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	<title>gioiadelcolle.info &#187; Politica &amp; Società</title>
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	<description>Il portale della comunità  gioiese</description>
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		<title>Quale futuro per la cultura ?</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2012/02/04/quale-futuro-per-la-cultura/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 01:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Moderati per Gioia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 6 febbraio 2012 alle ore 19 i Moderati incontreranno nella sala De Deo le Associazioni culturali gioiesi.
Si tratta del primo di una serie di incontri per confrontare le proposte e le idee sulle principali tematiche cittadine, per definire le linee programmatiche della 
	coalizione insieme ai cittadini ed in particolar modo a coloro che operano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2012/02/foto.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-17143" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2012/02/foto-206x295.jpg" title="foto" width="206" /></a>Il 6 febbraio 2012 alle ore 19 i Moderati incontreranno nella sala De Deo le Associazioni culturali gioiesi.</p>
<p>Si tratta del primo di una serie di incontri per confrontare le proposte e le idee sulle principali tematiche cittadine, per definire le linee programmatiche della <br />
	coalizione insieme ai cittadini ed in particolar modo a coloro che operano nei vari settori.</p>
<p>Si ringrazia in anticipo per l&#39;attenzione.</p>
<p>Si allega manifesto.</p>
<p>Cordiali saluti.</p>
<p>	Nicola Ardillo<br />
	Coordinatore de I Moderati per Gioia<br />
	&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riformare la giustizia è sviluppo economico.</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2012/01/29/riformare-la-giustizia-e-sviluppo-economico/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 21:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sebastiano Tangorre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo economico]]></category>

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		<description><![CDATA[.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">I pilastri fondamentali su cui costruire lo sviluppo economico di una societ&agrave; civile sono due: equit&agrave; fiscale ed osservanza delle regole e dunque una giustizia efficace.</p>
<div style="text-align: justify; ">Nel precedente mio articolo pubblicato su questo blog dal titolo <i>&ldquo;Ipertassati&rdquo;</i> mi sono soffermato sul primo dei due, individuando nell&rsquo;attuale inequit&agrave; del prelievo fiscale esistente in Italia tra il reddito delle famiglie e quello delle imprese, la causa dell&rsquo;inevitabile &ldquo;recessione&rdquo; che gi&agrave; ci coinvolge e che il tiepido processo di &ldquo;liberalizzazione&rdquo; avviato in questi ultimi giorni dal governo Monti, non potr&agrave; fermare n&eacute; attenuare.&nbsp;<span>&nbsp;&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify; ">In questo, mi soffermo sull&rsquo;altro pilastro ovvero il carente funzionamento della giustizia, il non rispetto delle regole e della conseguente nascita di regole sbagliate che determinano un alto costo per l&rsquo;economia italiana e ne impedisce il suo sviluppo.</div>
<div style="text-align: justify; ">Prendiamo ad esempio il mondo del lavoro. Nel mondo del lavoro, qualunque nuova regola non funzioner&agrave; mai, senza una giustizia veloce. I lavoratori e le imprese oggi sono penalizzati dalla lentezza della giustizia quanto l&rsquo;osservanza di regole sbagliate.</div>
<div style="text-align: justify; ">Se un&rsquo;impresa vuole licenziare un lavoratore assenteista, prima deve provare che c&rsquo;&egrave; la &ldquo;giusta causa&rdquo;. Se il lavoratore pu&ograve; esibire certificati medici anche per patologie senza riscontri oggettivi (per esempio un esaurimento nervoso) diventa difficile, per l&rsquo;impresa, avere ragione in tribunale. Poi, se perde la causa, con l&rsquo;art.18 l&rsquo;impresa deve riassumere il lavoratore dipendente. E se la causa dura 15 anni, l&rsquo;impresa dovr&agrave; pagare 15 anni di stipendi arretrati.</div>
<div style="text-align: justify; ">Ma soffrono anche i lavoratori e i precari che hanno pochissime possibilit&agrave; di farsi valere. Possono subire minacce e ricatti e chi &egrave; pagato in nero o meno di quanto dovrebbe ricevere, rischia di avere ragione quando ormai l&rsquo;azienda ha gi&agrave; chiuso i battenti.</div>
