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	<title>gioiadelcolle.info &#187; Pianeta Donne</title>
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	<description>Il portale della comunità  gioiese</description>
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		<title>La donna: una risorsa essenziale per la crescita economica.</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 00:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sebastiano Tangorre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pianeta Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Donna]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/Sebastiano300.jpg"><img align="right" alt="" border="3" class="alignright size-full wp-image-11193" height="200" hspace="10" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/Sebastiano300.jpg" title="Sebastiano300" width="190" /></a>Le tasse &egrave; il tema prioritario sul quale la politica italiana ha concentrato prioritariamente la sua attenzione. L&#39;equit&agrave; fiscale e la lotta all&#39;evasione &#8211; se paghiamo tutti le tasse paghiamo tutti meno &#8211; &nbsp;sembra essere per il Governo il fulcro della sua politica economica. A detta delle pi&ugrave; importanti cariche dello Stato, se tutti i cittadini pagassero le tasse, l&#39;Italia diventerebbe innanzitutto un paese civile, si risanerebbe la spesa pubblica e si potrebbe rilanciare l&#39;economia del nostro Paese. La tesi &egrave; costantemente sostenuta <span id="more-939"></span>dai telegiornali che, con frequenti refrain, accentuano le notizie di accertate evasioni del fisco per milioni di euro contestate a noti VIP.<br />
	Ma &egrave; propaganda o si vuol dire alla Nazione che questa volta il Governo, a differenza di quelli passati, non fa sconti a nessuno?&nbsp;Per essere precisi, lo Stato di sconti ne fa, tanto che, le multe &quot;salate&quot; inflitte inizialmente agli evasori, al termine della conciliazione, si concretizzano in cassa in un valore pari ad appena il<strong> 20% dell&#39;importo sanzionato.</strong><br />
	La dichiarazione decisamente populista della ormai prossima riduzione delle tasse per causa di &nbsp;un elevato gettito fiscale, scaturito dalla elevata pressione fiscale, ci fa capire come la politica occupazionale svolta nel nostro Paese &egrave; stata fino ad oggi inesistente.<br />
	Se questo Governo, alla <strong>indiscriminata rapacit&agrave; fiscale</strong>, avesse preferito svolgere un&#39;oculata lotta all&#39;evasione fiscale con l&#39;incasso dell&#39;intera sanzione e, soprattutto, un deciso e qualificato impegno nello sviluppo occupazionale, nella crescita delle imprese e nell&#39;emersione e regolarizzazione del lavoro sommerso, avrebbe ottenuto, per l&#39;aumento dei&nbsp; contribuenti, maggiori entrate fiscali e maggiore occupazione senza impoverire, come ha fatto, talune classi sociali.<br />
	Dobbiamo ammettere che questo Governo parla troppo poco delle difficolt&agrave; occupazionali in Italia e ancor meno si preoccupa del notevole divario di proporzioni, interno al mondo dell&#39;occupazione, tra uomini e donne. E&#39; evidente che in Italia <strong>le donne entrano nel mondo del lavoro a fatica</strong> o, se non altro, con pi&ugrave; fatica dei colleghi maschi e i dati parlano chiaro.<br />
	L&#39;ultimo rapporto di Eurostat, pone <strong>l&#39;Italia al penultimo posto in Europa</strong> per occupazione femminile. Secondo l&#39;ufficio statistico dell&#39;Ue, in Italia, il tasso di occupazione femminile nella fascia d&#39;et&agrave; 15-64 anni &eacute; del 46,3%. Un valore superiore solo a quello di Malta (34,9%), fanalino di coda di una classifica che vede in testa Danimarca (73,4%), Svezia (70,7%) e Olanda (67,7%).<br />
	Al Sud, il tasso di disoccupazione femminile &egrave; quasi il doppio di quello maschile mentre,&nbsp;&nbsp;l&#39;occupazione femminile, si trova quasi sempre in<strong> contratti temporanei. </strong>Gli studi mostrano che l&#39;incremento dei contratti a tempo determinato hanno indotto ad un ulteriore ritardo nella formazione della famiglia e della fertilit&agrave;.<br />
