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	<title>gioiadelcolle.info &#187; Multietnicità</title>
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	<description>Il portale della comunità  gioiese</description>
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		<title>Il Comitato per la Pace – Gioia del Colle continua a tessere la tela della solidarietà</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2011/12/28/il-comitato-per-la-pace-%e2%80%93-gioia-del-colle-continua-a-tessere-la-tela-della-solidarieta/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 00:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
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		<description><![CDATA[Comunicato stampa.
&#160;
Il Comitato per la Pace &#232; soddisfatto per la riuscita dell&#39;iniziativa &#8220;L&#39;amicizia tra i popoli unisce, la guerra divide&#8221;.
Un appuntamento che ha segnato un benvenuto agli immigrati provenienti dal territorio libico in guerra. Il nostro intento era di rendere protagonisti i ragazzi ospiti della struttura Wa.Ro.Si. nei pressi della stazione ferroviaria. Hanno cos&#236; potuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><b><i><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/12/comitatopace.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-16803" height="221" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/12/comitatopace-295x221.jpg" title="comitatopace" width="295" /></a>Comunicato stampa.</i></b></div>
<div style="text-align: justify"><b>&nbsp;</b></div>
<div style="text-align: justify">Il Comitato per la Pace &egrave; soddisfatto per la riuscita dell&#39;iniziativa &ldquo;L&#39;amicizia tra i popoli unisce, la guerra divide&rdquo;.</div>
<div style="text-align: justify">Un appuntamento che ha segnato un benvenuto agli immigrati provenienti dal territorio libico in guerra. Il nostro intento era di rendere protagonisti i ragazzi ospiti della struttura Wa.Ro.Si. nei pressi della stazione ferroviaria. Hanno cos&igrave; potuto raccontare ad orecchie, spesso pregiudizialmente sorde, quali traversie hanno dovuto sopportare prima di giungere nel territorio gioiese.</div>
<div style="text-align: justify">La maggior parte di loro ha lavorato per tre, quattro, cinque anni in Libia per sfuggire alla povert&agrave; dei propri paesi di origine. Animati dalla volont&agrave; di poter sfamare le loro famiglie tramite l&#39;invio del denaro necessario per vivere. Tuttavia si sono ritrovati catapultati in una realt&agrave; di guerra, che li conduceva, al di l&agrave; della loro inclinazione, a dover fuggire da una fonte sicura di lavoro e sostegno per la paura di essere trucidati dai guerriglieri governativi o dai ribelli rivoluzionari. Non hanno avuto scelte perch&eacute;, nonostante tutto, la mano occidentale nel conflitto libico ha acuito questa migrazione.&nbsp;<span id="more-16801"></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Ora rischiano di vedere rigettata la loro domanda d&rsquo;asilo dalle commissioni territoriali che gi&agrave; stanno procedendo al diniego nella stragrande maggioranza dei casi, quindi il loro destino rischia di essere quello dell&#39;irregolarit&agrave;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 13.5pt">Per ovviare alla clandestinit&agrave;, gli attivisti gioiesi hanno intenzione di indirizzare una lettera al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. Nell&#39;immediatezza invitano a sottoscrivere l&#39;appello del Progetto Melting Pot Europa ( <a href="http://www.meltingpot.org/articolo17149.html"><font color="#000080">http://www.meltingpot.org/articolo17149.html</font></a> ) per il rilascio di un titolo di soggiorno umanitario attraverso l&rsquo;istituzione della protezione temporanea (art 20 TU) o altre forme previste dall&rsquo;ordinamento giuridico.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 13.5pt">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il comitato si propone di continuare quest&#39;opera di sensibilizzazione e solidariet&agrave;, se possibile,&nbsp;attraverso una collaborazione con l&#39;istituzione scolastica. L&#39;intento sociale ed educativo di convincere della dannosit&agrave; di ogni conflitto sotto ogni chiave di analisi: costi economico-finanziari degli armamenti, costi sociali e ambientali.&nbsp;&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Perch&eacute; crediamo che soprattutto in un periodo di austerit&agrave; che colpisce i lavoratori, i disoccupati e le loro famiglie non sia necessario l&#39;acquisto di 131 cacciabombardieri F-35 americani.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Gioia del Colle, marted&igrave; 27 dicembre 2011.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">-&nbsp;<a href="http://www.comitatopacegioia.blogspot.com/"><font color="#000080">www.comitatopacegioia.blogspot.com</font></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; -&nbsp;<a href="mailto:comitatogioia@gmail.com"><font color="#000080">comitatogioia@gmail.com</font></a></div>