<div style="text-align: justify; ">Anche la lotta all&rsquo;evasione ha bisogno di una giustizia fiscale rapida.</div>
<div style="text-align: justify; ">Se qualunque contenzioso pu&ograve; trascinarsi per anni per essere giudicato sui cavilli di una legislazione fiscale intricatissima, fare ricorso conviene sempre.</div>
<div style="text-align: justify; ">Esiste anche un legame tra giustizia e liberalizzazioni perch&eacute; liberalizzare non vuol dire solo pi&ugrave; concorrenza, ma significa spesso cambiare le regole e farle rispettare.</div>
<div style="text-align: justify; ">Come nel caso delle assicurazioni, dove per ridurre le tariffe non bisogna avere pi&ugrave; concorrenza tra le societ&agrave; assicuratrici, ma ridurre le frodi dai &ldquo;colpi di frusta&rdquo;, che da noi sono da record mondiale.</div>
<div style="text-align: justify; ">Dunque, un cambiamento della giustizia civile italiana avrebbe un ruolo enorme nell&rsquo;evitare che i costi creati dai furbi si scarichino sul resto dei consumatori (es. gli automobilisti onesti).</div>
<div style="text-align: justify; ">Riformare la giustizia quindi non significa solo riformare il &ldquo;rito&rdquo;. Occorre riformare l&rsquo;intera organizzazione del settore della giustizia, incominciando dalla professione dell&rsquo;avvocato. Questa non pu&ograve; essere &ldquo;liberalizzata&rdquo; introducendo l&rsquo;obbligo dei &ldquo;preventivi&rdquo; da esibire al cliente n&eacute; pu&ograve; essere liberalizzata come ruolo, perch&eacute; in Italia di avvocati ce ne sono gi&agrave; 4 volte pi&ugrave; che in Francia ma incentivando l&rsquo;associazionismo e riducendo l&rsquo;ipergarantismo della giustizia italiana, (si pu&ograve; andare in appello per una multa ricevuta per una infrazione al &ldquo;codice della strada&rdquo;) che causa l&rsquo;intasamento dei tribunali da migliaia di piccole cause inutili.</div>
<div style="text-align: justify; ">Racconto di seguito una storia realmente accaduta per le opportune riflessioni.</div>
<div style="text-align: justify; ">Un mio amico eredita un appartamento da una zia. Valore di mercato: 300 mila euro. Nelle pieghe dell&rsquo;eredit&agrave;, scopre che l&rsquo;Agenzia delle Entrate aveva aperto un contenzioso contro la zia e perso i due ricorsi, in primo grado ed in Appello. Non paga, l&rsquo;Agenzia delle Entrate era ricorsa in Cassazione contro le due sentenze e la Cassazione conferma le sentenze gi&agrave; emesse quando la zia &egrave; gi&agrave; scomparsa. Argomento chiuso? Manco per sogno. L&rsquo;avvocato difensore dell&rsquo;Agenzia delle Entrate, chiede all&rsquo;erede mio amico, 19 mila euro di spese processuali per un ricorso che n&eacute; la zia n&eacute; lui avevano fatto e che spetterebbe all&rsquo;Agenzia delle Entrate pagare avendolo perso. Ma, poich&eacute; la sentenza parla di &ldquo;compensazione delle spese di giudizio&rdquo; (l&rsquo;Agenzia delle Entrate non &egrave; mai condannata a pagarle), con una di quelle decisioni che sollevano sistematicamente la Pubblica Amministrazione dalle sue responsabilit&agrave; e ne scaricano i costi sui cittadini, a pagarle dovrebbe essere l&rsquo;erede al quale non &egrave; restato altro che sborsare 19 mila euro.</div>
<div style="text-align: justify; ">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; ">Io mi chiedo, quale effetto positivo si avr&agrave; sullo sviluppo economico del nostro Paese con l&rsquo;aumento del numero dei taxi e delle farmacie se continueremo a mantenere in vita una giustizia fiscale balorda come questa ?</div>
<div style="text-align: justify; ">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; "><em>Sebastiano Tangorre</em></div>
]]></content:encoded>
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		<title>La risposta dei Moderarati a Puglia Prima di Tutto</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2012/01/27/la-risposta-dei-moderarati-a-puglia-prima-di-tutto/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 01:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Moderati]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; Carissimi Amici,
alla presente alleghiamo la lettera di risposta alla Vostra missiva inviataci luned&#236; 16.
Crediamo opportuno che vi sia da parte Vostra una attenta lettura e un momento di riflessione.