	Sono le <strong>madri del Sud</strong>, che hanno a che fare con un mercato del lavoro pi&ugrave; difficile e un sistema dei servizi praticamente inesistente, a trovarsi in maggiore difficolt&agrave;, rispetto a quelle del Nord. Una donna su quattro al Sud lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio e solo il 15% al Nord (Essere madri in Italia &#8211; fonte ISTAT). <strong>Attualmente le donne lavorano pi&ugrave; degli uomini come totale anche se meno come lavoro retribuito.<br />
	</strong>Occorre quindi, che la politica economica di questo Paese, concentri la sua attenzione soprattutto nello sviluppo dell&#39;occupazione, <strong>privilegiando l&#39;occupazione femminile</strong> e<strong> </strong>smantellando gli attuali vincoli a cui &egrave; sottoposta che, oltre ad essere vincoli alle scelte di libert&agrave; e di pari opportunit&agrave;, sono anche in contrasto con il benessere delle famiglie, specie in un contesto in cui cresce sia l&#39;instabilit&agrave; del lavoro che l&#39;instabilit&agrave; dei rapporti di coppia. L&#39;occupazione remunerata della madre &egrave; un importante strumento di difesa dalla povert&agrave; per le famiglie e per i minori sia quando vi &egrave; una coppia coniugale che quando la coppia non c&#39;&egrave; o si rompe.<br />
	Occorre che la politica, a tutti i livelli, sia consapevole che <strong>il lavoro delle donne &egrave; sempre pi&ugrave; una risorsa essenziale per la crescita economica del nostro Paese.<br />
	</strong>Basta pensare che nei prossimi decenni in Italia, il rapporto tra pensionati e occupati sar&agrave; tra i peggiori nel mondo occidentale. Mentre infatti la popolazione anziana &egrave; in progressiva crescita, la popolazione delle classi lavorative, a causa della denatalit&agrave; &egrave; in diminuzione. L&#39;Italia per non perdere competitivit&agrave;, avr&agrave; quindi strategicamente bisogno di aumentare la forza lavoro e potr&agrave; farlo solo mobilitando una risorsa finora poco utilizzata e valorizzata, ovvero le donne. Il miglioramento delle possibilit&agrave; di occupazione, non &egrave; solo coerente con i desideri dichiarati dalle donne stesse, ma un&#39;esigenza quindi, che risponde anche alle necessit&agrave; di crescita economica del paese.<br />
	In questo modo il nostro Paese potrebbe evitare un&#39;involuzione culturale, sociale ed economica e dichiararsi per davvero paese civile.<br />
	Altro che tasse !</p>
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		<title>&#8220;Obiettivo Donna&#8221; &#8211; Oltre l&#8217;8 Marzo</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2010/03/02/obiettivo-donna-oltre-l8-marzo/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 01:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pianeta Donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentili redazioni,
	&#160;
	Vi invio la locandina dell&#39;incontro pubblico che il presidio locale di Libera sta organizzando per il prossimo 16 Marzo. Aggiungo, perch&#232; non &#232; scritto sul manifesto, che in apertura della serata si proietteranno delle slide&#160;riassuntive &#160;degli&#160;articoli della nostra Costituzione che riguardano la&#160;evoluzione femminile nel nostro paese e che saranno &#34;interpretati&#34;&#160;dalle ragazze del gruppo teatrale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/03/OBIETTIVO-DONNA-70X100.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-9990" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/03/OBIETTIVO-DONNA-70X100-295x421.jpg" title="OBIETTIVO DONNA  Oltre l'8 Marzo" width="207" /></a>Gentili redazioni,<br />
	&nbsp;<br />