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		<title>Fermatevi, prima che sia troppo tardi</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2009/04/09/fermatevi-prima-che-sia-troppo-tardi/</link>
		<comments>http://www.gioiadelcolle.info/2009/04/09/fermatevi-prima-che-sia-troppo-tardi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 00:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multietnicità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi Razziali]]></category>
		<category><![CDATA[Raniero La Valle]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra Cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Testamento Biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[
All&#39;on. Gianfranco Fini


Presidente della Camera dei Deputati


&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; Roma

Illustre Presidente,
conoscendo la sensibilit&#224; da Lei manifestata in materia, indirizziamo a Lei questo appello scaturito dagli studi di &#34;Vasti, che cos&#39;&#232; umano?&#34; (che &#232; una scuola di &#34;ricerca e critica delle antropologie&#34;) e condiviso e proposto da &#34;Sinistra cristiana&#34; (che &#232; un servizio politico &#34;per la Costituzione, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<address><img src="/public/2009/04/logosinistracristianaor0.jpg" alt="Sinistra Cristiana" title="Sinistra Cristiana" width="281" height="278" align="right" />All&#39;on. Gianfranco Fini</address>
</div>
<div align="justify">
<address>Presidente della Camera dei Deputati</address>
</div>
<div align="justify">
<address>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Roma</address>
</div>
<p align="justify">Illustre Presidente,</p>
<p align="justify">conoscendo la sensibilit&agrave; da Lei manifestata in materia, indirizziamo a Lei questo appello scaturito dagli studi di &quot;Vasti, che cos&#39;&egrave; umano?&quot; (che &egrave; una scuola di &quot;ricerca e critica delle antropologie&quot;) e condiviso e proposto da &quot;Sinistra cristiana&quot; (che &egrave; un servizio politico &quot;per la Costituzione, la laicit&agrave;, la pace&quot;). L&#39;appello riguardante le leggi per la &quot;sicurezza&quot; e per il trasferimento alla sola volont&agrave; dei medici del &quot;trattamento&quot; di fine vita, &egrave; rivolto a tutti i singoli deputati, a cui La preghiamo di farlo conoscere, anche se non le nascondiamo di nutrire pi&ugrave; fiducia nell&#39;Istituzione parlamentare in quanto tale che nella compagine dell&#39;attuale legislatura, nella quale la disparit&agrave; di seggi e i rapporti di forza tra maggioranza e minoranza sono stati predeterminati per legge, e nella quale &egrave; gravemente amputata la rappresentanza popolare sia per le forzature della legge elettorale che per il rifiuto di coalizione del maggiore partito dell&#39;attuale opposizione. Ed &egrave; proprio per la nostra fiducia, nonostante tutto, nel Parlamento, che le trasmettiamo queste gravi preoccupazioni per il futuro della nostra stessa vita comune e dell&#39;ordinamento della nostra Repubblica.</p>
<p align="justify">Con deferenti ossequi</p>
<p align="justify"><strong>&quot;Vasti, che cos&#39;&egrave; umano?&quot;&nbsp;&nbsp; &quot;Sinistra cristiana laici per la giustizia&quot;</strong></p>
<p align="justify">Ex senatori Domenico Gallo, Raniero La Valle, Salvatore Senese, prof. Luigi Ferrajoli, prof. Daniele Garrone, prof. Adelina Bartolomei, Giovanni Franzoni<span id="more-5568"></span></p>
<p align="justify">Roma, 6 aprile 2009</p>
<h3 align="justify">Fermatevi, prima che sia troppo tardi</h3>
<p align="justify"><img src="/public/2009/04/indesiderabili2.jpg" alt="Gli Indesiderabili" title="Gli Indesiderabili" width="192" height="159" align="left" />La dichiarazione universale dei diritti dell&#39;uomo, in perfetta concordanza con la Costituzione italiana considera&nbsp; che il riconoscimento della dignit&agrave; inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti uguali ed inalienabili costituisce il fondamento della libert&agrave;, della pace e della giustizia nel mondo.&nbsp; Questo significa che c&#39;&egrave; una sola famiglia umana e che la dignit&agrave; della persona presuppone che a ciascuno sia riconosciuto un patrimonio di diritti fondamentali, uguali ed inalienabili. Sono questi i fondamenti dell&#39;ordine costituzionale e della civilt&agrave; del diritto. Proprio questi fondamenti sono messi in discussione da una serie di provvedimenti legislativi in corso di&nbsp; approvazione alla Camera. Si tratta di misure inserite nel &quot;pacchetto sicurezza&quot; e nel disegno di legge sul &quot;testamento biologico&quot;. Una campagna ideologica ha messo in competizione la sicurezza con i diritti. Ci&ograve; ha portato all&#39;approvazione di una serie di misure persecutorie e discriminatorie nei confronti dei gruppi sociali pi&ugrave; deboli, che nel nostro Paese non si vedevano dai tempi delle leggi razziali.