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	<title>gioiadelcolle.info &#187; Lavoro</title>
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	<description>Il portale della comunità  gioiese</description>
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		<title>Il lavoro crocifisso delle donne di Barletta.</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 00:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Incidenti sul Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify">I lumini si sono spenti, le corone di fiori sono state bruciate, i riti hanno chiuso nel silenzio eterno: Matilde, Antonella, Giovanna, Tina e Mariella, le giovani operaie morte nel crollo di Via Roma a Barletta. Il sindaco di Barletta di fronte al disastro ha detto di non sentirsi di &ldquo;criminalizzare chi, nel momento di crisi come questo viola la legge assicurando, per&ograve;, lavoro, a patto che non si speculi sulla vita delle persone. Qualora venga accertato che le operaie morte nel crollo della palazzina di via Roma, lavoravano in nero o in condizioni di sicurezza precarie, questo significherebbe soltanto di un fenomeno diffuso&nbsp;anche da noi, qui in citt&agrave;&rdquo;. Per Maffei sarebbe un &ldquo;paradosso se i titolari della maglieria che si trovava nel palazzo crollato, dopo aver perso una figlia e il lavoro, venissero denunciati&rdquo;. Mariella Fasanella &egrave; l&rsquo;unica sopravissuta che pu&ograve; raccontare&nbsp;la storia del maglificio Cinquepalmi di Barletta, ora sepolto sotto le macerie. Nell&rsquo;intervista al Corriere della Sera (6.10.2011) Mariella dice: &ldquo;Ma cosa volete sapere voi che venite da fuori? Per voi contano le regole&hellip;ci davano 4&euro; all&rsquo;ora, &egrave; vero. Ma adesso non ho nemmeno quelli. E quando esco da qui (dall&rsquo;ospedale n.d.r.) devo cercarmi subito un altro lavoro, ho 3 figli e l&rsquo;affitto da pagare&rdquo;. Due interventi&nbsp;che non possono essere lasciati nell&rsquo;obl&igrave;o o soltanto affidati ai fascicoli giudiziari. Il disastro di Barletta ha&nbsp;sollevato il velo sul lavoro che continua a mancare ma anche su come funzionano le Istituzioni che stabiliscono le regole.&nbsp;In primo luogo &egrave; necessario che il sindaco Maffei coerente con la sua dichiarazione effettui una valutazione pi&ugrave; ampia. Non &egrave; sufficiente la relazione dovuta al giudice da parte dell&rsquo;Ufficio Tecnico Comunale, serve invece un valutazione pi&ugrave; ampia, quindi politica, del disastro. Non possiamo tacere sul perch&eacute; Barletta si ritrovi sotto il ricatto del lavoro nero attribuendo le responsabilit&agrave; alla globalizzazione. Barletta vantava un polo manifatturiero di notevole dimensioni con oltre 10.000 addetti, con una zona industriale attrezzata e sicura. Nel 2011 si contano&nbsp;poche ditte e qualche migliaio di lavoratrici. Il resto del settore &ldquo;tessile-calzaturiero&rdquo; &egrave;&nbsp;transitato nei sottoscali del centro cittadino. Ma locali destinati ad abitazioni non possono essere trasformati in laboratori, n&eacute; possono essere messi in sicurezza dalla statica dell&rsquo;edificio. Il Sindaco deve accertare quale livello di omissione sia stato violato e da quali organismi (Comune, ASL, Ufficio dell&rsquo;Impiego) preposti alla conoscenza delle forme di lavoro nero.. Secondo il&nbsp;Corriere della Sera (5.10.2011) nella sola Barletta la Guardia di Finanza ha chiuso 13 opifici per irregolarit&agrave;. E&rsquo; stato scritto&nbsp;che la tragedia di Barletta non solo anticipa la Cina che verr&agrave;, ma rivela quella che c&rsquo;&egrave; gi&agrave;. Ma se Barletta piange Prato non ride. L&rsquo;organizzazione del lavoro per i cinesi non &egrave; una variabile dipendente dalla produzione ma come accade nelle latitudini globali il salario &egrave; dipendente dall&rsquo;arbitrio della propriet&agrave;. Nulla di nuovo sotto il cielo. La Cina applica alla lettera