Pertanto, in riferimento all&#8217;invito da Voi formulato di incontrarci gioved&#236; 26, riteniamo opportuno rinviarlo ad altra data se, la Vostra posizione intransigente e per alcuni aspetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span><img align="right" alt="" height="274" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2012/01/Conventionmoderati-295x274.jpg" width="295" />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Carissimi Amici,</span></div>
<div>alla presente alleghiamo la lettera di risposta alla Vostra missiva inviataci luned&igrave; 16.</div>
<div>Crediamo opportuno che vi sia da parte Vostra una attenta lettura e un momento di riflessione.</div>
<div>Pertanto, in riferimento all&rsquo;invito da Voi formulato di incontrarci gioved&igrave; 26, riteniamo opportuno rinviarlo ad altra data se, la Vostra posizione intransigente e per alcuni aspetti offensiva, che emerge dal contenuto della missiva inviataci e pubblicata su tutti i giornali e siti web,&nbsp;cambi, e diventi partecipazione leale e reale al progetto che nel tempo si &egrave; delineato.</div>
<div>Sicuri di un Vostro ravvedimento, in attesa di risposte, vi salutiamo cordialmente.</div>
<div>Gioia del Colle 23 gennaio 2012<span>&nbsp;&nbsp; </span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Coordinamento dei</span></div>
<div>MODERATI</div>
<div>Nicola Ardillo</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<div>Carissimi amici della Puglia prima di tutto</div>
<div>abbiamo letto con molta attenzione la vostra missiva e cercheremo, sommessamente, di dare&nbsp;risposte hai vostri interrogativi.</div>
<div><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Prendiamo atto che le vostre riflessioni, che si tramutano in affermazioni, cozzano con quello che di fatto sta succedendo.</span></div>
<div><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per primo vorremmo precisare che i partiti che sostengono la candidatura a Sindaco di Sergio Povia rappresentano gi&agrave;, di fatto, la novit&agrave;.</span></div>
<div><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L&rsquo;U.D.C. ha un Direttivo formato di giovani alla prima esperienza&nbsp;politica e, per quanto attiene la lista, fatta eccezione per un consigliere comunale uscente, &egrave; formata prevalentemente da persone nuove e in ogni caso capaci, per averlo dimostrato in passato, che si ripropongono al giudizio dell&rsquo;elettore.<span id="more-16971"></span></span></div>
<div><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il F.L.I. e l&rsquo;A.P.I. sono due nuovi partiti costituiti, sia nella rappresentanza politica che nelle liste, dal 90% di candidati alla prima esperienza politica.</span></div>
<div><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La lista Gioia Futura &egrave; una lista civica, anch&rsquo;essa nuova nella sua costituzione, composta da uomini e donne che vogliono mettersi al servizio della Citt&agrave;.</span></div>
<div><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A queste si &egrave; aggiunta una ulteriore lista Civica con candidati che credono in questo nuovo progetto ed hanno deciso di partecipare in prima persona.</span></div>
<div><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Bene, se tutto questo &egrave; il nuovo e crediamo obbiettivamente che lo sia, allora crediamo di poter intuire cosa rappresenta il vecchio.</span></div>
<div><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ed andiamo a Sergio Povia.</span></div>
<div>La persona che a Vostro dire &ldquo;<i>&egrave; per Voi assolutamente indispensabile e tuttavia non necessariamente deve essere individuato nel ruolo di sindaco</i>&rdquo;.</div>
<div>A questa vostra convinzione, si contrappone la certezza opposta di tutte le persone ed i partiti che si rappresenta.</div>
<div>Siamo sempre pi&ugrave; convinti di aver intrapreso, con i partiti e le liste collegate che condividono la candidatura a Sindaco di Sergio Povia, un cammino giusto ed irreversibile con alla guida una personalit&agrave; che, consapevole della situazione assolutamente precaria in cui versa il Comune di Gioia del Colle (peraltro del tutto simile a quella in cui si trovava la nostra cittadina nel &rsquo;95) e soprattutto per essere stato per due volte Sindaco e Consigliere Comunale, conosce perfettamente la macchina Amministrativa.</div>
<div>Povia ha con tutti gli altri &ndash; partiti, candidati e gente comune &ndash; le idee chiare nel voler proporre attraverso l&rsquo;azione comune nuovo slancio e sviluppo a questa Citt&agrave;.</div>
<div>Se tutto questo invece per Voi<i> rappresenta il vecchio</i>, non possiamo che invitarVi a riflettere sulla inconciliabile posizione che avete assunto sino a questo momento, prima di poter, con noi, riprendere la strada che &#8211; come avete ricordato &#8211; &egrave; stata anche da voi costruita e che si chiama progetto dei Moderati.</div>
