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	<title>gioiadelcolle.info &#187; Economia &amp; Prodotti Locali</title>
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	<description>Il portale della comunità  gioiese</description>
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		<title>MUNDUSVini: le aziende gioiesi nel mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 00:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia & Prodotti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 17 al 20 febbraio scorsi si &#232; tenuta a Norimberga (Germania) la ventunesima edizione di BioFach, una delle pi&#249; affermate e importanti manifestazioni del biologico in Europa.
	Fiore all&#8217;occhiello di questo salone mondiale del biologico &#232; stato &#8220;MUNDUSvini&#8221;, premio internazionale sull&#8217;eccellenza nel campo del vino biologico &#8220;MUNDUSvini&#8221; &#232; il pi&#249; grande concorso enologico al mondo.
	Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/03/2010_BF_T0407.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-9994" height="196" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/03/2010_BF_T0407-295x196.jpg" title="Internationaler Weinpreis MUNDUSvini BioFach 2010 - Gruppenfoto Preistraeger Gold und Silber Italien - mit Michael Hornickel (rechts) und Andrea Meininger (links), beide Meininger Verlag;" width="295" /></a>Dal 17 al 20 febbraio scorsi si &egrave; tenuta a Norimberga (Germania) la ventunesima edizione di BioFach, una delle pi&ugrave; affermate e importanti manifestazioni del biologico in Europa.</p>
<p>	Fiore all&rsquo;occhiello di questo salone mondiale del biologico &egrave; stato &ldquo;MUNDUSvini&rdquo;, premio internazionale sull&rsquo;eccellenza nel campo del vino biologico &ldquo;MUNDUSvini&rdquo; &egrave; il pi&ugrave; grande concorso enologico al mondo.<br />
	Il prestigio di Biofach ha comportato, in questa edizione 2010, l&rsquo;iscrizione di ben 622 tipologie di vini biologici al premio &ldquo;MUNDUSvini&rdquo;. Un record senza precedenti a livello mondiale, che testimonia il progressivo sviluppo del mercato del vino biologico nonostante gli effetti della crisi economica globale. Questa forte domanda di vini biologici sta spingendo produttori ed importatori ad offrire prodotti sempre pi&ugrave; in linea con gli standard biologici.<span id="more-9993"></span><br />
	A Norimberga, nell&rsquo;olimpo del mangiare e bere sano, non poteva certo mancare l&rsquo;Italia, Paese dove il vino &egrave; sinonimo di eccellenza e di primato su tutto il resto del globo. Il nostro Paese, infatti, con la pi&ugrave; vasta area del mondo di vigneti biologici, conduce la classifica di &ldquo;MUNDUSvini&rdquo; con 163 vini iscritti. Seguono la Germania (116 vini iscritti) e la Spagna (115). La Francia, con 95 vini, &egrave; solo al quarto posto.</p>
<p>	Nell&#39;edizione del 2009 il Biofach &egrave; stato visitato da pi&ugrave; di 46mila operatori professionali che hanno incontrato pi&ugrave; di 2.700 aziende partecipanti. La Puglia &egrave; la seconda regione bio italiana e fra roccaforti europee del biologico: 5mila e 700 gli operatori e 100mila ettari di superficie condotta con questo metodo agricolo.</p>
<p>	La partecipazione delle aziende pugliesi &egrave; stata coordinata da Unioncamere Puglia.<br />
	Le aziende partecipanti al Biofach 2010 con Unioncamere Puglia sono:<br />
	Az. Agricola Fiordelisi Mario; Fiordelisi Srl; Soc. Coop. G.M.G. ; Puglia Conserve; Sottolestelle; Consorzio Capoleuca; Prim.Ol.Jo. Srl; De Padova Francesco; Az. Agricola Plantamura; Az. Agr. Masseria Giummetta; Az. Agr. Masseria Palmo; Az. Agr. Lanzolla Bartolomeo; Az. Agricola Casamassima Pietro.</p>
<p>	Fra queste, l&rsquo;Azienda Agricola Plantamura di Gioia del Colle (www.viniplantamura.it) &egrave; stata l&rsquo;unica azienda pugliese premiata, con la medaglia d&rsquo;argento, con il vino &ldquo;2006 Gioia del Colle DOC Riserva&rdquo; (cfr. allegato &ldquo;Winners Mundus Vini 2010&rdquo;).</p>
<p>	Credo che sia opportuno rimarcare il successo delle aziende locali che, spesso poco conosciute nel ns. territorio, si fanno onore in Italia e all&rsquo;estero.</p>
<p>	In calce il link al sito MUNDUSVini.</p>
<p>	In allegato l&rsquo;elenco delle aziende premiate ed una foto dei premiati (la sig.ra Mariangela Plantamura, titolare dell&rsquo;azienda, &egrave; la seconda da destra in prima fila).</p>
<p>	Grato a quanti vorranno pubblicare un articolo sulla manifestazione.</p>
<p>	ing. Mauro Mastrovito<br />
	Consigliere delegato alla<br />
	Pianificazione Strategica<br />
	Comune di Gioia del Colle<br />
	Tel. 0803430540 fax 0803432782<br />
	Cell. 3392400816</p>
<p>	http://www.mundus-vini.de/7513984&#8211;~it~ConcorsointernazionaledelvinobiologicoMUNDUSviniBioFach~MUNDUSvini~mundusvini_allgemein.html</p>
<p>	&nbsp;</p>
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		<title>Striscia la Notizia: Le vie del latte sono infinite</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2009/05/13/striscia-la-notizia-le-vie-del-latte-sono-infinite/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 00:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia & Prodotti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Latte di Gioia del Colle]]></category>
		<category><![CDATA[Quote Latte]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerd&#236; 8 maggio &#232; andato in onda l&#39;ennesimo servizio di &#34;Striscia la Notizia&#34; su fatti e misfatti che accadono nella nostra Gioia del Colle. Questa volta si &#232; parlato delle &#34;infinite vie del latte&#34;.