il verbo della competizione basato sull&rsquo;abbattimento dei prezzi per le merci prodotte, riducendo il costo del lavoro al disotto dei minimi stabiliti dall&rsquo;OIL. Ritroviamo l&rsquo;espansione del modello produttivo&nbsp;in Italia che in assenza di sistemi di controllo spinge i piccoli laboratori a seguirne l&rsquo;esempio o a chiudere del tutto. A Prato&nbsp;un pantalone costa&nbsp;2&euro; questo &egrave; possibile grazie all&rsquo;antica pratica del&nbsp;lavoro a cottimo, che viene accettato e reso possibile con l&rsquo;uso di droghe e stimolanti, altrimenti come si fa a reggere 16 ore di lavoro? Chi ricorda la scoperta dei 2 cadaveri&nbsp;che giacevano nel laboratorio causati dall&rsquo;uso di droghe e stimolanti?&nbsp;Quindi il dato che accomuna il lavoro nero &egrave; il costo del lavoro, pi&ugrave; basso &egrave; il costo del lavoro pi&ugrave; il lavoro nero si espande e si giustifica.</div>
<div style="text-align: justify">E&rsquo; trascorso un secolo dall&rsquo;incendio americano <span>della fabbrica Triangle Shirtwaist Company&nbsp;avvenuto a New York il 25 marzo 1911, fu il pi&ugrave; grave incidente industriale della storia di New del lavoro e&nbsp;caus&ograve; la morte di 146 &nbsp;giovani operaie di origine italiana e dell&#39;est europeo</span>. &nbsp;Quel tragico evento fu l&rsquo;inizio delle rivoluzioni che hanno cercato la &ldquo;liberazione del lavoro e dal lavoro&rdquo;.&nbsp;All&rsquo;alba del nuovo secolo c ritroviamo di nuovo sotto il segno della maledizione del lavoro nero che inchioda le persone alle catene produttive.</div>
<div style="text-align: justify">Le vittime di Barletta attendono giustizia, non &egrave; possibile lasciare l&rsquo;ultima parola&nbsp;soltanto al giudice, il quale potr&agrave; offrirci una verit&agrave; giudiziaria ma non potr&agrave; avviare una storia futura senza lavoro nero. In piena crisi economica, sociale ed etica , la scarsit&agrave; del lavoro, per tutte le generazioni, deve spingerci&nbsp;a trovare&nbsp;risposte&nbsp;capaci di estirpare le forme del caporalato, dello sfruttamento del lavoro minorile e femminile. Per questo &egrave; necessario che alcune parole siano valutate fino in fondo . Parole come: &ldquo; ripresa&rdquo;, &ldquo;rilancio&rdquo;, &ldquo;crescita&rdquo;, &ldquo;progresso&rdquo; necessitano di essere svelate in quanto portatrici delle diverse forme di lavoro nero. Se il lavoro &egrave; cambiato nei suoi contenuti, si &egrave; ridotto quantitativamente , resta comunque una dimensione della persona per la sua realizzazione. Per poter sconfiggere il lavoro nero &egrave; necessario che il &ldquo;lavoro&rdquo; ritorni a essere bene universale, fonte di liberazione. Questo richiede che il sistema delle imprese cambi, non pu&ograve; continuare a inseguire la lepre della globalizzazione. La divisione internazionale del lavoro ha subito da un lato il processo d&rsquo;informatizzazione, dall&rsquo;altro la de-regolazione spinta in pi&ugrave; fasi storiche. Risultato: il lavoro si &egrave; separato dai processi produttivi. Il lavoro nero non &egrave; un aspetto marginale anzi diventa il fulcro principale per poter agire nel mercato. Il lavoro diventato merce a buon mercato affida&nbsp;la realizzazione di s&eacute;&nbsp;alla competizione selvaggia.</div>
<div style="text-align: justify">In questo contesto il lavoro &egrave; ridotto ad essere la clava agitata per dominare anche i rapporti interpersonali.</div>
<div style="text-align: justify"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></div>
<div style="text-align: justify"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Franco Ferrara</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">[Presidente Centro Studi Erasmo, Gioia del Colle]</div>