<div>In questo particolare momento di difficolt&agrave; che stiamo vivendo, dovuta ad una crisi senza precedenti, &egrave; necessario mettere in campo cittadini d&rsquo;esperienza che sappiano dare soluzioni alle problematiche ed abbiano come obbiettivo futuro quello del rinnovamento della classe politica invocato da pi&ugrave; parti.</div>
<div>Questo &egrave; quello che si vuole fare e auspichiamo che lo si possa fare insieme, nell&rsquo;interesse della citt&agrave;.</div>
<div>&nbsp;Un saluto a voi tutti.</div>
<div><strong><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nicola Ardillo</span></strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La presente &egrave; controfirmata dai rappresentanti dei partiti e liste della coalizione dei Moderati.</div>
<div><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Saverio Capodiferro</span></div>
<div><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Giuseppe Tuccillo</span></div>
<div><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Giuseppe Leogrande</span></div>
<div><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Filippo Donvito</span></div>
<div>&nbsp;</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>LA FINE DEL LASCIAR FARE.</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2012/01/26/la-fine-del-lasciar-fare/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 01:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ferrara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img align="right" alt="" height="136" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/08/bustaferrara90.jpg" width="200" />Le domande della Redazione di &ldquo;cercasi un fine&rdquo; sul come uscire dalla crisi e se esistono soluzioni alternative hanno impegnato la Redazione nella ricerca di trovare alcune piste di possibili risposte.</p>
<div style="text-align: justify">La prima risposta consiste nella ridefinizione del paradigma che ha caratterizzato il periodo 1980-2008, il periodo che ha inaugurato il periodo del primato assoluto del mercato. Per uscire da questa&nbsp; forma di dominio &egrave; necessario rileggere la &ldquo;Teoria generale dell&rsquo;occupazione dell&rsquo;interesse e della moneta&rdquo; di L.M. Keynes, l&rsquo;opera posta a fondamento della ricostruzione, gi&agrave; sottoposta all&rsquo;attenzione dei lettori di &ldquo;cercasi un fine&rdquo;, del secondo dopoguerra ha nell&rsquo;incipit la fine del lasciar fare,&nbsp; egli sostiene: la concezione degli affari pubblici che si pu&ograve; chiamare &ldquo;individualismo&rdquo; e il &ldquo;lasciar fare&rdquo; trasse il proprio sostegno da molte diverse correnti di pensiero e di fonti di sentimento. I filosofi dominarono per pi&ugrave; di 100 anni perch&eacute;, miracolosamente, erano tutti d&rsquo;accordo, o sembravano esserlo, sull&rsquo;unico fine. N&eacute; le cose sono oggi diverse, ma un cambiamento &egrave; nell&rsquo;aria. Si odono solo confusamente quelle che furono un tempo le voci pi&ugrave; chiare e distinte che abbiano educato politicamente gli uomini: L&rsquo;orchestra di strumenti diversi, il coro di suoni distinti, recede infine in lontananza. Alla fine del sec. XVII il diritto divino dei monarchi dava luogo alla libert&agrave; naturale e al contratto, e al diritto divino della Chiesa subentrava il principio di tolleranza e il concetto di una Chiesa come &ldquo;societ&agrave; volontaria di uomini&rdquo;, i quali si riuniscono &ldquo;in modo assolutamente libero e spontaneo. 50 anni dopo l&rsquo;origine divina e la voce assoluta del dovere davano luogo ai calcoli dell&rsquo;utilit&agrave;. Nelle mani di Locke e di Hume queste dottrine originavano il primato dell&rsquo;individualismo.&nbsp; E&rsquo; nostro compito verificare la Teoria keynesiana con gli avvenimenti che si sono succeduti dal 2008 ai nostri giorni. La prima considerazione &egrave; di verificare se le scelte compiute dai governi degli stati&nbsp; hanno abbandonato il &ldquo;lasciare fare&rdquo; o&nbsp; sono ancora ad esso incatenati permettendo ai mercati finanziari di&nbsp; effettuare operazioni speculative?</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">L&rsquo;abbandono del lasciar fare come presupposto &egrave; il primo passaggio per uscire dalla crisi, in quanto gli automatismi del mercato hanno generato la societ&agrave; del debito. Lasciando agli automatismi la regolazione di tutti gli aspetti della vita umana ci ha rilevato il passaggio dalla condizione di consumatore a quello di debitore. Tutti siamo diventati debitori.