	Vi invio la locandina dell&#39;incontro pubblico che il presidio locale di Libera sta organizzando per il prossimo 16 Marzo. Aggiungo, perch&egrave; non &egrave; scritto sul manifesto, che in apertura della serata si proietteranno delle slide&nbsp;riassuntive &nbsp;degli&nbsp;articoli della nostra Costituzione che riguardano la&nbsp;evoluzione femminile nel nostro paese e che saranno &quot;interpretati&quot;&nbsp;dalle ragazze del gruppo teatrale &quot;Le Ombre&quot;. <br />
	Gli argomenti&nbsp; che&nbsp;saranno trattati&nbsp;durante l&#39;incontro sono&nbsp;due:<br />
	&nbsp;</p>
<ol>
<li style="text-align: justify">Dina Montebello parler&agrave; dei diritti delle donne dal &#39;48 ad oggi;</li>
<li style="text-align: justify">Letizia Guida Salvatorelli parler&agrave; delle donne italiane e delle&nbsp;migranti.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify">&nbsp;<br />
	Ci&nbsp;&egrave; necessaria la Vs. gentile collaborazione , dando voce al presidio con la pubblicazione di &nbsp;questa iniziativa&nbsp; sui vostri siti e/o giornali&nbsp;ma anche &nbsp; partecipando personalmente al dibattito. Vi invitiamo tutti e Vi ringraziamo.<br />
	&nbsp;<br />
	I referenti del Presidio&nbsp;&nbsp;<br />
	&nbsp;Luisa Pavone e Nicola Romanelli.<br />
	&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Per una Repubblica che ci rispetti&#8221; &#8211; Appello delle donne al Cavaliere</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2009/06/04/per-una-repubblica-che-ci-rispetti-appello-delle-donne-al-cavaliere/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 14:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pianeta Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Luisa Spaziani]]></category>
		<category><![CDATA[Quote Rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Veline]]></category>

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		<description><![CDATA[
Veline e casting per le candidate: &#34;Un modello mercificato e lesivo&#34;.


Prendono posizione le signore insignite delle pi&#249; alte onorificenze dello Stato.


Sono docenti universitarie, giornaliste, suore, imprenditrici.


&#34;Un&#39;immagine femminile degradata con la complicit&#224; della quarta carica dello Stato&#34;.

di GIOVANNA CASADIO
ROMA &#8211; Un ricordo di quelli ormai archiviati. &#34;Quando all&#39;universit&#224;, a Torino, una di noi prendeva la parola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<address><img src="/public/2009/06/spaziani.jpg" alt="La Poetessa Maria Luisa Spaziani - Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana" title="La Poetessa Maria Luisa Spaziani - Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana" width="230" height="350" align="right" />Veline e casting per le candidate: &quot;Un modello mercificato e lesivo&quot;.</address>
</div>
<div align="justify">
<address>Prendono posizione le signore insignite delle pi&ugrave; alte onorificenze dello Stato.</address>
</div>
<div align="justify">
<address>Sono docenti universitarie, giornaliste, suore, imprenditrici.</address>
</div>
<div align="justify">
<address>&quot;Un&#39;immagine femminile degradata con la complicit&agrave; della quarta carica dello Stato&quot;.</address>
</div>
<p align="justify"><em><strong>di GIOVANNA CASADIO</strong></em></p>
<p align="justify"><strong>ROMA</strong> &#8211; Un ricordo di quelli ormai archiviati. &quot;Quando all&#39;universit&agrave;, a Torino, una di noi prendeva la parola c&#39;era sempre qualche ragazzo che scandiva &quot;calzetta, calzetta&quot;&quot;. La poetessa Maria Luisa Spaziani ride. Ma in queste ultime settimane &egrave; diventato sempre pi&ugrave; difficile per le donne italiane infischiarsene del passato. Non perch&eacute; a qualcuno viene in mente di dire &quot;tornatevene a fare la calzetta&quot;, ma per quel casting di &quot;pupe&quot; con il quale il presidente del Consiglio e leader del Pdl, Silvio Berlusconi pensava di fare la selezione delle donne candidate alle europee. Per via delle festicciole in Sardegna. Dell&#39;affaire di Berlusconi e della giovanissima Noemi. Dei vizi privati e dei comportamenti pubblici. Delle veline.</p>