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		<title>Legalità e lavoro. Quale giustizia per i lavoratori ?</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2011/10/05/legalita-e-lavoro-quale-giustizia-per-i-lavoratori/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 14:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Colangelo]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontro con il magistrato Giovanni Colangelo sul tema : Legalità e Lavoro. Quale giustizia per i lavoratori ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/10/colangelo.jpg"><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-15977" height="769" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/10/colangelo.jpg" title="Legalità e Lavoro - Giovanni Colangelo" width="536" /></a></p>
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		<title>Convegno su &#8220;Lavoro, sviluppo economico e precarietà&#8221;</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2011/04/29/convegno-su-lavoro-sviluppo-economico-e-precarieta/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 01:11:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da Partiti & Movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[precarietà]]></category>
		<category><![CDATA[svilippo economico]]></category>

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		<description><![CDATA[.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt">Convegno in programma a Gioia del Colle il 2 maggio 2011.</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></div>
<div align="center" style="text-align: center; margin: 0cm 0cm 10pt"><b>PRIMA DI TUTTO IL LAVORO</b></div>
<div align="center" style="text-align: center; margin: 0cm 0cm 10pt"><b>FAVORIRE LO SVILUPPO,</b></div>
<div align="center" style="text-align: center; margin: 0cm 0cm 10pt"><b>SCONFIGGERE&nbsp;LA&nbsp;PRECARIETA&rsquo;,</b></div>
<div align="center" style="text-align: center; margin: 0cm 0cm 10pt"><b>GARANTIRE LA PARTECIPAZIONE DEI GIOVANI AL LAVORO.</b></div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt">&nbsp;</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt">Il piano per il lavoro presentato dalla Regione Puglia, unitamente alle proposte del PD&nbsp;per lo sviluppo e per l&rsquo;inserimento dei giovani sul lavoro, saranno al centro di un dibattito pubblico.</div>
<div align="center" style="text-align: center; margin: 0cm 0cm 10pt"><b>Luned&igrave; 2 maggio ore 19</b></div>
<div align="center" style="text-align: center; margin: 0cm 0cm 10pt"><b>Piazza Cesare Battisti</b></div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt">Introduzione e coordinamento</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt"><b>Gianni VALLETTA</b> (Responsabile Lavoro PD Gioia)</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt">Intervengono</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt"><b>Claudia ADDABBO</b>&nbsp;(dottoranda Storia della Scienza presso Universit&agrave; di Pisa)</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt"><b>Prof. Michele CAPRIATI</b> (docente di economia all&rsquo;Universit&agrave; di Bari)</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt"><b>On. Ludovico VICO</b> ( Deputato PD e comp. Commissione lavoro della Camera)</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt"><b>In caso di pioggia l&rsquo;incontro si terr&agrave; presso la Sala De Deo.</b></div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt">Gioia del Colle, 25 aprile 2011</div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt"><b>Resp. Comunicazione Pd </b></div>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt"><b>Gioia del Colle</b></div>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt">Luigi Mongelli</div>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt"><a href="mailto:pdgioia@libero.it"><font color="#0000ff">pdgioia@libero.it</font></a></div>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt">cell. 3395967647</div>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt"><b><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></b></div>