CLICCA SULL&#39;IMMAGINE PER VEDERE IL SERVIZIO DI STRISCIA LA NOTIZIA (n.d.r.).
Da gioiesi non abbiamo fatto altro nel corso del tempo di poterci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong><a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoll.shtml?2009/05/C_35_video_9334_GroupVideo_filevideo.wmv" target="_blank"><img src="/public/2009/05/lattegioia-295x263.jpg" alt="CLICCA SULL&#39;IMMAGINE PER VEDERE IL SERVIZIO DI STRISCIA LA NOTIZIA" title="CLICCA SULL&#39;IMMAGINE PER VEDERE IL SERVIZIO DI STRISCIA LA NOTIZIA" width="295" height="263" align="right" /></a>Venerd&igrave; 8 maggio</strong> &egrave; andato in onda l&#39;ennesimo servizio di &quot;Striscia la Notizia&quot; su fatti e misfatti che accadono nella nostra Gioia del Colle. Questa volta si &egrave; parlato delle &quot;infinite vie del latte&quot;.</p>
<p align="justify"><strong><em><font color="#ff0000">CLICCA SULL&#39;IMMAGINE PER VEDERE IL SERVIZIO DI STRISCIA LA NOTIZIA (n.d.r.).</font></em></strong></p>
<p align="justify">Da gioiesi non abbiamo fatto altro nel corso del tempo di poterci vantare della nostra famosissima, in tutto il mondo, mozzarella. <em>&quot;Benvenuti a Gioia del Colle, citt&agrave; del vino primitivo e della mozzarella&quot;</em> recita il cartello posto ad ogni ingresso della citt&agrave; dai paesi limitrofi. Ma siamo cos&igrave; sicuri che a Gioia i caseifici presenti (18 secondo i dati APA del 2006) producano questo celebre fior di latte lavorato esclusivamente con latte di Gioia del Colle o perlomeno con latte che abbia grosso modo le stesse caratteristiche nutritive e organolettiche come pu&ograve; essere quello che viene prodotto nella nostra murgia barese e tarantina?</p>
<p align="justify">Non sappiamo quanti siano i cari concittadini che credono ancora a questa bufala. Purtroppo sono ormai molti anni che a Gioia del Colle, la patria della mozzarella, citt&agrave; che conta nel suo vastissimo agro oltre 300 insediamenti zootecnici che allevano circa 18000 capi bovini arrivano regolarmente autotreni di latte di dubbia provenienza. C&#39;&egrave; chi dice sia latte del nord Italia e chi, avvicinandosi di pi&ugrave; alla realt&agrave;, parla di latte della Germania, nazione grande produttrice di latte. S&igrave;, di latte proveniente della Germania si tratta, ma probabilmente non prodotto in Germania. La Germania fa solo da transito per molto di questo latte. In Germania ci sono grosse piattaforme di stoccaggio del latte. Latte munto con ogni probabilit&agrave; in alcuni dei Paesi new entry nella Comunit&agrave; Europea. Paesi dell&#39;est europeo come Polonia, Romania, Ungheria e chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne metta. Latte che riesce ad arrivare a Gioia e dintorni a costi inferiori a quelli di produzione che hanno i nostri allevatori. Che ormai sono sull&#39;orlo di una crisi di nervi.<span id="more-6405"></span></p>
<p align="justify">Solo su Gioia del Colle oltre dieci allevamenti hanno chiuso i battenti dall&#39;inizio del nuovo anno. Non si pu&ograve; pi&ugrave; sopravvivere facendo l&#39;allevatore. Il prezzo attualmente pagato dall&#39;industria casearia locale ai nostri allevamenti, per il latte crudo alla stalla, si aggira attorno ai <strong>33-35 centesimi</strong> per chilo. Imbarazzante. Ben lontano dai 46 centesimi di prezzo regionale concordato a gennaio 2008 tra i sindacati di produttori e trasformatori alla presenza degli organi regionali preposti quali gli assessori regionali Russo e Frisullo. Prezzo, tra l&#39;altro, mai corrisposto agli allevatori (i fatti ci dicono che da febbraio a ottobre dello scorso anno il prezzo corrisposto &egrave; stato di 42 centesimi/kg).&nbsp;</p>
<p align="justify">Ma questo latte di dubbia provenienza, importato perch&eacute; costa meno, pu&ograve; mai avere le stesse garanzie di qualit&agrave; del nostro latte? Migliaia di litri di latte importato che si trasformano miracolosamente in prodotti tipici, in &quot;mozzarella della murgia barese e tarantina&quot;, in &quot;mozzarella di Gioia del Colle&quot;.</p>
<p align="justify">Il primo passo, dunque, per salvare sia l&#39;economia degli allevatori, che la qualit&agrave; delle mozzarelle che mangiamo &egrave; l&#39;etichettatura del prodotto. La legge 204/04, approvata dal Parlamento Italiano il 3 agosto 2004, peraltro, gi&agrave; disciplina l&#39;indicazione obbligatoria in etichetta dell&#39;origine dei prodotti alimentari e specificatamente, all&#39;art.1 bis, comma 2 specifica che <em>&quot;p</em><em>er luogo di origine o provenienza di un prodotto alimentare non trasformato </em>(ad esempio il latte crudo) <em>si intende il Paese di origine ed eventualmente la zona di produzione e, per un prodotto alimentare trasformato </em>(ad esempio la mozzarella)<em>, la zona di coltivazione o di allevamento della materia prima agricola utilizzata prevalentemente nella preparazione e nella produzione&quot;</em>. Perch&eacute; ci&ograve; non avviene? Quali sono i controlli che garantiscono per la nostra salute e sicurezza alimentare? Se &egrave; latte che proviene dai Paesi dell&#39;est europeo che non hanno gli stessi protocolli di sicurezza alimentare che vengono osservati qui da noi, quali garanzie ci sono per il consumatore finale?</p>
