;Excite&rdquo; per far conoscere alle ragazze pi&ugrave; giovani le tecnologie e aiutarle a superare alcuni pregiudizi nei confronti delle donne che scelgono studi e posti di lavoro nelle ICT.</div>
<div style="text-align: justify">E&rsquo; necessario far maturare la consapevolezza che le societ&agrave; &ldquo;competitive&rdquo; includono nel bacino dei talenti persone di entrambi i sessi e di ogni genere; d&rsquo;altro canto si pu&ograve; costatare quotidianamente come i gruppi di lavoro pi&ugrave; innovativi e creativi sono quelli pi&ugrave; variegati.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<em>&nbsp; Tonio Cafagno</em></div>
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		<title>Antonella Lozito</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2010/10/22/antonella-lozito/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 00:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dalila Bellacicco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pianeta Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Lozito]]></category>
		<category><![CDATA[artensione]]></category>
		<category><![CDATA[mario pugliese]]></category>
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		<description><![CDATA[Antonella Lozito, da poco pi&#249; di due anni nel crogiolo di Artensione, forgiata e temprata da due maestri d&#8217;eccezione, Mario Pugliese e Sergio Gatti, ama dipingere su grandi tele con i suoi amici di sempre e prestarsi per foto d&#8217;arte all&#8217;obiettivo di Fabio Guliersi.
&#160;
Sceglie un soggetto, crea un&#8217;atmosfera, poi lascia che sia l&#8217;istinto a suggerirle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><b><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/10/antonella.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-12403" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/10/antonella-198x295.jpg" title="L'artista Antonella Lozito" width="198" /></a>Antonella Lozito</b>, da poco pi&ugrave; di due anni nel crogiolo di <b>Artensione</b>, forgiata e temprata da due maestri d&rsquo;eccezione, <b>Mario Pugliese</b> e <b>Sergio Gatti</b>, ama dipingere su grandi tele con i suoi amici di sempre e prestarsi per foto d&rsquo;arte all&rsquo;obiettivo di <b>Fabio Guliersi</b>.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Sceglie un soggetto, crea un&rsquo;atmosfera, poi lascia che sia l&rsquo;istinto a suggerirle quale parte di s&eacute; &ldquo;criptare&rdquo; o render manifesta, sia essa un dettaglio, un&rsquo;espressione, un particolare taglio di luce, uno sguardo obliquo, ingioiellato di stelle o reso buio da palpebre spasmodicamente serrate per imprigionare sogni e illusioni.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Antonella indossa il suo imperturbabile, enigmatico sorriso. Ha affidato ai tanti volti le infinite emozioni e le isteriche mareggiate che vorticano tempestose e fremono sotto un&rsquo;irreale, patinata serenit&agrave;. Le scolpisce con ombre e chiaroscuri, le ammanta di rosso, bruno, terre fiamminghe. Crea intarsi, preziosi ricami che velano ironia, incredulit&agrave;, disappunto, sconforto&hellip;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Scintille di amore, corrose dal veleno dell&rsquo;abbandono, fiammeggiano in incauti viraggi di dissolvente verde, il meno amato dei colori, eppur costante presenza, imprigionata nelle <i>nuances </i>dell&rsquo;iride.&nbsp;&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Si stempera nella pastosit&agrave; degli oli, l&rsquo;amalgama di gradazioni emotive e cromatiche annodate dall&rsquo;urgenza di esprimersi e svelarsi. Stupore, sgomento, innocenza, diffidenza&hellip; riaffiorano dalle profondit&agrave; oceaniche di un&rsquo;intimit&agrave; che si cauterizza sulla tela.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Lo sguardo provoca, sfida, si barrica dietro una nudit&agrave; appena accennata o esplicita che, pur catturando l&rsquo;attenzione, non distrae dal misterico sortilegio che danza e lampeggia tra le ciglia, inebriante e consapevole malia che attrae e seduce.<span id="more-11905"></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Un brivido di magia accarezza i volti sulle tele&hellip; Inquietanti, arcane, inconsapevoli rune tessono incantesimi e proiettano ombre di colore tra le pieghe degli abiti e dello spirito, nelle gemme dei gioielli indossati, nei chiaroscuri disegnati da forme sinuose, in labbra serrate e capelli spettinati, nella sfera di cristallo che divina una metaforica nascita, nell&rsquo;affilato pugnale che infligge sacrileghe ferite alla creativit&agrave;, assetato, nel suo iniziatico viaggio, di primigenio olocausto e tormentata catarsi.