&nbsp; La genesi del debitore ha visto crollare le illusioni affermatatesi nell&rsquo;ultimo cinquantennio e che abbiamo tenacemente inseguito: la new economy, la societ&agrave; dell&rsquo;informazione, il capitalismo cognitivo, la finzione del trionfo della democrazia e la caduta del comunismo, l&rsquo;aver concesso lo spazio pubblico e istituzionale al Fondo Monetario Internazionale e alle Banche Centrali dove le decisioni&nbsp; per le sorti dell&rsquo;umanit&agrave; sono nelle mani di pochi funzionari e di pochi politici. Man mano che la crisi finanziaria avanza&nbsp; crollano i miti dell&rsquo;iperliberismo: tutti azionisti; tutti proprietari; tutti imprenditori. Gli attacchi speculativi ci rivelano di essere entrati nella condizione esistenziale dell&rsquo;uomo debitore. Il capitalismo finanziario ha abbandonato tutte le narrazioni epiche che sono state elaborate intorno ai personaggi concettuali dell&rsquo;imprenditore, dei creativi, del lavoratore cognitivo o autonomo, fiero di essere padrone di se stesso, tutti che perseguono il proprio interesse personale.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">La finanza con le sue manovre speculative ha raggiunto gli obiettivi fissati dagli inizi degli anni &rsquo;80.: 1)ridurre i salari e le pensioni al livello minimo, 2) tagliare i servizi sociali per favorire il decollo del welfare di mercato, 3)privatizzare tutto quello che non &egrave; ancora venduto ai privati. Il paradigma sociale non &egrave; pi&ugrave; dato dallo scambio economico ma dal credito. A fondamento della relazione sociale non c&rsquo;&egrave; l&rsquo;uguaglianza dello scambio ma l&rsquo;asimmetria del debito/credito che precede storicamente e teoricamente quello del lavoro salariato. Il debito &egrave; un rapporto economico indissociabile dalla produzione&nbsp; del soggetto debitore e dalla sua moralit&agrave;. L&rsquo;economia del debito aggiunge al lavoro&nbsp; in senso classico del termine un lavoro su di s&eacute; in modo che economia ed etica funzionano congiuntamente. L&rsquo;economia del debito fa coincidere la produzione economica e la produzione di soggettivit&agrave;.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Per poter uscire dal contesto della societ&agrave; del debito &egrave; necessario che le grandi politiche europee siano ripensate in modo da fermare l&rsquo;incremento del volume del debito. &nbsp; L&rsquo;Europa per non essere la causa dell&rsquo;incremento del debito deve lasciarsi alle spalle le due fasi che hanno contribuito&nbsp; alla crescita del debito degli stati nazionali. Questo &egrave; identificabile nelle due fasi: 1) dal 1950 al 1970&nbsp; politiche per superare i dualismi territoriali attraverso l&rsquo;utilizzo dei Fondi Strutturali e delle politiche sociali comunitarie; 2) dal 1980 al 2010, con l&rsquo;affermarsi della Globalizzazione, il dualismo ha assunto caratteri nuovi- marginalizzazione economica ed esclusione sociale &ndash; ai quali si &egrave; tentato di far fronte con nuove politiche e nuovi programmi (Interreg, Adapt, Leader, Equal, Progress..). L&rsquo;inadeguatezza di questi interventi &egrave; misurabile con il fatto che al termine del processo la distribuzione del reddito procapite (rispetto al PIL) rivela che l&rsquo;8% delle regioni pi&ugrave; povere e il 10% delle pi&ugrave; ricche sono rimaste le stesse ai 20 anni precedenti. Un indice macro di ineguaglianza che esprime, oltre alla diseguaglianza sociale, il fatto che la dislocazione dei sistemi produttivi ha continuato nel suo processo di concentrazione nelle regioni forti dell&rsquo;UE indebolendo le potenzialit&agrave; dei 4/5 del territorio europeo, esponendoli agli interventi della speculazione. E&rsquo; necessario aggiungere che il dualismo rendendo fragili i sistemi produttivi li espone all&rsquo;indebitamento con i risvolti sopra illustrati.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Anche dall&rsquo;analisi delle politiche comunitarie agricole (PAC) rileviamo la crescita del dualismo territoriale e l&rsquo;esposizione alla crescita del debito. Dopo il 1989 si preannunciava una nuova era di cooperazione e di superamenti dei dualismi attraverso: 1) la trasformazione nella politica estera ed interna dei Paesi dell&rsquo;Europa orientale; 2)l&rsquo;unificazione della Germania; 3)le nuove spinte verso la Comunit&agrave; Europea dei Paesi dell&rsquo;EFTA; 4) l&rsquo;allargamento ad est della Comunit&agrave; Europea; 5) l&rsquo;aspirazione a riequilibrare le diseguaglianze tra le aree del nord e sud Mediterraneo. Questi cambiamenti avvennero in un contesto nel quale, nonostante la retorica dell&rsquo;integrazione e della coesione sociale, le differenze tra i 12 Paesi prima e dei 27 dopo registrano un basso livello di sviluppo, queste oggi sono travolte dalla crescita del debito. Possiamo sostenere che i disegni di sviluppo disegnati dal &ldquo;lasciar fare&rdquo; non comporta una crescita economica in senso tradizionale, ma corrisponde ad una visione comprensiva della necessit&agrave; di&nbsp; migliorare le condizioni di produzione e di vita di tutti i Paesi UE che non offrono in partenza le medesime condizioni accettabili. In questo contesto &egrave; stato facile ai fautori dell&rsquo;utilizzo del debito favorirne la crescita. Dobbiamo&nbsp; convenire che l&rsquo;approccio dell&rsquo;UE&nbsp; monocentrico perseguito&nbsp; ( Trattato di Mastricht (1992), Accordo di Lisbona (2000); Trattato di Lisbona (2009) &egrave; andato in rotta di collisione con quello opposto&nbsp; policentrico previsto dai Programmi UE.