<p align="justify"><a href="http://download.repubblica.it/pdf/2009/due_giugno_donne.pdf" target="_blank"><strong>LEGGI IL TESTO DELL&#39;APPELLO</strong></a></p>
<p align="justify"><a href="mailto:appelloperledonne@gmail.com" target="_blank"><strong>COME ADERIRE ALL&#39;APPELLO</strong></a></p>
<p align="justify">In poche parole: &quot;Di queste donne che assurgono agli onori dei media se sono compiacenti verso i potenti e asservite a un modello mercificato e lesivo dell&#39;identit&agrave; femminile&quot;. L&#39;Italia e le donne italiane sono molto altro. Comincia cos&igrave; l&#39;appello &quot;Per una Repubblica che rispetti le donne&quot; delle donne insignite delle alte onorificenze repubblicane nel giorno della festa del 2 giugno. Sono la poetessa Spaziani (Cavaliere di Gran Croce); Maria Bianca Bosco Tedeschini Lalli, prima donna rettore d&#39;Italia e fondatrice dell&#39;universit&agrave; Roma 3, Grande ufficiale della Repubblica come Silvia Costa, una vita in politica e nelle istituzioni e ora candidata del Pd a Strasburgo; la giornalista e scritttrice Elena Doni. E poi, i commendatori della Repubblica suor Eugenia Bonetti, missionaria; Linda Laura Sabbadini; Rosa Valentino, presidente dell&#39;associazione delle donne giuriste; Paola Spada; Gigliola Zecchi; Anna Maria Comito; e l&#39;ufficiale della Repubblica, Susanna Diku, ginecologa, che nel 2000 fu la prima donna straniera a cui Carlo Azeglio Ciampi assegn&ograve; l&#39;alta onorificenza; la capoverdiana Maria Jos&egrave; Mendez Evola, che per anni in Italia ha lavorato come collaboratrice domestica, oggi &egrave; sociologa, ricercatrice.<span id="more-6958"></span></p>
<p align="justify">E molte, molte altre donne che non si sono arrese mai, che rappresentano uno spaccato del paese, e che hanno deciso di &quot;rompere il silenzio assordante&quot;.</p>
<p align="justify">&quot;C&#39;&egrave; un&#39;immagine degradata delle donne e mercificata con la complicit&agrave; della quarta carica dello Stato&quot;, attacca la Costa. Le &quot;madrine&quot; della Repubblica sono riunite nella saletta di un hotel non molto distante dalle vie del centro in cui sfila la parata militare. Ricordano le ventuno donne costituenti. Citano le parole con cui Natalia Aspesi conclude il fondo su Repubblica di oggi &quot;Ma c&#39;&egrave; anche un&#39;altra Italia sempre pi&ugrave; disorientata e costernata davanti&#8230; a questo disprezzo per una donna, per le donne, per tutto il paese&quot;.</p>
<p align="justify">Sono di sinistra, prevalentemente, tante le adesioni di parlamentari democratiche. Per&ograve; l&#39;appello sar&agrave; inviato anche alle donne della destra. Dice Silvia Costa: &quot;Perch&eacute; questo loro silenzio? Sembra la preoccupazione esclusiva di servire un padre/padrone. Invece ci vorrebbe solidariet&agrave;&quot;. Non quell&#39;attacco di Daniela Santanch&eacute; contro Veronica Lario, la moglie del premier che ha denunciato il &quot;ciarpame politico&quot;, i vizi privati (&quot;mio marito frequenta minorenni&quot;), le preoccupazioni, e chiesto il divorzio. Le donne italiane da che parte stanno?</p>
<p align="justify">LA REPUBBLICA &#8211; (<em>2 giugno 2009</em>)</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non sono elezioni per donne</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2009/05/27/non-sono-elezioni-per-donne/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 01:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Campagna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pianeta Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Provinciali]]></category>
		<category><![CDATA[Quote Rosa]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#39;agone elettorale per le provinciali, tra invasioni di campo, entrate&#160; a gamba tesa e voci maliziose, registra, almeno nel nostro paese, un&#39;unica novit&#224;: l&#39;assenza delle donne.
Eppure Margaret Thatcher&#160; ebbe a dire: &#34;se vuoi che una cosa venga detta dilla ad un uomo, se vuoi che una cosa venga fatta dillo al una donna&#34;.