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Di contro, aure dorate, a tratti lacerate dall&rsquo;inquietudine, veli morbidamente adagiati sul capo, angeliche, pacificate piume, rimandano ad un&rsquo;anelata sacralit&agrave;, ancoraggio di irrisolte conflittualit&agrave; tra luce e buio, divino e profano.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Nel bianco e nell&rsquo;oro si spegne un emorragico rosso che dardeggia impetuoso ed ebbro di passione tra i capelli, in un nastro, in perle cullate dal respiro, nel velo ricamato, baciato da labbra silenti, nello chador adagiato sul capo dorato. Nel bianco e nell&rsquo;oro si stemperano verdi saette e surreali biglie sottratte al gioco da amputazioni mentali. Nel bianco e nell&rsquo;oro il buio ha ragione di esistere e di creare fondali di nulla su cui dipingere la vita e scrivere, in punta di piuma, il futuro.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><i>Dalila Bellacicco</i></div>
<div style="text-align: justify">Tratto da &ldquo;la Piazza&rdquo; &ndash; agosto 2010</div>
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		<title>Hafida Faridi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 00:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dalila Bellacicco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pianeta Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Antonia Divella]]></category>
		<category><![CDATA[Lions Club Monte Johe]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Loconsole]]></category>
		<category><![CDATA[Rotary Club Acquaviva - Gioia del Colle]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio UnoTre]]></category>

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		<description><![CDATA[Hafida Faridi, mediatrice culturale, docente di lingua araba, sposa e madre di tre figli, una vita vissuta tra due terre, la &#8220;rossa Marrakech&#8221;, &#8220;perla&#8221; del Marocco, che le ha dato i natali e Gioia che le consente di allargare i suoi &#8220;orizzonti&#8221;. L&#8217;hijab la avvolge da sempre, ma ci&#242; che di Hafida pi&#249; incanta &#232; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><font color="#000000"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/07-02-hafida.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-11687" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/07-02-hafida-213x295.jpg" title="Hafida Faridi" width="213" /></a>Hafida Faridi, mediatrice culturale, docente di lingua araba, sposa e madre di tre figli, una vita vissuta tra due terre, la &ldquo;rossa Marrakech&rdquo;, &ldquo;perla&rdquo; del Marocco, che le ha dato i natali e Gioia che le consente di allargare i suoi &ldquo;orizzonti&rdquo;. L&rsquo;hijab la avvolge da sempre, ma ci&ograve; che di Hafida pi&ugrave; incanta &egrave; l&rsquo;immediatezza con cui traduce sentimenti ed emozioni, in virt&ugrave; di una rara sensibilit&agrave; &ldquo;linguistica&rdquo; che le ha consentito di pubblicare suoi scritti in una rubrica nelle pagine interculturali della Gazzetta del Mezzogiorno. Qualche anno fa dette vita ad una associazione: Aafak (Orizzonti), il suo mondo non comprese a pieno le potenzialit&agrave; di &ldquo;integrazione culturale&rdquo; da lei intuite, il suo tentativo di &ldquo;volare alto&rdquo; ed il suo viaggio proseguirono nella scuola, presso cui tuttora opera. I suoi interventi in occasione di corsi e conferenze, sempre misurati eppur intensi ed accorati, hanno &ldquo;colpito&rdquo; e suggerito riflessioni, ricordiamo la conferenza &ldquo;<b>Un solo Dio, tre verit&agrave;</b>&rdquo; organizzata nel marzo del 2008 dal <b>Lions Club Monte Johe</b>, l&rsquo;ultima che vide don Vito Marotta sul palco del Rossini e di recente la presentazione del </font><font color="#000000">calendario delle tre religioni.<span id="more-11475"></span></font></div>
<div style="text-align: justify"><font color="#000000">Nei giorni scorsi le sue riflessioni poetiche hanno conquistato e commosso il pubblico di <b>Spazio UnoTre</b>, la sua lettura in arabo, la conversazione scaturita sulle tematiche dell&rsquo;immigrazione, il t&egrave; alla menta servito secondo tradizione magrebina, hanno &ldquo;costruito&rdquo; momenti di totale condivisione.</font></div>