<p align="justify">La stessa legge, poi, all&#39;art.1 chiarisce i limiti di scadenza del latte fresco pastorizzato: <em>&quot;</em><em>La data di scadenza del &laquo;latte fresco pastorizzato&raquo; e del &laquo;latte fresco pastorizzato di alta qualit&agrave;&raquo; e&#39;</em></p>
<p align="justify"><em>determinata nel sesto giorno successivo a quello del trattamento termico, salvo che il produttore non indichi un termine inferiore. L&#39;uso del termine &laquo;fresco&raquo; nelle denominazioni di vendita del latte vaccino destinato al consumo umano e&#39; riservato ai prodotti la cui durabilit&agrave; non eccede quella di sei giorni successivi alla data del trattamento termico&quot;. </em>Quindi, nel caso del latte che arriva dai paesi dell&#39;est transitando per la Germania, necessariamente pastorizzato e per il quale dal momento in cui viene munto fino alla sua trasformazione in mozzarella, potrebbe passare anche una settimana, quale magica sostanza viene immersa in queste cisterne per far s&igrave; che il latte si possa conservare cos&igrave; a lungo?</p>
<p align="justify"><strong>Nicola Paradiso</strong></p>
<p align="justify">Segnalo il link per poter vedere il video dell&#39;intelligente servizio montato dalla troupe di Striscia la notizia, girato a Gioia luned&igrave; 4 e andato in onda durante la puntata di venerd&igrave; 8 maggio 2009.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoll.shtml?2009/05/C_35_video_9334_GroupVideo_filevideo.wmv">http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoll.shtml?2009/05/C_35_video_9334_GroupVideo_filevideo.wmv</a></p>
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		<title>Giuseppe Rosini</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 01:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Giannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia & Prodotti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Gioia Nota]]></category>
		<category><![CDATA[Apicoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Gioia del Colle]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Rosini]]></category>
		<category><![CDATA[Miele]]></category>

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		<description><![CDATA[Fratello del pi&#249; noto Mario Rosini, cantante che&#160;al Festival di Sanremo del 2004 si classific&#242; secondo, Giuseppe, detto Pino, &#232; nato a Santeramo in Colle&#160; il 19 marzo 1956, ma da sempre vive a Gioia con la sua famiglia.
Ha dato vita ad un&#39;azienda, l&#39;Apipuglia Novagel, che dal 1974 si occupa di allevamento di api e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2008/11/rosini1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2740" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2008/11/rosini1-130x88.jpg" alt="Giuseppe Rosini controlla un&#39;arnia" width="130" height="88" align="left" /></a>Fratello del pi&ugrave; noto Mario Rosini, cantante che&nbsp;al Festival di Sanremo del 2004 si classific&ograve; secondo, Giuseppe, detto Pino, &egrave; nato a Santeramo in Colle&nbsp; il 19 marzo 1956, ma da sempre vive a Gioia con la sua famiglia.</p>
<p align="justify">Ha dato vita ad un&#39;azienda, l&#39;Apipuglia Novagel, che dal 1974 si occupa di allevamento di api e della trasformazione diretta di tutti i prodotti ottenuti dalle stesse.</p>
<p align="justify">Questa iniziativa &egrave; sorta per una forte&nbsp; passione per la natura e per la convinzione che si potesse lavorare in modo alternativo rispetto alle moderne tendenze della grande industria, senza cio&egrave; stravolgere o violentare la natura e ci&ograve; che ad essa appartiene, ma rispettandola. L&#39;azienda nasce sulla continuit&agrave; del lavoro di suo nonno, a sua volta apicoltore a suo modo.</p>
<p align="justify">Dopo essere stato in Francia a visionare due aziende ha seguito il Corso per Esperti apistici presso l&#39;Istituto Nazionale di Apicoltura a Bologna nel 1980 e presso lo stesso Istituto ha conseguito l&#39;attestato di II livello per Esperti Assaggiatori. E&#39; iscritto all&#39;Albo Nazionale. E&#39; socio fondatore del COPAIT ( Associazione per la tutela della pappa reale italiana ) ed &egrave; iscritto all&#39;AAPI ( Associazione Apicoltori Professionisti Italiani ).</p>
<p align="justify">Attualmente &egrave; il Presidente dell&#39;Associazione Produttori Apistici Pugliesi &quot; PUGLIAMIELE &quot;.<span id="more-2341"></span></p>