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">L&rsquo;orientamento e le scelte adottate nelle politiche regionali nazionali ed europee, elaborate sui principi astratti di competizione ed efficienza ed in modo centralizzato, hanno prodotto i successivi fallimenti nel raggiungimento degli obiettivi, e le risorse finanziarie investite hanno contribuito al rafforzamento degli ostacoli esistenti per i sistemi produttivi locali frustrandone ulteriormente le capacit&agrave; di riprese e aprendo la strada&nbsp; alla societ&agrave; del debito. Attraverso la delocalizzazione &egrave; stato reso pi&ugrave; facile. Abbiamo richiamato alcuni aspetti per comprendere il fallimento delle politiche liberiste che di decennio in decennio hanno creato danni favorendo una penetrazione della Globalizzazione nell&rsquo;economia e nelle istituzioni nazionali e in quelle del Mezzogiorno hanno generato coinvolgimenti e collusioni che fanno da freno al cambiamento. Oggi ci ritroviamo da un lato a vivere nella societ&agrave; del debito attraverso le crisi finanziarie e&nbsp; dall&rsquo;altro in sistemi produttivi&nbsp; frammentati.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Esistono soluzioni ?</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">A questa domanda &egrave; possibile rispondere&nbsp; sulle base delle argomentazioni svolte: Il sistema delle imprese &egrave; necessario valorizzare il sistema sociale delle imprese; studiare le nuove forme di cooperazione territoriale; riprendere il trinomio colture-natura-culture&nbsp; per favorire nuove forme di partecipazione; riorientare le politiche europee e nazionali dall&rsquo;atlantico verso il Mediterraneo, il medio e lontano oriente. Questo ri-orientamento porter&agrave; a bilanciare lo squilibrio che si &egrave; creato nell&rsquo;UE a tutto favore dei Paesi e mercati atlantici, che favorisce solo alcune aree e alcuni sistemi produttivi europei ed anche ad evitare che la cooperazione con le nuove aree della crescita economica mondiale (la Cina, l&rsquo;India, il sud est asiatico e presto il mondo arabo-islamico) che possono favorire e stabilizzare le nostre comunit&agrave; e sistemi produttivi locali&nbsp; si trasformi in una competizione selvaggia tra centri finanziari e tecnologici all&rsquo;interno della quale il ruolo assegnato alle me-regioni europee divenga quello di vettovagliamento civile e militare al servizio delle aree forti. L&rsquo;uscita dalla societ&agrave; del debito &egrave; possibile con una forte rigenerazione delle comunit&agrave; e di sistemi produttivi locali e regionali insieme alla pi&ugrave; ampia autonomia e autosufficienza che questo&nbsp; richiede. La&nbsp; soluzione alessandrina dovrebbe quindi capovolgere l&rsquo;obiettivo della globalizzazione dominata dalla finanza &ldquo;dal globale al locale&rdquo; nel suo contrario.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span><b>FRANCO FERRARA</b></span></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Seminario &#8220;Le buone pratiche dell&#8217;inserimento lavorativo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 01:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio & Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ogechi]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolta Differenziata]]></category>

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		<description><![CDATA[La OGECHI COOPERATIVA SOCIALE B Onlus, in collaborazione con l&#8217;Ambito Territoriale dei comuni di Gioia del Colle, Sammichele di Bari, Turi e Casamassima, in occasione della chiusura del Progetto &#8220;Viva-mente&#8211;Differenziamoci&#8221; organizza il giorno 26 gennaio 2012, alle ore 16.00, presso il Chiostro Palazzo San Domenico del Comune di Gioia del Colle, il Seminario &#8220;LE BUONE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2012/01/Foto1.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-16939" height="221" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2012/01/Foto1-295x221.jpg" title="Foto1" width="295" /></a>La OGECHI COOPERATIVA SOCIALE B Onlus, in collaborazione con l&rsquo;Ambito Territoriale dei comuni di Gioia del Colle, Sammichele di Bari, Turi e Casamassima, in occasione della chiusura del Progetto &ldquo;Viva-mente&ndash;Differenziamoci&rdquo; organizza il giorno 26 gennaio 2012, alle ore 16.00, presso il Chiostro Palazzo San Domenico del Comune di Gioia del Colle, il Seminario &ldquo;<i>LE BUONE PRATICHE DELL&rsquo;INSERIMENTO LAVORATIVO</i><i><span style="line-height: 150%; font-size: 16pt">&rdquo;.</span></i></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 3pt 0cm">Durante l&rsquo;incontro saranno resi noti i risultati di un anno di raccolta differenziata &ldquo;porta a porta&rdquo; del rifiuto umido-organico effettuata nei Comuni di Gioia del Colle e Sammichele di Bari su circa mille utenze domestiche e verr&agrave; illustrato l&rsquo;andamento dell&rsquo;intero percorso di inserimento al lavoro di circa n.10 persone svantaggiate. Inoltre interverranno esperti in welfare e servizi ecosostenibili sugli sviluppi e le potenzialit&agrave; emerse sia in ambito sociale che ambientale. Ai partecipanti verr&agrave; distribuito un gadget offerto dall&rsquo;azienda Progeva S.r.l.. Il Seminario &egrave; in fase di accreditamento per gli Assistenti Sociali e da diritto al riconoscimento di crediti formativi&nbsp;per gli studenti iscritti ai Corsi di Laurea afferenti alla facolt&agrave; di Scienze della Formazione. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.<span id="more-16935"></span></div>