&nbsp; In modo mascherato sono stati riesumati istituti tipici delle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti ed il registro degli indesiderabili, riservato questa volta, non agli ebrei, ma ai senza casa. Ma soprattutto nei confronti degli immigrati sono state articolate una serie di misure, (reato di clandestinit&agrave;, divieto di matrimonio, divieto di avere un&#39;abitazione, ostacoli per l&#39;accesso alle cure mediche e per il trasferimento dei fondi alle proprie famiglie) che attentano all&#39;intima dignit&agrave; inerente a ciascun membro della famiglia umana e sono destinate a fare terra bruciata intorno ad una popolazione di centinaia di migliaia di persone, aprendo una sconcertante caccia all&#39;uomo.&nbsp;</p>
<p align="justify">Queste misure persecutorie, per la loro gravit&agrave;, superano persino quelle introdotte con le leggi razziali. Infatti&nbsp;&nbsp; le&nbsp;&nbsp; leggi&nbsp;&nbsp; razziali&nbsp;&nbsp; non sottraevano alle madri ebree i figli dalle stesse generate.&nbsp; L&#39;Italia del 1938, sebbene piegata dalla dittatura fascista, non avrebbe mai potuto accettare un insulto cos&igrave; grave all&#39;etica della famiglia, quale la scissione del suo nucleo fondamentale. Ed invece questo &egrave; proprio quello che succeder&agrave;, attraverso il divieto imposto alla madri immigrate irregolari di fare dichiarazioni di stato civile. Non potendo essere riconosciuti, i figli saranno sottratti alle madri che li hanno generati e seguiranno la sorte dei trovatelli:&nbsp; avranno un altro nome e saranno inseriti in una casa famiglia in vista dell&#39;adozione. Per evitare di essere private dei propri figli, le madri dovranno partorire clandestinamente e far entrare il neonato in un circuito di clandestinit&agrave; da cui non si pu&ograve; uscire e che lo escluder&agrave; dal godimento dei diritti fondamentali previsti dalla Convenzione dell&#39;ONU sui diritti del fanciullo. Questa norma si pone al vertice delle misure discriminatorie in corso di approvazione ed ha un grande valore simbolico, in quanto si tratta di una norma &quot;ontologicamente ingiusta&quot;, che incarna un diritto completamente svincolato dalla giustizia.</p>
<p align="justify"><img src="/public/2009/04/eluana.jpg" alt="Eluana Englaro" title="Eluana Englaro" width="126" height="126" align="right" />Nella stessa prospettiva si muovono le norme sul testamento biologico, che colpiscono un gruppo sociale composto da persone ancora pi&ugrave; deboli degli immigrati, i malati giunti nella fase terminale della propria vita, che saranno calpestati nel profondo della loro dignit&agrave;, venendo costretti a subire trattamenti obbligatori, non richiesti e non voluti, con effetti di particolare crudelt&agrave;. E ci&ograve; quando anche un Papa rigorosissimo come Pio XII affermava che &quot;il medico non dispone rispetto al paziente di un diritto separato e indipendente&quot;, ma &quot;in generale non pu&ograve; operare altro che se il paziente lo autorizza esplicitamente o implicitamente&quot;, e che nel caso in cui egli &quot;interrompa i suoi tentativi&quot; eccedenti il ricorso ai &quot;mezzi ordinari&quot;, &quot;non si ha disposizione diretta della vita del paziente n&eacute; eutanasia&quot;; insegnamento che Pio XII impartiva anche sul presupposto che una persona caduta in stato di incoscienza&nbsp; irreversibile possa &quot;non essere pi&ugrave; un essere umano&quot;, al punto che lo stesso sacramento dell&#39;estrema unzione non potrebbe essere validamente amministrato &quot;a chi ha cessato di essere un uomo&quot; se non &quot;sotto condizione&quot; [1].&nbsp;</p>
<p align="justify">Ora, se lo Stato impone obblighi insensati e la giustizia viene espulsa dal diritto, cambia la natura del diritto e si verifica un cambiamento del regime politico. In questo modo verrebbe cancellata per sempre la lezione del Novecento e le grandi Carte dei diritti diventerebbero oggetti d&#39;antiquariato. Questo patrimonio specifico, il diritto dei diritti umani, sviluppatosi nell&#39;Occidente, e dall&#39;Occidente messo a disposizione dell&#39;umanit&agrave;, verrebbe dilapidato ed affievolito per sempre. Per questo noi chiediamo ai parlamentari: fermatevi, prima che sia troppo tardi.</p>
<p align="justify">[1] Pio XII, <em>Discurso sobre tres questiones de moral medica relacionadas con la reanimaci&oacute;n</em>, 24 de novembre de 1957.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
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		<title>Stranieri in Puglia?</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2009/03/27/stranieri-in-puglia/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 01:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multietnicità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
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		<description><![CDATA[La Puglia del primo decennio post-2000 &#232; una regione in affanno.