Ci&#242; nonostante, nessun [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="/public/2009/05/quote-rosa-295x434.jpg" alt="Donne e Politica - Quote Rosa" title="Donne e Politica - Quote Rosa" width="295" height="434" align="right" />L&#39;agone elettorale per le provinciali, tra invasioni di campo, entrate&nbsp; a gamba tesa e voci maliziose, registra, almeno nel nostro paese, un&#39;unica novit&agrave;: l&#39;assenza delle donne.</p>
<p align="justify">Eppure Margaret Thatcher&nbsp; ebbe a dire: &quot;se vuoi che una cosa venga detta dilla ad un uomo, se vuoi che una cosa venga fatta dillo al una donna&quot;.</p>
<p align="justify">Ci&ograve; nonostante, nessun partito ha ritenuto all&#39;altezza&nbsp; del ruolo di consigliere provinciale un candidato&nbsp; gioiese di sesso femminile.</p>
<p align="justify">Sar&agrave; forse che nel nostro paese non ci sono signore della politica, della societ&agrave; civile o professioniste&nbsp; in grado di dare il loro contributo?</p>
<p align="justify">O, forse, pi&ugrave; semplicemente non vengono ritenute capaci?</p>
<p align="justify">Non si venga a dire che l&#39;impegno richiesto&nbsp; avrebbe creato difficolt&agrave; nella conciliazione dei tempi, modi e priorit&agrave; della politica&nbsp; con la necessit&agrave; di far funzionare relazioni, affetti e legami sociali. Ci sono persone che accumulano, o vorrebbero, diversi ruoli istituzionali e non si lamentano (ci mancherebbe!).</p>
<p align="justify">Non si venga a dire che nessuna ha dato la propria disponibilit&agrave;. Forse, pi&ugrave; banalmente, l&#39;ipotesi non &egrave; stata nemmeno presa in considerazione; oppure, se le dirigenze dei partiti hanno fatto il nome di una donna lo hanno fatto senza nemmeno tanto entusiasmo.</p>
<p align="justify">Ci&ograve; che pare emergere, &egrave; che le donne, in generale, sono considerate rappresentanti di settore, per cui, quando&nbsp; vengono aggiunte nelle liste &egrave; solo per fare da gregari.</p>
<p align="justify">Non &egrave; un lamento vittimista ma la constatazione della realt&agrave;.<span id="more-6710"></span></p>
<p align="justify">La spiegazione di questo andazzo, probabilmente, sta nel fatto che le donne, in realt&agrave;, non vanno a completare la cultura maschile, ma la mettono in causa e ci&ograve; giustificherebbe tanta ostinazione da parte delle dirigenze dei partiti nel non volerle&nbsp; valorizzare n&eacute; candidare. Se poi qualche asso piglia tutto, come si dice dalle nostre parti, la fa fuori dal vaso affermando &quot;per me la politica &egrave; al maschile&quot;, abbiamo la quadratura&nbsp; del cerchio.</p>
<p align="justify">Ma perch&eacute; i partiti dovrebbero candidare le donne?</p>
<p align="justify">Non si pu&ograve;, in fondo, affermare che siano migliori&nbsp; o pi&ugrave; capaci dei colleghi maschi, ma, alcune le ho viste&nbsp; al lavoro e di altre sono amica. Mi sono apparse concrete, determinate, non disposte a misurare la vita degli altri sulla propria, poco propense al compromesso e pi&ugrave; rivolte alla scelta.</p>
<p align="justify">A quanto pare, per&ograve;, ci&ograve; non basta, la ghigliottina dei partiti&nbsp; non perdona.</p>
<p align="justify">Il risultato&nbsp; &egrave; ci&ograve; che abbiamo sotto gli occhi.</p>
<p align="justify">La soluzione potrebbe essere quella&nbsp; di autoorganizzarsi, aprendo la porta solo a chi mostra semplicemente e incondizionatamente di voler condividere la propria esperienza.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Essere Donna</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2009/03/08/essere-donna/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 23:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Campagna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pianeta Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[festa della donna]]></category>

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		<description><![CDATA[8 marzo 2009, dicono, funerale della Festa della donna o meglio della Giornata internazionale della donna. Niente fiori e, flebili speranze per le opere di bene.