<div style="text-align: justify"><font color="#000000">A fine aprile &egrave; stata tra i relatori di una conferenza rotariana dal titolo &ldquo;<b>La condizione della donna nelle tre religioni monoteiste</b>&rdquo;, su invito della presidente <b>Margherita Pugliese</b>, al tavolo con <b>Cesare Colafemmina</b>, <b>Leo Lestingi</b> e <b>Michele Loconsole</b>. Il suo intervento ha svelato anche a Leo Lestingi, assertore di una condizione della donna islamica poco felice, un mondo ben diverso, nel quale gli stereotipi si dissolvono al cospetto di una realt&agrave; ben pi&ugrave; complessa, ricca di sfumature che il pensiero occidentale non riesce a percepire. Per Hafida &ldquo;l&rsquo;Islam rispetta la dignit&agrave; della donna, le rende onore e ha cura dei suoi bisogni, la valorizza.&rdquo;</font></div>
<div style="text-align: justify"><font color="#000000">Nella serata del 15 maggio ancora una volta Hafida ha conquistato l&rsquo;uditorio e parlato al cuore e con il cuore&hellip; la sua fede &egrave; disarmante. &ldquo;Siamo diversi, ma non divisi! La diversit&agrave; &egrave; divina, ma Dio ci incita ad utilizzare il mezzo della conoscenza che &egrave; alla base del rispetto&rdquo;.</font></div>
<div style="text-align: justify"><font color="#000000">Nella frase &ldquo;Siamo diversi ma non divisi&rdquo; un vissuto non detto. Due giorni prima, invitata dal <b>Lions Club di Santeramo</b> alla presentazione del libro &quot;<b>Diversi e Divisi &#8211; diario di una convivenza con l&rsquo;Islam&quot;</b> del giornalista <b>Nello Rega</b>, il racconto di una storia d&rsquo;amore, un&rsquo;utopia romantica tra un uomo cattolico e una donna sciita, Hafida &egrave; stata profondamente offesa e ferita dalle parole dello scrittore, una vera e propria aggressione verbale in risposta ad una sua considerazione &ldquo;non in linea&rdquo; con il pensiero del giornalista potentino. </font></div>
<div style="text-align: justify"><font color="#000000">Riga sosteneva che il mondo islamico &egrave; incivile, che in esso si pratica l&rsquo;infibulazione, che incita all&rsquo;odio verso i cattolici, un mondo in cui si legittima la pedofilia consentendo di render spose delle bambine. Hafida, invitata da <b>Etta Divella</b>, socia Lions, ad assistere ed intervenire, ha sottolineato l&rsquo;inesattezza di tali affermazioni, ribadendo che l&rsquo;Islam &egrave; pace, come in ogni cultura ci sono delle &ldquo;distorsioni&rdquo; ma esse non sono &ldquo;la regola&rdquo; ed il Corano stesso le abiura, &egrave; il caso dell&rsquo;infibulazione che non viene praticata ovunque ma laddove ancora insistono retaggi culturali &ldquo;pagani&rdquo;, stessa cosa al riguardo del terrorismo che di certo non &egrave; &ldquo;frutto dell&rsquo;Islam&rdquo; inteso nel senso religioso, ma di sete di potere e fanatismi estranei agli insegnamenti di pace e tolleranza. Tali considerazioni non sono state accettate dallo scrittore, il quale &ldquo;forte&rdquo; del suo ruolo comunicativo, non ha esitato ad offendere, a ravvisare nell&rsquo;hijab come atto di sfida e non scelta di identit&agrave; culturale, ha dapprima negato il dialogo e poi accusato Hafida, ritornata tra il pubblico su invito di Etta, di negarsi al dialogo esattamente come da lui sostenuto. Le tensioni tra i presenti, costretti loro malgrado a schierarsi, hanno spinto Hafida ad abbandonare la conferenza senza aver potuto difendere la sua tesi, lasciandole dentro &ldquo;un angosciante buio&rdquo;. Un episodio di intolleranza e di incapacit&agrave; di ascolto da denunciare, soprattutto perch&eacute; perpetrato da un addetto alla comunicazione che si fregia di sostenere, con le vendite del suo libro, il completamento dell&rsquo;Oratorio dei salesiani di Don Vittorio Pozzo, a Beirut. Quale messaggio cristiano &egrave; stato dato in questa occasione?</font></div>
<div style="text-align: justify"><font color="#000000">La pace va costruita con l&rsquo;ascolto ancor prima che con azioni e donazioni&hellip;e forse in alcune riflessioni di Hafida, Nello Rega potrebbe trovare qualcosa su cui meditare, sempre che voglia rimuovere i sedimenti di un&rsquo;intolleranza che offusca la mente, impedendo di &ldquo;conoscere&rdquo; la ricchezza della diversit&agrave;.</font></div>
<div style="text-align: justify"><font color="#000000">&nbsp;</font></div>
<div style="text-align: justify"><i><font color="#000000">Dalila Bellacicco</font></i></div>