Mentre tenta di lasciarsi alle spalle il periodo della ricerca di se stessa, allo stato attuale &#160;i &#34;segni&#34; della svolta non sono e non possono tacersi. La Puglia che ci stiamo lasciando alle spalle &#232; quella degli sbarchi degli albanesi dei primi anni &#39;90, affrontati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 align="justify">La Puglia del primo decennio post-2000 &egrave; una regione in affanno.</h5>
<p align="justify"><img src="/archivio/articoli/vari/stranieri2.jpg" alt="Immigrata" title="Immigrata nei campi di pomorodo" width="291" height="434" align="right" />Mentre tenta di lasciarsi alle spalle il periodo della ricerca di se stessa, allo stato attuale &nbsp;i &quot;segni&quot; della svolta non sono e non possono tacersi. La Puglia che ci stiamo lasciando alle spalle &egrave; quella degli sbarchi degli albanesi dei primi anni &#39;90, affrontati all&#39;insegna dell&#39;emergenza.</p>
<p align="justify">E&#39; vivo il ricordo di don Tonino Bello &nbsp;giunto al porto di Bari, dopo il lancio del cibo all&#39;ora del tramonto, tra &nbsp;gli sbarcati e lui sconsolato che ripeteva : &quot;<em>&egrave; la morte dell&#39;uomo&quot;.</em> Da allora molte cose sono avvenute. Gli sbarchi hanno cambiato rotta . La Regione continua a essere una regione povera d&#39;inclusione per le persone che vengono da altri Paesi. Gli stessi numeri dimostrano che la Puglia continua a non creare condizioni di integrazione.</p>
<p align="justify">La popolazione straniera residente &egrave; l&#39;1,7% sul totale della popolazione residente ( su 4 milioni nel 2007 i cittadini immigrati in Puglia raggiungono circa 63.868 di cui 31.125 uomini e 32.743 donne). La presenza in Italia ha raggiunto il 5,2%. In Puglia la presenza &egrave; costituita da : cittadini dall&#39;Albania (37,7%); dal Marocco (9,4%) dalla Romania (4,5%). Mentre a livello nazionale &egrave; la Romania a configurarsi come il principale Paese di provenienza dei titolari di permesso di soggiorno e in particolare per motivi di lavoro. Le province pi&ugrave; popolose sono Foggia (con 14.049 presenze) e Bari (con 27.451). Le altre : Lecce (12.077); Brindisi (5.034); Taranto (5.257).<span id="more-5168"></span></p>
<p align="justify">Il quadro delle cifre sta a dimostrare che la Puglia non pu&ograve; seguire le strade della repressione ma dell&#39;integrazione. In primo luogo prima di proporre gli interventi inclusivi, &egrave; necessario rimuovere gli stigmi: dello &quot;<em>straniero&nbsp; brutto, sporco, cattivo</em>&quot;, che <em>&quot;ruba lavoro agli italiani&quot;,</em>&nbsp; solleva paure ma &nbsp;risolve i problemi dell&#39;assistenza familiare, &nbsp;&egrave; portatore di culture pre-moderne, &nbsp;&egrave; autore di tutte le violenze che si compiono. La Puglia del primo decennio del Terzo Milennio sceglie un&#39;altra strada rispetto a quella che ritroviamo in altri contesti. La strada tracciata &egrave; quella dell&#39;integrazione.</p>
<p align="justify">Quindi &egrave; un andare controcorrente. Punto di partenza &egrave; la proposta della conoscenza della lingua italiana, con corsi strutturati. La costituzione dei primi Centri interculturali (mai attivati prima del 2006) a Foggia, Bari, Lecce e Altamura. Ma gli interventi pi&ugrave; significativi sono quelli destinati alla &quot;<strong>lotta della tratta&quot;</strong> con i Progetti &quot; <strong>Citt&agrave; Invisibili</strong>&quot; della Regione, &quot;<strong>Libera-percorsi</strong>&quot; della Provincia di Lecce, Brindisi e Taranto e &quot;<strong>Aquilone&quot;</strong> della Provincia di Foggia. Manca all&#39;appello la Provincia di Bari.</p>