<p align="justify">L&rsquo;azienda da lui creata oggi rappresenta una delle pi&ugrave; grandi realt&agrave; nazionali nel settore dell&rsquo;apicoltura biologica italiana con oltre 700 alveari in produzione certificata, pi&ugrave; di 300 famiglie vendute&nbsp;ogni anno, 150 arnie di fecondazione e stazionamento regine solo ad uso aziendale.&nbsp; L&#39;azienda &egrave; strutturata con un sistema chiuso e controllo diretto sia della materia prima e sia di tutti i prodotti trasformati.</p>
<p align="justify"><a href="/public/2008/11/rosini10001.jpg"><img src="/public/2008/11/rosini10001-130x68.jpg" alt="Etichetta Miele Biologico prodotto da Giuseppe Rosini" width="130" height="68" align="right" /></a>Nel laboratorio di Gioia del Colle, autorizzato&nbsp;con Notifica al Ministero della Salute per la produzione di &quot; integratori erboristici &quot; avvengono tutte le lavorazioni di trassformazione delle materie prime ricavate. Si producono sciroppi, compresse, flaconcini bevibili, omogeneizzati di polline lattofermentato, il tutto sempre con &nbsp;controllo e certificazione ICEA.</p>
<p align="justify">E&#39; tra&nbsp;le prime aziende &nbsp;in Italia ad aver realizzato&nbsp;una linea di integratori a base di pappa reale bio con il marchio NOVOGEL e di propoli con marchio &quot; Propoli DOC &quot;.</p>
<p align="justify">Attualmente sta lavorando su un progetto di forte caratterizzazione territoriale di alcuni mieli producibili solo in un ristretto ambito comunale, quali il Timo capitatius, il rosmarino bianco ed il mandorlo amaro.</p>
<p align="justify">Mercati di vendita sono elettivamente le erbosterie ed i negozi di alimentazione biologica.</p>
<p align="justify">Continua e proficua &egrave; la collaborazione con gli Istituti Universitari della nostra regione, particolarmente con la Facolt&agrave; di Farmacia ( Dipartimento di Farmacia Chimica ), per i lavori di ricerca sulla propoli e con la Facolt&agrave; di Medicina Veterinaria per la qualit&agrave; del miele.</p>
<p align="justify">Essendo una azienda a carattere artigianale non adotta una politica di globalizzazione dei mercati e di nuova economia, ma bada a localizzare&nbsp; il lavoro e i prodotti in un ambito pi&ugrave; ristretto, che mira a creare un forte legame tra terra di produzione e uomini che la abitano.</p>
<p align="justify">Anche da questo punto di vista contribuisce a rinsaldare un legame affettivo con la nostra terra,&nbsp; a valorizzare le nostre capacit&agrave; e possibilit&agrave; di sviluppo nel settore agroalimentare&nbsp; a e scrivere una felice pagina nella storia del nostro Paese e del nostro Sud.</p>
<p align="justify">Il miele &egrave; l&rsquo;unico dolcificante che si presenta in forma concentrata gi&agrave; in natura. A differenza dello zucchero, che contiene solo saccarosio, il miele contiene un centinaio di sostanze diverse, tra le quali gli zuccheri, come fruttosio e glucosio.</p>
<p align="justify">Studi recenti hanno dimostrato l&rsquo;importanza del fruttosio, che possedendo un basso indice glicemico evita improvvisi picchi glicemici, causa di infiammazioni a livello delle arterie.</p>
<p align="justify">Tra le sostanze secondarie del miele gli enzimi e gli amminoacidi costituiscono il 3,21%, i polisaccaridi sono il 10,32%, il glucosio il 31,28%, il fruttosio il 38,34% e l&rsquo;acqua il 17%.</p>
<p align="justify">E&rsquo; un prodotto energetico, &egrave; un vitaminico e mineralizzante, che contengono gli&nbsp; ormoni, le inibine, che svolgono una azione protettiva contro il bacterium coli&nbsp; e quindi agisce da disinfettante intestinale.</p>
<p align="justify">Oltre ad essere un dolcificante naturale ed un alimento nutritivo il miele svolge anche la funzione di un farmaco lassativo, per la presenza di mannite.</p>
<p align="justify">Tra le altre propriet&agrave; curative e protettive del miele ricordiamo l&rsquo;inibizione dello streptococco, dello stafilococco, di alcuni batteri enterici e del botulino.</p>
<p align="justify">Per tali qualit&agrave; costituisce un ottimo fattore di difesa naturale per i bambini entro il primo anno di vita. E&rsquo; un ottimo integratore per gestanti e sportivi.</p>
<p align="justify">Il glicutile, presente nel miele favorisce l&rsquo;assorbimento degli zuccheri nei muscoli facilitandone la disponibilit&agrave; e l&rsquo;utilizzo dopo le gare.</p>
<p align="justify">Protegge le mucose in caso di gastrite ed &egrave; utilizzato nelle malattie respiratorie come calmante della tosse ed espettorante.</p>
<p align="justify">Anche il fegato se ne giova perch&eacute; il miele lo aiuta ad eliminare tossine, additivi chimici, alcool nicotina.</p>
<p align="justify">Condizione essenziale per fruire delle propriet&agrave; benefiche del miele &egrave; che lo stesso venga utilizzato fresco, senza cio&egrave; essere stato sottoposto a trattamenti.</p>
<p align="justify">Uno degli elementi per verificare la qualit&agrave;&nbsp; di un miele&nbsp; &egrave; la sua cristallizzazione in modo uniforme.&nbsp; Il miele deve essere solido e non liquido; solo alcune qualit&agrave;, quello di acacia e di castagno non solidificano.</p>