Le donne non camminano pi&#249; un passo dietro gli uomini, semmai, sono al loro fianco. Non hanno pi&#249; ragione di rivendicare parit&#224; sociale e politica, tutto &#232; compiuto.
Dovrebbero solo essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="/public/2009/03/mimosa6x4.jpg"><img src="/public/2009/03/mimosa6x4.jpg" alt="La Mimosa, il simbolo della festa della donna" title="La Mimosa, il simbolo della festa della donna" width="295" height="221" align="right" /></a>8 marzo 2009, dicono, funerale della Festa della donna o meglio della Giornata internazionale della donna. Niente fiori e, flebili speranze per le opere di bene.</p>
<p align="justify">Le donne non camminano pi&ugrave; un passo dietro gli uomini, semmai, sono al loro fianco. Non hanno pi&ugrave; ragione di rivendicare parit&agrave; sociale e politica, tutto &egrave; compiuto.</p>
<p align="justify">Dovrebbero solo essere contente se esiste nel calendario un giorno in cui ricevono uno spintone alla cassa del supermercato e si sentono dire: &quot;prego signora, lei &egrave; donna&quot;. Quasi fosse la festa di un animale in estinzione, una volta l&#39;anno si ricordano che esiste.</p>
<p align="justify">Insomma il significato si &egrave; perso, la Festa della donna &egrave; inutile oltre che fastidiosa, quindi aboliamola.</p>
<p align="justify">E se cos&igrave; non fosse?<span id="more-3416"></span></p>
<p align="justify">Ho 30 anni suonati ed ho raccolto i frutti delle battaglie per il diritto al voto, per la libert&agrave; di accesso alla professioni, per il trattamento egualitario nella retribuzione del lavoro, ma credo che la festa oggi sia ancora viva perch&eacute; viva &egrave; la sua ragione di esistere.</p>
<p align="justify">Oggi come ieri c&#39;&egrave; bisogno di uno scatto temerario, senza indugi per difendere il ruolo della donna.</p>
<p align="justify">Perch&eacute; nessuna debba pi&ugrave; sopportare ad un colloquio di lavoro frasi del tipo: <em>&quot; Ah!! lei &egrave; sposata da poco&#8230;bene congratulazioni, ma sa in previsione di una gravidanza.. comunque le faremo sapere&quot;.</em> Perch&eacute; nessuna debba pi&ugrave; scegliere tra famiglia e lavoro, e si concretizzi la creazione di strutture pubbliche a sostegno della funzione svolta all&#39;interno del nucleo familiare.</p>
<p align="justify">Perch&eacute; la lotta alla violenza sulle donne sia una priorit&agrave; e non uno spot.</p>
<p align="justify">Perch&eacute; tutte possano festeggiare.</p>
<p align="justify">Perch&eacute; non ci siano pi&ugrave; luoghi e storie di diritti negati, violenze, abusi e soprusi.</p>
<p align="justify">Perch&eacute; l&#39;8 marzo non sia quel giorno dell&#39;anno in cui politici di ogni rango e qualit&agrave; si fanno belli con il gentil sesso riempiendosi la bocca di parole molto politicamente corrette.</p>
<p align="justify">Perch&eacute; le leggi elettorali ad hoc e le quote rosa non restino un miraggio sullo sfondo.</p>
<p align="justify">Perch&eacute; l&#39;8 marzo non sia una serata in pizzeria con una striminzita mimosa infiocchettata sulla giacca, di quelle &quot;solo donne per carit&agrave;&quot;.</p>
<p align="justify">E per mille e mille altri motivi.</p>
<p align="justify">Nessuno scoramento ci sono esempi nella storia ed intorno a noi che incoraggiano l&#39;ottimismo. Schiena dritta e testa alta dunque, il cammino sembra ancora lungo.</p>
<p align="justify">E, quindi, pi&ugrave; che mai e con pi&ugrave; forza AUGURI a tutte le donne.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
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