<p align="justify">Gli obiettivi di questi progetti oltre ad attivare l&#39;assistenza psicologica, sanitaria, legale e l&#39; accoglienza abitativa delle persone vittime della tratta, sono in maniera prioritaria il tentativo &nbsp;di far uscire le persone dalle condizioni schiavit&ugrave;/servit&ugrave;. Questo tipo di approccio richiede che le Istituzioni depotenziano la repressione&nbsp; e le politiche di welfare la sopravanzino in modo da prosciugare il brodo di coltura della violenza. La politica repressiva esercitata in modo esclusiva dal Governo nazionale nasconde la realt&agrave; di un processo inarrestabile. &nbsp;Il popolo dei migranti non pu&ograve; essere arrestato armando i bagnasciuga siciliani, greci, spagnoli o peggio stipulando Trattati con il governo libico e con gli altri Paesi del Maghreb che legittimano addirittura la tortura e il carcere e fermare in mare tutti i migranti e rinviarli nei Paesi di provenienza, come apprendiamo da <strong>&quot;<em>come uomo sulla terra&quot;.</em></strong></p>
<p align="justify">&quot;<strong>Cercasi un fine&quot;</strong> sta cercando di far nascere sul territorio una struttura che si inserisca nell&#39;attivit&agrave; programmatoria delle Istituzioni promotrici di politiche sociali per i migranti e sia in grado di generare &quot;integrazione&quot;. Una integrazione che abbia i caratteri dell&#39;universalit&agrave; in modo da facilitare attraverso la convivenza delle diversit&agrave;&nbsp; una nuova stagione dell&#39; uguaglianza.</p>
<p align="justify">E&#39; sempre pi&ugrave; necessario che le culture si confrontino, si ascoltino e si arricchiscono reciprocamente e pervengono a nuove sintesi. La permanenza del conflitto al contrario genera la paralisi culturale. L&#39;integrazione richiede processi differenziati per poter produrre risultati visibili . L&#39;impostazione seguita dalla Regione Puglia pone i presupposti per superare i CPT e i pi&ugrave; recenti CIE. Nei 45 Ambiti Territoriali dei Distretti Sanitari del territorio regionale &nbsp;dal 2006 sono stati avviati altrettanti 45 Piani Sociali di Zona, questi sono e&nbsp; saranno gli strumenti per rendere &quot;ordinari&quot; gli interventi necessari all&#39;integrazione. &nbsp;</p>
<p align="justify">Il Progetto di &quot;Cercasi un fine&quot; si trova nella zona delle Murge&nbsp; e insiste su tre Ambiti di Zona; in tal modo si potr&agrave; favorire la formazione di una area sub-regionale capace di interagire con un tessuto sociale, economico e culturale, offrendo sevizi innovativi per i migranti ma anche per cittadini italiani.</p>
<p align="justify">Il dato &egrave;:&nbsp; on strutture di welfare efficienti si possono evitare casi come quello accaduto a Castellaneta Marina (Taranto) dei 70 clandestini, provenienti da Ghana, Nigeria, Burkina Faso, richiedenti asilo politico, ai quali non &egrave; stato riconosciuto lo status di rifugiato e quindi soggetti &nbsp;provvedimento di espulsione, attualmente in attesa dell&#39;esito giudiziario. La &quot;Casa della Convivialit&agrave;&quot; &egrave; la proposta per superare l&#39;approccio unico della repressione e per sconfiggere la &quot;paura di aver paura&quot; e rispondere alla nuova ondata di razzismo che investe l&#39;Italia, come documentato dall&#39;OIL.</p>
<p align="justify">Marzo 2009&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p align="justify"><em>Franco Ferrara</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Siamo medici e infermieri, non siamo spie</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2009/02/01/siamo-medici-e-infermieri-non-siamo-spie/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 02:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multietnicità]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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		<category><![CDATA[Medici senza frontiere]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 28 gennaio 2008 -&#160;si &#232; tenuta la conferenza stampa a Roma promossa da MSF, SIMM, ASGI, Osservatorio salute della campagna &#34;Divieto di segnalazione&#34;.