<p align="justify">Diversi sono i tipi di miele che l&rsquo;Apipuglia produce, ma unico &egrave; il luogo di produzione: aziende della nostra Terra, del nostro Sud.</p>
<p align="justify">MIELE DI MANDORLO</p>
<p align="justify">E&rsquo; un miele che viene prodotto nei mesi di febbraio e marzo nella zona di Acquaviva delle Fonti, Casamassima e Castellana Grotte, a 300 mt. E&rsquo; un miele di difficile produzione perch&eacute; nel periodo della fioritura il clima &egrave; ancora abbastanza freddo.<br /> Contiene proteine e sali minerali ed &egrave; ottimo come regolatore intestinale, come rinfrescante ed emolliente.</p>
<p align="justify">MIELE DI EUCALIPTO</p>
<p align="justify">Viene prodotto&nbsp; nel mese di luglio nella zona di Scanzano, Policoro e Castellaneta Marina e in provincia di Brindisi. Ha un colore leggermente ambrato, un odore e un sapore caratteristico tipico degli eucalipti di quelle zone e viene giustamente considerato uno dei migliori mieli prodotti in Italia. E&rsquo; un prodotto antisettico dei polmoni, delle vie urinarie, dell&rsquo;intestino, consigliato in tutte le infezioni respiratorie, in particolare nei casi di bronchite. Agisce anche contro la cistite urinaria e la colobacillosi.</p>
<p align="justify">MIELE MILLEFIORI</p>
<p align="justify">E&rsquo; un miele prodotto su tante fioriture e che quindi non presenta alcuna prevalenza pollinica. E&rsquo; considerato il classico miele da tavola e pu&ograve; presentare varie colorazioni: molto chiaro soprattutto su fioriture primaverili, ambrato per quello prodotto nei periodi estivi e agli inizi dell&rsquo;autunno.</p>
<p align="justify">MIELE DI TIGLIO</p>
<p align="justify">E&rsquo; prodotto nel mese di giugno nei boschi di tiglio. Presenta un colore ambrato e ha un sapore particolare. Per le propriet&agrave; che il tiglio possiede &egrave; consigliato come sedativo del sistema nervoso.</p>
<p align="justify">MIELE DI ROSMARINO</p>
<p align="justify">Si produce all&rsquo;inizio della primavera nella zona della macchia mediterranea, in particolare nel territorio di Castellaneta Marina, Statte, Crispiano e Martina Franca a 200 mt.&nbsp;e in zone incolte della macchia mediterranea.&nbsp;Si presenta con un colore chiaro con retrogusti floreali e di essenze. E&rsquo; un ottimo miele da tavola che &egrave; considerato come coadiuvante per le funzioni epatiche.</p>
<p align="justify">MIELE DI ACACIA</p>
<p align="justify">Si produce nei mesi di maggio e giugno nei robineti e presenta una colorazione che va dal giallino al chiaro trasparente e&nbsp;si&nbsp;ricava a 400 mt.&nbsp;nella provincia di Avellino. Ha un odore delicato e difficilmente solidifica. Per la sua dolcezza &egrave; il miele prediletto dai bambini. Viene adoperato anche per dolcificare il pasto dei neonati ed &egrave; raccomandato per i diabetici leggeri.</p>
<p align="justify">MIELE DI AGRUMI</p>
<p align="justify">Viene prodotto nel mese di maggio, nella fascia ionica tarantina, a Castellaneta Marina, ricca di agrumi. Presenta un colore chiaro e ha un odore caratteristico e intenso. E&rsquo; ottimo per la prima colazione con fette biscottate&nbsp; e burro, nella dieta per l&rsquo;infanzia e per dolcificare il th&egrave;.<br /> Ha propriet&agrave; sedative, antispasmodiche per cui pu&ograve; essere utilizzato da parte di soggetti nervosi, ansiosi, nei casi di emicrania, insonnia e palpitazioni.</p>
<p align="justify">MIELE DI TIMO</p>
<p align="justify">E&rsquo; prodotto principalmente nella zona della macchia mediterranea compresa tra&nbsp; Statte, Crispiano e Massafra. Ha un colore scuro, un consistente odore aromatico e un forte sapore. E&rsquo; un ottimo antisettico generale da utilizzare contro tutte le malattie infettive sia polmonari che delle vie urinarie o intestinali. Ha un&rsquo;azione stimolante contro la stanchezza ed &egrave; raccomandato in caso di tosse. Combatte la flatulenza della digestione.</p>
<p align="justify">MIELE DI CASTAGNO</p>
<p align="justify">Si produce nel mese di giugno nei castagneti intorno Monticchio a 800 mt. &nbsp;e precisamente a Rapolla. E&rsquo; un miele dal gusto e sapore particolare, con un forte sapore e retrogusto amaro E&rsquo; molto ricco di sali minerali e di tannino. E&rsquo; raccomandato in tutti i casi di cattiva circolazione e per tutte le persone anemiche, affaticate, asteniche e a quelle che vogliono ingrassare.</p>
<p align="justify">MIELE DI CILIEGIO</p>
<p align="justify">Si produce nella zona di Turi, Sammichele di Bari e Gioia del Colle.</p>
<p align="justify">MIELE DI CORBEZZOLO</p>
<p align="justify">Si produce nella zona di Martina Franca e nella zona di macchia mediterranea della Murgia tarantina.</p>
<p align="justify">MIELE DI GIRASOLE</p>
<p align="justify">Si produce nel Tavoliere foggiano.</p>