<div style="text-align: justify"><i><font color="#000000">Tratto da &quot;la Piazza&quot; di giugno 2010</font></i></div>
<div style="text-align: justify"><i><font color="#000000">&nbsp;</font></i></div>
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		<title>La donna: una risorsa essenziale per la crescita economica.</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 00:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sebastiano Tangorre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pianeta Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Donna]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/Sebastiano300.jpg"><img align="right" alt="" border="3" class="alignright size-full wp-image-11193" height="200" hspace="10" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/Sebastiano300.jpg" title="Sebastiano300" width="190" /></a>Le tasse &egrave; il tema prioritario sul quale la politica italiana ha concentrato prioritariamente la sua attenzione. L&#39;equit&agrave; fiscale e la lotta all&#39;evasione &#8211; se paghiamo tutti le tasse paghiamo tutti meno &#8211; &nbsp;sembra essere per il Governo il fulcro della sua politica economica. A detta delle pi&ugrave; importanti cariche dello Stato, se tutti i cittadini pagassero le tasse, l&#39;Italia diventerebbe innanzitutto un paese civile, si risanerebbe la spesa pubblica e si potrebbe rilanciare l&#39;economia del nostro Paese. La tesi &egrave; costantemente sostenuta <span id="more-939"></span>dai telegiornali che, con frequenti refrain, accentuano le notizie di accertate evasioni del fisco per milioni di euro contestate a noti VIP.<br />
	Ma &egrave; propaganda o si vuol dire alla Nazione che questa volta il Governo, a differenza di quelli passati, non fa sconti a nessuno?&nbsp;Per essere precisi, lo Stato di sconti ne fa, tanto che, le multe &quot;salate&quot; inflitte inizialmente agli evasori, al termine della conciliazione, si concretizzano in cassa in un valore pari ad appena il<strong> 20% dell&#39;importo sanzionato.</strong><br />
	La dichiarazione decisamente populista della ormai prossima riduzione delle tasse per causa di &nbsp;un elevato gettito fiscale, scaturito dalla elevata pressione fiscale, ci fa capire come la politica occupazionale svolta nel nostro Paese &egrave; stata fino ad oggi inesistente.<br />
	Se questo Governo, alla <strong>indiscriminata rapacit&agrave; fiscale</strong>, avesse preferito svolgere un&#39;oculata lotta all&#39;evasione fiscale con l&#39;incasso dell&#39;intera sanzione e, soprattutto, un deciso e qualificato impegno nello sviluppo occupazionale, nella crescita delle imprese e nell&#39;emersione e regolarizzazione del lavoro sommerso, avrebbe ottenuto, per l&#39;aumento dei&nbsp; contribuenti, maggiori entrate fiscali e maggiore occupazione senza impoverire, come ha fatto, talune classi sociali.<br />
	Dobbiamo ammettere che questo Governo parla troppo poco delle difficolt&agrave; occupazionali in Italia e ancor meno si preoccupa del notevole divario di proporzioni, interno al mondo dell&#39;occupazione, tra uomini e donne. E&#39; evidente che in Italia <strong>le donne entrano nel mondo del lavoro a fatica</strong> o, se non altro, con pi&ugrave; fatica dei colleghi maschi e i dati parlano chiaro.<br />
	L&#39;ultimo rapporto di Eurostat, pone <strong>l&#39;Italia al penultimo posto in Europa</strong> per occupazione femminile. Secondo l&#39;ufficio statistico dell&#39;Ue, in Italia, il tasso di occupazione femminile nella fascia d&#39;et&agrave; 15-64 anni &eacute; del 46,3%. Un valore superiore solo a quello di Malta (34,9%), fanalino di coda di una classifica che vede in testa Danimarca (73,4%), Svezia (70,7%) e Olanda (67,7%).<br />
	Al Sud, il tasso di disoccupazione femminile &egrave; quasi il doppio di quello maschile mentre,&nbsp;&nbsp;l&#39;occupazione femminile, si trova quasi sempre in<strong> contratti temporanei. </strong>Gli studi mostrano che l&#39;incremento dei contratti a tempo determinato hanno indotto ad un ulteriore ritardo nella formazione della famiglia e della fertilit&agrave;.<br />
	Sono le <strong>madri del Sud</strong>, che hanno a che fare con un mercato del lavoro pi&ugrave; difficile e un sistema dei servizi praticamente inesistente, a trovarsi in maggiore difficolt&agrave;, rispetto a quelle del Nord. Una donna su quattro al Sud lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio e solo il 15% al Nord (Essere madri in Italia &#8211; fonte ISTAT). <strong>Attualmente le donne lavorano pi&ugrave; degli uomini come totale anche se meno come lavoro retribuito.<br />