L&#39;ordine nazionale dei medici ha preso un&#39;ulteriore posizione pubblica denunciando il &#34;totale dissenso&#34; con l&#39;emendamento mirato a cassare il comma 5 dell&#39;art. 35 TU.
I mezzi di informazione iniziano a prestare attenzione alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="/public/2009/02/logo_divietodisegnalazione_400x160.gif" alt="Divieto di segnalazione - siamo medici ed infermieri non spie" title="Divieto di segnalazione - siamo medici ed infermieri non spie" width="200" height="80" align="left" />Il 28 gennaio 2008 -&nbsp;si &egrave; tenuta la conferenza stampa a Roma promossa da MSF, SIMM, ASGI, Osservatorio salute della campagna &quot;Divieto di segnalazione&quot;.</p>
<p align="justify">L&#39;ordine nazionale dei medici ha preso un&#39;ulteriore posizione pubblica denunciando il &quot;totale dissenso&quot; con l&#39;emendamento mirato a cassare il comma 5 dell&#39;art. 35 TU.</p>
<p align="justify">I mezzi di informazione iniziano a prestare attenzione alla campagna ed&nbsp;il 28 gennaio&nbsp;erano presenti molte agenzie di stampa.</p>
<p align="justify">Si &egrave; deciso di fare una fiaccolata a Roma il 2 febbario, come riportato nel messaggio in calce.&nbsp;</p>
<p align="justify">S&#39;invitano i soci locali a fare aderire le associazioni con&nbsp;le quali sono in contatto, le locali sezioni degli ordini dei medici, istituti di ricerca ed organizzando, dove possibile, delle conferenze stampa locali. Ogni sforzo va fatto in questi giorni.<br /> Un caro saluto<span id="more-3015"></span></p>
<p align="justify">Gianfranco Schiavone &#8211; Consigliere Direttivo ASGI</p>
<h3 align="justify">Divieto di segnalazione</h3>
<h3 align="justify">Siamo medici e infermieri, non siamo spie</h3>
<p align="justify">Medici Senza Frontiere (<strong>MSF</strong>), Associazione Studi Giuridici sull&#39;Immigrazione (<strong>ASGI</strong>), Societ&agrave; Italiana di Medicina delle Migrazioni (<strong>SIMM</strong>) e Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (<strong>OISG</strong>) lanciano un <a href="http://www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it/appello.asp" target="_blank">appello</a> <strong>per chiedere ai Senatori di respingere l&#39;emendamento che elimina il principio di non segnalazione alle autorit&agrave; per gli immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria</strong>.</p>
<p align="justify">L&#39;attuale Testo Unico sull&#39;Immigrazione (Decreto Legislativo 286 del 1998) prevede che &laquo;l&#39;accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non pu&ograve; comportare alcun tipo di segnalazione all&#39;autorit&agrave;, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parit&agrave; di condizioni con il cittadino italiano&raquo;.</p>
<p align="justify">Il rischio di essere segnalato creerebbe nell&#39;immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza, in grado di ostacolarne l&#39;accesso alle strutture sanitarie. Ci&ograve; potrebbe creare condizioni di salute particolarmente gravi per gli stranieri &#8211; con aumenti dei costi legati alla necessit&agrave; di interventi pi&ugrave; complessi e prolungati &#8211; e ripercussioni sulla salute collettiva &#8211; con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili.</p>
<p align="justify">La cancellazione del principio di non segnalazione vanificherebbe inoltre un&#39;impostazione che nei 13 anni di applicazione (il principio &egrave; presente nell&#39;ordinamento italiano gi&agrave; dal 1995) ha prodotto importanti successi nella tutela sanitaria degli stranieri: riduzione dei tassi di Aids, stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi, riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno-infantili (basso peso alla nascita, mortalit&agrave; perinatale e neonatale&#8230;).</p>
<p align="justify"><strong>MSF, SIMM, ASGI e OISG invitano la societ&agrave; civile a <a href="http://www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it/firma_appello.asp" target="_blank">sottoscrivere l&#39;appello</a> ai Senatori</strong>, che ha gi&agrave; raccolto <strong>660</strong> adesioni.</p>