<p align="justify">Il miele Apipuglia viene prodotto da agricoltura biologica, in alcune aziende agrarie presenti nei Comuni sopracitati, nel rispetto dei parametri stabiliti dalla legge ed &egrave; certificato da un Organismo di controllo: l&rsquo; I.C.E.A., Istituto di Controllo Etico ed Ambientale, Ente accreditato presso il Ministero delle Risorse Agricole e Forestali. Dopo essere stato raccolto viene trasformato nel laboratorio in via Pozzolongo, n.18/B a Gioia del Colle.</p>
<p align="justify">G. Rosini partecipa, pi&ugrave; per fede che per convenienza, a tutte le manifestazioni di promozione del biologico ( Biomedica, mercatini del bio vari, ecc&#8230;)<br /> Negli anni che vanno dal&nbsp;1986 al 2007&nbsp; Apipuglia ha ottenuto il Premio Giulio Piana Grandi Mieli d&rsquo;Italia, Tre Gocce d&rsquo;oro, a Castel San Pietro Terme, come miglior miele italiano.</p>
<p align="justify">Tra le numerose attestazioni ricevute, ricordiamo: attestazione &quot; MIELINBIO &quot; a Foligno nel 2007, riservato ai mieli biologici; attestato di qualit&agrave; &quot; Mieli dei&nbsp;Parchi &quot;, concorso nazionale tenuto a L&#39;Aquila&nbsp;nel 2008 e riservato ai mieli prodotti nei Parchi naturali italiani. E&#39; stato selezionato e ha partecipato al &quot; Salone del Gusto &quot; di Torino ad ottobre 2008 per presentare il suo miele biologico.</p>
<p> Oggi pi&ugrave; che mai parlare di miele &egrave; parlare di Apipuglia Novagel, il cui nome varca i confini della nostra regione, portando lontano e in alto il nome della nostra Gioia.</p>
<p align="justify">Grazie, Pino, perch&eacute; con la tua professionalit&agrave; e con il tuo lavoro non solo ci fai ancora&nbsp; gustare un &ldquo;nettare&nbsp;&nbsp; da&nbsp; dei &ldquo;, ma anche&nbsp; perch&eacute; questo amore che manifesti per la tua e la nostra&nbsp;Terra costituisce&nbsp;&nbsp; per i giovani un modello&nbsp;di impegno, di coraggio, di imprenditorialit&agrave; e di riscatto del nostro, ingiustamente bistrattato, Sud.</p>
<p align="justify">E&#39; consentito l&#39;uso del contenuto di questo articolo <strong><u>per soli fini non commerciali</u></strong>, citando la fonte e il nome dell&#39;autore.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
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		<title>Area Metropolitana o Distretto Rurale: Gioia nella terra di mezzo&#8230;.</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 01:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Rizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia & Prodotti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[città metropolitana]]></category>
		<category><![CDATA[distretto rurale]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Saluto gli amici di gioiadelcolle.info. anche se non scrivo da parecchio, Vi leggo quasi quotidianamente, constatando piacevolmente lo spirito di&#160; &#34;dialettica tenzone&#34;, che spesso anima le discussioni di stampo politico-amministrativo. Meglio cosi&#39;. In questo prolisso intervento volevo solo buttare gi&#249; due pensieri del tutto personali e condividerli con quanti fossero interessati o per lo meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2008/09/direzione.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2540" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2008/09/direzione.jpg" alt=" " title="direzione" width="172" height="180" align="left" /></a>Saluto gli amici di gioiadelcolle.info. anche se non scrivo da parecchio, Vi leggo quasi quotidianamente, constatando piacevolmente lo spirito di&nbsp; &quot;dialettica tenzone&quot;, che spesso anima le discussioni di stampo politico-amministrativo. Meglio cosi&#39;. In questo prolisso intervento volevo solo buttare gi&ugrave; due pensieri del tutto personali e condividerli con quanti fossero interessati o per lo meno incuriositi dall&#39;argomento, a proposito delle recenti dinamiche di programmazione locale negoziata che stanno interessando, dall&#39;alto e dal basso, il nostro territorio. Da una parte, calato dall&#39;alto, il progetto di <strong>Bari Citt&agrave; Metropolitana</strong>, che nella sua Area Vasta va a ricomprendere tutto l&#39;immediato hinterland barese ed abbastanza a sorpresa, secondo il mio modo di vedere, anche Gioia del Colle. Dall&#39;altro il <strong>Distretto Rurale del sud-est barese</strong>, un&#39;operazione che invece parte dal basso e che coinvolge sette comuni del sud est barese (oltre Gioia, ci sono Sammichele, Turi, Putignano, Castellana Grotte, Noci, Alberobello), sulla spinta di un POR Puglia, 2000-2006 Asse VI, che partendo dall&#39;informazione e dalla formazione d&#39;idonee risorse umane, tenta d&#39;imbastire un cosiddetto <strong>&quot;Percorso Verde di Distretto&quot;</strong> (PS ringrazio Donato per avermi informato dell&#39;iniziativa, poco pubblicizzata), <span id="more-2539"></span>tenta di dare nuova linfa all&#39;economia primaria ed al comparto turistico-ricettivo del nostro entroterra. Se a livello istituzionale, mi pare che i giochi siano fatti, ovvero