	</strong>Occorre quindi, che la politica economica di questo Paese, concentri la sua attenzione soprattutto nello sviluppo dell&#39;occupazione, <strong>privilegiando l&#39;occupazione femminile</strong> e<strong> </strong>smantellando gli attuali vincoli a cui &egrave; sottoposta che, oltre ad essere vincoli alle scelte di libert&agrave; e di pari opportunit&agrave;, sono anche in contrasto con il benessere delle famiglie, specie in un contesto in cui cresce sia l&#39;instabilit&agrave; del lavoro che l&#39;instabilit&agrave; dei rapporti di coppia. L&#39;occupazione remunerata della madre &egrave; un importante strumento di difesa dalla povert&agrave; per le famiglie e per i minori sia quando vi &egrave; una coppia coniugale che quando la coppia non c&#39;&egrave; o si rompe.<br />
	Occorre che la politica, a tutti i livelli, sia consapevole che <strong>il lavoro delle donne &egrave; sempre pi&ugrave; una risorsa essenziale per la crescita economica del nostro Paese.<br />
	</strong>Basta pensare che nei prossimi decenni in Italia, il rapporto tra pensionati e occupati sar&agrave; tra i peggiori nel mondo occidentale. Mentre infatti la popolazione anziana &egrave; in progressiva crescita, la popolazione delle classi lavorative, a causa della denatalit&agrave; &egrave; in diminuzione. L&#39;Italia per non perdere competitivit&agrave;, avr&agrave; quindi strategicamente bisogno di aumentare la forza lavoro e potr&agrave; farlo solo mobilitando una risorsa finora poco utilizzata e valorizzata, ovvero le donne. Il miglioramento delle possibilit&agrave; di occupazione, non &egrave; solo coerente con i desideri dichiarati dalle donne stesse, ma un&#39;esigenza quindi, che risponde anche alle necessit&agrave; di crescita economica del paese.<br />
	In questo modo il nostro Paese potrebbe evitare un&#39;involuzione culturale, sociale ed economica e dichiararsi per davvero paese civile.<br />
	Altro che tasse !</p>
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		<title>&#8220;Obiettivo Donna&#8221; &#8211; Oltre l&#8217;8 Marzo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 01:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pianeta Donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentili redazioni,
	&#160;
	Vi invio la locandina dell&#39;incontro pubblico che il presidio locale di Libera sta organizzando per il prossimo 16 Marzo. Aggiungo, perch&#232; non &#232; scritto sul manifesto, che in apertura della serata si proietteranno delle slide&#160;riassuntive &#160;degli&#160;articoli della nostra Costituzione che riguardano la&#160;evoluzione femminile nel nostro paese e che saranno &#34;interpretati&#34;&#160;dalle ragazze del gruppo teatrale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/03/OBIETTIVO-DONNA-70X100.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-9990" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/03/OBIETTIVO-DONNA-70X100-295x421.jpg" title="OBIETTIVO DONNA  Oltre l'8 Marzo" width="207" /></a>Gentili redazioni,<br />
	&nbsp;<br />
	Vi invio la locandina dell&#39;incontro pubblico che il presidio locale di Libera sta organizzando per il prossimo 16 Marzo. Aggiungo, perch&egrave; non &egrave; scritto sul manifesto, che in apertura della serata si proietteranno delle slide&nbsp;riassuntive &nbsp;degli&nbsp;articoli della nostra Costituzione che riguardano la&nbsp;evoluzione femminile nel nostro paese e che saranno &quot;interpretati&quot;&nbsp;dalle ragazze del gruppo teatrale &quot;Le Ombre&quot;. <br />
	Gli argomenti&nbsp; che&nbsp;saranno trattati&nbsp;durante l&#39;incontro sono&nbsp;due:<br />
	&nbsp;</p>
<ol>
<li style="text-align: justify">Dina Montebello parler&agrave; dei diritti delle donne dal &#39;48 ad oggi;</li>
<li style="text-align: justify">Letizia Guida Salvatorelli parler&agrave; delle donne italiane e delle&nbsp;migranti.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify">&nbsp;<br />
	Ci&nbsp;&egrave; necessaria la Vs. gentile collaborazione , dando voce al presidio con la pubblicazione di &nbsp;questa iniziativa&nbsp; sui vostri siti e/o giornali&nbsp;ma anche &nbsp; partecipando personalmente al dibattito. Vi invitiamo tutti e Vi ringraziamo.<br />
	&nbsp;<br />
	I referenti del Presidio&nbsp;&nbsp;<br />
	&nbsp;Luisa Pavone e Nicola Romanelli.<br />
	&nbsp;</p>
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