<p align="justify">MSF, SIMM, ASGI e OISG organizzano inoltre una <strong>fiaccolata della societ&agrave; civile il 2 febbraio&nbsp;2009 davanti a Montecitorio</strong> (<a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;ll=41.90068,12.47879&amp;spn=0.001531,0.003487&amp;z=19" target="_blank">vedi mappa</a>) dalle 17:30 alle 20:00, alla quale sono invitati a partecipare operatori sanitari, associazioni, organizzazioni, rappresentanti della societ&agrave; civile e cittadini.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
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		<title>Elaborati della Scuola di Formazione Socio Politica. Immigrati e città, sfida alla povertà &#8211; di Gabriella Pitarra</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 01:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multietnicità]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola di Politica]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[pitarra]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola di formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro paese ha una realt&#224; abbastanza variegata per la presenza di quelli che noi definiamo extracomunitari.&#160; Non sempre i nostri governi e i nostri rappresentanti in Parlamento hanno saputo dare risposte immediate e chiare in proposito, perch&#233; la politica non riconosce a questi individui la loro dignit&#224; di persone. Una sana e nuova cultura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2008/10/don-milani.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2607" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2008/10/don-milani.jpg" alt=" " title="don-milani" width="170" height="124" align="left" /></a>Il nostro paese ha una realt&agrave; abbastanza variegata per la presenza di quelli che noi definiamo extracomunitari.&nbsp; Non sempre i nostri governi e i nostri rappresentanti in Parlamento hanno saputo dare risposte immediate e chiare in proposito, perch&eacute; la politica non riconosce a questi individui la loro dignit&agrave; di persone. Una sana e nuova cultura, che non deve essere solo quella dell&#39;accoglienza propagandata dai mass-media, deve abitare le nostre menti, perch&eacute; &egrave; solo nel rispetto dell&#39;altro che &egrave; possibile vincere quella grande sfida che &egrave; poi quella della povert&agrave;. Annebbiando le menti delle nuove generazioni, non avulse a partecipare a movimenti come quelli fascisti o nazisti, incursioni nei campi nomadi, e non educandoli a vivere in una societ&agrave; multietnica (che stipula un patto di mera convenienza con gli altri paesi), creiamo delle generazioni insicure, facile preda di chiunque, non responsabili e mature, ma timorose di ci&ograve; che &egrave; <em>alienus</em>. Non dobbiamo attribuire ad altri il compito che invece spetta a tutti noi che, volenti o nolenti, dobbiamo impegnarci a creare un mondo sicuramente vario ma perci&ograve; pi&ugrave; ricco e pi&ugrave; stimolante.<strong> I nostri bisogni sono anche i bisogni degli altri</strong>,&nbsp; a qualsiasi mondo essi appartengano. <span id="more-2868"></span>Non ritengo sia giusto parlare al giorno d&#39;oggi di &quot;identit&agrave; nazionali&quot; ma sia pi&ugrave; corretto definire la nostre come storie dal retaggio culturale diverso, che non devono essere oggetto di tolleranza (che porta con s&eacute; un atteggiamento di accettazione e sopportazione verso l&#39;altro) ma di un&#39;integrazione finalizzata a creare una grande comunit&agrave; mondiale, cittadina di quello che oggi &egrave; un mondo globalizzato solo nell&#39;aspetto tecnologico e informatico. L&#39; Occidente con la sua classe politica, culturale e religiosa deve mettere in atto atteggiamenti pi&ugrave; realistici e maggiormente finalizzati al bene comune, ora che tutti <strong>facciamo parte in un unico mondo</strong>. Mediazione, comprensione, umilt&agrave; culturale e politica devono essere i mezzi per sconfiggere la povert&agrave; che &egrave; vicino a noi e non solo quella in Romania e Marocco, in India e Colombia, che ha della ripercussioni anche sulla nostra realt&agrave;. Viviamo in un mondo globalizzato, ma tendiamo &quot;a tenere pulita e lucida la nostra casa&quot; e a buttare l&#39;immondizia in strada, la nostra strada.</p>
<p align="justify"><strong>Gabriella Pitarra</strong></p>
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