l&#39;adesione all&#39;area metropolitana barese &egrave; cosa fatta, a livello strettamente locale mi chiedo e Vi chiedo in maniera del tutto informale se &egrave; questa la direzione giusta da prendere, giunti al &quot;bivio della concertazione&quot;. Da qualche anno, sia per motivi di studio ma soprattutto perch&eacute; mi piace scandagliare le dinamiche legate alla promozione economica ed alla programmazione territoriale del nostro entroterra, noto che le situazioni pattizie e di pianificazione dell&#39;economia locale hanno portato i nostri comuni a fare squadra, a fare sistema per meglio giostrare e gestire finanze di matrice comunitaria e regionale (manovrati a volte bene, altre volte male: &egrave; risaputo che non tutti i POR riescono col buco). Di qui le varie sigle PIT, GAL, patti territoriali e tanto altro. Un dato &egrave; estremamente evidente: <strong>Gioia, sia per scelte politiche, sia per l&#39;effettiva collocazione geo-istituzionale, si &egrave; sempre messa in mezzo, senza mai &quot;schierarsi&quot; definitivamente con un territorio, premiato da un&#39;identit&agrave; fisionomica stabile</strong>. Se nel patto territoriale del sistema murgiano, ci siamo accodati a Santeramo ed agli altri comuni dell&#39;Alta Murgia, col GAL abbiamo seguito la direzione della vecchia ASL, con Putignano ed il sud-est barese delle grotte e dei trulli. Ora si pone questa nuova sfida, con l&#39;unione metropolitana, sulla quale pioveranno finanziamenti non indifferenti ed assetti istituzionali locali nuovi. Tuttavia, siccome ho sempre creduto in una nozione seria d&#39;economia rurale e non delegittimata da sorrisini stupidi, negli scorsi giorni, insieme a rappresentanti degli altri comuni del sud est prima menzionati, nell&#39;ambito del progetto formativo di marketing integrato territoriale, teso a tracciare una mappatura di un futuribile distretto rurale di sud-est, ho visitato il distretto rurale della Maremma, che abbraccia buona parte della provincia di Grosseto. Il primo distretto rurale d&#39;Europa, modello per le altre esperienze replicate nel nostro territorio nazionale e non solo. Non entro nei particolari, altrimenti non la finiamo pi&ugrave;: di certo fa riflettere come un territorio al quale nulla abbiamo da invidiare a livello d&#39;organizzazione agraria e bellezza paesaggistica, sia stato in grado di rinascere in pochi anni, grazie alla cabina di regia dell&#39;istituzione Provincia (abbiamo parlato per due ore col Presidente della Provincia di Grosseto e con vari sindaci, <strong>cosa da queste parti difficilmente replicabile se non previo appuntamento</strong>), che insieme ai comuni, ha coordinato le diverse filiere (olio, vitivinicolo, allevamenti da carne, agriturismo e strutture ricettive, acquacoltura), con i produttori (anche piccolissimi) uniti in cooperative e consorzi solidi e dal forte potere contrattuale, periodicamente sponsorizzati su tutte le vetrine nazionali dalle PPAA, che accompagnano con una robusta partnership il proprio tessuto produttivo locale. L&#39;interrogativo che mi pongo &egrave;: quanto ancora dobbiamo aspettare e penare per mettere in atto tali processi imitativi? <strong>Per quanto tempo ancora continueremo a mettere piedi in pi&ugrave; scarpe, senza prendere una decisione strategico-territoriale precisa?</strong> Dobbiamo accontentarci d&#39;essere periferia remota e propaggine di una citt&agrave; metropolitana, gi&agrave; con tante criticit&agrave; e che ignora la nostra dimensione rurale? Un serio marchio Murgia &egrave; davvero improponibile, per operatori del settore ed enti locali, che si limitano solo ad alzare la staccionata attorno al proprio prodotto campanilisticamente esclusivo? Partire dalle proprie vocazioni, di solito, &egrave; vincente: questo ci hanno insegnato gli operatori del marchio Maremma. Una terra, quella toscana, dove i campanili hanno alle spalle una storia notevole, a livello d&#39;autogoverno, ma che in tempi critici come quelli d&#39;oggi, hanno saputo fare accorta e vitale opera di sintesi. Nel grossetano, dopo la chiusura delle miniere, sono ripartiti dall&#39;agro-zootecnico, puntando all&#39;eccellenza. Sperare che le grandi industrie straniere e settentrionali, giungano qua a fare solidariet&agrave; pu&ograve; rivelarsi una chimera. Guardiamoci attorno: non bisogna essere Keynes per capire che <strong>ci&ograve; che non &egrave; aziendalmente autoctono, &egrave; destinato a collassare nel medio termine</strong>. Dalle nostre parti il gigante del salotto barcolla, la Miroglio ha fatto saltare gli equilibri economici prima a Castellaneta ed in questi giorni sta appiedando Ginosa. <strong>Tolto l&#39;Aeroporto Militare e l&#39;Ansaldo, la macro-economia gioiese gira attorno al lattiero-caseario ed al suo indotto</strong>. Speriamo solo che una volta divenuti cittadini metropolitani, non aumenti ulteriormente la fastidiosa presunzione d&#39;essere superiori ai comuni limitrofi, compresi nell&#39;Area vasta della Murgia ad ovest e nel distretto rurale a sud est. Consapevole d&#39;aver solo lanciato un anonimo sasso nello stagno dei benpensanti, porgo sinceri saluti a tutti</p>