<p style="text-align: justify"><b>Contatti e interviste: &#8211; </b><a href="mailto:ogechicoop@libero.it-"><span style="color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none">ogechicoop@libero.it &ndash;</span></a> Tel/Fax 0803486209 &#8211; cell 368287828</p>
<p style="text-align: justify">PROGRAMMA</p>
<div>SEMINARIO &ldquo;LE BUONE PRATICHE DELL&rsquo;INSERIMENTO LAVORATIVO&rdquo;</div>
<div>I risultati di oltre un anno di raccolta differenziata &ldquo;porta a porta&rdquo;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>GIOVEDI&rsquo; 26 GENNAIO 2012 ORE 16.00</div>
<div>c/o Chiostro Palazzo S .Domenico</div>
<div>Gioia del Colle (BA)</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>INTERVERRANNO:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&middot; Dott.ssa M.F. DABBICCO, Commissario Prefettizio Comune di Gioia del Colle</div>
<div>&nbsp; &ldquo;Apertura dei lavori&rdquo;</div>
<div>&middot; Dott.ssa Elena GENTILE, Assessore al Welfare della Regione Puglia</div>
<div>&nbsp; &ldquo;Conclusione dei lavori&rdquo;</div>
<div>&middot; Dott.ssa Anna Maria CANDELA,</div>
<div>&nbsp; Dirigente Servizio Programmazione sociale e Integrazione sociosanitaria, Regione Puglia</div>
<div>&middot; Avv. Giacomo COLAPINTO, Direttore Generale ATO BA/5</div>
<div>&nbsp; &ldquo;La raccolta differenziata come strumento di lavoro&rdquo;</div>
<div>&middot; Dott. Giuseppe DIOGUARDI, Coordinatore Ufficio di Piano</div>
<div>&nbsp; &ldquo;Elementi di innovazione sociale&rdquo;</div>
<div>&middot; Dott.ssa Maria Vittoria CARAMATTI, Psichiatra S.I.M. Gioia del Colle</div>
<div>&nbsp; &ldquo;Il lavoro come opportunit&agrave; per l&rsquo;integrazione e la riabilitazione Psico-sociale&rdquo;</div>
<div>&middot; Dott. Donato LOVECCHIO, referente IFOC Bari</div>
<div>&nbsp; &ldquo;La Formazione finalizzata all&rsquo;inclusione ed all&rsquo;inserimento lavorativo di persone svantaggiate&rdquo;</div>
<div>&middot; Dott. Gianni MARSICO, Esperto di Welfare (Moderatore)</div>
<div>&nbsp; &ldquo;Monitoraggio dell&rsquo;andamento del Progetto e inserimento lavorativo&rdquo;</div>
<div>&middot; Dott.ssa Giuseppina MINELLI ,Vicepresidente OGECHI Cooperativa Sociale B Onlus</div>
<div>&nbsp; &ldquo;Presentazione del Progetto Vivamente-Differenziamoci&rdquo;</div>
<div>&middot; Con il contributo della Dott.ssa Alessandra MORGESE, Presidente Circolo Legambiente</div>
<div>&nbsp; Sammichele di Bari e della Sig.ra Anna Maria LATTARULO, dipendente Ogechi</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<div align="center"><b><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2012/01/Foto2.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-16940" height="221" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2012/01/Foto2-295x221.jpg" title="Foto2" width="295" /></a>SINTESI DI PROGETTO</b></div>
<div><b><i>&ldquo;Differenziamoci&rdquo; &egrave; un&nbsp; progetto sperimentale&nbsp; che si colloca all&rsquo;interno del Progetto &ldquo;Viva-Mente&rdquo;, promosso dall&rsquo;Ambito Territoriale che comprende i comuni di Gioia del Colle, Sammichele di Bari, Casamassima, Turi.</i></b></div>
<div>Si tratta di un modello innovativo basato sull&rsquo;inserimento e l&rsquo;accompagnamento al lavoro di persone con disagio. <b>Esso &nbsp;intende recuperare le capacit&agrave; lavorative inespresse dei soggetti coinvolti e favorirne &nbsp;il reinserimento nel contesto sociale e lavorativo.</b></div>
<div>Tale progetto contribuisce a creare una <b>cultura dell&rsquo;integrazione,</b> promuove nuove opportunit&agrave; e diritti di cittadinanza, sostiene iniziative di informazione, coinvolgimento e partecipazione del cittadino singolo o associato.</div>
<div>Secondo l&#39;articolo 1 della Legge 381/91, l&#39;inserimento lavorativo &egrave; il compito essenziale delle Cooperative Sociali di tipo B, dove il lavoro &egrave; un importante strumento di inclusione sociale.</div>
<div>Non si tratta di un semplice servizio di collocamento, ma dare spazio alla dignit&agrave; della persona, valorizzandone le capacit&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><b>&nbsp;L&rsquo;azione</b></div>
<div><b>La raccolta differenziata &ldquo;porta a porta&rdquo;</b> si &egrave; dimostrata socialmente ed economicamente vantaggiosa; essa &egrave; estremamente funzionale alle pratiche d&rsquo;inserimento lavorativo.</div>