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		<title>La Puglia verso l&#8217;autosviluppo</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2009/03/05/la-puglia-verso-lautosviluppo/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 00:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Per comprendere a che punto &#232; la crisi, esplosa negli USA lo scorso anno 2008, mi sono posto due domande. La prima &#232; scaturita dalla rilettura dei testi di Claudio Napoleoni scritti durante la crisi petrolifera degli anni &#39;70 ( &#34; Il futuro del capitalismo&#34;,Laterza,1976). In quell&#39;opera Claudio Napoleoni ha riletto il rapporto tra scienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Per comprendere a che punto &egrave; la crisi, esplosa negli USA lo scorso anno 2008, mi sono posto due domande. La prima &egrave; scaturita dalla rilettura dei testi di <strong>Claudio Napoleoni</strong> scritti durante la crisi petrolifera degli anni &#39;70 ( &quot; Il futuro del capitalismo&quot;,Laterza,1976). In quell&#39;opera Claudio Napoleoni ha riletto il rapporto tra scienza economica e crisi del sistema capitalistico, attraverso gli economisti: (<em>Ricardo,De Sismondi, J. Stuart Mill; J. M. Keynes, A. Hansen, J. Shumpeter, J. Galbraith, J. Strachey, J. Robinson</em>), i quali ciascuno secondo le proprie elaborazioni concludevano che <em>&quot;il capitalismo debba, prima poi, giungere alla fine&quot;. </em>Nell&#39;attuale congiuntura della crisi mondiale ha senso la tesi di Claudio Napoleoni?. Personalmente credo di s&igrave;. Come credo che all&#39;orizzonte non vi &egrave; alcun &quot;sistema socialista&quot;, n&eacute; tantomeno &quot;comunista&quot;, nonostante la follia di&nbsp; <strong>Chavez</strong>,&nbsp; esempio della &quot;tentazione&quot; del dominio eterno. Ma &egrave; un demone che in tempo di crisi gira molto nel mondo del potere. Gli ultimi incontri G20 e G7-UE non lasciano sperare che il sole dell&#39;avvenire stia per spuntare dall&#39;orizzonte della storia. <span id="more-3278"></span></p>
<p align="justify">La seconda domanda riguarda la Puglia. Questa regione ha vissuto le diverse stagioni della politica economica nazionale ed europea. La Puglia degli anni &#39;60, fu definita da <strong>Aldo Moro </strong>&quot;locomotiva del Mezzogiorno&quot;. Oggi reagisce alla crisi con interventi miranti a renderla una Regione vivibile, capace di auto sviluppo e in grado i rispondere alle sfide globali. L&#39;attuale Governo regionale &egrave; impegnato a rimuovere il precedente modello sviluppo, prodotto da scelte nazionali. I &quot;poli di sviluppo&quot; (Taranto,Brindisi, Bari) si sono rivelati un grande disastro, e illusorio si &egrave; rivelato il &nbsp;&quot;distretto del salotto&quot;. Disastri ambientali ma anche personali. La Puglia si ritrova dopo 50 anni di politiche economiche con un ecosistema sconvolto e con uno scarso &quot;capitale sociale produttivo&quot;perch&eacute;&nbsp; inchiodato nello schema &nbsp;clientelare, al posto di un &quot;capitale sociale&quot; che crea inclusione. I passaggi generazionali hanno visto&nbsp; crescere il cimitero delle imprese familiari. L&#39;emigrazione giovanile degli anni&#39;90 ha determinato di fatto un impoverimento sia dell&#39;&quot;ethos&quot; (comportamenti collettivi) che del &quot;nomos&quot; (regole valide per tutti). Il Governo attuale regionale reagisce nella giusta direzione con interventi che si muovono nel solco tracciato dalle grandi programmazioni europee. Il sistema del sostegno alla piccola e media impresa , con interventi anche per alle infrastrutture, sono state pensate per fronteggiare l&#39;attuale crisi in profondit&agrave;. Poich&eacute; non si tratta di trasferimenti, ma di sostegno alle idee e alle capacit&agrave; personali . Tra le misure figura anche il contrasto all&#39;usura assunto come obiettivo per non farsi travolgere dalla crisi. La lotta &nbsp;alla