<p align="justify">Antonio Rizzi</p>
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		<title>Prioritaria una connessione stradale Gioia del Colle-Matera</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 00:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nunzio Loporcaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia & Prodotti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Gioia del Colle]]></category>
		<category><![CDATA[Matera]]></category>
		<category><![CDATA[polo logistico]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2008/09/strada.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2535" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2008/09/strada.jpg" alt=" " title="strada" width="137" height="92" align="left" /></a>Il Sud Italia sconta, ancora oggi, un deficit infrastrutturale notevole. Il nostro territorio, baricentro geografico tra le province di Bari, Taranto e Matera, ha l&#39;opportunit&agrave; di procurarsi nuove occasioni di crescita e sviluppo, se sapr&agrave; sfruttare al meglio le proprie risorse. E&#39; necessario attenuare il modello centripeto del capoluogo regionale pugliese che costituisce, di fatto, una vasta area metropolitana, i cui confini diventano sempre meno marcati, e rafforzare i tracciati trasversali per Taranto e Matera, che sarebbero in grado di penetrare maggiormente nell&#39;entroterra e, quindi, capaci di costituire delle dinamiche reti territoriali e locali. Queste nuove vie di sviluppo consentirebbero di supportare in modo differente le<span id="more-2534"></span>&nbsp;funzioni urbane di un sistema insediativo policentrico, complesso interagire di attivit&agrave;, spazi e relazioni. In questo spazio dilatato, frammentato e disperso, dello sprawl moderno, &egrave; indispensabile riconnettere i luoghi notevoli della socialit&agrave;, dell&#39;economia, dell&#39;abitare, tramite una rete ambientale ed una rete infrastrutturale. Nel complesso di infrastrutture, oltre alla viabilit&agrave; stradale, trovano collocazione i nodi specializzati ovvero spazi attrezzati per le attivit&agrave; produttive. La realt&agrave; locale ci parla di un porto di Bari da rendere monofunzionale al trasporto passeggeri in sinergia con il nuovo aeroporto di Palese, di un porto di Taranto, secondo in Italia per il trasporto merci, e di un distretto del salotto, individuabile nelle citt&agrave; di Santeramo, Altamura e Matera, in profonda crisi per i fenomeni della globalizzazione, da reindustrializzare e riconvertire. Questa visione territoriale vede Gioia del Colle posizionarsi in una prospettiva virtuosa di sviluppo. Quando si parla di polo logistico, a Gioia del Colle, si parla di un possibile nodo di questa rete infrastrutturale. Nei nodi convergono le aste e, tra queste, maggiore attenzione merita, attualmente, la Gioia del Colle-Matera che &egrave; stata abbandonata al suo destino per troppo tempo, forse privilegiando la realt&agrave; metropolitana della Terra di Bari che deve ancora germogliare, se riuscir&agrave; a cogliere appieno le opportunit&agrave; dei fondi strutturali, legati ai piani strategici. Vi &egrave; poi da considerare l&#39;opportunit&agrave;, in chiave turistica, di un collegamento viario principale, una sorta di &quot;percorso narrante&quot;, tra Matera e Gioia del Colle, ovvero tra la citt&agrave; dei sassi, patrimonio Unesco, e la citt&agrave; degli scavi di Monte Sannace e del castello federiciano. Si aggiunga poi la possibilit&agrave; di inserire la nostra citt&agrave; in un consorzio intercomunale ASI dell&#39;alta murgia, a sostegno e sviluppo delle attivit&agrave; produttive, con evidenti ricadute occupazionali.</p>
<p align="justify">Per tutte queste ragioni la nostra amministrazione, dovrebbe adoperarsi, insieme all&#39;amministrazione della citt&agrave; lucana, per la realizzazione di questa importante connessione stradale. Il territorio della Regione Basilicata avrebbe accesso privilegiato in Puglia, proprio attraverso Gioia del Colle e la sua rete plurimodale ferro-gomma. Allora la presenza del centro logistico intermodale sarebbe giustificata e auspicata a livello sovracomunale, ad ulteriore compensazione dei maggiori traffici veicolari che si andrebbero a sviluppare. Altrimenti assisteremo ai cosiddetti &quot;bus navetta&quot;, recentemente istituiti, che collegano Matera all&#39;aeroporto di Bari-Palese, con tre corse giornaliere, che cercano di alleviare questo gap di collegamenti e di bypassare il nostro territorio, naturale via di passaggio, svilendone le sue ricchezze intrinseche alla fortunata collocazione geografica.</p>
<p align="right"><em>Nunzio Loporcaro</em></p>
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