<div><b>Meno sprechi, maggiore salvaguardia dell&#39;ambiente, inclusione socio-lavorativa di soggetti svantaggiati, riduzione della spesa pubblica destinata a sussidi di sostegno, rappresentano i benefici di questa scelta.</b></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><b>&nbsp;Gli obiettivi</b></div>
<div>Gli obiettivi a lungo termine sono:</div>
<div>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; fornire occasioni di occupabilit&agrave; per soggetti svantaggiati,</div>
<div>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ridurre la quantit&agrave; di rifiuti prodotti,</div>
<div>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; diminuire progressivamente lo smaltimento in discarica,</div>
<div>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; incentivare il recupero attraverso il riuso e il riciclaggio,</div>
<div>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; creare una cultura dell&rsquo;accoglienza e della promozione umana,</div>
<div>-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; stimolare i cittadini ad una sempre maggiore partecipazione alla vita sociale, economica e culturale.</div>
<div><b>&nbsp;</b></div>
<div><b>Il modello</b></div>
<div>Il modello proposto si basa su una raccolta differenziata domiciliare dell&rsquo;umido-organico. Le utenze, nella fase sperimentale, riguardano una zona campione zona campione ( es. centro storico) dei comuni di Gioia del Colle e di Sammichele di Bari, nell&rsquo;ottica di avere delle linee da seguire, per l&rsquo;estensione di questo tipo di raccolta, ai restanti comuni dell&rsquo;Ambito.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><b>Fasi del Progetto</b></div>
<div>Il progetto &egrave; stato sviluppato attraverso <b>cinque fasi</b>.</div>
<div><span>1.<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span><b><i>Prima fase.</i></b> C<b>ostruzione del gruppo di intervento progettuale</b> tra i seguenti soggetti: Ogechi Coop Sociale, Servizi Sociali dei Comuni dell&rsquo;Ambito, Servizi Ausl; reperimento dei soggetti portatori di svantaggio e individuazione dei tutor.</div>
<div><span>2.<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span><b><i>Fase di avviamento</i></b> al lavoro, articolata in <b>incontri di formazione, apprendimento e</b> <b>simulazioni</b>, prima per i tutor e successivamente per i soggetti&nbsp; lavoratori. &nbsp;&nbsp;</div>
<div><span>3.<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span>&nbsp;F<b><i>ase di sensibilizzazione</i></b>della cittadinanza, alla tematica della raccolta differenziata.</div>
<div><span>4.<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span><b><i>Fase di raccolta</i></b><i> <b>&ldquo;porta a porta&rdquo;</b></i> dei rifiuti, con l&rsquo;accompagnamento al lavoro degli 8 soggetti individuati, in un rapporto 1 a 2, effettuata in <b>3 giorni</b> della settimana per un totale di 9 ore: a giorni alterni.</div>
<div><span>5.<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span><b>Ultima fase. Valutazione</b>, nella quale viene effettuata l&rsquo; interpretazione e la rielaborazione di tutti i dati raccolti durante il monitoraggio ed inseriti nel database.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><b>PARTENARIATO</b></div>
<div>Il progetto ha attivato un <b>Parternariato diffuso</b> che ha coinvolto tutti i soggetti attivi sul territorio con un ruolo specifico per ognuno nelle attivit&agrave; della presente idea progettuale.</div>
<div><span>1.<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span>All&rsquo;<b>Ufficio di Piano </b>&egrave; affidata la fase della supervisione del progetto, finalizzato all&rsquo;inserimento lavorativo dei soggetti portatori di svantaggio.</div>
<div><span>2.<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span>All&rsquo; <b>AUSL</b> il compito di selezionare ed identificare i soggetti&nbsp; per l&rsquo;avviamento al lavoro, demandando tale compito ai Servizi Sociali-Territoriali, Comunali e SIM.</div>
<div><span>3.<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span>Alla <b>Ogechi Cooperativa sociale</b> sono affidate le fasi del coordinamento, della valutazione (in itinere e finale), la costituzione del tavolo di lavoro, la gestione dell&rsquo;iniziativa progettuale, l&rsquo;inserimento lavorativo dei soggetti selezionati.</div>
<div><span>4.<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span>In particolare modo &egrave; prevista la stretta collaborazione con il Consorzio <b>ATO BA/5 </b>e le aziende&nbsp;<b>SPES Gioia SPA </b>e<b> SIECO SPA</b>, quali soggetti responsabili dei temi ambientali e della raccolta/smaltimento dei rifiuti del territorio: fornitura dei mezzi di trasporto, di sacchetti biocompostabili, accompagnamento nella fase di raccolta e conferimento presso l&#39;azienda di compostaggio.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
</div>
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