criminalit&agrave; non &egrave; un accessorio ma un&nbsp; prerequisito per fare della Puglia una regione con lo sguardo al futuro. Una chiave di volta del cambiamento &egrave; il &quot;<strong>sistema di welfare</strong>&quot; che nell&#39;arco di un triennio non solo ha cambiato volto ma &egrave; stato allineato ai sistemi di welfare europeo, superando le impostazioni classiche: &quot;<em>meritocratica&quot;</em> e &quot;<em>risarcitoria</em>&quot; per far posto al &quot;<em>welfare dei servizi&quot;,</em> per questo sono necessarie energie partecipative per costruire gli strumenti della programmazione in modo da bloccare il formarsi di rapporti neo-clientelari sempre in agguato. Certo permangono i guasti ereditati dalla Puglia dei &quot;poli&quot; e dell&#39;&quot;intervento straordinario&quot;. La nuova Puglia &egrave; quella della tutela dei paesaggi salvati dalle devastazioni dell&#39;abusivismo; dell&#39;internazionalizzazione per la promozione all&#39;estero de prodotti agroalimentari&nbsp; e manifatturieri, della nuova rete turistico-alberghiera; &egrave; quella dei laboratori di quartiere, della programmazione dei servizi alla persona; dell&#39;accoglienza e dell&#39;integrazione per chi arriva, &egrave; quella del contrasto alla criminalit&agrave; organizzata.</p>
<p align="justify">La Puglia che emerge dalle ceneri della crisi non &egrave; quella del <strong>&quot;socialismo vendoliano&quot;</strong>ma &egrave; la Puglia che riprende a sperare mentre intorno cadono le macerie del capitalismo oramai senza futuro.</p>
<p align="justify">Febbario 2009</p>
<p align="right">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>FRANCO FERRARA</strong></p>
<p align="right">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Presidente Centro Studi Erasmo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Studenti dell’I.T.I.S. Galilei alla Bosch</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 01:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dalila Bellacicco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[BOSCH]]></category>
		<category><![CDATA[ITIS Gioia del Colle]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra i dieci studenti iscritti al 4&#176; anno degli istituti tecnici che hanno aderito al progetto &#34;Alternanza Scuola &#8211; Lavoro&#34; con la Bosch di Bari, dopo aver superato severi test in meccanica e relativo colloquio, selezionati ben tre ragazzi del Galileo: Gianfranco Bellacicco, Giuseppe Marotti e Donato Radicci. Il progetto li vedr&#224; impegnati nell&#39;arco di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2008/12/ragazziitis.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2846" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2008/12/ragazziitis-130x116.jpg" alt="Ragazzi dell&#39;ITIS alla Bosh" title="Ragazzi dell&#39;ITIS alla Bosh" width="130" height="116" align="right" /></a>Tra i dieci studenti iscritti al 4&deg; anno degli istituti tecnici che hanno aderito al progetto &quot;Alternanza Scuola &#8211; Lavoro&quot; con la Bosch di Bari, dopo aver superato severi test in meccanica e relativo colloquio, selezionati ben tre ragazzi del Galileo: <strong>Gianfranco Bellacicco</strong>, <strong>Giuseppe Marotti</strong> e <strong>Donato Radicci</strong>. Il progetto li vedr&agrave; impegnati nell&#39;arco di due annualit&agrave; per undici mesi in formazione teorica con esami di verifica intermedi, tre saranno dedicati all&#39;addestramento sulle linee di produzione, anche in questo caso con verifica finale, quindi una settimana di stage nella sede Bosch in Germania e 50 ore di corso in lingua tedesca. Obiettivo: formare operatori meccatronici da inserire nel mondo del lavoro. Un progetto &quot;in continuit&agrave;&quot; con lo stage che port&ograve; nella stessa azienda altri sei studenti dell&#39;I.T.I.S. Galilei lo scorso anno.<span id="more-2837"></span></p>
<p align="justify">&quot;<em>Queste esperienze sono opportunit&agrave; preziose per i nostri studenti</em> &#8211; ci confida il professor <strong>Oronzo Capozzo</strong>, tutor e fervido promotore di esperienze formative sul campo &#8211; <em>nella Bosch, nell&#39;Ansaldo, nella Merdional Grigliati i ragazzi si sono confrontati con le competenze richieste dal mercato, hanno usato macchinari all&#39;avanguardia e sperimentato tempi, dinamiche e ritmi lavorativi. Partire da casa alle 5.30 e tornare alle 18, sia pur per un giorno la settimana, &egrave; comunque un sacrificio, ma lo affrontano con entusiasmo</em>.&quot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>
<p align="justify">Esperienza promossa a pieni voti anche da <strong>Giacomo Mondelli</strong>, da pochi mesi dirigente dell&#39;I.T.I.S Galilei. Entusiasmo, progettualit&agrave; e buone prassi lasciano intuire un coordinamento dinamico e propositivo, un approccio non solo manageriale ma anche psico-pedagogico a problematiche spesso complesse, alla necessit&agrave; di &quot;mediare&quot; tra teoria e pratica laboratoriale, tra programmi didattici e reali obiettivi da raggiungere.</p>
<p align="justify">&quot;<em>La scuola</em> &#8211; sottolinea Mondelli &#8211; <em>deve offrire e chiedere lealt&agrave; e correttezza nei comportamenti, proporre insegnamenti di qualit&agrave; e fornire quelle competenze che il mercato richiede. I nostri ragazzi sono in gamba e si inseriscono con facilit&agrave; nel mondo del lavoro. A breve effettueremo una ricognizione per verificare con il centro per l&#39;impiego, numeri alla mano, tali inserimenti e ci proponiamo di utilizzare parte dei fondi europei per adeguare gli standard laboratoriali a quelli delle imprese private. Gli studenti devono poter operare su strumenti simili a quelli utilizzati nelle industrie e non su macchinari obsoleti. Occorrer&agrave;, inoltre, predisporre un curriculum dell&#39;istituto, coordinare e se necessario riformulare al meglio le programmazioni di classe, al fine di comporre la sensibilit&agrave; delle materie umanistiche con la complessit&agrave; dei laboratori tecnologici e l&#39;astrazione della matematica, promuovere l&#39;istituto con azioni di orientamento mirate, colloquiare con aziende che possano offrire stage e momenti di alta formazione. In questo istituto ho incontrato ottime professionalit&agrave;, docenti motivati che amano il proprio lavoro, pronti al confronto, consapevoli che la scuola &egrave; una sorta di termoregolatore della societ&agrave; e con spirito critico deve frenare quando fuori si corre, contrapporre sani valori ed impegno ad immoralit&agrave; e scarso senso di responsabilit&agrave;, coralit&agrave; e cooperazione a sterili individualismi, approfondimento e riflessione a superficialit&agrave; e approssimazion. Occorre valorizzare le diversit&agrave; con processi educativi flessibili, garantire pari opportunit&agrave; a tutti, educare al rispetto, alla dignit&agrave;. Anche il confronto su convinzioni divergenti &egrave; importantissimo, consente di porre in luce le proprie fragilit&agrave;, dalla loro somma nascono nuove consapevolezze</em>.&quot;</p>
<p align="justify">Giacomo Mondelli ha una laurea in Pedagogia, un passato, sia pur per pochi anni, da precario, tanta appassionata competenza ed una sincera ammirazione per Don Milani ed i suoi insegnamenti. Nel tempo consegue varie abilitazioni, diviene relatore di seminari, articolista di pregio nel settore didattico e per oltre un ventennio &egrave; alla dirigenza di istituti scolastici torinesi, baresi, scuole di frontiera quali Enziteto e di provincia, pronto ad &quot;<em>indossare la tuta e rimboccarsi le maniche</em>&quot;, perch&eacute; la scuola &egrave; cifra di crescita, di mobilit&agrave; sociale ed economica, di vocazione.</p>
<p><em>Dalila Bellacicco</em></p>
<p><em>Tratto da &quot;la Piazza&quot; dicembre 2008</em></p>
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